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Ius soli, cittadinanza ai figli di immigrati nati o cresciuti in Italia

Pubblicato il 05 dicembre 2017 da ansa

Ius soli agita il centrosinistra

 


ROMA. – Se ne parla da 13 anni. Il ddl sullo Ius soli, che prevede la concessione della cittadinanza ai figli di immigrati nati o cresciuti in Italia, è stato approvato dalla Camera ed è ora all’esame del Senato.

IUS SOLI – Può diventare cittadino italiano chi è nato in Italia da genitori stranieri, dei quali almeno uno sia in possesso del diritto di soggiorno permanente o del permesso di soggiorno di lungo periodo. Incrociando le norme, vuol dire che almeno un genitore deve essere in possesso del permesso di soggiorno da almeno 5 anni.

POSSIBILE FINO A 20 ANNI, POI STOP – La dichiarazione della volontà di acquisire la cittadinanza italiana deve essere espressa dai genitori entro il compimento della maggiore età dell’interessato. Qualora il genitore non abbia reso la dichiarazione di volontà, il ragazzo può presentare lui stesso la richiesta di cittadinanza tra i 18 e i 20 anni.

SPAZIO ANCHE ALLO IUS CULTURAE – Vale per i minori stranieri nati in Italia o che siano arrivati entro i dodici anni: possono acquisire la cittadinanza qualora abbiano frequentato regolarmente un percorso scolastico per almeno cinque anni nel territorio nazionale. Anche in questo caso i genitori devono essere in possesso di un permesso di soggiorno. Nel caso in cui la frequenza riguardi l’istruzione primaria, é necessario che il bambino o la bambina abbiano concluso l’iter scolastico positivamente.

PER I MINORI STOP ALLA TASSA DA 200 EURO – Se i documenti relativi alla richiesta di cittadinanza riguardano i minori non si é tenuti al pagamento del contributo da 200 euro.

FIGLI MINORI DI STRANIERI, SI ALLARGANO MAGLIE PER LA CITTADINANZA – I figli minori di un genitore che acquista la cittadinanza italiana, acquistano anch’essi la cittadinanza anche se non sono conviventi col genitore. Con la legge attuale è necessario che siano invece conviventi.

INFORMAZIONE AI RAGAZZI – Gli ufficiali giudiziari, nei 6 mesi che precedono il compimento dei 18 anni, devono comunicare ai residenti di cittadinanza straniera la possibilità di acquisire il diritto di cittadinanza per ius soli o ius culturae. In caso di inadempimento di questo obbligo, il termine di decadenza per la richiesta della cittadinanza viene sospeso.

LA GIORNATA PER I NUOVI CITTADINI – I Comuni, in collaborazione con gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, sono tenuti a promuovere tra i ragazzi la conoscenza dei diritti e dei doveri legati alla cittadinanza. Prevista anche ‘una giornata dedicata alla ufficializzazione dei nuovi cittadini’.

LE TAPPE DEL PROVVEDIMENTO – E’ da 13 anni anni che in Parlamento si discute di una riforma in materia di cittadinanza. Tra il 2003 e il 2004 la commissione Affari Costituzionali della Camera esamina diverse proposte e elabora un testo unificato che approda in Aula ma viene rimandato in commissione il 16 maggio 2004.

Nella XIV legislatura la Camera ci riprova. Se ne riparla a partire dal 3 agosto 2006 con una indagine conoscitiva. Nel gennaio 2008 per il testo sembrerebbe la volta buona dopo una discussione in commissione, ma la legislatura si interrompe e l’iter deve ricominciare da capo.

Anche la successiva legislatura mette all’ordine del giorno la questione, ma il 12 gennaio 2010, quando il testo approda in Aula, viene nuovamente rimandato in commissione per approfondimenti. Dal 14 giugno 2012 è partito un nuovo tentativo in commissione con l’esame di alcune proposte. Senza esito.

Nell’attuale legislatura, dal 27 giugno del 2013 si riprende l’esame alla Camera, il provvedimento viene approvato a metà ottobre del 2015. Da allora, è in discussione al Senato.

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Biotestamento prima dello Ius soli, è scontro al Senato

Pubblicato il 05 dicembre 2017 da ansa

L’aula del Senato nel corso della discussione della legge elettorale, Roma 24 ottobre 2017. ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI

 


ROMA. – Il biotestamento “scala” il calendario dei lavori dell’Aula del Senato e passa al primo punto dell’ ordine del giorno. Ma è profonda la frattura che si apre tra le forze politiche ormai in campagna elettorale. Pd e M5S rivendicano il risultato raggiunto in Conferenza dei Capigruppo. Mentre Mdp e SI, ormai fuse nella lista “Liberi e uguali”, pur condividendo il ddl sul fine vita, contestano lo slittamento in coda al calendario dello ius soli (“Il che significa che non si farà più…” commenta Gian Marco Centinaio).

Lega, “Federazione della Libertà” e FI criticano la scelta, annunciano il voto contrario e rilanciano proponendo di esaminare prima la riforma del Regolamento del Senato sul quale c’è accordo trasversale. Il rischio, si osserva, è che se sul biotestamento dovesse “andare per le lunghe” (solo il Carroccio annuncia 1820 emendamenti) la riforma del Regolamento potrebbe saltare.

E’ vero che è il secondo tema all’odg, ma nella maggioranza si sottolinea come i renziani potrebbero non dispiacersi dell’eventuale fallimento anche per non lasciare a Grasso, ormai leader di partito, la “medaglia” di una riforma importante che alla Camera non si è riusciti a fare e che potrebbe dimostrare come non fosse necessario stravolgere la Costituzione per far funzionare il bicameralismo perfetto.

In più, alla luce del “Rosatellum” che potrebbe non determinare una netta maggioranza di governo, l’ idea che ci possa ancora essere la frammentazione dei gruppi parlamentari potrebbe non dispiacere a molti. A questo si aggiunga che, nonostante l’ottimismo del capogruppo Dem Luigi Zanda che descrive un calendario d’Aula fittissimo: dal ddl sugli orfani di femminicidio a quello per i testimoni di giustizia, fino al libro bianco della Difesa e al testo per la deradicalizzazione dello jihadismo, i giorni di lavoro effettivo sono davvero pochi: più o meno 4.

Il 7, infatti, l’Assemblea non si riunisce per dare la possibilità alla commissione Affari Costituzionali di concludere il lavoro sui collegi elettorali e il 13 ci sono le comunicazioni di Gentiloni sul prossimo Consiglio Ue e le votazioni per le elezioni dei Consigli di presidenza della magistratura contabile e tributaria. Il lunedì e il venerdì solitamente non c’è seduta e il 19 è attesa la legge di Bilancio di ritorno dalla Camera.

In più l’ ostruzionismo sul biotestamento è già partito: il voto sulle pregiudiziali, previsto da Grasso per stasera, slitta a domani per “colpa” di lunghi interventi delle opposizioni e anche di Ap che sarebbe irritata non solo per il blitz sul fine vita, ma anche perché vede a rischio la riforma sulle professioni sanitarie della ministra Lorenzin.

Un clima teso ben visibile nella Capigruppo dove alla fine l’accelerazione sul biotestamento sembra quasi un “compromesso” tra chi voleva lo ius soli subito e chi non lo voleva affatto. Un compromesso mediato da Grasso che lo ius soli nella bozza di calendario neanche lo aveva inserito, nonostante la battuta che Centinaio gli riserva in Aula (“Contento che non sia passata la sua proposta sullo ius soli al primo punto…”) sulla quale il presidente del Senato ironizza (“Grazie per avermi attribuito l’iniziativa..”).

Domani alle 14 il termine per la presentazione degli emendamenti.

(di Anna Laura Bussa/ANSA)

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Pd, cantiere delle alleanze aperto. Campo Progressista rilancia lo Ius soli

Pubblicato il 29 novembre 2017 da ansa

 

Campo Progressista rilancia lo Ius soli.

 


ROMA. – E’ un cantiere aperto quello del Pd con le potenziali liste alleate: se “passi avanti” si sono registrati nell’incontro con Campo progressista, che però ha alzato la posta chiedendo la calendarizzazione dello Ius soli, la lista centrista è ancora tutta da definire per le divisioni tra i possibili contraenti. E +Europa di Della Vedova e Radicali chiede invece al Governo un decreto per dimezzare le firme necessarie a presentare le liste.

Piero Fassino e il vicesegretario Maurizio Martina hanno incontrato una delegazione di Campo progressista, guidata da Ciccio Ferrara, Marco Furfaro e Bruno Tabacci. Questi hanno apprezzato l’impegno a votare in Senato il biotestamento subito dopo la Legge di Bilancio, così come le misure inserite in quest’ultima, in cui potrebbero essere aggiunte novità anche alla Camera (su Cassa integrazione e per allargare l’esenzione dal superticket).

Ma per il partito di Giuliano Pisapia resta essenziale lo ius soli, per il quale si chiede la calendarizzazione in Aula per poter chiudere l’accordo, anche se Michele Ragosta di Cp la dà per fatta, come dà per acquisita l’adesione di Laura Boldrini, corteggiata anche dalla lista di Mdp, Si e Possibile che nascerà domenica e che avrà in Pietro Grasso il leader.

E’ invece un vero puzzle la lista di centro che dovrebbe mettere insieme Ap, o una sua parte, i Centristi per l’Europa di Pierferdinando Casini, Giampiero D’Alia e Gianluca Galletti e i cattolici ex montiani di Democrazia solidale. Quest’ultima, spiega Lorenzo Dellai, non vuole una lista che sia “la bad company della nomenclatura del moderatismo” e chiede che ci sia una “novità politica” come il sostegno allo ius soli e un profilo più sociale, secondo i dettami di Papa Francesco. Manca un soggetto forte che catalizzi tutti. Sarà interessante lunedì il dibattito alla Cattolica di Milano tra Maurizio Lupi e Lorenzo Guerini, incaricato dal Pd di trattare con i centristi.

Infine +Europa di Emma Bonino, Benedetto della Vedova e Riccardo Magi per chiudere l’intesa chiede al governo un decreto per dimezzare le firme necessarie a presentare le liste, come chiedono anche alcune liste di opposizione. Progetto che, però, a quanto si apprende, non è nei progetti del Pd.

Ma Matteo Renzi chiede di chiudere in fretta il dossier alleanze e un sondaggio di Ixè, per il quale, stando alle attuali intenzioni di voto, il centrosinistra prenderebbe al Nord solo cinque collegi uninominali, potrebbe spingere ad accelerare la definizione della coalizione.

(di Giovanni Innamorati/ANSA)

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Ius soli: sciopero della fame e coccarde, la protesta degli insegnanti

Pubblicato il 04 ottobre 2017 da ansa

 

Ius soli: sciopero fame e coccarde, protesta insegnanti.

 

ROMA. – Sciopero della fame e tricolore per lo Ius Soli. E il 13 ottobre tutti davanti a Montecitorio per il Cittadinanza Day. E’ l’iniziativa promossa dalla Rete ‘Insegnanti per la cittadinanza’ tra maestri e prof di diverse scuole italiane e che si ripeterà nuovamente nel mese di ottobre.

Ad annunciarlo è uno dei promotori dell’iniziativa nazionale, Franco Lorenzoni, che spiega all’ANSA: “Ieri, in occasione della giornata in memoria delle vittime delle migrazioni, 900 insegnanti in Italia hanno aderito ad uno sciopero della fame, che si ripeterà di nuovo questo mese per chiedere l’approvazione della legge”.

A Roma sono stati diversi gli insegnanti che hanno ‘scioperato’, dal Piemonte al Lazio fino all’Umbria, facendosi anche fotografare con un cartello esplicativo o con un nastrino tricolore sul petto. Le immagini sono presto rimbalzate sui social.

All’istituto di via Ferraironi, lo stesso circolo didattico della scuola multietnica Carlo Pisacane, un cartello spiegava: “Ci appunteremo sul vestito un nastrino tricolore per indicare la nostra volontà a considerare fin d’ora tutti i bambini e le ragazze che frequentano le nostre scuole cittadine e cittadini italiani a tutti gli effetti. Testimonieremo questo impegno anche astenendoci dal cibo, in uno sciopero della fame simbolico e corale”.

“Questa iniziativa è nata in seguito ad un appello di un gruppo di intellettuali per lo Ius Soli e ad un altro promosso da noi insegnanti che ha raccolto in pochi giorni 5000 firme – dice Lorenzoni, maestro nel piccolo comune di Giove in Umbria -.

Come insegnanti, per legge noi dobbiamo lavorare in classe sulle competenze di cittadinanza, mentre per un’altra legge – e qui sta il paradosso – molti dei nostri alunni non hanno e non avranno mai la cittadinanza italiana. Per questo chiediamo che si approvi lo Ius Soli e lo Ius Culturae: per non contraddire il nostro mandato. Ieri una scuola romana, davanti al Colosseo, ha inscenato un concerto senza musica: l’ho trovata un’iniziativa bellissima per dire che la non cittadinanza è come un concerto senza musica”.

Una maestra della scuola Pisacane a Roma, famosa per l’alto tasso di studenti figli di immigrati, racconta: “La maggioranza di noi ieri ha indossato la coccarda tricolore e molte insegnanti anche hanno aderito anche allo sciopero della fame. Siamo pronte ad un nuovo sciopero della fame e parteciperemo al Cittadinanza Day, il sit in davanti a Montecitorio che si terrà il 13 ottobre”.

(di Paola Lo Mele/ANSA)

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Sinistra attacca il Pd sullo Ius soli, ma si spacca su Pisapia

Pubblicato il 27 settembre 2017 da ansa

La manifestazione “Insieme, nessuno escluso”, convocata da Campo Progressista, in Piazza SS. Apostoli, Roma, 1 luglio 2017. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

ROMA. – “Al Senato sullo ius soli mancano trenta voti, con o senza fiducia. Quei voti si trovano senza crociate, ma con una mediazione politica: è poco eroico ma è l’unica cosa che può sbloccare la situazione”. Anna Finocchiaro prova a fermare con queste parole la battaglia che si è scatenata a sinistra sullo ius soli, dopo lo stop di Angelino Alfano alla riforma per la cittadinanza ai bambini stranieri.

Una battaglia che diventa scontro sul calendario in Senato tra Partito democratico e Sinistra italiana. Ma che va oltre lo ius soli e mette in discussione la stessa possibilità di una coalizione di centrosinistra alle elezioni: non solo Renzi e Pisapia sono ai ferri corti, ma c’è crisi anche tra Mdp e Cp.

A Palazzo Madama Si chiede di mettere subito in calendario lo ius soli, ma il capogruppo Pd Luigi Zanda dice di no perché, spiega, “portarlo ora in Aula sarebbe la condanna a morte della legge”. L’obiettivo del governo, assicura Anna Finocchiaro, resta approvarlo “dopo il Def”.

Per farlo serve una mediazione con Ap, che con Beatrice Lorenzin ribadisce il no alla legge e si rifiuta di autorizzare la fiducia. Una sintesi è possibile, assicura Finocchiaro, ma bisogna abbassare i toni dello scontro. Di qui il nervosismo del Pd verso chi, come Maria Cecilia Guerra, da Mdp avverte che a forza di rinvii non si farà niente. Ma lo scontro a sinistra è a tutti i livelli. E mentre Giuliano Pisapia tratteggia un nuovo centrosinistra “senza Renzi”, Massimo D’Alema, esprimendo giudizi lapidari sul leader Dem, chiude a ogni alleanza col Pd prima delle elezioni. “Pisapia – osserva il Dem Matteo Orfini – condivide un percorso con chi dice ‘Mai con Renzi!’, mi pare difficile un’alleanza”.

E il pontiere Maurizio Martina, ribadendo l’apertura del Pd a un confronto, scuote la testa: “Mi dispiace ma Pisapia e D’Alema sbagliano perché l’avversario non è il Pd”. Così, è l’accusa dei Dem, Pisapia e D’Alema lavorano per far vincere la destra. Al Nazareno però provano a tenere aperto un dialogo con chi, come Massimo Zedda, vuol restare alleato del Pd.

Ma soprattutto guardano con interesse alle nuove frizioni nel campo di Pisapia. Ad alzare la tensione è l’annuncio di D’Alema: il 19 novembre saranno eletti i delegati dell’assemblea nazionale per il nuovo soggetto. “Chi l’ha deciso? – è lo sfogo di Bruno Tabacci – Se vogliono fare il congresso con le tessere se lo fanno da soli. Mi sembra che si rincorra Fratoianni e il Brancaccio per fare meno della Linke in Germania. Mi pare che si giochi a perdere. Così rischiano di stancare anche Pisapia”.

Un gruppo di deputati di Campo progressista sembra sempre più vicino alla rottura con Mdp. Ma non Pisapia, assicurano i suoi: “D’Alema concorda sulla linea e blinda la leadership di Giuliano. Sull’assemblea ha avanzato una proposta. Ne parleremo: noi non vogliamo un ‘congressino’ ma un movimento aperto”. E anche da Mdp provano a stemperare: “Stiamo discutendo sul percorso ma sulla sostanza siamo d’accordo”.

(di Serenella Mattera/ANSA)

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Ius soli: Martina, è priorità Pd, polemiche inutili

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Ap chiude sullo Ius soli, braccio di ferro con il Pd

Pubblicato il 26 settembre 2017 da ansa

Ius soli

Una manifestazione a sostegno dell’approvazione della legge per la cittadinanza, il 28 febbraio 2017. ANSA/ANGELO CARCONI

ROMA. – “Per noi la questione è chiusa”. Ap dice “no” allo ius soli: non è la prima volta, ma questa volta è la linea ufficiale del partito di Angelino Alfano e Maurizio Lupi. Non daranno i loro voti alla legge per la cittadinanza ai bambini stranieri, che è cara alla sinistra, perché incombono le elezioni e non vogliono fare un “regalo alla Lega”. Fine dei giochi, dichiarano: senza i 24 senatori di Alternativa popolare il testo non ha i numeri per passare in Senato.

Ormai le chance di approvare la legge sono ridotte al lumicino. Ma Pd e governo non intendono dichiarare la resa. “Combattiamo”, dicono i Dem. Ma le fibrillazioni di maggioranza registrano nuovi picchi anche con Mdp, che fa andare sotto il governo sul libro bianco Difesa.

La linea dura dei centristi passa al termine di una riunione della direzione del partito: è Lupi, neo-coordinatore del partito e oppositore dello ius soli, a dichiarare il “no” al testo. La contrarietà non è alla legge in sé, dal momento che Ap resta favorevole a dare la cittadinanza a chi compia un ciclo di studi in Italia (ius culturae), ma ai tempi di approvazione: “Sarebbe un errore fare forzature e creare una guerriglia in Parlamento ora, se ne parlerà nella prossima legislatura”, dice Lupi.

E Alfano ammette le ragioni elettorali: “Una cosa giusta fatta al momento sbagliato può diventare una cosa sbagliata”.

Tutto finito? Non ufficialmente. Perché mentre Fi e Lega esultano, il Pd, con il portavoce Matteo Richetti, replica così: “Non c’è tempo sbagliato per un diritto sacrosanto. Cerchiamo una maggioranza parlamentare per una legge in cui crediamo. Non vogliamo mettere in difficoltà il governo ma la posizione del Pd sullo ius soli non si sposta di un millimetro”.

E anche dal governo ribadiscono che fino alla fine si cercherà di creare le condizioni per approvare la legge, un impegno assunto dal premier Paolo Gentiloni. “Oggi c’è stata una fiammata, aspettiamo che si plachi e vediamo se tra chi dice no e chi dice sì c’è una strada per una mediazione”, dice un ministro. Secondo qualcuno lo “ius culturae” avrebbe possibilità di passare.

Ma tra le fila Dem a Palazzo Madama prevale il pessimismo. Margini per cercare tra gli altri gruppi voti che sopperiscano il “no” di Ap allo ius soli, non se ne vedono. E il capogruppo Luigi Zanda aveva già affermato che non intendeva portare in Aula un testo che andasse incontro “a morte certa”: mettere agli atti un “no” potrebbe voler dire – sostiene più d’uno – che la legge non si fa neanche nella prossima legislatura.

Matteo Renzi continua a tacere, dopo aver scelto di non parlare di ius soli dal palco di Imola. Ma tra i parlamentari Dem c’è anche chi, a taccuini chiusi, confessa dubbi sull’opportunità di forzare su una legge che, secondo alcuni sondaggi, penalizzerebbe il Pd.

“Non fa perdere voti”, assicura da sinistra Giuliano Pisapia, che rilancia la necessità di un “nuovo centrosinistra in discontinuità” e dunque senza Renzi. Roberto Speranza incalza: “Basta inseguire la destra, Gentiloni mostri forza e autonomia”. Una frase che alimenta l’irritazione del Pd verso gli ex compagni di partito.

In giornata infatti i bersaniani alla Camera si astengono (come il M5s) su una legge Pd sulle imprese culturali alla Camera e in commissione al Senato votano con le opposizioni e fanno passare un emendamento di Federico Fornaro (Mdp) al libro bianco della Difesa. “Votano con le destre, la solita coerenza”, incalza il Dem Andrea Marcucci. Pier Luigi Bersani torna anche a ventilare la possibilità che Mdp si smarchi e voti in dissenso su Def e manovra, “se non ci prendono in considerazione”.

Ma sul punto resta una diversità di accenti rispetto a Campo progressista. Pisapia – che a breve potrebbe incontrare il governo – si è infatti confrontato con Mdp sulle richieste da fare per la manovra (sulle quali c’è sintonia) ma resta convinto che non si possa rompere e far rischiare al Paese il default.

Divergenze si registrano ancora anche sul percorso e i confini del nuovo progetto: Mdp spinge per tenere dentro SI, Pisapia continua a puntare su un “campo largo”, non – sottolineano i suoi – una ridotta di partiti.

(di Serenella Mattera/ANSA)

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Ius Soli, Alternativa Popolare non voterà la fiducia al Governo

Pubblicato il 15 settembre 2017 da ansa

Ius Soli

NAPOLI-  “I ministri di Alternativa Popolare non voteranno la fiducia al Governo sullo Ius Soli”. Lo ha confermato, rispondendo a un giornalista, il sottosegretario alla Difesa Gioacchino Alfano, alla Festa di Alternativa Popolare a Limatola (Benevento).

“Dico quello che ha detto Lupi con parole diverse: alla vigilia della legge di stabilità e di una complessa mediazione con l’Europa, possiamo dire agli italiani che dobbiamo approvare lo Ius Soli?” “Può essere oggetto di una iniziativa legislativa – ha concluso Gioacchino Alfano – ma non è necessario né urgente”.

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Scontro sulla legge di cittadinanza. Quando l’approverà il Senato?

Pubblicato il 16 giugno 2016 da redazione

Italia sono anch'io

Italia sono anch’io

ROMA. – Scontro fra la presidente della Camera Laura Boldrini e Forza Italia sulla legge per la cittadinanza. Un fronte sul quale l’Italia “è fuori tempo massimo” secondo la presidente della Camera, dove il nuovo ius soli temperato è stato approvato ad ottobre e ora dunque il Senato deve esaminarlo “in fretta”.

“Non è – dice infatti la Boldrini – la legge ideale, ma è comunque una svolta. Il nostro Paese invecchia e dobbiamo incentivare le politiche alla famiglia e riconoscere che ci sono nuovi italiani”.

Ma Forza Italia non ci sta e attacca Boldrini nel metodo e nel merito. Paolo Romani, presidente dei senatori di Forza Italia, definisce “deplorevole” il fatto che la presidente della Camera “pretenda di dettare l’agenda del Senato”.

“Il provvedimento – aggiunge – va cambiato radicalmente. E noi ci batteremo in Aula”. D’altro canto, evidenzia il vicepresidente di Montecitorio Simone Baldelli (FI), il Senato “ha tutto il diritto di discutere, esaminare, modificare, approvare o respingere il provvedimento, nei tempi che autonomamente deciderà di darsi”.

A Palazzo Madama, il provvedimento è stato incardinato in commissione Affari Costituzionali subito dopo l’ok dei deputati (con il no di FI, FdI e Lega e l’astensione di M5S) ma, dopo essere stato discusso fra dicembre e aprile in qualche seduta e aver visto il termine degli emendamenti fissato al 27 dello stesso mese, è poi sparito dal calendario dei lavori.

A scendere in campo a fianco della Boldrini è però solo il presidente della commissione Affari Sociali della Camera Mario Marazziti (Democrazia Solidale-CD), primo firmatario e sostenitore di un disegno di legge in materia di cittadinanza presentato nel 2004, che spera che il Parlamento possa dare il via libera definitivo al testo entro l’anno.

Per il resto, si registrano le voci contrarie degli azzurri, a partire dal vicepresidente di Palazzo Madama, Maurizio Gasparri, che invita Boldrini a non “dare ordini” al Senato: “Rivendichiamo l’autonomia del Senato – sottolinea – che non può subire pressioni di alcun tipo e deve avere tutto il tempo necessario a esaminare e soprattutto cambiare una legge assurda”.

Idem il senatore Forza Italia, Andrea Mandelli, secondo il quale la presidente della Camera ha “mancato di terzietà”. Perché, attacca la deputata di Forza Italia, Elvira Savino, “chi ricopre cariche istituzionali dovrebbe mostrare un assoluto rispetto verso il Parlamento che, ricordiamo, è ancora composto da Senato e Camera”.

(di Chiara Scalise/ANSA)

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01:37Pallavolo: 3-0 a Civitanova,Zenit Kazan vince Mondiale club

(ANSA) - ROMA, 18 DIC - I russi dello Zenit Kazan hanno vinto il Mondiale per club di pallavolo battendo in finale a Cracovia la Lube Civitanova per 3-0 (27-25, 25-22, 25-22). Sfuma quindi il sogno della squadra marchigiana di salire sul tetto del mondo.

01:34Pallavolo: Superlega, risultati e classifica

(ANSA) - ROMA, 18 DIC - Risultati della 12/a giornata della Superlega di pallavolo: Lube Civitanova - Wixo Piacenza 3-2 (giocata il 16/11) Sir Safety Perugia - Azimut Modena 0-3 Calzedonia Verona - Callipo Vibo V. 3-0 (ieri) Gi Group Monza - Bunge Ravenna 3-1 Kioene Padova - Taiwan Ex. Latina 3-0 Biosi' Indexa Sora - Diatec Trentino 1-3 (giocata il 13/12) Revivre Milano - BCC Castellana Grotte 3-0 - Classifica: Civitanova 31; Perugia e Modena 30; Verona 24; Padova e Ravenna 20; Piacenza e Trentino 19; Milano 18; Monza e Latina 12; Vibo Valentia 9; Castellana 5; Sora 3.

01:14Calcio: Inzaghi, la Lazio ha dimostrato che non molla mai

(ANSA) - ROMA, 17 DIC - "Abbiamo dato una bella risposta su un campo difficile, sapevamo che avremmo sofferto. Siamo andati sotto di due gol e per molti sarebbero stati colpi decisivi, invece non ci siamo disuniti e siamo riusciti a pareggiare. Poi abbiamo commesso un errore sul rigore, ma siamo riusciti ancora a pareggiare: penso che non si sia annoiato nessuno". Così il tecnico della Lazio Simone Inzaghi al termine di Atalanta-Lazio. "Non sono due punti persi rispetto alle prime - dice ancora il tecnico -. L'Atalanta è la squadra che mi ha impressionato di più per ritmo e qualità dei giocatori. Infatti è arrivata quarta nella scorsa stagione e prima nel girone in Europa League. Segnare 3 gol qui non è facile, abbiamo dimostrato di non mollare mai e vogliamo restare attaccati al treno delle prime qualsiasi cosa succeda". Un commento sull'espulsione: "Non ho detto una parola - spiega -, ma Irrati mi ha mandato via. Mi dispiace perché non ho mai protestato per tutta la gara, forse Irrati era un po' prevenuto, al ritorno starò attento".

01:04Calcio: Messi rigore parato, ma Barcellona serve il poker

(ANSA) - BARCELLONA, 17 DIC - In attesa di giocare l'attesissimo 'Clasico' di sabato prossimo (ore 13) al Santiago Bernabeu, il Barcellona ne fa quattro al Deportivo La Coruna nel posticipo serale della Liga. Luis Suarez e Paulinho, con una doppietta a testa, sono i protagonisti del 4-0 finale, ma di questa partita rimane anche l'immagine di Lionel Messi che si è fatto parare un rigore da Ruben Martinez, portiere della squadra galiziana. Con i tre punti di questa sera il Barcellona è primo in classifica con 6 punti di vantaggio sull'Atletico Madrid, che ha scavalcato il Valencia (sconfitto dall'Eibar) e ora è secondo. Il Real Madrid, impegnato ieri nella finale del Mondiale per club contro il Gremio, ha undici punti di ritardo dagli arcirivali.

00:55Calcio: Gasperini, da questa sfida Atalanta esce più forte

(ANSA) - BERGAMO, 17 DIC - "Sono comunque soddisfatto, la Lazio ha delle risorse importanti. Non siamo riusciti a chiuderla in molti momenti, ma abbiamo fatto una partita importante e usciamo più forti da questa sfida. Abbiamo giocato nel modo in cui mi piace". L'allenatore dell'Atalanta Gian Piero Gasperini è soddisfatto del pareggio della sua squadra nonostante si sia fatta raggiungere per due volte dalla Lazio. "Abbiamo avuto delle difficoltà solo nel finale del primo tempo - dice ancora Gasperini -, poi il loro primo gol ha dato grande fiducia alla Lazio che ha dei giocatori molto abili e veloci. A fine gara c'era molta delusione nello spogliatoio perché se avessimo vinto avremmo fatto un bel salto in classifica. Ma questo campionato è molto equilibrato, abbiamo affrontato una squadra molto forte e abbiamo capito che possiamo fare bene, e mi sento più forte dopo questa gara. Preoccupato per l'astinenza da gol di Gomez e Petagna? No perché abbiamo fatto tre gol e abbiamo avuto moltissime occasioni. Peccato non aver chiuso la gara".

00:54Basket: serie A, risultati e classifica

(ANSA) - ROMA, 17 DIC - Risultati dell'11/a giornata del campionato di serie A di basket: Grissin Bon Reggio Emilia - Openjobmetis Varese 76-66 (ieri) Betaland Capo d'Orlando - Happy Casa Brindisi 67-66 (ieri) Banco di Sardegna Sassari - The Flexx Pistoia 88-81 (ieri) Segafredo Virtus Bologna - Fiat Torino 84-76 EA7 Emporio Armani Milano - Red October Cantù 93-77 Dolomiti Energia Trentino - Vanoli Cremona 90-79 VL Pesaro - Sidigas Avellino 78-83 Germani Brescia - Umana Reyer Venezia 90-71 - Classifica: Brescia 20; Avellino e Milano 16; Venezia, Torino e Sassari 14; Cantù, Capo d'Orlando, Trentino e Bologna 10; Reggio Emilia, Varese, Cremona e Pistoia 8; Pesaro 6; Brindisi 4.

00:36Calcio: Atalanta-Lazio 3-3

(ANSA) - BERGAMO, 17 dic - Posticipo spettacolare quello fra Atalanta e Lazio. Il match finisce 3-3, con i bergamaschi avanti di due gol già al 26' con Caldara e Ilicic (bellissima rete). Poi però i padroni di casa si fanno raggiungere dai biancocelesti, trascinati da Luis Alberto e Milinkovic Savic, quest'ultimo autore della doppietta per il 2-2 (berisha non sembra impeccabile). Nella ripresa Ilicic riporta avanti la Dea trasformando un rigore concesso per fallo di Bastos su Gomez. L'arbitro Irrati annulla con l'ausilio del Var un gol a Caldara, poi la Lazio pareggia ancora con una rete di Luis Alberto, oggi il suo uomo migliore.

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