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Mattarella: “I Comuni sono il tessuto connettivo della Repubblica”

Pubblicato il 11 ottobre 2017 da redazione

Il Presidente Sergio Mattarella in occasione della 34esima assemblea annuale dell’Anci sul tema: “#cittàpuntozero. Immagina il domani, governa l’oggi”. (Foto Ufficio Stampa Quirinale)

 

 

VICENZA. – Per la terza volta consecutiva il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha tenuto ad essere presente all’Assemblea dei Sindaci, una vicinanza ormai collaudata che a Vicenza è stata accolta con estremo favore dai primi cittadini italiani, a cominciare dal presidente dell’Anci Antonio Decaro. Non a caso il Presidente della Repubblica ha riconosciuto in un passo del suo intervento “come oggi gli ottomila Comuni siano il tessuto connettivo della nostra Repubblica”. Perché “dal più grande al più piccolo hanno tutti la medesima dignità. Rappresentano, nel loro insieme, le differenti esperienze presenti nel Paese e la vocazione all’unità”.

Anche per questo al termine del suo intervento Decaro ha fatto dono a Mattarella di una fascia tricolore, un gesto simbolico sostenuto da un grande applauso dai tanti sindaci e amministratori, circa 1.200, presenti nella grande sala della Fiera di Vicenza. Mattarella in qualche modo ha voluto anche mettere sul chi va là dai rischi della divisione: “la molteplicità delle nostre realtà comunali – ha osservato – non è frammentazione. Se i divari crescessero fino a provocare fratture, l’Italia – e ogni sua regione – smarrirebbe la propria identità e la qualità, che tutto il mondo ammira”.

Il pensiero del Capo dello Stato è andato anche ai tanti piccoli comuni sparsi su tutto lo Stivale e alla recente legge che ha sancito un primo segnale di riconoscimento. “Da poco è stata approvata, con un’ampia maggioranza parlamentare, la legge sui Piccoli Comuni. Un passo significativo verso uno sviluppo più inclusivo e sostenibile”, ha segnalato.

In altro passo del suo intervento ha toccato il sistema delle autonomie locali, “a partire dalle Città metropolitane e dalle Province”, perché “è fondamentale che i cittadini avvertano queste istituzioni locali come proprie e non come burocratiche sovrastrutture”.

Poi con un assist ben calibrato, assai gradito dai Sindaci, il Capo dello Stato ha esortato a mettere a punto “programmi mirati, investimenti ben selezionati. Più investimenti di quanto non abbiano consentito in questi anni i limiti di bilancio a causa di una crisi economico-finanziaria, di eccezionale gravità e durata, dalla quale siamo finalmente usciti”.

Soddisfatto ed emozionato Decaro, che però non ha dimenticato di rilanciare la palla in direzione di Palazzo Chigi per trovare una soluzione alle tante partite ancora aperte. “Il governo deve aiutarci a bandire dal vocabolario la parola emergenza e a sostituirla con le parole prevenzione, regole, difesa del territorio, sicurezza, legalità, ricostruzione, comunità”, ha esortato. Per questa ragione a suo dire “serve un confronto permanente con il Governo, anche duro”.

E infatti a breve, ha annunciato, “sarà istituito un tavolo, da noi richiesto, per parlare di fondi ma non solo. Serve una nuova architettura istituzionale che tenga insieme le Città metropolitane e le Province. Enti che faticano ad assolvere alle loro funzioni fondamentali per via della carenza di risorse”. Un tema sentito, soprattutto alla luce “dei 9 miliardi di euro sottratti alle casse dei Municipi negli ultimi 7 anni”.

(dell’inviato Paolo Teodori/ANSA)

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Quirinale: da Mattarella Renzi e ministri per Cons. Europeo

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Legge elettorale: Gentiloni asseconda la fiducia, via libera del Quirinale

Pubblicato il 10 ottobre 2017 da ansa

fiducia

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella con Matteo Renzi e Paolo Gentiloni, ANSA/ UFFICIO STAMPA QUIRINALE – PAOLO GIANDOTTI

 

ROMA. – Nè proposta nè subita. A Palazzo Chigi raccontano così l’atteggiamento del premier Paolo Gentiloni rispetto al pressing del Pd per porre la fiducia sul Rosatellum. Il presidente del Consiglio, dopo una valutazione durata alcuni giorni, e condivisa con Matteo Renzi ma soprattutto con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha deciso di accogliere la richiesta della maggioranza perchè, come ha spiegato in consiglio dei ministri, serve a “facilitare” il percorso di una riforma a fine legislatura che altrimenti rischia di non vedere la luce.

Una posizione condivisa dai ministri Minniti, Martina, Franceschini e Lotti ma non, a quanto si apprende, da Andrea Orlando che si è detto “perplesso” pur autorizzando la fiducia. Da giorni la fiducia era un’ipotesi ma Gentiloni non aveva ancora deciso.

Come aveva spiegato infatti nel suo discorso di insediamento alle Camere, il 13 dicembre scorso, a suo avviso il governo non è “attore protagonista” sulla riforma del voto. Ma è anche vero, aggiunse già allora, che il suo compito è “accompagnare, facilitare e sollecitare il confronto” per una legge necessaria. A maggior ragione, si è convinto il premier ascoltando le ragioni del Pd, urgente visto che la legislatura è agli sgoccioli.

E, se anche il Rosatellum cadesse in Aula, il governo dovrebbe fare in extremis, per decreto, dei ritocchi al Consultellum. Quindi è giusto che il governo “aderisca” alla richiesta della maggioranza, ha chiarito il premier ai ministri.

Il Guardasigilli Andrea Orlando si sarebbe detto invece “perplesso” invitando a tenere aperto il dialogo con Mdp. Ma la sua posizione è stata isolata e ha trovato invece il pieno sostegno di Minniti, Martina e Lotti alla fiducia.

Decisivo nella decisione di Palazzo Chigi è stato il sostanziale via libera del Quirinale. Il Capo dello Stato, pur non dando giudizi di merito, è consapevole che il Rosatellum è l’ultima chance e se non passasse si andrebbe a votare con i sistemi usciti dalla Consulta con problemi soprattutto per il Senato.

Non secondario nelle valutazioni di Mattarella, e anche di Gentiloni, il fatto che la fiducia non sia messa su una legge da approvare a colpi di maggioranza, come avvenne per l’Italicum, e che l’accordo trova favorevoli pezzi importanti dell’opposizione come Fi e Lega. Una presa di posizione – bene impegno per riforma elettorale ma nessuna valutazione politica – che ha anche l’obiettivo di lanciare un “warning” a quanti tirano Mattarella per la giacchetta affinchè intervenga sulle dinamiche politiche in vista delle barricate che M5S e Mdp annunciano in aula e nelle piazze.

La decisione di blindare la legge elettorale potrebbe però portare ad altre novità nei prossimi giorni o dopo l’ok alla manovra: anche se nulla è stato deciso, il governo potrebbe decidere di porre la fiducia sullo ius soli per bilanciare quella che negli ex alleati di sinistra è stata avvertita come una forzatura istituzionale.

(di Cristina Ferrulli/ANSA)

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Mattarella: “La cultura antidoto alle tensioni e aiuta alla crescita”

Pubblicato il 02 ottobre 2017 da ansa

Il Presidente Sergio Mattarella alla cerimonia di inaugurazione dell’Anno accademico 2017/2018 dell’Università degli Studi di Cagliari (Foto Ufficio Stampa Quirinale)

 

 

CAGLIARI. – La cultura come strumento per capire le tensioni e le difficoltà di cui il mondo è pieno, come soccorso per favorire il dialogo e soluzioni condivise, come veicolo di libertà. E’ il cuore dell’intervento del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, all’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università di Cagliari.

“Poche parole perché oggi protagonisti sono i docenti, gli studenti e il personale amministrativo”, esordisce il capo dello Stato, che ringrazia la rettrice Maria Del Zompo “per l’occasione che mi ha dato invitandomi qui”. Otto minuti interamente a braccio per manifestare “la riconoscenza del nostro Paese ai rettori e ai docenti delle università per il contributo di elaborazione culturale che esprimono costantemente. Abbiamo bisogno della loro attività”.

Ma soprattutto, afferma Mattarella, “abbiamo un bisogno grande di cultura in questa stagione di tensioni e pericoli”. E’ fondamentale per “esaminare i problemi che ci sono alla base”.

Mattarella arriva in Rettorato intorno alle 11. Nessuna dichiarazione all’ingresso. Il presidente ascolta e prende la parola dopo la professoressa Del Zompo, il presidente del Consiglio degli studenti e la senatrice a vita Elena Cattaneo. “Ringrazio il presidente del Consiglio degli studenti, sono state formulate proposte, espresse esigenze che registro con attenzione – dichiara Mattarella – mi limito a riprendere uno dei tanti punti che meriterebbero di essere ripresi, quello che riguarda le ragazze e i ragazzi che a causa di difficoltà economiche non possono frequentare gli studi universitari”.

Ebbene, “quando si verifica uno solo di questi casi tutto il tessuto nazionale ne è ferito”. La cultura, infatti, “è veicolo di libertà – aggiunge Mattarella – di quella libertà che costituisce un bene indivisibile”. Una libertà che “è tale solo se si realizza assieme a quella degli altri che sono attorno a noi, questo vale per le persone, i territori, gli Stati e in qualunque dimensione, perché solo insieme la comunità internazionale può ottenere risultati positivi per tutti noi”.

Ancora ringraziamenti al mondo universitario e gli auguri, prima della considerazione finale. Da leggere come un auspicio: “Il supporto alla cultura è ciò che consentirà al nostro Paese una prospettiva di crescita che è quella che desideriamo”.

Poi il pranzo in Prefettura e il trasferimento in aereo a Oristano. Nella vicina Ghilarza, Mattarella visita la Casa Museo di Antonio Gramsci, a 80 anni dalla morte del grande pensatore sardo, quindi partecipa alla presentazione dell’ottavo volume degli scritti di Gramsci, all’Auditorium.

Nessun discorso ufficiale e nessuna dichiarazione alla stampa che ha cercato di sollecitarlo sulla sua visita in Sardegna, ma alla fine solo tante strette di mano e qualche foto tra la gente.

(di Roberto Murgia/ANSA)

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Mattarella: “La storia più forte dei populismi. Al via cantiere Ue”

Pubblicato il 27 settembre 2017 da ansa

Mattarella

Helsinki 27/09/2017
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella in Visita di Stato accolto dal Presidente della Repubblica di Finlandia, Sauli Niinistö (Foto Ufficio Stampa Quirinale)

HELSINKI.- La parola d’ordine è “insieme”. Si riapre il cantiere europeo e si tenta di ripercorrere l’unica strada possibile, quella delle riforme e dell’ulteriore integrazione comunitaria. L’unica che può “fare storia” e battere con i fatti le pulsioni che alimentano il populismo.

Sergio Mattarella è ottimista sul futuro dell’Europa, nonostante i controversi risultati elettorali in Germania. E da Helsinki fa suo il tema con cui la Finlandia sta celebrando il centenario della sua indipendenza: “insieme”, in nome della coesione nazionale.

Non solo uno slogan per il presidente della Repubblica che ai giornalisti spiega come questo messaggio debba diventare vangelo per le leadership europee oggi più che mai di fronte ad una missione senza ritorno: “Si è aperto nuovamente il cantiere dell’integrazione europea. E’ un percorso impegnativo che ha di fronte delle difficoltà ma che oggi sembra veramente avviato con determinazione. Sono convinto che avverrà positivamente”, assicura dopo un lungo colloquio con il presidente Sauli Niinistö, esponente conservatore espressione di una classe dirigente severa sull’economia ma aperta ad una maggiore integrazione.

Serve insomma “un salto di qualità” perchè i cittadini chiedono all’Europa “un messaggio di fiducia” che si può sintetizzare in “più sicurezza, crescita e coesione sociale”. I due presidenti si guardano bene dal commentare direttamente i risultati elettorali di uno stato membro come la Germania e tantomeno la crescita allarmante del partito di ultradestra Afd.

Ma il pensiero Mattarella è chiaro: “La logica della storia è più forte delle difficoltà contingenti”, scandisce rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano un parere sui populismi europei. “Tutti i Paesi sono chiamati a giocare un ruolo importante”, nel rafforzamento dell’Unione. E la Ue spesso, ha aggiunto citando una frase dell’ex presidente della Commissione Delors, “si è sviluppata attraverso le crisi”.

Non a caso il presidente ha riferito di aver seguito “con grande interesse” il discorso del presidente francese Emmanuel Macron, apprezzandone il cuore del messaggio politico. Ma non solo, l’ottimismo del capo dello Stato sull’ineluttabilità di nuove riforme nella Ue, si regge anche sulle “recenti” parole del presidente della Commissione Juncker e sulle ultime “affermazioni” della cancelliera Merkel che, ha sottolineato Mattarella, ora tornerà al governo della Germania.

“Insieme”, quindi. Avanti tutta a partire da una strettissima collaborazione con Francia, Germania e Spagna. Senza dimenticare che il nodo che più interessa l’Italia, la crisi dei flussi, deve essere sciolto con la collaborazione di tutti. Collaborazione che la piccola Finlandia ha fornito e continuerà a fornire, come ha confermato il presidente Niinistö: “Voglio ringraziare l’Italia per il suo contributo. Abbiamo parlato di migrazioni e delle pressioni sul Mediterraneo dove l’Italia è rimasta molto sola, accogliendo flussi importanti”, ha spiegato.

Da parte sua Mattarella ha ringraziato la Finlandia per aver accolto la sua intera quota di ricollocamenti. Che per la verità sembrano pochi anche in relazione alla piccola popolazione dello stato scandinavo: sono 779 provenienti dall’Italia. Anche qui a Helsinki non manca un capitolo dedicato alla situazione libica: bisogna “garantire ai campi in Libia una condizione civile e dignitosa e l’Italia sta facendo la sua parte”, ma serve l’impegno di tutti, a partire dalle Nazioni Unite e delle sue Agenzie.

Insomma, la ricostruzione politica della Libia è anche “necessaria per stroncare l’inumano traffico di essere umani nel Mediterraneo, un traffico che contrasta con le coscienze” dell’intero pianeta.

(Dell’inviato Fabrizio Finzi/ANSA)

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Renzi, da rottamatore a rottamato

Pubblicato il 09 dicembre 2016 da Luca Marfé

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi con il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan (D)
ANSA/GIUSEPPE LAMI
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Mille giorni fa Renzi si era presentato al cospetto degli italiani nelle vesti di “rottamatore”.
Tre anni dopo, con un’evoluzione (involuzione) micidiale delle ultime settimane che lo hanno traghettato dritto dritto al disastro del referendum costituzionale, la gente lo ha inquadrato in chiave opposta a tutte quelle che erano esigenze e speranze di rinnovamento.
Un volto, una claque, un atteggiamento che hanno riesumato tanto del peggio della Prima Repubblica.
Ma il distacco che si è materializzato tra il Partito Democratico e gli elettori assume dei connotati ancor più precisi in queste convulse ore di consultazioni.
Padoan, Gentiloni, Franceschini.
Tre nomi che nulla hanno a che vedere con i desideri e soprattutto con i voti dei cittadini.
Non commento e non amo i 5 Stelle, ma almeno loro qualche “mi piace” in rete lo hanno preso.
O si riallaccia il legame con la base, per far sì che si senta davvero rappresentata, o Grillo e compagnia vinceranno a mani basse. Ma vinceranno per davvero, con percentuali mostruose. Inutile scannarsi dunque sulla nuova legge elettorale.
Una grossa fetta del risultato delle prossime elezioni politiche passa per il nome del successore di Renzi.
Speriamo non arrivi il pupazzo o il pupazzo del pupazzo.
O sarà l’ennesimo regalo a quella che ci ostiniamo a chiamare “anti-politica”, quando in realtà il senso della politica, quella vera, lo abbiamo perso noi.

Luca Marfé

Twitter: @marfeluca – Instagram: @lucamarfe

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Mattarella, pace e libertà non si ottengono con le barriere

Pubblicato il 25 maggio 2016 da redazione

mattarella

ASIAGO (VICENZA). – Il progresso e le conquiste civili possono essere mantenute dall’Europa solo garantendo la pace, “non alzando le barriere”, e anteponendo “gli ideali alla ricerca, effimera, del consenso ad ogni costo”. Perchè il rischio è quello di chiudersi “nei recinti di malintesi interessi nazionali”.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella sceglie la giornata della sua visita ad Asiago, in occasione delle commemorazioni del centenario della Grande Guerra, per lanciare un monito ai Governi a non disperdere l’eredità più preziosa avuta in dote dall’Europa dopo il disastro di due immani conflitti.

“Sono state le intese, le alleanze non aggressive, le unioni sovranazionali – scandisce il Capo dello Stato – e non le chiusure e le barriere a garantire al nostro Paese e agli altri la libertà e il benessere”.

Poi getta lo sguardo verso i boschi e i prati di queste montagne che hanno visto 230mila morti (150mila gli italiani), e sottolinea che “raccogliere il grido silenzioso che sale dai tanti cimiteri militari sparsi sull’Altopiano di Asiago, significa rispettare il sangue versato dai caduti su entrambi i fronti di guerra e le sofferenze, gli affanni e i patimenti di quanti rimasero in vita in un ambiente distrutto”.

Parole meditate e pesanti quelle di Mattarella, per ricordare i cent’anni dell’avvio di un conflitto che tra queste valli chiamò al sacrificio decine di migliaia di giovani soldati italiani provenienti da ogni dove, compresa la sua Sicilia.

Il Capo dello Stato ha ricevuto subito, al suo arrivo all’aeroporto asiaghese, il primo abbraccio alla comunità locale (“presidente si ricordi del lavoro per i giovani” grida qualcuno). E’ stata la prima tappa di un viaggio tanto breve quanto intenso nel significato.

Dopo aver deposto una corona d’alloro al Sacrario militare del Leiten, che custodisce 55mila mila resti di soldati, italiani e austroungarici, Mattarella, accompagnato dal ministro della Difesa Roberta Pinotti e dal presidente del Veneto Luca Zaia, ha incontrato il popolo di queste terre le cui ferite sono tutt’altro che rimarginate.

La Grande Guerra spazzò via il 95% delle case dell’Altopiano. “La guerra, ogni guerra – ha sottolineato Mattarella, dal palco di Piazza Carli -, è un moltiplicatore di lutti e sofferenze. E’ stata la pace e non la guerra ad assicurare stabilità e progresso, è stato il dialogo non lo scontro a permettere le grandi conquiste civili ed economiche di questi 70 anni”.

Poi il monito del Capo dello Stato ai Governi e alle classi dirigenti del vecchio continente, per “anteporre ideali e visione alla ricerca, effimera, del consenso a ogni costo, ottenuto a volte con grossolane semplificazioni e con demagogia”.

“Il momento, per l’Europa e per il mondo intero – ha ammonito il presidente – non è facile. C’è il rischio concreto che forze disgregatrici, minacce terroristiche, crisi economiche, flussi migratori, facciano fare pericolosi balzi all’indietro”.

Concetti che prima aveva espresso il ministro Pinotti: “l’Europa è stata pensata e scelta per superare le guerre, non possiamo tornare indietro. Oggi tutto è cambiato rispetto alla Prima Guerra mondiale, ma proprio per questo sarebbe drammaticamente ironico se proprio tra Italia e Austria, un secolo dopo gli eventi che oggi ricordiamo, si concretizzassero nuovi tipi di fratture, si materializzassero sinistri simboli, nuovi e antichi, come muri e barriere a promuovere differenze”.

“L’anniversario della Grande Guerra – ha detto da parte sua il presidente del Veneto, Luca Zaia – non poteva non avere una tappa come questa. Un profondo ricordo di uno scenario cruento. E’ giusto rendere onore alle migliaia di militari deceduti su entrambi i fronti, ma anche ai civili e ai sopravvissuti che hanno patito la tragedia del conflitto”.

Infine Mattarella è salito in elicottero fino alla cima del Monte Lozze, a duemila metri di quota, per rendere omaggio con una corona di fiori ai caduti di questo caposaldo e ai 28mila morti dell’Ortigara, il “Calvario degli Alpini”.

(dell’inviato Vincenzo Beni/ANSA)

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Mattarella difende l’Europa, anacronista volerla dividere

Pubblicato il 10 maggio 2016 da redazione

festa europa

ROMA. – Nel giorno della Festa dell’Europa, da Roma è arrivato un messaggio di rilancio del progetto comunitario, sempre più indebolito dalle spinte nazionaliste sull’onda della persistente stagnazione economica, dell’emergenza migratoria e del terrorismo.

Da Mattarella a Mogherini, da Napolitano a Gozi, il comun denominatore è la consapevolezza che la crisi dell’Europa è vicina ad un punto di non ritorno, ma allo stesso tempo non c’è alternativa all’integrazione, per affrontare al meglio le sfide interne ed esterne.

Il capo dello Stato ha insistito sulla necessità di “difendere l’Europa ed i suoi valori dalle tendenze che, anacronisticamente, cercano di disgregarla facendo leva su irrazionali paure ed incertezze”. La ricetta è “più integrazione”, puntando sui giovani che “con le loro esperienze formative nei Paesi membri gettano le basi per l’Europa del futuro”.

Anche l’Alto Rappresentante per la politica estera Ue ha scelto Roma per celebrare questa giornata, che ricorda la storica dichiarazione del ministro degli Esteri francese Robert Schuman, nel 1950, su una nuova forma di cooperazione politica che avrebbe posto fine alle guerre tra le nazioni.

“Per la prima volta l’Europa deve fronteggiare una minaccia esistenziale che viene dal suo interno”, ha avvertito Federica Mogherini, che incontrando gli studenti ha puntato il dito contro gli “europeisti part-time capaci di chiedere aiuto ma non di offrirlo quando necessario” e che vogliono “costruire muri invece di abbatterli”.
L’Europa – ha assicurato – ha tutti gli strumenti per sconfiggere il terrorismo e gestire l’immigrazione, e nonostante tutti i problemi “è ancora la sola storia di integrazione regionale di successo, il più ricco continente del mondo” ed anche il più libero.

Fare da soli non è più possibile in un mondo globalizzato, ha sottolineato il presidente emerito Giorgio Napolitano: “Neanche la Germania può farcela” e bisogna quindi venir fuori da questo “esaurimento nervoso”, facendo tesoro dei “grandi traguardi nella costruzione europea” ottenuti in questi 60 anni e “che non sono stati valorizzati abbastanza” dalle classi dirigenti nazionali.

Le celebrazioni romane per la Festa dell’Europa sono iniziate al Campidoglio, dove Mogherini, il sottosegretario agli Affari Europei Sandro Gozi ed il commissario di Roma Francesco Tronca hanno consegnato simbolicamente le bandiere dell’Italia e dell’Ue a 1500 alunni delle scuole elementari.

“Il Campidoglio è sempre stato un luogo di supereroi della storia e l’Europa è un po’ un supereroe”, ha affermato Gozi, invitando a “ritrovare il senso della parola solidarietà, un principio giuridico presente nei Trattati, per avviare il rilancio dell’Europa”.

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10:58Calcio: Allegri, ‘cuore e sacrificio, ragazzi Juve speciali’

(ANSA) - TORINO, 23 OTT - "Voglia di sacrificarsi e tanto cuore". Questi gli ingredienti della goleada bianconera contro l'Udinese secondo Massimiliano Allegri. "Questi ragazzi sono speciali - prosegue l'allenatore bianconero nel consueto 'cinguettio' post partita -, continuiamo su questa strada". La Juventus, tornata alla vittoria dopo il pari di Bergamo e il ko casalingo con la Lazio, prepara ora il turno infrasettimanale, mercoledì contro la Spal all'Allianz Stadium.

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10:47Arabia Saudita: Ministero Esteri nega contatti con Israele

(ANSA) - ROMA, 23 OTT - Il ministero degli Esteri dell'Arabia Saudita ha negato che nelle ultime settimane rappresentanti ufficiali del governo saudita si siano recati in Israele. Secondo quanto riportato da Al Arabiya English, in un comunicato si legge che le notizie su visite di ufficiali sauditi presso Israele "sono false e non hanno nessuna base di verità". Vengono inoltre invitati i media a verificare con accuratezza ciò che pubblicano. "Nessuna attenzione verrà data a dicerie e notizie con finalità altre ormai note", avrebbe aggiunto una fonte interna al ministero.

10:39Calcio:Nicchi,tempo effettivo gioco forse in futuro, ora no

(ANSA) - ROMA, 23 OTT - ''Non è escluso che si arrivi al tempo effettivo di gioco, ma ora no''. Il presidente dell'associazione italiana arbitri, Marcello Nicchi, apre al 'cronometro in campo' anche se solo in futuro: ''Oggi non serve il cronometrista per il tempo effettivo - aggiunge Nicchi ai microfoni di Radio Anch'io lo sport - può darsi in futuro. C'e' anche un problema di risorse. Con i primi risultati di questa sperimentazione (la Var, ndr) perdiamo un minuto e mezzo - aggiunge Nicchi - non a vedere il monitor si perde tempo ma con altri episodi''.

10:37A Napoli cadavere extracomunitario,ha colpo pistola in testa

(ANSA) - NAPOLI, 23 OTT - Il cadavere di un cittadino extracomunitario è stato ritrovato in un appartamento di Napoli, in via Giovanni Tappia. Sul corpo dell'uomo, di circa 35-40 anni, è stato individuato un colpo di pistola alla testa. In casa è stata anche trovata la pistola, vicino al corpo. Potrebbe trattarsi di un suicidio ma la Polizia di Stato indaga per non escludere alcuna pista. Ieri sera sono stati i Vigili del Fuoco e gli agenti del commissariato Vicaria-Mercato ad accedere nell'appartamento trovato completamente a soqquadro; il corpo era già in avanzato stato di decomposizione.

10:26Turchia: 859 arresti per terrorismo in una settimana

(ANSA) - ISTANBUL, 23 OTT - Ancora arresti di massa in Turchia con accuse di "terrorismo". Sono 859 le persone finite in manette nell'ultima settimana, secondo un bollettino del ministero degli Interni. La maggior parte (643) sono sospettate di legami con la presunta rete golpista di Fethullah Gulen. Altre 131 sono state arrestate in operazioni contro il Pkk curdo, durante le quali sono anche stati "neutralizzati" 64 militanti, di cui 45 uccisi. Detenuti dall'antiterrorismo anche 69 sospetti affiliati all'Isis e 16 a gruppi illegali di estrema sinistra. Dal tentativo di putsch del 15 luglio 2016, gli arresti per presunti reati di terrorismo in Turchia sono stati più di 50 mila.

10:03Vittima incidente a terra, lui filma e fa la diretta su Fb

(ANSA) - BOLOGNA, 23 OTT - Mentre la vittima di un incidente stradale era a terra, lui con il telefonino si è connesso a Facebook e ha iniziato a trasmettere la diretta dell'agonia, scrivendo: "Chi mi segue chiami aiuto!" e "C'è sangue, speriamo si salvi". E' successo a Riccione (Rimini), dove nella notte tra sabato e domenica è morto in viale Veneto un ragazzo di 24 anni, Simone Ugolini, dopo un schianto in motorino contro un albero. L'autore del video, come riportano quotidiani locali, si chiama Andrea Speziali, ha 29 anni, esperto d'arte e candidato alle ultime elezioni comunali. Sui social è stato bersagliato di critiche e insulti. "Mi hanno detto che avevano già chiamato i soccorsi", ha detto poi - riferisce Il Resto del Carlino - spiegando di essere rimasto "sconvolto, sotto choc" e di aver voluto "far qualcosa per quel giovane a terra". "Mi sono messo a filmarlo e volevo fare una diretta, volevo condividere il mio dolore. Non cercavo lo scoop - ha aggiunto - ora ho capito di aver sbagliato e chiedo scusa a tutti". (ANSA).

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