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Accordo Pd-FI sui collegi, Rignano torna a Firenze

Pubblicato il 07 dicembre 2017 da ansa

 

 

ROMA. – Pd e Forza Italia ridisegnano la mappa dei collegi elettorali contenuta nel decreto del governo che chiude l’iter parlamentare del “Rosatellum” e le commissioni Affari Costituzionali di Camera e Senato danno parere positivo. Scatenando la polemica.

L’accordo raggiunto tra i due partiti è una “forzatura”, tuonano gli esponenti di “Liberi e Uguali”. E’ “una riedizione elettorale del Nazareno”, osserva il M5S che sceglie al Senato di non votare. “Ognuno dei nuovi collegi”, commenta la presidente dei senatori di Sinistra Italiana, Loredana De Petris, “ha un nome e un cognome” e lo “strappo” è considerato “scandaloso” dal deputato Alfredo D’Attorre.

La modifica più “eclatante” è la riscrittura dei collegi della circoscrizione della Camera Toscana che consente il passaggio del comune di Rignano, quello di appartenenza del segretario Pd Renzi, al collegio di Firenze. Mentre la commissione Istat lo aveva collocato in quello di Empoli-Livorno. Ma non è l’unica novità.

“Si è spostato Castelfiorentino a Empoli, dove probabilmente sarà candidato Lotti – spiega D’Attorre – mentre in Basilicata hanno staccato Melfi e Rionero da Potenza accorpandoli a Matera, per consentire l’accorpamento dell’area dei Pittella. A Salerno si accorpano San Severino e Fisciano alla città, per rafforzare le prospettive Pd dove probabilmente sarà candidato il figlio di De Luca. E in Campania 1 si spostano comuni come Boscoreale e Boscotrecase accorpati con Torre del Greco, sulla base di richieste di consiglieri regionali del Pd come Casillo e altri”. E a proposito di Casillo si fa insistente la voce di lui come “portatore di voti” per Maria Elena Boschi che potrebbe essere candidata in un collegio campano.

Il relatore alla Camera, Emanuele Fiano, respinge ogni accusa e per quanto riguarda le modifiche assicura che “nessuna” di queste “ha un contenuto politico”, ma “sono state chieste per una migliore omogeneità del territorio, della popolazione e tra Camera e Senato”. Sono 16 le modifiche chieste, ricorda, su 445 Collegi plurinominali e uninominali di Camera e Senato.

Parla invece di “gerrymandering” (parola che fonde due termini “Gerry” e “salamander” e che definisce il metodo ingannevole usato da un governatore americano del ‘700 per ridisegnare i collegi elettorali) Federico Fornaro. Il meccanismo studiato da Pd e FI, spiega, serve di fatto ad aumentare il numero dei seggi in determinati collegi e a garantire un migliore risultato per quei partiti che supereranno una certa soglia (dal 15% in su).

Intanto il Pd presenta un emendamento alla manovra per ridurre di un quarto il numero delle firme per le liste che non hanno un gruppo in Parlamento: esattamente la richiesta fatta da Bonino e Della Vedova nei giorni scorsi.

(di Anna Laura Bussa/ANSA)

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Legge elettorale: il 12 dicembre Rosatellum all’esame della Consulta

Pubblicato il 07 dicembre 2017 da ansa

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Il tabellone elettronico dopo la votazione sulla fiducia che il governo ha posto sul primo dei cinque articoli di cui si compone la legge elettorale, Aula della Camera, Roma, 11 ottobre 2017.
ANSA/ALESSANDRO DI MEO

ROMA. – Mentre la politica si divide sulle modifiche ai collegi elettorali, per il Rosatellum sta per arrivare il primo banco di prova. La settimana prossima, esattamente il 12, la legge elettorale finirà sotto esame della Corte Costituzionale.

A differenza di quanto accaduto prima con il Porcellum e poi con l’Italicum, stavolta non sono stati Cassazione e giudici di merito a investire la Consulta. Ma il Codacons, alcuni parlamentari e i capigruppo dei Cinquestelle a Camera e Senato.

E in discussione non c’è il contenuto delle nuove regole, ma il modo in cui sono state approvate, con il ricorso alla fiducia da parte del governo. Una procedura che, comprimendo il dibattito parlamentare, avrebbe violato le prerogative costituzionali di deputati e senatori e dell’intero corpo elettorale.

E’ questo il tema comune ai quattro conflitti di attribuzioni tra poteri dello Stato, che sono sul tavolo della Consulta: due sulla nuova legge, due sull’Italicum. Quello del Codacons contro il governo, quelli dei parlamentari contro le Camere. Il 12 i giudici costituzionali dovranno stabilire se i quattro ricorsi sono ammissibili. E cioè se chi li ha presentati rappresenta effettivamente un potere dello Stato e se esiste realmente la materia del conflitto.

Questioni che sono tutt’altro che pacifiche e che stanno già dividendo i giuristi: la spaccatura è tra chi, come Paolo Maddalena che della Corte costituzionale è stato vice presidente, ritiene che il ricorso vada senz’altro accolto in considerazione dell’entità della “ferita inferta dalla legge elettorale alla sovranità del popolo”; e chi, come Stefano Ceccanti, pensa invece che il conflitto non si possa configurare sostenendo che i regolamenti parlamentari non prevedono la legge elettorale tra le materie per cui è esclusa la fiducia.

Solo se la Corte dovesse ritenere che i termini per un conflitto ci sono, potrà poi entrare nel merito delle doglianze. Con rischi che potrebbero essere peggiori di una pronuncia di incostituzionalità, che in genere investe singole norme. I ricorsi presentati dai Cinquestelle, mettendo in discussione la procedura di approvazione prima dell’Italicum e poi del Rosatellum, avvenuta in tutti e due i casi con il ricorso alla fiducia, chiedono infatti una decisione tranciante con “l’annullamento degli atti impugnati”. Perchè sia l’articolo 72 della Costituzione sia i regolamenti parlamentari escluderebbero la facoltà per il governo di porre la fiducia.

(di Sandra Fischetti/ANSA)

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Rosatellum alla prova della Consulta, i dubbi dei giuristi

Pubblicato il 26 novembre 2017 da ansa

Il tabellone della Camera con i sì e no al Rosatellum 2.

 

 


ROMA. – La campagna elettorale, di fatto, è già iniziata, ma sulla legge che dovrà regolare il voto pende ancora la spada di Damocle della Consulta, chiamata il 12 dicembre a pronunciarsi sul Rosatellum bis. Un passaggio che potrà essere da subito decisivo oppure riservare un secondo round, ma che fin d’ora apre molti interrogativi tra gli stessi giuristi.

A differenza di quanto accadde col Porcellum, inviato alla Corte dalla Cassazione, e con l’Italicum, che arrivò alla Consulta perché alcuni tribunali sollevarono dubbio di costituzionalità, questa volta sul Rosatellum i giudici sono chiamati a dirimere un conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato.

A proporlo, i capigruppo Cinquestelle contro la Camera di appartenenza, ritenendo lese le loro prerogative di parlamentari perché la norma è stata approvata con diversi voti di fiducia. A rappresentarli un pool di legali, tra cui Felice Besostri, già in campo contro Porcellum e Italicum.

Nella camera di consiglio fissata per le 16 del 12 dicembre, la Corte valuterà anche alcuni ricorsi sull’Italicum. Ma il piatto forte è ovviamente il Rosatellum. E trattandosi di un conflitto, non di una questione di costituzionalità, la Corte, prima di esaminare la norma, dovrà valutare se il ricorso ha tutte le carte in regola per essere ammissibile e se i ricorrenti si qualifichino come poteri dello Stato.

Se questo step non dovesse essere superato, la partita si chiuderà e il Rosatellum sarà salvo. Altrimenti, sarà fissata una data d’udienza per discutere i contenuti della legge.

In altri conflitti ad alta densità politica, la decisione sull’ammissibilità era scontata. Questa volta no e il tema fa discutere gli esperti. Se ne ha un ‘assaggio’ su Nomos, la rivista coordinata dal costituzionalista Fulco Lanchester, che on line pubblica le anticipazioni del prossimo numero e i contributi di numerosi giuristi e addetti ai lavori – gli stessi che il 5 dicembre ne discuteranno alla Sapienza in un incontro insieme ad Alfredo D’Attorre (Mdp), Lucio Malan (Fi), Ettore Rosato (Pd) e Danilo Toninelli (M5S).

Per Paolo Maddalena, vicepresidente emerito della Corte costituzionale, la posta in gioco investe “l’esercizio della ‘sovranità popolare'” attraverso i suoi rappresentati e “la ferita inferta dalla legge elettorale alla sovranità del Popolo e alle attribuzioni del Corpo elettorale è di tale entità che non è possibile non dichiarare l’ammissibilità del ricorso”.

Di tutt’altro avviso il costituzionalista Stefano Ceccanti, che non solo sottolinea come il ricorso “riproponga argomenti già bocciati”, ma parla senza mezzi termini di “estroso tentativo di conflitto di attribuzioni”, ricordando come i regolamenti parlamentari non prevedono la legge elettorale tra le materie per cui è esclusa la fiducia.

Ma Giampiero Buonomo, consigliere del Senato, fa notare che “la maggioranza, su ben due leggi elettorali”, Italicum e Rosatellum, “è andata a testa bassa con ripetuti voti di fiducia” e proprio il conflitto tra poteri può essere lo strumento che “sanzioni non tanto e non solo il prodotto della forzatura, ma la forzatura in sé”.

Resta da chiedersi se imboccare questa strada non possa “in astratto comportare la legittimazione di uno o più parlamentari a sollevare conflitto per qualunque legge” e se questo non trasformi il conflitto da “strumento eccezionale” a “ordinario strumento di lotta politica”. E’ la domanda che si pone il costituzionalista Massimo Villone e se la porranno senz’altro anche i giudici della Corte.

(di Eva Bosco/ANSA)

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Sergio Mattarella

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Mattarella firma nuovo sistema elettorale: Rosatellum 2.0 è legge

Pubblicato il 03 novembre 2017 da redazione

Mattarella firma la nuova legge elettorale

Sergio Mattarella

ROMA – Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato il Rosatellum, promulgando così la nuova legge elettorale, approvata dal Parlamento e licenziata dal Senato lo scorso 26 ottobre. Il provvedimento entrerà in vigore subito dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. La legge contiene modifiche al sistema di elezione della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica e la delega al Governo per la determinazione dei collegi elettorali uninominali e plurinominali.

La nuova normativa prevede che circa un terzo dei deputati siano eletti con il sistema uninominale maggioritario, con la possibilità dei partiti di coalizzarsi, mentre la parte restante dei membri della Camera verranno eletti in modo proporzionale.
I collegi maggioritari saranno 231, pari al 36% dei seggi della Camera, e 109 al Senato. I partiti si potranno coalizzare per sostenere un comune candidato.

I restanti 399 deputati sono eletti con la proporzionale. Dodici deputati continueranno a essere eletti nelle Circoscrizioni Estere (6 i senatori eletti all’estero), con metodo proporzionale e preferenze. In Italia un deputato è eletto in Valle d’Aosta in un collegio uninominale; i restanti 386 deputati saranno eletti con metodo proporzionale in listini bloccati di 2-4 nomi.

Nella parte proporzionale la soglia sarà al 3% sia alla Camera che al Senato.

Al momento di presentare le liste, i singoli partiti, ma non le coalizioni, devono indicare il proprio programma e il proprio «capo».

Per quanto riguarda le candidature all’estero, l’emendamento “Salva-Verdini” prevede che chi risiede in Italia potrà candidarsi anche nella circoscrizione estero.

E’ invece confermato il divieto di candidarsi per chi, residente all’estero, ha ricoperto incarichi politici nel Paese di emigrazione nei cinque anni precedenti le elezioni.

 

 

 

 

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La Camera dice sì al “Rosatellum 2” tra polemiche e veleni

Pubblicato il 12 ottobre 2017 da ansa

Il tabellone della Camera con i sì e no al Rosatellum 2. (ANSA)

ROMA. – La Camera dà il via libera alla legge elettorale ribattezzata “Rosatellum bis” con 375 sì e 215 voti contrari. Dopo tre votazioni di fiducia, il testo viene approvato con voto segreto superando la barriera dei franchi tiratori. Lo attende il vaglio del Senato, con una possibile nuova fiducia.

Intanto, il tour de force alla Camera lascia il segno con un carico di polemiche in cui a tenere banco sono state le proteste in piazza del Movimento Cinque Stelle e della sinistra. Con lo strascico della norma definita dai 5 stelle e da Mdp ‘salva- Verdini’ che consente a chi è residente in Italia di potersi candidare anche nelle circoscrizioni estere.

Il Rosatellum crea ulteriori spaccature nel centrodestra, con Lega e Forza Italia a sostegno della legge ed Fdi posizionato sul fronte del no. Pur senza entrare nei dettagli, il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni guarda con attenzione all’approvazione della legge: “Non è il tempo dell’irresponsabilità – osserva il premier – al di là di ogni comprensibile tensione politica dobbiamo mettere al primo posto l’Italia. Per quanto riguarda il governo si farà ogni sforzo per giungere ad una conclusione ordinata della legislatura”.

A palazzo Madama, il percorso di preannuncia comunque difficile e a guidare il fronte dei contrari alla votazione di fiducia sarà anche il presidente emerito Giorgio Napolitano che ha già fatto sapere di voler intervenire in Aula per esprimere il proprio dissenso, nel merito e nel metodo (quello della fiducia).

Sulle barricate il Movimento Cinque Stelle ed il suo leader Beppe Grillo, arrivato a Roma proprio per gestire la protesta che da due giorni ha radunato davanti a Montecitorio i militanti 5 stelle. Il ‘no’ al Rosatellum ha ricompattato il gruppo dirigente che all’unisono si è scagliato contro la legge.

Roberto Fico, Alessandro Di Battista e Luigi Di Maio si sono alternati in una sorta di maratona a cui hanno preso parte tutti i parlamentari pentastellati per criticare “una legge – dicono – infame e scandalosa”. Una polemica che i deputati M5s hanno portato avanti anche dentro l’aula accusando la maggioranza di aver fatto una norma ad hoc per Verdini: “”E’ la ciliegina sulla torta – osserva Danilo Toninelli – di una montagna di letame democratico fatto da questi quattro miserabili”.

Cambiano le parole ma anche a sinistra del Pd non mancano le accuse. Parla di “schifezza” Massimo D’Alema. “E lo dimostra che una maggioranza che conta 476 parlamentari su 630 – aggiunge – ha paura del voto segreto, che è uno strumento parlamentare riservato a pochissime materie, tra cui i diritti fondamentali e politici dei cittadini”.

Mentre Pier Luigi Bersani lancia un ultimo appello a maggioranza e governo. Il Rosatellum 2.0 è “un marchingegno sconosciuto nel mondo” – spiega l’esponente di Mdp – che “con il cuore in mano” ha chiesto a chi sostiene la legge di “fermarsi a riflettere”.

A sostenere il sì alla legge è il partito democratico. il ‘padre’ del nuovo modello elettorale, Ettore Rosato, se la prende con chi ha manifestato in piazza: “”E’ comodo andare a protestare e dire tutti sono contro di noi. Pensano solo alle loro poltrone non agli interessi del paese”.

Chi considera invece il Rosatellum il male minore è da sempre Silvio Berlusconi. Il Cavaliere sin da subito ha deciso di sostenere la legge nonostante i mal di pancia interni al suo partito, in particolare tra le file dei deputati meridionali: “E’ una buona legge perchè scontenta un po’ tutti”, osserva il capogruppo azzurro Renato Brunetta che ha portato avanti la trattativa per raggiungere l’intesa sulla legge elettorale. Dello stesso avviso la Lega Nord che sin dall’inizio si era resa disponibile a sostenere qualunque modello.

(di Yasmin Inangiray/ANSA)

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Legge elettorale avanti, pace sulle soglie. M5s contro Minniti

Pubblicato il 06 ottobre 2017 da ansa

Legge elettorale avanti, pace sulle soglie

ROMA.- Dopo le tensioni giovedì sulla soglia del Senato, si ricompattano i quattro partiti che sostengono il Rosatellum 2.0, che ha ricevuto per la prima volta anche la “benedizione” pubblica di Matteo Renzi. Segno che anche lui crede nella nuova legge elettorale che favorisce le coalizione, e che non per nulla vede contrari i partiti proporzionalisti, come Mdp, Si e M5s, che ha attaccato a testa bassa il ministro Marco Minniti, mettendone in dubbio l’onestà al momento di perimetrare i futuri collegi.

La soglia del Senato al 3%, come alla Camera, era stata messa in discussione da Ap che chiedeva di fissarla su base regionale o di far si che bastasse superarla in tre regioni per accedere in esse al riparto proporzionale. Il “niet” di Forza Italia è stato insormontabile. Gli “azzurri” a loro volta hanno ceduto sulle liste civetta, quelle che non superano nemmeno l’1%: Fi chiedeva che i loro voti fossero computati per la coalizione, anziché andar dispersi.

Alla ripresa della Commissione Affari costituzionali, che sta votando gli emendamenti, sia Ap che Fi hanno ritirato i loro emendamenti sui due temi. In compenso è passato un emendamento che piace ad entrambe e che alza da tre a cinque le multicandidature. Tutti i nodi politici sono stati affrontati dalla Commissione che domani chiuderà i lavori per portare martedì il testo in aula.

Mancano solo quattro emendamenti sul “capo” che ciascun partito dovrà indicare al momento di presentare le liste, ma anche su questo Pd, Fi, Ap e Lega si sono accordati per non modificare il testo, come ha annunciato il relatore Emanuele Fiano in Commissione. Quindi l’impianto della legge domani uscirà confermato dal voto della Commissione: 36% dei seggi attribuiti in collegi uninominali maggioritari, che favoriscono le coalizioni, e il 64% dei seggi distribuiti con metodo proporzionale. Di qui la benedizione di Matteo Renzi alla Direzione del Pd, dove ha annunciato l’intenzione di promuovere una coalizione.

Il Rosatellum non piace affatto a Mdp, che con Alfredo D’Attorre ha ribadito di preferire il Consultellum, dato che di fatto è un proporzionale. Deciso anche il no di SI. I più virulenti, anche verbalmente, sono stati i deputati M5s, che hanno attaccato il ministro dell’Interno Minniti, dato che il Rosatellum (come fece l’Italicum) delega il governo a perimetrare i collegi. Andrea Cecconi ha affermato che il Ministero è un “organo politico” e non tecnico, mentre Danilo Toninelli ha messo in dubbio l’onestà sia di Minniti, che dei tecnici del Viminale che della Commissione di esperti guidata dal presidente dell’Istat, incaricata del dossier. Parole “respinte al mittente” dal relatore Emanuele Fiano.

(di Giovanni Innamorati/ANSA)

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Rosatellum

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Primi voti domani su Rosatellum, tensioni in Fi e Pd-Mdp

Pubblicato il 02 ottobre 2017 da ansa

Rosatellum

La votazione alla Camera

ROMA. – Dalle parole si passa ai fatti, o meglio al voto. Domani mattina, infatti, la Commissione Affari costituzionali della Camera inizierà il voto degli emendamenti al Rosatellum 2.0, con l’obiettivo realistico di concludere in settimana e portare la legge elettorale in Aula la prossima.

In Commissione non ci saranno problemi irrisolvibili, visto che non ci sono voti segreti come in Aula. Ma la tensione c’è, specie in Forza Italia, e l’inciampo è sempre dietro l’angolo, magari su temi meno appariscenti, come le firme a sostegno delle liste o le quote di genere. E mentre i contrari (M5s, Mdp, Si e Fdi) sono pronti a dar battaglia, il Rosatellum fa crescere la tensione tra Mdp e maggioranza sulla legge di Bilancio.

I gruppi che sostengono il Rosatellum 2.0 hanno numeri solidi in Commissione, e anche i contatti tra Pd, Fi, Ap e Lega sono serviti a mettere a punto alcune modifiche tecniche. Poi ci sono temi su cui non è stata ancora trovata l’intesa, come il numero dei collegi plurinominali: Fi ne vuole massimo 60, mentre il Pd punta a oltre i 70. Ma è un argomento che non sarà esaminato domani bensì nei giorni successivi.

Il maggior numero di emendamenti, ben 60, riguardano un tema in apparenza tecnico, cioè il numero di firme necessarie per presentare le liste: è un numero elevato e si richiede la loro raccolta in modo spalmato su tutto il territorio. Cosa che favorisce i grandi partiti e meno i piccoli, quelli nuovi e i movimenti.

Il presidente della Commissione, Andrea Mazziotti, ha lanciato la firma elettronica, e su questi temi la maggioranza corre qualche rischio, così come sulle quote di genere: emendamenti trasversali di deputate mirano a portare il rapporto a 50/50, anziché 60/40. Cosa che creerebbe malumori tra i peones di FI. Di qui l’appello di Francesco Paolo Sisto a tutti i partiti alla “lealtà, serietà e senso di responsabilità”.

I contrari al Rosatellum 2.0 sono pronti a dar battaglia. Non faranno ostruzionismo (sono solo 321 gli emendamenti) ma si faranno sentire, specie in Aula. M5s ha riunito i propri gruppi e ha ipotizzato iniziative forti in Aula o, come qualcuno ha suggerito, un appello al presidente Mattarella per fermare “una proposta di legge incostituzionale, fatta apposta per impedire a M5S di andare al Governo” come ha affermato il blog di Grillo.

Mdp tuona con Pierluigi Bersani contro una “legge balorda” e punta alla minaccia verso il Pd: “presenteremo candidati in tutti i collegi” così da far perdere i Dem. Una tensione, quella tra Mdp e Pd, che potrebbe riversarsi su altri provvedimenti, a partire dalla Legge di Bilancio. Per un proporzionale puro sono i giuristi guidati da Alessandro Pace e Gustavo Zagrebelski che si batterono per il no al referendum. Per loro il “maggioritario ha fallito”, Mattarellum compreso.

(di Giovanni Innamorati/ANSA)

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Legge elettorale: Rosatellum alla prova del voto, in aula 90 saranno segreti

Pubblicato il 25 settembre 2017 da redazione

Tabellone elettronico della Camera dei Deputati con il risultato del voto. ANSA/ GIUSEPPE LAMI

 

 

ROMA.- Primo voto domani alla Camera per il Rosatellum 2.0. La Commissione Affari costituzionali dovrà votare per l’adozione della proposta depositata dal relatore Emanuele Fiano come testo base, su cui i gruppi presenteranno gli emendamenti entro le 17 di mercoledì. Un voto senza patemi, quello di domani, e anche i successivi in Commissione sembrano gestibili.

Quello che preoccupa sono invece i circa 90 voti segreti – questo è il calcolo degli sherpa Dem – che il testo dovrà affrontare successivamente in Aula. Anche oggi i principali contraenti dell’accordo, il Pd con Emanuele Fiano e Ettore Rosato, Fi con Maurizio Gasparri e la Lega con Matteo Salvini, hanno confermato la volontà di condurre in porto il “compromesso”.

Domani pomeriggio tale volontà si concretizzerà nel voto per l’adozione da parte della Commissione del Rosatellum 2.0 come testo base: si aggiungeranno anche i voti di Ap e degli altri partiti che sostengono il governo Gentiloni (Des-Cd e CI), nonché Ala-Sc e Direzione Italia per le opposizioni. Un voto blindato, così come non dovrebbero esserci problemi per i voti in Commissione sugli emendamenti, a partire da giovedì.

I capigruppo di Pd e Fi, Rosato ed Renato Brunetta si sono confermati oggi che i rispettivi gruppi non presenteranno proposte di modifica, anche se ai singoli deputati non potrà essere impedito. Oggi Rosato indirettamente ha confermato che il Pd crede nel nuovo testo, che grazie a una quota di collegi maggioritari (231 su 615 seggi), introduce le coalizioni. Rosato ha infatti detto che il Pd dovrebbe coalizzarsi “con tutti coloro con cui governiamo”, da Ap a Mdp e Pisapia.

A preoccupare però è il successivo passaggio in Aula (domani la Capigruppo stabilirà il calendario), dove gli scrutini segreti possono essere potenzialmente circa 90: il regolamento della Camera lo prevede per gli emendamenti sui meccanismi che trasformano i voti in seggi.

I timori si concentrano sui deputati sia di Fi che del Pd che avrebbero meno chance di essere rieletti nelle rispettive Regioni con il Rosatellum 2.0 rispetto all’Italicum, che è un proporzionale.

Domani alle 14, subito dopo il voto in Commissione Brunetta riunirà il gruppo di Fi per capire l’umore generale e far “sedimentare” (come dice un deputato “azzurro”) i nuovi meccanismi. “Che Dio ce la mandi buona” ha sospirato Gasparri, mentre FIano si è appellato “alla coscienza di ognuno” ammonendo che questo è l’ultimo tentativo.

(di Giovanni Innamorati/ANSA)

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Ultima ora

10:53Atletica: Atleticom we run Roma a -20

(ANSA) - ROMA, 12 DIC - È iniziato il conto alla rovescia per gli amanti del runninig, pronti a esibirsi il 31 dicembre nel consueto appuntamento podistico con l'Atleticom we run Rome, giunta alla 7/a edizione. La corsa su strada competitiva si disputerà sulla distanza dei 10 km, quella non competitiva sui 5. E' la manifestazione fiore all'occhiello dell'Atleticom Asd. L'edizione 2016 ha certificato lo straordinario successo, con oltre 10.000 iscritti. A tagliare per primo il traguardo nella We run Rome 2016 fu l'atleta del Burundi, Olivier Irabaruta, che superò in volata il grande favorito della vigilia, Stanley Biwott, il keniano già trionfatore nella maratona di New York. In campo femminile si registrò un'altra sorpresa: la vittoria della francese Cassandre Beaugrande, classe 1997, davanti all'azzurra Valeria Straneo. Anche quest'anno verranno ripercorsi i luoghi più ricchi di storia e di fascino della Capitale. Le iscrizioni si potranno effettuare fino al 30 dicembre, online sul portale www.werunrome.com.

10:52Droga: Gdf sequestra elicottero che trasportava cocaina

(ANSA) - CAGLIARI, 12 DIC - C'è anche un elicottero "Alouette", che veniva utilizzato per trasportare la cocaina dal continente alla Sardegna, tra i 500mila euro di beni sequestrati dalla Guardia di finanza di Cagliari a Loris Sabatucci, 41 anni, emiliano. L'uomo, secondo quanto accertato dagli investigatori, era coinvolto nel traffico di droga smantellato proprio dalla Finanza nel luglio scorso con il sequestro di 11,5 chili di cocaina e l'arresto di tre persone. Sarebbe stato proprio lui a fornire l'elicottero per trasportare la cocaina in Sardegna. "L'impiego del mezzo aereo doveva servire per evitare i controlli operati dalle Fiamme gialle negli scali portuali ed aeroportuali, ordinarie ed obbligate vie di comunicazione con il continente - spiegano dalla Guardia di finanza - ma le incisive e complesse attività investigative hanno vanificato questa 'nuova frontiera' criminale, individuando l'elicottero adibito all'illecito trasporto, atterrato e decollato, non autorizzato, fuori da sedimi consentiti". Proprio sul 41enne emiliano si sono concentrate le attività investigative condotte dal Gico della Finanza di Cagliari e in particolare una serie di verifiche patrimoniali che oggi hanno portato al sequestro preventivo di beni per 500mila euro, tra i quali, oltre all'elicottero, schermato tramite un trust registrato nello stato americano del New Mexico, tre auto e quote di due società di capitali, peraltro fraudolentemente intestate a prestanome. Il provvedimento d'urgenza è stato emesso perché tre settimane fa il 41enne è stato arrestato in provincia di Pavia in quanto coinvolto nel contrabbando di sigarette. L'uomo, assieme a due moldavi, aveva creato una fabbrica di sigarette di contrabbando. Sono state sequestrate 35 tonnellate di "bionde". (ANSA).

10:49Basket: Nba, vola Houston in testa, inatteso ko per Boston

(ANSA) - ROMA, 12 DIC - Vincono ancora i Rockets, per loro decimo successo di fila, e consolidano il primato nella Western Conference. Nella notte Nba si sono giocate sei partite e la formazione di Houston ha superato con il punteggio di 130.123 i New Orleans Pelicans, con il solito Harden a fare da padrone sotto canestro, con 26 punti e 17 assist. Vittoria anche peri campioni in carica, dei Golden State Warriors che passano contro Portland con il punteggio di 111-104 e inseguono da vicino i battistrada. Ancora una grande serata per Damian Lillard del Portland, che mette a segno ben 39 punti. Fra gli altri risultati della nottata va segnalata la sconfitta inattesa dei Boston Celtics per 108-85 sul campo dei Chicago Bulls. I Clippers, ancora senza Gallinari infortunato, hanno battuto i Raptors di Toronto per 96-91. Infine due sconfitte casalinghe, per Memphis a opera di Miami per 107-82 e per Oklahoma battuto dagli Hornets 116-103. (ANSA).

10:39Maltempo: acqua alta a Venezia, 102 cm sul medio mare

(ANSA) - VENEZIA, 12 DIC - Acqua alta stamane a Venezia, dove la punta massima di marea sul medio mare ha raggiunto i 102 cm alle 6.15 secondo le rilevazioni del centro previsioni maree del comune. Con questo livello - marea sostenuta pari a codice 'giallo' - è stato interessata la parte più bassa del suolo cittadino a partire da piazza San Marco. Le prime previsioni della giornata davano una massima di marea a 105 centimetri, poi il vento di scirocco che ha interessato la città per tutta la notte, è calato facendo ridurre l'altezza dell'acqua rispetto al medio mare.

10:36Sci nordico: tutto pronto a Dobbiaco per tappa cdm

(ANSA) - ROMA, 12 DIC - E' arrivata tanta neve a Dobbiaco (Bolzano) ed ora è davvero tutto pronto in ogni dettaglio per l'appuntamento di Coppa del Mondo di sci nordico di sabato 16 e domenica 17 dicembre. Le piste, ora immacolate, della 'Nordic Arena' ospiteranno una 10 km per le donne e una 15 per gli uomini, da percorrere in skating nella prima giornata con partenze "interval start" e in classico (inseguimento) nella giornata successiva. Una formula che da tempo mancava nel fondo che conta, su una pista rinnovata che propone erte impegnative fino al 18% di pendenza. A Dobbiaco saranno presenti 200 atleti suddivisi in 29 nazioni, con presenze quasi certe delle stelle di Coppa Dyrhaug, Haagen Krogh e Johnsrud Sundby. La nazionale azzurra proporrà Noeckler, De Fabiani, Rastelli, Salvadori, Bertolina, Gardener, Pasini, Rigoni, Fanton e Muller. Tra le donne, Debertolis, Comarella, Ganz, Scardoni, Stürz, De Martin Topranin, Brocard e Pellegrini se la vedranno con campionesse del calibro di Oestberg, Haga e Weng.

09:46Maltempo: in Liguria fa ancora paura il Magra

(ANSA) - GENOVA, 12 DIC - I fiumi Entella a Chiavari (Genova), Vara e Magra, nello Spezzino, sorvegliati speciali perché a rischio esondazione dopo le piogge di domenica e di ieri, non hanno creato problemi ingenti nella notte, ma il Magra continua a far paura. L'Entella, che ieri aveva tracimato alla foce, senza particolari conseguenze, è calato di livello. La forza della mareggiata in diminuzione favorisce il deflusso delle acque. E' calato anche il fiume Vara, che ieri aveva superato il secondo livello di guardia nel Comune di Sesta Godano. E' sempre a livello di guardia il Magra che fa paura a Bocca di Magra, nel Comune di Ameglia, dove le acque sono cresciute di 3,7 metri. Strade, giardini e cantieri nautici allagati, senza particolari danni. Nella notte una famiglia di S. Stefano Magra è stata sfollata con gommoni. La piena del Magra si esaurirà intorno alle 10. Nello spezzino restano sfollate una trentina di famiglie. Allerta rossa in tutta la provincia spezzina, e in parte di quella di Genova fino alle 13. Il meteo migliora.

07:33New York: governo Bangladesh condanna attentato

DACCA (BANGLADESH) - Il governo del Bangladesh ha condannato l'attentato fallito a New York, il cui autore e' un immigrato di 27 anni dal paese del sud-est asiatico. ''Il Bangladesh e' impegnato nella sua conclamata politica di 'tolleranza zero' contro il terrorismo, e condanna il terrorismo stesso e l'estremismo violento in ogni forma o manifestazione ovunque nel mondo, compreso l'incidente di lunedi' mattina a New York'', ha comunicato il governo in una nota.

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