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Montella riparte dalla Spagna, a Siviglia fino al 2019

Pubblicato il 28 dicembre 2017 da ansa

 

ROMA. – Sono bastate poche ore di febbrili trattative e Vincenzo Montella ha lasciato l’Italia per trasferirsi in Andalusia, approdando in una terra di forti suggestioni e di Flamenco. Fino a 31 giorni fa era il timoniere che avrebbe condotto il Milan nel futuro, e invece eredita la squadra dove, fino a qualche tempo addietro, spadroneggiava Monchi, attuale ds della Roma, la società dove l’Aeroplanino ha mosso i primi passi in panchina e segnato gli ultimi gol. Destini incrociati, bizzarrie del calcio moderno che toglie e dà (panchine) nel giro di qualche mese.

Montella era stato chiamato per riportare il Milan in Champions, nel torneo che invece vivrà in prima persona alla guida della squadra spagnola, già qualificata per gli ottavi. Ha ereditato la panchina dall’argentino Eduardo Berizzo che, poco più di un mese addietro, aveva annunciato di soffrire di cancro alla prostata e che, dopo l’operazione, aveva ripreso per mano la squadra andalusa, senza però riuscire a trasmettere la giusta energia per tornare fra le big della Liga.

I dirigenti, evidentemente non contenti dal rendimento e dai risultati della squadra, hanno sollevato dall’incarico Berizzo e si sono rivolti a Montella, che era legato al Milan da un contratto in scadenza nel 2019. L’Aeroplanino ha dato mandato ai propri legali di trattare con il Milan il proprio ‘disimpegno’, poi è volato in Spagna per firmare un contratto analogo fino al 2019.

Per un anno e mezzo sarà lui a guidare il club che – fra il 2014 e il 2016 – ha vinto tre volte di seguito l’Europa League, abdicando quest’anno a favore del Manchester United, prossimo avversario negli ottavi della Champions. La nuova avventura di Vincenzino Montella partirà sabato, giorno della presentazione e del primo allenamento in lingua spagnola; l’esordio ufficiale in panchina è previsto nella Coppa del Re, il 3 gennario 2018, contro il Cadice.

Nella Liga, Montella guiderà la squadra per la prima volta sabato 6 gennaio (ore 20,45) e sarà un esordio di fuoco: in casa contro i ‘cugini’ del Betis. All’ex tecnico del Milan, la dirigenza andalusa chiedono di risollevare le sorti di una squadra che ha grandi potenzialità – come dimostra la qualificazione per gli ottavi in Champions – ma che ha bisogno di fiducia, ma anche di un gioco fantasioso e frizzante, simile a quello visto nella passata stagione, all’epoca della gestione Sampaoli. Il Siviglia attualmente occupa la quinta posizione, con 29 punti, a -2 dal Real Madrid, che però ha una partita in meno, e a -5 dal Valencia.

A proposito di Madrid, è stato ufficializzato il passaggio del giovane portiere Kepa Arrizabalaga dall’Athletic al club ‘blanco’, disposto a pagare la clausola rescissoria di 20 milioni. Il Barcellona, invece, prepara l’ennesimo assalto al brasiliano Coutinho del Liverpool, il cui trasferimento era sfumato abbastanza clamorosamente proprio l’estate scorsa.

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Crisi Milan, anche i tifosi italo-venezuelani infuriati

Pubblicato il 19 dicembre 2017 da redazione

Milan

Gennaro Gattuso dalla panchina guarda preoccupato il gioco dei suoi a Verona. ANSA/SIMONE VENEZIA


CARACAS – Un attacco che non segna, una difesa vulnerabile e una preoccupante tendenza a sciogliersi alle prime difficoltà. La pesante sconfitta di Verona ha riaperto lo stato di crisi in casa Milan, sempre più lontano dalle posizioni di vertice e con il morale sotto i tacchi dopo il 3-0 del ‘Bentegodi’.

Dopo la straordinaria campagna acquisti i tifosi della nostra serie A sono perplessi, mentre quelli rossoneri sono delusi. Abbiamo chiesto il loro parere a diversi di loro.

Iniziamo con Davide Baldan che ci dice: “Ma io ho una domanda: ‘Fassone e Mirabelli ci fanno o ci sono?’ Hanno dilapidato 250 milioni di Euro causato danni d’immagine inquantificabili e ridicolizzato la fama della societá. Speriamo che il Milan cambi i suoi vertici e di essere rilevati da una proprietá sana con dirigenti capaci”.

Mentre Gabriele Russo, usa poche parole per descrivere la sua amarezza per l’attuale situazione del Milan: “Stimo tanto Gattuso. Ma il problema dei rossoneri non era Montella”.

Sull’onda natalizia Enrico Ambrosetti ci dice: “Alla prossima sconfitta io ai colpevoli direi anche che Babbo Natale gli porta cenere e carbone. Questo Milan, prima di comprare tutti i pacchi, ha dovuto comprare uno dei suoi vecchi fuoriclase nella dirigenza: Ariedo Braida!”.

Dal canto suo Michele Canova commenta: “La vedo molto grigia per il Milan ed è un vero peccato perchè, se non si danno una mossa, rimedieranno una figura terrificante contro il Ludogorets in Europa League. L’unica buona notizia è che c’è del tempo sino al 15 di febbraio.

Mentre in campionato la situazione è ormai pressochè pregiudicata; la Roma è a 14 punti e la Lazio a 9, entrambe hanno una gara in meno. Le prossime due sfide dei rossoneri sono con l’insidiosissima Atalanta in casa e poi a Firenze. A meno di miracoli natalizi il Milan è già virtualmente fuori dall’Europa”.

Bonucci

 

Nonostante l’inversione di rotta nella guida tecnica, i problemi del Milan restano gli stessi di inizio stagione. La squadra è ancora alla ricerca di un killer in area di rigore. Nikola Kalinic è solo l’ombra del giocatore ammirato a Firenze, André Silva fatica ad ambientarsi nel campionato italiano ed è ancora alla ricerca del primo gol in Serie A. Resta il giovanissimo Cutrone, proveniente dalla Primavera, che da solo non può sobbarcarsi sulle spalle tutto il peso dell’attacco rossonero.

 

Vito De Lucia ci fa il punto della situazione dei rossoneri: “Al giorno d’oggi il progetto del Milan é stato un fallimento. Per costruire una squadra vincente bisogna iniziare a pianificarla dall’alto: dirigenza, allenatori, scout. Persone che conoscano il vero valore dei giocatori e le loro capacità e non comprare, pagare milioni e credere che hai già risolto il problema. Poi avere un allenatore ed uno staff tecnico con la capacità di prepepararsi fisicamente per rivalorizzare l’immagine ed il rendimento della squadra rossonera. Gli acquisti di mercato non sono stati all’altezza di tutti i soldi che sono stati spesi per loro. Le uniche eccezioni sono Suso e Bonaventura”.

Al suo intervento De Lucia aggiunge: “E’ anche vero che la rosa del Milan, nonostante gli errori di mercato, non può puntare più in lá di un quinto o sesto posto. Cosí come lo sta facendo la Lazio, forse il quinto posto non sarà cosí facile! La squadra di Simone Inzaghi sta disputando un ottimo campionato, senza avere una rosa come quella del Milan. Molti pensavano che in questa nuova avventura i rossoneri potevano puntare allo scudetto, non ho mai pensato in quella possibilità. O nel peggiore dei casi puntare ad un posto in Champions League, anche questa possibilità non l’ho vista così probabile. Ci sono 4 squadre con una rosa ed un tecnico superiore come lo sono: Juventus, Napoli, Roma ed Inter. Prima dell’inizio di questa stagione presagivo nel potere dell’Inter ed adesso ha un ottimo allenatore e la vedevo superiore al Milan. Questo lo dico da tifoso rossonero. Nel Milan c’è stato un mix di errori di mercato ed un pessimo lavoro dell’allenatore che hanno portato la squadra in deriva. Spero che il futuro sia migliore e che il Milan torni al posto che si merita in Italia ed in Europa”.

 

Il portiere del Benevento Brignoli dopo il gol segnato al Milan.

Mentre Elisabetta Moro vede un futuro roseo per il suo Milan: “Amici rossoneri! Stiamo calmi in questo periodo difficile, che alla fine gioiremo ancor di più. Ricordo ancora quando vincemmo con Sacchi dopo anni di oscurantismo: poi gioia allo stato puro, lacrime di felicità, pugni sul volante per la contentezza. Ci sta soffrire un pó!. Lo dico sempre a mio figlio di 8 anni che sta vedendo solo sconfitte ma dopotutto anch’io dallo scudetto della stella a quello successivo altro che 8 anni ho aspettato”.

Nella crisi del Milan, se l’attacco stenta, la difesa non è da meno. Da quando Gattuso si è seduto sulla panchina rossonera, il Milan non ha subìto gol solamente nel match degli ottavi di Coppa Italia. Neanche il passaggio dalla difesa a tre – utilizzata da Montella – a una retroguardia a quattro è servito per acquisire nuove certezze. Bonucci e compagni hanno incassato complessivamente cinque reti dalle due neopromosse Verona e Benevento, a cui vanno aggiunti i due gol del Rijeka in Europa League e quello incassato nel successo di misura contro il Bologna. Proprio l’ex colonna della Juventus è il simbolo di una campagna acquisti da oltre 200 milioni di euro che non sta ripagando gli investimenti fatti in estate.

Daniele Stifano é anche amareggiato per il suo MIlan: “Purtroppo anche quest’anno, dopo essere partiti con grandi speranze e aria di novità, siamo sempre allo stesso punto anzi peggio, perché alla fine rimpiango Montella con la sua Supercoppa italiana ed anche Mihajlovic con la sua finale di coppa Italia e il suo sesto posto. Morale? Nelle due precedenti gestioni, Brocchi scusate ma non fa testo essendo solo il risultato dell’ultima scellerata del Cavaliere, almeno si era tirato fuori il meglio dagli uomini a disposizione e in certe partite si aveva la sensazione di giocare alla pari, vedi vittoria sulla Juve con gol di Locatelli o 1-1 sempre con la Juve in Supercoppa. Ora ogni volta ti devi aspettare una sorpresa sempre più negativa dal 4-0 con la Lazio fino al 3-0 con il Verona con errori veramente da campetti di periferia, con tutto il rispetto per chi gioca a livello amatoriale. Al posto di Gattuso, che ovviamente non c’entra niente, comincerei a tenere fuori squadra chi non si impegna fino in fondo a partire da Bonucci, dal portiere, da Kalinic e comincerei ad inserire i giovani in rosa come Cutrone e Locatelli fino ad arrivare a quelli della Primavera, se ne sono visti due in Europa League niente male, mi sembra un certo Gabbia ed un’altro”.

Il Milan é in ritiro da oggi fino a data da definirsi. La decisione è stata presa dalla società e dall’allenatore Gennaro Gattuso. Sabato a San Siro il Milan affronterà lo scontro diretto con l’Atalanta. Inoltre, dopo quella che lo stesso Gattuso ha definito una ‘figuraccia’, a Verona, è stata annullata la cena di Natale del Milan, che era prevista per ieri sera, fra la squadra e la dirigenza.

Massimo Vicentini ironicamente dice: “Probabilmente al posto del ritiro era meglio se azzeravano gli stipendi di tutta la squadra dal presidente ai giocatori, le ripercussioni forse si sarebbero viste subito!”

Ugo Zunin: “Il ritiro gli farà bene a questa squadra, se non altro servirà a Gattuso per guardarli in faccia e capire se c’è qualcosa da salvare. Ma, secondo me però non servirà proprio a nulla, non vedo vie d’uscita da questa crisi. Mi dispiace tanto, speravo che questa fosse la stagione della rinascita”.

Monica Rossi parla chiaro: “La sensazione, anzi, la certezza è che l’inizio della fine, questo si far per dire, sia stato il licenziamento di Montella. Le difficoltà iniziano sempre nel campo; ma c’è chi deve motivare e allenare chi scende in campo; e, semplicemente, il Sig. Gattuso non è all’altezza del compito. E non desidero parlare dei Signori Fassone e Mirabelli; per loro ci vuole un enorme: No Comment!”

La delusione dei giocatori del Milan dopo la sconfitta a Verona. ANSA/SIMONE VENEZIA

Mentre Piero Palumbo dice la sua nel seguente modo: “Dare la colpa al destino non tirerà fuori il Milan dai problemi. Pessima direzione sportiva, eccesso di ottimismo e limiti tecnici lo hanno messo al settimo posto. Non è il destino che vi ha fatto piccolo il Milan e non sarà il destino a rifarlo grande. Da romanista spero che il Milan ritorni quella che faceva tremare le avversarie”.

Silvano Scatton se la ride sull’attuale situazione dei cugini rossoneri: “Il brand Milan è talmente potente che ora sta prendendo il posto dei carabinieri nelle barzellette”.

Infine Carmine Guerra: “Il Milan attuale è fatto di mezzi giocatori, secondo me una squadra forte dev’essere basata su un difensore forte, un centrocampista forte ed un attaccante forte. Condotti da un grande allenatore e un’ottima dirigenza. Io penso ancora con nostalgia al periodo di Van Basten, Baresi, Maldini, Gullit. Spero che il Milan ritorni quello degli anni ‘90. Ma in ogni caso sempre Forza Milan”.

Oggi é iniziato il ritiro anti-crisi del Milan, deciso “fino a data da definirsi” dopo la brutta figura di domenica a Verona. I giocatori di Gattuso si sono ritrovati a Milanello dopo pranzo per il primo allenamento in vista della sfida di sabato a San Siro contro l’Atalanta e poi il Derby di Coppa Italia contro l’Inter.

“Il Milan deve lottare e deve ripartire il più presto possibile” si legge sul consueto commento alla rassegna stampa pubblicato sul sito del club, in cui si ribadisce che erano “completamente false” le voci sulle dimissioni presentate ieri dall’allenatore.

“Ieri a Casa Milan, la società e il tecnico hanno lavorato duro per programmare il lavoro durante i giorni di ritiro e per fare le analisi utili ad uscire dal momento difficile – si chiarisce nella nota -. Tutte le componenti del club sono stimolate e impegnate su questo fronte, per far sì che la scelta condivisa del ritiro venga vissuta in maniera utile, matura e costruttiva”.

Fioravante De Simone

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I tifosi rossoneri sperano nella rinascita del Milan, ma non s’illudono

Pubblicato il 28 novembre 2017 da redazione

 

CARACAS – Il Milan ha annunciato l’esonero di Vincenzo Montella, al suo posto sulla panchina rossonera é stato chiamato Gennaro Gattuso. Per tanti l’esonero dell’aeroplanino è discutibile per molte ragioni: per la tempistica, perché se c’erano dubbi sul tecnico campano sarebbe stato meglio cambiare prima. Poi perché la squadra stava mostrando una sua crescita. Abbiamo chiesto a diversi italo-venezuelani il loro parere sulla decisione della società lombarda di dare una svolta sulla panchina.

Silvano Scatton ci dice: “Montella paga le colpe di una rosa sovrastimata, che di big ha solo gli ingaggi, e di una dirigenza dilettantesca. Non invidio Gattuso. Logico, continuare con Vincenzino significava abbandonarsi all’anonimato in SerieA e polverizzare le residue chances di vincere l’Europa League, che va ricordato assegna un posto nella fase a gironi della prossima Champions League. In questo momento, chi si sta assumendo questa responsabilità poi dovrà inevitabilmente renderne conto a maggio. Gattuso avrà l’arduo lavoro di far crescere questo Milan”.

Mentre Mattia Russo, che si dichirara tifoso del Milan, confessa: “Esonero giustissimo e sacrosanto, non che con Ringhio cambierà poi chissà che cosa, ma almeno darà una scossa caratteriale alla squadra. Io credo che sarà un traghettatore in attesa di un allenatore giusto per una squadra blasonata come il mio Milan. Spero che la società faccia come i nostri cugini (Inter, ndr) che hanno affidando la panchina a un grandissimo tecnico come Spalletti a differenza dei precedenti De Boer e Pioli”.

Va ricordato che il Milan nelle ultime 5 stagioni ha cambiato ben 7 allenatori: Allegri, Seedorf, Inzaghi, Mihajlovic, Brocchi, Montella ed ora Gattuso. Tanti quanti nelle precedenti 16.

Vincenzo Montella.

Maria Rubino, tifosa rossonera, sogna con l’arrivo di Ringhio sulla panchina rossonera: “Auguro a Mister Gattuso di fare come Simone Inzaghi, subentrato come “traghettatore” è riuscito a dimostrare il suo grande valore da allenatore. Con la sua grinta, il mio paesano, Rino ci porterà in Champions League”.

Alessandro Rosucci anche lui tifoso rossonero: “Una decisione difficile, ma che andava fatta dopo gli ultimi deludenti risultati. Ringrazio il povero Montella che ha fatto da parafulmine e spero che Gattuso sappia valorizzare al meglio questi giocatori. A questo Milan gli manca elettricità, quello spirito di scendere in campo con il coltello tra i denti. Manca quella grinta che Gattuso sempre dava quando era giocatore di questa squadra. Alla società e al nuovo mister chiedo una sola cosa: ‘ridatemi il mio Milan, quella squadra che lotta sempre per tutto”.

Montella in 64 partite, tra partite di campionato e coppe, sulla panchina dei rossoneri ha collezionato 33 vittorie, 14 pareggi e 17 sconfitte. La percentuale di vittorie del tecnico di Pomegliano d’Arco é stata di 51,56%.

Giuseppe Malafronte ci dice: “La società ha le colpe più grosse nella crisi di questa squadra. Si doveva dare una sterzata un mese e mezzo fa. Il Milan sarà sempre questo fino alla fine del campionato con o senza Montella in panchina. Non credo che Gattuso riesca a risollevare questa squadra. Dal mio punto di vista uno dei principali problemi é stato dare la fascia da capitano ad un nuovo arrivato (Bonucci, ndr) irrispettando le gerarchie che normalmente ci sono all’interno delle squadre. Per il bene del calcio italiano spero che il Milan si riprenda! Dico questo per il semplice fatto che normalmente é una delle squadre che arriva fino in fondo nelle competizioni europee”.

Francesco Di Prisco se la ride: “Speriamo ci vada bene con Gattuso. Non scarterei nulla. Dopo lo splendido gol di De Sciglio che, va ricordato, non aveva segnato mai in più di 100 gare, io credo che si sono allineati i pianeti e forse sarà la svolta per il Milan”.

Nella sua storia recente il Milan è stato spesso allenato con successo da suoi ex giocatori, da Fabio Capello a Carlo Ancelotti, ma sono state altrettante le volte in cui gli incarichi affidati a ex giocatori si sono rivelati un fallimento, come nei casi di Filippo Inzaghi e Clarence Seedorf. Gattuso, pur avendo più esperienza di quest’ultimi due, fin qui ha avuto solo incarichi secondari con squadre minori: ha allenato il Sion in Svizzera per tre partite, il Palermo in Serie B, l’OFI Creta nel campionato greco e infine il Pisa in Lega Pro e in Serie B.

Sono state inoltre tutte esperienze segnate da situazioni societarie complicate, e il miglior risultato raggiunto è stata la promozione in Serie B con il Pisa due anni fa. Negli ultimi quattro mesi Gattuso ha allenato la Primavera del Milan, che lascia in terza posizione.

Nicola Di Leo fa il punto sul neo allenatore dei rossoneri: “Ha allenato il Sion ed é stato esonerato, poi il Palermo e la storia si ripete. Con l’Ofi Creta é stato dimissionario per ben due volte, poi il Pisa dove se non ricordo male é retrocesso. Tutte squadre fallite o sull’orlo del fallimento. Non mi sembra proprio il profilo professionale adatto ad una società blasonata come il Milan”

Ferdinando Piccolo ci dice: “Se il Milan ha dato la panchina a Gattuso significa che a giugno arriverà un nuovo allenatore. Prenderne uno oggi significa fargli almeno un anno e mezzo di contratto. Aspettiamo giugno e speriamo che Ringhio riesca ad inculcare nei giocatori un po’ di quella grinta che a lui non è mai mancata”.

Dal canto suo Daniel Stifano ci dice: “Gattuso si troverà a gestire con molte pressioni una squadra che probabilmente ha il potenziale per puntare in alto, ma che necessita di una sistemata nel suo organico e soprattutto di tempo, dato che è formata per più della metà da giocatori che fino a pochi mesi fa giocavano altrove. Il passaggio tra Gattuso e Montella potrebbe rallentare lo sviluppo della squadra, allontanandola ulteriormente dalle prime posizioni e compromettendo così una stagione intera. Spero almeno che in Europa League arrivi fino in fondo portando a casa la coppa e la qualificazione in Champions League”.

Vito Paglialuro é contento per l’arrivo del tecnico calabrese: “Gattuso è uno di noi, rossonero fino in fondo al cuore. Spero insegni a questi ragazzi cosa significhi ‘essere milanisti’. FORZA MILAN!”.

Angelo De Luca ci dice: “Anche se l’esonero dell’allenatore ci può stare e premetto che non credo che Montella abbia tutte le colpe, prendere al suo posto Gattuso mi pare una soluzione low cost che non credo possa essere la giusta per dare una scossa all’ambiente. Ci vuole un allenatore di nome e personalità. Anche se sono certo che per arrivare ad un top allenatore bisognerà attendere fino a giugno”.

Infine Antonio Guerra: “Finalmente non vedremo più sorrisini a fine partita quando si farà schifo in campo. Con Gennarino al posto dei sorrisi forse arriverà qualche schiaffo. Con lui ci sarà grinta al 1000×1000!”

Dopo l’esonero di Montella, il Milan ha consegnato la squadra a Gattuso. E Ringhio si é presentato mettendo in chiaro il suo ruolo. “Ho grinta, ma è riduttivo parlare di         adra: “Voglio disciplina e sacrificio”. “Difesa a tre, centrocampo a quattro, davanti vediamo… – ha aggiunto – Kessié quello che mi assomiglia di più, Bonucci resta capitano”.

Gennaro Gattuso è deciso: “È un giorno importante, è una grandissima responsabilità ma c’è la consapevolezza che c’è da lavorare duro. Ma sarà un piacere allenare questi giocatori, ci sono 16 nazionali, un’età media di 21 anni, sono giocatori che hanno fatto cose importanti e che non stanno attraversando un grande momento. Possono e devono dare di più”.

Fioravante De Simone

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Il nuovo Milan di Ringhio

Pubblicato il 27 novembre 2017 da Emilio Buttaro

Rino Gattuso con il giornalista Emilio Buttaro.

 


Anche dalla panchina saprà trasmettere la sua straordinaria carica? E’ quello che si chiedono non soltanto i tifosi del Milan ma gli appassionati di calcio in genere dopo la chiamata di Ringhio Gattuso alla guida dei rossoneri. L’esonero di Vincenzo Montella era nell’aria, così spazio ad un ex giocatore del ‘Diavolo’, tra i più amati nella storia recente.

Proprio lui che con quella maglia ha vinto tutto e che adesso ci prova da tecnico pur senza alcuna esperienza nella massima serie italiana. Finora l’ex centrocampista della Nazionale, da allenatore ha vissuto delle esperienze legate a situazioni societarie non semplicissime con alti e bassi, tra successi ed esoneri ma anche tra sfuriate e stipendi mai percepiti.

Adesso c’è da risollevare un intero ambiente, c’è da recupeare un forte ritardo in classifica (-16 sui cugini è davvero tanta roba), c’è da rendere davvero competuitiva una squadra che in estate era la regina del mercato.

Ma come potrà essere il nuovo Milan di Gattuso? Da autentico conoscitore dell’universo rossonero cercherà di capire meglio la qualità dei suoi ragazzi magari provando ad avanzare Suso e Bonaventura nei pressi dell’unica punta centrale, secondo uno schema adottato fino a qualche ora fa con la Primavera rossonera. Sui social non mancano le perplessità e nel frattempo gli auguri sono arrivati anche dall’ex patron Slvio Berlusconi.

Il calendario sembra in discesa con Benevento a Bologna in campionato, prima della Coppa Italia e del turno di Europa League.

E lui il predestinato sulla panchina del Milan è pronto per la grande occasione.

Emilio Buttaro

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Progetto Milan in crisi, paga Montella e arriva Gattuso

Pubblicato il 27 novembre 2017 da ansa

Vincenzo Montella in conferenza stampa

 


MILANO. – L’allenatore esonerato, il dirigente che gli ha dato la cattiva notizia, e l’allenatore che ne prenderà il posto, tutti a pranzo insieme. L’avventura di Vincenzo Montella al Milan si chiude con immagini e toni pacifici, incluso un augurio di buon lavoro a Rino Gattuso, il terzo di fila promosso dalla panchina della Primavera rossonera alla prima squadra.

Ora all’ex mediano spetta il duro compito di far decollare la squadra (9 punti in meno rispetto a un anno fa), dimostrando che il problema era la guida tecnica e non gli acquisti costosi (230 milioni di euro) ma poco incisivi, che hanno aumentato le perplessità sulle strategie della proprietà cinese, già al centro di dubbi per la solidità di Li Yonghong.

Perdendo uno scontro diretto dopo l’altro, è diventato una chimera l’obiettivo dichiarato, la qualificazione alla Champions, senza la quale servirà una cessione eccellente, come previsto anche dal business plan presentato alla Uefa per ottenere un voluntary agreement che difficilmente sarà accettato.

Dopo aver accantonato l’idea dell’esonero almeno un paio di volte negli ultimi due mesi, l’ad Marco Fassone e il ds Massimiliano Mirabelli alla luce dello 0-0 con il Torino hanno deciso di allertare Gattuso. Nella notte un confronto con la proprietà, poi la svolta, che sarebbe stata annunciata da Mirabelli a Montella a Milanello, poco prima dell’allenamento in programma alle 11, guidato dal nuovo preparatore atletico Innaurato, appena scelto per sostituire il fedele Marra, che il tecnico ha dovuto sacrificare dopo il ko con la Sampdoria.

Esulta Bacca (“Dio può ritardare ma non dimentica mai”) che non ha legato con l’allenatore finendo al Villareal in estate, e sorride più di un rossonero. Altri giocatori sono più perplessi. Dal canto suo Montella è apparso tranquillo come chi non ha rimpianti, si è tolto la soddisfazione di vincere la Supercoppa e riportare il Milan in Europa.

Forse subito dopo il rinnovo fino al 2019, firmato in estate, si era reso conto che sarebbe servito tempo per la rinascita rossonera. “Si sono alzate troppo le aspettative all’inizio ma sulla parte tecnica è soltanto colpa mia”, ha ammesso, “dispiaciuto per la tempistica perché la squadra mi seguiva, stava crescendo”.

Nel suo congedo l’ex attaccante ha ringraziato Fassone e Mirabelli per l’opportunità e il sostegno, ha salutato la squadra (e si è chiarito con Bonaventura all’indomani dello screzio di San Siro), raccomandando ai giocatori di “dare il massimo supporto a Rino, “un amico, una persona leale, di cui ci si può fidare: gli auguro di riportare il Milan dove merita”.

Alla guida del Milan cinese c’è dunque un’icona del Milan di Berlusconi (come Seedorf, Inzaghi e Brocchi), che ha subito fatto “una lunga, affettuosa e cordiale telefonata” con il suo “vecchio guerriero” Gattuso. Alla sua prima esperienza su una panchina di Serie A dopo quelle non esaltanti con Sion, Palermo, Ofi Creta, Pisa e quattro mesi sorprendenti alla guida della Primavera del Milan, dal quarantenne ex mediano ci si attende soprattutto una scossa emotiva. Soprattutto con quei giocatori che stanno rendendo ben al di sotto delle attese.

Settimo allenatore rossonero in tre anni, Gattuso ha trascorso il pomeriggio a Milanello con Mirabelli. Domani la presentazione servirà a capire anche se ha in mente novità tattiche. Il debutto è sulla carta il più facile possibile, ma nell’appuntamento di domenica a mezzogiorno c’è il rischio di passare alla storia concedendo al Benevento il suo primo punto in Serie A.

(di Paolo Cappelleri/Ansa)

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Europa League: il Milan dilaga sotto occhi Kakà, sedicesimi al sicuro

Pubblicato il 23 novembre 2017 da ansa

Patrick Cutrone dopo il gol. ANSA/DANIEL DAL ZENNARO

 


MILANO. – Il Milan mette al sicuro un posto ai sedicesimi di Europa League in rimonta, facendo il pieno di gol (5-1) e rimediando al pasticcio iniziale che rischiava di rendere imbarazzante la serata, sotto gli occhi di Kakà, ospite speciale corteggiato per un ruolo nella nuova società.

Complice il 2-2 fra Aek Atene e Rijeka, i rossoneri chiudono primi il girone D, l’ultimo turno (7 dicembre a Fiume) sarà una formalità e Vincenzo Montella può concentrarsi sulla rincorsa in campionato: da qui a gennaio è vietato sbagliare, e per questo sarebbe utile sbloccare chi come André Silva continua a brillare solo in coppa, e correggere i difetti comunque mostrati contro un avversario piuttosto modesto.

Da mani nei capelli è il gol del vantaggio di Monschein, che al 21′ approfitta di una doppia topica di Bonucci (uscito a 10′ dalla fine per un fastidio muscolare) e Donnarumma. Per fortuna di Montella, l’Austria Vienna è meno solido dell’Aek Atene, che tre settimane fa ha strappato lo 0-0 a San Siro. Soprattutto in difesa. Così a turno si trovano liberi di segnare senza troppi affanni Rodriguez (27′), André Silva (al 36′) e Cutrone, che al 42′ sfrutta uno dei numerosi cross di Borini.

Nella ripresa completano le doppiette personali André Silva, all’ottavo gol in questa Europa League, in attesa di rompere il digiuno in Serie A, e Cutrone, che conferma il proprio stato di grazia.

Archiviata la prima promozione, il Milan attende notizie sull’altro esame europeo, il voluntary agreement, ben più complicato da superare visto che il presidente della Uefa, Aleksander Ceferin, intervistato da Repubblica si è detto “preoccupato”. Un ennesimo colpo dopo i dubbi sulla proprietà cinese, sollevati dalla stampa anche internazionale.

“Se ne scrivono di tutti i colori. Come ha twittato il presidente Berlusconi, abbiamo una proprietà che fino ad adesso ha rispettato tutte le scadenze”, taglia corto il ds milanista Mirabelli, esplicitando l’invito a Kakà: “E’ rimasto nel cuore dei tifosi rossoneri, gente come lui avrà sempre una porta aperta nel Milan”.

“Devo ancora decidere cosa fare da grande” ha spiegato dopo l’incontro con Fassone in mattinata il brasiliano, 35 anni, gli ultimi tre spesi a Orlando, dove potrebbe aver chiuso la carriera da calciatore, o forse no: “So di avere un’opportunità di stare vicino al Milan, è molto bello ma prima devo decidere se giocare o no, e se non gioco devo decidere cosa fare”. Intanto si è goduto di nuovo l’abbraccio di San Siro. Anche senza l’atmosfera della Champions dei suoi tempi, si è emozionato per gli applausi e i cori dei neanche 18mila spettatori.

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Inter-Milan, derby con la Champions nel mirino

Pubblicato il 10 ottobre 2017 da ansa

derby

Inter-Milan, derby con la Champions nel mirino

 

MILANO. – “Il derby arriva al momento giusto, e l’obiettivo Champions deve essere un’ossessine”. Inter-Milan è il derby dell’incertezza con la Champions League nel mirino, e non solo per Vincenzo Montella che lo ha dichiarato apertamente. Domenica sera si affrontano due squadre in costruzione, due cantieri aperti il cui destino è ancora da chiarire.

Tanti i dubbi sul futuro di nerazzurri e rossoneri. L’Inter, dopo più di un anno di gestione Suning, ha trovato in Luciano Spalletti la guida per il riscatto ma il gioco non soddisfa e le restrizioni economiche sugli investimenti imposte dal governo cinese, limitano i rinforzi sul mercato.

Il Milan, invece, con l’avvento di Yonghong Li, ha rivoluzionato la squadra e Vincenzo Montella fatica a trovare l’equilibrio dopo undici nuovi acquisti tanto che con la sfida di domenica sera si gioca molto del suo futuro. L’ad Marco Fassone, però, esclude colpi di scena: “Non è un derby decisivo per Montella. C’è fiducia e stima, abbiamo un progetto a lungo termine. Sappiamo che a questo Milan serve tempo, speriamo non moltissimo”.

L’obiettivo di entrambe è la Champions League, un traguardo annunciato a gran voce dalle due società che hanno ambizioni comuni. Il rapporto tra i due club però è in realtà piuttosto freddo. Nel derby dello scorso aprile, che ha segnato il debutto a San Siro per Yonghong Li, non c’è stato nessun incontro con Steven Zhang unico rappresentante di Suning presente alla stracittadina.

Difficilmente la situazione cambierà domenica sera, anche perché né il proprietario del Milan né Zhang Jindong sono attesi a San Siro. Negli ultimi mesi il ‘distacco’ è stata confermato da Fassone che prima ha puntato il dito contro la situazione economica dell’Inter, poi in un’intervista al Guerin Sportivo realizzata qualche settimana fa e pubblicata ora ha dichiarato: “L’Inter è una società che ha sempre avuto bisogno di un uomo forte in panchina e ha un’anima naif”.

Parole che il club nerazzurro preferisce non commentare. Uno stallo nei rapporti che potrebbe compromettere anche il restyling del Meazza, perché per trovare l’accordo il Comune dovrà probabilmente mediare a lungo. Intanto domenica sera San Siro regalerà un grande colpo d’occhio. Sarà tutto esaurito e record di incasso, per una partita che, nonostante il rendimento sottotono di Inter e Milan, non perde il suo fascino.

I nerazzurri vogliono restare ai primi posti in classifica, sfruttando lo scontro diretto tra Roma e Napoli. Spalletti dovrà fare a meno di Brozovic infortunato ma ritrova Antonio Candreva reduce dal gol vittoria con l’Italia. L’esperienza in azzurro ha motivato anche Roberto Gagliardini: “Abbiamo lottato e abbiamo vinto da squadra. Adesso l’Inter e il derby: per noi e per la nostra gente”.

Il Milan invece, lontano ben sette punti, vuole tornare alla vittoria dopo due sconfitte. Montella dovrà dimostrare di avere le carte in regola per raggiungere la Champions. “Senza non sarebbe un dramma perché alla Uefa ho presentato anche dei piani che non prevedono la qualificazione alla Champions ma avere 40 milioni di euro di fatturato in più sarebbe positivo e ci consentirebbe di non dover pensare alla cessione di un giocatore. La nostra gara è su Inter e Roma perché Napoli e Juve sono più forti”. Contro i nerazzurri Montella non può quindi sbagliare e c’è cauto ottimismo per il recupero di Nikola Kalinic reduce da un problema alla coscia.

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Serie A: Napoli settebellezze, Milan ko con la Roma

Pubblicato il 01 ottobre 2017 da ansa

Napoli-Cagliari: Il gol di Hamsik (Foto cortesia Napoli F.C.)

 

ROMA. – Il Napoli è il solito rullo compressore e continua a volare: schiaccia il Cagliari 3-0 e inanella la settima vittoria consecutiva. In attesa di Atalanta-Juve si gode il primato in solitario con due punti di vantaggio su un’Inter che vince di misura a Benevento con una doppietta di Brozovic rischiando di farsi raggiungere. La Roma batte 2-0 al Meazza il Milan, con Dzeko e Florenzi, e lancia un messaggio a chi sta davanti.

Ma il risultato più eclatante lo trova la Lazio che rimonta e travolge il Sassuolo 6-1 all’Olimpico condotta per mano da Luis Alberto, autore di una doppietta. Per Bucchi potrebbe maturare l’esonero. Nelle altre gare del pomeriggio la Fiorentina cade in casa del Chievo, il Toro in dieci si fa rimontare due gol dal Verona nel recupero mentre tra Spal e Crotone finisce in pari.

Il Napoli continua a estasiare il suo pubblico coccolandolo con prestazioni superlative. Dominio totale del campo, avversari soggiogati e impreparati a opporsi. Col Cagliari possesso palla asfissiante, Hamsik in gol dopo 4′ (Maradona ormai è a distanza di un gol tra i goleador della storia napoletana), poi un rigore di Mertens e una ribattuta di Coulibaly per chiudere in letizia la giornata e restare in testa a punteggio pieno.

Più a ostacoli il percorso netto dell’Inter, che continua a vincere, ma sempre col fiatone. Contro la cenerentola Benevento i nerazzurri partono bene con una doppietta di Brozovic: un colpo di testa e una punizione, poi varie occasioni fallite per leggerezza. Ma il Benevento ha un D’Alessandro nel motore che riduce le distanze in contropiede, poi l’ex romanista colpisce di testa e i campani mettono in difficoltà l’Inter che si difende tra le perplessità di Spalletti.

La Lazio ha bisogno che il Sassuolo le faccia il solletico, passando in vantaggio su rigore di Berardi, per reagire scatenandosi. Gran protagonista, ancora una volta, Luis Alberto che trova il pari con un gioiello su punizione, poi in meno di un quarto nella ripresa la Lazio travolge e umilia il Sassuolo (con 4 gol in 13′): De Vrij di testa, ancora Luis Alberto, una doppietta di Parolo e un rigore di Immobile continuano a far sognare la squadra di Inzaghi, saldamente al quarto posto.

Al Meazza, Montella ritrova la ‘sua’ Roma e prova per la prima volta l’attacco a due Kalinic-Andrè Silva. Partita bloccata e brutta per un tempo, poi le squadre si allungano e il Milan sembra poter arrivare alla porta di Allison. E invece è un’invenzione sull’asse Pellegrini-Dzeko a sbloccare la partita dopo 72′ di gioco, poi Florenzi chiude per il 2-0 con un gol che mette il sigillo al suo ritorno dopo un anno di stop. La Roma è più concreta che bella, però c’è, come aveva chiesto di dimostrare Di Francesco. Per la squadra rossonera è il terzo ko del campionato, il secondo consecutivo. Ora la pausa, ma poi c’è il derby. Mirabelli intanto tiene lontani i fantasmi, sottolineando che Montella è bravo come Ancelotti.

Prosegue invece la via crucis della Fiorentina: a Verona passa in vantaggio con Simeone, potrebbe raddoppiare, ma i veneti sfruttano la giornata speciale di Castro che con una doppietta (sul primo gol imbarazzante liscio di Biraghi) ribalta la gara. I viola si ritrovano pericolosamente nella parte bassa della graduatoria.

Finale da incubo per il Torino col Verona: i granata hanno la gara in pugno con un gol di rapina di Iago Falque e una prodezza di Niang. Poi mollano gli ormeggi e il Verona in recupero segna due volte: prima un gol di Kean con sospetto di fuorigioco, poi per un fallo di mano su Cerci Pazzini trova su rigore un pari insperato. Granata imbufaliti anche perché tutto è avvenuto con la squadra in dieci per l’ infortunio di Belotti.

Pari soddisfacente per il Crotone che frena la Spal: si infortuna Borriello e in gol va Paloschi, ma Simy riacciuffa la sfida salvezza.

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Serie A, Milan-Roma alle ore 18:00 (elaborazione)

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El Shaarawy: “Col Milan per dimostrare che la Roma c’è”

Pubblicato il 29 settembre 2017 da ansa

Milan

Serie A, Milan-Roma alle ore 18:00

 

ROMA. – Entrambi sperano di segnare per aiutare la Roma ad espugnare San Siro contro il Milan. L’unica differenza è che in caso di gol Alessandro Florenzi esulterà mentre Stephan El Shaarawy non lo farà in segno di rispetto verso la sua ex squadra. Che comunque vuole battere per “dare un segnale forte al campionato, per far capire a tutti che siamo in crescita e che ci siamo anche noi a lottare per la testa della classifica”.

I due esterni della Roma contro il Milan agiranno ai fianchi di Dzeko, definito dal ‘faraone’ come un attaccante “totale e completo”, un elemento “di fondamentale importanza”. E lo stesso discorso vale per Florenzi, jolly prezioso nel mazzo di Di Francesco soprattutto in circostanze come quelle attuali, con l’infermeria piena di attaccanti esterni (Schick, Perotti e Defrel).

“Alessandro è un valore aggiunto per qualsiasi ruolo, li sa fare bene tutti. Anche da esterno può fare molto bene e ci auguriamo che possa farlo anche domenica se il mister lo farà giocare lì”. L’azzurro infatti sarà schierato alto sulla fascia destra, con alle spalle Bruno Peres, mentre il turco Under resterà in panchina come carta da giocare a gara in corso.

Sulla corsia mancina invece agirà proprio El Shaarawy, ex senza dente avvelenato: “Il Milan è stato il coronamento di un sogno. Da tifoso vestire la maglia rossonera è sempre stato un sogno, e l’ho realizzato tagliando anche traguardi molto significativi che mi hanno aiutato a realizzarmi, per questo sarò sempre grato al Milan. Per me domenica sarà una partita molto speciale. Per rispetto non esulterò se dovessi segnare”.

Il periodo milanese tuttavia non è stato caratterizzato solo da gioie. “Con la maglia del Milan ho vissuto forse il periodo più difficile della mia carriera, sono stato fermo tre mesi per un infortunio al piede, poi ho avuto una ricaduta e lo stop si è protratto per quasi un anno. Ho sofferto tanto ma grazie all’appoggio della mia famiglia e dei miei amici mi sono ripreso”, e poi è arrivata la chance con la Roma:

“Ma questo non lo ritengo un periodo di rinascita. Sono arrivato con l’obiettivo di fare bene e penso in parte di esserci anche riuscito. Mi ritengo un giocatore in crescita. Il mio obiettivo è sempre quello di migliorarmi di più per affermarmi sia a livello italiano che europeo”.

Obiettivi che passano anche dalla sfida di domenica contro un Milan rinnovato in campo e fuori. “Secondo me la società ha fatto le sue scelte, ha rivoluzionato la squadra e ci è riuscita in maniera ottimale – conclude El Shaarawy a Sky Sport -. Sono arrivati giocatori di grande qualità e questo sta dando i risultati anche se le loro ultime due partite di campionato non sono andate benissimo. Troveremo sicuramente una squadra molto tosta che avrà voglia di riscattarsi, quindi servirà la miglior Roma per batterli”.

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16:45Soldi da abusivi case popolari,arrestato ispettore Ps Foggia

(ANSA) - FOGGIA, 18 GEN - Un ispettore della polizia di Stato, Domenico Tateo, di 47 anni, di Bari, in servizio presso la Squadra Volanti della questura di Foggia, è stato arrestato per concussione e posto ai 'domiciliari'. A quanto si è appreso, è accusato di aver chiesto somme di danaro a persone che alloggiano abusivamente in immobili del Comune in cambio di protezione. L'arresto è stato eseguito da agenti della Squadra mobile sulla base di un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Foggia su richiesta della Procura della Repubblica. Le indagini sono state svolte dai militari della Guardia di Finanza di Lucera, con i quali ha collaborato la Squadra mobile di Foggia. (ANSA).

16:43Calcio: Juve, Bernardeschi “corsa scudetto a due ma è lunga”

(ANSA) - TORINO, 18 GEN - Per lo scudetto 2018 "per adesso è una corsa a due, tra noi e il Napoli, ma il calcio è strano e il campionato è ancora lungo, vedremo più avanti". Così Federico Bernardeschi, l'autore del gol grazie al quale la Juventus ha vinto a Cagliari prima della sosta. L'ex Fiorentina ha visto un 'altro' Higuain: "L'anno scorso segnava tanto, ma corre e si sbatte, sta facendo un lavoro 'sporco' per aiutare i compagni. Quanto al gol (manca da 527', ndr) è serenissimo, è tranquillissimo e capitano aglio attaccanti periodi così".

16:38Kosovo: a Belgrado folla commossa a funerali Oliver Ivanovic

(ANSAmed) - BELGRADO, 18 GEN - Una folla commossa e silenziosa ha partecipato oggi al cimitero di Belgrado alla cerimonia funebre in memoria di Oliver Ivanovic, il noto esponente politico della comunità serba in Kosovo ucciso a colpi d'arma da fuoco in un agguato martedì scorso a Kosovska Mitrovica. A dare l'estremo saluto a Ivanovic vi erano esponenti politici, rappresentanti della società civile, della cultura, dello sport, dello spettacolo. Ma sopratutto centinaia di comuni cittadini che hanno deposto fiori e acceso candele per rendere omaggio a un uomo considerato uno strenuo difensore degli interessi dei serbi del Kosovo.

16:20Sicurezza: Gabrielli, noi stufi fare ‘foglie fico’

(ANSA) - VERCELLI, 18 GEN - "Nel momento in cui avvengono fatti gravi, il magistrato va a cercare una posizione di garanzia, e molto spesso il questore è il soggetto a cui riferire le responsabilità. Torino docet. Quindi noi abbiamo detto basta, siamo stanchi di fare le foglie di fico rispetto a responsabilità che non sono le nostre". Così il capo della Polizia Franco Gabrielli a Torino rispondendo ad alcune domande sulla circolare per la gestione delle manifestazioni pubbliche che stabilisce precise responsabilità su safety e security. "Il fatto che oggi qualcuno non faccia gli eventi perché non ha i soldi, mi fa sorgere il fondato sospetto che prima si facevano le cose così, perché si è sempre fatto", aggiunge Gabrielli, ricordando che "più che la famigerata circolare Gabrielli esiste un secondo comma dell'articolo 40 del codice penale, secondo il quale chi ha l'obbligo giuridico di impedire che avvenga un tragico fatto, e non lo impedisce, equivale a cagionarlo: e quello è il fondamento del reato colposo".(ANSA).

16:16Calcio: Rosetti,al momento challenge allenatori non previsto

(ANSA) - ROMA, 18 GEN - "Se è prevista in futuro la chiamata della Var da parte degli allenatori? Il Var è un protocollo internazionale Ifab ed è questo che determina la stesura delle regole. In questo momento il challenge non è previsto". Lo dice il responsabile Var in Italia, Roberto Rosetti, a margine di un convegno Ussi a Roma. "A fine stagione - ha specificato Rosetti - faremo una relazione e anche delle proposte. Ma in questo momento dobbiamo lavorare sulle regole. Se mi piace come idea? A me piacciono tante idee...". "Spiegare in diretta al pubblico le decisioni? State correndo troppo - conclude l'ex fischietto internazionale - Anche in questo caso non è previsto come non sono previste le immagini sul maxischermo".

16:15Cadavere uomo in giardino, droga tra ipotesi decesso

(ANSA) - CAMAIORE (LUCCA), 18 GEN - Non si esclude un malore dovuto all'assunzione di droga e al freddo della scorsa notte, come causa del decesso dell'uomo, identificato poi come un tunisino di 43 anni, rinvenuto privo di vita stamani nel cortile di una villa in ristrutturazione in Versilia, a Camaiore (Lucca). E' quanto emerge dagli investigatori. Le indagini sono seguite dai carabinieri. Sarà comunque l'autopsia, affidata al medico legale Stefano Pierotti, a chiarire le cause del decesso. Secondo quanto ricostruito, il nordafricano, già noto alle forze dell'ordine, viveva in una casa poco distante dalla villa, abitazione che aveva ricevuto in eredità da un italiano, deceduto anni fa. L'uomo è stato rinvenuto nudo nel giardino: gli abiti sono stati trovati, a terra, poco lontano.(ANSA). Ad accorgersi del corpo senza vita alcuni passanti che hanno immediatamente allertato i soccorsi.

16:13Obitorio ospedale troppo piccolo,bare con salme in corridoio

(ANSA) - SERRA SAN BRUNO (VIBO VALENTIA), 18 GEN - Lamentele e proteste nell'ospedale di Serra San Bruno per l'impossibilità di collocare le salme di persone decedute nell'obitorio del nosocomio per mancanza di spazi. La direzione dell'ospedale si é vista costretta a fare collocare in un corridoio due bare con le salme, suscitando le proteste dei parenti dei defunti. Nel corridoio in cui sono state collocate le salme, tra l'altro, si é determinato un sovraffollamento per la presenza dei parenti delle persone decedute. Una situazione difficile da gestire per i responsabili dell'ospedale, che già in passato avevano dovuto fare fronte a difficoltà dello stesso tipo. La Direzione sanitaria dell'ospedale ha reso noto, con un comunicato, di avere "ulteriormente sollecitato all'Azienda sanitaria provinciale di Vibo Valentia la soluzione del problema", chiedendo l'ampliamento della sala mortuaria. (ANSA).

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