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Una delegazione del M5s assisterà alle manifestazioni per la commemorazione della morte del presidente Chavez

Pubblicato il 03 marzo 2017 da redazione

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M5S vuole sbarcare in Sud America: “Siamo forza di governo”

Pubblicato il 01 marzo 2017 da redazione

M5s punta alle elezioni e ragiona sulla squadra di governo

ROMA – Prima sono state Europa, Russia e Israele. Ora è il turno dell’America del Sud, quella parte del mondo più legata all’Italia grazie alle comunità di emigranti che vi sono radicate. L’obiettivo della delegazione del M5s che ha iniziato una tournèe in questa parte del mondo è quello di ‘presentare’ all’America Latina la propria storia politica, una storia che gli italiani del sud-america conoscono molto bene.

La tournèe dei “cinquestelle” è iniziata in Argentina. Per la delegazione dei parlamentari, composta da Manlio Di Stefano, Ornella Bortolotta e Vito Petrocelli, sono previsti incontri con i rappresentanti del governo Macrì. Incontri con esponenti del governo, e probabilmente anche del Psuv e dell’Opposizione, sono previsti anche in Venezuela. Nell’agenda degli esponenti del “Movimento 5 Stelle” è in programma anche la partecipazione alla ricorrenza della scomparsa del presidente Hugo Chàvez, forse la più importante assieme a quella del fallito “Golpe” del 1989.

Dal “lancio” dell’agenzia Ansa si apprende che “in valigia i pentastellati porteranno un ‘mini-report’ in lingua spagnola – con tanto di foto e frasi di Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo – che racconta la storia del Movimento, dalla sua nascita ai successi alle amministrative di Roma e Torino”.

La commemorazione della morte dell’estinto presidente Chàvez permetterà alla delegazione dei deputati del M5s d’incontrare delegazioni e rappresentanti governativi dell’America Latina che si recheranno a Caracas. Anche quelli dell’Ecuador ai quali Beppe Grillo, non molto tempo fa, tesseva le lodi via blog definendo quello equatoriano un modello da seguire. Si spera, comunque, che nonostante i tanti impegni ufficiali che sicuramente li terranno occupati, i pentastellati riescano a trovare tempo non osservare la realtà del Paese che oggi attraversa una profonda crisi economica e sociale che si manifesta attraverso le file davanti ai supermarket, la disperazione per la mancanza di medicine e le tante famiglie raccogliendo alimenti nei bidoni della spazzatura.

Nel caso della nostra Comunità, nell’incremento della richiesta di aiuto al Consolato. Sono sempre più, infatti, le famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese con la misera pensione, che hanno bisogno di medicine irreperibili in Venezuela o che devono sottoporsi a interventi chirurgici i cui costi sono proibitivi. E magari anche per incontrare la nostra comunità, così come fecero il Sottosegretario Mario Giro, il deputato Fabio Porta e il Senatore Claudio Micheloni e, più di recente, il Senatore Pier ferdinando Casini promotore della mozione approvata qualche settimana fa dal Parlamento

– Vogliamo presentare il M5S così com’è a una realtà molto importante per l’Italia, qual è l’America Latina – ha spiegato Manlio partito per Buenos Aires assieme ad altri parlamentari -. E raccontare il lavoro che abbiamo fatto finora. Insomma, ci presentiamo come forza di governo nell’interesse di tutti gli italiani.

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Renzi, da rottamatore a rottamato

Pubblicato il 09 dicembre 2016 da Luca Marfé

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi con il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan (D)
ANSA/GIUSEPPE LAMI
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Mille giorni fa Renzi si era presentato al cospetto degli italiani nelle vesti di “rottamatore”.
Tre anni dopo, con un’evoluzione (involuzione) micidiale delle ultime settimane che lo hanno traghettato dritto dritto al disastro del referendum costituzionale, la gente lo ha inquadrato in chiave opposta a tutte quelle che erano esigenze e speranze di rinnovamento.
Un volto, una claque, un atteggiamento che hanno riesumato tanto del peggio della Prima Repubblica.
Ma il distacco che si è materializzato tra il Partito Democratico e gli elettori assume dei connotati ancor più precisi in queste convulse ore di consultazioni.
Padoan, Gentiloni, Franceschini.
Tre nomi che nulla hanno a che vedere con i desideri e soprattutto con i voti dei cittadini.
Non commento e non amo i 5 Stelle, ma almeno loro qualche “mi piace” in rete lo hanno preso.
O si riallaccia il legame con la base, per far sì che si senta davvero rappresentata, o Grillo e compagnia vinceranno a mani basse. Ma vinceranno per davvero, con percentuali mostruose. Inutile scannarsi dunque sulla nuova legge elettorale.
Una grossa fetta del risultato delle prossime elezioni politiche passa per il nome del successore di Renzi.
Speriamo non arrivi il pupazzo o il pupazzo del pupazzo.
O sarà l’ennesimo regalo a quella che ci ostiniamo a chiamare “anti-politica”, quando in realtà il senso della politica, quella vera, lo abbiamo perso noi.

Luca Marfé

Twitter: @marfeluca – Instagram: @lucamarfe

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Grasso, avanti la legge sui partiti assieme alle riforme

Pubblicato il 17 maggio 2016 da redazione

Il presidente del Senato, Pietro Grasso.

Il presidente del Senato, Pietro Grasso.

ROMA. – La vicenda Pizzarotti piomba sulla legge sui partiti, in discussione alla Commissione Affari costituzionali della Camera, dove oggi inizia il voto degli emendamenti. E proprio sulla necessità di portare avanti questa legge “all’unisono” con le riforme costituzionali e quella elettorale, ha insistito il presidente del Senato, Pietro Grasso, come già aveva fatto in precedenti occasioni.

Le sanzioni di M5s contro Pizzarotti, arrivano mentre la Commissione Affari costituzionali della Camera sta discutendo anche del tema delle vita democratica interna di partiti e movimenti. In commissione sono state presentate varie proposte di legge, tra cui una del Pd che obbliga partiti e movimenti ad avere uno statuto, pena l’esclusione dalle elezioni. Approccio contestato da M5s che non ha uno statuto.

Il relatore Matteo Richetti (Pd) ha presentato un testo unificato che prevede due vie: per i partiti che vogliono usufruire dei benefici fiscali ci sono obblighi maggiori, mentre per i movimenti che vi rinunciano (come M5s) gli oneri sono minori. Ma, come ha osservato Pino Pisicchio, presidente del gruppo misto, la vicenda Pizzarotti pone il problema della democrazia interna a partiti e movimenti.

Mentre i partiti come il Pd o Fi hanno un codice etico noto, con sanzioni definite ed erogate da un organo diverso da quello di direzione politica, M5s non ha nulla di tutto ciò, con conseguenti minori garanzie per i suoi iscritti o militanti, come Pizzarotti.

M5s ha presentato degli emendamenti che eliminano dal testo di Richetti l’obbligo per partiti e movimenti del “metodo democratico” nella “vita interna”. Ma Richetti non prevede sanzioni se il M5s o altri movimenti non adempiono a questo obbligo.

Altri partiti (Sel, Lega, gli ex M5s) hanno presentato emendamenti – subito ribattezzati “salva Pizzarotti” – che giungono ad escludere dalle elezioni i movimenti che non hanno un organo disciplinare o di controllo diverso da quello esecutivo (nel caso di M5s dal Direttorio).

Oggi si votano gli emendamenti e si prevede un confronto duro. Non a caso Davide Ermini ha detto che M5s “è allergico alla democrazia”, visti i suoi emendamenti. Grasso, ricordando Pietro Scoppola, ha detto che “è vitale” fare procedere la legge sui partiti di attuazione dell’articolo 49 della Costituzione “all’unisono con la revisione istituzionale per garantire la realizzazione del ‘metodo democratico’ espressamente voluto dalla Costituzione”.

Come ha spiegato in altri frangenti, il corollario della legge maggioritaria e del fatto che la sola Camera è eletta a suffragio universale, è costituito dall’assicurazione della vita democratica interna dei partiti. “Sono convinto – ha aggiunto Grasso – che l’attuazione di questa norma sia anche la premessa necessaria a rafforzare la legittimazione etica dei Partiti e la loro capacità di selezionare la classe dirigente, in modo da prevenire la grave questione morale che oggi colpisce trasversalmente la politica italiana”.

(di Giovanni Innamorati/ANSA)

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00:15Calcio: Juric, con il Chievo la sfida più importante

(ANSA) - ROMA, 23 APR - "Non sono dispiaciuto della prestazione dei ragazzi. Sono consapevole del divario, la Juve ci ha punito alla prima occasione ma la squadra ha fatto il massimo e non ho nulla da rimproverare". Ivan Juric guarda già oltre il 4-0 incassato sul campo della Juventus. Il Genoa è atteso dalla partita con il Chievo, fondamentale: "Sì, ora noi abbiamo cinque finali, dobbiamo essere tutti uniti per conquistare la salvezza perche sarà durissimo. Ho pensato a questo nei cambi di Laxalt e Burdisso". "Ora avremo tre partite in casa su cinque e dobbiamo fare il massimo numero di punti possibili - conclude l'allenatore - La classifica non ci dà garanzie. Contro il Chievo sarà una delle partite più importanti della storia recente del Genoa, dovremo vincere a tutti i costi: l'ambiente dovrà essere molto unito".

23:50Calcio: Allegri, per scudetto non è ancora fatta

(ANSA) - ROMA, 23 APR - "Avevamo tre partite da vincere: Pescara, Empoli e Genoa. I ragazzi sono stati bravi a vincerle. Non era facile contro il Genoa che ha fatto bene con la Lazio e ha cambiato l'allenatore, poi dopo la Champions poteva esserci un calo fisico e mentale. Invece i ragazzi sono stati molto bravi". Massimiliano Allegri, nel corso del programma 'Serie A live', loda la Juventus dopo il 4-0 al Genoa. Lo scudetto, però, ancora non se lo sente in tasca: "No, però ora ci mancano otto punti perché la Roma può arrivare a 90 e ci mancano 5 partite. Non dimentichiamoci che abbiamo ancora lo scontro diretto, senza la matematica non si può parlare di Scudetto". Una vittoria che rende più tranquillo l'avvicinamento alle semifinali di Champions: "Ora avremo qualche giorno per preparare la trasferta di Bergamo e poi quella di Monaco. Ho la possibilità di cambiare molti giocatori per avere sempre energie fresche. C'è molto entusiasmo, ma dobbiamo pensare a una gara alla volta perché per il momento non abbiamo vinto niente".

23:44Portavoce Merkel, auguri a Macron

(ANSA) - BERLINO, 23 APR - "Bene che Emmanuel Macron con il suo corso per una forte Europa e un'economia sociale di mercato abbia avuto successo. Auguri per le prossime due settimane". È quello che ha twittato Steffen Seibert, portavoce di Angela Merkel, commentando il primo risultato delle elezioni francesi.

23:38Macron, ‘sarò presidente contro i nazionalismi’

(ANSA) - ROMA, 23 APR - "Spero tra 15 giorni di diventare presidente del popolo francese, dei patrioti, per farla finita con tutti i nazionalismi": lo ha detto Emmanuel Macron, vincitore del primo turno alle presidenziali francesi. Voglio andare oltre" i risultati di stasera "e unire tutti i francesi". Lo ha detto il leader di En Marche! Emmanuel Macron davanti ai suoi sostenitori in festa. "Porterò avanti l'esigenza di ottimismo e la speranza che noi vogliamo per il nostro Paese e per l'Europa", ha aggiunto. 'Oggi domenica 23 aprile il popolo francese si è espresso. Nel momento in cui il nostro paese attraversa un periodo inedito della nostra storia, colpita dal terrorismo e dalle sofferenze economiche ha risposto nel più bello dei modi, andando a votare massicciamente e ha deciso di mettermi in testa al primo turno", ha detto ancora Macron che parlava con alla spalle la bandiera francese e quella europea.

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(ANSA) - ROMA, 23 APR - Un gol di Leo Messi al 47' della ripresa ha deciso il 'Clasico' e decretato il successo del Barcellona sul terreno del Real Madrid. I catalani hanno così momentaneamente agganciato la squadra allenata da Zidane in vetta alla Liga, con 75 punti, ma il Real deve recuperare una partita. Al Santiago Bernabeu i padroni di casa sono passati per primi in vantaggio con la rete di Casemiro al 28', pareggiata appena cinque minuti dopo dal solito Messi, su assist di Rakitic. Il quale, al 28' della ripresa, ha portato il Barcellona in vantaggio con un sinistro preciso da fuori area. Al 32' il Real è rimasto in 10 per l'espulsione di Sergio Ramos, intervenuto fallosamente su Messi. Ma è riuscito comunque ad agguantare il pareggio al 40' con la rete di Jaimes Rodriguez. Il 2-2 poteva stare bene al Real, non al Barcellona che ha continuato ad attaccare, fino ad essere premiato dall'ennesima magia della 'Pulce'.

21:51Le Pen, ‘io la grande alternativa. Macron erede Hollande’

(ANSA) - HENIN-BEAUMONT, 23 APR - "Io vi propongo l'alternanza fondamentale che fondi un'altra politica. Questo non accadrà con l'erede di François Hollande e del suo quinquennato catastrofico". Lo ha detto Marine Le Pen ai militanti nel suo quartier generale, senza tuttavia nominare il suo avversario al secondo turno, Emmanuel Macron. "Mi avete portato al secondo turno delle presidenziali. Ne sono onorata con umiltà e riconoscenza. Vorrei esprimere a voi elettori patrioti la mia più profonda gratitudine. E' un risultato storico, un atto di fierezza di un popolo che solleva la testa, che confida nel futuro", ha aggiunto.

21:40Francia: Fillon si schiera con Macron, ‘fermare Le Pen’

(ANSA) - PARIGI, 23 APR - Francois Fillon riconosce la sconfitta e invita gli elettori a votare per Emmanuel Macron contro Marine Le Pen. "L'estremismo porta solo disgrazie e divisioni", ha detto. "Non sono riuscito a convincervi - ha detto Fillon davanti ai suoi - al momento giusto la verità su queste elezioni sarà scritta. E' una mia sconfitta, io solo ne debbo portare il peso. Alle legislative potranno far sentire la voce del centro e della destra, per questo vi chiedo di restare uniti e determinati". "In attesa - ha continuato - dobbiamo scegliere chi è preferibile, l'astensione non fa parte dei miei geni, soprattutto quando c'è un partito estremista, conosciuto per la sua violenza e l'intolleranza. Il suo programma porterebbe il paese al fallimento, aggiungerebbe caos europeo. Non c'è altra scelta che votare per Emmanuel Macron".

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