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Calciomercato: l’Inter prova per Criscito, Napoli sempre su Verdi

Pubblicato il 07 gennaio 2018 da ansa

Inter prova per Criscito

 

ROMA. – Inter al centro del mercato. Nonostante i paletti per operare in entrata, la dirigenza nerazzurra cercherà di assicurare rinforzi a Luciano Spalletti. Il tecnico ha detto a chiare lettere che serve un difensore, e la società si è mossa per cercare di mettergli a disposizione già da ora Domenico CRISCITO. Il difensore di origini napoletane è in scadenza a fine stagione con lo Zenit e non ha intenzione di rinnovare, il problema sarà convincere il suo attuale club a lasciarlo partire subito.

A rinfoltire i ranghi nel reparto arretrato arriverà anche Alessandro BASTONI dall’Atalanta, anche se Spalletti vorrebbe qualcuno con maggiore esperienza. Per l’esterno offensivo, altra priorità dell’Inter, l’obiettivo rimane sempre quello di ottenere in prestito Gerard DEULOFEU dal Barcellona. Nulla da fare invece per Javier PASTORE, che fino a giugno non si muoverà da Parigi.

Intanto il dirigente Walter Sabatini, coordinatore dell’area tecnica di Suning Sports Group, è volato in Cina per un summit di mercato a Nanchino con la proprietà. E’ provabile che si parli anche del brasiliano RAMIRES, che continua a spingere per trasferirsi in nerazzurro dallo Jiangsu.

Si muoverà anche il Milan, che ha individuato il rinforzo per il suo centrocampo: si tratta di Jakub JANKTO dell’Udinese, ma ora il problema sarà convincere la società friulana a far partire subito il giocatore. I contatti sono stati comunque avviati. In uscita sono Gabriel PALETTA, che dovrebbe andare al Ssssuolo, e Luca ANTONELLI, per il quale è tornata d’attualità l’ipotesi Fiorentina, che ha chiesto anche Manuel LOCATELLI.

Kevin STROOTMAN sembra intenzionato a lasciare la Roma a fine stagione. Più che la Juventus, comunque interessata, la sua destinazione dovrebbe essere la Premier League, dove l’olandese ha vari estimatori. Intanto ALEIX VIDAL del Barcellona ha detto no ai giallorossi: il Barcellona lo cederà ma lui preferisce tornare al Siviglia.

In uscita da Trigoria c’è anche BRUNO PERES, che piace al Benfica, dove potrebbe finire in prestito con obbligo di riscatto a dieci milioni. La Roma sta anche tentando di capire se il Genoa sia effettivamente interessato a CASTAN. E’ sfumato definitivamente, per la dirigenza giallorossa, il sogno Riyad MAHREZ: il Leicester lo cederà al Liverpool per 55 milioni.

Intanto fanno discutere le parole dette dal d.s. Monchi al canale tv societario: “abbiamo problemi di tutti i tipi, la situazione economica la conoscete, per fare mercato ci vogliono i soldi”. E’ probabile che nei prossimi giorni ci sia un vertice con il presidente Janes Palletti, se questi si recherà a Londra per l’impegno in terra britannica dei Boston Celtics (contro Philadelphia).

In casa Lazio tiene sempre banco il tema del rinnovo di Stephan DE VRIJ, che però non vuole firmare e si sarebbe promesso all’Inter (ma il Barcellona si rifarà sotto anche se a giorni prenderà il difensore colombiano Yerry MINA dal Palmeiras). Il presidente Claudio LOTITO non pensa di muoversi in entrata a gennaio, a meno che non si presenti un’occasione particolarmente stimolante. Di sicuro arriverà da Verona MARTIN CACERES per rinforzare la difesa, mentre MAURICIO dovrebbe andare allo Spartak Mosca.

Nessun movimento da parte della Juventus, mentre il Napoli non molla sul fronte Simone VERDI, che non vorrebbe lasciare Bologna prima di giugno. Bisognerà fargli capire che alla corte di Sarri non rischia di fare tanta panchina, mentre agli emiliani potrebbe andare Amato CICIRETTI, in uscita dal Benevento. Il Chievo, intanto, non si accontenta di Arkadiusz MILIK in cambio della cessione immediata di Roberto INGLESE. Gli emissari del presidente De Laurentiis sono sempre al lavoro anche sulla pista di Amin YOUNES dell’Ajax.

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Juventus-Inter finisce senza gol. Il Napoli può tornare avanti

Pubblicato il 09 dicembre 2017 da ansa

Una fase di gioco di Juventus-Inter all’Allianz Stadium di Torino ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

ROMA. – Finisce 0-0 il match clou della sedicesima giornata di Serie A tra Juventus ed Inter. Pari giusto all’Allianz Stadium di Torino, dove la partita è molto tattica, con una leggera supremazia interista nel primo tempo, bilanciata dalla reazione bianconera nella ripresa.
Sia Higuain che Icardi, i due attaccanti più attesi, ben neutralizzati dalle difese. Dybala in campo nell’ultimo quarto d’ora, ma nemmeno la stella argentina riesce a cambiare il volto della partita.
L’Inter sale a 40 punti e resta in testa alla classifica, ma domani il Napoli la può scavalcare in caso di vittoria sulla Fiorentina, al San Paolo. La Juventus raggiunge il Napoli a quota 38.

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Inter-Milan, derby con la Champions nel mirino

Pubblicato il 10 ottobre 2017 da ansa

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Inter-Milan, derby con la Champions nel mirino

 

MILANO. – “Il derby arriva al momento giusto, e l’obiettivo Champions deve essere un’ossessine”. Inter-Milan è il derby dell’incertezza con la Champions League nel mirino, e non solo per Vincenzo Montella che lo ha dichiarato apertamente. Domenica sera si affrontano due squadre in costruzione, due cantieri aperti il cui destino è ancora da chiarire.

Tanti i dubbi sul futuro di nerazzurri e rossoneri. L’Inter, dopo più di un anno di gestione Suning, ha trovato in Luciano Spalletti la guida per il riscatto ma il gioco non soddisfa e le restrizioni economiche sugli investimenti imposte dal governo cinese, limitano i rinforzi sul mercato.

Il Milan, invece, con l’avvento di Yonghong Li, ha rivoluzionato la squadra e Vincenzo Montella fatica a trovare l’equilibrio dopo undici nuovi acquisti tanto che con la sfida di domenica sera si gioca molto del suo futuro. L’ad Marco Fassone, però, esclude colpi di scena: “Non è un derby decisivo per Montella. C’è fiducia e stima, abbiamo un progetto a lungo termine. Sappiamo che a questo Milan serve tempo, speriamo non moltissimo”.

L’obiettivo di entrambe è la Champions League, un traguardo annunciato a gran voce dalle due società che hanno ambizioni comuni. Il rapporto tra i due club però è in realtà piuttosto freddo. Nel derby dello scorso aprile, che ha segnato il debutto a San Siro per Yonghong Li, non c’è stato nessun incontro con Steven Zhang unico rappresentante di Suning presente alla stracittadina.

Difficilmente la situazione cambierà domenica sera, anche perché né il proprietario del Milan né Zhang Jindong sono attesi a San Siro. Negli ultimi mesi il ‘distacco’ è stata confermato da Fassone che prima ha puntato il dito contro la situazione economica dell’Inter, poi in un’intervista al Guerin Sportivo realizzata qualche settimana fa e pubblicata ora ha dichiarato: “L’Inter è una società che ha sempre avuto bisogno di un uomo forte in panchina e ha un’anima naif”.

Parole che il club nerazzurro preferisce non commentare. Uno stallo nei rapporti che potrebbe compromettere anche il restyling del Meazza, perché per trovare l’accordo il Comune dovrà probabilmente mediare a lungo. Intanto domenica sera San Siro regalerà un grande colpo d’occhio. Sarà tutto esaurito e record di incasso, per una partita che, nonostante il rendimento sottotono di Inter e Milan, non perde il suo fascino.

I nerazzurri vogliono restare ai primi posti in classifica, sfruttando lo scontro diretto tra Roma e Napoli. Spalletti dovrà fare a meno di Brozovic infortunato ma ritrova Antonio Candreva reduce dal gol vittoria con l’Italia. L’esperienza in azzurro ha motivato anche Roberto Gagliardini: “Abbiamo lottato e abbiamo vinto da squadra. Adesso l’Inter e il derby: per noi e per la nostra gente”.

Il Milan invece, lontano ben sette punti, vuole tornare alla vittoria dopo due sconfitte. Montella dovrà dimostrare di avere le carte in regola per raggiungere la Champions. “Senza non sarebbe un dramma perché alla Uefa ho presentato anche dei piani che non prevedono la qualificazione alla Champions ma avere 40 milioni di euro di fatturato in più sarebbe positivo e ci consentirebbe di non dover pensare alla cessione di un giocatore. La nostra gara è su Inter e Roma perché Napoli e Juve sono più forti”. Contro i nerazzurri Montella non può quindi sbagliare e c’è cauto ottimismo per il recupero di Nikola Kalinic reduce da un problema alla coscia.

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Serie A: Napoli settebellezze, Milan ko con la Roma

Pubblicato il 01 ottobre 2017 da ansa

Napoli-Cagliari: Il gol di Hamsik (Foto cortesia Napoli F.C.)

 

ROMA. – Il Napoli è il solito rullo compressore e continua a volare: schiaccia il Cagliari 3-0 e inanella la settima vittoria consecutiva. In attesa di Atalanta-Juve si gode il primato in solitario con due punti di vantaggio su un’Inter che vince di misura a Benevento con una doppietta di Brozovic rischiando di farsi raggiungere. La Roma batte 2-0 al Meazza il Milan, con Dzeko e Florenzi, e lancia un messaggio a chi sta davanti.

Ma il risultato più eclatante lo trova la Lazio che rimonta e travolge il Sassuolo 6-1 all’Olimpico condotta per mano da Luis Alberto, autore di una doppietta. Per Bucchi potrebbe maturare l’esonero. Nelle altre gare del pomeriggio la Fiorentina cade in casa del Chievo, il Toro in dieci si fa rimontare due gol dal Verona nel recupero mentre tra Spal e Crotone finisce in pari.

Il Napoli continua a estasiare il suo pubblico coccolandolo con prestazioni superlative. Dominio totale del campo, avversari soggiogati e impreparati a opporsi. Col Cagliari possesso palla asfissiante, Hamsik in gol dopo 4′ (Maradona ormai è a distanza di un gol tra i goleador della storia napoletana), poi un rigore di Mertens e una ribattuta di Coulibaly per chiudere in letizia la giornata e restare in testa a punteggio pieno.

Più a ostacoli il percorso netto dell’Inter, che continua a vincere, ma sempre col fiatone. Contro la cenerentola Benevento i nerazzurri partono bene con una doppietta di Brozovic: un colpo di testa e una punizione, poi varie occasioni fallite per leggerezza. Ma il Benevento ha un D’Alessandro nel motore che riduce le distanze in contropiede, poi l’ex romanista colpisce di testa e i campani mettono in difficoltà l’Inter che si difende tra le perplessità di Spalletti.

La Lazio ha bisogno che il Sassuolo le faccia il solletico, passando in vantaggio su rigore di Berardi, per reagire scatenandosi. Gran protagonista, ancora una volta, Luis Alberto che trova il pari con un gioiello su punizione, poi in meno di un quarto nella ripresa la Lazio travolge e umilia il Sassuolo (con 4 gol in 13′): De Vrij di testa, ancora Luis Alberto, una doppietta di Parolo e un rigore di Immobile continuano a far sognare la squadra di Inzaghi, saldamente al quarto posto.

Al Meazza, Montella ritrova la ‘sua’ Roma e prova per la prima volta l’attacco a due Kalinic-Andrè Silva. Partita bloccata e brutta per un tempo, poi le squadre si allungano e il Milan sembra poter arrivare alla porta di Allison. E invece è un’invenzione sull’asse Pellegrini-Dzeko a sbloccare la partita dopo 72′ di gioco, poi Florenzi chiude per il 2-0 con un gol che mette il sigillo al suo ritorno dopo un anno di stop. La Roma è più concreta che bella, però c’è, come aveva chiesto di dimostrare Di Francesco. Per la squadra rossonera è il terzo ko del campionato, il secondo consecutivo. Ora la pausa, ma poi c’è il derby. Mirabelli intanto tiene lontani i fantasmi, sottolineando che Montella è bravo come Ancelotti.

Prosegue invece la via crucis della Fiorentina: a Verona passa in vantaggio con Simeone, potrebbe raddoppiare, ma i veneti sfruttano la giornata speciale di Castro che con una doppietta (sul primo gol imbarazzante liscio di Biraghi) ribalta la gara. I viola si ritrovano pericolosamente nella parte bassa della graduatoria.

Finale da incubo per il Torino col Verona: i granata hanno la gara in pugno con un gol di rapina di Iago Falque e una prodezza di Niang. Poi mollano gli ormeggi e il Verona in recupero segna due volte: prima un gol di Kean con sospetto di fuorigioco, poi per un fallo di mano su Cerci Pazzini trova su rigore un pari insperato. Granata imbufaliti anche perché tutto è avvenuto con la squadra in dieci per l’ infortunio di Belotti.

Pari soddisfacente per il Crotone che frena la Spal: si infortuna Borriello e in gol va Paloschi, ma Simy riacciuffa la sfida salvezza.

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Pioli, contro la Roma serve un’Inter eroica

Pubblicato il 22 febbraio 2017 da ansa

Pioli e Icardi at Appiano Gentile.

MILANO. – Un’Inter eroica per battere la Roma. Stefano Pioli vuole “una squadra di guerrieri per dare una scossa alla classifica e accorciare il distacco dalle posizioni che valgono la Champions League. Speriamo di essere come i protagonisti del film e alla fine uscirne vincitori. Stiamo gettando le basi per costruire una squadra competitiva. Possiamo crescere ma dobbiamo guardare alla partita con grande convinzione”, dice dopo aver visto al cinema, insieme alla squadra nerazzurra, ‘The Great Wall’, diretto da Zhng Yìm¢u ispirato alla costruzione della Grande muraglia cinese. E per fermare Edin Dzeko servirà proprio una ‘muraglia’.

Il bomber giallorosso non giocherà nell’impegno in Europa League della Roma. Spalletti gli concede un po’ di riposo per averlo al meglio contro l’Inter domenica sera. Pioli, senza Miranda squalificato, punta tutto sull’affidabilità di Medel, affiancato da Murillo che anche oggi si è allenato a parte rispetto al resto del gruppo. Si tornerà alla difensa a quattro, cercando conferme nel trend positivo delle recenti sfide: l’Inter ha subito solo tre gol nelle ultime dieci gare.

Ma non sarà facile neutralizzare il secondo miglior attacco della serie A, capace di segnare finora ben 54 gol, quattordici in più della squadra nerazzurra. Il momento è delicato, la società riconosce l’importanza della partita e i vertici del club saranno tutti presenti sugli spalti. Domani arriverà a Milano Zhang Jindong, poi sabato sarà il turno del presidente Erick Thohir. Il board al gran completo per stringersi intorno alla squadra.

Domenica Pioli si gioca anche parte del suo futuro. La conferma a fine stagione dipende dai risultati sul campo e dagli scontri diretti. La Roma è la sua bestia nera, perché su tredici partite ne ha vinta solo una, perdendone otto. Per invertire la tendenza, Pioli si affida a Mauro Icardi che ha scontato le due giornate di squalifica e tornerà in campo dopo aver chiuso anche la questione legata al libro autobiografico che provocò tante polemiche: l’attaccante ha patteggiato con la procura Figc una multa di 13.500 euro per le frasi sui tifosi e anche l’Inter dovrà pagare una sanzione di 6.500 euro.

Icardi non segna da più di un mese ma dopo aver passato due settimane lontano dal campo è pronto ad accendere la sfida con Dzeko per la classifica dei marcatori. Resterà in panchina, invece, Gabriel Barbosa. Il brasiliano, uomo partita della vittoria sul Bologna, chiede ora qualche chance in più da titolare. “Sarebbe un onore – dice a Premium – vestire la maglia numero 10 dell’Inter e spero di giocare un po’ di più per conquistare la Seleao. Sono molto contento e felice per il gol ma voglio fare di più”.

Difficile però che possa trovare spazio contro la Roma, una partita tesa e forse decisiva per la stagione e i traguardi dell’Inter.

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Inter: ritorna Mancio, “nuova sfida stimolante”

Pubblicato il 14 novembre 2014 da redazione

MILANO. – Elegante e composto, con rigorosa sciarpa al collo, dopo sei anni Roberto Mancini si siederà di nuovo sulla panchina dell’Inter e vi resterà, salvo colpi di scena, fino a giugno 2017. Un ritorno fortemente voluto da quando è finita la sua esperienza alla guida del Galatasaray. Serviva una svolta, uno scossone in tutto l’ambiente prima del derby e dopo il deludente pari col Verona. Moratti ne ha caldeggiato la candidatura e Thohir ha capito che sarebbe stato l’uomo giusto per risollevare le sorti della squadra. “Una nuova e stimolante sfida, sono contento di riabbracciare i tifosi. A domani e forza Inter” le prime parole del nuovo tecnico affidate al cinguettio di Twitter. Un amore ritrovato, una passione mai tramontata con i tifosi che lo hanno sempre ricordato con affetto e riconoscenza. Thohir ha di fatto scelto il suo primo allenatore proprio alla vigilia dell’annuale anniversario come azionista di maggioranza del club. Decidendo, tra l’altro, di affidarsi allo stesso uomo che regalò le prime vittorie al suo predecessore. Come fosse una strada affidabile da percorre per tornare grandi. Un segnale che l’opinione di Moratti conta ancora in società nonostante le recenti dimissioni. “Quest’oggi ho preso la difficile decisione di sollevare dall’incarico di allenatore Walter Mazzarri, in comune accordo con tutto il management. Lo ringrazio per tutti gli sforzi profusi. Ma il nostro obiettivo è quello di riportare l’Inter a essere uno dei top club d’Europa ed è per questo che sono felice di dare il bentornato a Roberto Mancini. La sua carriera parla per lui. La sua esperienza internazionale, così come la sua voglia di successi porterà la squadra ad un livello più alto” il benvenuto di Thohir sul sito ufficiale del club. Insomma il presidente ha capito che serviva un profilo importante per supportare il progetto di rilancio del brand. Un uomo che potesse ripopolare gli spalti del Meazza, un’immagine spendibile nel mondo. Ed erano proprio queste le caratteristiche di Mancini più apprezzate da Moratti. Perché sulla panchina di una squadra come l’Inter serve un uomo comunicativo, affascinante e di grande personalità. Il cambio in corsa costerà parecchio alle casse nerazzurre, l’addio a Mazzarri e al suo staff peserà più di 15 milioni di euro. E Mancini non ha concesso sconti: percepirà un ingaggio intorno ai 4 milioni a stagione diventando effettivamente l’allenatore più pagato della Serie A e si porterà dietro anche fedeli collaboratori. Ma Thohir, nelle lunghe chiamate intercorse con l’allenatore nella giornata di ieri, ha capito che era il miglior tecnico disponibile sul mercato, in grado di rilanciare la stagione e regalare di nuovo entusiasmo alla piazza. L’unica alternativa possibile. Il presidente ha così spianato la strada al dg Fassone e al Ceo Bolingbroke che a Roma nella nottata hanno chiuso la trattativa. Moratti era stato avvisato in giornata, rispondendo probabilmente con un sorriso all’annuncio del ritorno del Mancio. “Sono felice, è un grande lavoratore, un cambio necessario in questo momento” il suo commento. Perché secondo l’ex patron ora l’Inter è di nuovo in buone mani.

Ufficializzato l’addio di Mazzarri i tifosi sui social network hanno festeggiato. È la storia di un feeling mai nato, di un rapporto controverso cadenzato dai fischi del Meazza e dagli sfoghi via web ad ogni passo falso della squadra. La voce della piazza nerazzurra si era fatta sentire a più riprese nei giorni scorsi. Tutti uniti, voci autorevoli e non, nell’hashtag #MazzarriVattene. E alla fine Thohir ha accontentato i tifosi. “Il presidente ha visto che la disaffezione per Mazzarri portava meno spettatori, cioè introiti. Ha capito che gli costa meno cambiare allenatore piuttosto che rischiare di stare fuori dall’Europa. Non è questione di piazza, è questione di Piazza Affari” il commento di Enrico Mentana a Radio 24 sull’esonero di Walter Mazzarri dalla guida dell’Inter. Ora c’è di nuovo speranza, poca riconoscenza nell’ex allenatore e molta euforia. La scusa della pioggia nel pari col Verona ha di fatto incrinato definitivamente il rapporto. Non era più riconosciuto il ruolo di Mazzarri. Ma adesso inizia una nuova storia, un secondo capitolo con Mancini. L’uomo che ha fatto gioire i tifosi dopo anni senza successi.

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13:50Russia: Navalni presenta ricorso a ‘presidium’ Corte Suprema

(ANSA) - MOSCA, 18 GEN - Alexei Navalni ha presentato ricorso al 'presidium' della Corte Suprema russa per contestare la sua esclusione alle presidenziali russe del prossimo 18 marzo. "Abbiamo presentato un ricorso in cui chiediamo al presidium della Corte Suprema di invertire le decisioni prese dai tribunali di grado inferiore", ha detto a Interfax Ivan Zhdanov, avvocato di Navalni. La Corte Suprema ha dichiarato a Interfax che il tribunale ha ricevuto il ricorso ma la data in cui sarà preso in considerazione non è stata fissata. Il 25 dicembre scorso la Commissione Elettorale Centrale russa ha deciso di non registrare il gruppo di elettori creato per sostenere la candidatura di Alexei Navalni alle presidenziali (escludendolo di fatto dalla corsa al Cremlino). Il 30 dicembre la Corte Suprema ha respinto l'appello di Navalni contro la decisione della Commissione.

13:41Moscovici, solo auspicio è che governo italiano sia pro-Ue

(ANSA) - ROMA, 18 GEN - "Siamo sempre stati attenti ai bisogni dell'Italia perché sappiamo che è un grande Paese, un Paese al cuore della zona Euro. Il solo auspicio che ho, sul piano politico, è che il prossimo governo italiano, qualsiasi esso sia, perché sono gli italiani che votano, sia un governo pro-europeo". Così il commissario europeo Pierre Moscovici rispondendo ad una domanda.

13:34Lega: Sollecito, Bongiorno? spero che ce la faccia

(ANSA) - PERUGIA, 18 GEN - "Giulia Bongiorno può dare un contributo importante per una giustizia che dia fiducia": ne è certo Raffaele Sollecito, difeso dalla penalista, ora candidata per la Lega alle prossime elezioni, nel processo per l'omicidio di Meredith Kercher terminato con l'assoluzione dell'ingegnere informatico. Il quale ha commentato con l'ANSA la notizia. "Sono contento della sua candidatura, spero che ce la faccia" ha detto Sollecito parlando dell'avvocato Bongiorno. "Certo - ha aggiunto -, se avrò la possibilità le darò il mio voto". Il giovane parla del legale come di "una persona oculata". "Non prende mai - ha proseguito - decisioni a caso ma le sue azioni sono sempre ponderate. E' una persona corretta - ha concluso Sollecito - che non dà mai adito a sorprese". (ANSA).

13:34Maltempo, l’aeroporto di Amsterdam sospende tutti i voli

(ANSA) - BERLINO, 18 GEN - L'aeroporto Schiphol di Amsterdam ha sospeso oggi tutti i voli e le ferrovie nazionali olandesi hanno bloccato tutti i treni a causa della violenta tempesta che si abbatte in queste ore sul Paese. Lo scalo ha annunciato in un tweet che i voli sono sospesi "fino a nuovo avviso" in seguito al maltempo. La Klm aveva giù annullato oltre 200 voli prima dell'arrivo della tempesta.

13:27Siria: Ong, 110.000 bambini in fuga da Idlib

(ANSA) - ROMA, 18 GEN - Nelle ultime settimane "oltre 110.000 bambini sono stati costretti ad abbandonare le proprie case a causa dei combattimenti in corso a Idlib, nel nord della Siria, in un nuovo grave movimento di sfollati interni". Lo denuncia Save The Children in un comunicato. "L'escalation dei combattimenti nella parte meridionale di Idlib - su legge nel testo - ha dato luogo a uno dei più gravi spostamenti di massa ai quali si è assistito in Siria dall'inizio del conflitto". Oltre 7.000 persone "in media, si spostano ogni giorno. I bombardamenti hanno portato alla chiusura centinaia di scuole e raso al suolo case e ospedali. Molti hanno trovato rifugio all'aperto, dove sono esposti a temperature gelide, o in edifici abbandonati".

13:22In aula col velo: praticante, sconvolta ma contenta

(ANSA) - BOLOGNA, 18 GEN - "Quando il giudice mi ha detto no ero davvero sconvolta, ma sono contenta di quello che ho fatto". Così Asmae Belfakir, la praticante marocchina di 25 anni, torna sull'episodio di ieri al Tar di Bologna, dove un giudice le ha detto che non poteva stare in aula col velo islamico. Lei si è rifiutata di toglierselo ed è uscita. La ragazza ne ha parlato con l'ANSA al tribunale ordinario di Bologna, dove è arrivata per un'udienza. Si è detta "molto colpita" dai tanti messaggi di solidarietà ricevuti. "Ci sono rimasta molto male, ho partecipato a tante udienze e una cosa del genere non mi era mai successa. Il cartello e la norma affissa sulla porta del giudice da ieri è su tutti i social network e sotto ci sono tanti commenti che dicono che il giudice ha ragione, ma non è così", ha aggiunto. "Le norme - ha spiegato - vanno lette, conosciute e interpretate. Uno prima si informa, legge, studia e poi si discute". Si tratta, ha detto in tribunale a Bologna "di una battaglia giuridica".(ANSA).

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(ANSA) - BERLINO, 18 GEN - Crollano al 18%, stando al sondaggio Forsa, i socialdemocratici tedeschi di Martin Schulz, che si apprestano a votare domenica sull'accordo raggiunto con l'Unione di Angela Merkel, per dire la parola decisiva sulle consultazioni di governo. Stando al rilevamento l'Spd perde ben due punti, rispetto alla settimana scorsa, scivolando sotto la soglia psicologica del 20%. Cdu-Csu sono al 34%.

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