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Mondiali Russia 2018: i Mondiali di calcio in chiaro su Mediaset

Pubblicato il 22 dicembre 2017 da ansa

 


MILANO. – I mondiali di calcio per la prima volta trasmessi da Mediaset e non dalla Rai sono l’occasione per un botta e risposta tra i due gruppi, con Pier Silvio Berlusconi che afferma di aver “superato” nel ruolo la rete pubblica e Mario Orfeo che ricorda come la Rai “il vero servizio pubblico” lo svolga tutto l’anno.

Per il Biscione comunque la novità dovrebbe generare profitti e permettere di intercettare la poca crescita pubblicitaria del mercato prevista per l’anno prossimo. “Nel fare servizio per il pubblico, questa volta Mediaset supera il servizio pubblico vero e proprio”. La frase dell’amministratore delegato e vicepresidente del Biscione viene all’inizio della conferenza stampa convocata per spiegare i dettagli dell’operazione Russia 2018 ed è studiata, aggiungendo che per la prima volta nella storia l’evento sarà trasmesso in diretta “integralmente e gratuitamente: noi non abbiamo né abbonamento né canone”.

“Il vero servizio pubblico noi lo facciamo ogni giorno per 365 giorni all’anno con prodotti e programmi che tendono sempre alla qualità”, ribatte il direttore generale della Rai. “L’euforia del Natale fa dimenticare che la Rai ha molti tetti, tra cui quello dell’affollamento pubblicitario al 4%, ben cinque volte inferiore al concorrente privato. Abbiamo il dovere di presentare conti in ordine”, aggiunge Orfeo, che punta sui mercoledì della prossima edizione della Champions League.

In ogni caso i Mondiali in Russia secondo Pier Silvio Berlusconi “creeranno margine: i ricavi supereranno i costi che sono di 40-45 milioni calcolando i risparmi sui programmi che verranno sostituiti dalle partite. Spiace che l’Italia non ci sia – spiega l’amministratore delegato del Biscione – ma il suo impatto negli ascolti televisivi degli ultimi mondiali, con solo tre partite giocate, è stato limitato”.

Confermato che l’approccio al prossimo bando per i diritti sulla serie A sarà molto attento ai costi, mentre sul fronte della fornitura di contenuti a Tim per la joint venture con Canal+ l’amministratore delegato del Biscione ribadisce che “la vicenda Vivendi rischia di rallentare qualcosa che serve soprattutto a loro”. Il riferimento è all’ultimo problema, dopo le contestazioni in seno al Cda e a quelle dei sindaci, registrato dal progetto Tim Vision-Canal Plus, finito anche nel mirino della Consob.

Comunque sull’intesa per la fornitura di contenuti “noi siamo ben disposti da sempre, speriamo di arrivare a un accordo: fa parte del nostro mestiere”, mentre più in generale con Vivendi “è in atto una mediazione giudiziale: è chiaro che si sta parlando di qualche tipo di accordo”, spiega Pier Silvio Berlusconi.

Che guarda ai discreti segnali dalla pubblicità (quest’anno Publitalia dovrebbe chiudere con una raccolta in crescita tra lo 0,3% e lo 0,5%) ma che soprattutto non si trattiene nel confessare un sogno: nell’operazione Mondiali “a me piacerebbe tantissimo che Francesco Totti fosse coinvolto, anche se non abbiamo avuto ancora il tempo di chiederglielo”.

(di Alfonso Neri/ANSA)

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Al Cremlino la grandeur di Putin, ecco il Mondiale senza l’Italia

Pubblicato il 30 novembre 2017 da ansa

Zabivaka, la mascotte dei prossimi mondiali di calcio che si giocheranno nel 2018 in Russia. EPA/SERGEI ILNITSKY

 

 


MOSCA. – Tutto è pronto per il giorno della consacrazione finale prima del fischio di inizio della Coppa del Mondo, Russia 2018 che si giocherà senza l’Italia. Al Palazzo di Stato del Cremlino, la cornice più iconica a disposizione delle autorità moscovite, si terrà infatti la cerimonia del sorteggio. E ci sarà anche Vladimir Putin. Un segno in più che la Russia è disposta a usare tutti i mezzi per trasformare i mondiali in uno sfoggio di grandeur, così come capitò a suo tempo con le olimpiadi invernali di Sochi.

I dettagli dell’evento sono top-secret. Ma il vice premier con delega allo Sport, Vitaly Mutko, ha assicurato che a tutti gli invitati – circa 1.300 – “piacerà quello che abbiamo organizzato”. “Molti – ha detto – arriveranno in Russia per la prima volta e dopo il sorteggio andranno a vedere i campi di allenamento e gli alloggi per il periodo del campionato: credo che i rappresentanti di tutte le delegazioni saranno contenti di quello che vedranno”.

“Mosca – ha rimarcato il direttore generale del comitato organizzativo Russia 2018, Alexei Sorokin – è pronta ad ospitare questo evento di altissimo livello”. La Capitale d’altra parte si è portata avanti, con programmi ad hoc – come il corso d’inglese accelerato per i dipendenti del trasporto pubblico, soprattutto quelli della metropolitana – e il ciclopico piano di ammodernamento del centro, che ha coinvolto le principali vie e piazze in un restyling dal sapore moderno d’indubbio pregio architettonico.

Ed è proprio un mix sapiente di tradizione e sguardo al futuro che caratterizza il simbolismo di questa Coppa del Mondo. Il poster ufficiale della competizione, ad esempio, ritrae il mitico portiere russo Lev Yashin – che parò il rigore al giovane Sandro Mazzola negli europei del ’63, battendo così l’Italia agli ottavi di finale – in uno stile retrò ispirato al post-Costruttivismo sovietico degli anni ’20 e ’30.

Il sorteggio in sé si basa su una procedura che distribuirà in gironi le otto ‘teste di serie’ – ovvero la Germania, il Brasile, il Portogallo, l’Argentina, il Belgio, la Francia, la Polonia (la Russia, paese ospitante, lo è già di diritto). La nazionale russa, in tutto questo, è l’unica a sapere già quando e dove giocherà: a Mosca il 14 giugno, a San Pietroburgo il 19 giugno e a Samara il 25 giugno.

A presentare la cerimonia del sorteggio saranno l’ex campione inglese Gary Lineker – oggi star della tv britannica – e la giornalista russa Maria Komandnaia. A estrarre i bussolotti saranno leggende del calcio come Laurent Blanc, Gordon Banks, Cafu, Fabio Cannavaro, Diego Forlan, Diego Maradona, Carles Puyol e Nikita Simonyan. Tra le altre stelle presenti si segnalano Pelè e Miroslav Klose, che porterà la coppa del mondo sul palco.

A far da contraltare alla grandeur russa c’è, naturalmente, lo scandalo del doping – che secondo alcuni recenti articoli sarebbe largamente presente anche nel calcio – e la ridda di polemiche che si trascina dietro. “Ci dobbiamo convivere”, ha detto Mutko evidenziando l’alto grado di “strumentalizzazione politica”. Un elemento su cui è tornato il premier Dmitri Medvedev: “Abbiamo avuto dei problemi e li stiamo risolvendo ma purtroppo la questione è diventata uno strumento per lanciare l’ennesima campagna anti-russa”.

(di Mattia Bernardo Bagnoli/ANSA)

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Russia 2018: la Vinotinto sfida un Paraguay che ancora sogna il mondiale

Pubblicato il 10 ottobre 2017 da redazione

vinotinto

La Vinotinto in allenamento.

 

CARACAS – L’attesa é finita, oggi alle 19:30, si disputerá l’ultima giornata del girone Conmebol delle qualificazioni verso il mondiale Russia 2018.

Allo stadio Defensores del Chaco di Asunción la giovane vinotinto cercherà di mandare in fumo le minime speranze del Paraguay di partecipare alla kermesse iridata.

L’Albiroja fino al minuto 85 della gara contro la Colombia era ufficialmente fuori dal mondiale.

Tuttavia le speranze qualificazione per i guaraní sono davvero minime:si dovrebbe verificare il miracolo che vinca la sua sfida contro il Venezuela, per poi sperare che il Brasile batta il Cile e contemporaneamente l’Argentina non vinca, ma anche che Perù-Colombia finisca in parità.

La nazionale di Dudamel, nonostante non abbia nulla da chiedere a queste qualificazioni, si è fatta rispettare negli ultimi turni contro Colombia, Argentina e Uruguay, strappando ben tre pareggi, l’ultimo giovedì a San Cristóbal contro Cavani e Suarez. La vinotinto vuole chiudere in bellezza le qualificazioni per iniziare a preparare le qualificazioni verso il mondiale Qatar 2022.

Se guardiamo i precedenti l’ago della bilancia favorisce nettamente il Paraguay con 7 vittorie, un pareggio e due sconfitte.

La nazionale venezuelana non vince in trasferta da 11 gare. Sii dà il caso che l’ultima volta che ha portato a casa i tre punti é stato proprio contro i guaraní, vittoria per 0-2 con doppietta di Salomón Rondón.

Per la gara di stasera, Rafael Dudamel riavrà a disposizione il difensore Rolf Feltscher ed i centrocampisti Arquímedes Figuera e Yangel Herrera che nella gara pareggiata 0-0 contro l’Uruguay hanno scontato il turno di squalifica. Tra i titolari per la gara di stasera dovrebbe esserci l’italo-venezuelano Rubert Quijada Fasciana senza dimenticarci degli “italiani” Tomás Rincón e Josef Martínez.

Questa la classifica ad oggi. Brasile 38, Uruguay 28, Cile 26, Colombia 26, Perù 25, Argentina 25, Paraguay 24, Ecuador 20, Bolivia 14, Venezuela 9.

Per questa delicatissima gara é stato designato l’arbitro brasiliano Wilton Sampaio.

Probabili formazioni

PARAGUAY (3-4-2-1): Silva; Valdez, Gómez G., Balbuena; Moreira, Piris, Ortiz, Samudio; O. Romero, A. Romero; Sanabria. Allenatore: Francisco Arce

VENEZUELA (4-4-2): Fariñez; García, Chancellor, Villanueva, Quijada; Córdova, Moreno, Rincón, Murillo; Martínez, Rondón. Allenatore: Rafael Dudamel

(Fioravante De Simone)

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L’Italia soffre e batte l’Albania, ai play off testa di serie

Pubblicato il 09 ottobre 2017 da ansa

Candreva firma l’1-0 a Scutari.

 

ROMA. – Basta un gol di Candreva nella lontana Scutari a far tornare il sorriso alla nazionale di Gian Piero Ventura. L’1-0 all’Albania non è successo di cui vantarsi: la luce azzurra non si è accesa come chiesto da Buffon e dal ct, però almeno serve a chiudere i conti di un cervellotico sistema di qualificazioni e ranking. In attesa dei calcoli ufficiali della Fifa l’Italia si coccola la certezza di andare agli spareggi come testa di serie.

Contro gli albanesi e Panucci, la nazionale di Ventura ha penato, ha lottato, ha sofferto, e alla fine l’ha spuntata nella parte finale. Chiude seconda, ai play off le potrebbe capitare una tra Svezia o Eire, e sarebbe andato peggio (Portogallo, Svizzera o Croazia) non avesse vinto nella notte di Scutari.

Di qui a un mese, il ct può contare nel recupero di giocatori come De Rossi, Verratti e Belotti, più che nella svolta tattica e di spessore tecnico. Dopo la brutta serata di Torino, Ventura si è in ogni caso affidato di nuovo al suo 4-2-4, con Gagliardini-Parolo cerniera di centrocampo, Spinazzola a sinistra sulla linea difensiva, Candreva a destra in quella avanzata ed Eder a far coppia con Immobile.

L’azzardo del ct, che impiega il centravanti della Lazio anche se diffidato e a rischio play off, è il messaggio più esplicito di quanto sia importante per l’Italia vincere in vista del sorteggio play off del 17 ottobre prossimo. Ma c’è da far i conti con un’Albania tutta corsa e pressing, che Panucci schiera con un 4-2-3-1 buono per coprire tutto il campo.

Al centro, Gagliardini è più in partita rispetto alla Macedonia, Eder aiuta Immobile davanti, ma Insigne resta un pesce fuor d’acqua e la manovra non decolla. Dopo 3′ Hysaj va al tiro, bloccato da Buffon, ed è lo schema preferito dai rossi di casa, che ci riprovano al 10′ con Grezda rischiando di sorprendere il portiere azzurro.

L’Italia si avvicina alla porta di Berisha solo su errori della difesa albanese, come quello di Veseli che al 21′ regala sul sinistro a Immobile un pallone buono, murato dal portiere atalantino. Insigne a sinistra non sfonda, è costretto spesso ad accentrarsi ma non trova compagni in movimento tra le linee; quando alla mezzora imbastisce un bel triangolo con Immobile ci pensa Mavraj, faro della difesa di Panucci, a interrompere la trama.

L’Albania va a folate ma gli azzurri non hanno né profondità né dinamismo nella manovra. Così le chance arrivano da un cross di Eder da sinistra che sbatte sul braccio di Veseli in area, ma l’arbitro Moen non fischia il rigore, e allo scadere da un lancio di Bonucci che pesca Immobile in area: il destro è appena a lato del palo.

Si riparte senza cambi, e con il tiro di Roshi dopo sessanta secondi respinto da Buffon di pugno. Ora l’Italia sceglie di arretrare qualche metro per trovare spazio nelle ripartenze, ma Eder spreca un paio di contropiedi buoni: al 14′ ritardando il passaggio al centro per Immobile, un minuto dopo facendo tutto da solo a sinistra per poi sparare alto.

Insigne ci prova con una serpentina chiusa dal destro rasoterra, ma Berisha è reattivo e blocca a terra. Poi però è l’Italia a tremare al 17′, quando Zappacosta appena entrato per Darmian lascia spazio al tiro di Grezda, serve un mezzo miracolo di Buffon.

A spazi aperti, gli azzurri provano a forzare i ritmi. Ci provano Parolo con un sinistro di prima alto, al 22′, e due minuti dopo Eder sempre di sinistro e sempre dal limite centrale, ma è troppo debole per Berisha. La giocata giusta la trova Spinazzola, al 28′: doppio dribbling da sinistra, cross sul palo opposto a pescare Candreva che sotto porta stoppa e scarica sotto la traversa. E’ il gol della liberazione per Ventura.

Il vantaggio non toglie ansia agli azzurri, che rischiano al 32′ l’autorete col destro di Chiellini in anticipo su Buffon. Allora l’ultimo quarto d’ora diventa muro e melina a difesa di una vittoria sporca e preziosa. Immobile spreca il pallone della certezza al primo di recupero, ma arriva il fischio finale che sa di sospiro di sollievo.

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Qualificazioni Mondiali 2018: Albania-Italia 0-1, gol di Candreva

Pubblicato il 09 ottobre 2017 da ansa

Candreva

Qualificazioni Mondiali 2018: Albania-Italia 0-1, gol di Candreva

 

ROMA. – Primo tempo con poche emozioni. Al 7′ Spinazzola supera in velocità Hysaj e mette al centro un pallone intercettato dalla difesa albanese. Al 10′ si fa vedere l’Albania con un destro da fuori area di Grezda. Al 21′ Immobile sfrutta un’indecisione di Veseli in area e calcia dalla corta distanza, Berisha respinge e mette in calcio d’angolo. Al 40′ l’Italia reclama un rigore per un presunto tocco di braccio in area da parte di Veseli su cross di Eder. Al 45′ una conclusione di Immobile trova l’esterno della rete.

Nella ripresa l’Italia ci prova con Candreva ed Eder, ma è l’Albania ad andare vicina al vantaggio quando al 63′ un tiro dalla distanza di Grezda viene respinto da Buffon. Al 73′ arriva il gol azzurro: cross dalla sinistra di Spinazzola, Candreva controlla in area e di destro mette dentro.

“Ero fiducioso prima quando c’erano momenti definiti drammatici, e lo sono anche adesso che sono un po’ meno drammatici”. Così Gian Piero Ventura, dai microfoni di RaiSport, al termine di Albania-Italia. “In vista del 9 novembre (i playoff n.d.r.) – aggiunge il ct – spero che qualcuno sia più in salute. Al gol di Candreva non ho esultato, mi sembrava giusto essere in vantaggio, ma ero contento, soprattutto per i ragazzi. In questo momento abbiamo qualche limite ma oggi c’era voglia di provare a fare delle cose”.

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Mondiali 2018: l’Italia e gli spareggi, occhi su Bosnia-Belgio

Pubblicato il 06 ottobre 2017 da ansa

Gian Piero Ventura e Giorgio Chiellini durante la conferenza stampa. ANSA/ALESSANDRO DI MARCO

 

ROMA. – L’Italia chiuderà seconda il suo gruppo di qualificazione al Mondiale, il G, ma non ha ancora la certezza di giocare lo spareggio per qualificarsi a Russia 2018. Effetto del regolamento Fifa che taglia la peggiore seconda dei nove gruppi per lasciarne in corsa otto, oltreché del pari con la Macedonia degli azzurri a Torino. Serve un pareggio nell’ultima partita, lunedì a Scutari contro l’Albania.

Ma gli occhi degli azzurri sono rivolti anche su Bosnia-Belgio, domani alle 18 a Sarajevo: se Dzeko e compagni non battono i ‘Diavoli Rossi’, già qualificati, l’Italia ha la certezza dei play off. Il regolamento Fifa prevede che vadano agli spareggi le otto migliori seconde dei nove gironi; la classifica si definisce però escludendo i risultati contro le ultime dei rispettivi gironi.

Attualmente l’Italia è a 20 punti, 0 reti fatte e 8 subite (+12): sottraendo i due successi contro il Liechtestein, i punti sono 14. Bosnia e Galles, rispettivamente nei gironi H e D, possono sulla carta ancora agganciare l’ottavo miglior secondo posto.

La nazionale di Sarajevo è seconda a 14 punti, che diventano 8 scartando i successi con Gibilterra (20 a 6 la differenza reti): se batte il Belgio domani e vince l’ultima in Estonia, va a 14 e quel punto l’Italia deve almeno pareggiare in Albania per non far scattare la conta della differenza reti, ora pro Bosnia.

Il Galles invece ha vinto in Georgia, è seconda a 17, ma di fatto a 11 con le vittorie contro la cenerentola del girone: se batte l’Eire a Cardiff va a 14, stessa situazione della Bosnia e attualmente degli azzurri. Occhio dunque ad Albania-Italia, ma anche a Bosnia-Belgio e Galles-Eire.

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Russia 2018: il Venezuela rimanda la festa dell’Uruguay

Pubblicato il 06 ottobre 2017 da redazione

Russia 2018: Il Venezuela rimanda la festa dell’Uruguay

 

CARACAS – Nello stadio Pueblo Nuevo della città di San Cristóbal pareggio a reti bianche fra Venezuela e Uruguay. il risultato maturato dopo i novanta minuti di gioco é più che giusto. Tra le due nazionali ha predominato la parità, basta controllare le statistiche dei tiri in porta: 6-6.

Questo risultato impedisce alla nazionale allenata da Oscar Washington Tabárez di chiudere la pratica qualificazione. Comunque la festa per la celeste é solo rimandata a martedì quando nello stadio Centenario ospiterà la Bolivia (già eliminata come il Venezuela). A Cavani e compagni basterà anche un pareggio per timbrare il biglietto per Russia 2018.

Dopo la gara contro l’Uruguay la Vinotinto, che non ha nulla da perdere, si conferma come guasta feste del girone Conmebol: ne sanno qualcosa Argentina, Colombia e Perù in piena lotta per un ticket per la kermesse iridata. Adesso il Paraguay trema e non sarà facile martedì nel Defensores del Chaco.

Il tecnico dell’Uruguay Oscar Tabárez ha commentato a fine gara il pareggio contro il Venezuela: “Siamo venuti qua per vincere, se non ci siamo riusciti è perché l’avversario ha fatto bene le cose. È stata una partita difficile, ce la immaginavamo così. Bentancur ha dimostrato quello che può fare in campo. Cambiano i nomi, cambiano le situazioni, forse era ora che arrivasse qualche giocatore giovane. Non si può esaminare questa gara allo stesso modo di una partita di un campionato europeo”.

Dal canto suo, Rafael Dudamel ha elogiato il lavoro svolto dai suoi ragazzi: “E’ stata una gara perfetta su tutti gli aspetti. Questo gruppo ha capito in poco tempo che bisogna saper gestire le circostanze delle gare. Sono molto ottimista riguardo il futuro di questa nazionale”.

Con la maglia della vinotinto ha giocato l’intera partita l’italo-venezuelano Rubert Quijada Fasciana. L’ex Caracas è stato protagonista in diverse azioni offensive della nazionale creola. Tra i titolari schierati da Dudamel c’erano alcuni volti noti nella nostra serie A come il granata Tómas Rincón che ha indossato la fascia da capitano disputando i novanta minuti e l’ex Torino Josef Martínez (uscito al 69’, al suo posto é entrato Romulo Otero).

Mentre per l’Uruguay sono scesi in campo gli “italiani” Fernando Muslera, Martín Cáceres, Matías Vecino, Rodrigo Betancur, Edinson Cavani giocatori che militano o hanno giocato nella nostra serie A.

(Fioravante De Simone)

 

 

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azzurri in allenamento

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Ventura verso il 3-4-3: tridente azzurro con Verdi, assalto a Macedonia

Pubblicato il 04 ottobre 2017 da ansa

Azzurri in allenamento

 

FIRENZE. – Avvicinandosi alla sfida con la Macedonia contro cui basterà un punto per conquistare l’accesso ai play-off mondiali (ma molti di più per il ranking), il clima si sta riempiendo di adrenalina a Coverciano dove Gian Piero Ventura sta provando varie soluzioni.

I segnali propendono per un’Italia schierata con il 3-4-3, quindi con il ritorno dell’ex BBC juventina (sarebbe la seconda volta sotto l’attuale gestione, dopo la gara con Israele), la conferma di Gagliardini (favorito sul debuttante Barella) accanto a Parolo, con Zappacosta e Darmian sulle fasce e soprattutto la novità Verdi: il giocatore del Bologna, appena un paio di minuti finora nella Nazionale maggiore, nell’amichevole con l’Olanda vinta 2-1 dall’Italia lo scorso 28 marzo.

Quel giorno Verdi, in vantaggio attualmente su Candreva e Bernardeschi, subentrò nel finale al posto di Verratti mentre venerdì, alla prima da titolare, formerà il tridente d’attacco con Immobile e Insigne. Domani mattina gli azzurri sosterranno un altro allenamento poi la partenza nel pomeriggio per Torino.

”Non è vero che l’atmosfera è depressa in Nazionale, la negatività viene dipinta da fuori, al nostro interno io e miei compagni siamo tutti tranquilli – assicura Darmian – Stiamo lavorando bene perché tutti vogliamo assolutamente andare al Mondiale”.

Ecco la molla che sta caricando l’Italia di Ventura. La pesante sconfitta con la Spagna agli inizi di settembre non solo ha tolto il primato e quindi l’accesso diretto a Russia 2018, ma anche qualche certezza al gruppo azzurro. Cosa che, sommata alle assenze, rischia di complicare il lavoro del ct, non a caso mai apparso così serio e teso.

Ma i suoi giocatori stanno facendo a gara per lanciare segnali di fiducia e serenità: ”Ci mancano tanti giocatori importanti, penso a De Rossi, Verratti, Belotti e non solo. Però – dice il difensore del Manchester United – chi è qui saprà sopperire alle assenze nel migliore dei modi. Il gap con la Spagna e le altre grandi sapremo colmarlo con la fame, la determinazione e lo spirito di gruppo”.

E al bando la paura: ”Nessuno teme di non andare ai Mondiali, ora pensiamo alla Macedonia e a prenderci i punti che servono, poi affronteremo gli spareggi”. Le tante defezioni stanno spingendo Ventura a rimodellare l’Italia, ma ciò non preoccupa i suoi giocatori: ”Abbiamo una rosa in grado di adottare più moduli, l’importante è centrare l’obiettivo” ribadisce Darmian. Nessuno può dargli torto.

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Calcio sulla via di Damasco, la Siria sogna i Mondiali

Pubblicato il 03 ottobre 2017 da ansa

La Siria festeggia la qualificazione ai playoff dopo il 2-2 con l’Iran.

 

ROMA. – A Damasco non si è ancora spenta l’eco dei festeggiamenti per il pareggio ottenuto in extremis dalla Nazionale siriana a Teheran, con l’Iran (2-2), e già comincia un’altra avventura: quella che potrebbe portare la Nazionale guidata da Ayman Hakeem alla fase finale dei Mondiali dell’anno prossimo, in Russia. Un risultato che andrebbe ben al di là del fatto puramente sportivo in un Paese devastato dalla guerra, e lancerebbe un segnale preciso, diretto, chiaro, alla comunità mondiale.

Un sogno sicuramente difficile da realizzare, ma non impossibile per una squadra che ha voglia e agonismo da vendere. Il torneo asiatico di qualificazione alla prossima Coppa del mondo è arrivato alla quarta fase: è il momento in cui le due terze classificate dei due gironi che hanno già consegnato il biglietto mondiale a quattro formazioni (Giappone, Iran, Arabia Saudita e Corea del Sud) si affrontano per stabilire i nomi delle Nazionali che possono continuare a sognare il viaggio in Russia.

La vincente di Siria-Australia, infatti, andrà agli spareggi intercontinentali di novembre, contro la quarta classificata del girone di Nord e Centro America per l’accesso alla rassegna iridata. Il primo match di questo lungo percorso è in programma nell’Hang Jebast stadium, a Krubong (Malesia), dopodomani alle 14,30 italiane (ritorno il 10 ottobre in Australia, alle 11 italiane): sarà una prima assoluta fra le due Nazionali.

I ‘canguri’ guidati da Ange Postecoglu hanno già partecipato a una fase finale in quattro occasioni (la prima a Germania 1974), la Siria mai. Nell’ultima sfida i siriani hanno pareggiato 2-2 sul campo dell’Iran, con reti di Tamer Haj Mohamad e Omar Al Somah, mentre l’Australia ha battuto in casa la Thailandia 2-1, grazie alle reti di Tomi Juric e Matthew Leckie.

Gli occhi del mondo sono puntati su questa doppia sfida che potrebbe rappresentare una svolta nella storia del calcio mondiale. In ogni caso, vada come vada, per i siriani si tratta di un traguardo insperato, che apre nuovi scenari e innesca una voglia incontenibile di calcio.

Le speranze siriane sono riposte nei piedi di Al Somah, lo ‘Zlatan d’Arabia’, chiamato così dai tifosi di Damasco e da quelli dell’Al Ahli, il club saudita in cui gioca e del quale è diventato ormai un idolo indiscusso. A Damasco si vogliono dimenticare gli orrori della guerra, sostituire il sangue con le emozioni che solo il pallone sa regalare.

Da sei anni la Nazionale non gioca una partita in casa, ma i tifosi sono ugualmente pronti a gremire le tribune dello stadio Al Jalaa, dove hanno già seguito su un maxischermo la partita di Teheran che ha regalato più di una speranza, riportando il calcio sulla via di Damasco.

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Ranieri con la Grecia già addio, ora idea Trap

Pubblicato il 15 novembre 2014 da redazione

ROMA. – A nemmeno quattro mesi dal suo insediamento, Claudio Ranieri è stato cacciato dalla panchina della Grecia. Aveva preso il posto del portoghese Fernando Santos, che aveva condotto gli ellenici agli ottavi di finale del Mondiale brasiliano, in cui erano stati eliminati soltanto ai rigori dal Costarica. Sbarcando ad Atene aveva promesso continuità tattica, nel senso di un calcio speculativo che forse non offre spettacolo ma almeno porta risultati e invece non ne ha imbroccata una mettendo insieme tre sconfitte in casa. L’ultima delle quali, contro le Faeroer n. 187 della classifica Fifa, è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, al punto che oggi la federcalcio greca ha puntualizzato in una nota che “non c’era altra scelta che mettere fine a questo rapporto di collaborazione”. Così Ranieri ha incontrato il presidente federale George Sarris per trattare la buonuscita, visto che a suo tempo aveva firmato un biennale da 1,6 milioni a stagione. Da questo punto di vista non dovrebbero esserci problemi. Ora al timone della Grecia potrebbe esserci una ‘staffetta’ italiana, visto che i media locali indicano in Giovanni Trapattoni il favorito per la successione al tecnico romano, anche in questo caso per motivi di continuità tattica nel segno del sano ‘calcio di una volta’. Trap nei mesi scorsi aveva rifiutato un paio di panchine africane (si era parlato della Costa d’Avorio) e ora fa sapere di essere pronto ad un rientro in grande stile. Improponibile, invece, un’altra delle ipotesi circolate, quella di Marcello Lippi del quale è nota la voglia di tornare ad allenare una nazionale. In primis per motivi di ingaggio, e poi perché rimarrà comunque per un’altra stagione calcistica ai cinesi dell’Evergrande per fare, da d.t., da chioccia a Fabio Cannavaro, che si cimenterà per la prima volta come capo-allenatore. Ma questo ‘filotto’ di partite delle nazionali ha provocato altri avvicendamenti. Secondo quanto informa l’agenzia Tanjug, anche la Serbia ha cambiato tecnico dopo appena pochi mesi: stavolta ad essere mandato via è stato l’olandese Dik Advocaat, giramondo che a Belgrado ha infilato una serie di risultati negativi. E traballa anche la panchina di un altro santone del calcio ‘orange’, quel Guus Hiddink che dopo Brasile 2014 è subentrato a Louis Van Gaal alla guida dell’Olanda. Ha messo insieme 4 sconfitte in 7 partite fra amichevoli e impegni ufficiali, e ha fatto sapere che se dovesse perdere anche domani contro la Lettonia rassegnerebbe le dimissioni. E’ proprio vero che la fretta e la fame di risultati ‘divorano’ gli allenatori anche quando, come è il caso del prossimo Europeo, nelle qualificazioni continentali i posti a disposizione sono molti essendo stato allargato il format della fase finale a 24 squadre. Tutti o quasi possono qualificarsi, anche i piccoli (vedi Faeroer, Islanda, Albania e Galles) per una volta ci credono, ed ecco perché qualche tecnico illustre rischia più del solito. E poi nel caso di Ranieri, proprio non si poteva fare diversamente.

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14:06Prof arrestato a Roma al Gip: ero innamorato, chiedo scusa

(ANSA) - ROMA, 18 GEN - "E' tutto vero quello che è successo, ma io ero innamorato di lei. Una cosa del genere non mi era mai successa in 25 anni di insegnamento. E' stato un rapporto consenziente". Così il professore Massimo De Angelis, arrestato a Roma per violenza sessuale ai danni di una sua alunna di 15 anni, si è difeso davanti al gip nel corso dell'interrogatorio di garanzia. Il docente del liceo privato 'Massimo' della capitale é accusato di aver abusato di una studentessa di 15 anni. "Chiedo scusa a tutti, a cominciare dai genitori della ragazza. Ho tradito me stesso, gli studenti, i miei colleghi e l'istituto", ha detto De Angelis, difeso dall'avvocato Fabio Lattanzi. Il professore, rispondendo alle domande del magistrato, ha ammesso i fatti che gli sono stati contestati dalla Procura di Roma.

14:05Giù da vagone per biglietto irregolare, capotreno condannato

(ANSA) - VENEZIA, 18 GEN - E' polemica in Veneto dopo la condanna a 20 giorni inflitta dal Tribunale di Belluno ad un capotreno per tentata violenza privata. L'uomo aveva fatto scegliere dal convoglio nel 2014 alla stazione di Santa Giustina un nigeriano, all'epoca residente nel padovano ma ora lontano dall'Italia perché espulso, ritenendo che non avesse obliterato il biglietto. "Piena e totale solidarietà al capotreno coinvolto in una vicenda incomprensibile per la gente comune, e a tutti i lavoratori delle Ferrovie dello Stato" viene espressa dal governatore Luca Zaia.

13:50Russia: Navalni presenta ricorso a ‘presidium’ Corte Suprema

(ANSA) - MOSCA, 18 GEN - Alexei Navalni ha presentato ricorso al 'presidium' della Corte Suprema russa per contestare la sua esclusione alle presidenziali russe del prossimo 18 marzo. "Abbiamo presentato un ricorso in cui chiediamo al presidium della Corte Suprema di invertire le decisioni prese dai tribunali di grado inferiore", ha detto a Interfax Ivan Zhdanov, avvocato di Navalni. La Corte Suprema ha dichiarato a Interfax che il tribunale ha ricevuto il ricorso ma la data in cui sarà preso in considerazione non è stata fissata. Il 25 dicembre scorso la Commissione Elettorale Centrale russa ha deciso di non registrare il gruppo di elettori creato per sostenere la candidatura di Alexei Navalni alle presidenziali (escludendolo di fatto dalla corsa al Cremlino). Il 30 dicembre la Corte Suprema ha respinto l'appello di Navalni contro la decisione della Commissione.

13:41Moscovici, solo auspicio è che governo italiano sia pro-Ue

(ANSA) - ROMA, 18 GEN - "Siamo sempre stati attenti ai bisogni dell'Italia perché sappiamo che è un grande Paese, un Paese al cuore della zona Euro. Il solo auspicio che ho, sul piano politico, è che il prossimo governo italiano, qualsiasi esso sia, perché sono gli italiani che votano, sia un governo pro-europeo". Così il commissario europeo Pierre Moscovici rispondendo ad una domanda.

13:34Lega: Sollecito, Bongiorno? spero che ce la faccia

(ANSA) - PERUGIA, 18 GEN - "Giulia Bongiorno può dare un contributo importante per una giustizia che dia fiducia": ne è certo Raffaele Sollecito, difeso dalla penalista, ora candidata per la Lega alle prossime elezioni, nel processo per l'omicidio di Meredith Kercher terminato con l'assoluzione dell'ingegnere informatico. Il quale ha commentato con l'ANSA la notizia. "Sono contento della sua candidatura, spero che ce la faccia" ha detto Sollecito parlando dell'avvocato Bongiorno. "Certo - ha aggiunto -, se avrò la possibilità le darò il mio voto". Il giovane parla del legale come di "una persona oculata". "Non prende mai - ha proseguito - decisioni a caso ma le sue azioni sono sempre ponderate. E' una persona corretta - ha concluso Sollecito - che non dà mai adito a sorprese". (ANSA).

13:34Maltempo, l’aeroporto di Amsterdam sospende tutti i voli

(ANSA) - BERLINO, 18 GEN - L'aeroporto Schiphol di Amsterdam ha sospeso oggi tutti i voli e le ferrovie nazionali olandesi hanno bloccato tutti i treni a causa della violenta tempesta che si abbatte in queste ore sul Paese. Lo scalo ha annunciato in un tweet che i voli sono sospesi "fino a nuovo avviso" in seguito al maltempo. La Klm aveva giù annullato oltre 200 voli prima dell'arrivo della tempesta.

13:27Siria: Ong, 110.000 bambini in fuga da Idlib

(ANSA) - ROMA, 18 GEN - Nelle ultime settimane "oltre 110.000 bambini sono stati costretti ad abbandonare le proprie case a causa dei combattimenti in corso a Idlib, nel nord della Siria, in un nuovo grave movimento di sfollati interni". Lo denuncia Save The Children in un comunicato. "L'escalation dei combattimenti nella parte meridionale di Idlib - su legge nel testo - ha dato luogo a uno dei più gravi spostamenti di massa ai quali si è assistito in Siria dall'inizio del conflitto". Oltre 7.000 persone "in media, si spostano ogni giorno. I bombardamenti hanno portato alla chiusura centinaia di scuole e raso al suolo case e ospedali. Molti hanno trovato rifugio all'aperto, dove sono esposti a temperature gelide, o in edifici abbandonati".

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