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Lombardia, Fontana insiste: “La Costituzione parla di razze”

Pubblicato il 16 gennaio 2018 da ansa

Il candidato presidente per il centrodestra in Lombardia Attilio Fontana. ANSA/ DANIEL DAL ZENNARO

 

ROMA. – Corregge il tiro, ma non troppo Attilio Fontana, candidato del centrodestra alle regionali in Lombardia sulla questione della ‘razza bianca’. “Ho detto – sottolinea a Tgcom24 – fin dall’inizio che ho usato un’espressione inopportuna ma il problema deve essere affrontato”. A ‘Fatti e misfatti’ su Tgcom24 ha comunque ricordato che “dovrebbe anche cambiare la Costituzione perché è la prima a dire che esistono razze”.

Fa quadrato, Matteo Salvini. “Mah, figurarsi”, dice il leader della Lega, a Radio anch’io a chi gli chiede se sia ipotizzabile un passo indietro di Fontana, candidato del centrodestra in Lombardia, dopo le frasi sulla razza bianca. “Penso che la Lombardia non voterà in massa Fontana al contrario”. Così il candidato alla presidenza della Regione Lombardia per il centrosinistra, Giorgio Gori, ha parlato della partita per le elezioni regionali nel corso del programma di Rai 3 Agorà.

“Dobbiamo proteggere i valori che condividiamo da europei – ha commentato il vicepresidente della Commissione Ue Frans Timmermans -: siamo tutti uguali, non dipende dalla razza o dalla religione. Credo che il pericolo per l’Europa non venga da altri paesi o altre religioni, ma dalla paura che ispira troppo spesso l’esclusione degli altri”. “Questa paura fa parte della nostra storia europea – ha aggiunto – la grandissima vittoria avuta dopo le due guerre è che i diritti umani sono fondamentali per i nostri Paesi”. “Se uno crede ai diritti umani il razzismo non è accettabile da nessuna parte”, ha concluso.

A Radio Padania il candidato presidente della regione Lombardia Attilio Fontana aveva detto, salvo poi correggersi, che L’Italia non può “accettare tutti” gli immigrati. “Qui non è questione di essere xenofobi o razzisti, ma è questione di essere logici o razionali”. “Non possiamo – ha sostenuto l’ex sindaco di Varese – perché tutti non ci stiamo, quindi dobbiamo fare delle scelte. Dobbiamo decidere se la nostra etnia, se la nostra razza bianca, se la nostra società deve continuare a esistere o se deve essere cancellata”.

Qualche ora dopo, Fontana ha tentato di aggiustare il tiro: “È stato un lapsus – ha detto – un errore espressivo: intendevo dire che dobbiamo riorganizzare un’accoglienza diversa che rispetti la nostra storia, la nostra società”.

“E’ una scelta – aggiunge Fontana – se una maggioranza degli italiani dovesse dire ‘dobbiamo auto-eliminarci’, vuol dire che dobbiamo andare da un’altra parte”. Rispondendo a un ascoltatore che lo interpellava sulla questione immigrazione, Fontana ha detto che “viviamo una realtà che è anche questa irracontabile”. “Uno Stato serio dovrebbe progettare e programmare anche una situazione di questo tipo – ha proseguito il candidato presidente della Lombardia -. Dovrebbe dire quanti riteniamo giusto accoglierne e quanti immigrati non vogliamo fare entrare, come li vogliamo assistere, che lavori dare loro, che case o scuole dare loro. A quel punto quando un governo fa un progetto di questo genere lo sottopone ai suoi cittadini”.

Secondo Fontana, non ha senso “fare il discorso demagogico e assolutamente inaccettabile per cui dobbiamo accettarli tutti”. “E’ un disegno a cui bisogna reagire, a cui bisogna ribellarsi – ha concluso l’esponente leghista -. Perché non possiamo accettarli tutti, perché se dovessimo accettarli tutti, non ci saremmo più noi come realtà sociale, come realtà etnica. Perché loro sono molti più di noi e molto più determinati nell’occupare questo territorio. Qui non è questione di essere xenofobi o razzisti, ma è questione di essere logici o razionali”.

“Campagna elettorale: c’è chi parla di forconi e razza bianca. Noi parliamo di formazione, lavoro, crescita, Europa”: in questi termini il candidato alla presidenza della Regione Lombardia per il centrosinistra Giorgio Gori replica su Facebook alle affermazioni sui migranti del suo sfidante del centrodestra Attilio Fontana.

Sulla questione Gori si appella agli elettori lombardi: “Scegliete voi. #FareMeglio si deve, senza isterismi e demagogia”.

Matteo Salvini si schiera però con Fontana. “Al governo – dice il leader della Lega – normeremo ogni presenza islamica nel Paese. Esattamente come in tempi non sospetti ha sostenuto Oriana Fallaci, siamo sotto attacco, sono a rischio la nostra cultura, società, tradizioni, modo di vivere. E’ in corso un’invasione, a gennaio sono ripresi anche gli sbarchi. Il colore della pelle non c’entra e c’è un pericolo molto reale: secoli di storia che rischiano di sparire – dice Salvini – se prende il sopravvento l’islamizzazione finora sottovalutata”.

“Berlusconi dice che siamo peggio dei post comunisti, che loro sono moderati e noi estremisti.. ma dopo la frase di Fontana sulla razza bianca siamo sicuri che sono loro i moderati? Se loro sono moderati allora io sono Gandhi”, ha detto il candidato premier M5s Luigi Di Maio a Un Giorno da Pecora su Radio Uno dove chiede: “vogliamo sapere se Fontana resta il loro candidato alla presidenza” della Lombardia.

In Lombardia “ci aspettavamo un dibattito alto, bello, nobile, sui contenuti. E invece il candidato della destra, leghista, parla di “razza bianca” e di invasioni – ha scritto su Facebook il segretario Pd Matteo Renzi -. Noi insieme a Giorgio Gori parliamo di innovazione e capitale umano. Siamo una squadra che sceglie il futuro, non la paura. Altro che farneticanti dichiarazioni sulla “razza bianca”: il derby tra rancore e speranza è la vera sfida che caratterizzerà il 4 marzo, in Lombardia come nel resto del Paese”.

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Lega, Salvini: “Riaprire le case chiuse”

Pubblicato il 15 gennaio 2018 da redazione

Salvini con un volantino per l’abolizione della legge Merlin in una foto del 2015 © ANSA/ANSA

 

ROMA. –  “Regolamentare e tassare la prostituzione come nei Paesi civili, riaprendo le ‘case chiuse’. Ne sono sempre più convinto”. Così il segretario della Lega, Matteo Salvini, su Twitter .

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Lombardia, Fontana: “Razza bianca a rischio per i migranti”

Pubblicato il 15 gennaio 2018 da ansa

Il candidato del centrodestra alle regionali in Lombardia, Attilio Fontana. ANSA/ DANIEL DAL ZENNARO

 

ROMA. – L’Italia non può “accettare tutti” gli immigrati. Lo ha detto il candidato presidente della Regione Lombardia per il centrodestra, Attilio Fontana, parlando a Radio Padania. “Qui non è questione di essere xenofobi o razzisti, ma è questione di essere logici o razionali”. “Non possiamo – ha sostenuto l’ex sindaco di Varese – perché tutti non ci stiamo, quindi dobbiamo fare delle scelte. Dobbiamo decidere se la nostra etnia, se la nostra razza bianca, se la nostra società deve continuare a esistere o se deve essere cancellata”.

Qualche ora dopo, Fontana ha tentato di aggiustare il tiro: “È stato un lapsus – ha detto – un errore espressivo: intendevo dire che dobbiamo riorganizzare un’accoglienza diversa che rispetti la nostra storia, la nostra società”.

“E’ una scelta – aggiunge Fontana – se una maggioranza degli italiani dovesse dire ‘dobbiamo auto-eliminarci’, vuol dire che dobbiamo andare da un’altra parte”. Rispondendo a un ascoltatore che lo interpellava sulla questione immigrazione, Fontana ha detto che “viviamo una realtà che è anche questa irracontabile”.

“Uno Stato serio dovrebbe progettare e programmare anche una situazione di questo tipo – ha proseguito il candidato presidente della Lombardia -. Dovrebbe dire quanti riteniamo giusto accoglierne e quanti immigrati non vogliamo fare entrare, come li vogliamo assistere, che lavori dare loro, che case o scuole dare loro. A quel punto quando un governo fa un progetto di questo genere lo sottopone ai suoi cittadini”.

Secondo Fontana, non ha senso “fare il discorso demagogico e assolutamente inaccettabile per cui dobbiamo accettarli tutti”. “E’ un disegno a cui bisogna reagire, a cui bisogna ribellarsi – ha concluso l’esponente leghista -. Perché non possiamo accettarli tutti, perché se dovessimo accettarli tutti, non ci saremmo più noi come realtà sociale, come realtà etnica. Perché loro sono molti più di noi e molto più determinati nell’occupare questo territorio. Qui non è questione di essere xenofobi o razzisti, ma è questione di essere logici o razionali”.

Campagna elettorale: c’è chi parla di forconi e razza bianca. Noi parliamo di formazione, lavoro, crescita, Europa”: in questi termini il candidato alla presidenza della Regione Lombardia per il centrosinistra Giorgio Gori replica su Facebook alle affermazioni sui migranti del suo sfidante del centrodestra Attilio Fontana.

“Io penso che Fontana, che viene presentato come un candidato della Lega moderato, in realtà ha rivelato ciò che è, cioè un Salvini in giacca e cravatta, anzi più un Borghezio che un Salvini”. Lo ha detto a Carta bianca su Rai 3 il candidato governatore della Lombardia per il centrosinistra, Giorgio Gori, a proposito delle parole del suo sfidante per il centrodestra, il leghista Attilio Fontana, sull’accoglienza ai migranti e la salvaguardia della “razza bianca”. Sulla questione Gori si appella agli elettori lombardi: “Scegliete voi. #FareMeglio si deve, senza isterismi e demagogia”.

Matteo Salvini si schiera però con Fontana. “Al governo – dice il leader della Lega – normeremo ogni presenza islamica nel Paese. Esattamente come in tempi non sospetti ha sostenuto Oriana Fallaci, siamo sotto attacco, sono a rischio la nostra cultura, società, tradizioni, modo di vivere. E’ in corso un’invasione, a gennaio sono ripresi anche gli sbarchi. Il colore della pelle non c’entra e c’è un pericolo molto reale: secoli di storia che rischiano di sparire – dice Salvini – se prende il sopravvento l’islamizzazione finora sottovalutata”.

“Berlusconi dice che siamo peggio dei post comunisti, che loro sono moderati e noi estremisti.. ma dopo la frase di Fontana sulla razza bianca siamo sicuri che sono loro i moderati? Se loro sono moderati allora io sono Gandhi”, ha detto il candidato premier M5s Luigi Di Maio a Un Giorno da Pecora su Radio Uno dove chiede: “vogliamo sapere se Fontana resta il loro candidato alla presidenza” della Lombardia.

In Lombardia “ci aspettavamo un dibattito alto, bello, nobile, sui contenuti. E invece il candidato della destra, leghista, parla di “razza bianca” e di invasioni – ha scritto su Facebook il segretario Pd Matteo Renzi -. Noi insieme a Giorgio Gori parliamo di innovazione e capitale umano. Siamo una squadra che sceglie il futuro, non la paura. Altro che farneticanti dichiarazioni sulla “razza bianca”: il derby tra rancore e speranza è la vera sfida che caratterizzerà il 4 marzo, in Lombardia come nel resto del Paese”.

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Maroni lascia, in Lombardia la Lega schiera Fontana

Pubblicato il 08 gennaio 2018 da ansa

 

 

MILANO. – Comunque andranno le elezioni regionali del 4 marzo, Roberto Maroni non sarà il prossimo presidente della Lombardia. Lui stesso, a meno di due mesi dal voto, ha confermato che non intende ricandidarsi e ha augurato un “in bocca al lupo” al suo sostituto Attilio Fontana, l’ex sindaco leghista di Varese, di cui è amico da anni.

Anche se il governatore ha detto di aver informato del suo addio “tempo fa” il segretario della Lega Matteo Salvini e il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi, la notizia ha colto molti (nello stesso centrodestra e anche in giunta) come un fulmine a ciel sereno e ha ravvivato le speranze di vittoria degli avversari.

“La partita della Regione Lombardia è più aperta che mai. Forse non è mai stata così alla portata del Pd e del centrosinistra, anche grazie a un candidato forte e solido come Giorgio Gori” ha scritto il segretario Pd Matteo Renzi convinto che “stavolta si può fare”.

Anche per questo, subito dopo la conferenza stampa di Maroni si sono moltiplicati gli appelli per un centrosinistra unito rivolto soprattutto a Liberi e Uguali. Lo ha fatto il ministro per le Politiche agricole Maurizio Martina e lo stesso Gori. “Non ci sono motivi di divisione né politici né personali. Quindi – ha assicurato il sindaco di Bergamo – la porta non è aperta, è spalancata”.

Al momento però non sono arrivate risposte positive. Anzi, il consigliere regionale Onorio Rosati ha spiegato che “non ci sono le condizioni politiche per riaprire” e il 10 gennaio, alla presenza di Pietro Grasso, l’assemblea regionale di LeU indicherà il proprio candidato governatore. Per Maroni però non ci sono rischi di perdere la Regione che il centrodestra guida dal 1994.

“Non mi reputo così straordinariamente fondamentale – ha spiegato – da essere l’unico nel centrodestra a vincere in Lombardia. Ce ne sono tanti, per fortuna c’è una classe dirigente assolutamente all’altezza e in grado di sconfiggere chiunque”. E la scelta dei leader della coalizione che si sono riuniti domenica ad Arcore “ritengo non sia fatta per perdere ma per vincere. Quindi – ha detto – non ho nessuna preoccupazione”.

La sua sola preoccupazione anche se in chiave nazionale è il rischio di vedere Luigi Di Maio premier: “lui è una Raggi al cubo”. Con lui al Governo “l’Italia rischia di diventare come spelacchio”. Lo scontro con i 5stelle è aperto e infatti il candidato premier pentastellato ha commentato che quella di centrodestra è “una clamorosa ammucchiata” di gente che “fa promesse per poltrone”.

E il candidato M5s lombardo, Dario Violi ha aggiunto che l’addio di Maroni certifica “il fallimento di 5 anni di amministrazione” con un passo indietro fatto “nella speranza di andare a Roma”. Secondo il segretario della Lega Nord Matteo Salvini, però, Fontana è “assolutamente adatto a fare il presidente”. E Salvini è così convinto che l’ex sindaco possa vincere che in un tweet ha detto: “grazie a Roberto Maroni e alla sua squadra” augurando “buon lavoro al bravo Attilio Fontana per i prossimi 5 anni”.

Fontana è stato indicato all’unanimità dal consiglio nazionale della Lega Lombarda, presenti anche Maroni e Umberto Bossi. Lui subito ha pensato alla coalizione, ma ancora oggi il capogruppo al Senato di Forza Italia Paolo Romani non escludeva la candidatura di Mariastella Gelmini: “Secondo me Maroni vuole cambiare mestiere. Non escludo che il candidato della Regione Lombardia possa provenire da Forza Italia. Maria Stella Gelmini per esempio sarebbe tranquillamente in grado”.

Ma Fontana si è detto fiducioso: “Mi prendo 24 ore di tempo per incontrare gli alleati e sentire il loro parere. Ringrazio il movimento per la fiducia. Sono onorato e darò il massimo”.

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Salvini stringe il programma con Berlusconi: “La Lega trainante”

Pubblicato il 03 gennaio 2018 da ansa

 

MILANO. – L’incontro decisivo per stabilire la proposta e i confini del centrodestra non c’è ancora stato, e ci sarà tra pochi giorni. A confermarlo c’è stata una “lunga e cordiale” telefonata con Silvio Berlusconi nella quale è stato fatto anche il punto sul programma al quale stanno lavorando le squadre dei due partiti.

Il segretario della Lega, Matteo Salvini, che si propone come premier di un futuro governo, mostra di avere delle certezze: che la coalizione “vincerà e governerà per i prossimi dieci anni”. E che questo sarà possibile con una Lega “forza trainante”. Una certezza espressa anche nella telefonata dove i due leader hanno mostrato soddisfazione per i sondaggi che danno vicinissima la soglia del 40 per cento.

In conferenza stampa nella sede di via Bellerio, il leader leghista ha chiesto di parlare “di programmi prima che di collegi”. Non più ad Arcore come in passato. “Le candidature – aveva già sottolineato Salvini in un’intervista a Repubblica – sono l’ultimo dei problemi, ma l’intesa la chiudiamo. Alle nostre condizioni, ma la chiudiamo”.

Fra le condizioni, c’è il solito elenco di priorità programmatiche: cancellazione della legge Fornero, flat tax, rimpatrio degli immigrati irregolari, un rapporto critico con le istituzioni Ue. E c’è il solito veto sugli “auto-riciclati” che hanno governato con il Pd nell’attuale legislatura. “Evito di seguire le vicende di quarte, quinte o seste gambe, perché non è un problema mio – ha sostenuto Salvini -. Penso che un governo possa stare anche su tre gambe, e i miei interlocutori sono due: chi vuole fare esperimenti di eugenetica, se ne farà carico”.

Per il leader leghista, non bisognerà solo mostrare coerenza di fronte agli elettori, ma anche garantire lealtà nella coalizione. Resta probabilmente in piedi il problema del ruolo di Tosi, inviso al leader leghista. Dopo il voto, ha risposto Salvini a chi gli chiedeva di ipotesi di alleanze diverse se l’esito elettorale sarà incerto, la Lega si impegnerà “esclusivamente all’interno del centrodestra”.

“Anzi – ha subito aggiunto -, chiederò un impegno anti-inciucio a tutti i segretari di partito”. Se Salvini si dice impegnato soprattutto sul programma, è pur vero che l’avvicinarsi della scadenza per le presentazione delle candidature per le Politiche impone di lavorare anche su nomi e compagni di strada. Fra i candidati, anche per un ruolo di ministro, ci sarà per esempio un certo numero di indipendenti.

Al Federale di oggi, poi, Salvini ha suggellato un “accordo di reciproca, lunga e proficua collaborazione” con il sindacato Ugl. Da escludere categoricamente, invece, un candidato premier leghista alternativo. Salvini si considera l’unico titolato a svolgere questo ruolo, rivendicando come un’operazione “di chiarezza e trasparenza” l’indicazione del suo nome come futuro presidente del Consiglio nel simbolo elettorale.

Ma nemmeno Roberto Maroni, come figura di mediazione? “E’ da escludere: Maroni è e sarà una risorsa fondamentale per la Lega e non per altri, come Luca Zaia. Ora bisogna portare a casa l’autonomia per Lombardia e Veneto”.

(di Alessandro Franzi/ANSA)

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Salvini in campagna come Trump: “I media contro di noi”

Pubblicato il 29 dicembre 2017 da ansa

 

Matteo Salvini

 

MILANO. – Ai primi di gennaio, si farà finalmente chiarezza sull’alleanza di centrodestra. Ma Matteo Salvini, che lamenta di essere boicottato dall’informazione mainstream, a partire dal popolare salotto Rai di Fabio Fazio, è già in cammino per la sua campagna elettorale da candidato premier. Per ora soltanto della Lega, che ambisce a diventare la prima forza della coalizione dopo il voto.

Secondo Salvini, il 4 marzo “non saranno le solite elezioni Politiche, ma un referendum fra chi difende gli interessi degli italiani e chi invece ha svenduto il Paese all’Europa, alla finanza e alle multinazionali”. Fra i primi, ovviamente, il leader leghista annovera se stesso, parlando già di ‘governo Salvini’ pronto a giurare al Quirinale.

Il modello resta quello di Donald Trump, la cui ricetta è stata declinata nello slogan: “Prima gli italiani”. Dal presidente americano, Salvini ha detto di voler prendere ispirazione per quanto riguarda la riforma fiscale appena approvata dal Congresso Usa (con il progetto di una flat tax che vede d’accordo Forza Italia) ma anche per le scelte in materia di immigrazione, compreso il taglio ai finanziamenti all’Onu, definito un “ente inutile”.

A Silvio Berlusconi, che vedrà a giorni insieme a Giorgia Meloni, il leader leghista ha dunque chiesto alcuni impegni irrinunciabili, che rappresentano il nocciolo della sua offerta elettorale per il 2018. Cancellare la legge Fornero sulle pensioni, “blindare” i confini rimpatriando in aereo tutti gli immigrati irregolari, ridiscutere i trattati Ue. Niente notaio, “basta un impegno pubblico – ha detto -, ma poi patti chiari e amicizia lunga”.

Quindi, “niente riciclati” in lista. E, soprattutto, “niente inciuci” col Pd, magari a sostegno di un Gentiloni bis che “la Lega non voterà mai”. Salvini ha elencato le sue priorità ieri sera subito dopo lo scioglimento delle Camere alla ‘Berghem Frecc’ di Albino, la festa invernale del Carroccio in provincia di Bergamo, dove sono di fatto sparite le bandiere del partito, così come la parola Nord dal simbolo, sostituite dall’unica coreografia ufficiale: i cartelli blu con la scritta ‘Salvini premier’. Stile Trump, appunto.

Poi il leader leghista ha ribadito la sua linea, punto per punto, in una lunga intervista al quotidiano ‘Libero’, in cui ha assicurato di andare “d’accordissimo” con Berlusconi, purché ci sia chiarezza sugli obiettivi. L’unica incognita di questa campagna elettorale, secondo Salvini, saranno i media, insieme agli effetti del blocco dei conti della Lega da parte del Tribunale di Genova.

“L’indegno Corriere della Sera continua a insultarci, Fazio ha invitato tutti tranne me, ma me ne frego – ha affermato -. Altri spenderanno milioni, noi faremo girare le idee a costo quasi zero. Non abbiamo le televisioni, ma abbiamo la gente dalla nostra parte”.

(di Alessandro Franzi) (ANSA)

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Lega: ecco il simbolo, via Nord ma con Salvini premier

Pubblicato il 21 dicembre 2017 da ansa

 


MILANO. – Il nuovo simbolo elettorale della Lega è ufficiale. Via la parola Nord, resta lo stemma di Alberto da Giussano e si aggiunge ‘Salvini premier’. È stato il Consiglio Federale del partito – assenti Umberto Bossi e Roberto Maroni – a formalizzare la svolta nazionale. Per il segretario, Matteo Salvini è l’inizio della campagna per conquistare la guida del governo, nel 2018.

“Con oggi – spiega in una conferenza stampa nella sede di via Bellerio – inizia un percorso che porterà la Lega oltre il 20%, la prima forza del centrodestra che vincerà le elezioni e con un capo del governo che per serietà abbiamo messo nel simbolo. È una Lega che cresce e unisce, una proposta non più per una parte del paese ma per tutti gli italiani”. “L’obiettivo – è l’orizzonte del segretario della Lega – è un centrodestra che supererà il 40%, che abbia alla guida la forza più concreta: la Lega”.

Salvini ha deciso di giocare d’anticipo rispetto agli alleati. Ancora prima dell’incontro con Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni per fissare l’accordo definitivo in vista delle politiche, ha sventolato davanti ai giornalisti il “programma di governo della Lega, che – mette in chiaro – chiederemo di condividere e sottoscrivere, in cui ci sono alcuni temi non negoziabili: la cancellazione della legge Fornero, la protezione dei confini ed essere protagonisti in Europa per difendere le famiglie e le imprese italiane. Su tutto il resto siamo disponibili a migliorie”.

Discorso diverso sui ‘confini’ della coalizione e soprattutto sui possibili futuri alleati: “Non mi sto occupando di questioni marginali come la quarta, la quinta o la sesta gamba”. “Noi – aggiunge – vogliamo una coalizione pulita, seria e coerente. Chi ha governato con la sinistra non potrà allearsi con Salvini premier”.

Dunque, l’aspirante capo del governo a guida leghista si sente pienamente in corsa: “Siamo pronti”. Giovedì 28 dicembre terrà il tradizionale comizio alla festa invernale del partito la Berghem Frecc di Albino, in provincia di Bergamo. Il primo gennaio parlerà a Bormio, in Valtellina.

Il segretario della Lega fa sapere di non essere preoccupato sull’eventuale rischio di tensioni all’interno del partito sulle modifiche apportate al simbolo ed in particolare la scomparsa della parola Nord: “Penso che il marchio Lega sia riconosciuto e apprezzato da milioni di italiani: sono orgoglioso della nostra storia ma rivolto al futuro”.

L’unico che ha votato contro, in Consiglio Federale, è stato il rappresentante della minoranza, il nordista Gianni Fava, assessore all’Agricoltura della Lombardia: “Ma – precisa – le decisioni del Federale si rispettano”.

(di Alessandro Franzi/ANSA)

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M5S e Lega contro Biden: “Interferenze russe fake news”

Pubblicato il 08 dicembre 2017 da ansa

L’ex vice-presidente degli Stati Uniti, il Democratico Joe Biden.

 

 

MILANO.- Il governo russo, secondo l’ex vice-presidente degli Stati Uniti, il Democratico Joe Biden, avrebbe interferito nella campagna per il referendum costituzionale del 4 dicembre 2016 con azioni di disinformazione. E si appresterebbe ora a “sostenere” il messaggio “della Lega Nord nazionalista e del Movimento 5 Stelle populista” in vista delle elezioni politiche.

Ma i diretti interessati ribaltano l’accusa: “fake news”, hanno detto sia Matteo Salvini che Luigi Di Maio, candidati premier di Lega e M5S. Partiti che in questi anni hanno coltivato rapporti con quello del presidente Vladimir Putin, ‘Russia Unita’.

Sono stati i 5 Stelle a rispondere più duramente a Biden, che ha accennato all’Italia solo in tre righe di un lungo articolo firmato con Michael Carpenter su ‘Foreign Affairs’, in cui spiega perché il Cremlino sia da considerare una minaccia alle democrazie occidentali. “Si deve imparare a perdere, in questo Paese”, ha affermato Di Maio, che vede uno “storytelling per il quale anche in questa campagna elettorale, siccome noi del M5S siamo la prima forza politica del Paese, c’è qualche imbroglio”.

Di Maio ha risposto a Biden per parlare al Pd. Perché, ha detto, “non possono utilizzare il complottismo sui russi per dire perché hanno perso il referendum: andate a chiedere ai milioni di italiani che hanno votato No se sono stati pagati dai russi o volevano mandare a casa Renzi”. “Per quello che ci riguarda – ha concluso – è una fake news, finché non ci sono prove”.

Anche il leader della Lega Nord, Matteo Salvini, attacca: “Matteo Renzi – ha detto Salvini – ha perso il referendum e perderà le elezioni perché gli italiani hanno buon senso, non perché lo vuole Putin. Un buon rapporto con la Russia è strategico per l’Italia e le imprese italiane. Le sanzioni contro Mosca sono una follia che toglieremo, non perché lo dice Putin ma perché è nell’interesse nazionale italiano. Il resto è fake news”.

Nell’intreccio di accuse si è inserito in serata lo stesso Renzi. “Appena possono tuffarsi in un complotto, vero o presunto, gli uomini del Blog – ha detto l’ex premier e segretario del Pd a proposito dei 5 Stelle – sono felicissimi. Sono nati del resto parlando di scie chimiche, sirene, falsi allunaggi: hanno una certa esperienza nel settore. Io però non parlo di complotti né ritorno al dicembre 2016. Penso solo che dobbiamo stare attenti alle schifezze che girano in rete per i nostri figli”.

Il Pd però non lascia cadere nel vuoto il tema. Mentre il deputato Michele Anzaldi ha chiesto al ministro degli Esteri, Angelino Alfano, di convocare gli ambasciatori di Usa e Russia dopo le parole dell’ex vice di Barack Obama, Renzi ha annunciato che martedì il partito presenterà il “primo report quindicinale” sulle fake news.

(di Alessandro Franzi/ANSA)

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Lega e M5s, asse contro Renzi sulle fake news

Pubblicato il 28 novembre 2017 da ansa

Di Maio e Salvini: asse contro Renzi.

 

 


PISA. – Il tema delle fake news continua a tenere banco nello scontro tra le forze politiche. Dopo la sfida lanciata da Matteo Renzi domenica alla Leopolda a M5s e Lega, è il turno della reazione di Salvini e il blog di Grillo, che usando quasi le stesse parole, respingono al mittente ogni critica. E anzi rinfocolano la polemica attaccando i dem di condizionare, loro sì, l’informazione della carta stampata e delle reti tv.

A bordo del treno di “Destinazione Italia”, che attraversa la Toscana, Renzi twitta la replica alle accuse del leader ‘lumbard’. “Salvini dice che voglio censurare Facebook. Io non voglio censurare niente. Voglio solo evitare – sottolinea l’ex premier – che chi fa i soldi sul web diffonda paura della scienza e odio verso gli avversari. Chiedo buon senso, persino a Salvini, non censure. #fakenews”.

Poco dopo, sempre sullo stesso tema, interviene il blog di Beppe Grillo, con toni decisamente bruschi. Quello del M5s, si sostiene nel post, è “un network enorme che ha più di dieci milioni di like e raggiunge ogni giorno milioni di italiani nella massima trasparenza ed è composto da persone fisiche facilmente rintracciabili e pubbliche. I giornali e i telegiornali, su input del Pd – attacca il movimento pentastellato – parlano da giorni di due pagine Facebook, che non sono assolutamente riconducibili alla comunicazione ufficiale del MoVimento 5 Stelle e gestite da uno talmente grillino che ha gestito anche dei siti della Lega per soldi”.

Quindi la reazione virulenta di Matteo Salvini che arriva a definire Renzi “da ricovero”. “Siamo alla follia: che il segretario del partito al governo in Italia si preoccupi di curiosare su Fb o Twitter è da ricovero. Le vere bufale le abbiamo al governo. Noi – incalza il segretario leghista – non abbiamo guadagnatoo una lira mentre loro già occupano giornali, radio e tv. Le bufale in Italia vengono propagandate col megafono del governo da tutti i tg e poi vogliono imbavagliare la rete? Ma siamo seri! Il segretario del Pd – conclude – dovrebbe preoccuparsi di pensioni, lavoro sicurezza e giustizia”.

(dell’inviato Marcello Campo/ANSA)

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08:07Svezia: esplosione a Malmo, arrestati due sospetti

(ANSA) - ROMA, 18 GEN - Due giovani sui 20 anni sono stati arrestati a Malmo perchè sospettati dell'attentato avvenuto ieri sera ai danni di una stazione di polizia della cittadina svedese, che avrebbe avuto come obiettivo proprio le forze dell'ordine. Lo scoppio, fortissimo, sarebbe stato provocato, secondo gli ultimi accertamenti, da un oggetto esplosivo contenente trotile (simile al tritolo) e non da una bomba a mano come riferito in un primo momento. E' stato udito in tutta la città, e ha danneggiato l'ingresso della stazione di polizia di Rosengard, nel quartiere di Helsingborg, e alcune auto parcheggiate nelle vicinanze, senza causare danni alle persone. Gli arresti sono stati confermati da fonti della polizia, ma devono ancora essere convalidati. La polizia ritiene che il gesto intimidatorio fosse "direttamente indirizzato alla polizia e alla sua attività". Sarebbe quindi da far risalire alla criminalità comune e non a un atto terroristico

08:04Mo: attentato contro rabbino, uccisi 2 palestinesi

(ANSA) - TEL AVIV, 18 GEN - Al termine di un prolungato scontro a fuoco l'esercito israeliano ha ucciso la scorsa notte a Jenin (Cisgiordania) due palestinesi responsabili, secondo la versione ufficiale, della uccisione di un rabbino avvenuta una settimana fa. Uno di essi era figlio di un dirigente di Hamas. Lo riferisce la radio militare secondo cui altri membri della stessa cellula sono stati arrestati. Feriti due militari israeliani, uno dei quali versa in condizioni gravi.La radio militare ha precisato che nell' operazione un'unità di elite israeliana ha localizzato i ricercati in un edificio ed ha ingaggiato uno scontro a fuoco. Ma presto è stata circondata da centinaia di abitanti del rione che hanno scagliato contro i militari sassi ed altri oggetti. Di conseguenza altre unità dell'esercito hanno fatto ingresso a Jenin. L' operazione si è conclusa con la demolizione dell' edificio dove si nascondevano i ricercati palestinesi.

01:32Calcio: Chelsea soffre, col Norwich passa solo ai rigori

(ANSA) - ROMA, 17 GEN - Soffre il Chelsea di Conte in Fa Cup. Sono serviti i rigori ai Blues per decidere la gara con il Norwich e accedere al quarto turno della Coppa: avanti con Batshuayi a segno al 10' del secondo tempo, il Chelsea si fa acciuffare nel recupero subendo la rete di Lewis. Sull'1-1 anche dopo i tempi supplementari, la squadra di Conte dal dischetto però fa la differenza (5-3) e si guadagna seppure a fatica il passaggio di turno.

00:54Calcio: Messi sbaglia rigore, Barca cade in Coppa del Re

(ANSA) - ROMA, 17 GEN - Il Barcellona non è imbattibile. Con un gol di Melendo all'88' l'Espanyol si aggiudica il derby di Coppa del Re, valido per l'andata dei quarti di finale. Dopo aver dominato il match, i blaugrana si devono arrendere anche di fronte alla serata super del portiere dell'Espanyol, Diego Lopez, che para anche il rigore calciato da Lionel Messi. Tra una settimana al Camp Nou il ritorno che vale l'accesso alla semifinale.

00:30Calcio: Psg a valanga in Ligue1, Ranieri beffato al 95′

(ANSA) - ROMA, 17 GEN - Un Psg senza pietà liquida la pratica Digione (travolto 8-0 con) e mantiene a debita distanza (-11) il Lione da stasera secondo solitario in classifica dopo il successo per 2-0 sul campo del Guingamp e la frenata del Monaco, fermato ieri dal Nizza. Nella 21ma giornata di Ligue1, al Parco dei Principi è stata davvero una formalità per la squadra di Unay Emery, già sul 4-0 dopo il primo tempo, fa altrettanto nella ripresa chiudendo con otto reti: doppio Di Maria, Cavani (che tocca quota 156 ed eguaglia Ibrahimovic come miglior realizzatore nella storia del Psg), poker di Neymar, a segno anche Mbappe. Beffa in peno recupero invece per il Nantes di Claudio Ranieri, raggiunto sull'1-1 a Tolosa da un rigore di Gradel al 95'. In Classifica guida solitario il Psg con 56 punti, davanti a Lione (45), Marsiglia (44), Monaco (43) e Nantes (34).

00:09Parte un colpo di pistola, uccide la fidanzata

(ANSA) - VILLA D'ALME' (BERGAMO), 17 GEN - Una giovane donna è morta questa sera, uccisa da un colpo di pistola, pare sparato accidentalmente dal fidanzato, una guardia giurata. L'episodio nella casa di quest'ultimo, in via dei Mille a Villa d'Almè. In casa c'erano anche i genitori del ragazzo, tra cui il padre che è un carabiniere andato da poco in pensione. L'allarme è stato immediato, ma per la ragazza non c'era più nulla da fare. Le notizie sono ancora frammentarie: all'abitazione sono giunti i carabinieri della Scientifica e il pubblico ministero di turno, Maria Cristina Rota.

23:04Calcio: Crotone, preso in prestito Benali dal Pescara

(ANSA) - CATANZARO, 17 GEN - Il centrocampista Ahmad Benali è un nuovo calciatore del Crotone. L'annuncio è stato dato dalla società che ne ha ottenuto il prestito con diritto di riscatto dal Pescara. Ventisei anni, Benali è nato a Manchester, naturalizzato libico, cresciuto nel Manchester City. Nel 2012 ha giocato a Brescia (Serie B) prima di passare al Pescara, dove ha ottenuto la promozione in Serie A nella stagione 2015/16. Lo scorso anno ha messo a segno, alla sua prima stagione nella massima serie, 6 reti, mentre nei primi mesi dell'attuale stagione ha realizzato 4 gol in 15 presenze, sempre col Pescara. Ha già preso parte al primo allenamento con i nuovi compagni.

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