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La Caporetto del calcio italiano, niente Mondiali

Pubblicato il 13 novembre 2017 da ansa

FOTO ANSA/DANIEL DAL ZENNARO

MILANO. – Apocalisse, come da jettatoria definizione di Tavecchio, catastrofe o semplice Caporetto calcistica: il grado di intensità dell’uragano che si abbatte sul calcio italiano, giustamente non qualificato al mondiale di Russia 2018 a seguito del modesto 0-0 colto dalla squadra di Ventura nel ritorno dello spareggio con la Svezia, lo si valuterà meglio nelle prossime settimane.

Fatto sta che nei 90 minuti di Milano si è scritta una pagina di storia del calcio italiano, che come è noto si intreccia con quella del Paese. Solo una volta era accaduto in precedenza che gli azzurri mancassero la qualificazione, 60 anni fa in seguito ad una tragicomica sconfitta con l’Irlanda del Nord.

Questo vuol dire che tra i 73.000 di San Siro e tra i tanti milioni che hanno seguito in tv la debacle di un intero movimento (perde infatti tutto il calcio italiano, non solo il ct Ventura che pure ha sbagliato moltissimo), pochi hanno ricordo di quella disfatta.

Quello di stasera è dunque uno strano choc a rilascio prolungato, una botta che durerà a lungo e troverà nuovo acme a giugno 2018, quando gli altri celebreranno la partecipazione alla festa del calcio, e gli italiani si dovranno accontentare di godere delle gesta altrui.

Poco conta che stasera la nazionale abbia giocato col cuore chiesto da Ventura, perché per ribaltare l’1-0 di Stoccolma a mancare è stata la tecnica (e anche un bel po’ di tattica: nel fluire delle azioni, anche quelle più pericolose, tutto è sembrato tremendamente casuale).

Ancor meno conta la traversa colta da Florenzi, le occasioni da rete (mai limpidissime, peraltro), i rigori reclamati in 2-3 episodi dagli azzurri: gli svedesi di Andersson non hanno rubato nulla, normale che abbiano giocato per difendere il risultato dell’andata, colpa degli azzurri non averlo ribaltato.

Incredibilmente il senso della serata è in un verso di una hit degli Abba, gruppo icona pop svedese dell’anni Settanta, “the winner takes it all, the looser standing small”: il vincitore si prende tutto (ovvero il mondiale), il perdente sta basso. Proprio come gli azzurri, che chiudono la gara buttati a terra e in lacrime.

Eppure San Siro aveva risposto come nelle attese, 73 mila spettatori a tifare a squarciagola per non interrompere un sogno che durava da 60 anni. Annunciata la grande coreografia tricolore sugli spalti, altrettanto prevista la formazione messa in campo da Ventura: stesso modulo scelto nell’infausta trasferta a Stoccolma di venerdì scorso, il 3-5-2, con Jorginho e Florenzi a centrocampo al posto di De Rossi e dello squalificato Verratti, e in avanti Gabbiadini e non Belotti a fare coppia con Immobile.

Meno preventivati i fischi riservati al pubblico quando nella lettura da parte dello speaker delle formazioni, è toccato al ct Ventura. Quanto alla Svezia, il solito 4-4-2 scolastico, essenziale quasi come un mobile Ikea. Rispetto all’andata venivano meno i ghirigori del talentino Forsberg e cresceva il pressing sugli azzurri. Che peraltro cominciavano bene.

Con Jorginho a favorire un giropalla più veloce, l’Italia andava al tiro al 5′ con Gabbiadini su cross di Darmian (fuori) e reclamavano un rigore per un atterramento di Parolo all’8′. Protestavano anche gli svedesi per un paio di episodi con palla che andava ad impattare sul braccio degli azzurri in area, quindi su un tiro di Claesson parato a terra da Buffon al 22′ si apriva il forcing azzurro, che durava fino al termine del primo tempo.

E dal quale scaturivano, seppure senza un vero filo conduttore di gioco una grande opportunità per Candreva al 27′ (sprecata con un tiro alto dal cuore dell’area), un’imbeccata di Jorginho per Immobile al 40′ (salvava in uscita Olsen, deviando). E poi, una bella azione combinata al 42′ sventata a da Granqvist, un colpo di testa alto di Bonucci al 44′ e una eccellente puntata di Florenzi conclusa con tiro ribattuto dal portiere al 45′. Tante iniziative, insomma: ma non il gol necessario a pareggiare il vantaggio svedese.

Nella ripresa subito un episodio contestato su contrasto tra Darmian e Lustig in area svedese. Poi, all’8′ su cross dalla sinistra una mezza rovesciata di Florenzi mandava la palla a lato di pochissimo. Poi al 12′ il paradosso di un destro di Chiellini ad impensierire Olsen e al 16′ un tiro d Candreva deviato da portiere in angolo.

Allora Ventura si giocava tutto, inserendo El Shaarawi al posto di Darmian e Belotti per Gabbiadini in un evidente modulo 4-2-4. Subito arrivava una traversa su esterno di Florenzi. E dopo poco una botta da fuori area di Candreva, parata con facilità. L’interista usciva e il ct provava la carta Bernardeschi. Belotti invocava inutilmente un rigore al 34′. Su un tiro moscio di Belotti (fuori) uno secco di El Shaarawy (respinto da Olsen) e un colpo di testa di Parolo fuori, si spegnevano le speranze azzurre.

(dell’inviato Piercarlo Presutti/ANSA)

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Belotti gol

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Russia 2018: opinioni contrastate sul futuro della nazionale azzurra

Pubblicato il 16 ottobre 2017 da redazione

azzurri

Gli azzurri festeggiano la vittoria sull’Albania.

 

CARACAS – La scorsa settimana si é chiusa la fase a gironi delle qualificazioni verso il mondiale Russia 2018. Le nazionali con un posto garantito nel sorteggio che si svolgerà a Mosca il primo dicembre sono 23. Per l’Europa si sono qualificate direttamente alla kermesse iridata: Francia, Portogallo, Germania, Serbia, Polonia, Inghilterra, Spagna, Belgio e Islanda.

Mentre dovranno giocarsela: Svezia, Svizzera, Irlanda del Nord, Irlanda, Danimarca, Italia, Grecia e Croazia. Domani ci sarà il sorteggio dove si conoscerà l’avversaria degli azzurri, per l’occasione abbiamo chiesto agli italo-venezuelani il loro punto di vista sulla nazionale e sulle possibili rivali.

Mariano Moscaritolo ci dice la sua opinione: “Secondo la mia modesta opinione, per il playoff preferisco la Svezia, da evitare le due Irlande. Questa Italia soffre terribilmente le avversarie che le mettono pressione sul piano atletico, come in effetti si è visto contro Macedonia ed Albania, per sopperire le loro carenze tecniche, mentre gli scandinavi che giocano più sul piano fisico li vedo meno pericolosi e credo che quindi sarebbe più facile contenerli. Considerando che noi siamo una nazionale ancora piuttosto “anzianotta”, soprattutto nel reparto difensivo. Gli irlandesi poi saranno caricati a molla, soprattutto l’Eire. C’è da ricordare che non vogliono farsi sfuggire un’altra occasione per andare al mondiale. Ricordiamoci che nei playoff per il mondiale 2010 fu eliminata ingiustamente nello spareggio con la Francia a causa della famosa mano di Henry”.

Mentre Gerardo Piccioni é piú severo: “Andrò contro l’opinione di diversi amici. Ma dico che secondo me all’Italia servirebbe un bel bagno di umiltà e restare fuori dal mondiale potrebbe essere il classico “toccare il fondo” per poter rinascere come araba fenice. Cosí in futuro finalmente ci saranno regole più selettive sullo schierare più italiani nella nostra serie A. Oppure avere un campionato riserve o inserire le primavera in serie B o C ed altre soluzioni che possano offrire un maggiore parco giocatori da cui il prossimo ct possa scegliere. Spero che nello spareggio l’Italia sfidi l’Eire e che ci sia un ritorno di Antonio Conte oppure fare di tutto per portare Carlo Ancelotti”.

Sono due le sfide che possono aprire o chiudere la porta verso il Mondiale: gare da dentro o fuori. Il format delle qualificazioni per Russia 2018 manda avanti solo le vincenti dei 9 raggruppamenti della zona europea. Gli altri 4 posti che sono riservati alla Uefa vengono assegnati attraverso un playoff. Gli spareggi si giocheranno dal 9 al 14 novembre: gli azzurri di Ventura sono testa di serie, Irlanda del Nord, Irlanda, Svezia e Grecia le quattro avversarie possibili.

Giorgio D’Angelo dice la sua: “Quest’anno i playoff europei saranno più combattuti rispetto ad altri anni. Una nazionale come la nostra non dovrebbe vivere l’esperienza di uno spereggio e tantomeno giocare cosí male. Le possibili avversarie sono nazionali con un sistema di gioco molto simile. Sono squadre che sanno difendersi e la loro chiave é il gioco aereo sopratutto gli irlandesi. Sono sicuro che l’Italia si qualificherà con un risultato di misura”.

Dal canto suo Giuseppe Malafronte si sfoga in questo modo: “Stiamo finendo al livello di nazioni minuscole con campionati di infimo livello e che si affidano a gente che gioca (o che fa panca!) all’estero. Nel momento in cui una nazionale come l’Islanda, che fa gli stessi abitanti di una città medio-grande italiana, va diretta ai Mondiali superando paesi come Croazia, Turchia ed Ucraina, mentre la nostra Italia suda contro Macedonia e Albania, per evitare Danimarca e Croazia ai playoff, il problema va ben al di là di cosa fare con le squadre Primavera. I talenti non saranno più cristallini come una volta, ma è inaccettabile che l’Italia giochi così male e sia perennemente sull’orlo del baratro. Zero personalità, ancor prima che poco talento”.

Alla kermesse iridata in Russia andrà lo stesso contingente delle ultime edizioni con 13 posti (più la Russia qualificata per diritto) a disposizione dell’Europa, 4 per il Sudamerica, 3 per il Centro e Nord America, 5 per l’Africa, 4 per l’Asia e gli ultimi due posti per le vincitrici degli spareggi tra le migliori non promosse di Sudamerica e Asia contro quelle di Centro e Nord America e Oceania (che non porta nessuno direttamente al Mondiale).

Viste le ultime prestazioni dell’Italia Annalisa Rossi confessa: “Anche la Grecia mi preocupa, anche se è sicuramente più alla portata di una Svezia. Gli ellenici sono una squadra tosta, che distrugge il gioco avversario piuttosto che proporre il proprio. Viste le difficoltà che abbiamo poi noi a fare gioco, anche la Grecia potrebbe rappresentare un problema. Ma voglio essere ottimista! Vediamo e speriamo di arrivare a novembre con le giuste energie nervose e fisiche”.

azzurri

Belotti.

Roberto Esposito, che cita anche un evento storico ci dice: “L’attuale Italia ha perso sonoramente con la Spagna, pareggiato malamente con la Macedonia in casa e battuto solo di misura nazionali come Israele ed Albania. Su questa base penso che con la Svezia sarebbe una sfida alla pari, il che vuol dire a forte rischio eliminazione, mentre con Irlanda del Nord, Eire e Grecia sarebbero ostiche come con Albania e Israele. Voglio farti una piccola notazione statistica, l’unica mancata partecipazione dell’Italia a un mondiale risale al 1957, 60 anni fa, proprio ad opera dell’Irlanda del Nord. Speriamo che questa volta Dio ce la mandi buona”.

In Russia sono quattro le esclusioni eccellenti o comunque notevoli che testimoniano come le qualificazioni ai Mondiali in tutti i continenti vadano affrontate con la massima concentrazione fino al raggiungimento dell’obiettivo pieno perché l’insidia è sempre dietro l’angolo (nel 90% dei casi più per demerito delle blasonate che inciampano quasi da sole che non per via delle “crescite miracolose” delle sfavorite). Va sottolineato con forza che si tratta di quattro Nazionali che giustamente rimangono a casa in virtù dei problemi mostrati prima di tutto a livello di mentalità e poi, per quanto riguarda Olanda e Stati Uniti, anche come gioco di squadra. Mentre Cile e Galles, più solide tecnicamente, sono mancate prevalentemente sotto l’aspetto psicologico: una più per la difficoltà a trovare stimoli, l’altra ancora per una relativa inesperienza.

Silvano Scatton fa il punto della situazione dicendo: “Delle quattro papabili l’Eire secondo me è la nazionale più pericolosa, soprattutto per il carattere che ha. Ha vinto già uno spareggio in casa del Galles, eliminando in modo clamoroso la nazionale di Bale. Come valore tecnico, a oggi, sicuramente tra le papabili la Svezia sembra avere qualcosa in più, ma la determinazione degli irlandesi è un’arma pesante. Concludo comunque dicendo che dipenderà molto da noi: se siamo quelli delle ultime uscite, potremmo trovare difficoltà contro tutti”.

Infine Daniel Stifano confessa: “L’Irlanda del Nord credo sia l’avversaria più abbordabile nel play off, e un po’ più indietro la Grecia che può creare qualche problema solo in casa, visto il livello di tifo che hanno. Un po’ più complicate le sfide contro Svezia, ed Eire, ma se davvero non ci qualifichiamo dovranno saltare le teste di allenatore e federazione. I giocatori li escludo per il semplice fatto che molte volte hanno giocato fuori ruolo”.

Una cosa é certa, ai Mondiali, tolto chi li organizza, nessuno va gratis. Occorre meritarlo sul campo, anche contro nazionali come Trinidad & Tobago, Georgia, Bulgaria o Bolivia. Ovviamente sperando che l’Italia non abbia bisogno un ripasso del concetto, ai prossimi spareggi noi incrociamo le dita e speriamo di vedere il nome della nostra nazionale nel tabellone del sorteggio che si svolgerà a Mosca il primo dicembre.

(Fioravante De Simone)

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Russia 2018: la Vinotinto sfida un Paraguay che ancora sogna il mondiale

Pubblicato il 10 ottobre 2017 da redazione

vinotinto

La Vinotinto in allenamento.

 

CARACAS – L’attesa é finita, oggi alle 19:30, si disputerá l’ultima giornata del girone Conmebol delle qualificazioni verso il mondiale Russia 2018.

Allo stadio Defensores del Chaco di Asunción la giovane vinotinto cercherà di mandare in fumo le minime speranze del Paraguay di partecipare alla kermesse iridata.

L’Albiroja fino al minuto 85 della gara contro la Colombia era ufficialmente fuori dal mondiale.

Tuttavia le speranze qualificazione per i guaraní sono davvero minime:si dovrebbe verificare il miracolo che vinca la sua sfida contro il Venezuela, per poi sperare che il Brasile batta il Cile e contemporaneamente l’Argentina non vinca, ma anche che Perù-Colombia finisca in parità.

La nazionale di Dudamel, nonostante non abbia nulla da chiedere a queste qualificazioni, si è fatta rispettare negli ultimi turni contro Colombia, Argentina e Uruguay, strappando ben tre pareggi, l’ultimo giovedì a San Cristóbal contro Cavani e Suarez. La vinotinto vuole chiudere in bellezza le qualificazioni per iniziare a preparare le qualificazioni verso il mondiale Qatar 2022.

Se guardiamo i precedenti l’ago della bilancia favorisce nettamente il Paraguay con 7 vittorie, un pareggio e due sconfitte.

La nazionale venezuelana non vince in trasferta da 11 gare. Sii dà il caso che l’ultima volta che ha portato a casa i tre punti é stato proprio contro i guaraní, vittoria per 0-2 con doppietta di Salomón Rondón.

Per la gara di stasera, Rafael Dudamel riavrà a disposizione il difensore Rolf Feltscher ed i centrocampisti Arquímedes Figuera e Yangel Herrera che nella gara pareggiata 0-0 contro l’Uruguay hanno scontato il turno di squalifica. Tra i titolari per la gara di stasera dovrebbe esserci l’italo-venezuelano Rubert Quijada Fasciana senza dimenticarci degli “italiani” Tomás Rincón e Josef Martínez.

Questa la classifica ad oggi. Brasile 38, Uruguay 28, Cile 26, Colombia 26, Perù 25, Argentina 25, Paraguay 24, Ecuador 20, Bolivia 14, Venezuela 9.

Per questa delicatissima gara é stato designato l’arbitro brasiliano Wilton Sampaio.

Probabili formazioni

PARAGUAY (3-4-2-1): Silva; Valdez, Gómez G., Balbuena; Moreira, Piris, Ortiz, Samudio; O. Romero, A. Romero; Sanabria. Allenatore: Francisco Arce

VENEZUELA (4-4-2): Fariñez; García, Chancellor, Villanueva, Quijada; Córdova, Moreno, Rincón, Murillo; Martínez, Rondón. Allenatore: Rafael Dudamel

(Fioravante De Simone)

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L’Italia soffre e batte l’Albania, ai play off testa di serie

Pubblicato il 09 ottobre 2017 da ansa

Candreva firma l’1-0 a Scutari.

 

ROMA. – Basta un gol di Candreva nella lontana Scutari a far tornare il sorriso alla nazionale di Gian Piero Ventura. L’1-0 all’Albania non è successo di cui vantarsi: la luce azzurra non si è accesa come chiesto da Buffon e dal ct, però almeno serve a chiudere i conti di un cervellotico sistema di qualificazioni e ranking. In attesa dei calcoli ufficiali della Fifa l’Italia si coccola la certezza di andare agli spareggi come testa di serie.

Contro gli albanesi e Panucci, la nazionale di Ventura ha penato, ha lottato, ha sofferto, e alla fine l’ha spuntata nella parte finale. Chiude seconda, ai play off le potrebbe capitare una tra Svezia o Eire, e sarebbe andato peggio (Portogallo, Svizzera o Croazia) non avesse vinto nella notte di Scutari.

Di qui a un mese, il ct può contare nel recupero di giocatori come De Rossi, Verratti e Belotti, più che nella svolta tattica e di spessore tecnico. Dopo la brutta serata di Torino, Ventura si è in ogni caso affidato di nuovo al suo 4-2-4, con Gagliardini-Parolo cerniera di centrocampo, Spinazzola a sinistra sulla linea difensiva, Candreva a destra in quella avanzata ed Eder a far coppia con Immobile.

L’azzardo del ct, che impiega il centravanti della Lazio anche se diffidato e a rischio play off, è il messaggio più esplicito di quanto sia importante per l’Italia vincere in vista del sorteggio play off del 17 ottobre prossimo. Ma c’è da far i conti con un’Albania tutta corsa e pressing, che Panucci schiera con un 4-2-3-1 buono per coprire tutto il campo.

Al centro, Gagliardini è più in partita rispetto alla Macedonia, Eder aiuta Immobile davanti, ma Insigne resta un pesce fuor d’acqua e la manovra non decolla. Dopo 3′ Hysaj va al tiro, bloccato da Buffon, ed è lo schema preferito dai rossi di casa, che ci riprovano al 10′ con Grezda rischiando di sorprendere il portiere azzurro.

L’Italia si avvicina alla porta di Berisha solo su errori della difesa albanese, come quello di Veseli che al 21′ regala sul sinistro a Immobile un pallone buono, murato dal portiere atalantino. Insigne a sinistra non sfonda, è costretto spesso ad accentrarsi ma non trova compagni in movimento tra le linee; quando alla mezzora imbastisce un bel triangolo con Immobile ci pensa Mavraj, faro della difesa di Panucci, a interrompere la trama.

L’Albania va a folate ma gli azzurri non hanno né profondità né dinamismo nella manovra. Così le chance arrivano da un cross di Eder da sinistra che sbatte sul braccio di Veseli in area, ma l’arbitro Moen non fischia il rigore, e allo scadere da un lancio di Bonucci che pesca Immobile in area: il destro è appena a lato del palo.

Si riparte senza cambi, e con il tiro di Roshi dopo sessanta secondi respinto da Buffon di pugno. Ora l’Italia sceglie di arretrare qualche metro per trovare spazio nelle ripartenze, ma Eder spreca un paio di contropiedi buoni: al 14′ ritardando il passaggio al centro per Immobile, un minuto dopo facendo tutto da solo a sinistra per poi sparare alto.

Insigne ci prova con una serpentina chiusa dal destro rasoterra, ma Berisha è reattivo e blocca a terra. Poi però è l’Italia a tremare al 17′, quando Zappacosta appena entrato per Darmian lascia spazio al tiro di Grezda, serve un mezzo miracolo di Buffon.

A spazi aperti, gli azzurri provano a forzare i ritmi. Ci provano Parolo con un sinistro di prima alto, al 22′, e due minuti dopo Eder sempre di sinistro e sempre dal limite centrale, ma è troppo debole per Berisha. La giocata giusta la trova Spinazzola, al 28′: doppio dribbling da sinistra, cross sul palo opposto a pescare Candreva che sotto porta stoppa e scarica sotto la traversa. E’ il gol della liberazione per Ventura.

Il vantaggio non toglie ansia agli azzurri, che rischiano al 32′ l’autorete col destro di Chiellini in anticipo su Buffon. Allora l’ultimo quarto d’ora diventa muro e melina a difesa di una vittoria sporca e preziosa. Immobile spreca il pallone della certezza al primo di recupero, ma arriva il fischio finale che sa di sospiro di sollievo.

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Qualificazioni Mondiali 2018: Albania-Italia 0-1, gol di Candreva

Pubblicato il 09 ottobre 2017 da ansa

Candreva

Qualificazioni Mondiali 2018: Albania-Italia 0-1, gol di Candreva

 

ROMA. – Primo tempo con poche emozioni. Al 7′ Spinazzola supera in velocità Hysaj e mette al centro un pallone intercettato dalla difesa albanese. Al 10′ si fa vedere l’Albania con un destro da fuori area di Grezda. Al 21′ Immobile sfrutta un’indecisione di Veseli in area e calcia dalla corta distanza, Berisha respinge e mette in calcio d’angolo. Al 40′ l’Italia reclama un rigore per un presunto tocco di braccio in area da parte di Veseli su cross di Eder. Al 45′ una conclusione di Immobile trova l’esterno della rete.

Nella ripresa l’Italia ci prova con Candreva ed Eder, ma è l’Albania ad andare vicina al vantaggio quando al 63′ un tiro dalla distanza di Grezda viene respinto da Buffon. Al 73′ arriva il gol azzurro: cross dalla sinistra di Spinazzola, Candreva controlla in area e di destro mette dentro.

“Ero fiducioso prima quando c’erano momenti definiti drammatici, e lo sono anche adesso che sono un po’ meno drammatici”. Così Gian Piero Ventura, dai microfoni di RaiSport, al termine di Albania-Italia. “In vista del 9 novembre (i playoff n.d.r.) – aggiunge il ct – spero che qualcuno sia più in salute. Al gol di Candreva non ho esultato, mi sembrava giusto essere in vantaggio, ma ero contento, soprattutto per i ragazzi. In questo momento abbiamo qualche limite ma oggi c’era voglia di provare a fare delle cose”.

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Soccer: FIFA World Cup 2018; Italy’s Training

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Italia ai Playoff dopo ko Bosnia. Con l’Albania non sarà una formalità

Pubblicato il 07 ottobre 2017 da ansa

playoff

Giampiero Ventura dà lezioni di calcio ai suoi allievi. ANSA/ ALESSANDRO DI MARCO

 

TORINO. – Il Belgio batte la Bosnia, in una partita da festival del gol, e, dopo il mezzo passo falso contro la Macedonia, l’Italia tira un sospiro di sollievo. I Playoff per le qualificazioni mondiali sono certi e gli azzurri possono preparare la partita contro l’Albania senza troppe ansie.

Vietato però sbagliare due volte di fila. Lo sanno bene Buffon e compagni, ripartiti dal Filadelfia e da un faccia a faccia negli spogliatoi nello stadio del Grande Torino. Un confronto vero, senza staff tecnico, per guardarsi negli occhi, ritrovare gli stimoli necessari a cancellare la delusione, i fischi, del pubblico.

La vittoria del Belgio arriva quando l’Italia è già in albergo, il risultato in bilico fino all’ultimo in un’altalena di emozioni. Gli azzurri ritrovano il sorriso, dopo una giornata di musi lunghi. La corsa verso Russia 2018 prosegue, ma la partita contro l’Albania non può essere una semplice formalità. Serve una vittoria per risollevarsi subito dai tanti, troppi dubbi emersi dopo l’1-1 con la modesta Macedonia.

I fischi all’Italia di Ventura nell’Olimpico Grande Torino, per cinque anni il suo stadio, hanno colpito nell’orgoglio gli azzurri, in primis i senatori, per i quali quello del prossimo anno sarà l’ultimo Mondiale. Un treno da non perdere assolutamente. L’entusiasmo dei circa 200 bambini delle scuole calcio, gli unici ammessi ad assistere all’allenamento, ha aiutato la squadra a ritrovare la serenità persa per stessa ammissione dei giocatori, dopo la sconfitta contro la Spagna.

Non si è allenato con i compagni capitan Buffon che, dopo il lavoro in palestra, ha comunque voluto calcare il prato che un tempo era di capitan Mazzola e Bacigalupo, rispondendo con la consueta disponibilità ai saluti del pubblico.

Il portiere non è in dubbio per la partita contro l’Albania, ma le ultime indicazioni si avranno dall’allenamento di domani mattina, questa volta alla Sisport di Torino, prima della partenza per Scutari, ultima tappa di un viaggio che era iniziato con ben altri presupposti e che rischiava di finire in ‘tragedia’, come gli addetti ai lavori avevano bollato la possibilità di una mancata qualificazione.

Battere l’Albania dell’italiano Panucci per ritrovare le certezze perse è ora l’obiettivo immediato. Poi tutti ad aspettare il sorteggio del 17 ottobre per conoscere l’avversario degli spareggi.

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Calcio sulla via di Damasco, la Siria sogna i Mondiali

Pubblicato il 03 ottobre 2017 da ansa

La Siria festeggia la qualificazione ai playoff dopo il 2-2 con l’Iran.

 

ROMA. – A Damasco non si è ancora spenta l’eco dei festeggiamenti per il pareggio ottenuto in extremis dalla Nazionale siriana a Teheran, con l’Iran (2-2), e già comincia un’altra avventura: quella che potrebbe portare la Nazionale guidata da Ayman Hakeem alla fase finale dei Mondiali dell’anno prossimo, in Russia. Un risultato che andrebbe ben al di là del fatto puramente sportivo in un Paese devastato dalla guerra, e lancerebbe un segnale preciso, diretto, chiaro, alla comunità mondiale.

Un sogno sicuramente difficile da realizzare, ma non impossibile per una squadra che ha voglia e agonismo da vendere. Il torneo asiatico di qualificazione alla prossima Coppa del mondo è arrivato alla quarta fase: è il momento in cui le due terze classificate dei due gironi che hanno già consegnato il biglietto mondiale a quattro formazioni (Giappone, Iran, Arabia Saudita e Corea del Sud) si affrontano per stabilire i nomi delle Nazionali che possono continuare a sognare il viaggio in Russia.

La vincente di Siria-Australia, infatti, andrà agli spareggi intercontinentali di novembre, contro la quarta classificata del girone di Nord e Centro America per l’accesso alla rassegna iridata. Il primo match di questo lungo percorso è in programma nell’Hang Jebast stadium, a Krubong (Malesia), dopodomani alle 14,30 italiane (ritorno il 10 ottobre in Australia, alle 11 italiane): sarà una prima assoluta fra le due Nazionali.

I ‘canguri’ guidati da Ange Postecoglu hanno già partecipato a una fase finale in quattro occasioni (la prima a Germania 1974), la Siria mai. Nell’ultima sfida i siriani hanno pareggiato 2-2 sul campo dell’Iran, con reti di Tamer Haj Mohamad e Omar Al Somah, mentre l’Australia ha battuto in casa la Thailandia 2-1, grazie alle reti di Tomi Juric e Matthew Leckie.

Gli occhi del mondo sono puntati su questa doppia sfida che potrebbe rappresentare una svolta nella storia del calcio mondiale. In ogni caso, vada come vada, per i siriani si tratta di un traguardo insperato, che apre nuovi scenari e innesca una voglia incontenibile di calcio.

Le speranze siriane sono riposte nei piedi di Al Somah, lo ‘Zlatan d’Arabia’, chiamato così dai tifosi di Damasco e da quelli dell’Al Ahli, il club saudita in cui gioca e del quale è diventato ormai un idolo indiscusso. A Damasco si vogliono dimenticare gli orrori della guerra, sostituire il sangue con le emozioni che solo il pallone sa regalare.

Da sei anni la Nazionale non gioca una partita in casa, ma i tifosi sono ugualmente pronti a gremire le tribune dello stadio Al Jalaa, dove hanno già seguito su un maxischermo la partita di Teheran che ha regalato più di una speranza, riportando il calcio sulla via di Damasco.

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Russia 2018: Dudamel perde l’attaccante Savarino

Pubblicato il 02 ottobre 2017 da redazione

Russia 2018

L’attaccante italo-venezuelano Jefferson Savarino

 

CARACAS – La Federación Venezolana de Fútbol ha annunciato che per le gare di qualificazione contro Uruguay e Paraguay non ci sarà l’attaccante italo-venezuelano Jefferson Savarino.

Stando al referto medico diramato dalla federazione il calciatore nato 20 anni fa a Maracaibo, attualmente in forza al Real Salt Lake della Major League Soccer, potrebbe aver riportato una lesione al legamento della coscia destra e una distorsione alla caviglia.

Il calciatore di origine italiano si è infortunato al 69’ della gara pareggiata (1-1) sabato contro i Los Angeles Galaxy.

La zona qualificazioni è ormai troppo lontana, e alla Vinotinto non resta che onorare fino all’ultimo la competizione in vista di Russia 2018. Per questo motivo sono stati chiamati tanti giovani per iniziare a costruire la nazionale per le qualificazioni per il mondiale Qatar 2022. Sicuramente farà parte di questo gruppo l’italo-venezuelano Savarino una volta recuperatosi dall’infortunio. Il calciatore di origine italiana fino a questo momento ha disputato 21 gare nella MLS dove ha messo a segno 6 reti.

Nelle gare di qualificazione Russia 2018 la Vinotinto affronterà l’Uruguay (il 5 ottobre alle 17:00 a San Cristóbal) ed il Paraguay (il 10 ottobre alle 20:30 nel Defensores del Chaco).

Nel ritiro della nazionale Rafael Dudamel ha iniziato a ricevere i suoi campioni a San Cristóbal. I primi ad aggregarsi sono stati l’ex difensore di Parma e Padova Rolf Feltscher ed i centrocampista Yohandry Orozco, Junior Moreno, Arquímides Figuera, Juan Colina e Jhon Murillo.

Questa la lista completa dei convocati:

Portieri: Wuilker Fariñez (Caracas), José Contreras (Deportivo Táchira), Carlos Olses (Deportivo La Guaira).

Difensori: Víctor García (Vitória, Portogallo), Ronald Hernández (Stabaek, Norvegia), Pablo Camacho (Deportivo Táchira), Jhon Chancellor (Delfín, Ecuador), José Manuel Velázquez (Tiburones, Messico), Wilker Ángel (Terek Grozny, Russia), Mikel Villanueva (Cádiz, Spagna), Rolf Feltscher (senza squadra), José Hernández (Caracas), Rubert Quijada (Al Gharafa, Qatar).

Centrocampisti: Juan Colina (Carabobo), Yangel Herrera (New York City, USA), Júnior Moreno (Zulia), Ronaldo Lucena (Atlético Nacional, Colombia), Tomás Rincón (Torino, Italia), Arquímedes Figuera (Universitario, Perú), Yohandry Orozco (Zulia), Sergio Córdova (Augsburgo, Germania), Jhon Murillo (Kasimpasa, Turchia), Yeferson Soteldo (Huachipato, Cile), Rómulo Otero (Atlético Mineiro, Brasile), Samuel Sosa (Deportivo Táchira).

Attaccanti: Salomón Rondón (West Bromwich Albion, Inghilterra), Josef Martínez (Atlanta United, USA), Edder Farías (Once Caldas, Colombia), Ronaldo Chacón (Caracas), Anthony Blondell (Monagas).

(Fioravante De Simone)

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Russia 2018: tre “italiani” tra i convocati dell’Uruguay per sfidare la Vinotinto

Pubblicato il 29 settembre 2017 da redazione

Russia 2018

Betancurt (Uruguay)

 

CARACAS – Oscar Tabárez, selezionatore della nazionale uruguaiana, ha annunciato la lista dei convocati per il doppio confronto delle qualificazioni Russia 2018 che vedrà i charrúas impegnati contro Venezuela (il 5 ottobre a San Cristóbal) e Bolivia (il 10 a Montevideo). Fanno parte del gruppo tre giocatori che militano nella nostra Serie A: Martín Cáseres (Verona), Matías Vecino (Inter) e Rodrigo Betancourt (Juventus). Tra i convocati ci sono anche l’ex Lazio Fernando Muslera (attualmente in forza al Galatasaray) e l’ex Napoli Edinson Cavani (attualmente al PSG).

Nella lista di Tábarez spiccano i nomi di campioni del calibro di Luis Suarez (Barcellona) e Diego Godín (Atlético Madrid).

La Celeste si trova al momento al secondo posto con 27 punti dietro al già qualificato Brasile (37) e, per strappare il pass per la Russia, dovrà ottenere la vittoria già nel primo match contro la Vinotinto per non dover aspettare gli esiti degli altri incontri. Mentre la nazionale creola userà questo confronto per testare giocatori da usare nelle prossime qualificazioni, quelle per il Qatar.

Questo l’elenco dei convocati di Tabárez:

Portieri: Fernando Muslera (Galatasaray, Turchia), Martín Silva (Vasco da Gama, Brasile) e Martín Campaña (Independiente, Argentina).

Defensori: José María Giménez (Atlético de Madrid, Spagna), Martín Cáceres (Hellas Verona, Italia), Maximialiano Pereira (Porto, Portogallo), Diego Godín (Atlético de Madrid, Spagna), Mauricio Lemos (Las Palmas, Spagna), Gastón Silva (Independiente, Argentina) e Sebastián Coates (Sporting, Portogallo).

Centrocampisti: Mathías Corujo (Peñarol), Cristian Rodríguez (Peñarol), Jonathan Urretaviscaya (Pachuca, Messico), Gastón Pereiro (PSV, Olanda), Giorgian De Arrascaeta (Cruzeiro, Brasile), Álvaro González (Nacional), Matías Vecino (Inter, Italia), Rodrigo Bentancur (Juventus, Italia), Federico Valverde (Deportivo la Coruña, Spagna), Egidio Árevalo Ríos (Racing, Argentina), Nicolás Lodeiro (Seattle Sounders, Stati Uniti), Carlos Sánchez (Monterrey, Messico), Nahitan Nandez (Boca Juniors, Argentina).

Attaccanti: Maximiliano Gómez (Celta de Vigo, Spagna), Luis Suárez (Barcelona, Spagna), Cristhian Stuani (Girona, Spagna) e Edinson Cavani (PSG, Francia).

(Fioravante De Simone)

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Mediaset fa un’offerta per i mondiali di calcio in Russia?

Pubblicato il 20 settembre 2017 da redazione

Mediaset fa un'offerta per i mondiali 2018?

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ROMA – Alcune fonti finanziarie riportano che Mediaset avrebbe fatto un’offerta per aggiudicarsi i diritti per il prossimo mondiale di calcio di Russia 2018, in programma quest’estate. L’advisor dei diritti per la Fifa è l’agenzia Mp&Silva mentre per ora l’azienda milanese non conferma.

L’indiscrezione è comunque clamorosa perché in caso di successo, il “biscione” subentrerebbe alla Rai, storica emittente in chiaro dei mondiali.

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