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Papa: “Basta complotti in Vaticano. Mai più lavoro nero”

Pubblicato il 21 dicembre 2017 da ansa

Papa: basta complotti in Vaticano

 


CITTA’ DEL VATICANO. – In Vaticano occorre superare la “squilibrata e degenere logica dei complotti e delle piccole cerchie”, “un cancro che porta all’autoreferenzialità”. E’ la forte raccomandazione rivolta da papa Francesco ai cardinali e vescovi della Curia romana nella tradizionale udienza nella Sala Clementina per gli auguri di Natale. Un richiamo cui, subito dopo, nell’incontro in Sala Nervi con i dipendenti vaticani e le famiglie, ne ha aggiunto uno altrettanto forte: “mai più lavoro nero e precari in Vaticano”.

Nell’articolato discorso alla Curia, come da tradizione uno dei più importanti dell’anno, dopo l’iniziale invito ad “abbandonare il superfluo, il falso, il malizioso e il finto”, il Pontefice ha dedicato la sua argomentazione al “rapporto della Curia con le Nazioni, con le Chiese particolari, con le Chiese orientali, con il dialogo ecumenico, con l’ebraismo, con L’Islam e le altre religioni, cioè con il mondo esterno”.

E scherzando sul fatto che “fare le riforme a Roma è come pulire la Sfinge d’Egitto con uno spazzolino da denti” – citazione di mons. De Merode – ha spiegato che “una Curia chiusa in sé stessa tradirebbe l’obiettivo della sua esistenza e cadrebbe nell’autoreferenzialità, condannandosi all’autodistruzione”.

Da qui l’indicazione del “primato diaconale”, cioè di servizio. Un dato cui, per il Papa, deve corrispondere la necessità di “superare quella squilibrata e degenere logica dei complotti o delle piccole cerchie che in realtà rappresentano – nonostante tutte le loro giustificazioni e buone intenzioni – un cancro che porta all’autoreferenzialità, che si infiltra anche negli organismi ecclesiastici in quanto tali, e in particolare nelle persone che vi operano”.

Francesco ha quindi ha voluto “spendere due parole” su “un altro pericolo”: quello “dei traditori di fiducia o degli approfittatori della maternità della Chiesa, ossia le persone che vengono selezionate accuratamente per dare maggior vigore al corpo e alla riforma, ma – non comprendendo l’elevatezza della loro responsabilità – si lasciano corrompere dall’ambizione o dalla vanagloria e, quando vengono delicatamente allontanate, si auto-dichiarano erroneamente martiri del sistema, del ‘Papa non informato’, della ‘vecchia guardia’…, invece di recitare il ‘mea culpa’”.

E qui, neanche tanto tra le righe, non è difficile leggere il riferimento del Papa a casi recenti, tra gli altri, come quello nell’ultimo anno dell’allontanamento dell’ex revisore generale dei conti vaticani, Libero Milone. “Accanto a queste persone ve ne sono poi altre che ancora operano nella Curia, alle quali si dà tutto il tempo per riprendere la giusta via, nella speranza che trovino nella pazienza della Chiesa un’opportunità per convertirsi e non per approfittarsene”, ha detto ancora.

Parlando poi ‘a braccio’ ai dipendenti vaticani, Francesco, oltre a ringraziarli, li ha esortati a “lasciarsi aiutare” nei casi di crisi o separazioni in famiglia, li ha invitati a evitare il “terrorismo delle chiacchiere”, contro cui piuttosto “mordersi le labbra” (“mi diceva uno di voi: ‘Padre, se non si chiacchiera, in Vaticano si rimane isolato’. Pesante!”), ha chiesto loro perdono “perché noi, fauna clericale, non sempre diamo buon esempio”.

Ma soprattutto ha dedicato parole molto determinate al lavoro: “Non voglio lavoro in nero in Vaticano”. “Vi chiedo scusa se questo ancora c’è, il famoso articolo 11 che è un articolo valido per una prova, ma una prova di uno o due anni, non di più. Così come ho detto che non si deve lasciare nessuno senza lavoro, cioè congedarlo, a meno che non ci sia un altro lavoro fuori per sua convenienza o che ci sia un accordo con la persona, così dico che dobbiamo fare in modo qui dentro perché non ci siano lavori in nero e lavoratori precari”.

(di Fausto Gasparroni/ANSA)

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Gendarmeria, un film sugli “angeli custodi” del Papa

Pubblicato il 11 dicembre 2017 da ansa

 

 

CITTA’ DEL VATICANO.- Un film che segue l’attività dei gendarmi vaticani, passo passo, in tutte le sue fasi, dai semplici compiti di vigilanza, di controllo della viabilità da e per il piccolo Stato d’Oltretevere, fino alla sicurezza del Papa tra le Mura leonine e nei suoi viaggi in Italia e all’estero. E’ questo “Custodire e proteggere. La Gendarmeria Vaticana”, il documentario presentato in anteprima alla Filmoteca Vaticana, diretto dal regista Cesare Cuppone, su sceneggiatura di Matteo Ceccarelli e Fabio Mollo, e che andrà in onda su Rai 1 il prossimo 29 dicembre.

Vi si vede l’azione complessa del Corpo della Gendarmeria, che ha da poco compiuto i due secoli di storia, in ogni momento della giornata e in ogni aspetto delle sue varie incombenze, mostrando e facendo parlare direttamente gli “angeli custodi” del Pontefice.

“Difendere il Santo Padre – dice uno di loro – non è come difendere un capo di Stato. Il Santo Padre è un sacerdote deve stare tra la gente”. Tanto per dire la delicatezza del compito. “E’ una scelta definitiva, è una scelta che dura per tutta vita, ma è una sicurezza – confida un altro -. E’ una sicurezza perché so che potrò costruirmi una famiglia, perché per me che sono cristiano, credente, al famiglia è la massima realizzazione per una persona”.

Un altro gendarme ricorda: “Un fatidico primo luglio del 1993 mi è arrivata questa telefonata a casa, in cui c’era un funzionario della Gendarmeria che mi avvertiva che ero stato assunto”. “Il giorno prima sei a Washington, alla Casa Bianca e il presidente ti dà la mano e ti dice. ‘Good job!’. E il giorno dopo sei a Sant’Anna (una delle porte del Vaticano, ndr) e il pensionato che passa ti dice: ‘Gendà, che hanno scaricato lo zucchero?’ – commenta un altro appartenente al Corpo – Queste sono situazioni opposte, ma ogni gendarme le affronta con la medesima professionalità”.

Un giovane: “Faccio parte del Gruppo allievi gendarmi, siamo 23 ragazzi e viviamo all’interno della Caserma per due anni. Nell’arco di questi due anni, oltre alla fase addestrativa del corso, facciamo viabilità e ci comportiamo come veri agenti”.

Interviene il comandante, Domenico Giani: “Sono più di 200 anni che esiste un Corpo che si preoccupa della sicurezza del Papa. In questi anni gli uomini della Gendarmeria hanno potuto maturare una grande professionalità su tanti settori e oggi, pur essendo un Corpo piccolo, mediamente molto piccolo, è un Corpo di cui sono fiero, orgoglioso di essere il comandante, perché opera su vari piani diversi, ma sempre con competenza e con apprezzamento di Polizie e sicurezze che andiamo a incontrare”.

Capitolo cruciale, i viaggi. “Ho avuto la fortuna di fare più di un viaggio all’estero – dice un gendarme – ma di tutti veramente quello che ha colpito più di tutti è il viaggio in Centrafrica che fortemente ha voluto il Santo Padre, in cui ha poi aperto la Porta Santa, ha inaugurato il Giubileo”. E’ stato “un viaggio pericoloso perché prima di tutto c’era una situazione politica difficoltosa, perché è un Paese in rivolta, è un Paese molto, molto povero”.

Gli fa eco un collega: “E’ stato veramente un orgoglio far parte del viaggio in repubblica Centrafricana, perché è stato un viaggio unico nel suo genere, perché era la prima volta che un Pontefice ha visitato un Paese definito in guerra. La situazione è stata veramente pericolosa”.

Conclude Giani: “Quello che io mi auguro è che il Corpo possa proseguire in questo cammino ovviamente stando al passo dei tempi, formando gli uomini dal punto di vista professionale sempre meglio: cioè creare dei professionisti della sicurezza, come dobbiamo essere, e allo stesso tempo avere forti le radici, i valori che ci fanno essere qui oggi, guardare lontano per lavorare dal punto di vista professionale sempre meglio”.

(di Fausto Gasparroni/ANSA)

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Minniti in Vaticano: “Impegno comune a tutela dei più deboli”

Pubblicato il 29 settembre 2017 da ansa

Polizia di Stato e Gendarmeria festeggiano il loro comune patrono San Michele Arcangelo. ANSA/CLAUDIO PERI

 

 

CITTA’ DEL VATICANO. – Dopo la “strettissima” collaborazione attivata per il Giubileo della Misericordia e a suggello di una sintonia tra i due corpi che si è intensificata sempre più negli ultimi tempi caratterizzati anche dall’allerta terrorismo, Polizia italiana e Gendarmeria vaticana celebrano per la prima volta insieme il loro comune patrono San Michele Arcangelo.

E lo fanno in Vaticano con un evento davvero singolare, una cerimonia che ha visto prima la celebrazione della messa da parte del segretario di stato vaticano il cardinale Pietro Parolin nella Chiesa di Santa Maria della Famiglia presso il Governatorato dello stato della Città del Vaticano presenti il ministro dell’Interno Marco Minniti, il capo della Polizia Franco Gabrielli, il capo della Gendarmeria Domenico Giani, e il sindaco di Roma, Virginia Raggi.

Quindi un concerto eseguito insieme nei Giardini vaticani dalle bande musicali dei rispettivi corpi che hanno chiuso con l’esecuzione dell’inno di Mameli e dell’inno ufficiale vaticano. Il carattere di straordinarietà dell’evento è stato sottolineato dal ministro Minniti che ha parlato di “affinità elettive” tra i due corpi.

Ma certo, ha osservato, “non è casuale” che la celebrazione congiunta avvenga ora perché Polizia e Gendarmeria sono reduci dalla soddisfacente collaborazione durante il Giubileo della Misericordia che ha garantito tanto la sicurezza quanto l’aperta accoglienza dei pellegrini.

Minniti ha individuato poi per Polizia e Gendarmeria una “comune missione” nell’impegno contro “il male” e la “prevaricazione” che possono “limitare la libertà di ciascuno” oltre che la necessità di “proteggere i più deboli, i più esposti, i più fragili che hanno bisogno di un impegno più profondo e generale che li possa tutelare”.

Di “esemplare collaborazione e sinergia” ha parlato anche il card. Parolin nell’omelia, “fattore indispensabile”, ha detto, “per il buon esito della vostra missione”. “Auspico – ha quindi aggiunto – che possiate sempre più avvantaggiarvi reciprocamente attraverso un proficuo scambio di esperienze e di informazioni. La sicurezza è un bene inestimabile che si costruisce mediante un incessante lavoro di squadra, nella fattiva ed intelligente collaborazione di tutti.

Esso è il risultato di una costante e prudente azione, tanto più efficace quanto più è discreta e capillare. Vi esorto perciò ad allenare non solo il corpo per le esigenze operative delle vostre mansioni e la mente per la comprensione dei fenomeni umani e naturali, ma anche lo spirito, per essere sempre bene equipaggiati di fronte alle difficoltà e agli imprevisti”.

(di Nina Fabrizio/ANSA)

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Papa Bergoglio

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Papa Francisco no se reunirá con la oposición venezolana durante su viaje a Colombia

Pubblicato il 01 settembre 2017 da redazione

Papa Francisco viajará a Colombia en visita pastoral

Papa Francisco viajará a Colombia en visita pastoral

 

CARACAS – Ni guerrilleros de las FARC, ni miembros de la oposición de Venezuela, ni obispos venezolanos están en la agenda de Papa Francisco I, en su inminente arribo a Colombia, del 6 al 10 de septiembre. La información fue divulgada por el portavoz de la Santa Sede, Greg Burke, quien subrayó que Bergoglio –un jesuita de 81 años, cuyo pontificado ha estado marcado por la austeridad más estricta- “va a Colombia en viaje pastoral para anunciar el Evangelio”.

Se supo que el Papa podría –eventualmente- hacer algunas alusiones al proceso de paz en el país latinoamericano, pero se descarta que la visita sea empañada por un tinte político. Burke recordó que se trata del 29º viaje internacional del pontífice argentino y que “Pancho” –como las masas de todo el orbe han preferido llamarlo- ya estuvo en dos ocasiones en Colombia. La Conferencia Episcopal Latinoamericana y del Caribe (CELAM) fue el motivo de su primera visita, y luego recorrió Bogotá, Medellín y La Ceja, siendo un cura de 42 años.

Desde mediados del año pasado, el Vaticano –con una extensa y solvente trayectoria como mediador en conflictos políticos, a escala mundial- ha tenido presencia en Venezuela. Los esfuerzos que se han hecho, incluso con la instalación de una mesa de diálogo, que terminó por disolverse, han sido infructuosos, por desgracia. El año pasado, Su Santidad incluyó una mención a Venezuela -muy emotiva- en su tradicional mensaje de Pascua de Resurrección, URBI ET ORBE.

El pasado 04 de agosto, el Vaticano invitó al gobierno de Nicolás Maduro a suspender la Asamblea Nacional Constituyente (ANC) bajo el alegato de que la misma fomenta “un clima de tensión” y tienda a “hipotecar el futuro”.

La Secretaría de Estado del Vaticano condenó la “radicalización y el agravamiento de la crisis” y garantizó que el Vicario de Cristo “sigue de cerca” la situación de Venezuela y “sus implicaciones humanitarias, sociales, políticas, económicas e incluso espirituales”. En un comunicado, se expresa que “la Santa Sede manifiesta nuevamente su profunda preocupación por la radicalización y el agravamiento de la crisis en la República Bolivariana de Venezuela, por el aumento de los muertos, de los heridos y de los detenidos”.

Cada día del viaje de Bergoglio a Colombia –explicó el portavoz vaticano- tiene un argumento y el mismo inspirará las misas, donde será acogido por un grupo que represente este lema. De la misma manera, cada tarde a su llegada a la Nunciatura bendecirá a personas que lo representen.

Burke destacó –finalmente- que todos los actos serán multitudinarios y que al arribo del pontífice se espera una concurrencia cercana a los 700.000 colombianos, los cuales se acercarán a los bordes de la carretera para ver pasar al Papa, quien recorrerá 15 kilómetros desde el aeropuerto a la Nunciatura.

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05:42Shutdown: nessun accordo al Senato Usa, voto rinviato (2)

(ANSA) - WASHINGTON, 22 GEN - Il Senato degli Stati Uniti voterà a mezzogiorno ora di Washington (le sei del pomeriggio in Italia) nel tentativo di revocare lo shutdown, la chiusura dell'amministrazione federale scattata alla mezzanotte di sabato, che entra quindi nel terzo giorno. I colloqui fra democratici e repubblicani non hanno però al momento portato ad un accordo. E' stato il leader della minoranza democratica al Senato, Chuck Schumer, ad annunciare per primo in serata chenon è stato raggiunto un accordo che consenta la revoca dello shutdown con l'inizio della settimana lavorativa. Le aspettative sono che a mezzogiorno (le sei del pomeriggio in Italia) il Senato voti su un provvedimento di spesa temporaneo, possibilmente che consenta la 'riapertura' del governo fino al prossimo 8 febbraio con il contestuale impegno da parte del leader della maggioranza repubblicana al Senato, Mitch McConnell, di indire una votazione sul nodo dell'immigrazione prima di quella data.

01:53Mo: Abu Mazen chiederà a Ue riconoscimento Palestina

(ANSA) - ROMA, 22 GEN - Il presidente palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) chiederà all'Ue di riconoscere ufficialmente lo Stato di Palestina, nel corso della sua visita odierna a Bruxelles. Lo ha detto all'agenzia France Press in un'intervista ripresa dda molti media internazionali il ministro degli Esteri dell'Anp, Riyad Al-Maliki. Abu Mazen, ha detto, "si aspetta che i ministri degli esteri europei riconoscano collettivamente lo stato di Palestina", in risposta alla decisione Usa su Gerusalemme capitale di Israele. Abu Mazen deve incontrare oggi il capo della diplomazia europea Federica Mogherini e i 28 ministri degli ESteri dell'Ue, al margine della loro riunione mensile. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu aveva avuto lo stesso incontro l'11 dicembre scorso. "Se gli europei vogliono avere un ruolo, allora devono essere equilibrati nel trattamento delle parti e ciò dovrebbe iniziare con il riconoscimento dello stato di Palestina", ha affermato ancora il capo della diplomazia palestinese.

01:09Papa: si congeda da Perù, “terra di speranza, siate uniti”

(ANSA) - LIMA, 21 GEN - "Ho iniziato il mio pellegrinaggio tra voi dicendo che il Perù è una terra di speranza. Terra di speranza per la biodiversità che vi si trova insieme con la bellezza di luoghi capaci di aiutarci a scoprire la presenza di Dio". Così il Papa nel suo saluto al Perù al termine della messa alla Base aerea di Las Palmas alla quale secondo le autorità locali hanno assistito 1,3 milioni di persone "Terra di speranza - ha detto - per la ricchezza delle sue tradizioni e dei suoi costumi che hanno segnato l'anima di questo popolo". Terra di speranza "per i giovani, che non sono il futuro ma il presente del Perù". "A loro chiedo di scoprire nella sapienza dei loro nonni, degli anziani, il Dna che ha guidato i vostri grandi santi - ha aggiunto -. Non sradicatevi. Nonni e anziani, non smettete di trasmettere alle giovani generazioni le radici del vostro popolo e la sapienza della via per arrivare al cielo". "Vi invito a non aver paura di essere i santi del XXI secolo. Fratelli peruviani, avete tanti motivi per sperare, l'ho visto, l'ho toccato con mano in questi giorni. Custodite la speranza. E non c'è miglior modo di custodire la speranza che rimanere uniti", ha concluso Francesco.

00:44Pallavolo: Superlega, risultati e classifica

(ANSA) - ROMA, 21 GEN - Risultati della sesta giornata di ritorno della Superlega di pallavolo: Calzedonia Verona - Diatec Trentino 1-3 Lube Civitanova - Azimut Modena 0-3 Revivre Milano - Wixo Piacenza 2-3 BCC Castellana Grotte - Gi Group Monza 3-2 Taiwan Latina - Callipo Vibo Valentia 3-0 Kioene Padova - Bunge Ravenna 2-3 Sir Safety Perugia - Biosì Sora 3-0 - Classifica: Perugia 51; Civitanova 47; Modena 45; Trentino 33; Verona 32; Padova 30; Piacenza e Milano 29; Ravenna 27; Latina 22; Monza 19; Vibo Valentia 12; Castellana Grotte 10; Sora 7.

00:36Basket: serie A, risultati e classifica

(ANSA) - ROMA, 21 GEN - Risultati della prima giornata del campionato di serie A di basket: GrissinBon Reggio E. - Sidigas Avellino 89-86 Red October Cantù - Banco Sardegna Sassari 102-96 Fiat Torino - Happy Casa Brindisi 68-82 Segafredo Bologna - Dolomiti Trentino 82-75 Umana Venezia - Openjobmetis Varese 63-75 Germani Brescia - VL Pesaro 88-70 The Flexx Pistoia - Betaland Capo d'Orlando 91-69 EA7 Armani Milano - Vanoli Cremona domani - Classifica: Brescia e Avellino 24; Milano e Venezia 22; Torino 20; Bologna e Cantù 18; Cremona e Sassari 16; Trentino 14; Reggio Emilia 12; Pistoia, Varese, Brindisi e Capo d'Orlando 10; Pesaro 8.

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(ANSA) - ROMA, 21 GEN - "Renzi ora è accusato di aver portato il Pd al 21% per il suo cattivo carattere, ma ha un merito: ha chiuso con la tradizione comunista del suo partito, ma non ha dato un'anima al Pd che ormai è una scatola vuota che si riempie solo con aspirazioni di potere". Lo afferma Silvio Berlusconi a "Non è l'Arena" su La7 parlando di Renzi.

23:19Shutdown: Statua Libertà e Ellis Island aperte,paga New York

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