Archivio tag | "italo-americani"

Tags: , , , , , , , , , , , ,

Tamburri: “L’italiano non è più solo una lingua etnica”

Pubblicato il 22 febbraio 2017 da redazione

Antony Julian Tamburri, Decano e professore dell’Italian American Institute Calandra

NEW YORK – “L’italiano non è più solamente una lingua etnica. È molto importante ribadirlo. Direi essenziale. D’altronde abbiamo pressappoco 100mila giovani a livello nazionale che studiano l’italiano; a livello universitario, invece, ne calcoliamo circa 90mila”. Lo assicura Antony Julian Tamburri, Decano e professore dell’Italian American Institute Calandra e autore di saggi indispensabili per capire lo sviluppo culturale della nostra Collettività. Tra questi, “Una nuova semiotica dell’etnicità: nuove segnalature per la scrittura italiano-americana” (2010), “Re-reading Italian Americana: Specificities and Generalities on Literature and Criticism (2014) e i volumi di cui è co-editore “Italian Americans in the Third Millenium” (2009) e “The Cultures of Italian Migration: Diverse Trajectories and Discrete perspectives (2011).

– Nel 2009 – ci dice – abbiamo realizzato un sondaggio per capire meglio chi studia l’italiano nelle scuole pubbliche. Al questionario hanno risposto circa 6mila alunni, la maggior parte della scuola media e del liceo. Di questi 6mila, il 59 per cento erano giovani di origine italiana e il 41 per cento no. Il risultato ottenuto è molto importante. In primo luogo, dimostra che sono ancora tanti gli alunni di origine italiana che continuano a studiare la nostra lingua e che sono altrettanto numerosi i giovani che pur non avendo radici italiane si avvicinano alla nostra cultura. E poi ci permette di registrare l‘importante crescita che ha avuto l’insegnamento dell’italiano dal 1969 ai nostri giorni.

Afferma che alla fine degli anni ’60 e all’inizio dei ’70 gli studenti che frequentavano i corsi d’italiano erano tra gli 11 e i 12mila. Oggi, invece, la cifra si aggira tra gli 80 e i 100mila. Tamburri sottolinea che nel “2009 la nostra era di nuovo una lingua di cultura”. E fa notare che sebbene la “Modern Language Association” – l’autorevole associazione fondata nel 1883 che per quantità e qualità dei ricercatori ed esperti in lingua e letteratura è senz’altro la maggiore e più prestigiosa degli Stati Uniti – negli ultimi due anni abbia registrato una flessione del 6 per cento nello studio di tutte le lingue a livello nazionale, il numero degli studenti ora è di nuovo in crescita.
Il sondaggio del 2009, quindi, mostra un nesso affettivo sempre più forte tra l’Italia e le nuove generazioni; un richiamo verso la lingua e la cultura di origine. A questo punto, viene spontanea la domanda:

– Come è cambiata la nostra Collettività?

Tamburri parla scandendo le frasi. Non sorprende l’accurata scelta delle parole nell’esprimersi, caratteristica intrinseca del docente esigente innanzi tutto con se stesso e amante della lingua italiana e della nostra cultura.

– Siamo ormai alla quinta, sesta generazione – ci dice. – C’è il mito che molti cognomi italiani siano stati cambiati ad Ellis Island quando gli agenti di emigrazione trascrivevano le generalità dei nostri emigranti. E’ possibile che sia accaduto. Ci può essere stato qualche errore involontario. Ad esempio, all’università avevo un amico il cui cognome era Martell. Solo all’ultimo anno, chiacchierando, sono venuto a sapere che il cognome del nonno, in realtà, era Martello.

– È il caso di Manfort, l’ex assessore del presidente Trump. Pare che il vero cognome fosse Manforte. Si afferma spesso che per molti giovani della prima generazione fu una maniera di mimetizzarsi.

– Questa pratica di troncare il cognome, di togliere l’ultima vocale – spiega -, non era poi così rara. Poi c’è stata una rivalutazione. Io direi che questa è avvenuta in particolare con la terza e la quarta generazione. Non dimentichiamo che alla fine degli anni ’70 c’è stata l’invasione del “Made in Italy”. Già all’inizio della decade del ’70 c’era stato il cinema con Fellini e Antonioni. E poi la cucina che, ad un certo punto, è diventata praticamente la gastronomia nordamericana. Abbiamo oggi un numero di ristoranti d’alta cucina italiana che prima non esisteva. C’è stata una rinascita generale dell’orgoglio etnico.

– Come si integra la nuova emigrazione in questo contesto?
Non risponde immediatamente. Poi commenta:

– E’ un fenomeno che deve essere ancora valutato e studiato.

– Ha competenze assai diverse da quelle dell’emigrazione d’inizio del secolo scorso – facciamo notare.

– Senz’altro – ammette. – Ha un bagaglio culturale assai diverso da quello dell’emigrazione storica d’inizio del 900. Bisogna poi distinguere tra chi fa parte del mondo delle scienze naturali, che di solito trova subito una sistemazione presso qualche università o istituto di ricerca, e chi, invece, è laureato in materie umanistiche. Quest’ultimi hanno maggiori difficoltà ad inserirsi nel mondo del lavoro.

Afferma che è più semplice per chi frequenta un dottorato dal momento che, spesso, la stessa università li aiuta ad ottenere il visto di lavoro.

– Negli Stati Uniti – spiega – c’è una strana legge che non permette al datore di lavoro di chiedere apertamente se si è in possesso di un regolare visto di lavoro. Se, al momento dell’offerta, affermi spontaneamente che non hai il visto, di solito, specialmente a livello universitario, ti aiutano ad ottenerlo. Ma non possono chiederti direttamente se lo hai.

– E a livello politico, qual è il peso della nostra Collettività? Ad esempio, nello Stato di New York?

Spiega che a livello locale e statale, specialmente in quei centri in cui la nostra comunità è assai numerosa, sono tanti i politici di origine italiana.

– Nella legislatura dello Stato di New York, tra Senato e Camera dei Deputati – ci dice – vi sono 225 parlamentari.
Di questi, una cinquantina sono di origine italiana. Il nostro istituto riceve il 95 per cento dei fondi dallo Stato di New York. Siamo una voce nel bilancio dello Stato di New York.

Ci dice, poi, che il Calandra, qualche anno fa, iniziò una ricerca titolata “Oral History Archive”, ovvero archivio storico orale. Dei 50 parlamentari, quasi la metà accettò di partecipare. Si trattava di registrare un’intervista “face to face” per gli archivi dell’istituzione. E furono i parlamentari ad aiutare affinché fossero stanziati ulteriori fondi per la realizzazione dell’indagine.

A proposito dell’Istituto, Tamburri ci dice che è nato nel 1979, “dopo quasi vent’anni di lamentele, di obiezioni giuste da parte del corpo docente italiano ma anche dello staff in generale della ‘City University of New York’ perché sostenevano che a loro erano negati certi incarichi di responsabilità all’interno dell’Università”.

– Insomma, una specie di discriminazione…

– Si – ammette anche se evita la parola “discriminazione” -. Sembrava ci fosse un blocco. Non si permetteva ai professori di origine italiana di occupare incarichi amministrativi superiori. Negli anni ‘70 il senatore John Di Calandra aveva realizzato un’indagine e nel 1978 aveva redatto un dossier di 80 pagine in cui si parlava di discriminazione contro i docenti italiani. L’anno successivo è stato creato l’istituto che porta il suo nome.
Sostiene che c’erano anche altri problemi a livello di scuole pubbliche. Ad esempio, il tasso di giovani che non finivano il liceo era molto alto.

– A cosa si attribuiva questo fenomeno?

– Si presume che fossero giovani della prima generazione – ci dice -. Probabilmente per le loro famiglie l’università non era molto importante per cui, ad una certa età questi ragazzi dovevano mettersi a lavorare. A volte, nell’azienda dei genitori.

– Sembra strano, una contraddizione. Tradizionalmente i figli degli emigranti hanno una migliore educazione perché i genitori desiderano dargli ciò che in gioventù è stato loro negato. In Venezuela, la prima, seconda e ora anche terza generazione rappresentano una “elite” nel mondo delle scienze, della ricerca, della medicina. Sono i figli d’italiani i capitani d’industria più agguerriti…

– E’ vero – ammette per poi far presente:

– Ma attenzione, parliamo di studenti delle scuole pubbliche. Quello che non abbiamo ancora indagato, come comunità, è il tasso di diserzione ad esempio nelle scuole cattoliche. Si sa, sembra almeno che sia una consuetudine, che la famiglia italiana preferisca che i figli frequentino i licei e le università cattoliche. Questa è una ricerca da fare. Cioè, analizzare la popolazione italiana nelle scuole e nelle università private. In questo caso, sostengo che probabilmente incontreremo, una realtà assai diversa.

Sottolinea che l’istituto di cui è Decano e professore è “nato con tre compiti: il ‘consultant’, cioè l’offerta di servizi di consulenza sia a livello accademico che personale; la diffusione della storia e della cultura degli americani di origine italiana; e la ricerca”.

– L’idea di creare la figura del consulente, sia a livello accademico che personale – spiega -, risponde, se si vuole, alla convinzione che un consulente italiano possa capire meglio le problematiche della nostra comunità.

– Quindi un giovane italiano che vuole venire negli Stati Uniti può fare riferimento a voi.

– Certamente – assicura -. I nostri consulenti, ancora oggi, visitano almeno tre volte al mese, se non una volta alla settimana i diversi licei, specialmente quelli di New York frequentati da un alto tasso di studenti italiani, e quando dico italiani intendo dire di origine italiana. Evito il termine italo-americano.
Altra missione dell’istituto è la diffusione e la promozione della storia e della cultura degli americani di origine italiana.

– Lo facciamo in diversi modi – spiega -. Ad esempio, attraverso il nostro portale e la nostra televisione. Abbiamo, infatti, un programma televisivo mensile che viene postato anche su youtube. Parallelamente organizziamo eventi pubblici, conferenze, presentazione di libri. Il terzo scopo dell’Istituto – prosegue – è la ricerca. Avviene attraverso simposi. Organizziamo un convegno ogni anno su un tema che cambia di volta in volta. Pubblichiamo libri. Negli ultimi 10 anni ne abbiamo pubblicati 10 o 12, forse anche di più, Sono saggi e atti di convegno.

Ci parla, con giustificato orgoglio, dell’interessantissima e ricca biblioteca dell’Istituto che si sviluppa attorno a tre importanti donazioni quelle dei professori Pietro Saraceno, John Cammet e Phillip Cannistrato.

“Saraceno Collection”, è la donazione del professore Pietro Saraceno, docente di Storia dell’Università di Roma, con oltre 13.500 volumi e una collezione unica di Leggi e Decreti dal Regno d’Italia fino al 1959. La “Cammet Collection”, è rappresentata da circa 2000 opere donate da John Cammet, del dipartimento di Storia del “John Jay College of Criminal Justice” (Cuny), che raccoglie le maggiori opere di studio e analisi sul comunismo e sul fascismo oltre alle opere complete di Antonio Gramsci di cui il professore Cammet era un profondo studioso. E la “Cannistraro Collection”, orientata verso lo studio dell’epoca fascista italiana donata dall’emerito professore Philip Cannistraro, docente di “History and Italian American Studies” nel Queens College, (Cuny).
Mauro Bafile

Commenti (0)

Tags: , ,

Nuovi membri nel Board della Niaf

Pubblicato il 12 maggio 2016 da redazione

The NIAF 2016 NEW YORK GALA (NIAF---J.ISOLINI)

The NIAF 2016 NEW YORK GALA (NIAF—J.ISOLINI)

NEW YORK – Nuovi membri. La “National Italian-American Foundation”, attraverso un comunicato, ha reso noto l’ingresso al “Board of Direction” di Joseph R Guccione e Basil M. Russo.

Joseph R. Guccione è amministratore delegato di Freeh Group International Solutions ed ex maresciallo nel Distretto Meridionale di New York. Basilico M. Russo, dal canto suo, è presidente nazionale dell‘ “Order Italian Sons and Daughters of America”.

– Siamo orgogliosi di avere Joseph Guccione e Basilio Russo nel consiglio di amministrazione di Niaf – ha detto il presidente John M. Viola.

Del “NIAF Board of Directors” fanno parte anche italo-americani di prestigio quali Maria Bartiromo (global markets editor e FOX Business Network); John F. Calvelli, (Public Affairs Division del Wildlife Conservation Society); Linda R. Carlozzi (Jackson Lewis LLP); Mike Ferguson (membro del Congresso), Frank Giordano, (The Philly POPS e Atlantic Trailer Leasing Corporation), Gerard S. LaRocca (Americas at Barclays Capital), solo per nominarne alcuni.

Commenti (0)

Ultima ora

00:15Calcio: Juric, con il Chievo la sfida più importante

(ANSA) - ROMA, 23 APR - "Non sono dispiaciuto della prestazione dei ragazzi. Sono consapevole del divario, la Juve ci ha punito alla prima occasione ma la squadra ha fatto il massimo e non ho nulla da rimproverare". Ivan Juric guarda già oltre il 4-0 incassato sul campo della Juventus. Il Genoa è atteso dalla partita con il Chievo, fondamentale: "Sì, ora noi abbiamo cinque finali, dobbiamo essere tutti uniti per conquistare la salvezza perche sarà durissimo. Ho pensato a questo nei cambi di Laxalt e Burdisso". "Ora avremo tre partite in casa su cinque e dobbiamo fare il massimo numero di punti possibili - conclude l'allenatore - La classifica non ci dà garanzie. Contro il Chievo sarà una delle partite più importanti della storia recente del Genoa, dovremo vincere a tutti i costi: l'ambiente dovrà essere molto unito".

23:50Calcio: Allegri, per scudetto non è ancora fatta

(ANSA) - ROMA, 23 APR - "Avevamo tre partite da vincere: Pescara, Empoli e Genoa. I ragazzi sono stati bravi a vincerle. Non era facile contro il Genoa che ha fatto bene con la Lazio e ha cambiato l'allenatore, poi dopo la Champions poteva esserci un calo fisico e mentale. Invece i ragazzi sono stati molto bravi". Massimiliano Allegri, nel corso del programma 'Serie A live', loda la Juventus dopo il 4-0 al Genoa. Lo scudetto, però, ancora non se lo sente in tasca: "No, però ora ci mancano otto punti perché la Roma può arrivare a 90 e ci mancano 5 partite. Non dimentichiamoci che abbiamo ancora lo scontro diretto, senza la matematica non si può parlare di Scudetto". Una vittoria che rende più tranquillo l'avvicinamento alle semifinali di Champions: "Ora avremo qualche giorno per preparare la trasferta di Bergamo e poi quella di Monaco. Ho la possibilità di cambiare molti giocatori per avere sempre energie fresche. C'è molto entusiasmo, ma dobbiamo pensare a una gara alla volta perché per il momento non abbiamo vinto niente".

23:44Portavoce Merkel, auguri a Macron

(ANSA) - BERLINO, 23 APR - "Bene che Emmanuel Macron con il suo corso per una forte Europa e un'economia sociale di mercato abbia avuto successo. Auguri per le prossime due settimane". È quello che ha twittato Steffen Seibert, portavoce di Angela Merkel, commentando il primo risultato delle elezioni francesi.

23:38Macron, ‘sarò presidente contro i nazionalismi’

(ANSA) - ROMA, 23 APR - "Spero tra 15 giorni di diventare presidente del popolo francese, dei patrioti, per farla finita con tutti i nazionalismi": lo ha detto Emmanuel Macron, vincitore del primo turno alle presidenziali francesi. Voglio andare oltre" i risultati di stasera "e unire tutti i francesi". Lo ha detto il leader di En Marche! Emmanuel Macron davanti ai suoi sostenitori in festa. "Porterò avanti l'esigenza di ottimismo e la speranza che noi vogliamo per il nostro Paese e per l'Europa", ha aggiunto. 'Oggi domenica 23 aprile il popolo francese si è espresso. Nel momento in cui il nostro paese attraversa un periodo inedito della nostra storia, colpita dal terrorismo e dalle sofferenze economiche ha risposto nel più bello dei modi, andando a votare massicciamente e ha deciso di mettermi in testa al primo turno", ha detto ancora Macron che parlava con alla spalle la bandiera francese e quella europea.

23:36Calcio: Barcellona vince 3-2 a Madrid, decide Messi

(ANSA) - ROMA, 23 APR - Un gol di Leo Messi al 47' della ripresa ha deciso il 'Clasico' e decretato il successo del Barcellona sul terreno del Real Madrid. I catalani hanno così momentaneamente agganciato la squadra allenata da Zidane in vetta alla Liga, con 75 punti, ma il Real deve recuperare una partita. Al Santiago Bernabeu i padroni di casa sono passati per primi in vantaggio con la rete di Casemiro al 28', pareggiata appena cinque minuti dopo dal solito Messi, su assist di Rakitic. Il quale, al 28' della ripresa, ha portato il Barcellona in vantaggio con un sinistro preciso da fuori area. Al 32' il Real è rimasto in 10 per l'espulsione di Sergio Ramos, intervenuto fallosamente su Messi. Ma è riuscito comunque ad agguantare il pareggio al 40' con la rete di Jaimes Rodriguez. Il 2-2 poteva stare bene al Real, non al Barcellona che ha continuato ad attaccare, fino ad essere premiato dall'ennesima magia della 'Pulce'.

21:51Le Pen, ‘io la grande alternativa. Macron erede Hollande’

(ANSA) - HENIN-BEAUMONT, 23 APR - "Io vi propongo l'alternanza fondamentale che fondi un'altra politica. Questo non accadrà con l'erede di François Hollande e del suo quinquennato catastrofico". Lo ha detto Marine Le Pen ai militanti nel suo quartier generale, senza tuttavia nominare il suo avversario al secondo turno, Emmanuel Macron. "Mi avete portato al secondo turno delle presidenziali. Ne sono onorata con umiltà e riconoscenza. Vorrei esprimere a voi elettori patrioti la mia più profonda gratitudine. E' un risultato storico, un atto di fierezza di un popolo che solleva la testa, che confida nel futuro", ha aggiunto.

21:40Francia: Fillon si schiera con Macron, ‘fermare Le Pen’

(ANSA) - PARIGI, 23 APR - Francois Fillon riconosce la sconfitta e invita gli elettori a votare per Emmanuel Macron contro Marine Le Pen. "L'estremismo porta solo disgrazie e divisioni", ha detto. "Non sono riuscito a convincervi - ha detto Fillon davanti ai suoi - al momento giusto la verità su queste elezioni sarà scritta. E' una mia sconfitta, io solo ne debbo portare il peso. Alle legislative potranno far sentire la voce del centro e della destra, per questo vi chiedo di restare uniti e determinati". "In attesa - ha continuato - dobbiamo scegliere chi è preferibile, l'astensione non fa parte dei miei geni, soprattutto quando c'è un partito estremista, conosciuto per la sua violenza e l'intolleranza. Il suo programma porterebbe il paese al fallimento, aggiungerebbe caos europeo. Non c'è altra scelta che votare per Emmanuel Macron".

Archivio Ultima ora