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Allarme Moscovici: “In Italia c’è un rischio politico per l’Ue”

Pubblicato il 16 gennaio 2018 da ansa

Pier Carlo Padoan, Pierre Moscovici e Michel Sapin

 

ROMA. – Il commissario Ue agli Affari economici, Pierre Moscovici, in conferenza stampa a Parigi, ha evidenziato la situazione dell’Italia tra i “rischi politici” all’orizzonte in Europa. “L’Italia – ha detto – si prepara ad elezioni il cui esito è quanto mai indeciso. Quale maggioranza – si è chiesto – uscirà dal voto?” di marzo. “Quale programma, quale impegno europeo? In un contesto in cui la situazione economica dell’Italia non è certamente la migliore al livello europeo, felice chi potrà dirlo…”.

Moscovici ha aggiunto che quello italiano è uno scrutinio che segue “da molto vicino”. “Oggi – ha spiegato – è difficile immaginare quale coalizione uscirà dal voto, con quali ambizioni europee, anche se con l’approssimarsi delle elezioni tutti i partiti rivedono il loro posizionamento rispetto all’euro”.

Riferendosi poi alla situazione economica in Europa, alla Grecia, alla Brexit e alla crisi migratoria, Moscovici ha detto: “Credo di poter dire che siamo usciti dall’era delle grandi crisi europee”. “L’Europa ha ripreso colore”, ha aggiunto, sottolineando che ormai la crescita europea supera il 2%, “più degli Stati Uniti”. “L’Europa – ha detto – può contare su una crescita solida e duratura”.

“Credo di poter dire – ha evidenziato – che siamo usciti dall’era delle grandi crisi europee”. “L’Europa ha ripreso colore”, ha aggiunto, sottolineando che ormai la crescita europea supera il 2%, “più degli Stati Uniti”. “L’Europa – ha detto – può contare su una crescita solida e duratura”.

“Possiamo avere fiducia nella ripresa dell’ Italia”, ha insistito, aggiungendo che diverse riforme sono state svolte e altre sono ancora da fare. Ma ha poi ribadito che il principale motivo di preoccupazione è “l’incertezza politica” per le elezioni del 4 marzo.

La proposta di Luigi Di Maio di sfondare il tetto del 3% nel rapporto tra deficit e Pil “è un controsenso assoluto”, ha aggiunto Moscovici, rispondendo alle domande dei giornalisti. “Sul piano economico – ha aggiunto – questa riflessione non è pertinente: il tetto del 3% ha un senso molto preciso, quello di evitare che il debito non slitti ulteriormente. Ridurre il deficit – ha martellato il responsabile Ue – significa combattere il debito e combattere il debito significa rilanciare la crescita”.

“Non è un segreto – ha detto Moscovici – che sugli orientamenti europei e le decisioni da prendere sulla zona euro c’è una convergenza di vedute molto chiara con Paolo Gentiloni, Pier Carlo Padoan e il governo. Per il resto, questo non significa nulla per quanto riguarda le scelte che faranno gli italiani: la Commissione e io stesso, come d’abitudine, lavoreremo con il governo democraticamente eletto dagli italiani”.

Per Moscovici quello italiano è solo uno dei “tre rischi” che incombono sull’Europa, insieme alle tensioni in Spagna per la crisi con la Catalogna e la formazione di un governo in Germania. “Non credo che siamo passati dall’ombra alla luce e identifico tre rischi che, se dovessero materializzarsi, potrebbero condurre ad elezioni europee più difficili di quanto auspicato”.

“Il primo rischio – avverte il commissario francese – è politico: l’Europa, per sua natura, ha orrore del vuoto ancora più paralizzante dell’assenza di consenso. Non nascondiamoci che la governance di diversi grandi Paesi europei è oggi complicata. L’Italia, che si prepara a delle elezioni incerte: su quale maggioranza, su quale programma europeo sfoceranno? In un contesto in cui la situazione economica del Paese non è la più forte nella zona euro? Felice chi può dirlo oggi…”.

Per lui, c’è poi “il governo spagnolo, oggi minoritario e confrontato alla crisi catalana che è l’archetipo delle crisi regionali in Europa”. Infine, ha concluso, “attendiamo sempre il nuovo governo in Germania ma mi rallegro per l’accordo di principio trovato venerdì. La strada verso un nuovo esecutivo è ancora lunga ma voglio rendere omaggio al senso di responsabilità dei miei amici della Spd. Entrare in una nuova grande coalizione non è facile per loro, dopo risultati che non sono stati tra i più brillanti della loro storia. Ma credo che i social-democratici sanno che la Germania ha bisogno di un governo stabile, che ne sono la chiave e che l’Europa necessiti di una Germania ambiziosa”.

Il commissario per il lavoro Jyrki Katainen, ha dichiarato di non voler interferire nella campagna elettorale italiana perché “è una situazione molto delicata. Spero – ha detto – che l’Italia sia guidata da un governo stabile pro-europeo, e che questo tipo di idee siano sostenute dalla maggioranza degli italiani. Spetta agli italiani – ha concluso – decidere che direzione prendere”.

“Inaccettabile intrusione di un burocrate europeo nelle elezioni italiane. Le politiche di immigrazione incontrollata e di sacrifici economici imposte dall’Europa sono state un disastro e verranno respinte dal libero voto degli italiani, i burocrati di Bruxelles stiano tranquilli”. Così il segretario della Lega e candidato premier Matteo Salvini sulle parole di Moscovici.

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Macron a Roma elogia l’Italia sui migranti: “Ottimo lavoro”

Pubblicato il 11 gennaio 2018 da ansa

Il primo ministro Paolo Gentiloni riceve il presidente francese Emmanuel Macron, a Palazzo Chigi. ANSA/ETTORE FERRARI

 

ROMA. – Il presidente francese Emmanuel Macron, il premier Paolo Gentiloni e il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini hanno visitato la Domus Aurea di Roma, come seconda tappa dell’agenda della mattinata di Macron nella Capitale. A una domanda dei giornalisti se gli piacesse Roma, il premier francese ha risposto “beaucoup” (“molto”). Dopo la visita alla Domus Aurea, Macron si sposterà a Palazzo Chigi.

“Continueremo a fare grandi cose con l’Italia. Continueremo a procedere con le ambizioni tra i nostri due Paesi e con le ambizioni europee”, ha detto il presidente francese al termine della visita. Tra i due Paesi c’è una “comunanza di storia”.

“Con la Francia abbiamo rapporti importanti, storici e straordinari”, ha detto Gentiloni, in conferenza stampa con il presidente francese Emmanuel Macron. “Credo – ha aggiunto – sia molto importante che alle relazioni storiche tra Italia e Francia abbiamo deciso di dare una cornice più stabile e più ambiziosa con l’idea, già emersa nel vertice di Lione e che in questo incontro abbiamo messo a fuoco, di mettere al lavoro un gruppo di persone per un Trattato bilaterale italo-francese. Cooperiamo da sempre in modo straordinario ma siamo convinti che possa rendere ancora più forti e sistematiche le nostre relazioni”.

“C’è un rapporto franco-tedesco strutturale e all’origine dell’Europa – ha sottolineato Macron -. Quando Francia e Germania non riescono a mettersi d’accordo l’Europa non può andare avanti. Ma quel rapporto non è esclusivo. Il legame con l’Italia ha un’altra storia, legami culturali, un’amicizia speciale e specifica. E non è in concorrenza né inferiore ma perfettamente complementare con quello franco-tedesco. Il rapporto è forte a tutti i livelli e abbiamo voluto dargli una forma nuova con il Trattato del Quirinale”.

Macron ha reso omaggio anche al lavoro dell’Italia sui migranti:  “L’Italia ha fatto un ottimo lavoro nel 2017, cui rendo omaggio, per ridurre la destabilizzazione causata dal fenomeno migratorio. Ha tutto il mio rispetto per il lavoro condotto”.

“L’Italia entra in un periodo elettorale – ha detto ancora Macron -. Voglio sottolineare quanto sono stato contento di lavorare con Paolo Gentiloni in questi mesi, la sua azione in Italia e in Europa ha consentito di avviare una nuova dinamica”.

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Gentiloni: “Ora Italia in moto, non disperdere i risultati”

Pubblicato il 07 gennaio 2018 da ansa

Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. ANSA/GIUSEPPE LAMI

ROMA. – L’Italia “è ripartita”, grazie a “famiglie, imprese e lavoratori”, ma ora sarebbe “una responsabilità gravissima” promettere una “stagione delle cicale”, perché invece è il momento di proseguire sul cammino intrapreso, per trasformare il consolidamento dell’economia “in conseguenze positive dal punto di vista sociale”.

E’ l’appello sia ai partiti ma anche all’opinione pubblica lanciato dal presidente del Consiglio Paolo Gentiloni in occasione della Cerimonia per i 221 anni del Tricolore e i 70 anni della Costituzione, svoltasi a Reggio Emilia. Gentiloni ha ricordato che quest’anno è stata definitivamente superata “la più grande crisi del dopoguerra”, ed ha dato il “merito principale” non al suo governo bensì a “famiglie, imprese e lavoratori”.

Questa sottolineatura non dipende solo dalla modestia che caratterizza il premier ma dalla necessità di rendere “consapevoli” tutti che “è il momento di lavorare con convinzione perché la congiuntura economica finalmente favorevole possa tradursi in conseguenze positive dal punto di vista sociale e non solo in constatazione di numeri incoraggianti”.

Insomma “cambiare marcia significherebbe assumersi una responsabilità gravissima”. Parole che appaiono indirizzate non solo alle promesse elettorali dei partiti (oggi quella di Leu di Università gratis) ma anche ai cittadini che le ascoltano.

“Non è la stagione delle cicale quella che abbiamo davanti – ha aggiunto – non può esserci una chiusura impaurita nel piccolo mondo antico delle paure quotidiane: è il tempo di non disperdere i risultati ottenuti”. Questo deve essere l’obiettivo “di tutta la politica in vista delle prossime elezioni”.

E sempre nella stessa ottica Gentiloni ha declinato in chiave di integrazione europea i temi del “patriottismo sereno”, rappresentato da simboli come il Tricolore, la Costituzione e l’Inno nazionale; di qui l’invito a “non lasciare campo aperto a chi, con una visione distorta dell’identità nazionale, vuole costruire odio e conflitti”.

“A nessuno può essere consentito di usare il tricolore come vessillo di odio. Deve essere il vessillo del nostro Paese impegnato per il dialogo e la pace. E’ il vessillo dei nostri valori sanciti dalla Costituzione e quanto mai attuali”. Dunque “un patriottismo sereno” che “investe convintamente sull’Europa: non c’è nessun altro Paese – ha detto – che può vantare di essere stato coerentemente europeista nel corso dei 60 anni dai trattati costitutivi. E dovrà esserlo più che mai”.

E solo in chiave di integrazione europea l’Italia riuscirà ad affrontare un “tema lacerante” come l’immigrazione, sulla quale l’Italia “dà un buon esempio all’Europa intera”. “Da una parte – ha detto il premier – siamo campioni di accoglienza”, dall’altra “abbiamo dimostrato che è possibile infliggere un colpo durissimo ai trafficanti degli esseri umani”. Ma solo con l’integrazione si “può aprire spazio a una transizione lenta, ma necessaria, dalle migrazioni irregolari e gestite dalla criminalità a quelle regolari che sono indispensabili per equilibrare i flussi”.

(di Giovanni Innamorati/ANSA)

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Annuario Istat: Italia sfiduciata da lavoro e politica

Pubblicato il 28 dicembre 2017 da ansa

 

ROMA. – Un Paese in fase di passaggio, dove tanti punti fermi vengono meno: la famiglia è fatta da single, la politica annoia, le scuole diventano multi-etniche. Ma alcuni tratti sembrano ormai consolidati: il lavoro è un miraggio, siamo sempre più vecchi e le nascite diminuiscono. E ancora, la crisi è ormai acqua passata se si tratta di mettere mano al portafoglio per andare al ristorante e viaggiare. Ci preoccupa invece il clima e le sue improvvisate.

Ecco l’Italia che esce fuori dalle mille statistiche dell’Istat, che come ogni fine dicembre compone un mosaico, l’Annuario, in cui i numeri dei conti pubblici incontrano quelli della demografia.

MAMME TARDI, NONNE A LUNGO. ITALIA PIU’ VECCHIA. Nel 2016 non si sono riempite neppure mezzo milione di culle, oltre dodicimila in meno rispetto all’anno prima. Al calo delle nascite si accompagna il posticipo della gravidanza, rimandata sempre più in età avanzata. Intanto riprende a correre la speranza di vita, si campa più a lungo: 80,6 anni gli uomini e 85,1 le donne. E’ così che l’Italia resta uno dei paesi più vecchi al mondo, con 165,3 persone con 65 anni e più ogni cento con meno di 15 anni. In Europa non abbiamo rivali. Ormai abbiamo superato anche i tedeschi.

UN ESERCITO DI SENZA LAVORO. SALARI AI MINIMI STORICI Nel Paese 6,4 milioni di persone condividono un sogno: trovare un giorno un posto. Per quanto si tratti di un numero in calo del 3,5% a confronto con il 2015 resta un macigno. Un area grigia, di disagio, che aggiunge ai disoccupati ufficiali le forze lavoro potenziali. Si uniscono così in un solo “bacino” quanti cercano attivamente un impiego a coloro che pur desiderando un’occupazione non risultano a caccia, perché scoraggiati, o non sono immediatamente disponibili. Guardando a chi un lavoro ce l’ha, i problemi non mancano, tanto che le retribuzioni contrattuali hanno toccato un nuovo minimo storico.

LA POLITICA ANNOIA MENTRE I MUSEI FANNO IL PIENO. Seggi sempre più vuoti, e sempre meno voglia di partecipare, di informarsi e di parlare di politica. Nel Paese continua a crescere la disaffezione verso la cosa pubblica. Al crollo del voto si affianca un disinteressamento anche nei confronti dei talk show. E alla fine non è neppure più un argomento: il 32,8% non ne parla mai. Gli italiani hanno invece riscoperto i musei, che solo nel 2016 hanno fatto registrare oltre 45 milioni e mezzo di presenze.

SI SPENDE PER PIZZA E HOTEL. VENEZIA E DOLOMITI, LE METE Gli italiani hanno riaperto i cordoni della borsa, almeno per dormire e mangiare fuori.Sono tornano ai livelli pre-crisi le spese per servizi ricettivi e di ristorazione (+4,8%, da 122,39 a 128,25 euro). Per queste voci di spesa è stato quindi recuperato il terreno perso negli ultimi cinque anni. E per chi viaggia il Nord Est si conferma la meta preferita. Segno che la laguna di Venezia e le Dolomiti fanno ancora colpo.

SCUOLE MUTLI-ETNICHE, UN ALUNNO SU DIECI E’ STRANIERO Tra i bambini e i ragazzi delle scuole elementari e medie, quindi del primo ciclo di istruzione, il 10,1% viene dall’estero. Gli alunni stranieri compensano almeno in parte il calo degli studenti. Nell’anno 2015-2016 si è infatti registrato una diminuzione degli iscritti nelle scuole di ogni ordine e grado: se ne contano 8.807.146, oltre 62 mila in meno rispetto all’anno precedente.

VIVERE IN CITTA’ COSTA, COSI’ SI RESTA A CASA DEI GENITORI Vivere nelle grandi città ha il suo prezzo, precisamente 491 euro in più al mese rispetto alle famiglie che risiedono nei comuni medio-piccoli. A pesare sui bilanci di chi sceglie la metropoli è spesso la casa: l’affitto. Questo spiega, almeno in parte, il fenomeno dei ‘Mamma’s boy’. Soltanto un terzo dei figli di età compresa tra 18 e 34 anni lascia la famiglia di origine.

FAMIGLIA? ‘POLVERIZZATA’, UNA SU TRE E’ FATTA DA SINGLE. Prima o poi si resta soli, per scelta o meno. Dopo un divorzio, o una volta che si è nonni. Di sicuro accade sempre più spesso. In Italia aumentano le famiglie composte da una sola persona, che sono passate da 20,5 % di vent’anni fa al 31,6%. Intanto le famiglie che vedono peggiorare le loro condizioni rispetto al 2015 sono quelle con 3 o più figli minori (da 18,3% al 26,8%).

MENO OMICIDI MA TANTE TRUFFE WEB. TORNA AFFOLLAMENTO CARCERI Riprende a crescere il numero dei detenuti nelle carceri italiane: nel 2016 erano 54.653, il 4,8% in più rispetto all’anno precedente. E sale anche l’indice di saturazione. Il 68,1% degli istituti è in condizione di sovraffollamento e nell’8,4% delle strutture vi sono almeno tre persone dove dovrebbero essercene due. Nel frattempo calano i delitti, soprattutto omicidi, furti e rapine, ma aumentano le estorsioni e le truffe via internet.

TERREMOTI COME NON MAI, MA A ITALIANI PREOCCUPA INQUINAMENTO Il 2016 è stato l’anno nero per l’attività sismica, che ha fatto segnare l’intensità maggiore degli ultimi trent’anni, ma sono l’inquinamento dell’aria, i cambiamenti climatici e la produzione dei rifiuti i problemi che suscitato maggiore preoccupazione.

(di Marianna Berti/ANSA)

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Natale e Capodanno, agli stranieri piace l’Italia

Pubblicato il 28 dicembre 2017 da ansa

 

 

ROMA. – Agli stranieri piace l’Italia, soprattutto durante le festività natalizie e in previsione anche per il 2018. Le buone notizie per il turismo italiano arrivano da un monitoraggio Enit – Agenzia Nazionale del Turismo, che ha coinvolto 118 tour operator (64 europei e 54 d’oltreoceano). Per il 51% di loro, infatti, aumenta il trend delle vendite con destinazione Italia per le feste rispetto allo stesso periodo del 2016. Il 39,3% ha dichiarato che le vendite sono stabili e solo il 9,7% ha registrato una leggera flessione.

Positive anche le stime sull’andamento del turismo organizzato in Italia relativo a tutto il 2018 soprattutto dall’Australia (+25% sul 2017), Brasile (+10/20%), Spagna (+13/15%), Regno Unito (+10%) e Svizzera (+5/6%). “Si prospetta un quadro nettamente positivo che denota sia una crescita dei mercati consolidati che, soprattutto, dei Paesi di lungo raggio, come Australia, Giappone, Brasile” spiega Giovanni Bastianelli, direttore esecutivo dell’Enit.

Suddividendo in macro aree i tour operator interpellati il 45,1% degli europei ha segnalato un aumento delle vendite, mentre tale percentuale sale al 59,8% se si considerano i Paesi oltreoceano. Questi dati si rispecchiano anche nell’incremento della domanda turistica (presenze gennaio-settembre 2017: +4,5% rispetto allo stesso periodo 2016 secondo l’Istat) e della spesa degli stranieri in Italia (gennaio-settembre 2017: +7% rispetto al 2016 secondo Bankitalia) a testimonianza della percezione positiva che si ha dell’Italia a livello mondiale.

Molto interessanti anche l’indagine su Google Trends e Amadeus. Tra ottobre e novembre 2017 si registra un incremento del 12,42% mettendo sotto la lente le keywords che fanno riferimento agli argomenti “turismo in Italia” e “turismo nelle principali città italiane”.

La Germania è il Paese che nell’online fa rilevare il maggiore interesse verso l’Italia, seguita da Stati Uniti, Regno Unito e Francia. Focalizzando i tassi di crescita delle ricerche in rete, l’incremento maggiore è quello dell’India (+42%), seguita da Russia e Svezia (+23%) e Germania (+20%).

In base ai dati elaborati da Enit su Amadeus, a dicembre 2017 sale a doppia cifra il numero di passeggeri aerei stranieri verso l’Italia (+11% rispetto a dicembre 2016). Il dato riferito all’intero anno fa registrare un incremento del 3,7% sul 2016. Tenendo conto del solo mese di dicembre 2017, Israele è prima per crescita dei passeggeri aerei (+21%), poi Russia (+20%), Usa (+13%), Francia e Spagna (+12%), Regno Unito (+8,8%).

Roma si posiziona in testa alla classifica delle mete dei passeggeri aerei provenienti dall’estero a dicembre 2017, anche se fa registrare, rispetto al dicembre 2016, un sensibile decremento (-2,4%). Milano si attesta in seconda posizione (+6,1%), terza è Venezia (+7,4%).

Infine una buona crescita del settore lusso (voli in prima classe, business ed equivalenti): +30% dagli Usa a dicembre 2017 rispetto dicembre 2016, +27% dal Brasile, +23% dal Regno Unito, +4% dalla Francia, +2% dalla Germania.

(di Cinzia Conti/ANSA)

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Big Ue a Trump: “La riforma del fisco ci preoccupa molto”

Pubblicato il 11 dicembre 2017 da ansa

Il segretario Usa al Tesoro, Steve Mnuchin, e il ministro delle Finanze italiano, Pier Carlo Padoan. ANSA/CIRO FUSCO

 


BRUXELLES. – Il coro di critiche alla riforma fiscale di Trump guadagna un’altra voce di peso: i cinque ‘big’ Ue, cioè Francia, Germania, Italia, Regno Unito e Spagna hanno inviato una lettera al segretario di Stato Usa al Tesoro, Steven Mnuchin, elencando le “preoccupazioni significative dalla prospettiva europea” e i rischi sul commercio che vedono nella formulazione attuale della proposta ancora in discussione.

Per i ministri alcuni elementi della riforma rischiano di discriminare le società non Usa, andando contro le regole del WTO, e rischiano anche di distorcere gli accordi internazionali sulla tassazione, come quello sull’erosione della base imponibile (BEPS).

A preoccupare è, ad esempio, la tassa del 20% sui pagamenti a società affiliate all’estero, che “impatterebbe su accordi commerciali genuini”, laddove “i pagamenti sono fatti per beni e servizi stranieri”. Una misura che “discriminerebbe” andando contro “le regole internazionali fissate dal WTO”, scrivono i ministri Pier Carlo Padoan, Peter Altmaier, Bruno Le Maire, Philip Hammond e Cristobal Montoro Romero.

Una misura tale sarebbe poi “incoerente con gli accordi esistenti sulla doppia tassazione”, visto che “imporrebbe una tassa sui profitti di una società non residente in Usa e che non ha una residenza fisica permanente in Usa”. E “tenendo a mente che circa la metà del commercio transatlantico avviene tra entità appartenenti alle società stesse, questo rischia di danneggiare seriamente il commercio genuino e i flussi di investimenti tra le nostre due economie”.

Anche le misure sull’erosione della base imponibile preoccupano i cinque ministri: “Affronterebbero poco l’erosione della base in Usa, e avrebbero invece un impatto sugli accordi commerciali che coinvolgono pagamenti a società straniere che sono tassate ad un’aliquota uguale o più elevata degli Usa”. Ciò sarebbe “estremamente dannoso” per il settore bancario e per le assicurazioni, perché “le transazioni finanziarie transnazionali sarebbero non deducibili e soggette ad una tassa al 10%. Che porterebbe a spese più alte e potrebbe distorcere i mercati internazionali”.

Contro il WTO andrebbe anche il regime speciale previsto per i “redditi intangibili derivati dall’estero”. In sostanza, i redditi dalla vendita o dalla licenza di beni e servizi per uso fuori dagli Usa, beneficeranno di una tassazione ridotta al 12,5%. “L’incentivo proposto sarebbe un sussidio all’export rispetto al consumo interno, e quindi potrebbe essere illegale per il WTO”, si legge nella lettera.

Anche Wall Street aveva criticato la riforma dei repubblicani: colpisce gli stati dove le imposte sono già elevate e potrebbe causare danni all’industria finanziaria di New York. Critiche che vanno a rafforzare quelle dei democratici, secondo i quali la riforma peserà sugli Stati che hanno le tasse più alte, ovvero quelli democratici che non hanno votato per Donald Trump.

Scende in campo, infine, anche la Cina: Pechino, stando al Wall Street Journal, lavora a un piano di ‘emergenza’ per contrastare gli effetti della riforma e l’atteso aumento dei tassi di interesse da parte della Fed. Il piano prevede interventi della banca centrale cinese come tassi di interesse più alti, controlli sui capitali e più frequenti interventi valutari.

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Joe Biden: “Russia tentò di influenzare il referendum in Italia”

Pubblicato il 08 dicembre 2017 da ansa

L’ex. Vice Presidente americano Joe Biden .(Xinhua/Xu Jinquan)(gl)

 


ROMA. – La Russia ha interferito con il referendum costituzionale italiano dell’anno scorso, e sta aiutando la Lega e il Movimento 5 Stelle in vista delle prossime elezioni parlamentari. La denuncia viene dall’ex vice presidente degli Stati Uniti Joe Biden, in un articolo (‘Come resistere al Cremlino’) pubblicato sulla rivista Foreign Affairs insieme all’ex vice assistente segretario alla Difesa Michael Carpenter e ripreso dalla Stampa.

Gli autori sostengono che Putin ha lanciato una campagna interna e internazionale per conservare il potere, basata su corruzione, ingerenza militare e politica. Secondo Biden – riassume il quotidiano – la forza del capo del Cremlino è più apparenza che sostanza. L’economia russa dipende ormai esclusivamente dal petrolio e dal gas, e il calo dei prezzi l’ha profondamente danneggiata, al punto che la capitalizzazione sul mercato di Gazprom è scesa dai 368 miliardi del 2008 ai 52 di oggi.

Il consenso politico è molto fragile, e per conservarlo Putin ha puntato su due cose: repressione dell’opposizione, e favoreggiamento della classe corrotta di oligarchi che lo aiutano a restare al potere. Questa strategia di sopravvivenza ha un importante aspetto internazionale, per almeno tre ragioni: difendersi dall’America, impedire ai Paesi vicini di passare nell’altro campo, e destabilizzare le democrazie occidentali.

La strategia di Putin, secondo Biden, comprende anche l’attacco dell’Occidente, per destabilizzarlo dall’interno e renderlo meno capace di contrastare Mosca. “In questo quadro – scrive l’ex vicepresidente secondo La Stampa – si inseriscono le iniziative lanciate per interferire con le elezioni.

In Francia l’offensiva è fallita, ma la Russia non si è arresa, e ha compiuto passi simili per influenzare le campagne politiche in vari Paesi europei, inclusi i referendum in Olanda (sull’integrazione dell’Ucraina in Europa), Italia (sulle riforme istituzionali), e in Spagna (sulla secessione della Catalogna).

Quindi Biden denuncia gli aiuti del Cremlino alla destra estrema in Germania, e aggiunge: un simile sforzo russo è in corso per sostenere il movimento nazionalista della Lega Nord e quello populista dei Cinque Stelle in Italia, in vista delle prossime elezioni parlamentari”.

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Gentiloni rilancia le rinnovabili: “Portano molto lavoro”

Pubblicato il 05 dicembre 2017 da ansa

 

Il Presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, è intervenuto al convegno “L’Italia e le energie rinnovabili” presso la sede Enel. (Foto: T. Barchielli)

 


ROMA. – Lo sviluppo dell’energia rinnovabile è importante per tutta la nostra economia, apre grandi opportunità in Italia e in Europa e porta un significativo aumento di posti di lavoro. Il premier Paolo Gentiloni elenca convinto i vantaggi delle rinnovabili, al convegno “L’Italia e le energie rinnovabili” nell’auditorium dell’Enel a Via Regina Margherita, davanti all’ad, Francesco Starace, e al Presidente della Commissione Ambiente della Camera e Presidente onorario di Legambiente, Ermete Realacci.

Aprendo i lavori, Starace annuncia che Enel “investirà 5,3 miliardi di euro nei prossimi tre anni, di cui gran parte, circa il 90% dedicata alla digitalizzazione degli asset tecnologici, quindi le reti e gli impianti”. Tocca poi a Gentiloni confermare come la transizione dal carbonfossile alle rinnovabili abbia assunto ormai “una portata straordinaria”.

“Un tempo si trattava di un fenomeno incentivato da politiche pubbliche. Ora invece – osserva il Presidente del Consiglio – corre sulle sue gambe, crescendo in modo impressionante”. Gentiloni snocciola le cifre di questo boom, ricordando che “la capacità istallata del rinnovabile è aumentata dell’8% in un anno”. Si tratta, aggiunge, di “cifre impressionanti, con investimenti doppi rispetto al carbonfossile”.

Uno scenario che, secondo Gentiloni, smonta molti pregiudizi con cui s’è convissuto negli ultimi anni. Cioè che quello delle rinnovabili fosse un settore “non ‘market driven’ ma basato sulla buona volontà. Ora è qualcosa di assolutamente competitivo”. Dopo aver ribadito che l’Italia “ha fatto pienamente la sua parte, dando un contributo ambizioso alla strategia del Piano Ue”, Gentiloni rimarca come “il marchio Enel sia considerato uno dei grandi player globali”.

“In questo settore ovunque c’è una grande domanda di Italia: se sapremo lavorare assieme – conclude tra gli applausi – saremo capaci di rispondere con successo a questa domanda”.

(di Marcello Campo/ANSA)

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Al Cremlino la grandeur di Putin, ecco il Mondiale senza l’Italia

Pubblicato il 30 novembre 2017 da ansa

Zabivaka, la mascotte dei prossimi mondiali di calcio che si giocheranno nel 2018 in Russia. EPA/SERGEI ILNITSKY

 

 


MOSCA. – Tutto è pronto per il giorno della consacrazione finale prima del fischio di inizio della Coppa del Mondo, Russia 2018 che si giocherà senza l’Italia. Al Palazzo di Stato del Cremlino, la cornice più iconica a disposizione delle autorità moscovite, si terrà infatti la cerimonia del sorteggio. E ci sarà anche Vladimir Putin. Un segno in più che la Russia è disposta a usare tutti i mezzi per trasformare i mondiali in uno sfoggio di grandeur, così come capitò a suo tempo con le olimpiadi invernali di Sochi.

I dettagli dell’evento sono top-secret. Ma il vice premier con delega allo Sport, Vitaly Mutko, ha assicurato che a tutti gli invitati – circa 1.300 – “piacerà quello che abbiamo organizzato”. “Molti – ha detto – arriveranno in Russia per la prima volta e dopo il sorteggio andranno a vedere i campi di allenamento e gli alloggi per il periodo del campionato: credo che i rappresentanti di tutte le delegazioni saranno contenti di quello che vedranno”.

“Mosca – ha rimarcato il direttore generale del comitato organizzativo Russia 2018, Alexei Sorokin – è pronta ad ospitare questo evento di altissimo livello”. La Capitale d’altra parte si è portata avanti, con programmi ad hoc – come il corso d’inglese accelerato per i dipendenti del trasporto pubblico, soprattutto quelli della metropolitana – e il ciclopico piano di ammodernamento del centro, che ha coinvolto le principali vie e piazze in un restyling dal sapore moderno d’indubbio pregio architettonico.

Ed è proprio un mix sapiente di tradizione e sguardo al futuro che caratterizza il simbolismo di questa Coppa del Mondo. Il poster ufficiale della competizione, ad esempio, ritrae il mitico portiere russo Lev Yashin – che parò il rigore al giovane Sandro Mazzola negli europei del ’63, battendo così l’Italia agli ottavi di finale – in uno stile retrò ispirato al post-Costruttivismo sovietico degli anni ’20 e ’30.

Il sorteggio in sé si basa su una procedura che distribuirà in gironi le otto ‘teste di serie’ – ovvero la Germania, il Brasile, il Portogallo, l’Argentina, il Belgio, la Francia, la Polonia (la Russia, paese ospitante, lo è già di diritto). La nazionale russa, in tutto questo, è l’unica a sapere già quando e dove giocherà: a Mosca il 14 giugno, a San Pietroburgo il 19 giugno e a Samara il 25 giugno.

A presentare la cerimonia del sorteggio saranno l’ex campione inglese Gary Lineker – oggi star della tv britannica – e la giornalista russa Maria Komandnaia. A estrarre i bussolotti saranno leggende del calcio come Laurent Blanc, Gordon Banks, Cafu, Fabio Cannavaro, Diego Forlan, Diego Maradona, Carles Puyol e Nikita Simonyan. Tra le altre stelle presenti si segnalano Pelè e Miroslav Klose, che porterà la coppa del mondo sul palco.

A far da contraltare alla grandeur russa c’è, naturalmente, lo scandalo del doping – che secondo alcuni recenti articoli sarebbe largamente presente anche nel calcio – e la ridda di polemiche che si trascina dietro. “Ci dobbiamo convivere”, ha detto Mutko evidenziando l’alto grado di “strumentalizzazione politica”. Un elemento su cui è tornato il premier Dmitri Medvedev: “Abbiamo avuto dei problemi e li stiamo risolvendo ma purtroppo la questione è diventata uno strumento per lanciare l’ennesima campagna anti-russa”.

(di Mattia Bernardo Bagnoli/ANSA)

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Germania: a Berlino le Regioni raccontano l’Italia 4.0

Pubblicato il 29 novembre 2017 da ansa

Valerio De Molli di Ambrosetti.

 

BERLINO. – Il vero limite – secondo Valerio De Molli di Ambrosetti – è la “percezione ipercritica” che gli italiani hanno del Belpaese, e che si ripercuote negativamente su tanti ranking internazionali, falsandone i dati, basati proprio sull’immagine che una nazione ha di sé. Ma c’è un’Italia dinamica, che sta affrontando la sfida della digitalizzazione, e che è stata raccontata a Berlino dagli assessori di Emilia Romagna, Lombardia, Lazio, Toscana, Campania e Puglia.

Al primo forum italo-tedesco sull’innovazione e gli investimenti, organizzato all’Ambasciata d’Italia, guidata da Pietro Benassi, in collaborazione con l’Ice e la Camera di commercio italiana per la Germania, è emersa una forte consapevolezza delle amministrazioni regionali sulle frontiere dell’innovazione.

“Ci riteniamo un territorio 4.0”, ha affermato Palma Costi, assessore regionale dello Sviluppo economico in Emilia Romagna. Con 867 startups, 116 spin-off, 56 miliardi di export e un rapporto forte e reciproco con la Germania, “l’Emilia Romagna ha una piena consapevolezza digitale” e nessuna paura del futuro. “Siamo partiti 15 anni fa. E l’obiettivo è creare lavoro nei nuovi lavori”.

“La Lombardia è in piena trasformazione digitale”, ha fatto eco la collega Valentina Aprea, sottolineando l’impulso dato alla formazione. “La rivoluzione 4.0 ha bisogno di persone competenti. A che punto stiamo in Europa? Noi abbiamo iniziato”. La Regione ha stanziato 231 milioni per la formazione professionale: sbagliato aspettare l’università, “bisogna andare a scuola di mestieri 4.0”, è il messaggio.

Uno sforzo importante in una regione che attira “la metà degli investitori stranieri presenti in Italia” e che ha un interscambio con la Germania da 40 miliardi. Con 150 milioni per l’industria 4.0, e 9 incubatori “aperti a imprese, cittadini e startups in modo gratuito”, il Lazio è “all’ultimo miglio” del processo di innovazione, secondo l’assessore Guido Fabiani.

Mentre la Toscana, con le sue 400 startups, ha spiegato l’assessora comunale di Firenze, Paola Concia, ha investito 50 milioni su innovazione e ricerca per le imprese nel 2017: “Non facciamo differenza fra investitori domestici e stranieri, e li dotiamo degli stessi strumenti”.

Più dinamico delle attese anche il Sud, consapevole di essere “un’opportunità di crescita del paese”: con un incubatore certificato per il meridione, la Campania è la prima regione italiana per le imprese under 35, ha affermato Valeria Fascione. Mentre la Puglia ha l’87% degli immobili dotati di copertura di banda larga, ha concluso Michele Mazzarano, dato che supera la media italiana ed europea.

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Smog: Commissione Europea preoccupata per la situazione in Italia

Pubblicato il 24 novembre 2017 da ansa

Lo smog a Milano.

 

 


BRUXELLES. – La qualità dell’aria in Italia non migliora, e Bruxelles, che ha già aperto una procedura d’infrazione e insiste nel chiedere interventi strutturali, è “preoccupata”. Persino il rapporto annuale sull’energia della Commissione Ue appena pubblicato denuncia l’eccesso di polveri sottili e particolato nelle città italiane, anche se registra un miglioramento sul fronte della CO2.

Le auto nuove italiane, infatti, inquinano meno della media europea, e nel complesso si prevede un taglio delle emissioni serra che supererà dell’8% il target Ue per il 2020. La qualità dell’aria nei principali centri italiani, con per esempio Milano e Torino che hanno dovuto adottare il blocco delle auto, “è questione di grande preoccupazione per la Commissione”, ha sottolineato un portavoce dell’esecutivo, ricordando che l’Italia insieme ad altri 15 Paesi è sotto procedura d’infrazione per ripetuto e prolungato superamento dei limiti di Pm10.

“La qualità dell’aria in Italia continua a essere una fonte di preoccupazione”, si legge anche nel nuovo rapporto Ue che traccia il profilo energetico-climatico dell’Italia. Questo ricorda che nel 2013 l’Agenzia per l’ambiente europea ha stimato circa 66.630 morti premature in Italia attribuibili al particolato, e 21.040 al biossido di azoto dei diesel. Le concentrazioni di queste sostanze hanno infatti ripetutamente superato i limiti consentiti. Nel 2015 i valori per le Pm10 sono stati superiori in 36 zone su 42 in Italia, quelle per le Pm2,5 in 18 e quelle per le NO2 in 21.

“In aprile abbiamo inviato una richiesta di parere motivato perché l’Italia non aveva posto rimedio a questa situazione”, ha ricordato il portavoce della Commissione Ue. Ora, se continuerà così, il prossimo passaggio sarà la Corte di giustizia europea. Se, infatti, “alcune iniziative sono state prese specialmente nel Nord del Paese”, ha riconosciuto il portavoce, si tratta però di “misure ex post”, mentre quello che a Bruxelles interessa sono “interventi strutturali che affrontino il problema all’origine”.

I contatti con l’Italia “sono in corso” ma, avverte Bruxelles, “è presto per dire come evolverà l’infrazione”. Più rosea la situazione per quanto riguarda la CO2. Nel 2016, si legge nel rapporto, “la media delle emissioni delle nuove auto in Italia sono inferiori alla media Ue” e queste sono anche “costantemente diminuite tra il 2005 e il 2016”.

L’Italia è poi, in base alle ultime proiezioni nazionali del 2017, “sulla strada giusta per raggiungere il suo target per il 2020 di riduzione delle emissioni serra, con un margine di 8 punti percentuali”, con un taglio del 21% entro il 2020 rispetto al 2005.

(di Lucia Sali/ANSA)

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Frecce_Tricolori

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“Fratelli d’Italia” di Mameli è ufficialmente Inno d’Italia dopo 71 anni

Pubblicato il 15 novembre 2017 da ansa

 

Mameli

Le Frecce Tricolori.

ROMA. – Dopo 71 anni di provvisorietà l’Inno di Mameli, o meglio “Il canto degli Italiani”, diventa ufficialmente l’Inno della Repubblica Italiana. Dopo svariati tentativi nelle precedenti legislature, il Senato ha approvato definitivamente la legge che rende ufficiale quell’inno che il Consiglio dei ministri del 12 ottobre 1946 adottò provvisoriamente.

“Su proposta del Ministro della Guerra – si legge nel verbale di quel lontano Consiglio dei ministri presieduto da Alcide De Gasperi – si è stabilito che il giuramento delle Forze Armate alla Repubblica e al suo Capo si effettui il 4 novembre p.v. e che, provvisoriamente, si adotti come inno nazionale l’inno di Mameli”.

Nulla di più definitivo del provvisorio, come spesso accade in Italia, anche perché l’Inno di Mameli entra a tutti gli effetti nell’immaginario collettivo, grazie soprattutto alla nazionale Italiana di Calcio e ai successi che un tempo elargiva.

Poi nella legislatura 2001-2005 ecco sia una proposta di legge ordinaria che una costituzionale, che però non vengono approvate. Lo stesso avvenne nelle due successive legislature (2006-2008 e 2008-2013). Curiosamente però una legge del 2012, nata per promuovere il senso di cittadinanza tra gli studenti, prevede che l’Inno di Mameli venga insegnato nelle scuole.

Anche l’attuale legislatura sembrava destinata allo stesso esito e invece la Commissione Affari costituzionali della Camera in poche settimane ha approvato in sede deliberante la legge attesa da anni (di iniziativa di alcuni deputati del Pd), imitata dalla Commissione Affari costituzionali del Senato, che in due settimane ha dato il sì defintivo.

“Abbiamo l’Inno” ha commentato Salvatore Torrisi, presidente della Commissione. “La Repubblica – afferma la nuova legge – riconosce il testo del ‘Canto degli italiani’ di Goffredo Mameli e lo spartito musicale originale di Michele Novaro quale proprio inno nazionale”.

Ciò significa che tutte e sei le strofe del testo di Mameli costituiscono l’Inno e non solo le prime due, che tutti conoscono per motivi calcistici. E appare quasi una beffa del destino il fatto che i tifosi non possano cantare l’Inno ai mondiali di calcio per la prima volta dopo 60 anni, proprio dopo la storica approvazione della legge attesa da 71 anni.

Comunque Mameli ha avuta vita difficile anche per la concorrenza di “Va pensiero” il coro dal Nabucco di Giuseppe Verdi, che in passato la Lega propose come Inno alternativo, anche perché esso non parla di Roma, come invece fa “Fratelli d’Italia”. E proprio la Lega è stata assente sia al momento dell’approvazione della legge alla Camera che al Senato, anche se Roberto Calderoli assicura che non sia una scelta politica, ma una semplice coincidenza di impegni dei senatori in più Commissioni.

(di Giovanni Innamorati/Ansa)

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Rai Italia: la programmazione dal 12 al 18 novembre

Pubblicato il 10 novembre 2017 da redazione

Alessio Aversa con Don Luigi Ciotti

Per contattare Rai Italia scrivete a: rai.italia@rai.it

COMMUNITY – L’ALTRA ITALIA (Quotidiano, Quinta stagione)

Conduce Alessio Aversa e Gloria Aura Bortolini.

I progetti, le ambizioni, i successi, le storie di chi vive fuori dall’Italia e tiene vivo il legame con il Paese di origine. Ogni settimana in studio ospiti di eccellenza dello spettacolo, della cultura, dell’industria italiana nel mondo. E poi lo spazio di servizio dedicato agli italiani all’estero, per rispondere a quesiti su pensioni, tasse, sanità, burocrazia… e lo spazio dedicato alla lingua italiana in collaborazione con la Società Dante Alighieri.

• Lunedì 13 Novembre
Ospiti: Prof. Maurizio Valeriani, primario di Chirurgia Plastica e Ricostruttiva presso l’Ospedale San Filippo Neri a Roma; Roberto Verzicco, docente universitario e direttore del corso di laurea in ingegneria presso l’Università di Tor Vergata; lo scrittore Paolo Di Paolo, presenta il suo ultimo libro “Papà Gugol”; l’atleta Andrea Lucchetta, eroe della pallavolo, campione del mondo e d’Europa.
Storie dal mondo.
A New York, per incontrare Alexandra Sternfeld, agente letterario dei fumetti.

• Martedì 14 Novembre
Ospiti: il critico cinematografico Alberto Farina, per fare il punto della recente chiusura della Festa del Cinema di Roma; lo scrittore Riccardo Falcinelli, graphic designer che progetta libri e copertine per l’editoria, presenta Cromorama, un libro sulla storia dei colori; il gruppo musicale “La Municipal” (i fratelli Carmine ed Isabella Tundo insieme al musicista Roberto Mangialardo) si esibiscono in studio.
Storie dal mondo.
A Montreal, Canada, dove si sono assegnati i premi “pro-arte” per Italo-Canadesi.
A Buenos Aires, per incontrare Christian Gaudenti, musicista italiano che suona musica di tango e sta preparando una serie di concerti in Argentina.

• Mercoledì 15 Novembre
Ospiti: Nicolas Moretti, l’organizzatore del Festival della Musica Italiana in Argentina insieme a Claudio Berardinelli, manager che seleziona talenti e voci da mandare al a questo festival di La Plata; il Professor Nicola Mattoscio, Ordinario di Economia Politica all’Università D’Annunzio di Chieti e neopresidente dell’Associazione Abruzzesi nel Mondo; Sandro Carniel, oceanografo, scrittore e Primo Ricercatore presso l’Istituto di Scienze Marine del “Consiglio Nazionale delle Ricerche” di Venezia, affronta il problema dell’innalzamento dei mari; il Consigliere Ambasciatore del MAECI Giovanni Maria De Vita insieme a Michele Maddalena, protagonista di tante marce commemorative legate al disastro di Monongah, il più grave incidente minerario della storia degli Stati Uniti e dell’emigrazione italiana.
Storie dal mondo.
A Orlando, negli Stati Uniti, per incontrare Aldo Sicuso l’ex Presidente dell’Italian American Social Club.
In Michigan, dove finalmente si è fatta luce su un disastro di 116 anni fa dove morirono anche tanti italiani.

• Giovedì 16 Novembre
Ospiti: Alessandro Viola dell’organizzazione no profit Cooperazione Finanza Impresa, racconta come i fallimenti delle imprese italiane sono stati evitati grazie al lavoro coraggioso dei dipendenti di questa organizzazione; la scrittrice Patrizia Rinaldi, vincitrice del prestigioso premio Andersen, presenta la sua ultima opera “La figlia maschio”; l’imprenditore Andrea Vinchesi, fondatore delle associazioni “Cave e Lavorati Marmi di Carrara” e “Cav Group”, da anni impegnato nella promozione dell’export di questo materiale di pregio; Antonio Minasi, direttore della rivista Itaca Tabloid, parla dei calabresi all’estero.
Storie dal mondo.
A Boston , Usa, al Wellesley College dove ai corsi di italiano per stranieri s’insegna la lingua italiana con metodi innovativi.
A Stoccolma, Svezia, per scoprire come un italiano ha rilanciato una storica marca di bicicletta.

• Venerdì 17 Novembre
Ospiti: Don Ciotti, uno dei sacerdoti più in vista dell’Italia, che con la sua associazione “Libera” ha saputo sostenere la lotta alle droghe e alle mafie; l’ex calciatore Bruno Giordano, racconta la sua storia che è diventata un libro: “Una vita sulle montagne russe” scritto insieme allo scrittore Giancarlo Governi; il Professor Giuseppe Iannaccone che si occupa di nanoelettronica presso il Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Pisa e studia in particolare una nuova generazione di materiali che potrebbero rivoluzionare l’elettronica del futuro.
Storie dal mondo.
In Argentina, per scoprire le radici tutte italiane di un grande Club di Buenos Aires: il Boca Juniors.
In Sudafrica, a pochi chilometri fuori Pretoria, per il servizio sulla celebrazione del “Campo Prigonia Zonderwater”, dove i rappresentanti delle forze armate italiane e sudafricane si ritrovano insieme ai reduci e ai loro familiari per onorare la memoria e il contributo italiano alla costruzione di questo grande paese.

Tutti i giorni a Community trova spazio la lingua italiana grazie alla collaborazione con la Società Dante Alighieri. Tutta la settimana con i linguisti Claudia Ballanti, Fabio Poròli e
Beatrice Palazzoni.

Si conclude, come sempre, la settimana con le news dal mondo per segnalare ai telespettatori i maggior eventi italiani che accadono in giro per il mondo.

Per contattare la redazione scrivete a: community.italia@rai.it

Programmazione

Rai Italia 1 (Americhe)
NEW YORK / TORONTO da Lunedì a Venerdì h17.45
BUENOS AIRES da Lunedì a Venerdì h19.45
SAN PAOLO da Lunedì a Venerdì h20.45
Rai Italia 2 (Australia – Asia)
PECHINO/PERTH da Lunedì a Venerdì h14.30
SYDNEY da Lunedì a Venerdì h17.30
Rai Italia 3 (Africa)
JOHANNESBURG da Lunedì a Venerdì h18.30

Il Professor Nicola Mattoscio insieme a Gloria Aura Bortolini

CINEMA ITALIA (Film)

PAZZE DI ME
(Commedia, 2013)

Cicli, rassegne tematiche, appuntamenti che segnano la memoria e le ricorrenze del cinema italiano, scelti per il pubblico di Rai Italia, dal giornalista e critico Alberto Farina.
Film di prima visione o grandi classici del cinema italiano, da vedere e rivedere, che permetteranno di ripercorrere la storia dell’Italia, riflettere sul presente, divertirsi, emozionarsi, scoprire grandi storie, bravissimi attori, grandi registi del cinema italiano.

Regia: Fausto Brizzi
Cast: Francesco Mandelli, Loretta Goggi, Chiara Francini, Claudia Zanella, Marina Rocco, Valeria Bilello, Lucia Poli, Paola Minaccioni, Maurizio Micheli, Gioele Dix, Flavio Insinna, Margherita Vicario, Alessandro Tiberi, Pif, Edy Angelillo

Andrea (Francesco Mandelli), unico maschio in un’ingombrante famiglia tutta al femminile, ha finalmente incontrato Giulia (Valeria Bilello), la donna della sua vita. Poiché nessuna delle precedenti fidanzate è mai sopravvissuta al deflagrante impatto con le invadenti e devastanti femmine di famiglia, al povero Andrea sembra che l’unico modo per sopravvivere sia quello di mentirle e spacciarsi per orfano.

Riuscirà Andrea a salvare la sua relazione con la sua fidanzata Giulia?

Programmazione

Rai Italia 1 (Americhe)
NEW YORK/TORONTO Mercoledì 15 Novembre h19.30
BUENOS AIRES Mercoledì 15 Novembre h21.30
SAN PAOLO Mercoledì 15 Novembre h22.30
Rai Italia 2 (Australia – Asia)
PECHINO/PERTH Giovedì 16 Novembre h16.00
SYDNEY Giovedì 16 Novembre h19.00
Rai Italia 3 (Africa)
JOHANNESBURG Mercoledì 15 Novembre h21.30

ITALIAN BEAUTY – SPECIALE (Magazine settimanale)

Il settimanale di arte e cultura di Rai Italia dedicato alla bellezza italiana declinata in tutte le sue espressioni, assume una veste ancora più internazionale.
Un nuovo progetto, informativo e formativo, dedicato a chi ama la lingua e la cultura italiane che da adesso, con l’ausilio della traduzione in inglese, diventa ancora più accessibile ai telespettatori di tutto il mondo.
Quaranta puntate speciali, in lingua italiana e sottotitolate in inglese, in onda ogni sabato a partire dal 14 ottobre.

Quinta puntata:
Arte. Valsugana, Trentino Alto Adige, ad Arte Sella, “la montagna contemporanea”, dove un gruppo di autoctoni ha letteralmente trasformato la vallata in un museo a cielo aperto, che cambia ad ogni stagione e rinnova le sue collezioni di anno in anno.
Territorio. Venezia e il suo Carnevale da fiaba: tutti ne parlano, ma pochi conoscono i suoi veri segreti. Il Carnevale riporta, con le sue maschere stravaganti, sofisticate e coloratissime, ad un passato fastoso, intriso del “sapore” di una città magica.
E a Roma, col Made in Italy: le telecamere di Rai Italia entrano nella storica sartoria Caraceni, dove il vestito da uomo diventa arte esportata in tutto il mondo da Hollywood ai Paesi Arabi.
Stile italiano anche nel cibo: Roma ospita un evento particolare, la Città della Pizza, una kermesse di tre giorni che vede pizzaioli da tutta Italia sfidarsi con ricette popolari e prelibate.

Programmazione

Rai Italia 1 (Americhe)
NEW YORK / TORONTO Sabato 11 Novembre h18.15
BUENOS AIRES Sabato 11 Novembre h20.15
SAN PAOLO Sabato 11 Novembre h21.15
Rai Italia 2 (Asia – Australia)
PECHINO/PERTH Sabato 11 Novembre h15.00
SYDNEY Sabato 11 Novembre h18.00
Rai Italia 3 (Africa)
JOHANNESBURG Sabato 11 Novembre h23.15

ITALIAN BEAUTY – SPECIALE (Magazine settimanale)

Il settimanale di arte e cultura di Rai Italia dedicato alla bellezza italiana declinata in tutte le sue espressioni, assume una veste ancora più internazionale.
Un nuovo progetto, informativo e formativo, dedicato a chi ama la lingua e la cultura italiane che da adesso, con l’ausilio della traduzione in inglese, diventa ancora più accessibile ai telespettatori di tutto il mondo.
Quaranta puntate speciali, in lingua italiana e sottotitolate in inglese, in onda ogni sabato a partire dal 14 ottobre.

Sesta puntata:
Arte. L’arte del tatuaggio: Marco Manzo ha portato i suoi tattoos in mostra nei musei di tutto il mondo, trasformando i modelli in vere e proprie opere viventi.
Territorio. A Pizzo Calabro, piccola gemma del Sud d’Italia, situata in un’ amena riserva naturale, abbarbicata sulla roccia di fronte ad uno splendido mare cristallino. Poi, si attraversa lo stretto di Messina per vedere il maestoso Etna, il più alto vulcano d’Europa. Qui un piccolo gruppo di produttori di vino sta rilanciando con grande successo una tradizione vinicola che affonda le sue radici nei secoli scorsi e che si stava per estinguere.
Qualità, genialità e intraprendenza sono, almeno in Italia, attitudini che possono essere applicate anche al concetto di fine della vita: bare, urne e diamanti sono la fine per qualcuno, ma l’inizio di un’incredibile storia di spirito imprenditoriale per altri.

Programmazione

Rai Italia 1 (Americhe)
NEW YORK / TORONTO Sabato 18 Novembre h18.15
BUENOS AIRES Sabato 18 Novembre h20.15
SAN PAOLO Sabato 18 Novembre h21.15
Rai Italia 2 (Asia – Australia)
PECHINO/PERTH Sabato 18 Novembre h14.30
SYDNEY Sabato 18 Novembre h17.30
Rai Italia 3 (Africa)
JOHANNESBURG Sabato 18 Novembre h23.45

ITALIAN BEAUTY (Magazine)

Quotidiano di Rai Italia dedicato alla bellezza italiana declinata in tutte le sue espressioni: un appuntamento quotidiano con Arte, Territorio e Made in Italy per conoscere e approfondire i grandi capolavori artistici, le meraviglie paesaggistiche, i marchi di eccellenza che fanno dell’Italia una delle mete più desiderate del mondo.
Un viaggio tra panorami, cibi, oggetti, storia e architettura unici e irripetibili, per scoprire e riscoprire percorsi e sapori del bel paese.

• Lunedì 13 Novembre
Arte. Alla scoperta dei grandi committenti che con le loro passioni personali hanno continuato a condizionare tutto il mondo dell’arte.
Nuova serie di Viaggio nell’Italia del giro: prima tappa Catanzaro, per conoscere la storia, le bellezze e le contraddizioni del capoluogo calabro.
Inizia con Memex, il nuovo spazio dedicato ai luoghi e ai protagonisti della Scienza, un’indagine tra i maggiori centri di ricerca attivi nella Città Eterna.

• Martedì 14 Novembre
Arte. Il grande Caravaggio, tra sacro e profano, con la celebre opera “La morte della Vergine”, considerata dalla Chiesa troppo lasciva e senza decoro, osannata in seguito da Rubens.
Viaggio nell’Italia del giro. Pedalando, da Catanzaro fino in provincia di Salerno, a Padula, piccolo centro rinomato per la sua splendida certosa di San Lorenzo.
Memex. Nella Roma della scienza, una visita al’Orto Botanico, un’istituzione che risale al 1300 e dove si lavora per la salvaguardia della vegetazione.

• Mercoledì 15 Novembre
Arte. Caravaggio e le sue intramontabili opere: “San Girolamo”, “San Francesco in meditazione”, “Narciso” e “San Giovanni Battista”, sono al centro di questa puntata.
Viaggio nell’Italia del giro. Viaggio on the road, pedalando sulle strade del Giro d’Italia: Savoia di Lucania in Calabria, paesino arroccato in montagna e custode di segreti.
Memex. Il luogo della scienza di questa puntata è Napoli: la Stazione Zoologica di Portici, fondata nel 1872, all’indomani dell’Unità d’Italia.

• Giovedì 16 Novembre
Arte. La movimentata vita di Caravaggio: la “Madonna dei Palafranieri” è un’opera molto discussa del pittore che ritrae i santi e le madonne, ma che in realtà, nella vita, era tutt’altro che un santo.
Prosegue il Viaggio nell’Italia del giro, alla scoperta di storie, incontri insoliti e suggestioni che animano la grande provincia italiana.
Memex. Dall’Osservatorio astronomico di Capodimonte, un luogo davvero speciale, inizia il percorso nella Napoli dei centri di ricerca scientifica.

• Venerdì 17 Novembre
Arte. Ancora sulle tracce di Caravaggio, analizzando “La cena in Emmaus” e il “San Francesco in meditazione”, opere che segnano una sua svolta stilistica.
Viaggio nell’Italia del giro. Ad Isernia, la città del Molise che ha rischiato per ben tre volte di scomparire, una delle città più suggestive d’Italia, che testimonia una lunga storia di civiltà e bellezze naturali ancora intatte.
Memex. Milano è molte città: finanza, fiera, industria, media, moda e design, ma è anche la meta della scienza. Il Museo del Cenacolo è diventato recentemente un vero e proprio centro di ricerca.

Per contattare la redazione scrivete a: italianbeauty@rai.it

Programmazione

Rai Italia 1 (Americhe)
NEW YORK / TORONTO da Lunedì a Venerdì h13.00
BUENOS AIRES da Lunedì a Venerdì h15.00
SAN PAOLO da Lunedì a Venerdì h16.00
Rai Italia 2 (Australia – Asia)
PECHINO/PERTH da Lunedì a Venerdì h11.00
SYDNEY da Lunedì a Venerdì h14.00
Rai Italia 3 (Africa)
JOHANNESBURG da Lunedì a Venerdì h15.45

CRISTIANITA’ (Programma religioso)

Ogni domenica, suor Myriam Castelli – ideatrice, autrice e conduttrice da 19 anni – propone temi di interesse ecclesiale e gli appuntamenti del Papa in Vaticano. Cristianità è uno dei “notiziari vaticani” più attenti e più seguiti all’estero, arricchito dal contributo fondamentale di tanti ospiti in studio: Cardinali e alti Prelati, riconosciuti studiosi della grande diaspora italiana, insieme a una vasta gamma di esperti, artisti, professionisti, laici e missionari che vivono “on the road”. Un parterre di italiani che si confrontano con i contenuti della fede e i commenti culturali della modernità. Interviste, servizi e collegamenti in diretta via Skype con i telespettatori dei cinque continenti. In ogni puntata, voci, immagini, testimonianze di vita di tutte le generazioni con le immagini delle feste organizzate dagli italiani in tanti Paesi del mondo dove è presente un’italianità laboriosa, attaccata alla propria terra d’origine e soprattutto alla cultura cristiana.

La giornata italiana del ringraziamento per i frutti della terra; il dovere dell’uomo di provvedere al proprio sostentamento, di piantare, far fiorire e raccogliere; il lavoro dell’uomo e i beneficiari dei beni prodotti; l’equa distribuzione delle ricchezze di fronte ai problemi della povertà a livello planetario, quando la terra non produce il sostentamento a causa di incuria, di guerre e devastazioni, di calamità naturali come terremoti, uragani e alluvioni. E ancora: il comando divino di abitare la terra, coltivarla, ricavarne l’umano sostentamento; il ringraziamento a Dio per sorella madre terra e per l’abbondanza dei raccolti; quando e come dire grazie nella cultura del tutto dovuto. Infine la fiducia nella Provvidenza di Dio e l’impegno evangelico di rendere più abitabile il pianeta dove tutti abbiano uguale dignità e valore.

Dopo la S. Messa, che si celebra nella Chiesa di Aquileia, provincia di Udine, l’Angelus del Papa e la benedizione dei fedeli radunati in Piazza San Pietro.

Tra gli ospiti: Mons. Josè Manuel Del Rio Carrasco, Congregazione del Culto Divino; Padre Renato Dos Santos, brasiliano, Libreria Editrice Vaticana; Mike Rienzi, italo-americano di New York; Miguel Angel Milano, imprenditore italo-argentino.

Per contattare la redazione scrivete a: cristianita@rai.it

Programmazione

Rai Italia 1 (Americhe)
NEW YORK / TORONTO Domenica 12 Novembre h04.15
BUENOS AIRES Domenica 12 Novembre h06.15
SAN PAOLO Domenica 12 Novembre h07.15
Rai Italia 2 (Asia – Australia)
PECHINO/PERTH Domenica 12 Novembre h17.15
SYDNEY Domenica 12 Novembre h20.15
Rai Italia 3 (Africa)
JOHANNESBURG Domenica 12 Novembre h11.15

LO SPORT SU RAI ITALIA

SERIE A

► ROMA – LAZIO
Rai Italia 1 (Americhe)
NEW YORK / TORONTO Sabato 18 Novembre h12.00
BUENOS AIRES Sabato 18 Novembre h14.00
SAN PAOLO Sabato 18 Novembre h15.00
Rai Italia 2 (Australia)
PERTH Domenica 19 Novembre h01.00
SYDNEY Domenica 19 Novembre h04.00
Rai Italia 3 (Africa)
JOHANNESBURG Sabato 18 Novembre h19.00

►NAPOLI – MILAN
Rai Italia 1 (Americhe)
NEW YORK / TORONTO Sabato 18 Novembre h14.45
BUENOS AIRES Sabato 18 Novembre h16.45
SAN PAOLO Sabato 18 Novembre h17.45
Rai Italia 2 (Australia)
PERTH Domenica 19 Novembre h03.45
SYDNEY Domenica 19 Novembre h06.45
Rai Italia 3 (Africa)
JOHANNESBURG Sabato 18 Novembre h21.45

SERIE B

► CREMONESE – PALERMO
Rai Italia 1 (Americhe)
NEW YORK / TORONTO Domenica 12 Novembre h09.00
BUENOS AIRES Domenica 12 Novembre h11.00
SAN PAOLO Domenica 12 Novembre h12.00
Rai Italia 2 (Australia)
PERTH Domenica 12 Novembre h22.00
SYDNEY Lunedì 13 Novembre h01.00
Rai Italia 3 (Africa)
JOHANNESBURG Domenica 12 Novembre h16.00

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Parte il treno Pd: in due mesi l’Italia a tappeto

Pubblicato il 16 ottobre 2017 da redazione

“Destinazione Italia”.

 

 

ROMA. – I paesaggi d’Italia disegnati sulla livrea, a far da sfondo alla scritta “Destinazione Italia”, con al fianco il logo tricolore del Pd. Ecco il “treno dell’ascolto”, il convoglio da cinque vagoni e 150 metri di lunghezza, voluto da Matteo Renzi per girare le 107 province d’Italia. Una iniziativa programmata prima dell’avvio ufficiale della campagna elettorale, per dare il senso di “un partito in movimento”, per dialogare – si legge su Democratica – con “l’Italia profonda, il famoso Paese reale, quello che non cattura l’attenzione di giornali e tv”.

Il treno, composto da tre vagoni di Frecciabianca e due di Intercity, partirà martedì 17 ottobre alle 9.55 dai binari della stazione Tiburtina di Roma. Il programma è in via di definizione e verrà perfezionato di settimana in settimana, raccogliendo le richieste che vengono dai territori.

Prima le regioni del centro Italia colpite dal terremoto, poi il Sud e infine la “risalita” al Nord: otto settimane lungo la penisola, isole incluse, per toccare quante più città possibile, in tappe da 90 minuti ciascuna. Non un inedito, a sinistra: mentre Romano Prodi nel 1996 aveva optato per un pullman, Francesco Rutelli è stato il primo, nel 2001, a far correre su rotaia “l’Ulivo express” in campagna elettorale.

Il treno di Rutelli era attrezzato con fax e postazioni da lavoro: Renzi avrà copertura wi-fi, un vagone per le riunioni e gli incontri in programma tra una tappa e l’altra, uno per gli ospiti rappresentanti dei singoli territori e uno per la stampa. Cento i posti disponibili: a far da “personale di bordo” e “cuore pulsante” della vita del treno Dem, ci sarà una ventina di giovani “Millennials”, che accompagneranno Renzi nel suo viaggio, insieme a parlamentari e dirigenti Pd che faranno staffetta nelle diverse tappe.

Quanto costerà l’iniziativa? La cifra al momento non è nota, perché un bilancio – viene spiegato – sarà fatto solo alla fine (il leader Dem ha però smentito su Facebook l’ipotesi che si arrivi a 400 mila euro di spese). Per sostenere il viaggio dovrebbe essere anche lanciata un fundraising su Internet.

Quanto al programma, si procederà a tappe serrate. Solo nel primo giorno il convoglio toccherà tre regioni, Lazio, Umbria e Marche: Fara Sabina, Civita Castellana, Narni, Spoleto e Fano le stazioni di sosta. Mercoledì sono in programma tappe a Osimo, Recanati, Montegranaro, Arquata del Tronto. Giovedì a Pescara, San Salvo, Termoli. Venerdì a Foggia, Barletta, Polignano, San Vito dei Normanni, Lecce e Taranto. Sabato Renzi ha infine in programma due iniziative, a Matera e Bari: “Destinazione Sud”.

(di Serenella Mattera/ANSA)

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FMI,PUNTO SU CRESCITA, TRA TAGLIO RATING E RISCHI POLITICA

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Fmi promuove il Pil dell’Italia, ma resta il nodo del debito

Pubblicato il 10 ottobre 2017 da ansa

fmi

Christine Lagarde,. ( (ANSA/AP Photo/Jose Luis Magana)

NEW YORK. – Il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) promuove l’Italia. La crescita del Belpaese viene rivista al rialzo all’1,5% quest’anno e all’1,1% il prossimo ed è accompagnata da un calo della disoccupazione, che però resta a due cifre.

Progressi importanti in un quadro di accelerazione della ripresa a livello globale, anche se restano due nodi da sciogliere: da un lato l’elevato debito pubblico, che il Fmi stima al 133% nel 2017, e dall’altra parte i crediti deteriorati: ne ha in pancia il 30% dello stock di Eurolandia.

“L’Italia ha compiuto enormi progressi nel riformare il settore finanziario”, ma resta il problema dei non performing loan che limitano l’erogazione del credito, afferma il capo economista del Fmi Maurice Obstfeld. ”Non ci sono alternative”: la questione dei crediti deteriorati va affrontata anche se può essere dolorosa per le banche, aggiunge citando il caso positivo di Unicredit e della sua raccolta di capitale.

L’invito è quindi a fare di più sul fronte finanziario. E si tratta di un invito che riguarda tutta Eurolandia, sulla scia di quello della Bce: i crediti deteriorati nell’area euro restano elevati, al 5,7% nel primo trimestre, con punte di oltre il 10% in sei paesi.

In Italia a fronte di una crescita che prende slancio, pur restando la più bassa fra i paesi del G7 insieme al Giappone, resta anche da risolvere il nodo del debito. Il Fondo lo stima salire quest’anno al 133% dal 132,6% del 2016. Nel 2018 invece si assisterà a un calo sostenuto al 131,4%. I dati sono superiori a quelli del governo che, nella nota di aggiornamento del Def, prevede un debito in calo nel 2017 al 131,6% e al 130% nel 2018.

L’istituto di Washington prevede un deficit al 2,2% del pil nel 2017 e all’1,3% nel 2018. L’accelerazione dell’Italia, dove l’Istat certifica un aumento della produzione industriale in agosto del 5,7%, arriva in un contesto di rafforzamento della crescita economica globale.

Il Pil del mondo è rivisto al rialzo dal Fmi al 3,6% nel 2017 e al 3,7% nel 2018, spinto da Eurolandia, Cina e Stati Uniti. Ma il Fmi invita a non mollare la presa perché sulla ripresa ci sono “rischi seri” fra i quali il protezionismo e l’inflazione bassa, in molti paesi ben lontana dal target del 2% fissato dalle banche centrali. I prezzi continuano infatti a essere sotto pressione con la crescita dei salari al palo, che complica il quadro di azione politica allontanando la popolazione “disincantata” dalle istituzioni.

In Eurolandia, che crescerà quest’anno del 2,1%, l’inflazione raggiungerà il 2% nel 2022, attestandosi all’1,5% e all’1,4% nel 2017 e nel 2018. Secondo il Fmi al di la’ degli npl, che rischiano di riaccendere tensioni, c’e’ il rischio Spagna: la situazione del paese alle prese con la richiesta di indipendenza della Catalogna “preoccupa”, “crea incertezza” con il rischio di contagio del Portogallo e di altri paesi.

Di fronte a questo quadro il Fmi sprona a ”non compiacersi” perché la ”ripresa è incompleta”: di fronte a ”problemi globali serve cooperazione globale” dice l’istituto in quello che, insieme al rifiuto del protezionismo, sembra essere un messaggio al presidente americano Donald Trump.

(di Serena Di Ronza/ANSA)

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L’Italia soffre e batte l’Albania, ai play off testa di serie

Pubblicato il 09 ottobre 2017 da ansa

Candreva firma l’1-0 a Scutari.

 

ROMA. – Basta un gol di Candreva nella lontana Scutari a far tornare il sorriso alla nazionale di Gian Piero Ventura. L’1-0 all’Albania non è successo di cui vantarsi: la luce azzurra non si è accesa come chiesto da Buffon e dal ct, però almeno serve a chiudere i conti di un cervellotico sistema di qualificazioni e ranking. In attesa dei calcoli ufficiali della Fifa l’Italia si coccola la certezza di andare agli spareggi come testa di serie.

Contro gli albanesi e Panucci, la nazionale di Ventura ha penato, ha lottato, ha sofferto, e alla fine l’ha spuntata nella parte finale. Chiude seconda, ai play off le potrebbe capitare una tra Svezia o Eire, e sarebbe andato peggio (Portogallo, Svizzera o Croazia) non avesse vinto nella notte di Scutari.

Di qui a un mese, il ct può contare nel recupero di giocatori come De Rossi, Verratti e Belotti, più che nella svolta tattica e di spessore tecnico. Dopo la brutta serata di Torino, Ventura si è in ogni caso affidato di nuovo al suo 4-2-4, con Gagliardini-Parolo cerniera di centrocampo, Spinazzola a sinistra sulla linea difensiva, Candreva a destra in quella avanzata ed Eder a far coppia con Immobile.

L’azzardo del ct, che impiega il centravanti della Lazio anche se diffidato e a rischio play off, è il messaggio più esplicito di quanto sia importante per l’Italia vincere in vista del sorteggio play off del 17 ottobre prossimo. Ma c’è da far i conti con un’Albania tutta corsa e pressing, che Panucci schiera con un 4-2-3-1 buono per coprire tutto il campo.

Al centro, Gagliardini è più in partita rispetto alla Macedonia, Eder aiuta Immobile davanti, ma Insigne resta un pesce fuor d’acqua e la manovra non decolla. Dopo 3′ Hysaj va al tiro, bloccato da Buffon, ed è lo schema preferito dai rossi di casa, che ci riprovano al 10′ con Grezda rischiando di sorprendere il portiere azzurro.

L’Italia si avvicina alla porta di Berisha solo su errori della difesa albanese, come quello di Veseli che al 21′ regala sul sinistro a Immobile un pallone buono, murato dal portiere atalantino. Insigne a sinistra non sfonda, è costretto spesso ad accentrarsi ma non trova compagni in movimento tra le linee; quando alla mezzora imbastisce un bel triangolo con Immobile ci pensa Mavraj, faro della difesa di Panucci, a interrompere la trama.

L’Albania va a folate ma gli azzurri non hanno né profondità né dinamismo nella manovra. Così le chance arrivano da un cross di Eder da sinistra che sbatte sul braccio di Veseli in area, ma l’arbitro Moen non fischia il rigore, e allo scadere da un lancio di Bonucci che pesca Immobile in area: il destro è appena a lato del palo.

Si riparte senza cambi, e con il tiro di Roshi dopo sessanta secondi respinto da Buffon di pugno. Ora l’Italia sceglie di arretrare qualche metro per trovare spazio nelle ripartenze, ma Eder spreca un paio di contropiedi buoni: al 14′ ritardando il passaggio al centro per Immobile, un minuto dopo facendo tutto da solo a sinistra per poi sparare alto.

Insigne ci prova con una serpentina chiusa dal destro rasoterra, ma Berisha è reattivo e blocca a terra. Poi però è l’Italia a tremare al 17′, quando Zappacosta appena entrato per Darmian lascia spazio al tiro di Grezda, serve un mezzo miracolo di Buffon.

A spazi aperti, gli azzurri provano a forzare i ritmi. Ci provano Parolo con un sinistro di prima alto, al 22′, e due minuti dopo Eder sempre di sinistro e sempre dal limite centrale, ma è troppo debole per Berisha. La giocata giusta la trova Spinazzola, al 28′: doppio dribbling da sinistra, cross sul palo opposto a pescare Candreva che sotto porta stoppa e scarica sotto la traversa. E’ il gol della liberazione per Ventura.

Il vantaggio non toglie ansia agli azzurri, che rischiano al 32′ l’autorete col destro di Chiellini in anticipo su Buffon. Allora l’ultimo quarto d’ora diventa muro e melina a difesa di una vittoria sporca e preziosa. Immobile spreca il pallone della certezza al primo di recupero, ma arriva il fischio finale che sa di sospiro di sollievo.

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Qualificazioni Mondiali 2018: Albania-Italia 0-1, gol di Candreva

Pubblicato il 09 ottobre 2017 da ansa

Candreva

Qualificazioni Mondiali 2018: Albania-Italia 0-1, gol di Candreva

 

ROMA. – Primo tempo con poche emozioni. Al 7′ Spinazzola supera in velocità Hysaj e mette al centro un pallone intercettato dalla difesa albanese. Al 10′ si fa vedere l’Albania con un destro da fuori area di Grezda. Al 21′ Immobile sfrutta un’indecisione di Veseli in area e calcia dalla corta distanza, Berisha respinge e mette in calcio d’angolo. Al 40′ l’Italia reclama un rigore per un presunto tocco di braccio in area da parte di Veseli su cross di Eder. Al 45′ una conclusione di Immobile trova l’esterno della rete.

Nella ripresa l’Italia ci prova con Candreva ed Eder, ma è l’Albania ad andare vicina al vantaggio quando al 63′ un tiro dalla distanza di Grezda viene respinto da Buffon. Al 73′ arriva il gol azzurro: cross dalla sinistra di Spinazzola, Candreva controlla in area e di destro mette dentro.

“Ero fiducioso prima quando c’erano momenti definiti drammatici, e lo sono anche adesso che sono un po’ meno drammatici”. Così Gian Piero Ventura, dai microfoni di RaiSport, al termine di Albania-Italia. “In vista del 9 novembre (i playoff n.d.r.) – aggiunge il ct – spero che qualcuno sia più in salute. Al gol di Candreva non ho esultato, mi sembrava giusto essere in vantaggio, ma ero contento, soprattutto per i ragazzi. In questo momento abbiamo qualche limite ma oggi c’era voglia di provare a fare delle cose”.

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Porta (Pd): “Governo conferma attenzione e sensibilità alle istanze della nostra collettività”

Pubblicato il 09 marzo 2017 da redazione

ROMA – “Nonostante qualcuno continui a ripetere che questo governo non ascolta le istanze delle collettività italiane all’estero, si moltiplicano invece i segnali in senso contrario. Dopo l’approvazione in legge di bilancio di maggiori risorse per i consolati, la lingua italiana all’estero, l’informazione, le camere di commercio, i pensionati e l’Istituto Italo-latinoamericano, è di pochi giorni la notizia che, dopo aver risolto il dramma dei pensionati italiani in Venezuela, il governo, su richiesta del Parlamento, ha provveduto a potenziare la rete diplomatico-consolare italiana in quel Paese”. Lo sostiene l’on Fabio Porta, deputato eletto nella ripartizione America Meridionale, in una nota.

L’On. Fabio Porta intervistato dal nostro Direttore, Mauro Bafile

Il deputato, poi, dopo un breve accenno all’editoriale del nostro Direttore, Mauro Bafile, “Non siamo più soli”, scrive che è “sempre di questi giorni l’altra decisione del governo che conferma, andando incontro ad un’altra richiesta delle nostre collettività, la semplificazione delle procedure per il rilascio dei passaporti elettronici, la moltiplicazione dei ‘consolati itineranti’ e il rafforzamento dei poteri dei consolati onorari”
“Se nei prossimi mesi, – continua Porta – utilizzando le risorse già stanziate in legge di bilancio, si istituiranno presso i consolati dove maggiori sono le giacenze originate dalle domande di cittadinanza le cosiddette ‘Task force’ per l’eliminazione di tale arretrato, potremmo davvero dire di essere di fronte ad una importante e definitiva inversione di tendenza dopo anni di disattenzioni e promesse disattese rispetto alla comunità degli italiani nel mondo”.
Porta considera necessarie queste precisazioni per le varie dichiarazioni che continuano a rilevare tagli indiscriminati da parte dei Governi ai fondi destinati ai consolati italiani nel mondo.
“Anche la recente riapertura dell’Ambasciata italiana a Santo Domingo – conclude Porta – conferma con i fatti e non a parole l’impegno del sottosegretario per gli italiani all’estero Vincenzo Amendola e di tutto il governo in questa direzione”.

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Renzi, da rottamatore a rottamato

Pubblicato il 09 dicembre 2016 da Luca Marfé

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi con il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan (D)
ANSA/GIUSEPPE LAMI
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Mille giorni fa Renzi si era presentato al cospetto degli italiani nelle vesti di “rottamatore”.
Tre anni dopo, con un’evoluzione (involuzione) micidiale delle ultime settimane che lo hanno traghettato dritto dritto al disastro del referendum costituzionale, la gente lo ha inquadrato in chiave opposta a tutte quelle che erano esigenze e speranze di rinnovamento.
Un volto, una claque, un atteggiamento che hanno riesumato tanto del peggio della Prima Repubblica.
Ma il distacco che si è materializzato tra il Partito Democratico e gli elettori assume dei connotati ancor più precisi in queste convulse ore di consultazioni.
Padoan, Gentiloni, Franceschini.
Tre nomi che nulla hanno a che vedere con i desideri e soprattutto con i voti dei cittadini.
Non commento e non amo i 5 Stelle, ma almeno loro qualche “mi piace” in rete lo hanno preso.
O si riallaccia il legame con la base, per far sì che si senta davvero rappresentata, o Grillo e compagnia vinceranno a mani basse. Ma vinceranno per davvero, con percentuali mostruose. Inutile scannarsi dunque sulla nuova legge elettorale.
Una grossa fetta del risultato delle prossime elezioni politiche passa per il nome del successore di Renzi.
Speriamo non arrivi il pupazzo o il pupazzo del pupazzo.
O sarà l’ennesimo regalo a quella che ci ostiniamo a chiamare “anti-politica”, quando in realtà il senso della politica, quella vera, lo abbiamo perso noi.

Luca Marfé

Twitter: @marfeluca – Instagram: @lucamarfe

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Lapo, social e tv: ma dove stiamo andando?

Pubblicato il 29 novembre 2016 da Luca Marfé

Lapo Elkann arrestato a New York

Lapo Elkann arrestato a New York

E niente, Lapo c’è cascato un’altra volta. Ma non è di lui che voglio scrivere, lungi da me l’idea di giudicarlo. Anche perché, purtroppo per lui, temo ci penserà presto qualche tribunale statunitense.

Voglio scrivere dell’impatto che certi personaggi rischiano di avere sull’evoluzione (evidente involuzione) della nostra società.

I cattivi maestri, “bad boy” li chiamano qui in America, non sono mai mancati. Ma il fascino che esercitano oggi, soprattutto su teenager e giovanissimi, è a dir poco preoccupante. Questo perché, con l’esplosione del fenomeno delle reti sociali, accompagnato parallelamente da un oggettivo impoverimento qualitativo dei principali organi di informazione, il contagio delle idee diventa pressoché inevitabile.

Provo a spiegarmi meglio e vengo a qualcosa di concreto.

Oggi l’ex-Iena Enrico Lucci, prima di andare in onda su Rai 2 con la sua trasmissione Nemo, ha pubblicato su Twitter un breve video nel quale afferma di essere “con la mente a New York” al fianco del suo amico Lapo. Un messaggio di solidarietà che, così, di cuore, potrebbe anche starci. Peccato che la tv la guardi un bel po’ di gente. E peccato che il suo amico Lapo non si sia soltanto reso protagonista dell’ennesimo episodio spiacevole, ma abbia infranto la legge (rischia fino a due anni di carcere soltanto per il simulato sequestro).

Proprio la percezione sballata della legalità, infatti, è una delle note dolenti dell’Italia di oggi. Criminali, e ripeto criminali, che assurgono al ruolo di James Bond dei poveri, grazie anche e soprattutto al maldestro (nei casi di buona fede) o addirittura mirato (acchiappare click è diventato lo sport nazionale di una buona metà dei miei colleghi) contributo dei mass media.

E così i Lapo e i Corona, assieme a molti altri che non vale nemmeno la pena citare, dall’aver infranto delle leggi dello Stato assurgono al ruolo di protagonisti incompresi, cui ci si affretta a far recapitare comprensione e solidarietà.

Senza voler entrare nel merito di gusti ed abitudini, sessuali e non, di ciascuno, sarebbe forse il caso di ripartire dalle basi, tanto chiare qui negli Stati Uniti, tanto sbiadite, ahinoi, in Italia: la legge è una cosa seria; chi sbaglia paga.

E questo senza voler andare a toccare il tasto del distacco tra episodi del genere, riportati sotto forma di improbabili melodrammi, e la realtà quotidiana di chi si fa il mazzo come una capanna per arrivare alla fine del mese.

Che i carrozzoni mediatici tornino ad occuparsi di pallone o di qualsivoglia frivolezza.

Che a Lapo ci penseranno giudici ed avvocati com’è giusto che sia.

Luca Marfé

Twitter: @marfeluca – Instagram: @lucamarfe

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Istat: lavoro incerto, giovani qualificati ma a casa di papà

Pubblicato il 20 maggio 2016 da redazione

giovani

ROMA. – Un Paese di anziani, sostanzialmente benestanti, che mantengono economicamente ma allo stesso tempo ostacolano lo sviluppo delle generazioni più giovani, alle prese con un mercato del lavoro incerto e poco redditizio e con la prospettiva di poter difficilmente raggiungere livelli sociali ed economici migliori dei loro genitori.

Nell’ultimo rapporto annuale l’Istat celebra i 90 anni di attività statistica guardando ai grandi cambiamenti di quasi un secolo di storia italiana e fornendo un’ultima fotografia di un Paese in cui i giovani, per quanto istruiti, al passo con i tempi e qualificati, sembrano schiacciati dalla loro stessa rete di protezione, la famiglia.

La generazione di transizione, quella dei millennials e forse anche la più giovane, quella che l’Istat chiama “delle reti”, costantemente connessa, sembrano aver già perso l’opportunità di salire sull’ascensore sociale che ha invece permesso a tutto il Paese di crescere nei decenni precedenti e per questo restano a casa con mamma e papà, non tanto – o non sempre – come bamboccioni ma per l’impossibilità di mantenersi.

Negli anni l’eccesso di spesa pensionistica ha avvantaggiato enormemente gli anziani, lasciando poco o niente al contrasto della povertà, facendo oggi del nostro Paese uno dei meno efficienti in Europa.

Allo stesso tempo le diseguaglianze sono aumentate: la famiglia ha fatto da paracadute a chi poteva permetterselo e da tappo a chi cercava di accedere ai gradini più alti della scala sociale, rendendo i ricchi sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri.

“In Italia – ha spiegato il presidente dell’Istat, Giorgio Alleva – rimane ancora forte il legame tra i redditi percepiti e il contesto socio-economico della famiglia di provenienza, legame che tende a ostacolare i processi di mobilità sociale”. E forse non è un caso che il rapporto sia stato presentato mentre prosegue la protesta dei ricercatori precari dell’Istituto.

SEMPRE DI MENO E SEMPRE PIU’ VECCHI – La popolazione italiana diminuisce e invecchia. Al 1 gennaio 2016 la stima è di 60,7 milioni di residenti (139 mila in meno sull’anno precedente) mentre gli over 64 sono 161,1 ogni 100 giovani con meno di 15 anni. Il nostro Paese è tra i più invecchiati al mondo, insieme a Giappone e Germania, e tocca il nuovo minimo storico dall’Unità d’Italia per le nascite: nel 2015 sono state 488 mila, 15 mila in meno rispetto al 2014. Per il quinto anno consecutivo diminuisce la fecondità, solo 1,35 i figli per donna. Siamo molto lontani dal periodo del baby boom (dal 1946 al 1965), quando il numero medio di figli per donna arrivò all’apice di 2,7.

GIOVANI TROPPO QUALIFICATI, 1 SU 4 HA CONTRATTI A TEMPO – Oltre un ragazzo su tre tra i 15 e i 34 anni è “sovraistruito”, troppo qualificato per il lavoro che svolge. La quota è 3 volte superiore a quella degli adulti (13%). Le professioni più frequenti nell’approccio al mercato del lavoro siano quelle di commesso, cameriere, barista, addetti personali, cuoco, parrucchiere ed estetista. Tra i giovani inoltre è più diffuso il part time, soprattutto involontario (77,5% dei part timer giovani, contro il 57,2% degli adulti), “ad indicare un’ampia disponibilità di lavoro in termini di orario che rimane insoddisfatta. Anche il lavoro temporaneo è diffuso soprattutto tra i giovani: ha un lavoro a termine un giovane su 4 contro il 4,2% di chi ha 55-64 anni.

BAMBINI NUOVI POVERI, ANZIANI STANNO MEGLIO – I minori sono i soggetti che hanno pagato il prezzo più elevato della crisi in termini di povertà e deprivazione, a dispetto delle generazioni più anziane. L’incidenza di povertà relativa per gli under18, che tra il 1997 e il 2011 aveva oscillato su valori attorno all’11-12%, ha raggiunto il 19% nel 2014. Al contrario, tra gli anziani – che nel 1997 presentavano un’incidenza di povertà di oltre 5 punti percentuali superiore a quella dei minori – si è osservato un progressivo miglioramento che è proseguito fino al 2014 quando l’incidenza tra gli anziani è di 10 punti percentuali inferiore a quella dei più giovani.

ANZIANI PIÙ SPRINT, BABY BOOMER INVECCHIANO MEGLIO – Con le loro condizioni economiche, i nuovi anziani hanno migliorato anche i loro standard di vita grazie all’aumento dei livelli di istruzione e di benessere economico, a stili di vita via via più salutari, a prevenzione e progressi in campo medico. La generazione dei baby boomer, cioè coloro che sono nati dal 1946 al 1965, arrivano alla soglia dell’età anziana in condizioni di salute decisamente migliori rispetto alle precedenti.

2,2 MLN FAMIGLIE JOBLESS, SENZA REDDITI LAVORO – Le famiglie “jobless” sono passate dal 9,4% del 2004 al 14,2% dell’anno scorso e nel Mezzogiorno raggiungono il 24,5%, quasi un nucleo su quattro. La quota scende all’8,2% al Nord e al 11,5% al Centro. Anche in questo caso i giovani sono i più penalizzati: l’incremento ha riguardato le famiglie giovani rispetto alle adulte: tra le prime l’incidenza è raddoppiata dal 6,7% al 13%, tra le seconde è passata dal 12,7% al 15,1%.

ITALIA ESCE DA CRISI PROFONDA MA CAMMINA PIANO – Il quadro dipinto è quello che emerge da una recessione “lunga e profonda, senza più termini di paragone nella storia in cui l’Istat è stato testimone in questi 90 anni”. Oggi il Paese sperimenta “un primo, importante, momento di crescita persistente anche se a bassa intensità”. Rispetto ai precedenti episodi di espansione ciclica la ripresa produttiva è infatti decisamente più fragile.

(di Mila Onder/ANSA)

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Papa: l’Italia vive un profondo cambiamento culturale

Pubblicato il 17 maggio 2016 da redazione

papa-francesco-vescovi-cei

CITTA’ DEL VATICANO. – L’Italia vive un profondo cambiamento culturale, che tocca tradizioni, abitudini, visioni della vita, e i pastori se ne rendono conto, venendo spesso a contatto con persone che soffrono per mancanza di punti di riferimento.

E’ la riflessione proposta dal Papa ai vescovi italiani, aprendo, nell’aula del sinodo in Vaticano, i lavori della 69.ma assemblea generale della Cei, con un discorso pubblico dal quale sono assenti i temi della cronaca politica italiana, a cominciare dalla legge sulle unioni civili appena approvata.

Nulla ovviamente vieta che della legge si parli nel dibattito a porte chiuse, o nella prolusione del presidente Angelo Bagnasco. “Il contesto culturale – ha dunque osservato papa Bergoglio – è molto diverso da quello in cui” i preti hanno mosso i primi passi nel ministero.

“Anche in Italia – ha sottolineato – tante tradizioni, abitudini e visioni della vita sono state intaccate da un profondo cambiamento d’epoca. Noi, che spesso ci ritroviamo a deplorare questo tempo con tono amaro e accusatorio, dobbiamo avvertirne anche la durezza: nel nostro ministero, quante persone incontriamo che sono nell’affanno per la mancanza di riferimenti a cui guardare!”.

“Quante relazioni ferite! – ha aggiunto subito dopo papa Francesco – In un mondo in cui ciascuno si pensa come la misura di tutto, non c’è più posto per il fratello. Su questo sfondo, la vita del nostro presbitero diventa eloquente, perché diversa, alternativa”.

Il Papa ha affrontato il tema del cambiamento culturale dopo essersi posto la domanda: “Che cosa, dunque, dà sapore alla vita del ‘nostro’ presbitero?”, giacché tutto il suo discorso è stato improntato al “rinnovamento del clero”, uno dei temi cardine di questa assemblea della Cei.

(giovanna.chirri@ansa.it)

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Giro d’Italia: a Roccaraso trionfa Wellens e Dumoulin resta in rosa

Pubblicato il 13 maggio 2016 da redazione

Tim Wellens of team Lotto Soudal wins the sixth stage of the Giro d'Italia 2016, Ponte to Roccaraso, Italy, 12 May 2016 ANSA/LUCA ZENNARO

Tim Wellens of team Lotto Soudal wins the sixth stage of the Giro d’Italia 2016, Ponte to Roccaraso, Italy, 12 May 2016
ANSA/LUCA ZENNARO

ROCCARASO – Il belga della Lotto Soudal Tim Wellens si è aggiudicato per distacco, al termine di un’azione personale, la 6a tappa del Giro d’Italia di ciclismo, da Ponte a Roccaraso di 157 chilometri. Il belga ha preceduto al traguardo di 1’19” il danese Jakob Fuglsang e il russo Ilnur Zakarin, e di 1’22” la maglia rosa Tom Dumoulin.

Al sesto posto il primo degli italiani, Domenico Pozzovivo a 1’24”. Staccato di una ventina di secondi dalla maglia rosa Vincenzo Nibali.

Al termine della 6a tappa del Giro d’Italia, da Ponte a Roccaraso, vinta dal belga Tim Wellens, la maglia rosa resta sulle spalle dell’olandese Tom Dumoulin, quarto al traguardo.

Esultanza speciale per il belga Tim Wellens, trionfatore della sesta tappa del Giro d’Italia, da Ponte a Roccaraso. Il corridore della Lotto Soudal, una volta tagliato il traguardo, ha alzato la bicicletta al cielo. Ma già prima di concludere la prova, quando mancavano 300 metri all’arrivo, ha iniziato a festeggiare inviando baci al pubblico con ampi gesti delle mani.

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Il Venezuela attraversa una delle fasi piú critiche della sua storia

Pubblicato il 11 maggio 2016 da redazione

Pensionati in Venezuela durante una riunione in cui l'Ambasciatore e funzionari dei Patronati hanno spiegato i motivi che hanno determinato la riduzione delle pensioni e quale potrebbe essere la situazione nel 2016.

Pensionati in Venezuela durante una riunione in cui l’Ambasciatore e funzionari dei Patronati hanno spiegato i motivi che hanno determinato la riduzione delle pensioni e quale potrebbe essere la situazione nel 2016.

ROMA – La settimana parlamentare è iniziata con il Venezuela e la nostra comunità al centro dei lavori della Camera dei Deputati.

Rispondendo nell’aula di Montecitorio ad una interrogazione urgente presentata dai deputati Fabio Porta, Giovanni Burtone, Demetrio Battaglia e Antonio Cuomo, del Partito Democratico, con la quale i parlamentari chiedevano “se e quali iniziative il Governo intenda adottare per monitorare costantemente l’evolversi della crisi in Venezuela e per assicurare alla comunità italiana il massimo sostegno in una condizione di oggettiva criticità, soprattutto per quanto riguarda la mancanza di generi di prima necessità, ponendo il tema anche nell’ambito degli organi internazionali”, il Sottosegretario agli Affari Esteri Benedetto della Vedova ha confermato come “il Paese sta attraversando una delle fasi più critiche della sua storia, che si sta ripercuotendo anche sulla numerosa comunità italiana residente nel Paese, le cui condizioni economiche e sociali sono fortemente deteriorate”.

Sulla questione della sicurezza, il governo ha affermato che “l’Ambasciata sta svolgendo un lavoro a tutto campo, grazie anche all’esperto che opera in loco e che si occupa delle denunce di violenze o minacce da parte dei connazionali, oltre che di eventuali casi di sequestri. La sicurezza viene, poi, posta sistematicamente all’ordine del giorno negli incontri con gli esponenti del Governo di Caracas, alla luce del continuo innalzamento degli indici di criminalità che si registrano nel Paese e, in particolare, nella capitale”.

Sulla grave carenza di medicine il Sottosegretario ha risposto che “su istruzioni della Farnesina, l’ambasciatore italiano a Caracas ha rappresentato alla Ministra degli esteri venezuelana, Delcy Rodríguez, la forte preoccupazione del Governo italiano e ha proposto delle modalità operative per far pervenire dall’Italia una lista di medicinali essenziali ai nostri connazionali, in particolare agli anziani”.

Sul tema delle pensioni, infine, molto sentito dai nostri connazionali, l’On. Della Vedova ha sostenuto che il nostro governo “è in costante contatto con l’INPS e il Ministero del lavoro e delle politiche sociali per vagliare la possibilità di riconsiderare il tasso di cambio attualmente utilizzato per pagare le pensioni agli italiani in Venezuela ed attuare il tasso di concambio flessibile, di valore più o meno corrispondente al precedente tasso SIMADI recentemente soppresso.

– In tal modo secondo – il rappresentante del governo – verrebbe calcolato in maniera più congrua il rateo di pensione spettante e garantito un potere d’acquisto reale, superando così le criticità legate al tasso di cambio ufficiale attualmente utilizzato, che sovrastima la valuta locale.

Fabio Porta, deputato eletto in Sudamerica e Presidente del gruppo interparlamentare Italia-Venezuela, ha così commentato la risposta del governo:

– Il Parlamento italiano non ha dimenticato i nostri connazionali che vivono in Venezuela e l’attenzione di tanti miei colleghi a quanto avviene in quel Paese conferma tale sensibilità; sono certo che il governo, che oggi come nelle scorse settimane ha risposto con altrettanta attenzione e preoccupazione ai nostri appelli, agisca rapidamente, sia sul tema delle pensioni che su quello dell’emergenza sanitaria e della sicurezza.

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L’Ue verso approvazione della flessibilità, ma pesa il debito elevato

Pubblicato il 10 maggio 2016 da redazione

A general view shows members of the European Parliament voting during a plenary session in the European Parliament in Strasbourg, France, 12 April 2016. EPA/PATRICK SEEGER

A general view shows members of the European Parliament voting during a plenary session in the European Parliament in Strasbourg, France, 12 April 2016. EPA/PATRICK SEEGER

BRUXELLES. – Non dovrebbero esserci più ostacoli alla richiesta italiana di flessibilità sui conti pubblici 2016: la Commissione europea si prepara a dare il via libera il 18 maggio, quando presenterà anche le raccomandazioni specifiche per Paese. Ma la concessione di ulteriori margini di bilancio, oltre a quelli concessi nel 2015, non mettono l’Italia al riparo da un’azione sul debito, che ha raggiunto il suo picco nel 2015 e non è sceso nel 2016, come hanno confermato le recenti previsioni economiche.

Eurostat, il 21 aprile, aveva anche certificato che nel 2015 l’Italia ha violato la ‘regola del debito’, uno dei paletti della nuova governance che può far scattare una procedura con eventuali sanzioni. Il collegio dei commissari, riunito a Strasburgo, ha tenuto un primo dibattito ‘di orientamento’ sul rispetto del Patto di stabilità, in vista della pubblicazione delle raccomandazioni e del giudizio definitivo sulle leggi di stabilità, tra cui quella italiana.

Il confronto – riferiscono fonti europee – avrebbe quindi confermato che la Commissione è orientata a riconoscere tutta la flessibilità aggiuntiva chiesta dall’Italia per riforme (0,1%), investimenti (0,3%) e migranti (0,2%), ma resta lo scoglio del debito pubblico, che doveva cominciare a ridursi già nel 2015 e che invece resta a 132,7% anche nel 2016.

Nel corso del dibattito sarebbe emerso apprezzamento per il percorso delle riforme in Italia, mentre i dati del debito non rispettano gli obiettivi. Anche se ulteriori valutazioni sono ancora in corso. Il problema principale è che l’Italia, nel 2015, è in conclamata violazione della regola che ne impone la riduzione, perché non ha effettuato lo sforzo strutturale raccomandato dalla Ue.

Nemmeno la flessibilità ulteriore migliora la situazione, perché i margini si applicano al 2016. La violazione della regola obbliga Bruxelles a preparare un rapporto sul debito, chiamato ‘126.3’, che ne valuterà la sostenibilità o meno. Anch’esso dovrebbe arrivare il 18 maggio.

Altre fonti di Bruxelles osservano che il “negoziato strategico è ancora aperto” sebbene si possano per ora escludere “sorprese” come l’apertura di procedure per debito eccessivo. La trattativa, a quanto si è appreso, si sta svolgendo in maniera serrata ma senza una particolare conflittualità, sebbene le osservazioni critiche non manchino e potrebbero spingere i commissari che vigilano sull’andamento dei conti pubblici a inviare Roma una nuova lettera ‘ad hoc’ sull’esempio di quanto già avvenuto lo scorso marzo, quando Moscovici e Dombrovskis avvertirono Roma sulla violazione della regola del debito, chiedendo di prendere rimedi nel programma di stabilità.

Particolarmente difficile sarebbe invece la posizione della Spagna, largamente fuori dagli obiettivi per il deficit e nelle condizioni per far scattare una richiesta di sanzioni. Un’eventualità che viene vista con estrema attenzione e cautela poichè – secondo la valutazione di alcuni dei commissari – potrebbe influenzare la campagna elettorale in vista del voto del 26 giugno.

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Istituto Italiano di Cultura di Caracas: Successo della Mostra fotografica del Santo Crocisfisso di Monreale

Pubblicato il 02 febbraio 2015 da redazione

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CARACAS – Un’atmosfera elegante, ma al contempo familiare ci accoglie al nostro arrivo al Centro di Cultura Italiano. L’occasione è stimolante ed affascinante. Si è aperta con la mostra fotografica dedicata alla festa del Santo Crocifisso di Monreale l’anno dell’Italia in America Latina.

– Il Ministero ci tiene molto a questo progetto in quanto reputiamo essenziale l’unità tra i popoli. L’emigrazione italiana in America Latina è stata consistente, pertanto sono numerose le comunità presenti in America Latina. È giusto, quindi, avere ottimi rapporti con i paesi che ospitano i nostri connazionali anche e soprattutto attraverso la cultura – ci spiega in maniera esaustiva la recièn llegada direttrice del Centro Italiano di Cultura, la Dott.essa Erica Berra.

Per lei, la presentazione della mostra fotografica del venezuelano Adolfo Acosta è anche il debutto ufficiale nel Centro e l’occasione per iniziare a conoscere l’ambiente e la comunità che lo frequenta.

Da poco arrivata dal Guatemala, vive, ovviamente una fase di ambientamento

– In Guatemala sono stata benissimo, la comunità lì è piccola, si contano circa 8000 italiani, ma negli ultimi anni sono state fatte tante cose, porterò con me ricordi eccezionali e sono sicura che anche qui in Venezuela mi troverò bene – queste le parole della direttrice che ci racconta il primo impatto con il paese.

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Gli ospiti sono attenti nell’osservare le foto dell’artista Acosta, tra una copa de vino e assaggi di formaggi offerti dal Centro la serata scorre immergendosi tra le viuzze di Monreale che bene sono rappresentate dal fotografo.

– Ho scelto Monreale perchè mia moglie è originiaria di quel paese ed in questi anni in Venezuela mi ha sempre parlato della processione del Santo Crocifisso – ci racconta Adolfo Acosta.

– Mio suocero che per diritto ereditario appartiene alla fratellanza ( gli incaricati di portare il Crocifisso in processione tra le strade di Monreale) me ne ha parlato così tanto che alla fine mi sono deciso di partire per l’Italia ed immortalare questo evento attraverso le mie fotografie – l’artista è soddisfatto del suo lavoro, ma dai suoi occhi emerge tanta gratitudine verso chi lo ha aiutato nel suo lavoro

– Dell’Italia ed in particolare di Monreale, porterò sempre nel mio cuore il calore della gente, mi hanno trattato come uno del paese, e questo per me è stato meraviglioso, la gente mi invitava a prendere il caffè in casa, tutti si sono messi a disposizione affinchè mi sentissi come a casa mia – ma non è solo questo il ricordo che Acosta porterà nella sua mente, ma soprattutto nel suon cuore per molto tempo

– La “comida” – ci racconta sorridendo affettuosamente – il cibo, i suoi sapori così diversi da quelli venezuelani non li dimenticherò mai più, e l’acqua, la possiblità di bere l’acqua del rubinetto come potrò mai dimenticarla? In Venezuela è impossibile fare una cosa del genere –

Quando gli viene chiesto quale è la foto che maggiormente rappresenta l’anima della processione di Monreale non ha dubbi “è la foto in primo piano del fratello che urla e prega sotto la vara”.

E su questo è concorde la direttrice del Centro di Cultura

– sono soprattutto i volti che trasmettono le emozioni, e le emozioni ti portano a rivivere attraverso le fotografie il significato della festa –

Ed è davvero così, scrutando le foto non si può far a meno di notare come la mostra sia stata incentrata sulla spiritualità dell’evento, attraverso i volti delle persone, nei particolari delle foto si evince l’enorme spiritualità della festa.

– Rispetto alle feste religiose qui in Venezuela c’è una differenza essenziale che ho osservato a Monreale. Non è importante il contorno, la gente si riunisce attraverso la figura del Cristo, si percepisce tanta preghiera, la spiritualità è intensa – chiosa il fotografo Acosta.

Fermi davanti ad una foto che ritrae una donna che dal suo balcone tocca il Crocifisso che in quel momento stava passando davanti casa sua, la direttrice ci saluta cordialmente asserendo che queste fotografie dimostrano quanto la religiosità sia importante in Italia ed attraverso processioni, quale quella del Crocifisso di Monreale, la fede sia viva nel popolo italiano.

Una fede che unisce, così come la cultura.

 (Gennaro Buonocore/Voce)

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Forum con Antonella Pinto e Mariano Palazzo, Circolo Pd – Venezuela

Pubblicato il 28 settembre 2013 da redazione

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(ANSA) - BARI, 18 GEN - C'è anche il presidente del Bari Calcio, Cosmo Antonio Giancaspro, fra gli indagati in una inchiesta della Procura di Trani su una presunta bancarotta fraudolenta del Gruppo Ciccolella di Molfetta, società floro-vivaistica. I finanzieri stanno eseguendo perquisizioni domiciliari sequestrando documentazione. I destinatari delle perquisizioni sono i tre fratelli Corrado, Vincenzo e Antonio Ciccolella, gli avvocati baresi Michele Bellomo e Francesco Quarto, il commercialista Gianluca Petrera di Bari e il presidente del Fc Bari Cosmo Antonio Giancaspro di Molfetta. Gli indagati rispondono, a vario titolo, di bancarotta fraudolenta e riciclaggio. Dalle indagini dei finanzieri, coordinate dal pm di Trani Silvia Curione, sono emerse distrazioni di fondi della Ciccolella Spa (società il quotata in borsa e fallita nel gennaio 2015) e conseguente riciclaggio tramite complessi passaggi di denaro e quote societarie tra società infragruppo e soggetti operanti in Italia e all'estero (Malta e Uk).

12:23Calcio: ranking Fifa, Germania sempre n. 1,Italia resta 14ma

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