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Migranti, Ue: “Italia eroica. In Libia peggio senza di noi”

Pubblicato il 15 novembre 2017 da ansa

 

 

BRUXELLES. – “Ho visto il video” dei migranti venduti come schiavi in Libia, “ma la realtà è anche peggio del filmato”. Il commissario europeo Dimitris Avramopoulos ammette la situazione “drammatica” sul terreno ma avverte che senza l’azione dell’Unione europea e senza “gli sforzi eroici” dell’Italia andrebbe anche peggio.

“Ci stiamo impegnando su più fronti per cambiare questa situazione”, con corridoi umanitari, con i rimpatri volontari, cercando di garantire dignità e condizioni umane nei centri di accoglienza, attraverso l’assistenza sanitaria per migliaia, ma “è una responsabilità della comunità globale, che stiamo cercando di mobilitare”.

Quanto all’attacco dell’Alto commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite (Ohchr) Zeid Raad Al Hussein, che ha criticato in modo aspro il sostegno di Bruxelles e Roma alla guardia costiera libica, Avramopoulos osserva: prima di attaccare “avrebbe fatto meglio” a parlare col suo collega Filippo Grandi, guida dell’Alto commissariato per i rifugiati (Unhcr), con cui l’Unione ha una collaborazione stabile e consolidata nel Paese africano. Un portavoce spiega: l’intervento della guardia costiera libica è in acque territoriali, senza di loro i migranti morirebbero.

A Ginevra intanto una delegazione Ue, la presidenza di turno estone, e l’ambasciatore italiano hanno avuto un chiarimento con l’ufficio di Al Hussein. Mentre il presidente del Parlamento Ue Antonio Tajani ha annunciato che una delegazione dell’Eurocamera si recherà in Libia dal 16 al 22 dicembre prossimi per verificare la situazione nel Paese e, in particolare, il rispetto dei diritti fondamentali.

Il capo della diplomazia italiana Angelino Alfano, invece, ha invitato chi sale in cattedra “a dare più finanziamenti e più supporto organizzativo”, mentre il capo del Viminale, Marco Minniti ha respinto le accuse sottolineando che se Unhcr e Oim sono nel Paese “lo si deve al nostro impegno e a quello dell’Europa”.

Anche il ministro degli Esteri tedesco Sigmar Gabriel è intervenuto a sostegno dell’azione “esemplare” del governo italiano, che ha messo in campo un grande sforzo anche esponendosi anche a critiche. Ma critiche sono arrivate dalle organizzazioni non governative, anche per la situazione di “grave sovraffollamento” dei profughi nei centri di accoglienza delle isole greche.

Ora che i flussi sono scesi del 63% rispetto allo scorso anno, l’Europa guarda all’apertura di strade legali per i profughi, soprattutto quella dei reinsediamenti. Sono già oltre 34.400 (su 50mila) le offerte di ‘resettlement’ per i richiedenti asilo dai Paesi del Nord e del Corno d’Africa avanzate da 16 Stati dell’Unione in poco più di un mese.

E se gli ambasciatori Ue hanno trovato una posizione comune per negoziare su un regolamento europeo per un piano biennale di reinsediamenti, al Parlamento europeo c’è chi si è messo di traverso sul dossier della revisione del regolamento di Dublino, che per l’opposizione di 88 deputati dovrà andare al voto, invece di passare con procedura amministrativa.

(di Patrizia Antonini/ANSA)

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Libia, Haftar ringrazia l’Italia: “Il popolo libico soffre”

Pubblicato il 26 settembre 2017 da ansa

Libia

Libia: Haftar ringrazia Italia

 

 

ROMA. – I ringraziamenti dopo le minacce di bombardamenti di inizio agosto. Il generale Khalifa Haftar, l’uomo forte della Cirenaica, arriva a Roma ed ha parole di riconoscenza per l’Italia nei suoi incontri con i ministri di Difesa ed Interno, Roberta Pinotti e Marco Minniti.

La visita è l’ulteriore conferma che l’ex ufficiale gheddafiano è un interlocutore da cui non si può prescindere nel tortuoso percorso verso la stabilizzazione della Libia. Haftar ha anche visto i vertici dell’Aise ed il capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Claudio Graziano.

Il generale, a quanto riferito dalla Difesa al termine dei colloqui, ha ringraziato il ministro Pinotti, “per l’impegno italiano nel Paese nord-africano riconoscendone lo spirito collaborativo teso alla pacificazione della Libia”. In particolare, Haftar ha espresso “la sua riconoscenza per la disponibilità offerta dall’Italia nel settore sanitario, prendendo in cura i casi più delicati dei feriti libici, presso le strutture ospedaliere del nostro Paese”.

Ha poi ricordato “le sofferenze del popolo libico dopo sette anni di guerra e la necessità di una rapida soluzione che assicuri stabilità e unità della Libia”. Da parte sua, la titolare della Difesa è stata ben attenta a non urtare la suscettibilità dei diversi protagonisti della scena libica, in primis il premier del Governo di Accordo nazionale riconosciuto dall’Onu, Fayez al Serraj.

Pinotti ha infatti ribadito “il sostegno italiano alla strategia politica inclusiva dell’inviato dell’Onu Gassam Salamè per dare un ulteriore impulso al dialogo politico libico ed ha auspicato che tutte le parti possano contribuire efficacemente a tale strategia, escludendo qualsiasi soluzione militare”.

Ed ha sottolineato – dopo l’irritazione di Haftar ad agosto per l’annuncio della missione navale italiana a Tripoli – che “ogni iniziativa italiana di collaborazione si pone nel totale rispetto della sovranità della Libia, e in aderenza alle richieste libiche”.

Tanti gli interessi italiani nel Paese, dai migranti al petrolio, al terrorismo. Ci sono due missioni militari in corso: l’ospedale da campo a Misurata e la nave officina della Marina Militare a Tripoli ed un’altra potrebbe essere attivata ai confini sud del Paese. Tenere fuori Haftar con il suo Libyan national army ed il collegato Parlamento di Tobruk non è realistico, nonostante i ‘mal di pancia’ di Serraj e le ambizioni non sempre in controllo del generale.

Una consapevolezza che è ben presente anche nell’inviato delle Nazioni Unite che sta lavorando agli emendamenti da apportare all’Accordo politico libico siglato a Skhirat nel dicembre del 2015, tenendo conto anche dei desiderata del generale che da quell’intesa si era dissociato.

Proprio il terrorismo, con gli accresciuti rischi di infiltrazioni ed i flussi migratori, sono stati tra i temi toccati nei colloqui. L’esercito di Haftar ha combattuto le milizie dello Stato Islamico in Cirenaica ed è pronto a collaborare anche nel contrasto ai trafficanti di uomini.

(di Massimo Nesticò/ANSA)

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Migranti, il Papa loda la linea dell’Italia: “Bene accogliere, ma anche integrare”

Pubblicato il 11 settembre 2017 da redazione

Papa Farncesco

COLOMBIA – Papa Francesco, durante il volo di rientro rientro dall’America Latina e, in particolare dalla Colombia, ha avuto modo di parlare coi giornalisti del tema migranti. “Il governo (italiano n.d.r.) deve gestire questo problema con le peculiarità del governate, tra cui per prima c’è la prudenza” ha detto il pontefice alla stampa, approfondendo, poi, anche il suo pensiero: “Lo Stato deve chiedersi: Quanti posti ho?” E ancora: “Non si può solo ricevere, ma occorre sforzarsi per integrare” ha aggiunto Papa Francesco.

Sempre ai giornalisti, poi, ha commentato la linea italiana sul blocco dei migranti in Libia: “Ho l’impressione che il governo italiano stia facendo di tutto dal punto di vista umanitario sobbarcandosi anche impegni che non può assumere” ha aggiunto il Papa che, fra le righe, ha spiegato pure ai presenti il piccolo incidente che lo ha coinvolto a bordo della Papamobile, quando, salutando la folla di Cartagena, ha sbattuto la testa: “Ero sporto per salutare i bambini e non ho visto il vetro” ha spiegato simpaticamente il Pontefice.

 

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23:37Francia: en Marche vota Castaner presidente

(ANSA) - PARIGI, 18 NOV - Nessuna sorpresa a Chassieu, vicino a Lione, per il primo congresso de "La Republique en Marche", il movimento creato da Emmanuel Macron per arrivare all'Eliseo. Non più un semplice movimento, non ancora un partito, la creatura del presidente è preda di forti tensioni: "non permetteremo che la politica ci cambi, siamo noi che cambieremo la politica", ha detto dal palco Christophe Castaner, l'uomo di Macron che - come previsto - ha preso all'unanimità le leve di comando. Le polemiche, i "100 democratici" che minacciano di andarsene, le accuse di "mancanza di democrazia" e di trasparenza sul numero di iscritti: il congresso è andato in scena secondo copione, ma le polemiche sono apparse reali, soprattutto quando, sul palco, è salito il premier Edouard Philippe, determinato a "saldare i conti". I delegati e gli iscritti avevano tirato fuori dal baule le t-shirt e le spillette con la faccia di Macron della primavera vittoriosa, ma l'entusiasmo di quella cavalcata è apparso un ricordo.

23:32Azzurri: Ranieri ‘se arriva chiamata Nazionale ci penserò’

(ANSA) - ROMA, 18 NOV - ''Ho letto c'e' Allegri c'e' Conte c'e' Carletto Ancelotti, io dico che ora devono pensare bene a come devono fare e poi chi prendono prendono sono tutti bravi''. Dopo la sconfitta subita 4-1 a Parigi dal suo Nantes, Claudio Ranieri, parla anche di Nazionale e della possibilità di diventare il Ct azzurro. Se arriva la chiamata? ''Ci penserò, non dipende solo da me - aggiunge il tecnico campione d'Inghilterra con il Leicester - c'e' un presidente e devono parlare al limite con il mio presidente''. ''Credo che in Italia la questione allenatore sia ormai in secondo piano - spiega Ranieri - bisogna fare bene le cose perchè abbiamo toccato il fondo. C'e' gente preposta a pensare per far si che le cose cambino. Poi dalle ceneri si può sempre fare bene, ci sono giovani interessanti e ci risolleveremo. Erano 60 anni che l'Italia non era fuori dal Mondiale, ma a volte serve sprofondare per poi risollevarsi''.

23:17Cile: Pinera (centrodestra) favorito a presidenziali

(ANSA) - SANTIAGO DEL CILE, 18 NOV - I cileni vanno domani alle urne per il primo turno delle elezioni presidenziali che vedono in corsa otto candidati, tra cui Sebastian Pinera (centrodestra) e Alejandro Guiller (centrosinistra, 'erede' della presidente uscente Michelle Bachelet). Nei sondaggi Pinera è decisamente avanti rispetto a Guiller ma secondo gli analisti non riuscirà a superare il 50% dei voti e sarà costretto al ballottaggio. Nessuna chances avrebbero, sempre secondo gli esperti, gli altri candidati. Pinera è giù stato presidente dal 2010 al 2014 e la sua posizione durante la presidenza Bachelet si è rafforzata, secondo gli osservatori, proprio a causa dei problemi emersi all'interno della maggioranza uscente e al forte calo di popolarità della stessa presidente in scadenza. Bachelet - anche lei già presidente dal 2006 al 2010 - era stata trionfalmente eletta nel 2013 per il secondo mandato ora in scadenza. Aveva ottenuto il 62% dei voti, ma oggi l'indice di gradimento attribuitole da sondaggi non arriva al 30%.

22:58Mo: Olp,se Trump chiude ufficio interrompiamo contatti

(ANSA) - WASHINGTON, 18 NOV - Le autorità palestinesi hanno minacciato di interrompere ogni comunicazione con l'amministrazione Trump se gli americani chiederanno l'ufficio dell'Olp a Washington, in una lettera ufficiale. Lo ha reso noto il segretario generale dell'organismo palestinese Saeb Erekat, affermando che la decisione degli Usa è "inaccettabile". Erekat ha accusato gli Usa di piegarsi alle pressioni del governo israeliano.

22:48Ema: Sala, Milano migliore dossier e migliore destinazione

(ANSA) - MILANO, 18 NOV - Lunedì i membri della Ue decideranno quale sarà la prossima città ad impostare Ema, l'Agenzia europea del farmaco che lascerà Londra dopo la Brexit. "Sono veramente tesissimo, lo confesso, perché è un momento importante della nostra città - ha detto il sindaco di Milano Giuseppe Sala intervenendo alla presentazione del libro del ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, 'Dalla terra all'Italia' -. Il sistema di voto è veramente bizzarro ma il vero punto, ed è il mio timore, è che non siamo certi che questo sistema premierà la candidatura migliore". "Ve lo dico con grande onestà - ha continuato - il dossier Milano è decisamente il migliore e Milano è anche la destinazione migliore delle persone che lavorano in Ema". Il rischio, secondo il sindaco, "è che ci siano raggruppamenti geografici come quelli dei Paesi baltici, dell'Europa dell'est, poi ci dovrebbe essere il Mediterraneo - ha concluso -, ma è un po' un'idea perché qualcuno voterà noi, qualcuno la Spagna".

22:40Calcio: Roma-Lazio, lancio sassi contro forze ordine

(ANSA) - ROMA, 18 NOV - Tensione a Ponte Milvio dopo il derby Roma-Lazio allo stadio Olimpico. Secondo quanto si è appreso, durante il deflusso di tifosi laziali c'è stato un lancio di sassi e bottiglie contro le forze dell'ordine. La situazione sarebbe poi tornata alla normalità.

22:32Sesso a scuola in un video, esplode “caso Virgilio”

(ANSA) - ROMA, 18 NOV - Dopo i petardi esplosi nel cortile il Virgilio, storico liceo classico nel cuore di Roma, torna sotto i riflettori per un video che ritrae due studenti che fanno sesso a scuola. Riprese fatta all'insaputa dei due protagonisti. Alcuni studenti e genitori sostengono che ci sia "un attacco a questa scuola", altri, tra cui i rappresentanti in Consiglio di istituto, auspicano provvedimenti disciplinari criticando le "esagerazioni" di certa stampa. "Questo video nessuno lo ha visto e, prima che uscisse sui giornali - assicura il rappresentante degli studenti Emanuele Tirello - non ne avevamo nemmeno sentito parlare. Riteniamo in ogni caso che sia un fatto gravissimo e lo condanniamo". A mettere in discussione che il video davvero esista è il presidente uscente del comitato genitori Marco Luzzatto, che parla di "attacco mediatico". Il fronte dei genitori, comunque, è tutt'altro che monolitico, e sono sempre di più le famiglie che chiedono un ritorno alla normalità, preoccupati dei recenti episodi.

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