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Rifiuti: Governo, SOS emergenza Roma. E’ scontro con M5S

Pubblicato il 08 gennaio 2018 da ansa

Rifiuti in una strada di Roma.

 

 

ROMA. – Il Governo scende in campo sul terreno scivoloso dei rifiuti romani. Dopo giorni di polemiche incrociate tra Pd e M5S sulla destinazione di parte dell’immondizia e sullo stato della città, il ministro dell’Ambiente Gian Luca Galletti lancia l’allarme: “Roma non può permettersi un’emergenza rifiuti come quella che si sta prefigurando ancora una volta. La mia disponibilità a cercare una soluzione non è mai mancata, ma se il ragionamento di partenza è dare un colore politico ai rifiuti, si rischia grosso”.

Il Campidoglio nel frattempo passa al contrattacco per voce della responsabile all’Ambiente Pinuccia Montanari: “Noi a differenza di Renzi e del Pd non facciamo campagna elettorale. C’è il sospetto che qualcuno voglia speculare, politicamente ed economicamente, sulle spalle dei cittadini e proponga tariffe fuori mercato”.

Sembra sfumare, intanto, l’ipotesi dell’invio di parte del pattume della Città Eterna in Emilia Romagna (il M5S alla guida della Capitale ha lamentato costi troppo alti) e l’Abruzzo – che insieme alla Toscana è la prima scelta di Roma – non ancora scioglie la riserva. A valutare la questione, con approfondimenti, sarà un tavolo ad hoc.

Intanto il sottosegretario alla presidenza della giunta, con delega all’Ambiente, Mario Mazzocca sottolinea: “L’Abruzzo già dal 2015 opera in soccorso di Roma, con un accordo di programma stipulato con la Regione Lazio per trattare 180 tonnellate al giorno nell’impianto Aciam di Aielli (L’Aquila)”. Ora in ballo c’è una richiesta inoltrata prima di Natale dalla Regione per trattarne circa 100 tonnellate al giorno.

Il Campidoglio a 5 Stelle, invece, chiama in causa la Regione a guida dem: “Il piano regionale del Lazio non è stato ancora aggiornato. Roma raccoglie i rifiuti e prova a conferirli nelle poche strutture della Regione, insufficienti. Quindi, ci auguriamo che l’Abruzzo dia il via libera – dice Montanari -. Si tratta di una richiesta presentata da Ama alla Regione Lazio lo scorso 22 ottobre ma che Zingaretti ha sbloccato soltanto dopo un mese per un ‘mancato funzionamento del sistema informatico’”.

Non si fa attendere la replica, a tono, dall’amministrazione Zingaretti: “Il piano è fermo a causa delle mancate risposte di Roma, che dovevano arrivare entro il 30 settembre 2017. Falso e insopportabile essere accusati di inerzia quando, proprio grazie alla nostra azione mediatrice, Roma Capitale ha esportato in Abruzzo, in tre anni, oltre 100.000 tonnellate di rifiuti”.

Mentre la querelle tra pentastellati e democratici strabocca anche in Abruzzo, il ministro Galletti affonda: “Se da una parte vedo tanta solidarietà istituzionale da alcune Regioni, penso innanzitutto all’Emilia Romagna come anche all’Abruzzo, dall’altra devo segnalare logiche che nulla hanno a che vedere con la gravità e l’urgenza del problema”.

“Raggi e Zingaretti litigano e Roma rimane sepolta dai rifiuti”, tuona da FdI il portavoce regionale Marco Marsilio. SOS anche dai sindacati, con il segretario della Fp Cgil locale che mette nero su bianco: “La Capitale è costantemente ad un passo dall’emergenza. L’opzione emiliana sarebbe servita a svuotare nell’immediato i Tmb sovraccarichi e a garantire una via d’uscita in caso di crisi”.

(di Paola Lo Mele/ANSA)

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Capodanno blindato a Roma, 20 varchi con metal detector

Pubblicato il 29 dicembre 2017 da ansa

 

ROMA. – Metal detector, fioriere antisfondamento, Circo Massimo a numero chiuso e presidi delle forze dell’ordine sulle centinaia di manifestazioni in programma in città. E’ stato predisposto dalla Questura il piano sicurezza in vista dei festeggiamenti per il Capodanno 2018 a Roma, con la città che sarà teatro di centinaia di appuntamenti per 24 ore consecutive.

Nel centro storico, cuore dei festeggiamenti per il nuovo anno, saranno predisposti 20 varchi con metal detector: 5 al Circo Massimo e altri 15 sul lungotevere nel tratto fra Ponte Sublicio e Ponte Garibaldi. L’arena nel cuore della Capitale sarà inoltre a “numero chiuso”, così come già avviene a piazza Navona, con l’installazione di contapersone ai varchi per evitare sovraffollamento durante le esibizioni e i concerti.

Per garantire la sicurezza saranno impiegati anche artificieri, unità cinofile antiesplosivo, pattuglie a piedi e a cavallo. Già dal pomeriggio del 31 sarà attiva una task force presso la sala operativa, coordinata personalmente dal Questore, Guido Marino, con il supporto dello staff dei vertici della Questura.

Gli ultimi dettagli saranno comunque messi a punto domani. Intanto a breve dovrebbe arrivare la firma da parte della sindaca, Virginia Raggi, dell’ordinanza anti-botti che vieterà l’utilizzo di petardi in particolare nelle zone coinvolte dagli appuntamenti per il Capodanno. “Gli uffici stanno lavorando come accade anche in altre città italiane”, ha detto la prima cittadina.

Come avvenuto lo scorso anno, anche il 2018 sarà omaggiato con la Festa di Roma, che partirà alle 21 di domenica e si concluderà allo stesso orario del primo gennaio. Saranno coinvolti mille artisti provenienti da tutto il mondo per un programma di oltre cento performance, eventi e spettacoli su un’area pedonale che va da Piazza dell’Emporio a Ponte Garibaldi, coinvolgendo il Giardino degli Aranci fino alla Bocca della Verità.

Il Circo Massimo farà da cornice all’esibizione, tra le altre, della cantante Tosca che si esibirà in un inedito omaggio alla canzone popolare e d’autore romana, insieme alle performance della compagnia catalana La Fura dels Baus. L’arrivo della mezzanotte sarà accompagnato dal classico countdown sul palco, che darà vita anche all’accensione delle luci sul Palatino e sull’area archeologica che affaccia sul Circo Massimo, una delle installazioni artistiche predisposte dal Campidoglio su alcuni monumenti della Capitale, dalla Piramide alla Basilica di San Marco a piazza Venezia.

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Riecco Juve-Roma: centimetri, dispetti e rancori

Pubblicato il 21 dicembre 2017 da ansa

Totti: 4 gol… e tutti a casa


ROMA. – Il miglior attacco all’assalto della difesa meno battuta nel match clou di sabato, con la quasi certezza che a una delle due tifoserie il panettone andrà di traverso. Juve-Roma dagli anni ’80 ha spesso scritto la storia della serie A con una rivalità a volte velenosa, ma stavolta conterà non perdere punti che favorirebbero Napoli e Inter, il resto del poker protagonista della corsa scudetto.

La consueta sfida del gol Higuain-Dzeko è una chiave lettura parziale del match che vede al proscenio i due ex Pjanic e Benatia (Szczesny può rimpiazzare Buffon in dubbio) in una Juve che sta scoprendo la ricchezza della sua rosa gestita con mestiere da Allegri. La Roma procede a fari spenti per la gara in meno da recuperare, ma Di Francesco, che sta convincendo gli scettici con un ottimo girone d’andata e un girone di Champions prestigioso, è incappato nel primo flop: esagerando col turnover ha subito il ko col Toro in Coppa Italia.

Non ci sarà quindi un altro Juve-Roma nei quarti 10 giorni dopo la sfida in campionato. La Roma continua a segnare poco in rapporto a quanto crea col corollario dei legni colpiti e dei rigori sbagliati. Ci vorrà tutt’altro approccio sabato con una Juve che sembra avere trovato la forma migliore. Per la Roma del resto uscire indenne da casa Juve è sempre stata un’impresa: non vince a Torino da quasi otto anni (da allora un pari e sei sconfitte) e si è imposta solo in tre delle ultime 23 gare.

Tra le due grandi nemiche sono banditi gli incontri banali. Dai centimetri del famigerato gol annullato a Turone al 4-0 ‘e tutti a casa’ di Totti, dal gol scudetto di Cuccureddu nella chiacchierata sfida del 1973 alla rimessa di Aldair ‘sporcata’ dal guardalinee: tra bianconeri e giallorossi, è storia di rivalità e di veleni che hanno infiammato gli ultimi decenni.

 

Botte e risposte memorabili hanno dato sapore anche alle contese del passato remoto. Si comincia con la Juve che infrange il tabù di campo Testaccio con un 2-3 nel 1930. Ma una tremenda vendetta si consuma l’anno dopo con un 5-0, che ispirera’ il film di Mario Bonnard, con doppietta di Bernardini. Controreplica al fiele, un devastante 7-1 in casa nel 1932, maggiore score in 87 anni.

La Roma assesta un 3-1 nel 1936 violando un campo imbattuto da quattro anni. Palla al centro e a randellare e’ la Juve: 2-0 nel 1942 a una Roma verso lo scudetto, poi prende a schiaffoni gli avversari nel 7-2 del 1950 con tris di Hansen. Vendetta nel 1958 con il 4-1 alla super Juve di Charles e Sivori.

 

Passano 15 anni e la Roma nel 1973, grazie alla ‘fatal’ Verona del Milan, regala l’insperato scudetto: il vecchio Altafini e un siluro di Cuccureddu fanno il resto. La Roma di Liedholm e Falcao si presenta agguerrita alla sfida scudetto il 10 maggio 1981: Turone segna di testa ma il gol viene annullato per un fuorigioco che fa discutere per decenni.

Arriva Falcao, la Roma vince lo scudetto del 1983, la Juve lo ritarda imponendosi all’Olimpico 2-1. Tre anni dopo, la grande illusione: Juve rincorsa e abbattuta 3-0 poi raggiunta in classifica prima dell’harakiri con il Lecce. Poi dopo un 5-0 nel 1990 con tris di Schillaci, nel ’95 nuove scintille: un guardalinee urta Aldair mentre rimette il pallone in gioco, assist per Ravanelli che segna.

La Roma si vendica vincendo lo scudetto 2001 anche con un 2-2 in rimonta (Nakata e Montella) a Torino, poi con Totti e Cassano infligge un poker nel 2004 col capitano che mima un gesto, 4-0 e tutti a casa, benzina sul fuoco per nuove polemiche moltiplicate dalla fuga di Capello alla Juve che incappera’ in calciopoli, oltre ai veleni tra Moggi e Baldini, ai dispetti di mercato.

Ma quel gesto del capitano porta male alla Roma che da allora raccoglie briciole. Pausa con successo esterno per 2-1 con gol di Riise in recupero nel 2010 (ultimo successo esterno), poi altri due ceffoni (4-0 e 4-1 a Torino) fino all’1-0 del febbraio 2013 firmato Totti. Ma da allora la Roma subisce. Il ko che pesa di più è il 3-2 2014: veleni come se piovessero per i tre gol juventini (secondo la Roma due rigori inesistenti e un eurogol di Bonucci con Vidal in fuorigioco).

Dzeko firma il 2-1 dell’agosto 2015 con la Juve ultima a zero punti, prima della grande rimonta che porta allo scudetto anche con l’1-0 nel ritorno con genialata di Dybala. Poi nuovo 1-0 firmato Higuain e perentorio 3-1 col sigillo di Naingoolan, sulla strada del secondo posto. Ora l’ennesima resa dei conti sabato tra due super team costruiti per vincere con la Juve favorita e la Roma pronta a misurare la consistenza dei suoi progressi.

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Coppa Italia: colpo grosso del Toro, la Roma è già fuori

Pubblicato il 20 dicembre 2017 da ansa

Il Toro festeggia, la Roma esce dal campo a testa bassa. ANSA/ETTORE FERRARI

ROMA. – L’anno solare non è ancora finito, e per la Roma arriva già la prima delusione della stagione calcistica. La decima Coppa Italia, che le varrebbe la stella d’argento sulla maglia, continua ad essere un traguardo irraggiungibile per la squadra giallorossa, eliminata negli ottavi di finale dal Torino dell’ex idolo laziale Sinisa Mihajlovic.

In vista dell’importantissima sfida di campionato di sabato in casa della Juve non potrebbe esserci viatico peggiore per la squadra di Di Francesco, che rischia di ritrovarsi con la strada sempre più in salita anche nel torneo che più conta. Di sicuro non potrà essere questa la Roma in grado di fare risultato contro i bianconeri.

Pur facendo un ampio turnover rispetto al match contro il Cagliari, la squadra è stata incapace di ritrovarsi. Il gioco è apparso involuto, nonostante le occasioni ci siano state (non a caso, il Milinkovic-Savic granata, è stato il migliore dei suoi) e la manovra non scorre più fluida. Se a ciò si aggiunge che Skorupski non è sembrato il massimo della sicurezza fra i pali e che Moreno è apparso piuttosto arrugginito ne viene fuori che il Torino è stato bravo a capitalizzare al massimo le chance che ha avuto.

Sarà anche, per la Roma, la partita dei rimpianti, perchè la traversa della porta dell’Olimpico ancora trema per il gran tiro di El Shaarawy al 31′, mentre Schick prima di segnare il suo primo gol in maglia giallorossa, all’85’, ha preso un palo. In più c’è stato un altro rigore fallito, stavolta da Dzeko, che si è fatto bloccare il tiro dal portiere rivale. Milinkovic ha anche effettuato un paio di belle parate su conclusioni dell’oggetto misterioso turco Under.

Il Toro da parte sua ha prima sfiorato la rete con un colpo di testa di De Silvestri, respinto da Skoruski, poi ha segnato con lo stesso De Silvestri, che da buon ex laziale, e tuttora tifoso biancoceleste, ha poi esultato con particolare entusiasmo, suscitando un boato di disapprovazione. Conforta Mihajlovic anche la prova di Belotti, apparso in crescendo di forma, ed efficace con un paio di colpi di testa, una delle sue specialità.

Discreta, anche se non appariscente, la prova del ‘regista’ Valdifiori, mentre Edera continua a segnare all’Olimpico. Dopo aver colpito in campionato contro la Lazio, si è ripetuto in Coppa a spese della Roma, intervenendo in modo vincente su un cross di Berenguer. Insomma, una giornata da dimenticare e, per la Roma, una delusione bruciante. Ma adesso è già tempo di pensare alla Juventus, perché il calcio di oggi non si ferma mai e si gioca anche all’antivigilia di Natale.

(di Alessandro Castellani/ANSA)

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Sorteggio Champions: “Incroci difficili, ma le italiane passeranno il turno!”

Pubblicato il 12 dicembre 2017 da redazione

champions

 

CARACAS – Nei giorni scorsi si é svolto il sorteggio delle sfide degli ottavi di finale della Champions League. L’urna di Nyon sorride alle squadre italiane. La Juventus dovrà vedersela con il Tottenham, mentre la Roma con lo Shakhtar Donetsk.

Gli Spurs, sono la sesta forza della Premier League con prestazioni altalenanti, ma in Champions si sono lasciati alle spalle Real Madrid e Borussia Dortmund. Nel caso dei giallorossi dovranno vedersela con gli ucraini che hanno battuto il Manchester City nell’ultima giornata della fase a gironi ed hanno condannato così il Napoli a retrocedere in Europa League.

Abbiamo chiesto a diversi italo-venezuelani il loro parere sull’esito degli accoppiamenti degli ottavi della massima competizione continentale.

Iniziando con Angelo De Luca: “La Juventus può farcela, anche se io non sottovaluterei il Tottenham che ha asfaltato il Real Madrid a Londra e al Bernabéu ha pareggiato solo grazie al rigore-regalo concesso al Real. La Roma può pure passare il turno, ma poi nei quarti soccomberà sotto i colpi di City, Barça o Bayern a seconda di chi incontrerà se passa il turno contro lo Shakhtar”

Dal canto suo Vincenzo Rubino é più cauto: “Ma solo io penso che il Tottenham é uno squadrone? Boh! La vedo molto dura per Allegri & Co. Se la Juve, giocherá da Juve riuscirà a superare il turno. Soffrirà! Ma passerà! Sulla Roma sono sicuro che farà bene. La cura Di Francesco é servita a questa squadra. Secondo me i giallorossi possono finire la stagione fra le prime 4 non solo in campionato, ma anche in Champions League”.

La squadra bianconera è stata estratta per prima da Xabi Alonso, ex nazionale spagnolo che ha sollevato la coppa delle grandi orecchie con Liverpool (nel 2005 contro il Milan nella trágica notte di Istanbul) e Real Madrid (nel 2014 a Lisbona), e le è stata abbinata la squadra di Mauricio Pochettino, che ha Harry Kane come stella e schiera l’ex Fernando Llorente.

Per i bianconeri era molto probabile, d’altronde, un incrocio con una squadra della Premier League, visto che la griglia delle possibili eurorivali abbracciava anche Manchester City, Manchester United e Liverpool, oltre a Psg e Besiktas. Poteva andare peggio, come per la Roma che schiva Real Madrid e Bayern Monaco, oltre a Porto, Siviglia e Basilea: le tocca lo Shakhtar, sorpresa del girone dove ha sfrattato il Napoli.

Roberto Esposito ci dice: “Miglior sorteggio impossibile per la Juve. Il Besiktas è secondo me complessivamente più forte degli Spurs che hanno un campione come Eriksen e due ottimi giocatori inglesi come Alli e Kane, ma nessuno di loro é un fuoriclasse. I bianconeri dovranno arrivare a febbraio al top della condizione perché se sei giù fisicamente il Tottenham ti salta alla gola. Né sa qualcosa il Real Madrid. Per la Roma passaggio del turno fattibilissimo purché non sottovalutino gli avversari come ha fatto il Napoli”.

Emilio Lungarella é entusiasta: “Credo molto nelle italiane in Europa. Le uniche due che rischiano sono solo Napoli contro il Lipsia e l’Atalanta contro il Dortmund. Le altre 4 possono tranquillamente passare il turno. Dobbiamo cercare di far bene in Europa per lavare un po’ l’immagine del nostro campionato dopo la mancata qualificazione al Mondiale”.

Anche Giuseppe Marciante si mostra contento per gli accoppiamenti delle italiane: “Un sorteggio di Champions positivo per Roma e Juve che hanno evitato big come Bayern, Real, PSG o Manchester United”.

Le partite di andata degli ottavi di finale si giocheranno nei giorni 13 e 14 febbraio, 20 e 21 febbraio. Mentre i match di ritorno sono fissati per il 6 e 7, 13 e 14 marzo.

Vito De Lucia fa il punto dicendo: “Un sorteggio abbastanza interesante! Forse é un po’ particolare rispetto alle edizioni anteriori già agli ottavi ci saranno degli incroci interessanti come: Barcellona-Chelsea, PSG-Real Madrid e Tottenham – Juventus. Pensó che le italiane riusciranno a superare il turno, mentre per Barça e Real sarà più difficile, ma loro sicuramente faranno pesare la loro storia per arrivare ai quarti. United e Liverpool sono favoriti per essere tra le migliori otto d’Europa. Adesso le squadre non vedono l’ora di scendere nuevamente in campo per risentire l’inno della Champions ed incroceranno le dita per arrivare senza infortunii. Le emozioni saranno all’ordine del giorno”.

Dal canto suo Silvano Scatton ci dice: “Da interista che non gufa assolutamente la Juventus, sto ancora male da Cardiff, quel giorno mi aspettavo in una vittoria bianconera. Ti dico la Juve contro il Tottenham può farcela, ma dovrà giocare un’ottima gara allo Stadium. Dovrà assolutamente vincere in casa e se é possibile senza subire reti. Poi a Londra gestire il risultato e colpire gli Spurs in contropiede. Passando alla Roma contro Shakhtar, l’unico problema sarà affrontarli a febbraio, le condizioni climatiche possono influire sulle prestazioni nella gara d’andata. All’Olímpico la squadra di Di Francesco vincerà sicuramente, ne sa qualcosa il Chelsea di Conte.

Anche Filippo Cantelmo é ottimista: “Tutto sommato un buon sorteggio! La Roma non deve comunque sottovalutare lo Shakhtar, ma se gioca come si deve la squadra ucraina è perfettamente alla portata. La Juventus ha pescato un Tottenham che in Champions League è andato fortissimo, ma non è così costante in Premier. La squadra di Allegri se gioca come si deve, può passare perfettamente ai quarti. Agli ottavi ci saranno anche sfide affascinanti come Real Madrid-PSG e sono curiosissimo di vedere il Chelsea di Conte contro il Barcellona”.

La Juve giocherà in casa la gara di andata il 13 febbraio, il ritorno a Londra il 7 marzo. I giallorossi andranno in trasferta in Ucraina il 21 febbraio, ritorno all’Olimpico il 13 marzo. Il match esterno dei bianconera si giocherà nella splendida cornice del Wembley Stadium, casa del Tottenham finché il nuovo White Hart Lane non sarà completato.

Anche Daniel Stifano ci dà il suo parere dopo il sorteggio di Nyon: “Io sono tifoso milanista, ma in Europa tifo tutte le italiane. Ti dico, poteva andar peggio forse. Io penso che il Tottenham a Webley sarà tosta. A Torino credo sinceramente che serva un 3-0 per la Juve perché nel ritorno a Londra ci sarà da soffrire. Comunque ci sono un bel po’ di mesi fino alle partite e sono d’accordo con Allegri si dovrà vedere chi é più in forma a febbraio e quanti giocatori si trovano in infermeria, sinceramente mi auguro nessuno da entrambe le parti. Sono sicuro che sarà una bella sfida quella contro gli Spurs. Se la Juve passa, mostra di essere anche quest’anno una squadra molto solida. Dai quarti ovviamente diverrà ancora piu difficile ma prima…. vediamo di arrivarci! La Roma a mio avviso ha pescato benino. Mi auguro che passino entrambe per il ranking Uefa. Poi in questi ottavi di finale ci saranno gare interessanti come PSG-Real e Chelsea-Barça. Ti dico che io vedo bene il Chelsea contro il Barça a meno che Messi con il suo piede faccia volare i catalani”.

Michele Russo é breve nel suo commento: “Juve e Roma hanno pescato bene, ma non benissimo! Comunque l’importante é esserci visto che almeno 2 big usciranno subito agli ottavi. Ed altre grandi non sono neppure arrivate a questo sorteggio uno di questi é il Borussia Dortmund”.

Anche Giovanna Schirillo é ottimista sul futuro delle italiane: “Se si guarda la parte bassa dell’elenco si vedono già due begli scontri fratricidi tra Barcellona-Chelsea e Psg-Real. Dico fraticidi dato che sono candidate alla vittoria finale. Alla Juve è capitato il Tottenham che ha vinto il suo girone, ok si é lasciato alle spalle Real Madrid e Borussia Dortmund, ma non è detto che sia così forte come sembra. Lo Shaktar non dovrebbe creare grossi problema alla Roma. Non vorrei essere presa per folle, ma le vedo bene ai quarti tutte e due”.

Infine Mariano Moscaritolo ci dice: “Se il Tottenham è in forma son dolori, ma se piglia la giornata sbagliata a Torino possiamo stare sereni. La Roma invece deve passare per forza, gli è andata di gran lusso. Per il resto sono curioso su Real-PSG: se vincono le merengues salta la panchina di Emery, mentre se vince il PSG quella di Zidane. Anche se non dubito che saltino tutti e due a fine stagione”.

“Un sorteggio normale – dice il vicepresidente della Juventus Pavel Nedved -: nelle coppe europee non abbiamo mai affrontato il Tottenham, questa estate abbiamo perso in amichevole ma tra due mesi sarà un’altra storia”.

“E’ andata abbastanza bene – commenta Francesco Totti, nelle nuove vesti di dirigente giallorosso – ma non bisogna sottovalutare lo Shakhtar perché sono forti tecnicamente e fisicamente. In casa giocano bene, sarà una partita apertissima: come abbiamo sempre detto, più si va avanti più è difficile”.

Fioravante De Simone

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Champions: Tottenham e Shakhtar, Juve e Roma urna amica

Pubblicato il 11 dicembre 2017 da ansa

Tabellone degli abbinamenti Champions. EPA/SALVATORE DI NOLFI

 


NYON (SVIZZERA). – E’ andata bene alle italiane, solo big match per le grandi di Spagna. Può essere definito così l’esito del sorteggio degli ottavi di Champions League. L’ex centrocampista di Liverpool, Real e Bayern Xabi Alonso non ha avuto la mano troppo pesante con Juventus e Roma, che dovranno vedersela con Tottenham e Shakhtar Donetsk, mentre Real Madrid e Barcellona daranno vita ai confronti più attesi, rispettivamente contro Paris SG (per Neymar e compagni la sfida con CR7 sarà un test decisivo per capire fin dove potranno arrivare in Europa) e il Chelsea di Antonio Conte.

Bene è andata anche alle italiane impegnate nell’Europa ‘minore’, a parte l’Atalanata delle meraviglie che dovrà vedersela con il Borussia Dortmund: servirà almeno ripetere quanto di buono è stato fatto contro Everton e Lione. Invece Lazio, Milan e anche Napoli partono favorite contro Steaua, Ludogorets e Lipsia, anche se la vena realizzativa del bomber targato Red Bull Timo Werner potrebbe creare problemi alla difesa di Sarri. Ma bisognerà aspettare febbraio, quando le competizioni continentali riprenderanno.

L’ottimismo è misurato sia in casa juventina che romanista. Pavel Nedved, vice-presidente della Juventus, non dà per scontato il passaggio del turno: “c’erano grandi possibilità di capitare su una squadra inglese – ha spiegato -, e così è stato. Non abbiamo mai affrontato il Tottenham, che ha un allenatore, Pochettino, molto bravo a sfruttare il potenziale offensivo. Gli Spurs non mi sembrano rivali più deboli di Liverpool, City e United”.

L’ex Pallone d’Oro non ha torto, basti pensare che il Tottenham ha vinto un girone in cui c’erano anche Real Madrid e Borussia Dortmund, e si avvale di un bomber del calibro di Harry Kane. I londinesi hanno già battuto la Juve, 2-0 nell’amichevole di agosto che, per gli uomini di Allegri (entusiasta di tornare a Wembley), fu di preparazione alla finale di Supercoppa contro la Lazio.

“Ma non eravamo in condizione”, precisa Nedved. “Sono d’accordo con Allegri – continua -, quando dice che bisogna essere ottimisti. Disputare due finali di Champions in tre stagioni non è da tutti. Avevamo bisogno di sistemare alcune cose ma ora va meglio. La vera Juve è quella che ha vinto a Napoli”.

Emblematico il sorriso di Francesco Totti quando i bussolotti elvetici hanno abbinato la sua Roma allo Shakhtar Donetsk, squadra sulla carta ucraina ma praticamente ‘brasiliana’. I precedenti in realtà non sono favorevoli ai giallorossi, ma la sfida è tutta da giocare, e soprattutto la Roma ha evitato le altre due rivali che erano rimaste nel ‘bussolotto’, ovvero Real Madrid e Bayern Monaco.

Il direttore sportivo capitolino Monchi non si lascia trascinare dall’euforia: “è vero che il sorteggio poteva andare peggio, ma non per questo è andato bene”, puntualizza. Lo Shakhtar è l’unica squadra che ha battuto il Manchester City quest’anno, e nei gironi ha eliminato il Napoli. Merita quindi il massimo rispetto”.

Gli ucraini, da parte loro, sono felici di aver ‘pescato’ la Roma. L’amministratore delegato dello Shakhtar, Sergiy Palkin, non lo si nasconde: ” la Roma è un’ottima squadra, ma quando vedo le altre potenziali avversarie, non mi posso lamentare – dice -. Battere il Manchester City, anche se non ha fatto giocare contro di noi tutti i titolari, non è una cosa da tutti. Lo sottolineo pur tenendo conto che la Roma è forte, con gente come Alisson, Nainggolan e Dzeko di altissimo livello. Essere costretti a giocare ‘in esilio’ a Kharkiv per noi è uno svantaggio”.

Guardando al resto del tabellone, spicca il confronto tra Real Madrid e Paris SG, in cui la squadra francese cercherà di non ripetere l’impresa ‘al rovescio’ degli ottavi della scorsa stagione, con il clamoroso KO per 6-1 dopo la vittoria per 4-0 dell’andata. Contrariato il dirigente madridista Emilio Butragueño: “questa partita avrebbe potuto benissimo essere una finale, data la forza delle due squadre. Il Paris SG è ogni anno più competitivo e il suo potenziale è enorme”. Difficile dare torto al ‘Buitre’, ma anche il Real, come ha dimostrato mille volte, è capace di tutto.

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Roma: dai bus ai rifiuti, i cittadini bocciano i servizi

Pubblicato il 11 dicembre 2017 da ansa

Roma: dai bus ai rifiuti, cittadini bocciano i servizi

 

 


ROMA. – Insufficienza conclamata per i trasporti pubblici e la raccolta rifiuti di Roma. Il voto dei romani, emerge dall’ultima indagine dell’Agenzia per il controllo e la qualità dei servizi pubblici. Sul fronte della mobilità si collocano sotto la sufficienza non solo gli autobus e i tram (che incassano un 4,3) ma anche la metropolitana e i taxi (5,9), che negli anni passati erano stati valutati in maniera positiva.

Va ancora peggio il capitolo igiene urbana, con la raccolta dei rifiuti che nel gradimento dei cittadini si è avvicinata molto alla sufficienza nel 2009 e nel 2012 “per poi registrare però una continua perdita di soddisfazione fino al 3,7 del 2017”.

Alla presentazione del documento è presente anche il presidente dell’Assemblea Capitolina Marcello De Vito (M5S) che commenta: “Questa amministrazione sta lavorando per migliorare i servizi ai cittadini e terrà conto dei risultati di questa indagine per intervenire sulle criticità emerse”.

Per quanto riguarda i trasporti, a suo parere “è un’anomalia che i fondi per il trasporto pubblico di Roma Capitale debbano passare per la Regione ed è un’anomalia soprattutto se poi la Regione dà più fondi a Cotral (la compagnia dei trasporti laziali, ndr) che ad Atac”, la municipalizzata romana.

Nell’indagine intanto è messo nero su bianco che negli anni “il drastico calo degli investimenti effettuati in Atac (-66% del 2009) ha provocato l’aumento dell’età media dei veicoli di superficie e, congiuntamente alla riduzione delle risorse destinate alla manutenzione (-20% dal 2009), ha causato anche l’aumento dei guasti che hanno interessato nel 2016 il 36% dei mezzi (tale percentuale era l’8% nel 2007)”.

In questo modo, spiega l’Agenzia, sono state perse circa un milione di corse in un anno. Il servizio delle metropolitane, invece, ®ha sofferto maggiormente delle disfunzioni organizzative (nel 2016 quasi il 30% delle corse sono state perse per mancanza di personale) ma ultimamente anche del deficit di approvvigionamento di materiale di ricambio (che ha provocato la perdita del 37% delle corse)¯.

Motivo per cui, ora, è “imprescindibile un nuovo e robusto piano d’investimenti”. Passando ai rifiuti, l’estensione della raccolta porta a porta e l’aumento della percentuale di raccolta differenziata “non hanno avuto effetti positivi sul voto attribuito dai romani al servizio raccolta rifiuti, che anzi è andato progressivamente calando”.

La pulizia delle strade ha raggiunto l’apice nel 2011 (5) per poi diminuire fino al 3,7 del 2017. In pagella è ancora sufficiente il voto dei romani sull’illuminazione pubblica, benché in calo rispetto al 2012. Il servizio idrico integrato è invece tra i servizi che riscuotono il maggiore apprezzamento, dato ‘da attribuirsi’ soprattutto alla buona qualità e alla ricchezza delle fonti di approvvigionamento. Scende pure il gradimento dei servizi culturali, dal 7,6 del 2016 al 7,2 del 2017. Quanto al servizio degli asili nido, invece, viene definito “di buona qualità” e con “costi inferiori rispetto a quelli della media nazionale”.

(di Paola Lo Mele/ANSA)

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“Colosseo giallorosso”, muterà il volto di Tor di Valle

Pubblicato il 06 dicembre 2017 da ansa

Un’immagine del rendering del progetto definitivo dello stadio dell’AS Roma a Tor di Valle, Roma, 30 maggio 2016. ANSA/Ufficio stampa Comin & Partners

ROMA. – Un progetto enorme, ‘green’, e destinato a cambiare per sempre il volto di un quadrante della Capitale. Lo Stadio della Roma di Tor di Valle, a cui la Conferenza dei Servizi ha dato il via libera con prescrizioni, sarà la ‘casa’ dei romanisti, ma anche il volano di una serie di opere pubbliche e di nuovi cantieri.

Il volto del futuro complesso attorno al ‘Colosseo’ giallorosso da 55 mila posti, realizzato dalla Eurnova (la As Roma di James Pallotta con il costruttore Parnasi) sarà comunque molto diverso dal progetto originario, quello licenziato dalla giunta Marino, a partire dalle cubature.

Le volumetrie saranno il 50 per cento in meno: non ci sono più infatti le famose ‘torri’ (i grattacieli di Daniel Libeskind) che tanto hanno diviso opinione pubblica e politica ma una serie di edifici bassi ed ecocompatibili.

Cruciale il nodo dei ponti sul Tevere, chiave secondo molti per garantire la viabilità dell’area dello Stadio: accanto al già previsto Ponte dei Congressi – è l’invito in particolare della Regione Lazio – dovrebbe essere realizzato il Ponte di Traiano, finanziato non più dal privato (come era previsto in virtù delle cubature delle torri) ma grazie all’intervento del governo: a sbloccare la situazione una telefonata, giorni fa, tra il ministro dello Sport Luca Lotti e quello alle Infrastrutture Graziano Delrio.

Sempre per chi arriverà in macchina è prevista l’unificazione della‎via Ostiense con la Via del Mare nel tratto che va dal Grande Raccordo Anulare a viale Marconi. Capitolo parcheggi: sono previsti circa 3000 posti auto e attorno ai 7000 stalli da motorino.

Sarà poi potenziata la ferrovia Roma-Lido, con l’acquisto di nuovi treni ma soprattutto con interventi infrastrutturali che andranno a beneficio non solo dei tifosi ma anche dell’intera cittadinanza. I passeggeri arrivati su ferro potranno raggiungere l’area anche a piedi o in bicicletta, attraversando un ponte.

Dal punto di vista ambientale, il progetto prevede poi la messa in sicurezza dei Fossi di Vallerano e Acquacetosa Ostiense e la realizzazione di un Parco fluviale, nonché un sistema di videosorveglianza.‎

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Champions ultimo atto: 14 squadre in lizza per 8 posti

Pubblicato il 04 dicembre 2017 da ansa

Champions League, Olympiacos-Juventus

 


ROMA. – Otto squadre già qualificate (Barca, Bayern, Besiktas, Chelsea, City, Psg, Real e Tottenham), quattordici in lizza per i residui otto posti disponibili. La Champions è in vista del primo traguardo al quale l’Inghilterra può portare cinque squadre, la Spagna rischia di perderne almeno una e la Germania due.

L’Italia è ancora al palo ma Juve e Roma hanno l’approdo a portata di mano mentre il Napoli dipende anche dalla fame di vittorie del già qualificato City di Guardiola. Al rush finale le squadre arrivano in ordine sparso: Tottenham, Lipsia, Napoli e Psg (con ampio turnover) con una sconfitta, Real, Barca, Dortmund, Benfica e Porto con un pari.

In Europa League le tre italiane sono già ai 16/i, ma Atalanta e Milan competono per raggiungere la Lazio fra le vincitrici di girone.

Girone A: al Manchester United in piena forma (ampia vittoria sabato in casa Arsenal) basta un pari. Tra Cska e Basilea, a pari punti, gli svizzeri sono favoriti per gli scontri diretti e per il fatto che affrontano l’eliminato Benfica mentre i russi giocano a Old Trafford. Quasi certo il primo posto per Mourinho.

Girone B: va in scena lo spettacolare confronto tra le due favorite, già qualificate. Primo ko in stagione per il Psg a Montpellier, ma senza peso. Il Bayern ha preso il volo in Bundesliga più per demeriti altrui e ora, ospitando i parigini, vuole cancellare lo 0-3 dell’andata. Ma per il primo posto servirebbe l’impresa. Come all’Anderlecht per recuperare lo 0-3 col Celtic vicino al terzo posto.

Girone C: Roma arbitra del proprio destino, agli ottavi se batte il Qarabag o, con qualsiasi risultato, se l’Atletico non vince in casa Chelsea. Grande interesse per la sfida Chelsea-Atletico, due super team che hanno ritrovato la forma con Hazard e Griezmann sugli scudi. Se passa, grande impresa della Roma che puo’ agganciare anche il primo posto a 11 punti, se gli spagnoli non perdono.

Girone D: manca un tassello alla qualificazione della Juve in piena forma che ha sbancato Napoli. Tre punti con l’Olympiacos ultimo o una mancata vittoria dello Sporting al Nou Camp. Il Barca viene da due pari ed è sicura del primo posto, ma e’ difficile pensare a un harakiri interno coi portoghesi.

Girone E: E’ l’unico gruppo incerto con tre squadre ancora in gioco. Liverpool favorito (5-1 sabato in Premier) che rischia solo se perde in casa col Cska, unico risultato che serve ai russi. Più semplice il cammino del Siviglia cui basta un pari in casa del gia’ eliminato Maribor. Quindi Liverpool e Siviglia vicini agli ottavi.

Girone F: Il Napoli cerca di recuperare Insigne e l’impatto negativo del ko con la Juve. Deve vincere a Rotterdam e sperare che il Manchester City superi in casa lo Shakhtar. Gli inglesi vengono da 20 successi di fila, sono la squadra più in forma d’Europa e non fanno mai calcoli. Ma allo Shakhtar basta anche un pari.

Girone G: Il Besiktas a sorpresa ha conquistato già il primo posto approfittando del flop del Monaco, malinconicamente ultimo. Rimangono a contendersi il secondo posto Porto e Lipsia, a pari punti. I portoghesi sono favoriti perche’ hanno una migliore differenza reti negli scontri diretti e ospitano il Monaco.

Girone H: giochi fatti con Tottenham primo e Real Madrid secondo. L’unico quesito riguarda il terzo posto, che vale l’Europa League, con Dortmund e Apoel pari nel punteggio e negli scontri diretti. Se entrambe pareggiano passa il Dortmund per la migliore differenza-reti generale. Magra consolazione dopo il flop di tutta la stagione.

In Europa League sedici squadre già qualificate, ne mancano otto (poi si aggiungeranno le otto terze della Champions): fra queste l’Arsenal, il Lione, il Nizza, il Villarreal e lo Zenit, oltre le tre italiane. La Lazio, già prima, giocherà in casa dello Zulte Waregem. Milan e Atalanta cercano il primo posto affrontando fuori il Rijeka e in casa il Lione. Fra gli scontri diretti decisivi per la qualificazione ci sono Slavia Praga-Astana Copenaghen-Sheriff, Stella Rossa-Colonia, Zorya-Athletic, molti attesi anche Basaksehir-Braga, Marsiglia-Salisburgo e Real Sociedad-Zenit.

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Roma sul velluto, un tris spazza via la Spal

Pubblicato il 01 dicembre 2017 da ansa

Lorenzo Pellegrini (C), festeggia il gol del 3-0. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

 


ROMA. – Tutti aspettavano fin da subito una ‘Roma formato Schick’ invece, per piegare la Spal e conquistare la 12/a vittoria in 15 partite di campionato, è bastata una formazione anche senza il ‘gioiello’ arrivato dalla Samp, che ha trovato spazio ‘solo’ per mezz’ora (l’ultima).

La Spal, che si era presentata all’Olimpico per tentare un’altra impresa simile a quella del 20 agosto scorso, quando bloccò sullo 0-0 una Lazio non ancora lanciata verso traguardi ambiziosi, è stata travolta in agilità dalla squadra di Di Francesco che ha capitalizzato la superiorità numerica per oltre 80′.

La partita degli emiliani è cominciata e si è conclusa in una decina di minuti. Tanti ne sono trascorsi dal fischio d’inizio alla cacciata dal campo di Felipe, decretata da Abisso con l’ausilio della Var – per fallo da ultimo uomo su Dzeko, che l’arbitro palermitano aveva valutato diversamente. L’espulsione di uno dei tre difensori è stato uno choc troppo forte per gli ospiti che, al 19′, sono andati sotto. A sbloccare la situazione ci ha pensato Dzeko, pronto a ritrovare la strada del gol dopo due mesi (l’ultimo acuto sul campo del Milan, il primo ottobre): il bosniaco riceve un suggerimento delizioso di El Shaarawy, controlla in area e di sinistro fulmina Gomis.

L’1-0 tramortisce la Spal che pure aveva aperto il match costruendosi un’occasione da gol non sfruttata di testa da Paloschi. L’unica scarica di adrenalina per una Roma che, giocando senza alcuna frenesia, ma con azioni manovrate e mantenendo un ritmo tutt’altro che vertiginoso, riesce sempre a tenere in mano il comando delle operazioni. I giallorossi accelerano di volta in volta nel tentativo di chiudere il match, ma trovano un Gomis in splendida forma. Il portiere spallino ingaggia un vero e proprio duello con gli avanti avversari, negando in almeno una dozzina di volte il gol.

Il raddoppio arriva al 32′ per merito di Strootman che, con una ‘sassata’ dal basso verso l’alto, dopo un altro geniale colpo di tacco di El Shaarawy, permette alla Roma di tornare negli spogliatoi con qualche sicurezza in più. Prima dell’intervallo, Gomis in uscita nega il 3-0 a Dzeko, ma nulla può all’8′ della ripresa sull’incornata da pochi passi di Pellegrini che raccoglie un cross (l’ennesimo) di Kolarov dalla sinistra e insacca facilmente.

La Spal, poco dopo, ha un sussulto d’orgoglio: si butta nell’area avversaria e guadagna un rigore con Mora, travolto dall’eccessiva veemenza di Manolas. Sul dischetto va l’ex Viviano che prima trasforma e, sulla ripetizione, tenta un ‘cucchiaio’ che finisce sulla traversa (con leggera deviazione di Alisson). Il giocatore biancoazzurro è fortunato nella ribattuta e insacca il gol della bandiera.

Sembra tutto finito e invece c’è ancora tempo per vedere sprecare incredibilmente un gol al nuovo entrato Schick, di testa, al 34′, e per alcuni interventi spettacolari di Gomis che impediscono alla Roma di dilagare: al 24′, Gomis ribatte di piede, alla Garella, su Kolarov; poi, si ripete su Pellegrini, ma in plastico volo. La Roma ‘archivia’ l’insidia-Spal e già ripensa alla musichetta della Champions che martedì – in caso di vittoria sul Qarabag e di conseguente passaggio agli ottavi – potrebbe avere i toni della marchia trionfale.

(di Adolfo Fantaccini/ANSA)

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Di Francesco: “Derby senza favoriti, non gioco per il pari”

Pubblicato il 17 novembre 2017 da ansa

Serie A, Roma-Lazio sabato alle 18:00

 

ROMA. – Un derby alla pari, da vincere a tutti i costi. Eusebio Di Francesco non vede favorita la Roma nella stracittadina in programma domani allo stadio Olimpico, ma non per questo chiederà ai suoi ragazzi di pensare prima a non perdere con la Lazio.

“Non direi mai alla mia squadra che potrebbe andar bene anche un pareggio, si accontenterebbe, affronterebbe la partita in maniera meno aggressiva. Stiamo lavorando e crescendo insieme facendo un certo tipo di percorso e vi assicuro che non lo cambierò domani. Farò di tutto per poter vincere, giocheremo per i tre punti”, sottolinea il tecnico giallorosso.

Ricordando poi i pericoli della sfida: “Entrambe le squadre stanno vivendo un ottimo momento. Il risultato inciderà sulle prospettive del campionato, ma voglio togliere il derby dalla classifica. E’ una partita unica, importante, diversa dalle altre, che potrebbe darci il là per continuare il nostro percorso. Loro hanno grande qualità, sanno ripartire immediatamente con grande capacità di andare in verticale in particolare con Immobile che sa attaccare la profondità. Ritengo sia il giocatore più pericoloso della Lazio, la loro arma in più. Dovremo stare attenti senza snaturarci”.

“Tutti dicono che siamo più forti tecnicamente, ma loro negli ultimi anni hanno sbagliato pochissimi acquisti. Sono stati molto bravi a fare le scelte di mercato, hanno fatto un ottimo lavoro – aggiunge l’allenatore abruzzese -. Milinkovic-Savic è un giocatore importante, così come Immobile, e poi hanno rigenerato elementi come Luis Alberto, che ora è decisivo. Per me oggi come oggi se la giocano alla pari, non c’è una favorita. Di certo mi auguro che a vincere sia la Roma”.

Un’altra certezza riguarda poi Schick, che ancora una volta resterà a guardare la partita dalla tribuna: “Non sarà convocato, sta facendo un percorso graduale e tornerà ad allenarsi con la squadra quando riferirà di star bene. O così o con me non si allena. Non vogliamo correre il rischio di altre ricadute. Nainggolan? Vorrei schierarlo ma solo se sarà almeno al 90% della condizione fisica. Domani deciderò se sarà disponibile per il derby”.

Fuori dal campo, intanto, la Roma incassa due buone notizie. La prima arriva direttamente dall’Uefa con la chiusura del procedimento che era stato aperto in seguito ai presunti cori razzisti dei tifosi giallorossi a Londra all’indirizzo dell’ex Ruediger, ora al Chelsea. La seconda invece riguarda il settore commerciale con l’ingresso del marchio Birra Peroni tra i partner della società e main sponsor della ‘Magica Land’, la nuova fan zone pre-partita.

“Il villaggio che stiamo progettando – spiega Luca Danovaro, direttore marketing della Roma – sarà la riprova della volontà del club di coinvolgere sempre più i propri tifosi. Vogliamo che diventi un vero e proprio punto di riferimento e di incontro per i nostri tifosi nel giorno della partita”. Per Cristiano Marroni Darena, marketing manager Peroni, “la partnership con la Roma ci rende orgogliosi”.

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Formula E: il 14 aprile a Roma, tracciato di 2,8 km all’Eur

Pubblicato il 19 ottobre 2017 da ansa

Formula E: il 14 aprile a Roma

 

ROMA. – Il 14 aprile arriva a Roma, e precisamente all’Eur, l’E-Prix 2018, la tappa italiana del campionato di Formula E. La competizione internazionale dedicata alle monoposto 100% elettriche partirà il 2 dicembre 2017 a Hong Kong per concludersi il prossimo 28 luglio 2018 a Montreal.

Il tracciato romano, di 2,8 km con 21 curve, passerà per alcuni luoghi simbolo dell’Eur: la Nuvola, il Palazzo dei Congressi, il Salone delle Fontane, l’Obelisco. La presentazione dell’evento è in corso alla Nuvola.

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Champions: Roma spettacolo e rimpianti, 3-3 in casa Chelsea

Pubblicato il 18 ottobre 2017 da ansa

Edin Dzeko festeggia il gol contro il Chelsea. EPA/NEIL HALL

LONDRA. – Roma-spettacolo: sotto di due gol allo Stamford Bridge, i giallorossi hanno la forza di ribaltare il risultato, sfiorando addirittura l’impresa, prima del 3-3 finale firmato da Hazard; ma al di la’ di qualche legittimo rimpianto – specie per le troppe distrazioni difensive – il parteggio in casa del Chelsea ha un peso specifico che va oltre il punto guadagnato. E non solo perché consolida il secondo posto nel girone, complice il mezzo passo falso dell’Atletico Madrid a Baku.

Il pari della Roma arriva infatti al termine di una partita giocata a viso aperto, in comando del possesso palla, con qualità e personalità. Imponendosi nel gioco e relegando il Chelsea – pragmatico ai limiti del cinismo – al ruolo di comprimario. Protagonista assoluto invece Dzeko, autore di una doppietta a una squadra alla quale non aveva mai segnato, e con il primo dei due gol da applausi.

All’annuncio delle formazioni non mancano le sorprese. Antonio Conte rinuncia ad una punta (Pedro) per puntellare il centrocampo con David Luiz. Al posto del brasiliano, in difesa, trova una maglia da titolare il danese Andreas Christensen.

Se era scontato il ritorno di Kevin Strootman, sorprendono gli innesti nella Roma di Maxime Gonalons e soprattutto di Gerson, alla prima da titolare in questa stagione. In panchina tutti e tre gli ex allievi di Conte: Daniele De Rossi, Alessandro Florenzi e Stephan El Sharaawy.

Eusebio Di Francesco aveva chiesto ai suoi un approccio diverso rispetto a quello evanescente contro il Napoli, ed è accontentato. Nei primi 10′ il Chelsea esce di raro dalla propria metà campo. Ma dopo l’incursione centrale di Diego Perotti, che manda di poco alto, alla prima occasione i padroni di casa passano avanti. David Luiz cerca il passaggio filtrante, sulla respinta-errore di Juan Jesus è ancora il nazionale brasiliano a trovare la stoccata vincente.

La Roma accusa il colpo: il suo possesso palla appare lento e prevedibile. Gli errori negli appoggi non si contano, così ai Blues basta un’ordinata difesa per non rischiare nulla. Bisogna attendere più di mezz’ora per registrare le prime due occasioni giallorosse. Edin Dzeko libera in area Radja Nainggolan che si fa deviare in angolo da Thibaut Courtois la conclusione a botta sicura. Due minuti più tardi è Perotti a calciare banalmente tra le braccia di Courtois.

Due chiare occasioni sprecate, e subito pagate carissimo. Bruno Peres perde malamente palla a centrocampo, ripartenza vertiginosa dei Blues, Federico Fazio rimpalla il destro di Alvaro Morata, la palla finisce ad Hazard che da due passi non sbaglia. Raddoppio fortunoso quanto immeritato. E giustiziato prima dell’intervallo da Aleksandar Kolarov che prima salta come un birillo Cesar Azpilicueta, quindi entra in area e tira, accorciando le distanze grazie alla decisiva deviazione di Christensen.

L’inerzia non cambia nella ripresa, è ancora la Roma a comandare il gioco. Il Chelsea resta chiuso affidandosi alle ripartenze, sempre più rare, della coppia Hazard-Morata. Ma viene punito quando Fazio trova la verticalizzazione perfetta, sulla quale Dzeko impatta per il meritato 2-2 con uno splendido sinistro al volo, sotto la traversa. Un gol bello quanto speciale, il miglior regalo nel giorno della 100esima partita del bosniaco con la maglia giallorossa.

Rinfrancata, la Roma non si accontenta. La Roma sogna il colpaccio ma è un’illusione che dura poco, perché il colpo di testa di Hazard ristabilisce la partita.Pellegrini entra per Gerson, promosso alla prova di Stamford Bridge, Conte manda in campo prima Pedro per David Luiz – che platealmente e in italiano gli spara due volte un ‘vaffa’ a favore di telecamere – poi Willian per Hazard. Prima del triplice fischio finale ancora Dzeko, ancora di testa, sfiora la tripletta. Rimpianto o orgoglio che sia, per questa sera va bene così.

(di Lorenzo Amuso/ANSA)

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Rifiuti: Roma punta a zero cassonetti in strada nel 2021

Pubblicato il 18 ottobre 2017 da ansa

Rifiuti in una strada di Roma.

 

 

ROMA. – Zero cassonetti nelle strade si Roma nel 2021. A questo punta l’Ama, la municipalizzata dei rifiuti della Capitale che per voce del suo presidente Lorenzo Bagnacani illustra i progetti futuri della raccolta rifiuti. “Roma ha l’obiettivo di essere tutta porta a porta tra domus ecologiche ed altre raccolte dedicate – ha detto il manager – secondo il piano entro il 2021 al 54%, ma speriamo di poter fare anche di più”.

Nei progetti, anche una riorganizzazione dell’Ama su base municipale, cassonetti intelligenti capaci di identificare l’appartenenza dei rifiuti, una mappatura di tutti gli utenti e la tariffazione puntuale ovvero proporzionale alla quantità e qualità di scarti e materiali post consumo prodotti.

In questo disegno della Roma del futuro – molto diversa da quella attuale in cui ciclicamente il sistema va in tilt con cassonetti straripanti e sacchetti in strada – si inserisce l’inaugurazione della prima Domus Ecologica della Capitale, sul litorale di Ostia.

Si tratta di una struttura chiusa, interamente dedicata alla raccolta differenziata, con contenitori per tutti i tipi di materiali, pensata per servire un determinato bacino di utenza che vi può accedere. La prima viene collocata in una scuola, le prossime (il fine è arrivare a mille in 4 anni con il ritmo di 250 ogni 12 mesi) saranno messe anche nei condomini.

Anche in questo modo “auspichiamo di eliminare i tradizionali cassonetti dalle strade al 2021: quei cassonetti che non sono di nessuno e dove si verificano comportamenti tutt’altro che virtuosi e talvolta criminali”, le parole di Bagnacani. “Quando queste domus ecologiche saranno collocate all’interno del tessuto urbano consegneremo le chiavi ai condomini – ha spiegato la sindaca Virginia Raggi a Ostia per l’inaugurazione -. Ci sarà una rappresentazione di chi fa bene la raccolta differenziata, con un gioco di squadra: se tutti faranno bene la raccolta differenziata tutti avranno sgravi sulla Tari, se qualcuno sbaglia non si avranno. Il principio è si vince o si perde insieme”.

“I 5 Stelle si preoccupano della sparizione dei cassonetti tra quattro anni ma non s’interessano dell’attuale situazione degli stessi, stracolmi in ogni zona della città e problematici da utilizzare soprattutto per gli anziani e per i disabili”, attacca la deputata dem Ileana Argentin.

“I cassonetti potranno anche sparire nel 2021 ma intanto quelli presenti oggi sulle strade andrebbero tenuti in condizioni dignitose, perché lo spettacolo cui sono costretti ogni giorno i cittadini è una vera e propria vergogna – rincara il presidente del Codacons Carlo Rienzi -. A fronte di tale situazione, i romani continuano a pagare una Tari mediamente più cara del 50% rispetto alla media nazionale”.

Il M5S però guarda avanti sostenendo che con la prima Domus Ecologica “prende finalmente il via il nostro ambizioso piano per la riduzione e gestione dei materiali post-consumo adottato dall’ amministrazione capitolina per il quinquennio 2017-2021”. “Il piano non è un sogno ma una realtà che estenderemo”, assicura l’assessore all’Ambiente Pinuccia Montanari.

(di Paola Lo Mele/ANSA)

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Marcia su Roma: divieto della Questura. Movimento conferma la manifestazione il 28 ottobre

Pubblicato il 13 ottobre 2017 da ansa

Il preavviso della ‘marcia dei patrioti’ annunciata da Forza Nuova sulla propria pagina Fb per il prossimo 28 ottobre, 95/esimo anniversario della storica marcia fascista. ANSA/ FACEBOOK

ROMA. – La “marcia su Roma” non si farà. Dopo l’annuncio del ministro dell’Interno, Marco Minniti, arriva dalla questura di Roma il divieto ufficiale per la manifestazione indetta da Forza Nuova per il 28 ottobre, anniversario dell’ingresso delle camicie nere di Benito Mussolini nella Capitale. Il provvedimento, firmato dal questore Guido Marino, arriva a 24 ore dalla riunione in Prefettura dei vertici delle forze dell’ordine durante il quale sono stati messi in luce i “gravi rischi per l’ordine pubblico in caso di svolgimento della manifestazione”.

Da parte sua, il leader di Forza Nuova, Roberto Fiore, non accenna a passi indietro e annuncia: “Per una questione di principio faremo ugualmente la manifestazione”, cioè un breve corteo all’Eur. L’Anpi, dal canto suo, plaude alla decisione della questura e auspica l’impegno dello Stato affinché “faccia il suo dovere e vigili”.

Il braccio di ferro tra il movimento di estrema destra e le forze dell’ordine, nato ormai più di un mese fa con il primo annuncio del corteo, non accenna dunque ad allentarsi. Il ministro Minniti aveva assicurato che per la manifestazione, rilanciata per il 28 ottobre alle 16 nel quartiere dell’Eur, non sarebbero state concesse autorizzazioni, così come assicurato il mese scorso anche dal capo della polizia, Franco Gabrielli. E così da San Vitale è arrivato il provvedimento che vieta il corteo di Forza Nuova.

“Dovranno convocarci e comunicarci la decisione ma non è escluso che possiamo ricorrere”, spiega Fiore annunciando anche a breve la pubblicazione di un appello al quale avrebbero aderito “personalità del mondo della cultura, politico e legale”. Soddisfatta della decisione della questura è l’associazione dei partigiani che, per voce del suo presidente Carlo Smuraglia, avverte gli attivisti di Forza Nuova.

“L’idea che qualcuno pensi di poter andare avanti nonostante i divieti – afferma – è qualcosa di eversivo e anarchico. Ci sono gli organismi preposti che credo faranno il loro dovere. Mi auguro che si tratti solo di una provocazione alla quale non seguiranno fatti”.

Per il 28 ottobre partigiani ed antifascisti si ritroveranno in Campidoglio per una cerimonia in ricordo dei fatti del 1922. A fare gli onori di casa sarà la sindaca Virginia Raggi. All’incontro parteciperà anche una docente che ripercorrerà quella che l’Anpi definisce una “data nefasta nella storia d’Italia”.

(di Domenico Palesse/ANSA)

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Serie A: Napoli settebellezze, Milan ko con la Roma

Pubblicato il 01 ottobre 2017 da ansa

Napoli-Cagliari: Il gol di Hamsik (Foto cortesia Napoli F.C.)

 

ROMA. – Il Napoli è il solito rullo compressore e continua a volare: schiaccia il Cagliari 3-0 e inanella la settima vittoria consecutiva. In attesa di Atalanta-Juve si gode il primato in solitario con due punti di vantaggio su un’Inter che vince di misura a Benevento con una doppietta di Brozovic rischiando di farsi raggiungere. La Roma batte 2-0 al Meazza il Milan, con Dzeko e Florenzi, e lancia un messaggio a chi sta davanti.

Ma il risultato più eclatante lo trova la Lazio che rimonta e travolge il Sassuolo 6-1 all’Olimpico condotta per mano da Luis Alberto, autore di una doppietta. Per Bucchi potrebbe maturare l’esonero. Nelle altre gare del pomeriggio la Fiorentina cade in casa del Chievo, il Toro in dieci si fa rimontare due gol dal Verona nel recupero mentre tra Spal e Crotone finisce in pari.

Il Napoli continua a estasiare il suo pubblico coccolandolo con prestazioni superlative. Dominio totale del campo, avversari soggiogati e impreparati a opporsi. Col Cagliari possesso palla asfissiante, Hamsik in gol dopo 4′ (Maradona ormai è a distanza di un gol tra i goleador della storia napoletana), poi un rigore di Mertens e una ribattuta di Coulibaly per chiudere in letizia la giornata e restare in testa a punteggio pieno.

Più a ostacoli il percorso netto dell’Inter, che continua a vincere, ma sempre col fiatone. Contro la cenerentola Benevento i nerazzurri partono bene con una doppietta di Brozovic: un colpo di testa e una punizione, poi varie occasioni fallite per leggerezza. Ma il Benevento ha un D’Alessandro nel motore che riduce le distanze in contropiede, poi l’ex romanista colpisce di testa e i campani mettono in difficoltà l’Inter che si difende tra le perplessità di Spalletti.

La Lazio ha bisogno che il Sassuolo le faccia il solletico, passando in vantaggio su rigore di Berardi, per reagire scatenandosi. Gran protagonista, ancora una volta, Luis Alberto che trova il pari con un gioiello su punizione, poi in meno di un quarto nella ripresa la Lazio travolge e umilia il Sassuolo (con 4 gol in 13′): De Vrij di testa, ancora Luis Alberto, una doppietta di Parolo e un rigore di Immobile continuano a far sognare la squadra di Inzaghi, saldamente al quarto posto.

Al Meazza, Montella ritrova la ‘sua’ Roma e prova per la prima volta l’attacco a due Kalinic-Andrè Silva. Partita bloccata e brutta per un tempo, poi le squadre si allungano e il Milan sembra poter arrivare alla porta di Allison. E invece è un’invenzione sull’asse Pellegrini-Dzeko a sbloccare la partita dopo 72′ di gioco, poi Florenzi chiude per il 2-0 con un gol che mette il sigillo al suo ritorno dopo un anno di stop. La Roma è più concreta che bella, però c’è, come aveva chiesto di dimostrare Di Francesco. Per la squadra rossonera è il terzo ko del campionato, il secondo consecutivo. Ora la pausa, ma poi c’è il derby. Mirabelli intanto tiene lontani i fantasmi, sottolineando che Montella è bravo come Ancelotti.

Prosegue invece la via crucis della Fiorentina: a Verona passa in vantaggio con Simeone, potrebbe raddoppiare, ma i veneti sfruttano la giornata speciale di Castro che con una doppietta (sul primo gol imbarazzante liscio di Biraghi) ribalta la gara. I viola si ritrovano pericolosamente nella parte bassa della graduatoria.

Finale da incubo per il Torino col Verona: i granata hanno la gara in pugno con un gol di rapina di Iago Falque e una prodezza di Niang. Poi mollano gli ormeggi e il Verona in recupero segna due volte: prima un gol di Kean con sospetto di fuorigioco, poi per un fallo di mano su Cerci Pazzini trova su rigore un pari insperato. Granata imbufaliti anche perché tutto è avvenuto con la squadra in dieci per l’ infortunio di Belotti.

Pari soddisfacente per il Crotone che frena la Spal: si infortuna Borriello e in gol va Paloschi, ma Simy riacciuffa la sfida salvezza.

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Serie A, Milan-Roma alle ore 18:00 (elaborazione)

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El Shaarawy: “Col Milan per dimostrare che la Roma c’è”

Pubblicato il 29 settembre 2017 da ansa

Milan

Serie A, Milan-Roma alle ore 18:00

 

ROMA. – Entrambi sperano di segnare per aiutare la Roma ad espugnare San Siro contro il Milan. L’unica differenza è che in caso di gol Alessandro Florenzi esulterà mentre Stephan El Shaarawy non lo farà in segno di rispetto verso la sua ex squadra. Che comunque vuole battere per “dare un segnale forte al campionato, per far capire a tutti che siamo in crescita e che ci siamo anche noi a lottare per la testa della classifica”.

I due esterni della Roma contro il Milan agiranno ai fianchi di Dzeko, definito dal ‘faraone’ come un attaccante “totale e completo”, un elemento “di fondamentale importanza”. E lo stesso discorso vale per Florenzi, jolly prezioso nel mazzo di Di Francesco soprattutto in circostanze come quelle attuali, con l’infermeria piena di attaccanti esterni (Schick, Perotti e Defrel).

“Alessandro è un valore aggiunto per qualsiasi ruolo, li sa fare bene tutti. Anche da esterno può fare molto bene e ci auguriamo che possa farlo anche domenica se il mister lo farà giocare lì”. L’azzurro infatti sarà schierato alto sulla fascia destra, con alle spalle Bruno Peres, mentre il turco Under resterà in panchina come carta da giocare a gara in corso.

Sulla corsia mancina invece agirà proprio El Shaarawy, ex senza dente avvelenato: “Il Milan è stato il coronamento di un sogno. Da tifoso vestire la maglia rossonera è sempre stato un sogno, e l’ho realizzato tagliando anche traguardi molto significativi che mi hanno aiutato a realizzarmi, per questo sarò sempre grato al Milan. Per me domenica sarà una partita molto speciale. Per rispetto non esulterò se dovessi segnare”.

Il periodo milanese tuttavia non è stato caratterizzato solo da gioie. “Con la maglia del Milan ho vissuto forse il periodo più difficile della mia carriera, sono stato fermo tre mesi per un infortunio al piede, poi ho avuto una ricaduta e lo stop si è protratto per quasi un anno. Ho sofferto tanto ma grazie all’appoggio della mia famiglia e dei miei amici mi sono ripreso”, e poi è arrivata la chance con la Roma:

“Ma questo non lo ritengo un periodo di rinascita. Sono arrivato con l’obiettivo di fare bene e penso in parte di esserci anche riuscito. Mi ritengo un giocatore in crescita. Il mio obiettivo è sempre quello di migliorarmi di più per affermarmi sia a livello italiano che europeo”.

Obiettivi che passano anche dalla sfida di domenica contro un Milan rinnovato in campo e fuori. “Secondo me la società ha fatto le sue scelte, ha rivoluzionato la squadra e ci è riuscita in maniera ottimale – conclude El Shaarawy a Sky Sport -. Sono arrivati giocatori di grande qualità e questo sta dando i risultati anche se le loro ultime due partite di campionato non sono andate benissimo. Troveremo sicuramente una squadra molto tosta che avrà voglia di riscattarsi, quindi servirà la miglior Roma per batterli”.

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Inzaghi re di Roma

Pubblicato il 02 maggio 2017 da Emilio Buttaro

Simone Inzaghi con il giornalista Emilio Buttaro.

A un mese dalla fine del campionato italiano, la copertina del giorno è tutta per un tecnico giovane, bravo e gentile. La Capitale calcistica è roba sua: già, perchè dopo aver fatto fuori la Roma in Coppa Italia, Simone Inzaghi stravince anche il derby blindando così il quarto posto. E la Lazio insieme all’Atalanta è la più bella sorpresa del campionato italiano.

Nemmeno l’arbitro Orsato, da anni uno dei migliori fischietti, riesce a fermare la corazzata biancoceleste. Pur senza Ciro Immobile la Lazio è perfetta e tra i meriti del suo allenatore c’è anche quello di aver saputo trasformare Keita, il mattatore del derby, da genio ribelle ad autentico eroe.

Adesso per la Roma l’incubo è doppio, perchè c’è da difendere un secondo posto che sembrava quasi in cassaforte da un Napoli mai domo. Sarri passa a San Siro grazie pure all’aiuto di Nagatomo e perchè no anche dei nerazzurri che non fanno nulla, ma proprio nulla per rimediare.

Così la deludente prestazione del Milan, ancora piccolo con le piccole, rappresenta invece per i rossoneri un passettino avanti per l’Europa. Anche il pari dei campioni d’Italia a Bergamo nell’anticipo, sembrava quasi un mezzo flop e invece dopo il derby della capitale diventa un nuovo mattoncino verso il sesto titolo di fila: sabato c’è il Torino e se la Roma il giorno dopo farà peggio dei bianconeri, per Buffon e compagni sarà di nuovo scudetto.

Adesso però in casa Juve l’obiettivo rimane la Coppa dalle grandi orecchie e per il primo confronto con i babyboom del Monaco ormai è questione di ore.

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