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Alitalia, Lufthansa a Calenda: “Prima tagli significativi, poi l’accordo”

Pubblicato il 11 gennaio 2018 da ansa

 

ROMA. – Lufthansa vede la necessità di una “significativa” ristrutturazione in Alitalia prima di un accordo per acquistarla. Lo scrive Reuters sul proprio sito citando una lettera del ceo Lufthansa Carsten Spohr al ministro Calenda.

“Pur riconoscendo le preziose misure adottate fino ad oggi sotto la guida dei commissari, crediamo fermamente che resti una considerevole mole di lavoro da fare prima che Lufthansa sia nella posizione per entrare interamente nella successiva fase del processo”, scrive Spohr, secondo cui la “Nuova Alitalia” ristrutturata sarà più piccola per personale e flotta.

Il prestito ponte da 600 milioni che il Governo italiano ha concesso ad Alitalia ad aprile 2017, esteso ad ottobre di altri 300 milioni, finisce nel mirino della Ue dopo i molti reclami presentati dai maggiori concorrenti, convinti che non rispetti le condizioni di mercato. E che comporti quindi una violazione delle regole Ue sugli aiuti di Stato.

Secondo quanto appreso dall’ANSA, Bruxelles è in contatto con le autorità italiane e aspetta una notifica da parte del Governo, per poter avviare la procedura di valutazione.

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Ministro Calenda: “Per Alitalia 3 offerte, a giorni la migliore”

Pubblicato il 08 gennaio 2018 da ansa

ROMA. – Si avvicina il momento della verità per Alitalia. Nei prossimi giorni i commissari straordinari sceglieranno l’offerta migliore tra le 3 ad oggi sul piatto: Lufthansa (che oggi ha annunciato di cercare 8.000 dipendenti), EasyJet e Cerberus. Si aprirà quindi la fase della negoziazione in esclusiva, che permetterà di andare nel dettaglio di alcuni nodi fondamentali, dagli esuberi ai costi per lo Stato, con la priorità numero uno di garantire all’Italia le connessioni aeree.

Trattative che si preannunciano serrate, visto che l’obiettivo del Governo è di chiudere prima delle elezioni. “Oggi abbiamo sul piatto 3 offerte. Quello che faranno i commissari, già immagino alla fine di questa settimana o all’inizio della prossima, è dire quale di queste offerte è la migliore, quindi con chi si può iniziare a fare la negoziazione in esclusiva”, ha fatto il punto il ministro dello Sviluppo Carlo Calenda, che sottolinea di non avere preferenze.

Nei prossimi giorni, infatti, Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari termineranno la valutazione delle proposte e sulla base della loro indicazione il Ministero dello sviluppo autorizzerà, entro fine mese, la negoziazione in esclusiva. In lizza ci sono Lufthansa ed EasyJet che si sono fatte avanti solo per la parte volo e il fondo Usa Cerberus, pronto ad acquisire l’intera compagnia ma senza aver mai presentato un’offerta formale.

Lufthansa, considerata in pole position, sarebbe pronta a sborsare 300 milioni ma chiede garanzie precise, dal risanamento ai diritti del personale di volo. Nell’offerta dei tedeschi, secondo indiscrezioni, ci sarebbero inoltre 2 mila esuberi sugli 8.400 dipendenti della parte ‘Aviation’ di Alitalia.

Intanto la compagnia tedesca ha annunciato di voler assumere oltre 8.000 nuovi dipendenti, per metà personale di cabina (900 piloti e e 2.500 steward e hostess), in parte in arrivo da Air Berlin, di cui Lufthansa ha acquistato il grosso degli asset.

EasyJet, che ha rilevato il resto degli asset di Air Berlin, gioca la carta della propria competenza nel contenere le perdite sul breve e medio raggio.

Cerberus, che ha nel curriculum un altro salvataggio di compagnie in crisi, quello di Air Canada nel 2004, sarebbe pronto a versare tra i 100 e i 400 milioni per il controllo della compagnia italiana. Non si esclude che il fondo speculativo Usa, che come società extra Ue non può superare il 49%, possa allearsi con low cost britannica.

Sulle offerte non si sbilancia il ministro Calenda, che dice di non avere preferenze: “Per me la questione è molto oggettiva e la valutazione sarà fatta sui numeri”. Quello che è certo, secondo il ministro, è che Alitalia ha bisogno di un partner, perché “non ce la fa da sola”: basta un aumento del prezzo del carburante o la bassa stagione che si bruciano soldi. Al momento comunque la situazione è “stabile”: i commissari hanno “lavorato bene”, tagliato molti costi e grazie a questo il prestito ponte da 900 milioni è praticamente “intonso”.

(di Enrica Piovan/ANSA)

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Lufthansa si concentra su Alitalia, ma fissa paletti

Pubblicato il 03 gennaio 2018 da ansa

ROMA. – Lufthansa punta tutto su Alitalia. Sfumata la chance di comprare l’austriaca Niki, la compagnia tedesca intende concentrarsi sull’acquisto dell’aviolionea italiana, per la quale è pronta ad offrire 300 milioni. Ma fissando fin da subito alcuni paletti. Lufthansa vede infatti ancora ostacoli enormi, dal risanamento ai diritti del personale di volo: nodi che la compagnia tedesca intende sciogliere con il Governo italiano prima dell’acquisizione.

A svelare le intenzioni di Lufthansa è il quotidiano economico Handelsblatt, che cita fonti interne alla dirigenza della compagnia tedesca. “Dopo l’uscita dell’affare Niki si sono liberate delle risorse e Alitalia è per Lufthansa un importante obiettivo strategico”, spiega il quotidiano che indica in Harry Hohmeister, 53enne membro del cda e responsabile dei grandi hub di Lufthansa, il responsabile della trattativa per l’acquisizione di Alitalia.

Dal quartier generale di Colonia, tuttavia, si intravedono ancora “ostacoli enormi”: a partire dal risanamento della compagnia italiana in amministrazione straordinaria di cui Lufthansa non intende farsi carico. C’è poi lo scoglio dei diritti del personale di volo: a Lufthansa non piacciono trattamenti come quello di abitare a Roma se si è stazionati a Milano, o di avere il servizio navetta a Milano a spese dell’azienda. Senza la loro eliminazione, spiegano le stesse fonti, una vendita è “difficilmente possibile”.

Infine, un ostacolo di ordine economico: la compagnia metterebbe sul piatto 300 milioni, ma a Roma se ne aspettano 500, evidenzia il quotidiano, che si interroga anche sulla restituzione del prestito ponte, salito a complessivi 900 milioni.

Intanto, Ryanair archivia un 2017 in decisa frenata sul fronte passeggeri per effetto del caos cancellazioni. Nel complesso dell’anno la low cost irlandese ha trasportato 129 milioni di passeggeri, con una crescita del 10% rispetto all’anno precedente (dal +15% del 2016), due milioni in meno rispetto alle previsioni iniziali: a pesare è stato soprattutto il mese di dicembre, con una crescita di appena il 3% a 9,3 milioni, il tasso più basso dal marzo 2014. Per il 2018 il ceo Michael O’Leary ha tagliato le stime di 4 milioni a 138 milioni di passeggeri.

(di Enrica Piovan/ANSA)

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Ministro Calenda: “Tre offerte per Alitalia, priorità i collegamenti”

Pubblicato il 27 novembre 2017 da ansa

 

 


ROMA. – Lufthansa, Easyjet e Cerberus: è tra questi interessati che si cerca il potenziale acquirente per Alitalia. A farlo capire è il ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda, che per la prima volta parla esplicitamente di “tre offerte”, ma marca la differenza tra le proposte vincolanti arrivate da Lufthansa ed EasyJet, e l’interesse manifestato dal fondo americano, fattosi avanti oltre i termini prefissati e senza alcuna offerta formale.

“Oggi abbiamo più di tre offerte sul campo: una più finanziaria e due più industriali”, ha spiegato il ministro al ‘Faccia a faccia’ con Giovanni Minoli su La7. Il riferimento è evidentemente alle due offerte vincolanti per la parte volo arrivate entro la scadenza del 16 ottobre (in tutto ne sono arrivate sette, le altre sono per l’handling), da parte di Lufthansa ed Easyjet.

La terza ‘offerta’, quella solo finanziaria, è probabilmente quella di Cerberus, che si è detto pronto ad acquistare l’intera compagnia e il cui coinvolgimento nella partita è stato di fatto sdoganato dall’incontro con il fondo che hanno avuto ad inizio novembre a New York i commissari Luigi Gubitosi e Stefano Paleari.

“Le valuteremo partendo dalla priorità numero uno, cioè assicurare i collegamenti”, ha sottolineato Calenda, che, facendo un plauso al “buon lavoro” del commissario Gubitosi che ha speso “pochissimo” del prestito dello Stato (dei 900 milioni in cassa ci sono ancora 849 milioni), ha indicato altre due priorità: “meno soldi pubblici possibili” e “la questione lavoratori”.

Intanto i commissari, che nei giorni scorsi hanno incontrato anche una delegazione di Lufthansa (la cui offerta, sempre per Calenda, va “migliorata”), proseguono il tour de force con tutti gli interessati che si sono fatti avanti per l’ex compagnia di bandiera: con Cerberus, secondo indiscrezioni, potrebbero rivedersi in settimana, mentre per EasyJet si attende l’arrivo del nuovo ceo, in carica dal primo dicembre.

Ma non c’è solo Alitalia tra i dossier caldi sul tavolo del ministro Calenda. Che torna a stigmatizzare il comportamento di Vivendi, questa volta nei confronti di Mediaset: “non vieni e fai un’operazione su un’azienda come Mediaset, senza dire cosa ci vuoi fare, senza spiegarlo al Paese, mentre il Paese sta votando il nuovo Governo. Se l’avessimo fatto noi in Francia, ci avrebbero preso a calci nel sedere”.

E avanza una proposta “personale” per la Rai (su cui non concorda il suo sottosegretario con delega alle comunicazioni Giacomelli): privatizzarla, dando il canone a chi fa progetti con un valore di servizio pubblico. E se sul fronte politico nazionale Calenda si augura un esecutivo ‘Renzusconi’, il ministro torna a pungolare la sindaca di Roma Virginia Raggi, dopo l’intervista in cui la definiva “turista per caso”: “Si lamenta continuamente dei soldi ma il vero problema è spenderli. E soprattutto fare le cose, farle accadere. Altrimenti – chiosa Calenda – sono tutte chiacchiere”.

(di Enrica Piovan/ANSA)

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Alitalia migliora i conti, pressing del Governo su Lufthansa

Pubblicato il 22 novembre 2017 da ansa

 


ROMA. – C’è ancora molto da fare, ma l’Alitalia che si prepara all’appuntamento con il futuro acquirente registra miglioramenti. L’Ebitda nel secondo semestre sarà positivo, non si ha memoria di così tanti soldi in cassa e migliora il clima con i dipendenti che si era nettamente deteriorato. E mentre i commissari in questa fase di ‘procedura negoziata’ hanno esteso il confronto a tutti gli interessati fattisi avanti finora, il Governo torna in pressing su quella che sembra l’offerta in cui tutti sperano, quella di Lufthansa.

“L’offerta, com’è oggi, va migliorata, l’impegno è a migliorarla”, ha detto Calenda in un’intervista a Radio Capital, indicando anche la direzione: fare in modo che gli italiani “abbiano collegamenti più efficienti possibile e non si mettano soldi pubblici”.

Paletti che si aggiungono all’avvertimento lanciato qualche giorno fa dal titolare dei trasporti Graziano Delrio, che con i tedeschi vuole “patti chiari” perché non si può fare come non contasse niente non avere una compagnia nazionale. E alla luce dei risultati positivi dell’azienda, torna a ripetere che non c’è tutta questa fretta nel processo di vendita.

I commissari, che non si sbilanciano in commenti sulla procedura di vendita, assicurano di muoversi “esclusivamente nell’interesse della compagnia”: “non facciamo marketing politico, faremo la cosa giusta”, ha detto Luigi Gubitosi in audizione alla Camera insieme a Stefano Paleari (Laghi era a Bruxelles per l’Ilva). “Abbiamo il mandato per una soluzione sostenibile”, ha aggiunto, assicurando anche l’impegno a “proteggere ogni posto di lavoro” (oggi i dipendenti totali sono circa 9 mila, il 16% in meno).

Gubitosi ha anche smentito differenze di vedute con i colleghi (“non abbiamo idee identiche ma spesso simili”), assicurando il comune obiettivo di “trovare una soluzione di lungo periodo che non riproponga i problemi” che hanno caratterizzato Alitalia in questi anni.

Intanto, a quasi sette mesi dal loro arrivo, i commissari, pur continuando a ripetere che c’è ancora molto da fare, archiviano i primi risultati: tra giugno e ottobre il risultato netto è stato negativo per 31,3 milioni (20,9 milioni escludendo gli interessi sul prestito governativo), l’Ebitda positivo per 73,9 milioni, i ricavi pari a 1,432 miliardi. Con questi numeri, l’Ebitda del secondo semestre, finora stimato in pareggio, sarà positivo.

Inoltre, in cassa è disponibile quasi tutto il finanziamento pubblico: ad ieri ci sono 849 milioni. Mentre per il 2018 si stima un +9% per la produttività in termini di ore volate. I commissari registrano anche un miglioramento del clima aziendale (era “parecchio deteriorato”) e un’ottima collaborazione con i sindacati. A questo ha contribuito anche l’aver cambiato il volto della catena di comando: la prima linea è stata quasi dimezzata e i dirigenti sono passati da 64 a 46 con un risparmio di circa 8,5 milioni l’anno.

(di Enrica Piovan/ANSA)

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Alitalia: si fanno avanti in 7, anche Lufthansa e EasyJet

Pubblicato il 16 ottobre 2017 da ansa

Alitalia

Alitalia. ANSA / Daniel Dal Zennaro.

 

 

ROMA. – Luftansa ed EasyJet vogliono Alitalia, ma non tutta intera. Allo scadere dei termini per la presentazione delle offerte vincolanti, le due compagnie, che sono già impegnate nel salvataggio di un’altra ex della galassia Etihad, Air Berlin, hanno confermato di aver presentato un’offerta. Ma ad essersi fatti avanti sono complessivamente in sette: tanti sono infatti i plichi arrivati nello studio del notaio, anche se ora i commissari dovranno valutare se il contenuto delle buste può essere considerato valido in base ai requisiti del bando.

“Sono 7 i plichi recapitati oggi presso lo studio notarile associato Atlante Cerasi di Roma. I commissari straordinari di Alitalia procederanno ora alla valutazione dei plichi stessi”, recita uno scarno comunicato arrivato in serata dalla compagnia. In attesa di capire chi andrà avanti nella procedura di vendita e per quale lotto della compagnia (il bando prevede la vendita intera oppure, separatamente del lotto aviation e dell’handling), due compagnie hanno ufficializzato nel pomeriggio le loro proposte: Lufthansa ed EasyJet, entrambe interessate solo ad alcuni asset.

Lufthansa, facendo fede alle affermazioni degli ultimi giorni, ha presentato un’offerta esprimendo l’interesse per la creazione di una “Nuova Alitalia”: il colosso tedesco, che nei giorni scorsi ha chiuso anche l’accordo per rilevare la maggior parte degli asset di un’altra ex compagnia della galassia Etihad, Air Berlin, ha scelto di non presentare un’offerta per l’intera compagnia aerea, ma ha dichiarato interesse solo per il network globale e per il business dei voli point-to-point in Europa e in Italia. Nessun dettaglio sull’operazione che, però, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, prevedrebbe un’offerta da 500 milioni e il dimezzamento del personale, attualmente di circa 12.000 unità.

Un’offerta vincolante è arrivata anche da EasyJet, anch’essa già alle prese con Air Berlin: la low cost inglese punta ad “alcuni asset di un’Alitalia ristrutturata”, in linea con la propria attuale strategia per l’Italia. Ora si apre un lungo periodo di trattative con gli offerenti: il Governo ha infatti prorogato al 30 aprile (dal 5 novembre) il termine per completare la fase di negoziazione e miglioramento delle offerte, concedendo altri 300 milioni alla compagnia. Che portano a quasi un miliardo (900 milioni) i soldi pubblici da restituire entro il 30 settembre 2018.

Scelta che non piace al M5S, che chiede al Governo di chiarire sulla necessità di stanziare altri fondi. E solleva preoccupazione anche l’offerta di Lufthansa, con l’Ugl che parla di proposta “inadeguata” e la politica che avverte il Governo di bocciare la proposta se i tedeschi sono interessati solo a slot e aerei.

Intanto in settimana al Ministero del lavoro inizia l’esame della procedura di cigs aperta dai commissari straordinari. I sindacati sono infatti stati convocati per mercoledì 18: sul tavolo c’è la proroga di ulteriori sei mesi della cassa, per una platea di 1.230 dipendenti di terra e 570 di volo.

(di Enrica Piovan/ANSA)

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08:07Svezia: esplosione a Malmo, arrestati due sospetti

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08:04Mo: attentato contro rabbino, uccisi 2 palestinesi

(ANSA) - TEL AVIV, 18 GEN - Al termine di un prolungato scontro a fuoco l'esercito israeliano ha ucciso la scorsa notte a Jenin (Cisgiordania) due palestinesi responsabili, secondo la versione ufficiale, della uccisione di un rabbino avvenuta una settimana fa. Uno di essi era figlio di un dirigente di Hamas. Lo riferisce la radio militare secondo cui altri membri della stessa cellula sono stati arrestati. Feriti due militari israeliani, uno dei quali versa in condizioni gravi.La radio militare ha precisato che nell' operazione un'unità di elite israeliana ha localizzato i ricercati in un edificio ed ha ingaggiato uno scontro a fuoco. Ma presto è stata circondata da centinaia di abitanti del rione che hanno scagliato contro i militari sassi ed altri oggetti. Di conseguenza altre unità dell'esercito hanno fatto ingresso a Jenin. L' operazione si è conclusa con la demolizione dell' edificio dove si nascondevano i ricercati palestinesi.

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