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Non si finisce mai di imparare, dal Sen. Micheloni lettera aperta ai Senatori della Repubblica Italiana

Pubblicato il 19 ottobre 2017 da redazione

Dal Senatore Claudio Micheloni riceviamo e volentieri pubblichiamo le seguente lettera aperta rivolta ai suoi colleghi del Senato in occasione del voto sulla nuova Legge Elettorale, denominata Rosatellum.

Sen. Claudio Micheloni.

Carissime colleghe e colleghi,

tra pochi giorni saremo chiamati ad esprimerci sulla nuova legge elettorale.

Come sapete, il testo confezionato alla Camera dei Deputati contiene una modifica del voto all’estero, tale da prevedere la possibilità di candidare nella circoscrizione estero anche cittadini residenti in Italia.

C’è chi dice si tratti di una umiliazione delle ragioni storiche che hanno prodotto quella legge, io tra questi, così come c’è chi lo considera un modesto cambiamento di natura tecnica, inteso a “ripristinare la reciprocità”, cioè, pare di intendere, sanare una contraddizione, un’aporia. Si tratta di un argomento che considero serissimo, eppure domando la vostra attenzione non tanto per dirvi cosa penso io, ma per raccontarvi cosa ne pensano altri.

Vuole essere, questa, una lettura d’incoraggiamento, per quanti di voi dovessero condividere con me una certa malinconia nell’osservare la politica dei nostri giorni e questa legislatura che volge al termine. Sia bandito il pessimismo! La Repubblica può confidare nel futuro, forte di ingegni versatili, di stampo rinascimentale, devoti alla verità. Ve ne presento un paio.

L’onorevole Fiano, giunto al costituzionalismo muovendo dalla professione di architetto (e io, che son geometra, non posso che averne la massima considerazione), è intervenuto per sgombrare il campo da equivoci e cattivi pensieri: “Si intende, in tal modo, superare una diversità di trattamento tra cittadini italiani residenti in Italia e cittadini residenti all’estero in tema di elettorato passivo. (…) Si tratta, del resto, di una delle questioni maggiormente dibattute nel corso dell’iter di approvazione della legge sul voto degli italiani all’estero, la ben nota legge n. 459 del 2001. Da parte della dottrina sono stati addirittura avanzati dubbi sulla costituzionalità della limitazione dell’elettorato passivo ai soli cittadini residenti all’estero…”

La “dottrina”: quale? Tutta? Perchè non citare qualche nome, così da non lasciarci nell’oscurità? Pensando di fare cosa utile, mi sono addentrato nell’iter della “ben nota” legge citato da Fiano, ed è pur vero che dubbi ne furono sollevati, tant’è che Tremaglia chiese pareri a diversi costituzionalisti di chiara fama: un Presidente emerito della Corte, due professori ordinari e addirittura due professori straordinari.

Li trovate qui, ma se proprio non avete tempo, sappiate che dissero tutti più o meno la stessa cosa: date le precedenti revisioni costituzionali con le quali fu istituita la Circoscrizione Estero, la limitazione dell’elettorato passivo prevista dalla L.459/2001 non solo non è in contrasto con i principi di uguaglianza e di libertà, ma costituisce la conseguenza “logica”, “necessaria” del dettato costituzionale. Fiano, probabilmente, avrà consultato una versione novecentesca della Carta: cose che capitano, anche agli innovatori più incalliti.

Generoso com’è, non si è limitato alla dottrina: “Aggiungo, a mò di cronaca, che, per quello che riguarda il gruppo del PD, noi pensiamo che sia giusto candidare i rappresentanti delle nostre comunità all’estero.” Quindi è inutile polemizzare ed è scorretto ipotizzare, anzi, dovremmo apprezzare il fatto che si fa strada un approccio indubbiamente nuovo, destinato a cambiare in profondità l’ordinamento e la nostra vita quotidiana: a che serve una norma, una odiosa costrizione, quando basta mettersi d’accordo tra persone di buona volontà? Il PD non lo farà, anzi, sfida gli altri a dimostrarsi all’altezza: con lo stesso criterio, potremmo estendere l’immunità parlamentare anche all’omicidio, allo stupro; o forse abrogare direttamente le norme che li proibiscono, legate al tempo triste in cui il legislatore non aveva considerato il principio cardine della vita civile: il buon senso.

C’è un altro pensatore, in questo caso un ragioniere, anch’egli attorniato mattina e sera da costituzionalisti prodighi di consigli, che segue l’impostazione di Fiano ma, essendo più alto in grado, si concede una variazione sul tema degna della massima attenzione: l’onorevole Rosato.

“Capisco e rispetto chi dice che quella esclusività deve rimanere… Vorrei però che si ragionasse anche di un altro profilo: in una fase in cui la mobilità internazionale si sta sviluppando fortemente, assumendo caratteri di maggiore dinamismo e anche di sensibile circolarità tra diversi luoghi di lavoro e iniziativa professionale e imprenditoriale, è giusto o sbagliato rendere più flessibili i criteri di accesso della rappresentanza in modo da cercare di raccogliere anche queste istanze? E’ sicuro che la realtà estera, nel suo complesso, sia meglio conosciuta da chi per decenni non si è mai spostato da un luogo di lavoro e di vita, anziché da chi ogni giorno la frequenta spostandosi da un’area ad un’altra e da un Paese ad un altro, come ormai da tempo sta accadendo?”

Dubbio certamente legittimo, pur essendo curiosa questa rappresentazione in cui gli emigranti non si schiodano da casa; chi siamo noi per giudicare? Verrebbe dunque da pensare che il PD intenda attingere a queste risorse residenti negli aeroporti: manager, imprenditori, intermediari della ‘Ndrangheta. Ma non è così: “Confermo che il PD alle prossime elezioni saprà valorizzare… l’impegno dei singoli e la spinta collettiva che ha fatto di quelle esperienze un punto avanzato delle battaglie politiche di questi anni. E tutto questo è possibile proprio perché i nostri candidati sono residenti nei continenti che rappresentano, forti del loro radicamento.”

Ricapitoliamo: da una parte si rivendica la correzione di una presunta discriminazione, originata dal dettato costituzionale, con una legge ordinaria; dall’altra ci si interroga su quanto sarebbe più moderno e dinamico approfittare della nuova opportunità, ma vi si rinuncia (per adesso, perché in politica “valorizzare” non vuol dire candidare). E così ci liberiamo di quell’altro vetusto orpello del passato che è il principio di non contraddizione: Aristotele non avrebbe trovato posto nel PD, indipendentemente dalla sua residenza.

Sen. Claudio Micheloni

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Legge elettorale: Pd e Fi cercano lo sprint, M5s Mdp di traverso

Pubblicato il 16 ottobre 2017 da ansa

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Il tabellone elettronico dopo la votazione sulla fiducia che il governo ha posto sul primo dei cinque articoli di cui si compone la legge elettorale, Aula della Camera, Roma, 11 ottobre 2017. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

 

ROMA. – Sarà una battaglia più sulle procedure che sui contenuti quella che da domani si combatterà sul Rosatellum 2.0 in Senato. La maggioranza, infatti, intende correre e approvare la legge in due settimane, ricorrendo anche alla fiducia se necessario; prospettiva che fa infuriare M5s, Mdp e Si, pronti a mettersi di traverso e ad appellarsi al presidente Pietro Grasso pur di evitare almeno la fiducia.

E in tarda serata arriva un gesto distensivo da parte del Pd e del governo che tramite Ettore Rosato, il capogruppo alla Camera, fanno capire ce l’obiettivo sarà di far approvare la legge attraverso un iter ordinario, salvo ovviamente la necessita’ di accelerare per rispettare i tempi.

I partiti che sostengono la legge elettorale, Pd, Ap, Fi, Lega, Svp, Ala-Sc, hanno le idee chiare: approvare in Senato il Rosatellum 2.0 senza modifiche in due settimane, prima delle elezioni siciliane. Domani alla Conferenza dei capigruppo essi chiederanno di calendarizzare il testo in Aula martedì 24 ottobre, con un iter in Commissione Affari costituzionali di pochi giorni.

“Va bene approvare una legge elettorale per rispondere all’appello del presidente Mattarella – dice Federico Fornaro, di Mdp – ma dove sta scritto che si deve fare prima delle elezioni siciliane?. C’è anche un tema di dignità del Senato, che non può essere ridotto a sigillare con la ceralacca un testo della Camera. Chiediamo tempi adeguati di discussione”.

Si preannuncia quindi uno scontro sulle procedure, sia in Commissione che in Aula, con Mdp, Si, e M5s pronti a far pressing su Grasso per ottenere garanzie sui tempi. Per quanto riguarda la Commissione, che comincerà l’esame già domani pomeriggio, “in pochi giorni non si riuscirà a concludere nemmeno la discussione generale, figuriamoci a discutere gli emendamenti”, si lamenta Loredana De Petris, capogruppo di SI.

I partiti che sostengono il Rosatellum 2.0 non hanno problemi di numeri in Commissione, ma per rispettare la tempistica del testo in Aula il 24, sono pronti a non votare gli emendamenti portando la legge in Aula senza relatore, che sarà il presidente della Commissione Salvatore Torrisi (Ap). Quanto al successivo esame da parte dell’Assemblea, si ragiona già a tre fiducie sui primi tre articoli, come alla Camera, in modo da approvare la legge il 26 o il 27 ottobre (la settimana successiva il Senato è chiuso in vista delle elezioni in Sicilia).

“In Senato il Regolamento non prevede lo scrutinio segreto sugli emendamenti alla legge elettorale, se non sulle minoranze linguistiche, quindi la fiducia sarebbe ancora più grave che non alla Camera”, afferma De Petris. Si, Mdp e M5s, se si dovesse verificare questo scenario, chiederanno a Grasso di non consentire la fiducia perché – è la testi sostenuta anche dal Comitato per il No al referendum del 4 dicembre – violerebbe l’articolo 72 della Costituzione il quale dice che la legge elettorale deve essere discussa con la “procedura normale”, e l’apposizione della fiducia non sarebbe un procedura normale.

Pd, Ap, Fi e Lega sono sicuri che la procedura è regolare, ed è già pronto lo stratagemma per far votare la fiducia alla sola maggioranza senza far mancare il numero legale. Basterà che una decina di senatori di Fi si metta in congedo per abbassare il quorum, oppure che 10-15 rimangano in Aula e si astenga (in Senato l’astensione equivale al no) per far superare l’asticella del numero legale e incassare l’approvazione definitiva del Rosatellum 2.0.

(di Giovanni Innamorati/ANSA)

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Casini lascia la commissione esteri

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Senato, Casini si dimette da presidente della Commissione Esteri

Pubblicato il 27 settembre 2017 da ansa

Casini lascia la commissione esteri

Peri Ferdinando Casini

ROMA – Poco prima dell’annuncio dato in Aula da Gasparri sulle dimissioni di Casini, l’esponente del M5S Stefano Lucidi aveva evidenziato il “palese conflitto tra la nuova presidenza assunta da Pier Ferdinando Casini per la commissione d’inchiesta sulle banche e quella, che aveva dall’inizio della legislatura, della Commissione Esteri del Senato”.

E proprio per sciogliere questo nodo Lucidi aveva chiesto alla presidenza del Senato di convocare la Giunta per il Regolamento. I senatori M5S hanno comunque protestato perché, come racconta Vincenzo Santangelo poi ripreso da Gasparri, “è stata negata la parola” al portavoce del M5S Enrico Cappelletti.

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Legge elettorale: in Aula il 10 ottobre, in commissione sì di Fi

Pubblicato il 26 settembre 2017 da redazione

Il tabellone con il voto finale. ANSA/FABIO FRUSTACI

ROMA. – Si consolida il cammino del Rosatellum 2.0 : la Conferenza dei capigruppo ha infatti fissato al 10 ottobre l’arrivo in Aula del testo, che in serata viene votato come testo base dalla Commissione Affari costituzionali della Camera, per essere poi sottoposto agli emendamenti nei prossimi giorni.

Ma è soprattutto la presa di posizione di Silvio Berlusconi, che si schiera per fronteggiare i malumori interni di alcuni deputati, a rafforzare l’accordo, sulla cui tenuta anche il capogruppo del Pd alla Camera, Ettore Rosato, ha detto di essere in grado di “garantire”. M5s ha invece dato battaglia sin da oggi.

La presidente della Camera Laura Boldrini, alla riunione della Capigruppo, ha proposto la data del 10 ottobre per portare il Rosatellum in Aula. I partiti che sostengono l’accordo immaginavano una data più vicina, il 5 ottobre, ma hanno accolto la proposta della Presidente. “Così togliamo l’alibi a chi sostiene che vogliamo strozzare i tempi in Commissione”, ha detto Rosato.

Una decisione, dunque, per allentare la tensione, dopo che M5s aveva sollevato un problema di procedura che aveva fatto slittare il primo voto della Commissione, previsto nel pomeriggio, quello necessario per adottare il Rosatellum come testo base. M5s si è appellato a Boldrini, che però gli ha dato torto, confermando le decisioni del presidente della Commissione Andrea Mazziotti.

Alle 18 nuova questione procedurale di M5s, nuova interruzione, e convocazione della Commissione in serata per l’agognato primo voto. L’ostruzionismo di M5s lascia intuire intenzioni bellicose anche nella successiva fase degli emendamenti, che dovranno essere presentati entro venerdì 29 settembre, con l’inizio dei voti previsto per martedì 3 ottobre.

Quanto ai partiti che hanno sottoscritto l’accordo, Fi ha riunito il gruppo. Più di qualcuno ha storto il naso sostenendo che per gli “azzurri” era meglio il proporzionale del Fianum, il precedente testo. Elio Vito ha accusato Renato Brunetta di aver ceduto troppo presto, ma il capogruppo ed altri hanno fatto notare che il Pd non ci sarebbe più stato sul proporzionale e che la vera alternativa era il Consultellum che avrebbe implicato un listone unico con Lega e Fdi.

Poi Berlusconi ha sentito diversi esponenti “azzurri” dicendo loro che aveva “approfondito” il tema e che il Rosatellum 2.0 “e’ la strada più corretta da percorrere”. Per far capire le intenzioni serie del Pd e la saldezza dell’accordo, Rosato ha detto di sentirsi di “garantire che i partiti che hanno sottoscritto l’accordo non si sfileranno”. “Non dico che non temo i voti segreti e il comportamento dei singoli. Ma i gruppi come tali terranno”.

(di Giovanni Innamorati/ANSA)

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Scontro sulla legge di cittadinanza. Quando l’approverà il Senato?

Pubblicato il 16 giugno 2016 da redazione

Italia sono anch'io

Italia sono anch’io

ROMA. – Scontro fra la presidente della Camera Laura Boldrini e Forza Italia sulla legge per la cittadinanza. Un fronte sul quale l’Italia “è fuori tempo massimo” secondo la presidente della Camera, dove il nuovo ius soli temperato è stato approvato ad ottobre e ora dunque il Senato deve esaminarlo “in fretta”.

“Non è – dice infatti la Boldrini – la legge ideale, ma è comunque una svolta. Il nostro Paese invecchia e dobbiamo incentivare le politiche alla famiglia e riconoscere che ci sono nuovi italiani”.

Ma Forza Italia non ci sta e attacca Boldrini nel metodo e nel merito. Paolo Romani, presidente dei senatori di Forza Italia, definisce “deplorevole” il fatto che la presidente della Camera “pretenda di dettare l’agenda del Senato”.

“Il provvedimento – aggiunge – va cambiato radicalmente. E noi ci batteremo in Aula”. D’altro canto, evidenzia il vicepresidente di Montecitorio Simone Baldelli (FI), il Senato “ha tutto il diritto di discutere, esaminare, modificare, approvare o respingere il provvedimento, nei tempi che autonomamente deciderà di darsi”.

A Palazzo Madama, il provvedimento è stato incardinato in commissione Affari Costituzionali subito dopo l’ok dei deputati (con il no di FI, FdI e Lega e l’astensione di M5S) ma, dopo essere stato discusso fra dicembre e aprile in qualche seduta e aver visto il termine degli emendamenti fissato al 27 dello stesso mese, è poi sparito dal calendario dei lavori.

A scendere in campo a fianco della Boldrini è però solo il presidente della commissione Affari Sociali della Camera Mario Marazziti (Democrazia Solidale-CD), primo firmatario e sostenitore di un disegno di legge in materia di cittadinanza presentato nel 2004, che spera che il Parlamento possa dare il via libera definitivo al testo entro l’anno.

Per il resto, si registrano le voci contrarie degli azzurri, a partire dal vicepresidente di Palazzo Madama, Maurizio Gasparri, che invita Boldrini a non “dare ordini” al Senato: “Rivendichiamo l’autonomia del Senato – sottolinea – che non può subire pressioni di alcun tipo e deve avere tutto il tempo necessario a esaminare e soprattutto cambiare una legge assurda”.

Idem il senatore Forza Italia, Andrea Mandelli, secondo il quale la presidente della Camera ha “mancato di terzietà”. Perché, attacca la deputata di Forza Italia, Elvira Savino, “chi ricopre cariche istituzionali dovrebbe mostrare un assoluto rispetto verso il Parlamento che, ricordiamo, è ancora composto da Senato e Camera”.

(di Chiara Scalise/ANSA)

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Grasso, avanti la legge sui partiti assieme alle riforme

Pubblicato il 17 maggio 2016 da redazione

Il presidente del Senato, Pietro Grasso.

Il presidente del Senato, Pietro Grasso.

ROMA. – La vicenda Pizzarotti piomba sulla legge sui partiti, in discussione alla Commissione Affari costituzionali della Camera, dove oggi inizia il voto degli emendamenti. E proprio sulla necessità di portare avanti questa legge “all’unisono” con le riforme costituzionali e quella elettorale, ha insistito il presidente del Senato, Pietro Grasso, come già aveva fatto in precedenti occasioni.

Le sanzioni di M5s contro Pizzarotti, arrivano mentre la Commissione Affari costituzionali della Camera sta discutendo anche del tema delle vita democratica interna di partiti e movimenti. In commissione sono state presentate varie proposte di legge, tra cui una del Pd che obbliga partiti e movimenti ad avere uno statuto, pena l’esclusione dalle elezioni. Approccio contestato da M5s che non ha uno statuto.

Il relatore Matteo Richetti (Pd) ha presentato un testo unificato che prevede due vie: per i partiti che vogliono usufruire dei benefici fiscali ci sono obblighi maggiori, mentre per i movimenti che vi rinunciano (come M5s) gli oneri sono minori. Ma, come ha osservato Pino Pisicchio, presidente del gruppo misto, la vicenda Pizzarotti pone il problema della democrazia interna a partiti e movimenti.

Mentre i partiti come il Pd o Fi hanno un codice etico noto, con sanzioni definite ed erogate da un organo diverso da quello di direzione politica, M5s non ha nulla di tutto ciò, con conseguenti minori garanzie per i suoi iscritti o militanti, come Pizzarotti.

M5s ha presentato degli emendamenti che eliminano dal testo di Richetti l’obbligo per partiti e movimenti del “metodo democratico” nella “vita interna”. Ma Richetti non prevede sanzioni se il M5s o altri movimenti non adempiono a questo obbligo.

Altri partiti (Sel, Lega, gli ex M5s) hanno presentato emendamenti – subito ribattezzati “salva Pizzarotti” – che giungono ad escludere dalle elezioni i movimenti che non hanno un organo disciplinare o di controllo diverso da quello esecutivo (nel caso di M5s dal Direttorio).

Oggi si votano gli emendamenti e si prevede un confronto duro. Non a caso Davide Ermini ha detto che M5s “è allergico alla democrazia”, visti i suoi emendamenti. Grasso, ricordando Pietro Scoppola, ha detto che “è vitale” fare procedere la legge sui partiti di attuazione dell’articolo 49 della Costituzione “all’unisono con la revisione istituzionale per garantire la realizzazione del ‘metodo democratico’ espressamente voluto dalla Costituzione”.

Come ha spiegato in altri frangenti, il corollario della legge maggioritaria e del fatto che la sola Camera è eletta a suffragio universale, è costituito dall’assicurazione della vita democratica interna dei partiti. “Sono convinto – ha aggiunto Grasso – che l’attuazione di questa norma sia anche la premessa necessaria a rafforzare la legittimazione etica dei Partiti e la loro capacità di selezionare la classe dirigente, in modo da prevenire la grave questione morale che oggi colpisce trasversalmente la politica italiana”.

(di Giovanni Innamorati/ANSA)

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17:48Argentina:sottomarino aveva comunicato avaria batterie

(ANSA) - BUENOS AIRES, 20 NOV - Mercoledì scorso, prima dell'interruzione delle sue comunicazioni con il comando militare, il sottomarino argentino Ara San Juan aveva informato che esisteva una avaria nelle sue batterie. "Mercoledì scorso siamo stati informati di questa avaria, ed è per questo che si è cambiata la rotta della nave, dirigendola verso Mar del Plata", ha detto alla stampa Gabriel Galeazzi, portavoce della Marina militare a Mar del Plata, base operativa del sottomarino.

17:37Tennis: ranking Nadal saldo al n.1, Fognini 27/o

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(ANSA) - SULMONA (L'AQUILA), 20 NOV - "Siamo in tanti perché eri un esempio di rettitudine e amore per la natura: qui c'è tutta Sulmona che vuole manifestarti affetto e riconoscenza". E' un passaggio dell'omelia di don Maurizio Nannarone, che nella chiesa di Santa Maria della Tomba a Sulmona, ha celebrato i funerali di Guido Conti, l'ex generale dei carabinieri forestali che si è tolto la vita venerdì scorso nelle campagne di Pacentro (L'Aquila). Tra i banchi della chiesa i vertici dei carabinieri con in testa il comandante della Ogaden, Giovanni Nistri, l'ex procuratore capo dell'Aquila, Fausto Cardella, il capo della Procura di Sulmona, Giuseppe Bellelli, il suo collega di Vasto, Giampiero Di Florio, il presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, il presidente del Tribunale di Sulmona, Giorgio Di Benedetto, la senatrice Paola Pelino, l'ex presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, l'attuale questore di Pescara, Francesco Misiti, e il suo predecessore, Paolo Passamonti. Alle esequie anche l'ex comandante provinciale dei Cc di Pescara, Paolo Piccinelli, che con Conti ha condiviso un periodo in Umbria. (ANSA).

17:33Afghanistan: 18 miliziani Isis uccisi in provincia Nangarhar

(ANSA) - NEW DELHI, 20 NOV - Almeno 20 militanti dell'Isis sono stati uccisi durante due operazioni aeree e terrestri in due distretti della provincia orientale afghana di Nangarhar. Lo hanno reso noto funzionari locali. Il portavoce del governo provinciale, Attaullah Khogyani, ha precisato che le operazioni militari sono state condotte la scorsa notte nei distretti di Achin, dove 14 militanti sono stati uccisi fra cui un comandante locale di nome Saqib, e di Khogyani (quattro guerriglieri morti). Soprattutto il distretto di Achin è considerato una roccaforte dei seguaci del 'Califfo' Abu Bakr al Baghdadi, ed in esso gli incidenti armati sono pressoché quotidiani.

17:33Migranti: la Libia apre un’indagine sugli abusi

(ANSA) - ROMA, 20 NOV - Il governo libico di unità nazionale ha aperto "un'indagine" sullo "sfruttamento degli immigrati clandestini e lavori forzati in Libia da parte di organizzazioni criminali", resi noti "dai media nei giorni scorsi". Lo riferisce una nota del ministero degli Esteri libico, sottolineando il proprio "disappunto e rifiuto verso queste pratiche disumane, contrarie alla cultura e alla tradizione del popolo libico". "Se tali accuse verranno provate - aggiunge la nota - tutti i soggetti coinvolti saranno puniti e indagati".

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(ANSA) - ROMA, 20 NOV - "Ci sono riforme radicali da affrontare per il calcio, bisogna uscire dalla logica dei voti che accomuna tante federazioni alla politica". Così Walter Veltroni a Sky dopo le dimissioni del presidente della Figc Carlo Tavecchio. "Io in Figc? Il calcio non è il Parlamento, piuttosto che una logica di voti maggioranza-minoranza, servono persone interne al mondo del calcio o una combinazione tra una figura manageriale e persone che hanno giocato e hanno competenze ed esperienza".

17:30Truffa Ssn: sequestrati 7,3 milioni euro a 3 cliniche romane

(ANSA) - ROMA, 20 NOV - Rimborsi per prestazioni di assistenza domiciliare sanitaria e parasanitaria superiori a quelle effettivamente eseguite. E' la truffa ai danni del Ssn che il pm di Roma Alberto Pioletti contesta a quattro amministratori di tre cliniche "Hospice" in carica tra il 2011 ed il 2015. Oggi i carabinieri del Nas hanno sequestrato sette milioni e 300 mila euro, per il pm rimborsati indebitamente, dai conti delle case di cura Villa speranza, Fondazione Roma e Sant'Antonio da Padova. Il servizio "Hospice" è offerto dalle cliniche private a malati terminali. Quando non ci sono posti a disposizione l'assistenza sanitaria e parasanitaria si svolge nelle abitazioni dei pazienti. L'inchiesta ha preso le mosse dall'esposto di un medico di una delle tre cliniche.

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