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Quirinale: da Mattarella Renzi e ministri per Cons. Europeo

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Legge elettorale: Gentiloni asseconda la fiducia, via libera del Quirinale

Pubblicato il 10 ottobre 2017 da ansa

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Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella con Matteo Renzi e Paolo Gentiloni, ANSA/ UFFICIO STAMPA QUIRINALE – PAOLO GIANDOTTI

 

ROMA. – Nè proposta nè subita. A Palazzo Chigi raccontano così l’atteggiamento del premier Paolo Gentiloni rispetto al pressing del Pd per porre la fiducia sul Rosatellum. Il presidente del Consiglio, dopo una valutazione durata alcuni giorni, e condivisa con Matteo Renzi ma soprattutto con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha deciso di accogliere la richiesta della maggioranza perchè, come ha spiegato in consiglio dei ministri, serve a “facilitare” il percorso di una riforma a fine legislatura che altrimenti rischia di non vedere la luce.

Una posizione condivisa dai ministri Minniti, Martina, Franceschini e Lotti ma non, a quanto si apprende, da Andrea Orlando che si è detto “perplesso” pur autorizzando la fiducia. Da giorni la fiducia era un’ipotesi ma Gentiloni non aveva ancora deciso.

Come aveva spiegato infatti nel suo discorso di insediamento alle Camere, il 13 dicembre scorso, a suo avviso il governo non è “attore protagonista” sulla riforma del voto. Ma è anche vero, aggiunse già allora, che il suo compito è “accompagnare, facilitare e sollecitare il confronto” per una legge necessaria. A maggior ragione, si è convinto il premier ascoltando le ragioni del Pd, urgente visto che la legislatura è agli sgoccioli.

E, se anche il Rosatellum cadesse in Aula, il governo dovrebbe fare in extremis, per decreto, dei ritocchi al Consultellum. Quindi è giusto che il governo “aderisca” alla richiesta della maggioranza, ha chiarito il premier ai ministri.

Il Guardasigilli Andrea Orlando si sarebbe detto invece “perplesso” invitando a tenere aperto il dialogo con Mdp. Ma la sua posizione è stata isolata e ha trovato invece il pieno sostegno di Minniti, Martina e Lotti alla fiducia.

Decisivo nella decisione di Palazzo Chigi è stato il sostanziale via libera del Quirinale. Il Capo dello Stato, pur non dando giudizi di merito, è consapevole che il Rosatellum è l’ultima chance e se non passasse si andrebbe a votare con i sistemi usciti dalla Consulta con problemi soprattutto per il Senato.

Non secondario nelle valutazioni di Mattarella, e anche di Gentiloni, il fatto che la fiducia non sia messa su una legge da approvare a colpi di maggioranza, come avvenne per l’Italicum, e che l’accordo trova favorevoli pezzi importanti dell’opposizione come Fi e Lega. Una presa di posizione – bene impegno per riforma elettorale ma nessuna valutazione politica – che ha anche l’obiettivo di lanciare un “warning” a quanti tirano Mattarella per la giacchetta affinchè intervenga sulle dinamiche politiche in vista delle barricate che M5S e Mdp annunciano in aula e nelle piazze.

La decisione di blindare la legge elettorale potrebbe però portare ad altre novità nei prossimi giorni o dopo l’ok alla manovra: anche se nulla è stato deciso, il governo potrebbe decidere di porre la fiducia sullo ius soli per bilanciare quella che negli ex alleati di sinistra è stata avvertita come una forzatura istituzionale.

(di Cristina Ferrulli/ANSA)

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Di Maio accelera sul governo ma scoppia il caso Lazio

Pubblicato il 09 ottobre 2017 da ansa

Roberto Fico, Beppe Grillo e Luigi Di Maio.
(Photo by Jacopo Landi/NurPhoto via Getty Images)

 

ROMA. – Nessun accenno alla squadra di governo ma un confronto nel merito sul programma elettorale, un’iniziativa “buona” e “apprezzabile”. Roberto Fico si mostra conciliante alla fine dell’atteso incontro con il candidato premier Luigi Di Maio sul programma elettorale del Movimento, evita commenti sulla costituenda squadra di governo (“siamo agli albori, vedremo”) da parte del neo leader ma invita alla mobilitazione contro la legge elettorale e, soprattutto, richiama il M5s a fare quanto necessario per far rispettare le regole che vietano endorsement a favore di candidati del Movimento.

Il nuovo caso che agita il M5s è infatti legato alle regionarie laziali con il sindaco di Pomezia, Fabio Fucci, finito nel mirino per una mail che avrebbe inviato agli attivisti – ma lui nega – per sostenere la candidatura di Valentina Corrado. Rivale, tra gli altri, di Roberta Lombardi, candidata ‘ortodossa’ per la Presidenza della Regione.

“Le cordate non vanno bene, non sono il modello culturale del M5s” avverte Fico che esorta il collegio dei Probiviri del Movimento, che ha aperto un’istruttoria sul caso, a prendere provvedimenti nel caso dovesse ravvisare gli estremi per una sanzione.

“Anche se domani si inizia a votare c’è comunque il tempo di valutare. Perché la mail comunque è partita. E chi la doveva leggere l’ha letta: è – ripete Fico – un comportamento che non va bene, non è rispettoso e se il comitato probiviri riterrà che esistono gli estremi per farlo dovrà sanzionare”.

Il caso Lazio è una nuova grana per il candidato premier che ha provato a prendere le distanze da queste regionarie, indette per domani. Ma sia che vinca le primarie Roberta Lombardi, sia che venga sanzionato o meno il comportamento della candidata rivale, considerata vicina a Virginia Raggi, per il gruppo degli ortodossi è già una mezza vittoria.

Fico, che da tempo rivendica una maggiore attenzione ai fondamenti del Movimento, non perde l’occasione per spingere anche ad una mobilitazione per la legge elettorale. Il Rosatellum “è una legge contro una forza politica e contro un’idea di democrazia rappresentativa. Ci aspetta una settimana caldissima: noi, credo, dobbiamo fare un’opposizione dura come siamo molto bravi a fare” è l’appello che lancia poco prima della riunione dei parlamentari del Movimento chiamati a decidere proprio quali iniziative intraprendere per contrastare la legge.

E’ una legge “Ammazza Volontà Popolare” attacca anche Luigi Di Maio che si scaglia anche lui contro la ‘cordata’ messa in atto da “Lega, Pd, Forza Italia e Alfano, per cercare di battere il M5s non con i programmi e le idee ma con un’ammucchiata per ribaltare ancora una volta la scelta degli elettori”.

(di Francesca Chiri/Ansa)

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Manovra, le Regioni al governo: “Vogliamo più investimenti”

Pubblicato il 05 ottobre 2017 da ansa

Nella foto Pier Carlo Padoan (Roberto Monaldo / LaPresse)

 

ROMA. – In vista della manovra le Regioni parlano chiaro al governo e rilanciano in positivo puntando sull’aumento degli investimenti. Per arrivare a questo i governatori chiedono un percorso che per forza di cose, a loro dire, non dovrà essere ad ostacoli. Il faccia a faccia a Palazzo Chigi con il premier Paolo Gentiloni, la sottosegretaria Maria Elena Boschi e Gianclaudio Bressa degli Affari Regionali, viene giudicato positivamente dal presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini.

A margine della Conferenza delle Regioni, Bonaccini, che guida l’Emilia Romagna, ha tenuto a far sapere di “aver trovato piena disponibilità da parte del governo” e a conferma di ciò ha annunciato che al termine dell’incontro è stato deciso di far partire dei tavoli di confronto, che cominceranno a lavorare dai prossimi giorni anche in sede tecnica. Quindi nessun braccio di ferro alle viste, anche se la strada da fare per arrivare a un accordo è ancora lunga e non priva di ostacoli.

L’uomo dei numeri delle Regioni è il lombardo Massimo Garavaglia, che ricopre anche il ruolo di coordinatore degli assessori della Conferenza, presente anch’egli a Palazzo Chigi. Ma questa volta, o almeno in questa fase, non non ne pronuncia uno. “Non dico nulla, non ne posso parlare. Sia chiaro però che noi come Regioni puntiamo sul potenziamento della spesa per gli investimenti, serve una leva per la crescita e il Pil, salvaguardando però – sottolinea – il finanziamento delle politiche sociali e l’equilibrio dei conti pubblici”.

Inevitabile la domanda sul capitolo sanità. “L’esecutivo deve ricordare – precisa – che a breve si dovrà pensare ai rinnovi dei contratti e che questo costo andrà all’interno del Fondo. E’ importante tenere conto di questo punto se si vuole salvaguardare la manovra”.

Ma in termini generali, argomenta ancora l’assessore lombardo e leghista, “ricordo che il contributo che le Regioni daranno allo Stato Centrale nei prossimi 3 anni ammonterà a oltre 40 miliardi, quindi mi sembra chiaro che diano un buon apporto al saldo di finanza pubblica”. Non a caso proprio questo fronte occuperà la maggior parte del lavoro dei tavoli tecnici.

Tornando alla sanità, a fronte dell’intesa già fatta sull’ammontare del Fondo, pari a 114 miliardi di euro per il 2018, le Regioni temono che non si riesca a far chiarezza sul fatto che dentro quella cifra ci siano anche i 604 milioni che le regioni ordinarie pagano per il conto di quelle a statuto speciale. Insomma, la partita tra Regioni e Governo è appena iniziata, le prossime mosse ci diranno quanto sarà in salita.

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Spinta del governo contro la povertà, più risorse nella manovra

Pubblicato il 28 settembre 2017 da ansa

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Spinta governo contro la povertà, più risorse in manovra

ROMA. – La lotta alla povertà entra di diritto nel menù della prossima manovra. Dopo il varo del Rei, che partirà a gennaio, il governo punta ad ampliare il più possibile le risorse a disposizione, con l’obiettivo di fare dell’inclusione sociale uno dei capisaldi della politica economica dei prossimi anni.

Di fronte alla fotografia scattata dall’Asvis, l’Alleanza per lo sviluppo sostenibile guidata da Enrico Giovannini, che ha lanciato l’allarme proprio sull’indigenza e le diseguaglianze sempre più diffuse in Italia, il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha giudicato ancora insufficienti i fondi inseriti nella legge delega sulla povertà.

L’impegno preso in prima persona dal presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, è dunque quello di arricchire il reddito di inclusione già dalla prossima legge di bilancio, portando la dotazione complessiva dello strumento probabilmente dagli 1,7 miliardi già stanziati a 2 miliardi di euro.

Gli spazi finanziari nella legge di bilancio saranno probabilmente pochi, ma in vista della messa a punto del ddl, le misure – e le proposte – sembrano cominciare a prendere forma. Di certo, ha assicurato il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, verranno confermati ecobonus e sismabonus, anche se con modalità differenti, mentre sul fronte lavoro il presidente dell’Inps, Tito Boeri, propone di introdurre forme di decontribuzione non solo per i giovani ma anche per le neomamme, abitualmente penalizzate dopo la maternità nel rientro nel mondo del lavoro.

Per i bonus sulla casa, l’idea del Mit è quella di unire i due tipi di incentivo, garantendo le stesse caratteristiche all’uno e all’altro: in questo modo l’ecobonus per i condomini diventerebbe quinquennale, come già il sismabonus, il credito energetico sarebbe cedibile da parte degli incapienti, possibilità prevista al momento solo per l’agevolazione antisismica, e l’entità della detrazione sarebbe in entrambi i casi legata al miglioramento raggiunto.

Allo stesso tempo, si sta ipotizzando di eliminare il massimale di 96.000 euro per i capannoni, da legare invece ai metri quadri, e di allargare i beneficiari anche all’edilizia popolare, oggetto finora di un’esclusione “senza senso”, secondo Delrio.

I conti andranno fatti con attenzione con la Ragioneria generale dello Stato, a cui tocca il compito di bilanciare ogni entrata ed uscita. Ma intanto il Parlamento reclama dal governo nuovi dati non inseriti, secondo la Commissione Bilancio del Senato, nella Nota di aggiornamento al Def trasmessa alle Camere e calendarizzata in votazione il 4 ottobre.

Secondo il presidente della Commissione, Giorgio Tonini (Pd), nel documento manca l’indicazione degli interventi e degli effetti finanziari previsti dalla prossima manovra di bilancio che invece dovrebbero essere specificati. Una “lacuna” che dovrebbe essere colmata da Padoan nella prossima audizione del 3 ottobre.

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Porta (Pd): “Governo conferma attenzione e sensibilità alle istanze della nostra collettività”

Pubblicato il 09 marzo 2017 da redazione

ROMA – “Nonostante qualcuno continui a ripetere che questo governo non ascolta le istanze delle collettività italiane all’estero, si moltiplicano invece i segnali in senso contrario. Dopo l’approvazione in legge di bilancio di maggiori risorse per i consolati, la lingua italiana all’estero, l’informazione, le camere di commercio, i pensionati e l’Istituto Italo-latinoamericano, è di pochi giorni la notizia che, dopo aver risolto il dramma dei pensionati italiani in Venezuela, il governo, su richiesta del Parlamento, ha provveduto a potenziare la rete diplomatico-consolare italiana in quel Paese”. Lo sostiene l’on Fabio Porta, deputato eletto nella ripartizione America Meridionale, in una nota.

L’On. Fabio Porta intervistato dal nostro Direttore, Mauro Bafile

Il deputato, poi, dopo un breve accenno all’editoriale del nostro Direttore, Mauro Bafile, “Non siamo più soli”, scrive che è “sempre di questi giorni l’altra decisione del governo che conferma, andando incontro ad un’altra richiesta delle nostre collettività, la semplificazione delle procedure per il rilascio dei passaporti elettronici, la moltiplicazione dei ‘consolati itineranti’ e il rafforzamento dei poteri dei consolati onorari”
“Se nei prossimi mesi, – continua Porta – utilizzando le risorse già stanziate in legge di bilancio, si istituiranno presso i consolati dove maggiori sono le giacenze originate dalle domande di cittadinanza le cosiddette ‘Task force’ per l’eliminazione di tale arretrato, potremmo davvero dire di essere di fronte ad una importante e definitiva inversione di tendenza dopo anni di disattenzioni e promesse disattese rispetto alla comunità degli italiani nel mondo”.
Porta considera necessarie queste precisazioni per le varie dichiarazioni che continuano a rilevare tagli indiscriminati da parte dei Governi ai fondi destinati ai consolati italiani nel mondo.
“Anche la recente riapertura dell’Ambasciata italiana a Santo Domingo – conclude Porta – conferma con i fatti e non a parole l’impegno del sottosegretario per gli italiani all’estero Vincenzo Amendola e di tutto il governo in questa direzione”.

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Renzi, da rottamatore a rottamato

Pubblicato il 09 dicembre 2016 da Luca Marfé

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi con il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan (D)
ANSA/GIUSEPPE LAMI
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Mille giorni fa Renzi si era presentato al cospetto degli italiani nelle vesti di “rottamatore”.
Tre anni dopo, con un’evoluzione (involuzione) micidiale delle ultime settimane che lo hanno traghettato dritto dritto al disastro del referendum costituzionale, la gente lo ha inquadrato in chiave opposta a tutte quelle che erano esigenze e speranze di rinnovamento.
Un volto, una claque, un atteggiamento che hanno riesumato tanto del peggio della Prima Repubblica.
Ma il distacco che si è materializzato tra il Partito Democratico e gli elettori assume dei connotati ancor più precisi in queste convulse ore di consultazioni.
Padoan, Gentiloni, Franceschini.
Tre nomi che nulla hanno a che vedere con i desideri e soprattutto con i voti dei cittadini.
Non commento e non amo i 5 Stelle, ma almeno loro qualche “mi piace” in rete lo hanno preso.
O si riallaccia il legame con la base, per far sì che si senta davvero rappresentata, o Grillo e compagnia vinceranno a mani basse. Ma vinceranno per davvero, con percentuali mostruose. Inutile scannarsi dunque sulla nuova legge elettorale.
Una grossa fetta del risultato delle prossime elezioni politiche passa per il nome del successore di Renzi.
Speriamo non arrivi il pupazzo o il pupazzo del pupazzo.
O sarà l’ennesimo regalo a quella che ci ostiniamo a chiamare “anti-politica”, quando in realtà il senso della politica, quella vera, lo abbiamo perso noi.

Luca Marfé

Twitter: @marfeluca – Instagram: @lucamarfe

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Il Venezuela attraversa una delle fasi piú critiche della sua storia

Pubblicato il 11 maggio 2016 da redazione

Pensionati in Venezuela durante una riunione in cui l'Ambasciatore e funzionari dei Patronati hanno spiegato i motivi che hanno determinato la riduzione delle pensioni e quale potrebbe essere la situazione nel 2016.

Pensionati in Venezuela durante una riunione in cui l’Ambasciatore e funzionari dei Patronati hanno spiegato i motivi che hanno determinato la riduzione delle pensioni e quale potrebbe essere la situazione nel 2016.

ROMA – La settimana parlamentare è iniziata con il Venezuela e la nostra comunità al centro dei lavori della Camera dei Deputati.

Rispondendo nell’aula di Montecitorio ad una interrogazione urgente presentata dai deputati Fabio Porta, Giovanni Burtone, Demetrio Battaglia e Antonio Cuomo, del Partito Democratico, con la quale i parlamentari chiedevano “se e quali iniziative il Governo intenda adottare per monitorare costantemente l’evolversi della crisi in Venezuela e per assicurare alla comunità italiana il massimo sostegno in una condizione di oggettiva criticità, soprattutto per quanto riguarda la mancanza di generi di prima necessità, ponendo il tema anche nell’ambito degli organi internazionali”, il Sottosegretario agli Affari Esteri Benedetto della Vedova ha confermato come “il Paese sta attraversando una delle fasi più critiche della sua storia, che si sta ripercuotendo anche sulla numerosa comunità italiana residente nel Paese, le cui condizioni economiche e sociali sono fortemente deteriorate”.

Sulla questione della sicurezza, il governo ha affermato che “l’Ambasciata sta svolgendo un lavoro a tutto campo, grazie anche all’esperto che opera in loco e che si occupa delle denunce di violenze o minacce da parte dei connazionali, oltre che di eventuali casi di sequestri. La sicurezza viene, poi, posta sistematicamente all’ordine del giorno negli incontri con gli esponenti del Governo di Caracas, alla luce del continuo innalzamento degli indici di criminalità che si registrano nel Paese e, in particolare, nella capitale”.

Sulla grave carenza di medicine il Sottosegretario ha risposto che “su istruzioni della Farnesina, l’ambasciatore italiano a Caracas ha rappresentato alla Ministra degli esteri venezuelana, Delcy Rodríguez, la forte preoccupazione del Governo italiano e ha proposto delle modalità operative per far pervenire dall’Italia una lista di medicinali essenziali ai nostri connazionali, in particolare agli anziani”.

Sul tema delle pensioni, infine, molto sentito dai nostri connazionali, l’On. Della Vedova ha sostenuto che il nostro governo “è in costante contatto con l’INPS e il Ministero del lavoro e delle politiche sociali per vagliare la possibilità di riconsiderare il tasso di cambio attualmente utilizzato per pagare le pensioni agli italiani in Venezuela ed attuare il tasso di concambio flessibile, di valore più o meno corrispondente al precedente tasso SIMADI recentemente soppresso.

– In tal modo secondo – il rappresentante del governo – verrebbe calcolato in maniera più congrua il rateo di pensione spettante e garantito un potere d’acquisto reale, superando così le criticità legate al tasso di cambio ufficiale attualmente utilizzato, che sovrastima la valuta locale.

Fabio Porta, deputato eletto in Sudamerica e Presidente del gruppo interparlamentare Italia-Venezuela, ha così commentato la risposta del governo:

– Il Parlamento italiano non ha dimenticato i nostri connazionali che vivono in Venezuela e l’attenzione di tanti miei colleghi a quanto avviene in quel Paese conferma tale sensibilità; sono certo che il governo, che oggi come nelle scorse settimane ha risposto con altrettanta attenzione e preoccupazione ai nostri appelli, agisca rapidamente, sia sul tema delle pensioni che su quello dell’emergenza sanitaria e della sicurezza.

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10:47Arabia Saudita: Ministero Esteri nega contatti con Israele

(ANSA) - ROMA, 23 OTT - Il ministero degli Esteri dell'Arabia Saudita ha negato che nelle ultime settimane rappresentanti ufficiali del governo saudita si siano recati in Israele. Secondo quanto riportato da Al Arabiya English, in un comunicato si legge che le notizie su visite di ufficiali sauditi presso Israele "sono false e non hanno nessuna base di verità". Vengono inoltre invitati i media a verificare con accuratezza ciò che pubblicano. "Nessuna attenzione verrà data a dicerie e notizie con finalità altre ormai note", avrebbe aggiunto una fonte interna al ministero.

10:39Calcio:Nicchi,tempo effettivo gioco forse in futuro, ora no

(ANSA) - ROMA, 23 OTT - ''Non è escluso che si arrivi al tempo effettivo di gioco, ma ora no''. Il presidente dell'associazione italiana arbitri, Marcello Nicchi, apre al 'cronometro in campo' anche se solo in futuro: ''Oggi non serve il cronometrista per il tempo effettivo - aggiunge Nicchi ai microfoni di Radio Anch'io lo sport - può darsi in futuro. C'e' anche un problema di risorse. Con i primi risultati di questa sperimentazione (la Var, ndr) perdiamo un minuto e mezzo - aggiunge Nicchi - non a vedere il monitor si perde tempo ma con altri episodi''.

10:37A Napoli cadavere extracomunitario,ha colpo pistola in testa

(ANSA) - NAPOLI, 23 OTT - Il cadavere di un cittadino extracomunitario è stato ritrovato in un appartamento di Napoli, in via Giovanni Tappia. Sul corpo dell'uomo, di circa 35-40 anni, è stato individuato un colpo di pistola alla testa. In casa è stata anche trovata la pistola, vicino al corpo. Potrebbe trattarsi di un suicidio ma la Polizia di Stato indaga per non escludere alcuna pista. Ieri sera sono stati i Vigili del Fuoco e gli agenti del commissariato Vicaria-Mercato ad accedere nell'appartamento trovato completamente a soqquadro; il corpo era già in avanzato stato di decomposizione.

10:26Turchia: 859 arresti per terrorismo in una settimana

(ANSA) - ISTANBUL, 23 OTT - Ancora arresti di massa in Turchia con accuse di "terrorismo". Sono 859 le persone finite in manette nell'ultima settimana, secondo un bollettino del ministero degli Interni. La maggior parte (643) sono sospettate di legami con la presunta rete golpista di Fethullah Gulen. Altre 131 sono state arrestate in operazioni contro il Pkk curdo, durante le quali sono anche stati "neutralizzati" 64 militanti, di cui 45 uccisi. Detenuti dall'antiterrorismo anche 69 sospetti affiliati all'Isis e 16 a gruppi illegali di estrema sinistra. Dal tentativo di putsch del 15 luglio 2016, gli arresti per presunti reati di terrorismo in Turchia sono stati più di 50 mila.

10:03Vittima incidente a terra, lui filma e fa la diretta su Fb

(ANSA) - BOLOGNA, 23 OTT - Mentre la vittima di un incidente stradale era a terra, lui con il telefonino si è connesso a Facebook e ha iniziato a trasmettere la diretta dell'agonia, scrivendo: "Chi mi segue chiami aiuto!" e "C'è sangue, speriamo si salvi". E' successo a Riccione (Rimini), dove nella notte tra sabato e domenica è morto in viale Veneto un ragazzo di 24 anni, Simone Ugolini, dopo un schianto in motorino contro un albero. L'autore del video, come riportano quotidiani locali, si chiama Andrea Speziali, ha 29 anni, esperto d'arte e candidato alle ultime elezioni comunali. Sui social è stato bersagliato di critiche e insulti. "Mi hanno detto che avevano già chiamato i soccorsi", ha detto poi - riferisce Il Resto del Carlino - spiegando di essere rimasto "sconvolto, sotto choc" e di aver voluto "far qualcosa per quel giovane a terra". "Mi sono messo a filmarlo e volevo fare una diretta, volevo condividere il mio dolore. Non cercavo lo scoop - ha aggiunto - ora ho capito di aver sbagliato e chiedo scusa a tutti". (ANSA).

09:59Calcio: Nicchi ‘Montella si dovrà adeguare alla Var’

(ANSA) - ROMA, 23 OTT - ''Io non rispondo a Montella in senso lato, dico soltanto che anche lui si dovrà adeguare a questa tecnologia. La carriera non se la gioca solo lui ma tutti''. Il presidente dell'Aia (l'associazione italiana arbitri), Marcello Nicchi, risponde alle polemiche sulla Var del tecnico del Milan Vincenzo Montella dopo il pari con il Genoa ed il rosso a Bonucci. ''Lui - aggiunge Nicchi ai microfoni di Radio Anch'io lo sport - sa come bisogna contenersi, se la sua squadra girasse come si deve non saremmo qui a commentare''.

09:59Esplode bombola di gas a Palermo, 4 pompieri feriti

(ANSA) - PALERMO, 23 OTT - Quattro vigili del fuoco sono rimasti feriti, la notte scorsa, uno in modo più grave, a causa dell'esplosione di una bombola di gas, che era sistemata in un camper nella zona di Cruilas a Palermo, alle spalle dell'ex centro commerciale Grande migliore. La squadra era intervenuta dopo la segnalazione di un incendio, intorno alle 3. Durante le operazioni la bombola è scoppiata e i quattro pompieri sono stati travolti dalle fiamme. Il caposquadra è ricoverato al centro grandi ustioni del Civico. Ha ustioni al viso e alle mani. La prognosi riservata.

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