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Ussita, terremoto: un triste Natale nelle casette del sisma

Pubblicato il 22 dicembre 2017 da ansa

Ussita, le casette del sisma

 


USSITA (MACERATA). – “Ci hanno fatto tornare su prima di Natale, ma ora che facciamo?”. Avere finalmente un piccolo focolare domestico dopo quattro traslochi per il terremoto non basta a smorzare le preoccupazioni di una madre che a Ussita (Macerata) addobberà un albero di Natale con il figlio di due anni. Costretta con la famiglia a lasciare la casa distrutta dalla scossa del 24 agosto 2016, Marianna si trasferirà in una Sae alla vigilia di Natale, con un bagaglio di timori per il futuro e per la difficoltà di trovare lavoro. “Prima lavoravamo – spiega all’ANSA – ora ci sono solo le bollette da pagare, e abbiamo già dato fondo ai risparmi”.

Nelle aree del Maceratese colpite dalla lunga crisi sismica anche questo sarà un Natale mesto. Chi è tornato in una delle 720 casette consegnate finora si gode un briciolo di quotidianità dopo varie peregrinazioni tra sistemazioni temporanee. Ma il clima abbastanza disteso che si respira tra le persone più avanti con l’età, o parlando con chi è riuscito a mantenere un impiego, cozza con l’inquietudine di coloro che devono ricominciare da zero.

Molte famiglie, soprattutto quelle con figli piccoli, hanno scelto di restare lontane dal paese, di abbandonare la terra d’origine. Altri, come la signora Mara, pensionata di Pieve Torina, sono tornati: “Mi trovo benissimo – rassicura mostrando la casetta – al di là di piccoli ‘inciampetti’ quotidiani. Il Natale è migliore qui che a Porto Sant’Elpidio: non nel senso della struttura ma dell’aria, l’aria mia è questa che respiro qui”.

Qualche pecca non manca nella Sae pur “calda e confortevole”, osserva il marito Giovanni: dalla maniglia della porta che cade alla presa d’aria che si stacca, alla linea del telefono fisso che manca. Ma “a Natale arrivano i nipoti e fanno sparire tutti i problemi”.

A Pieve Torina il clima pre festivo “è sereno tra virgolette, – osserva il sindaco Alessandro Gentilucci – per persone che hanno perso tutto: avevano una casa, delle abitudini, e ora sono in queste situazioni emergenziali: 161 le Sae consegnate finora su 208 richieste”.

Roberto ha un impiego alla Svila di Visso, l’azienda che produce pizze surgelate, e da tre settimane abita in una casetta con madre, moglie e figlio di 5 anni, dopo essere stato sfollato prima a Fermo poi a Porto Sant’Elpidio. “Problemi ci sono, si poteva fare meglio – rimarca – ma tutto sommato si sta bene, stai a casa e si torna un po’ alla normalità. L’albero di Natale? Lo abbiamo fatto anche l’anno scorso in albergo per non perdere l’abitudine”.

A Visso, dove la casa dei genitori è ancora agibile, vorrebbe tornare a lavorare Francesco, 26 anni, attualmente residente a Macerata, che gestiva una pasticceria in centro andata distrutta. “Il progetto – racconta – è di riattivare l’attività in primavera”. Mentre una coppia di anziani, di 85 e 83 anni, è ansiosa di festeggiare di nuovo il Natale con i nove nipoti, in scala tra i 2 e i 40 anni: “l’anno scorso non abbiamo fatto niente”.

Ma di carenze nelle “poche” casette allestite ”ce ne sono in tutti i comuni”, attacca il sindaco di Visso Giuliano Pazzaglini: difetti di progettazione come i “portoni non in legno che conducono umidità all’interno” o i “boiler con tubazioni non coibentate”, o di esecuzione, come le infiltrazioni causate da “guaine messe male”. “Nonostante le Sae costino tantissimo – sottolinea – hanno utilizzato maestranze non qualificate”.

Giuseppe, artigiano edile in pensione, mostra l’elenco di prescrizioni per la sua Sae, con accanto la moglie Carmela. Sono delusi: “E’ una fregatura, non ci aspettavamo mari e monti ma così no…Non possiamo appendere un quadro, mettere una tenda o sostituire un mobile, eppure qui dovremo restarci per sempre”.

E nella zona, riaprono i negozi ma il lavoro manca. “Mio marito faceva manutenzione negli impianti a funi a Frontignano – ricorda Marianna, che potrà riportare il figlioletto all’asilo a Visso – è stato licenziato il 27 ottobre 2016. Hanno aiutato chi è rimasto qui ma noi famiglie ci sentiamo abbandonate”.

(di Daniele Carotti/ANSA)

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Facebook: la morte di Paolo Villaggio e il terremoto tra i temi più discussi nel 2017

Pubblicato il 06 dicembre 2017 da ansa

Paolo Villaggio

 

ROMA. – La morte di Paolo Villaggio, gli attentati terroristici di Barcellona, il terremoto di Ischia e la finale di Champions tra Real Madrid e Juventus: sono tra gli argomenti più discussi in Italia nel 2017 su Facebook insieme alla band Linkink Park, dopo la morte del cantante Chester Bennington. Su Instgram, altra piattaforma dell’universo Zuckerberg, l’hashtag più usato si conferma #Love.

A livello globale, su Facebook, i tre momenti più discussi dell’anno sono stati La Giornata Internazionale della Donna (più di 165 milioni di persone hanno generato oltre 430 milioni di interazioni nel mondo); il Super Bowl 51 (262 milioni visualizzazioni, 64 milioni di persone hanno generato oltre 240 milioni di interazioni); l’attacco di Las Vegas che ha “spinto oltre 3.300 persone nel mondo ad offrire Aiuto attraverso i Servizi per le Emergenze su Facebook”.

Tornando al nostro paese, gli italiani hanno creato eventi satirici per rispondere a fatti di cronaca. Tra questi i più partecipati sono stati Le Olimpiadi Invernali di Toritto 2017, ridente località della provincia di Bari innevata lo scorso gennaio più della nordica Torino. Su Instagram tra i post con più like c’è quello di Beyonce che annuncia la sua seconda gravidanza; le celebrities più seguite sono Selena Gomez (130 milioni di follower), Cristiano Ronaldo (116 milioni), Ariana Grande (115 milioni).

Nel podio dei posti più popolari del 2017 ci sono Disneyland, California, Times Square e Central Park a New York. Tra le città più ‘instagrammate’ New York, Londra, Mosca. In entrambe queste classifiche manca l’Italia.

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Terremoto: ricostruire le chiese, fari su San Benedetto da Norcia

Pubblicato il 30 novembre 2017 da ansa

Piazza San Benedetto da Norcia

 

 


ROMA. – Sono oltre 4mila le chiese distrutte o danneggiate dal terremoto e solo alcune decine hanno riaperto i battenti. Altre saranno pronte per la messa di Natale ma la fase di ricostruzione vera e propria partirà solo nei prossimi mesi. Un lavoro che potrebbe richiedere complessivamente anni, anche decenni.

Due le ultime novità positive: entro la prossima settimana (5 dicembre) le diocesi interessate dovranno comunicare l’elenco delle priorità; sta per essere poi costituita una Commissione per la ricostruzione della basilica di San Benedetto di Norcia, un po’ il simbolo delle ferite inflitte dal terremoto ai beni della Chiesa, e non solo.

Intanto gli 80 milioni risparmiati dalla Camera dei deputati e restituiti al Tesoro saranno destinati alle zone colpite dal sisma del Centro-Italia. La norma legislativa sarà inserita nella legge di bilancio. Lo ha annunciato il viceministro Luigi Casero alla Camera, accogliendo un ordine del giorno che chiedeva questo impegno firmato dai quattro vicepresidenti Simone Baldelli (Fi), Marina Sereni (Pd), Luigi Di Maio (M5s) e Roberto Giachetti (Pd).

La questione della ricostruzione dei beni ecclesiastici dopo il terremoto è stata al centro di un convegno alla Pontificia Università Gregoriana, “Ricomporre l’identità. Terremoto, Città e Beni Culturali della Chiesa”. Identità è la parola chiave perché questo appunto rappresentano le chiese in molti centri colpiti dagli ultimi terremoti. E se si parla di beni ecclesiastici distrutti dal sisma non si possono non puntare i fari su San Benedetto.

E’ “imminente la costituzione di una apposita commissione formata dal Ministero dei Beni culturali, la diocesi di Norcia, la Regione Umbria, il Comune di Norcia” per studiare le modalità di ricostruzione della basilica, ha annunciato l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo. Il lavoro della Commissione potrebbe avere come obiettivo – ha spiegato il vescovo – l’indizione di un “concorso internazionale aperto anche agli esponenti dell’architettura contemporanea”.

Monsignor Boccardo ha espresso la sua “perplessità a ricostruire tutto com’era come se nulla fosse accaduto”. Poi il vescovo di Norcia ha definito il terremoto come “un Alzheimer per una comunità” perché non rende più riconoscibili i luoghi. Il vescovo chiede che si acceleri sulla “ricostruzione, tutti ne parlano ma non si vede ancora la realizzazione. Nella nostra diocesi ci sono duecento chiese inutilizzabili”. Boccardo evidenzia che nelle chiese per le quali si è deciso di intervenire comunque “le macerie non sono ancora state rimosse. Occorre garantire massima sicurezza, superando il rapporto feticista con il passato”.

Anche per il vescovo di Rieti, mons. Domenico Pompili occorre accelerare la ricostruzione: “Mi auguro scelte a breve” perché “siamo ancora ai preliminari, sul se, sul come, sul dove”. Sono dunque 4mila gli immobili di uso religioso che sono stati danneggiati dal terremoto e oltre 20mila (20.254 secondo l’ultimo censimento) le opere storiche e artistiche che sono state portate in salvo dalle macerie e che ora sono nei depositi. Sono alcuni dei dati forniti dal Segretario Generale del ministero dei Beni Culturali, Carla Di Francesco.

“La fase dell’emergenza – ha sottolineato – si sta concludendo e in tanti si aspettano di vedere cominciare presto la ricostruzione. E’ un momento critico e assai importante in cui occorre fare la valutazione, la progettualità per passare all’affidamento degli appalti. Occorre anche lavorare sulla prevenzione: ci sono risorse per 470 milioni di euro ed è auspicabile che nei prossimi terremoti non si contino più crolli”.

Per il Rettore della Gregoriana, padre Nuno da Silva Goncalves, “occorre condividere le buone pratiche” e in questa direzione va anche il momento di studio e confronto voluto per la giornata di oggi dall’università dei Gesuiti.

(di Manuela Tulli/ANSA)

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Terremoto Centro Italia: “Troppi suicidi, servono psicologi”

Pubblicato il 24 ottobre 2017 da redazione

Terremoto

ANCONA – “Abbiamo appreso del suicido del pensionato 79enne di Colmurano, in provincia di Macerata, tramite i social. Purtroppo pare che queste notizie non siano più degne di essere pubblicate sui canali ufficiali. Dal tragico primo giorno del sisma al numero delle vittime dirette si aggiunge anche il numero sempre più crescente di persone che avendo perso tutto non riescono a ‘elaborare’ la tragedia e la fanno finita”. Lo afferma il capogruppo di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale Fabio Rampelli, commentando la notizia di un anziano che ieri si è impiccato ad un albero nei pressi della sua abitazione inagibile, a Colmurano, per motivi ancora al vaglio dei carabinieri. L’uomo era sfollato con la famiglia in un’altra casa dello stesso paese. ”Le vite di chi è finito sotto le macerie – dice Rampelli – pesano su eventi naturali eccezionali con cui ancora facciamo fatica a convivere, ma quelle di chi si suicida per disperazione sono sulla coscienza di coloro che non sono stati capaci di affrontare con efficacia emergenza e ricostruzione. Per questo – conclude – sollecitiamo il Governo, il ministro della Salute e la commissaria Paola De Micheli a garantire la presenza di psicologi che possano attutire il trauma di quanti hanno perso casa, famiglia, affetti e lavoro. E soprattutto è necessario cominciare la ricostruzione: l’unico vero segnale della speranza”

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Amatrice diventa sito del World Monument Fund

Pubblicato il 16 ottobre 2017 da ansa

Una veduta delle Torre Civica su Corso Umberto I. Amatrice, 1 agosto 2017. ANSA/MASSIMO PERCOSSI

 

 

NEW YORK. – Il World Monument Fund mette gli occhi su Amatrice e la riconosce come sito da mettere sotto la sua protezione per la categoria disastri di tipo naturale. L’annuncio a New York, nell’Empire State Building, dove si trova la sede dell’organizzazione che si occupa di preservare i siti archeologici e di interesse culturale nel mondo. La cittadina laziale fa parte di una rosa di 25 siti scelti tra 170 nomination in tutto il mondo.

La notizia arriva anche nel giorno in cui la sindaca di Roma Virginia Raggi è ad Amatrice per discutere su come investire, anche nei comuni di Norcia e Arquata del Tronto, i 300mila euro raccolti dal Comune di Roma. A catturare l’interesse del Wmf in particolar modo il Museo Civico ‘Cola Filotesio’ e la Torre di Sant’Emidio, diventata uno dei simboli risparmiati dal terremoto di oltre un anno fa.

“Non sappiamo esattamente cosa succederà ora – ha spiegato all’Ansa la vice presidente Lisa Ackerman – posso solo dire che noi abbiamo dei donatori nel caso in cui le autorità locali decideranno di ricostruire nella stessa zona e quindi anche di far ritornare le persone nei luoghi in cui abitavano prima del disastro”.

L’interesse dell’ente, quindi, non è solo verso l’aspetto storico-culturale di Amatrice ma anche verso soluzioni contro l’esodo degli abitanti. La lista dei siti da inserire nel ‘watch’, quindi da mettere sotto osservazione/protezione, viene compilata ogni due anni e nel caso di Amatrice l’organizzazione sembra aver risposto ad un appello da parte delle comunità locali e al loro timore che possano passare anni prima che si veda una ripresa.

Secondo quanto si sottolinea sul sito del Wmf, in totale i danni causati dal sisma ammontano a circa 20 miliardi di dollari. “Nonostante l’annuncio del governo di stanziare fondi – si legge – le comunità locali hanno lanciato appelli per precedere in modo più concreto verso una ripresa che potrebbe altrimenti durare anni. Per questo motivo, il riconoscimento da parte del Wmf è espressione di un interesse internazionale duraturo per il futuro di Amatrice”.

Non è la prima volta che il World Monumet Watch sceglie l’Italia per i siti da mettere sotto il suo ‘watch’. In totale in passato sono stati individuati 114 siti, tra cui le cosiddette ‘Città del Tufo’, ossia Pitigliano, Sorano, Manciano e Civita di Bagnoregio, la Fortezza di Fenestrelle a Torino o la Domus Aurea, la villa urbana costruita dall’imperatore romano Nerone dopo il grande incendio che devastò Roma nel 64 d.C.

(di Gina Di Meo/ANSA)

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Messico: il terremoto ha riattivato il vulcano Popocatepetl

Pubblicato il 28 settembre 2017 da redazione

Messico: il terremoto ha riattivato il vulcano Popocatepetl

 

CITTA’ DEL MESSICO. – La serie di scosse telluriche che ha colpito la settimana scorsa il centro del Messico ha risvegliato il vulcano Popocatepetl, dal quale si è innalzata una colonna di fumo e di ceneri lunga circa 2 km, con cadute di pietre incandescenti in varie località vicine.

Secondo esperti del Centro di Prevenzione di Disastri (Cpd) messicano, il fatto che il Popocatepetl si trova vicino all’epicentro della scossa di magnitudo 7.1 che ha causato la morte di oltre 330 persone -65 km a sudest di Città del Messico, sulla frontiera fra gli stati di Puebla o Morelos- ha accelerato l’attività interna del vulcano, innescando la nuova eruzione.

Il direttore del Cpd, Carlos Valdés, ha chiarito però che si è trattato solo di un episodio isolato, che è durato circa cinque ore, sottolineando che “non esiste per il momento un rischio importante per la popolazione, al di là della generazione di altre piogge limitate di ceneri”.

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Effetti del terremoto a Cascia

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Terremoto, a Cascia riaprono sei negozi dopo un anno di chiusura

Pubblicato il 27 settembre 2017 da ansa

A Cascia riaprono sei negozi dopo un anno

Effetti del terremoto a Cascia

PERUGIA – A Cascia sei negozi pronti a riaprire i battenti dopo la consegna dei moduli realizzati in piazza San Francesco. “Il terremoto aveva danneggiato un numero superiore di locali commerciali, ma molti sono riusciti a trasferire le proprie attività presso altri edifici, mentre questi sei sono rimasti fermi per circa un anno, adesso, finalmente, possono tornare a lavorare”: è quanto ha spiegato, all’ANSA, il sindaco Mario Terremoto, a Cascia riaprono sei negozi dopo un anno di chiusura a margine della consegna dei moduli. “Con la riapertura di queste sei attività – ha aggiunto il sindaco – a Cascia si è chiusa l’emergenza legata al commercio”. Alla cerimonia di consegna, oggi pomeriggio, ha partecipato anche la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini.

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Terremoto del centro Italia, sedici i progetti finanziati con gli sms solidali

Pubblicato il 25 settembre 2017 da redazione

sms solidali

ROMA – I soldi degli sms – 33 milioni donati in sei mesi con un’offerta di 2 euro a ogni messaggino inviato al numero solidale 45500 – non sono spariti. Lo dicono la Protezione civile e la commissaria alla ricostruzione Paola De Micheli, rispondendo al sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi, che ribadisce: “Non ho mai detto che i soldi sono spariti e non ho mai accusato la Protezione civile”. Quei 33 milioni non sono andati ad Amatrice, Accumoli, Norcia, Castelsant’Angelo sul Nera perché – considerati questi paesi terremotati sufficientemente coperti da altre donazioni – i soldi sono stati dirottati su altre realtà, altre zone, soprattutto su altre scuole.

Nell’intervento sul palco di Atreju in cui aveva parlato di “volontà degli italiani tradita”, e poi a Rainews 24, il sindaco Pirozzi aveva definito “una scelta scellerata” quella della destinazione degli sms.

I sindaci di Accumoli e Arquata del Tronto avevano ribadito: i soldi delle donazioni al numero verde noi non li abbiamo visti. Stefano Petrucci di Accumoli: “L’operazione sms è stata poco trasparente, ha deluso la popolazione”. Aleandro Petrucci di Arquata: “Con i proventi degli sms solidali, 2,1 milioni, dobbiamo ricostruire il municipio, ma finora non si è visto un euro, sui monti c’è la neve e non ho una lettera, un documento che mi consenta di avviare la progettazione e la gara d’appalto”.

La Protezione civile ha confermato che Amatrice e Accumoli non riceveranno denaro per la solidarietà dagli sms. Questo perché hanno avuto molto attraverso altre strade. Lo stesso Pirozzi ha spiegato: con l’iniziativa “Adotta un’opera” il Comune di Amatrice ha ricevuto (e li ha girati alla commissaria straordinaria) 1.663.066,53 euro. Li utilizzerà per riaprire l’ospedale Francesco Grifoni e per l’Istituto alberghiero.

Sempre per la struttura ospedaliera alle porte della città – oggi inattiva – il governo federale tedesco e grandi industrie di quel Paese doneranno 6 milioni in tre anni. E la nuova scuola di Amatrice, in frazione Villa San Cipriano, ha autonomamente ricevuto un milione e mezzo di euro, oltre al materiale didattico.

Nell’elenco delle opere finanziate diffuso dalla Protezione civile sono sedici i progetti approvati dal Comitato dei garanti, di cui nove dedicati a interventi scolastici.

Nel Lazio sono tre le scuole, tutte in provincia di Rieti, che potranno essere ricostruite con il contributo degli italiani: elementari e medie di Puggio Bustone, secondaria di Collevecchio e scuola dell’infanzia di Rivodutri.

Nelle Marche otto i progetti approvati. Oltre alla costruzione del nuovo municipio di Arquata, s’interverrà sugli edifici scolastici di Pieve Torina, appunto, Sant’Angelo in Pontano, Montalto delle Marche e Montegallo. Gli altri tre progetti riguardano la realizzazione di un’area destinata ad attività economiche a Visso, l’adeguamento dell’ex strada statale 238, la Valdaso che collega l’entroterra alla costa, e l’allestimento di sette nuove superfici di atterraggio per gli elicotteri per favorire gli interventi di Protezione civile. Si è deciso invece di approfondire la sovvenzione di una proposta di recupero che riguarda Acquasanta Terme.

In Abruzzo due i progetti finanziati con gli sms: l’adeguamento del Liceo scientifico aeronautico di Corropoli, edificio storico in provincia di Teramo, e la realizzazione di un centro di comunità a Capitignano, provincia dell’Aquila.

Infine, tre interventi in Umbria: riguardano diversi comuni. Un rete di scuole digitalizzate nei territori della Valnerina, alcuni centri di comunità in grado di ospitare la popolazione nei momenti di emergenza e il recupero e restauro di opere di interesse artistico: libri, dipinti, sculture, crocifissi.

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Mexico Earthquake

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In Messico si continua a scavare. Mistero su Frida

Pubblicato il 21 settembre 2017 da ansa

In Messico si continua a scavare

In Messico si continua a scavare. (ANSA/AP Photo/Moises Castillo)

CITTA’ DEL MESSICO. – A più di 48 ore dal devastante terremoto a Città del Messico non si spegne la speranza di ritrovare persone ancora in vita sotto le macerie, mentre si contano ancora i morti che – secondo Televisa – hanno raggiunto il numero di 250.

Oggi nella capitale è stato anche il giorno delle incertezze, in particolare sul destino di una bambina imprigionata sotto i detriti della scuola ‘Enrique Rebsamen’: la dodicenne Frida, diventata simbolo della lotta contro il tempo per salvare vite umane. L’attenzione di milioni di messicani e i riflettori dei media rimangono puntati sulla scuola nel sud della città, dove in totale hanno perso la vita 26 persone, 21 dei quali bambini.

Lo stabile è crollato durante il terremoto, in pochi secondi, e non c’è stato niente da fare. Fin dalle prime ore dopo la mega-scossa di martedì il caso che è diventato il simbolo degli sforzi di soccorritori e volontari è stato proprio quello di ‘Frida’, la bambina intrappolata sotto i detriti della scuola. Ieri, la piccola avrebbe mosso le dita, facendo pensare che fosse ancora in vita, ma i media locali non esitano a definire ‘confuso’ il caso, indicando tra l’altro che nessun genitore si è finora presentato alle autorità per chiedere informazioni su di lei.

“Forse c’è una confusione sul suo nome”, ha precisato il ministro dell’educazione, Aurelio Nuño. La bambina è stata infatti chiamata ‘Frida’ da un soccorritore per facilitare il contatto, affermano fonti locali. Successivamente, la bambina è stata chiamata dai media anche ‘Frida Sofia’. La scuola ha da parte sua chiarito che le piccole con i nomi ‘Frida’ e ‘Sofia’ erano già state soccorse o comunque identificate.

Nel collegio, fin da stamani presto si sono susseguite le richieste dei soccorritori di fare silenzio per individuare segnali di vita tra le macerie: ed è questa la certezza che conforta i messicani, i quali trattengono il respiro anche su altri soccorsi in corso e sulla corsa contro le ore che passano. Per esempio, quello di Erik Gaona: un ragazzo 24/enne che in un altro punto della capitale è rimasto intrappolato sotto i resti di un palazzo di quattro piani. Finora, i morti accertati sono 250.

In particolare – secondo Televisa – 115 persone hanno perso la vita a Città del Messico, l’area più colpita dalla scossa, mentre le altre persone sono decedute negli stati di Morelos (73), Puebla (43), Messico (13), Guerrero (5), Oaxaca (1).

Ingenti anche i danni: il responsabile della protezione civile, Luis Felipe Puente, ha sottolineato che “secondo stime preliminari il numero degli edifici danneggiati oscilla tra 200, 500 o mille: dobbiamo ancora accertare il dato definitivo”.

Lentamente, la megalopoli messicana cerca comunque di riprendere il suo ritmo abituale: a differenza di quanto successo ieri – e delle ore successive a quell’ormai ‘maledetto’ martedì 19 settembre alle 13,14 – oggi il traffico è meno caotico, l’elettricità e i trasporti sono stati gradualmente ripristinati. Milioni di messicani cercano di superare il panico post-terremoto, ma per tornare alla normalità ci vorrà ancora molto tempo.

(di Marcos Romero/ANSA)

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Terremoto in Messico

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Terremoto Messico, sarebbero 200 i morti. In 4 milioni al buio

Pubblicato il 20 settembre 2017 da ansa

Terremoto, in Messico almeno 79 morti

Terremoto in Messico

CITTA’ DEL MESSICO – Sono almeno 200 i morti per il terremoto in Messico: lo affermano i media locali. Numerose le costruzione crollate, diverse le persone intrappolate: il bilancio è destinato a salire, secondo le autorità locali. In 4 milioni, a seguito dei black-out, sono finiti al buio.

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Terremoto, Paola De Micheli nuovo commissario per la ricostruzione

Pubblicato il 08 settembre 2017 da redazione

Paola De Micheli (foto MeteoWeb)

ROMA – Paola De Micheli è il nuovo commissario straordinario di governo per la ricostruzione delle aree del Centro Italia colpite dal sisma del 2016, ruolo vacante dopo l’addio di Vasco Errani.

Scelto dunque un altro esponente del Pd per il ruolo, delicato e al centro dell’attenzione in questi mesi. Paola De Micheli, deputata, 44 anni e piacentina doc è anche sottosegretario all’economia e, in passato, ha già avuto a che fare con la gestione degli eventi sismici. La De Micheli, infatti, è stata già delegata ai fondi sia del terremoto più recente che di quelli che colpirono l’Emilia nel 2012 e L’Aquila nel 2009. Un’altra curiosità riguarda la passione del neo-commissario per la pallavolo: la democratica è infatti, dal luglio 2016, presidente della Lega di Pallavolo di Serie A.

Dopo la nomina, non sono mancate le reazioni del mondo politico. A partire dal responsabile enti locali di Forza Italia Marcello Fiori che fa notare come De Micheli svolga già quattro incarichi (oltre ai già citati è anche vicecapogruppo Pd alla camera ndr.) con il forzista che chiosa: “Ci aspettavamo una figura non di partito ma di provata esperienza nella gestione delle emergenze e delle fasi di ricostruzione, quale figura indipendente e di garanzia rispetto alla destinazione di risorse e mezzi”.

Non troppo entusiasta neppure il Movimento 5 Stelle che da Roma, tramite i capigruppo Enrico Cappelletti e Simone Valente, fa sapere di ritenere la scelta simile a quella che portò alla nomina di Errani “ovvero la fedeltà al partito” chiosano senza mezzi termini i grillini.

Degne di nota, poi, anche le parole della diretta interessata che sul suo profilo Facebook garantisce: “Affronterò con umiltà e determinazione questo incarico”.

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Ultima ora

20:23M5s: Di Maio, nessun parricidio ma noi avanti da soli

(ANSA) - ROMA, 23 GEN - "Il M5s lo ha iniziato lui ma ora va avanti sulle sue gambe e sempre più forte questo senza parricidio e senza rinnegare il passato". Lo ha detto il candidato premier M5s, Luigi Di Maio, a Porta a Porta commentando la separazione del blog di Grillo da quello del M5s.

20:19Usa: il Vermont legalizza la marijuana per uso ricreativo

(ANSA) - NEW YORK 23 GEN - Il Vermont legalizza la marijuana per uso ricreativo senza ricorrere a referendum. Il 'Green Mountain State' diventa così il primo stato americano ad approvare la legge solo attraverso il Parlamento e senza consultazione popolare. Considerato uno degli stati più liberal degli Stati Uniti, tra le altre cose seggio del senatore nonché ex candidato democratico alla presidenza Bernie Sanders, il Vermont aveva già dato il via libera alla marijuana medica nel 2004. Di recente, inoltre, ha depenalizzato il reato di possesso di piccole quantità. Il consumo di marijuana tuttavia resta proibito in pubblico. Secondo quanto scrive Cnn, anche se sette stati hanno legalizzato il possesso, la coltivazione e la distribuzione, la marijuana resta illegale per la legge federale.

20:18Sci: Hirscher guida slalom, Gross è 3/o

(ANSA) - SCHLADMING (AUSTRIA), 23 GEN - L'austriaco Marcel Hirscher (49"67) guida la prima manche dello speciale notturno a Schladming, davanti al norvegese Henrik Kristoffersen (49"87). Ma per l'Italia ci sono subito dopo il trentino Stefano Gross, 3/o in 50"43 e l'altoatesino Manfred Moelgg, 5/o in 50"53. Patrick Thaler, il terzo azzurro al via tra i primi 30 migliori atleti, è finito fuori, ma si è rialzato per finire comunque la gara, seppure con un fortissimo ritardo. Thaler è il veterano del circo bianco, 40 anni il prossimo 23 marzo, una famiglia con tre figli. Quella di stasera, in una carriera di grande passione per lo sci che lo ha visto in Coppa del mondo tre volte sul podio con tre terzi posti, dovrebbe essere l'ultima sua gara prima del ritiro. Si gareggia nello stadio alla base della ripidissima Planai, davanti a circa 50 mila spettatori. La pista, nonostante la neve e la pioggia dei giorni scorsi, è ben preparata, ma ha consentito solo ai primi atleti di fare buoni tempi.

20:17Russiagate: interrogato ministro giustizia Sessions

(ANSA) - NEW YORK, 23 GEN - Il ministro della Giustizia americano, Jeff Sessions, è stato ascoltato per diverse ore dagli uomini del procuratore speciale Robert Mueller che indagano sul Russiagate. Lo riporta il New York Times, spiegando che l'interrogatorio è avvenuto la scorsa settimana. Sessions e' il primo membro del governo guidato da Donald Trump ad essere interrogato nell'ambito delle indagini sul Russiagate. L'interrogatorio e' stato confermato al New York Times da una portavoce del dipartimento della giustizia. Sessions lo scorso marzo fu costretto a fare un passo indietro sul fronte delle indagini e di tutte le questioni relative alle elezioni presidenziali del 2016. Emerse infatti che aveva mentito al Congresso su due suoi incontri con l'allora ambasciatore russo a Washington Sergei Kislyak durante la campagna elettorale. Sessions fu inoltre coinvolto nella decisione di Trump di silurare il capo dell'Fbi James Comey.

20:17Elezioni: Viminale, 75 simboli ammessi su 103 depositati

(ANSA) - ROMA, 23 GEN - Il ministero dell'Interno, esaminati i 103 contrassegni depositati per le elezioni politiche del 4 marzo, ne ha ammessi 75. In 19 casi il ministero ha invitato i depositanti, in base alla normativa vigente, alla sostituzione del contrassegno e/o all'integrazione della dichiarazione di trasparenza entro 48 ore dalla notifica. Per carenza documentale a 9 contrassegni non è stata consentita la presentazione di liste.

20:13Venezuela: presidenziali entro aprile

(ANSA) - CARACAS, 23 GEN - L'Assemblea Costituente venezuelana ha deciso che le elezioni presidenziali nel paese si terranno entro il prossimo 30 aprile. Diosdado Cabello, numero due del partito di governo a Caracas, ha letto il decreto approvato dalla Costituente, e ha aggiunto che sarà ora il Consiglio Nazionale Elettorale (Cne) a fissare la data esatta per il voto, che dovrà avvenire nel primo quadrimestre dell'anno. "L'unico candidato alla presidenza del Partito Socialista Unificato del Venezuela (Psuv) sarà il nostro attuale capo di Stato, Nicolas Maduro", ha aggiunto. Le elezioni presidenziali erano previste in principio - e secondo i termini della Costituzione - per l'ultimo trimestre del 2018, ma la Costituente ha già modificato in varie occasioni il calendario elettorale del paese, ad esempio anticipando le elezioni regionali, previste per lo scorso dicembre, allo scorso mese di ottobre.

20:10Casa di riposo-lager, 5 anni per direttrice e presidente

(ANSA) - NUORO, 23 GEN - Cinque anni di reclusione per Rosanna Serra e per Gian Luigi Masala, rispettivamente direttrice e presidente della casa di riposo di Nuoro, imputati di abbandono di incapace, somministrazione di farmaci scaduti e omicidio colposo. E' questa la condanna della Corte d'Assise di Nuoro che ha confermato la richiesta di pena del Pm Giorgio Bocciarelli per la direttrice, mentre ha inflitto una condanna meno severa per Masala, per cui il Pm aveva sollecitato sette anni dopo avergli contestato anche la recidiva. Nella casa di riposo di via Aosta si erano registrati diversi casi di maltrattamenti agli anziani, fino ad alcune morti sospette. Dall'abbandono, infatti, sarebbero scaturiti - secondo la Procura - la morte di una pensionata, gettatasi da una finestra della struttura, il decesso di un anziano all'ospedale San Francesco di Nuoro per disidratazione e le lesioni per un altro ospite, che riportò un trauma al bulbo oculare.Il Pm nella requisitoria aveva ripercorso tutte le tappe che hanno portato al processo. In particolare aveva rimarcato la carenza di personale, da cui sarebbero discese tante delle condotte negative sugli ospiti: 44 pazienti che venivano assistiti da 3 o 4 operatori, quando secondo la legge ce ne sarebbero dovuti essere sette. I legali dei due imputati, Francesco Lai per Serra e Francesco Carboni per Masala, ricorreranno in appello. Rosanna Serra dovrà subire un altro processo, che la vede imputata per maltrattamenti insieme a Genci Nicaj, albanese di 47 anni, operatore socio sanitario nella struttura. Entrambi dovranno comparire davanti al giudice monocratico del tribunale di Nuoro il 17 maggio 2018. Per questo, secondo troncone dell'inchiesta nato dal video choc ricavato dalle telecamere posizionate dalla Questura di Nuoro nella casa di riposo, Rosanna Serra era stata arrestata nel maggio 2016 insieme ad altri due operatori della struttura. (ANSA).

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