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Montella riparte dalla Spagna, a Siviglia fino al 2019

Pubblicato il 28 dicembre 2017 da ansa

 

ROMA. – Sono bastate poche ore di febbrili trattative e Vincenzo Montella ha lasciato l’Italia per trasferirsi in Andalusia, approdando in una terra di forti suggestioni e di Flamenco. Fino a 31 giorni fa era il timoniere che avrebbe condotto il Milan nel futuro, e invece eredita la squadra dove, fino a qualche tempo addietro, spadroneggiava Monchi, attuale ds della Roma, la società dove l’Aeroplanino ha mosso i primi passi in panchina e segnato gli ultimi gol. Destini incrociati, bizzarrie del calcio moderno che toglie e dà (panchine) nel giro di qualche mese.

Montella era stato chiamato per riportare il Milan in Champions, nel torneo che invece vivrà in prima persona alla guida della squadra spagnola, già qualificata per gli ottavi. Ha ereditato la panchina dall’argentino Eduardo Berizzo che, poco più di un mese addietro, aveva annunciato di soffrire di cancro alla prostata e che, dopo l’operazione, aveva ripreso per mano la squadra andalusa, senza però riuscire a trasmettere la giusta energia per tornare fra le big della Liga.

I dirigenti, evidentemente non contenti dal rendimento e dai risultati della squadra, hanno sollevato dall’incarico Berizzo e si sono rivolti a Montella, che era legato al Milan da un contratto in scadenza nel 2019. L’Aeroplanino ha dato mandato ai propri legali di trattare con il Milan il proprio ‘disimpegno’, poi è volato in Spagna per firmare un contratto analogo fino al 2019.

Per un anno e mezzo sarà lui a guidare il club che – fra il 2014 e il 2016 – ha vinto tre volte di seguito l’Europa League, abdicando quest’anno a favore del Manchester United, prossimo avversario negli ottavi della Champions. La nuova avventura di Vincenzino Montella partirà sabato, giorno della presentazione e del primo allenamento in lingua spagnola; l’esordio ufficiale in panchina è previsto nella Coppa del Re, il 3 gennario 2018, contro il Cadice.

Nella Liga, Montella guiderà la squadra per la prima volta sabato 6 gennaio (ore 20,45) e sarà un esordio di fuoco: in casa contro i ‘cugini’ del Betis. All’ex tecnico del Milan, la dirigenza andalusa chiedono di risollevare le sorti di una squadra che ha grandi potenzialità – come dimostra la qualificazione per gli ottavi in Champions – ma che ha bisogno di fiducia, ma anche di un gioco fantasioso e frizzante, simile a quello visto nella passata stagione, all’epoca della gestione Sampaoli. Il Siviglia attualmente occupa la quinta posizione, con 29 punti, a -2 dal Real Madrid, che però ha una partita in meno, e a -5 dal Valencia.

A proposito di Madrid, è stato ufficializzato il passaggio del giovane portiere Kepa Arrizabalaga dall’Athletic al club ‘blanco’, disposto a pagare la clausola rescissoria di 20 milioni. Il Barcellona, invece, prepara l’ennesimo assalto al brasiliano Coutinho del Liverpool, il cui trasferimento era sfumato abbastanza clamorosamente proprio l’estate scorsa.

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I tifosi rossoneri sperano nella rinascita del Milan, ma non s’illudono

Pubblicato il 28 novembre 2017 da redazione

 

CARACAS – Il Milan ha annunciato l’esonero di Vincenzo Montella, al suo posto sulla panchina rossonera é stato chiamato Gennaro Gattuso. Per tanti l’esonero dell’aeroplanino è discutibile per molte ragioni: per la tempistica, perché se c’erano dubbi sul tecnico campano sarebbe stato meglio cambiare prima. Poi perché la squadra stava mostrando una sua crescita. Abbiamo chiesto a diversi italo-venezuelani il loro parere sulla decisione della società lombarda di dare una svolta sulla panchina.

Silvano Scatton ci dice: “Montella paga le colpe di una rosa sovrastimata, che di big ha solo gli ingaggi, e di una dirigenza dilettantesca. Non invidio Gattuso. Logico, continuare con Vincenzino significava abbandonarsi all’anonimato in SerieA e polverizzare le residue chances di vincere l’Europa League, che va ricordato assegna un posto nella fase a gironi della prossima Champions League. In questo momento, chi si sta assumendo questa responsabilità poi dovrà inevitabilmente renderne conto a maggio. Gattuso avrà l’arduo lavoro di far crescere questo Milan”.

Mentre Mattia Russo, che si dichirara tifoso del Milan, confessa: “Esonero giustissimo e sacrosanto, non che con Ringhio cambierà poi chissà che cosa, ma almeno darà una scossa caratteriale alla squadra. Io credo che sarà un traghettatore in attesa di un allenatore giusto per una squadra blasonata come il mio Milan. Spero che la società faccia come i nostri cugini (Inter, ndr) che hanno affidando la panchina a un grandissimo tecnico come Spalletti a differenza dei precedenti De Boer e Pioli”.

Va ricordato che il Milan nelle ultime 5 stagioni ha cambiato ben 7 allenatori: Allegri, Seedorf, Inzaghi, Mihajlovic, Brocchi, Montella ed ora Gattuso. Tanti quanti nelle precedenti 16.

Vincenzo Montella.

Maria Rubino, tifosa rossonera, sogna con l’arrivo di Ringhio sulla panchina rossonera: “Auguro a Mister Gattuso di fare come Simone Inzaghi, subentrato come “traghettatore” è riuscito a dimostrare il suo grande valore da allenatore. Con la sua grinta, il mio paesano, Rino ci porterà in Champions League”.

Alessandro Rosucci anche lui tifoso rossonero: “Una decisione difficile, ma che andava fatta dopo gli ultimi deludenti risultati. Ringrazio il povero Montella che ha fatto da parafulmine e spero che Gattuso sappia valorizzare al meglio questi giocatori. A questo Milan gli manca elettricità, quello spirito di scendere in campo con il coltello tra i denti. Manca quella grinta che Gattuso sempre dava quando era giocatore di questa squadra. Alla società e al nuovo mister chiedo una sola cosa: ‘ridatemi il mio Milan, quella squadra che lotta sempre per tutto”.

Montella in 64 partite, tra partite di campionato e coppe, sulla panchina dei rossoneri ha collezionato 33 vittorie, 14 pareggi e 17 sconfitte. La percentuale di vittorie del tecnico di Pomegliano d’Arco é stata di 51,56%.

Giuseppe Malafronte ci dice: “La società ha le colpe più grosse nella crisi di questa squadra. Si doveva dare una sterzata un mese e mezzo fa. Il Milan sarà sempre questo fino alla fine del campionato con o senza Montella in panchina. Non credo che Gattuso riesca a risollevare questa squadra. Dal mio punto di vista uno dei principali problemi é stato dare la fascia da capitano ad un nuovo arrivato (Bonucci, ndr) irrispettando le gerarchie che normalmente ci sono all’interno delle squadre. Per il bene del calcio italiano spero che il Milan si riprenda! Dico questo per il semplice fatto che normalmente é una delle squadre che arriva fino in fondo nelle competizioni europee”.

Francesco Di Prisco se la ride: “Speriamo ci vada bene con Gattuso. Non scarterei nulla. Dopo lo splendido gol di De Sciglio che, va ricordato, non aveva segnato mai in più di 100 gare, io credo che si sono allineati i pianeti e forse sarà la svolta per il Milan”.

Nella sua storia recente il Milan è stato spesso allenato con successo da suoi ex giocatori, da Fabio Capello a Carlo Ancelotti, ma sono state altrettante le volte in cui gli incarichi affidati a ex giocatori si sono rivelati un fallimento, come nei casi di Filippo Inzaghi e Clarence Seedorf. Gattuso, pur avendo più esperienza di quest’ultimi due, fin qui ha avuto solo incarichi secondari con squadre minori: ha allenato il Sion in Svizzera per tre partite, il Palermo in Serie B, l’OFI Creta nel campionato greco e infine il Pisa in Lega Pro e in Serie B.

Sono state inoltre tutte esperienze segnate da situazioni societarie complicate, e il miglior risultato raggiunto è stata la promozione in Serie B con il Pisa due anni fa. Negli ultimi quattro mesi Gattuso ha allenato la Primavera del Milan, che lascia in terza posizione.

Nicola Di Leo fa il punto sul neo allenatore dei rossoneri: “Ha allenato il Sion ed é stato esonerato, poi il Palermo e la storia si ripete. Con l’Ofi Creta é stato dimissionario per ben due volte, poi il Pisa dove se non ricordo male é retrocesso. Tutte squadre fallite o sull’orlo del fallimento. Non mi sembra proprio il profilo professionale adatto ad una società blasonata come il Milan”

Ferdinando Piccolo ci dice: “Se il Milan ha dato la panchina a Gattuso significa che a giugno arriverà un nuovo allenatore. Prenderne uno oggi significa fargli almeno un anno e mezzo di contratto. Aspettiamo giugno e speriamo che Ringhio riesca ad inculcare nei giocatori un po’ di quella grinta che a lui non è mai mancata”.

Dal canto suo Daniel Stifano ci dice: “Gattuso si troverà a gestire con molte pressioni una squadra che probabilmente ha il potenziale per puntare in alto, ma che necessita di una sistemata nel suo organico e soprattutto di tempo, dato che è formata per più della metà da giocatori che fino a pochi mesi fa giocavano altrove. Il passaggio tra Gattuso e Montella potrebbe rallentare lo sviluppo della squadra, allontanandola ulteriormente dalle prime posizioni e compromettendo così una stagione intera. Spero almeno che in Europa League arrivi fino in fondo portando a casa la coppa e la qualificazione in Champions League”.

Vito Paglialuro é contento per l’arrivo del tecnico calabrese: “Gattuso è uno di noi, rossonero fino in fondo al cuore. Spero insegni a questi ragazzi cosa significhi ‘essere milanisti’. FORZA MILAN!”.

Angelo De Luca ci dice: “Anche se l’esonero dell’allenatore ci può stare e premetto che non credo che Montella abbia tutte le colpe, prendere al suo posto Gattuso mi pare una soluzione low cost che non credo possa essere la giusta per dare una scossa all’ambiente. Ci vuole un allenatore di nome e personalità. Anche se sono certo che per arrivare ad un top allenatore bisognerà attendere fino a giugno”.

Infine Antonio Guerra: “Finalmente non vedremo più sorrisini a fine partita quando si farà schifo in campo. Con Gennarino al posto dei sorrisi forse arriverà qualche schiaffo. Con lui ci sarà grinta al 1000×1000!”

Dopo l’esonero di Montella, il Milan ha consegnato la squadra a Gattuso. E Ringhio si é presentato mettendo in chiaro il suo ruolo. “Ho grinta, ma è riduttivo parlare di         adra: “Voglio disciplina e sacrificio”. “Difesa a tre, centrocampo a quattro, davanti vediamo… – ha aggiunto – Kessié quello che mi assomiglia di più, Bonucci resta capitano”.

Gennaro Gattuso è deciso: “È un giorno importante, è una grandissima responsabilità ma c’è la consapevolezza che c’è da lavorare duro. Ma sarà un piacere allenare questi giocatori, ci sono 16 nazionali, un’età media di 21 anni, sono giocatori che hanno fatto cose importanti e che non stanno attraversando un grande momento. Possono e devono dare di più”.

Fioravante De Simone

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Progetto Milan in crisi, paga Montella e arriva Gattuso

Pubblicato il 27 novembre 2017 da ansa

Vincenzo Montella in conferenza stampa

 


MILANO. – L’allenatore esonerato, il dirigente che gli ha dato la cattiva notizia, e l’allenatore che ne prenderà il posto, tutti a pranzo insieme. L’avventura di Vincenzo Montella al Milan si chiude con immagini e toni pacifici, incluso un augurio di buon lavoro a Rino Gattuso, il terzo di fila promosso dalla panchina della Primavera rossonera alla prima squadra.

Ora all’ex mediano spetta il duro compito di far decollare la squadra (9 punti in meno rispetto a un anno fa), dimostrando che il problema era la guida tecnica e non gli acquisti costosi (230 milioni di euro) ma poco incisivi, che hanno aumentato le perplessità sulle strategie della proprietà cinese, già al centro di dubbi per la solidità di Li Yonghong.

Perdendo uno scontro diretto dopo l’altro, è diventato una chimera l’obiettivo dichiarato, la qualificazione alla Champions, senza la quale servirà una cessione eccellente, come previsto anche dal business plan presentato alla Uefa per ottenere un voluntary agreement che difficilmente sarà accettato.

Dopo aver accantonato l’idea dell’esonero almeno un paio di volte negli ultimi due mesi, l’ad Marco Fassone e il ds Massimiliano Mirabelli alla luce dello 0-0 con il Torino hanno deciso di allertare Gattuso. Nella notte un confronto con la proprietà, poi la svolta, che sarebbe stata annunciata da Mirabelli a Montella a Milanello, poco prima dell’allenamento in programma alle 11, guidato dal nuovo preparatore atletico Innaurato, appena scelto per sostituire il fedele Marra, che il tecnico ha dovuto sacrificare dopo il ko con la Sampdoria.

Esulta Bacca (“Dio può ritardare ma non dimentica mai”) che non ha legato con l’allenatore finendo al Villareal in estate, e sorride più di un rossonero. Altri giocatori sono più perplessi. Dal canto suo Montella è apparso tranquillo come chi non ha rimpianti, si è tolto la soddisfazione di vincere la Supercoppa e riportare il Milan in Europa.

Forse subito dopo il rinnovo fino al 2019, firmato in estate, si era reso conto che sarebbe servito tempo per la rinascita rossonera. “Si sono alzate troppo le aspettative all’inizio ma sulla parte tecnica è soltanto colpa mia”, ha ammesso, “dispiaciuto per la tempistica perché la squadra mi seguiva, stava crescendo”.

Nel suo congedo l’ex attaccante ha ringraziato Fassone e Mirabelli per l’opportunità e il sostegno, ha salutato la squadra (e si è chiarito con Bonaventura all’indomani dello screzio di San Siro), raccomandando ai giocatori di “dare il massimo supporto a Rino, “un amico, una persona leale, di cui ci si può fidare: gli auguro di riportare il Milan dove merita”.

Alla guida del Milan cinese c’è dunque un’icona del Milan di Berlusconi (come Seedorf, Inzaghi e Brocchi), che ha subito fatto “una lunga, affettuosa e cordiale telefonata” con il suo “vecchio guerriero” Gattuso. Alla sua prima esperienza su una panchina di Serie A dopo quelle non esaltanti con Sion, Palermo, Ofi Creta, Pisa e quattro mesi sorprendenti alla guida della Primavera del Milan, dal quarantenne ex mediano ci si attende soprattutto una scossa emotiva. Soprattutto con quei giocatori che stanno rendendo ben al di sotto delle attese.

Settimo allenatore rossonero in tre anni, Gattuso ha trascorso il pomeriggio a Milanello con Mirabelli. Domani la presentazione servirà a capire anche se ha in mente novità tattiche. Il debutto è sulla carta il più facile possibile, ma nell’appuntamento di domenica a mezzogiorno c’è il rischio di passare alla storia concedendo al Benevento il suo primo punto in Serie A.

(di Paolo Cappelleri/Ansa)

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