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Calcio venezuelano: primo round della finale scudetto

Pubblicato il 13 dicembre 2017 da redazione

Fasi di gioco di Monagas-Lara

 

CARACAS – Oggi, alle 19:00, sul campo dello stadio Monumental di Maturín si disputerà la gara d’andata della finale scudetto tra Monagas (campione del Torneo Apertura) e Deportivo Lara (campione del Torneo Clausura).

Queste formazioni tornano a sfidarsi dopo meno di 15 giorni dal doppio confronto valevole per l’octagonal dove ha avuto la meglio la formazione allenata de Leo González.

La formazione orientale non gioca una gara ufficiale dal 26 novembre, giorno in cui é stata eliminata dal Deportivo Lara a Barquisimeto. Ma, da quel giorno, i ragazzi di Jhonny Ferreira non hanno smesso di allenarsi per praparare al meglio la gara di stasera.

“La prima settimana per smaltire la stanchezza física e mentale. Poi, la scorsa settimana abbiamo iniziato a preparare la finale, in attesa di conoscere l’avversaria” ha dichiarato il mister del Monagas, Jhonny Ferreira.

Per il doppio confronto contro il Lara il mister della formazione orientale non avrà a disposizione Daniel Febles che dovrà scontare i due turni di squalifica a causa del cartellino rosso ricevuto durante l’octagonal.

Dall’inizio del 2017 i guerreros de Guarapiche non hanno avuto riposo. La loro stagione é iniziata il 29 gennaio con il match interno contro il Caracas, gara valevole per la prima giornata del Torneo Apertura. Poi i ragazzi, inanellando risultati positivi, sono arrivati in finale dove hanno battuto il Caracas il 2 luglio. Dopo appena 15 giorni ha iniziato il suo percorso nel Torneo Clausura, anche qui la squadra blaugrana si é qualificata per l’octagonal ed é stata battuta in semifinale dal Lara. Anche in questa occasione il riposo é stato appena di 15 giorni.

Dal canto suo, il Deportivo Lara si é guadagnato il diritto di giocare la finale scudetto grazie all’ottima performance nel Torneo Clausura dove non ha lasciato scampo a nessuno.

Il mister Leo González fa il punto sulla gara che vale la estrella (lo scudetto): “L’ultima volta che abbiamo affrontato il Monagas a Maturín avevamo l’infermeria piena e non abbiamo mostrato il nostro miglior calcio. Ma questa volta la situazione é diversa! Dobbiamo fare attenzione ogni volta che Blondell toccherà la palla. Gli esterni del Monagas sono molto bravi e i nostri ragazzi dovranno cercare di bloccarli”.

L’unica assenza nello scacchiere di Leo Gonzélez sarà Henry Pernía, per somma d’ammonizioni.

In questo 2017, Monagas e Deportivo Lara si sono sfidati in 4 occasioni con un bilancio di 2 vittorie per parte. Nei quattro precedenti stagionali le squadre che hanno giocato in casa non hanno subito reti.

Probabili formazioni

Monagas (4-3-3): Alaín Baroja; Ángel Flores, Joaquín Lencinas, Lucas Trejo, Óscar González; Dáger Palacios, Vicente Rodríguez, Javier García; Ángel Lezama, César Martínez e Anthony Blondell. All: Jhonny Ferreira.

Deportivo Lara (4-4-2): Carlos Salazar; Leonardo Aponte, Giacomo Di Giorgi, Henri Pernía, Daniel Carrillo; Jesús Bueno, Carlos Sierra, José Reyes, José Caraballo; Lucas Gómez e Jesús González. All: Leo González.

Stadio: Monumental de Maturín. Fischio d’inizio: 19.00

(Fioravante De Simone)

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P&G Venezuela invita a participar en el programa “CEO Challenge”

Pubblicato il 12 dicembre 2017 da redazione

PG

 


CARACAS.- P&G Venezuela confirma una vez su compromiso con el país, apostando esta vez al talento joven venezolano con el lanzamiento del prestigioso programa “P&G CEO CHALLENGE GLOBAL”, una competencia que retará a los estudiantes universitarios a demostrar su capacidad de visión, liderazgo y habilidades gerenciales.

Después del éxito que ha tenido P&G Venezuela en sus diferentes iniciativas locales de reclutamiento, ahora el desafío será regional y posteriormente global. Estudiantes universitarios de distintos países del mundo tendrán el reto de desarrollar, en equipos de 4 o 5 personas, una estrategia para el lanzamiento de un nuevo producto de Head & Shoulders al mercado global.

La iniciativa cuenta con cuatro etapas: online, local, regional y global. En la etapa online, los estudiantes interesados de Venezuela podrán inscribir sus equipos hasta el 30 de diciembre en el sitio www.pgceochallenge.eu, donde tendrán que resolver un estudio de caso. El equipo contará con 75 minutos para la resolución del mismo. Los resultados serán evaluados automáticamente y los 4 mejores equipos participarán de la final local, que será realizada en la oficina de P&G en Caracas. En la ocasión, los equipos seleccionados tendrán que resolver y presentar la segunda parte del estudio de caso a los jurados locales de P&G de manera presencial.

Los equipos ganadores de cada etapa local en América Latina se juntarán en San Pablo, Brasil para la final regional, en marzo de 2018, donde presentarán sus recomendaciones de negocios al equipo de liderazgo de P&G. La etapa global, en mayo de 2018, se realizará en la ciudad de Panamá y reunirá en un simulador de negocios a los ganadores de cada región. El equipo vencedor tendrá la oportunidad de unirse a la exclusiva SIGNAL Conference 2018, evento durante el cual podrán aprender de los CEOS más importantes del mundo.

“El P&G CEO CHALLENGE es otro de nuestros esfuerzos que demuestran que seguimos apostando por Venezuela y su talento. El objetivo del programa es ayudarnos a identificar talentos que puedan hacer parte de nuestra compañía, además de ofrecerle una experiencia de aprendizaje a los participantes. El desafío ofrece a los participantes la oportunidad de experimentar y conocer un poco más del mundo gerencial”, dijo Sharelly De Santis, Gerente Senior de Comunicaciones de P&G Venezuela.

“Estamos muy emocionados de lanzar este proyecto en Venezuela y de recibir en nuestras oficinas al mejor talento del país para que nos representen en la competencia regional. Esto no solamente será una experiencia de aprendizaje para los participantes, sino de mucha inspiración y motivación, que les demostrará sus habilidades”, afirmó De Santis.

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Colombia recupera lo status di Paese libero da afta epizootica

Pubblicato il 11 dicembre 2017 da ansa

Colombia recupera status Paese libero da afta epizootica

 


BOGOTA’. – La Colombia ha recuperato il suo status sanitario come Paese libero dall’afta epizootica, una malattia infettiva altamente contagiosa dei ruminanti e dei suini che prende il nome per le sue ulcere. Ad annunciarlo è stata l’Organizzazione mondiale per la salute animale (OIE). Ora la Colombia lancerà un’offensiva diplomatica per riconquistare i mercati internazionali persi a causa della malattia.

La decisione dell’OIE non include tuttavia i dipartimenti di Cundinamarca, Boyaca, Arauca e due comuni di Casanare, zone in cui sono stati rilevati animali malati per il virus e il cui bestiame non può essere commercializzato fino a quando non saranno incluse nella misura dell’organizzazione.

Luis Barcos, direttore regionale per le Americhe e i Caraibi dell’OIE, ha spiegato che per ora questi dipartimenti e comuni sono considerati una “zona di contenimento”, sulla quale si continuerà a lavorare fino a quando non recupereranno il loro status. L’Istituto agricolo colombiano (ICA) ha dichiarato che sono stati installati 60 punti di controllo nella “zona di contenimento”, per monitorare il transito di animali, e si sta lavorando per eliminare ogni traccia della malattia.

“La Colombia sarà in grado di ripristinare gli scambi commerciali e mettere a posto la sua situazione”, ha detto Barcos, sottolineando come le autorità locali si siano unite per ottenere la rettifica internazionale del loro status, per ora in 29 dei 32 dipartimenti del Paese.

Il primo caso di afta epizootica in Colombia è stato rilevato il 24 giugno scorso. Secondo il governo, il virus sarebbe giunto nel Paese dal Venezuela, e così il presidente Juan Manuel Santos ha annunciato un rafforzamento dei controlli ai valichi di frontiera.

“In Venezuela in questo momento non esiste alcun controllo per combattere l’afta epizootica ed è per questo che il rischio per la Colombia è molto alto”, ha detto Santos. Nei sei mesi successivi alla scoperta dei primi focolai del virus, le autorità hanno ordinato l’abbattimento di oltre 3.300 animali che si trovavano nelle aree in cui si è verificata la malattia.

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Manovra, Commissione Esteri: fondi a sostegno degli italiani in Venezuela

Pubblicato il 08 dicembre 2017 da ansa

Commissione Esteri, fondi a sostegno italiani in Venezuela

 

ROMA. – Più risorse per il Fondo Africa per il rilancio del dialogo e della cooperazione con i Paesi africani da cui originano o transitano i flussi migratori verso l’Ue europea. E fondi ad hoc a sostegno degli italiani all’estero in Paesi segnati da gravi instabilità e crisi politiche, in primis in Venezuela. Sono alcune delle richieste della commissione Esteri della Camera, che ha approvato una serie di emendamenti alla manovra da sottoporre all’esame della commissione Bilancio.

Tra le varie richieste anche quella di stanziare 500mila euro per le celebrazioni del 70esimo anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, e di altri 500mila euro l’anno per il finanziamento di lettorati di lingua italiana nelle università estere. Chiesta anche l’autorizzazione di una spesa di euro 272.000 per il 2018, di euro 22.000 per il 2019 e di euro 22.000 per il 2020 per la ristrutturazione, manutenzione e guardiania del cimitero italiano di Hammangi nella città di Tripoli in Libia.

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Bitcoin

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Explicándole las criptomonedas a Miguel

Pubblicato il 08 dicembre 2017 da Maurizio Cirrottola

Bitcoin

El Bitcoin aparece en el mercado en 2009.

 


El domingo 03 de diciembre de 2017 el Presidente de la República Bolivariana de Venezuela, Nicolás Maduro Moros, anunció el nacimiento del PETRO, la criptomoneda puramente venezolana. Hoy es lunes 04/12/2017, a primeras horas de día y todavía no he tenido contacto con Miguel, quien seguramente estará escuchando, leyendo o viendo las noticias recogidas por los medios de comunicación, todas alrededor de sus atormentadas ideas sobre la situación económica del País a lo que se le suma el anuncio de Maduro: “Hoy nace el PETRO.

Miguel es mi padre, quien el próximo día de Navidad contará con setenta y un años de historias. Con toda seguridad cuando hoy haga contacto con él por cualquier vía, con normal angustia me preguntará: ¿Qué vaina es esa que aprobó el presidente ayer? Ardua tarea viejo el explicarte eso del PETRO, sobre todo cuando entre las computadoras, los teléfonos inteligentes y tu existe la misma relación de antipatía y temor que yo puedo tener con cualquier instalación eléctrica que supere los tres cables y los 110 voltios.

Comencemos con decir que una vez más se hicieron las cosas al revés, ya que primero creamos el producto y luego, sabrá Dios cuando, es que se regulará jurídica y técnicamente su funcionamiento. Pero no cometamos el mismo error: “¡¡¡Comencemos por el principio!!!”

Las criptomonedas son, en esencia, monedas virtuales (etéreas, no palpables en lo inmediato) que se producen por medio de la generación constante de algoritmos formulados por personas denominados “mineros”, de forma individual o colectiva, alimentan una base de datos de un denominado grupo de trabajo (una mina), el cual pertenece –por lo general- a los grandes operadores de sistemas y software mundiales (Google, por ejemplo). El pago por ese trabajo de “minar” es una fracción de una criptomoneda. Mientras más mines, entonces acumularás las fracciones necesarias que te lleven a poseer uno o más monedas de este tipo.

Te aclaro viejo, no es lo mismo el dinero virtual a ver el dinero que tienes en el banco a través de una sesión de internet. Lo que aparece en la pantalla de la computadora cuando me pides hacerte una operación bancaria, es una de las formas posibles de movilizar tu dinero. En condiciones normales, tu podrías ir al banco y pedir que ese saldo que aparece en un mensaje de texto de celular enviado desde tu banco y exigir que te lo entreguen en billetes o monedas.

En conclusión, la banca electrónica no es igual a dinero virtual. El dinero virtual se paga como contraprestación de un trabajo cibernético, hecho por un particular para el beneficio de personas o empresas que generan productos cibernéticos (hablemos de software). Quizás en el futuro inmediato podremos integrar el dinero virtual al menú de opciones que visualizamos en la banca electrónica de hoy en día.

Se dice que el ambiente creado alrededor de la producción, pago, intercambio y transformación final de las criptomonedas es total y absolutamente seguro. Se hacen pruebas de seguridad bilateral, es decir tanto de quien genera los algoritmos (el minero), de donde se generan los algoritmos (la mina), de quien administra el pago del minero, así como de quien paga finalmente la criptomoneda.

El pico y la pala del minero es una computadora, pero no cualquier computadora. Si bien la pc o laptop de tu casa está habilitada tecnológicamente para minar, la velocidad de los procesadores que tengas instalados será la diferencia. Entonces necesitarás aquello que los armadores de hardware llaman “un hierro”, es decir una computadora con procesadores de datos de alta velocidad y capacidad de almacenamiento de memoria RAM. Creo que ya le estoy hablando en chino mandarín a Miguel.

Tener una máquina de esas o varias implica un alto consumo de electricidad. No tanto por la computadora en sí, sino que los procesadores de alta capacidad generan mucho calor y su funcionamiento debe estar aclimatado casi a nivel de un quirófano. He aquí la causa de mayor demanda de electricidad: el frío. Además, como todo negocio que puede rendir buenos dividendos, no querrás tener una sola computadora operando; seguramente querrás competir entre los mejores mineros y ello impone aumentar tu planta física. Por lo tanto, la fórmula es directamente proporcional: A mayor minería en producción, mejores y más equipos funcionando, más calor en la sala de máquinas y más frío para que no se nos fundan. Todo eso es igual a mayores kilovatios horas de facturación.

Las noticias sobre la generación de dinero virtual datan del año 1998 con los primeros intentos por nacen en el año 2009 cuando BITCOIN aparece en el mercado. Hoy en día se conocen diferentes nombres, denominaciones o “conos” cibernéticos: Además del BITCOIN, DEEPONION, ETHER, RIPPLE, LITECOIN, MAIDSAFECOIN, DASH, entre otros. El más popular y de mayor valía es el BITOCOIN, cuyo valor de intercambio con respecto al Dólar de los EE.UU es igual a 1 BITOCIN = USD 11.300,00 (según la cotización aproximada más reciente).

Cada vez que un minero desee transformar sus criptomonedas a dinero contante y sonante puede hacerlo. Este es el punto donde los sueños se hacen realidad.

En la página especializada www.investing-deals.com se afirma que este es un sistema revolucionario en el mundo el cual genera grandes ventajas como sería el caso de la seguridad; debido a que no pueden ser intervenidas por nadie, el anonimato; te permite mantener completa privacidad cuando se realizan las transacciones, y sin intermediarios, pero la ventaja más grande es que implementa una economía descentralizada, lo que quiere decir que la criptomoneda no está bajo el control ni regulación de ninguna empresa o entidad gubernamental como sería el caso de los bancos centrales que controlarían (como las divisas comunes tangible, dolar, euro, yenes, etc) su emisión y cantidad, pudiendo crear dinero inorgánico y generar inflación. Contrariamente a esto, la criptomoneda tiene incluso un número fijo de monedas que serán creadas de 21 millones de monedas, que se alcanzara en 2030, dando como resultado que solo la oferta y la demanda controlen su valor, teniendo así una inflación controlada.

Creo que por el momento es suficiente información para mi Viejo. Luego vendrán otras preguntas que espero responder a su satisfacción.

Si es necesario apuntar que, retomando lo dicho en párrafos previos, es que el nacimiento del PETRO tal como lo presentó el Presidente Maduro debería venir precedido de una cantidad de eventos y hechos previos. Se sabe que un grupo de expertos se sentarán a discernir sobre el tema. En Venezuela es un gran furor que corre por las calles como “gallo tapao” o como un secreto a voces. Es una alternativa clara para poder invertir en un producto que se transforme finalmente en moneda “dura”.

Esto último quizás comience a sonarle simpático e interesante a Miguel.

Se requiere legislar al respecto. Proporcionar seguridad jurídica a ese tipo de negociaciones otorgará confianza a las partes que se inmiscuyan en semejante aventura. Se deben establecer las reglas de juego y prever lo posibles ilícitos y defraudaciones que hoy en día ocurren. Además delimitará la actuación de los entes gubernamentales que deben intervenir en ello. Se sabe de intervenciones policiales recientes donde se desmantelan centros de minería, alegando el uso indebido de un bien estratégico para la Nación: la electricidad. Lo cierto es que se desconoce el destino final de los equipos incautados. Quizás los picos y las palas comisados, terminan minando en otro lugar.

El nacimiento del PETRO aparentemente rompe con los esquemas trazados por los especialistas. Incluso rompe esquemas con los lineamientos jurídicos, políticos y tecnológicos de la Revolución. El Presidente Maduro lo presenta como una alternativa para romper las barreras creadas por el bloqueo económico internacional, pero en sí implica la ruptura de un orden estratégico nacional. Por ejemplo, una de las características principales de este producto es el respeto por los software y su propiedad intelectual lo cual choca frontalmente con las ideas del ahora Canciller Arreaza, quienes en sus tiempos de Ministro de Ciencia y Tecnología propició la entrada en vigencia de la Ley de Inforgobierno y demás instrumentos legales que dan al traste con el software privativo y le otorga cancha abierta al software libre.

Otros aspectos para revisar es aquello del anonimato, justamente cuando estamos debatiendo aún la entrada en vigencia de Ley contra el odio que prohíbe –justamente- el anonimato en las redes sociales, amén de que la Constitución de la República Bolivariana de Venezuela así lo prohíbe.

En esencia el mercado de la criptomoneda no soporta centralización ni control estatal, además es un producto del más salvaje de los mercados libres. Su precio lo controla la demanda y la oferta libres. Lo anterior, junto con otros rasgos característicos de ese producto cibernético hacen el anuncio de Nicolás hace inviable, a menos –claro está- que estemos ante un subproducto “innovador” típico de la “pelota caribe”, que busca siempre hacerse la vista gorda ante las reglas del juego que vienen impuestas desde los imperios.

Personalmente abogo por los avances tecnológicos, especialmente aquellos que redundan en beneficios comunes. Espero que el PETRO no siga la suerte del SUCRE, otrora moneda del mercado común del Sur del continente Americano cuya valía e intercambio parece ser “periódico de ayer”.

Maurizio Cirrottola Russo

Abogado

Email: cirrottola@gmail.com

Twitter: @cirrottolar

Instragram: @cirrottola

 

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Allarme criminalità in Venezuela: +38,8%

Pubblicato il 06 dicembre 2017 da redazione

criminalità

Allarme criminalità in Venezuela

 

CARACAS. – L’inflazione non è l’unico problema che affronta il Venezuela. Purtroppo, il paese detiene anche il triste primato di una criminalità dilagante. Paz Activa, una Ong che ricerca soluzioni pacifiche ai conflitti e alla convivenza sociale,  ha pubblicato dati allarmanti.

Sul rapporto di Paz Activa si legge che nei tre mesi che vanno da luglio a settembre sono aumentati i delitti di estorsione (20,3%) e gli omicidi su commissione (18,5%), mentre il sequestro è sceso (13,5%) paragonato con lo stesso periodo nel 2016.

Le zone con la criminalità più diffusa sono lo Zulia, che detiene la maggior parte dei crimini, 92 casi, e Miranda, 38 casi. Invece Amazonas e Yaracuy sono gli stati con minor indice di criminalità, solamente un caso ciascuno.

Per i municipi la situazione è simile. I più pericolosi sono Maracaibo e Mara (Zulia), Libertador (Distrito Capital) e Iribarren (Lara).

Un dato allarmante è la frequenza con cui si riportano crimini di delinquenza organizzata che vedono coinvolti anche le forze dell’ordine. I corpi polizieschi sembrano i più coinvolti (39,5%) e tra questi, la Polizia Nazionale Bolivariana (13,2%) e il Cicpc (7,9%).

Tuttavia, Paz Activa fa notare che i dati provengono dalla stampa cartacea e digitale, locale e nazionale, perciò sono cifre di riferimento in attesa che  si pubblichino quelle officiali. Comunque, sono sempre i casi eclatanti che vengono resi pubblici. Molti altri rimangono nel “sommerso.”

I delitti in aumento: l’estorsione

Tra i crimini in aumento ci sono l’estorsione e gli omicidi per mano di sicari. La creazione dell’Osservatorio del Delitto Organizzato ha permesso a Paz Activa di contabilizzare i casi. Per l’estorsione, l’osservatorio ha calcolato 81 casi tra Zulia, Lara Trujillo e Bolivar nell’arco di tre mesi; registrando un aumento del 97,6% con rispetto allo stesso periodo nel 2016. E soltanto ad agosto di quest’anno sono stati riportati 37 casi.

Le estorsioni di solito vengono fatte per telefono. La maggior parte (62%) ha luogo quando si propone alla vittima di ricuperare beni che gli sono stati derubati o si vuole proteggere la famiglia, o la stessa vittima, da minacce sulla vita. Mentre un 21% avviene per salvaguardare negozi o aziende con la riscossione di pizzo o mazzette.

Purtroppo le forze dell’ordine che dovrebbero proteggere e difendere il cittadino fanno, invece, parte degli estortori. Addirittura si calcola che il 68,8% delle estorsioni sia vincolato ad organismi officiali. Il coinvolgimento della polizia è arrivato al 56,3% e quello dei militari al 12,5%.

Gli omicidi su commissione non rimangono indietro

Con l’estorsione sono aumentati gli assassini su commissione. Il fenomeno del “sicariato” si è portato via 74 vite tra luglio e settembre. Mentre sono state soltanto 26 per lo stesso periodo nel 2016, il che significa un aumento del 184%. Il movente sembra sia la vendetta e gli omicidi per questo crimine hanno oltrepassato di gran lunga i 74 casi riportati. 232 persone sono state assassinate su commissione, la maggior parte uomini vincolati o appartenenti a bande criminali.

Il sequestro

Nel trimestre citato ci sono stati 54 casi di sequestro. Questo crimine, a differenza dell’estorsione e l’omicidio su commissione, è sceso del 30% paragonato al 2016. Ma a settembre ha registrato una impennata, che comparata al mese di luglio è arrivata a un + 145.5%. E sono soltanto quelli denunciati.

I sequestri sono di tre tipi: lunghi, sventati in azione e brevi. Quelli durati più di 24 ore sono aumentati mentre quelli “express” sono diminuiti. I momenti nei quali i sequestri avvengono sono principalmente quando le vittime rincasano o sono ferme ad un semaforo.

La maggior parte dei sequestrati è stata liberata, o con il pagamento del riscatto o per mano del Cicpc e in alcuni casi, della Guardia Nacional. Paz Activa riporta una vittima di sequestro assassinata ed un’altra che tuttora è in mano ai sequestratori.

 

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Dalla Fed a Maduro, le due facce del Bitcoin

Pubblicato il 04 dicembre 2017 da ansa

(Photo credit: GettyImages)

 

NEW YORK. – Il Bitcoin tenta la Fed, ma anche il presidente venezuelano Nicolas Maduro. La banca centrale americana pensa a un Fedcoin, una valuta digitale tutta sua con controlli e supervisione. Maduro invece valuta un Bitcoin bolivariano, il ‘petro’.

Due tendenze che mettono in evidenza le due facce del fenomeno criptovalute: da un lato l’interesse delle banche centrali e l’esigenza, ribadita anche dal presidente del parlamento europeo Antonio Tajani, di imporre regole così da evitare che le criptovalute vengano usate per scopi illeciti, come il riciclaggio. Dall’altra Maduro e il suo Venezuela sempre più isolato dalle sanzioni americane che intravede nel Bitcoin una via di uscita.

La valuta digitale è già diffusa in Venezuela, dove i più ricchi la usano per acquistare beni americani aggirando le sanzioni ma anche per spostare denaro fuori dal paese, evitando così di vedere la loro fortuna andare all’aria con la crisi economica. Il “petro”, così come Maduro intende chiamare il Bitcoin bolivariano, “ci consentirà di andare avanti con la nostra sovranità monetaria nazionale e sconfiggere il blocco finanziario” imposto dagli Stati Uniti, dice il presidente del Venezuela, spiegando senza entrare nei dettagli che il “petro” si appoggerà sulle riserve naturali di petrolio, gas oro e diamanti del Paese.

La febbre da Bitcoin contagia anche la Fed: anche se ”è molto prematuro parlare di un’offerta di valute digitali da parte della Fed, è qualcosa a cui stiamo pensando” afferma il presidente della Fed di New York, William Dudley, mostrando come la curiosità con cui la banca centrale ha guardato alle valute elettroniche finora si sta trasformando in qualcosa di diverso e potrebbe tradursi in un Fedcoin.

L’apertura della Fed arriva a pochi giorni al lancio negli Stati Uniti del primo future legato al Bitcoin: bruciando sul tempo il colosso dei derivati CME, il Cboe Global Markets annuncia che il 10 dicembre esordirà il suo primo future sulle criptovaluta. Sarà introdotto alle 17.00 del pomeriggio ora locale, con la prima giornata completa di scambi l’11 dicembre. A guardare con interesse, e preoccupazione, al Bitcoin è anche il Tesoro inglese, che annuncia una stretta con norme più stringenti per stroncare l’uso della moneta virtuale da parte di organizzazioni criminali o evasori fiscali.

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Cina 2019: la Vinotinto dei canestri si sveglia tardi, il Brasile vince 72-60

Pubblicato il 28 novembre 2017 da redazione

Gregory Echenique in azione contro il Brasile

 

CARACAS – Il Venezuela si sveglia tardi e va ko a Rio de Janeiro contro il Brasile con il punteggio di 72-60. La gara che si é svolta nell’Arena Carioca di Río de Janeiro era valevole per la seconda giornata delle qualificazioni sudamericane per il Mondiale Cina 2019.

La vinotinto dei canestri é scesa sul parquet carioca con la testa altrove commettendo gravi errori a livello difensivo e con poca precisione sotto il canestro.

Nel primo quarto, la nazionale allenata da Fernando Duró é andata a segno solo sette volte su venti tiri effettuati. I creoli sono stati anche poco precisi con le libere con 4 errori in altrettanti tiri effettuati. Al suono della sirena il match era sul 19 a 7 per i brasiliani.

Nel secondo quarto la vinotinto dei canestri é riuscita ad essere più precisa, riuscendo a penetrare più fácilmente la difesa dei padroni di casa. Si va al riposo sul 39 a 20..

“Non abbiamo cominciato con il nostro gioco, abbiamo avuto qualche difficoltà, ma dopo ci siamo ripresi e abbiamo dimostrato di poter competere su questi campi. Sapevamo che questa sarebbe stata la gara più difficile del girone, ma l’importante é che abbiamo mostrato carattere in casa di un’avversaria difficile come il Brasile” ha dichiarato a fine gara il coach Fernando Duró.

Nonostante il ko, c’è segnalare l’ottima prova di Edwin Mijares che era all’esordio con la maglia della vinotinto. Mijares é sceso in campo nella gara vittoriosa contro la Colombia e a Rio de Janeiro. In entrambe le gare le sue statistiche sono state: 16 punti e 3 assist.

“Sono soddisfatto per la prova di Mijares, per lui quest’ambiente é nuovo. Ha carattere e questo é importante a questi livelli. Deve migliorare in alcuni aspetti, ma sono sicuro che lavorerá per migliorare. La sua convocazione per me é come una vittoria” ha dichiarato Duró.

Tra i giocatori che hanno disputato un’ottima gara contro il Brasile troviamo Néstor Colmenares (10 punti e 9 rimbalzi), Gregory Echenique ed Anthony Pérez con 10 punti. Tra i carioca ottima la prova del’ex NBA Anderson Varejao con 16 punti e 12 rimbalzi.

Nell’altra sfida del girone il Cile ha battuto per 74-69 la Colombia.

Le altre gare del girone della Vinotinto dei canestri si disputeranno nei mesi di febbraio, giugno e luglio 2018. Il match contro i cileni é in programma il 22 febbraio in casa, poi il 25 visiterà la Colombia. L’incontro interno con il Brasile si disputerà il 29 giugno e poi ci sarà la trasferta cilena.

(Fioravante De Simone)

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Ciclismo: venti squadre parteciperanno alla “Vuelta a Venezuela”

Pubblicato il 20 ottobre 2017 da redazione

Ciclismo: Venti squadre parteciperanno alla Vuelta a Venezuela

 

CARACAS – Dieci tappe, 1.695 chilometri da percorrere, 20 scuderie e 6 maglie da assegnare. Chi sarà il successore di Jonathan Monsalve? E’ tutto pronto per la 54ª edizione della Vuelta a Venezuela.

La corsa ciclística prenderà il via il 27 ottobre nella città di Valera e si concluderà il 5 novembre a Maturín.

A dare la notizia sulla Vuelta a Venezuela é Artemio Leonett Maestre, presidende della Federación Venezolana de Ciclismo.

“In questa edizione ci saranno team di alto livello. La nostra sfida é battere i colombiani, loro hanno ottimi ciclisti. Non é la stessa cosa gareggiare contro corridori locali che farlo con quelli di altri paesi. Questo ci aiuterà a crescere a livello professionale”.

Il raduno dei ciclisti venezuelani inizierà nel Velódromo Teo Capriles del rione Montalbán sotto la guida dei coach José Pérez, Rafael Martí ed Eliézer Rojas.

La prima tappa partirà dalla città di Valera nello stato Trujillo ed arriverà a Timotes per un totale di 120 km da percorrere. Questa sarà la prima volta nelle sue 54 edizioni che la Vuelta a Venezuela attraverserà la località dello stato Mérida.

La gara ciclística servirá ai ciclisti venezuelani come allenamento per i Juegos Bolivarianos che si disputeranno il mese prossimo a Santa Marta e dove la terra di Bolívar avrá sei rappresentanti di questo sport.

“Noi ci prepareremo per ottenere ottimi risultati come l’abbiamo fatto sempre” ha dichiarato Artemio Leonett nel cominunicato stampa della Federación Venezolana de Ciclismo.

 

Il percorso della Vuelta a Venezuela

 

I                tappa                     Valera – Timotes                                (120 KM)

II               tappa                     Flor de Patria– El Tocuyo              (217 KM)

III             tappa                     El Tocuyo – Ospino                             (200 KM)

IV             tappa                     Acarigua – San Felipe                     (155 KM)

V               tappa                     San Felipe – Guacara                      (140 KM)

VI             tappa                     Cagua – Altagracia de Orituco                   (191, 7 KM)

VII            tappa                     Guanape – Cantaura                      (215 KM)

VIII          tappa                     Anaco – Cumaná                                (180 KM)

IX             tappa                     Cumaná – Maturín                           (223 KM)

X               tappa                     Circuito Maturín                                (90 KM)

(Fioravante De Simone)

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Russia 2018: il Venezuela rimanda la festa dell’Uruguay

Pubblicato il 06 ottobre 2017 da redazione

Russia 2018: Il Venezuela rimanda la festa dell’Uruguay

 

CARACAS – Nello stadio Pueblo Nuevo della città di San Cristóbal pareggio a reti bianche fra Venezuela e Uruguay. il risultato maturato dopo i novanta minuti di gioco é più che giusto. Tra le due nazionali ha predominato la parità, basta controllare le statistiche dei tiri in porta: 6-6.

Questo risultato impedisce alla nazionale allenata da Oscar Washington Tabárez di chiudere la pratica qualificazione. Comunque la festa per la celeste é solo rimandata a martedì quando nello stadio Centenario ospiterà la Bolivia (già eliminata come il Venezuela). A Cavani e compagni basterà anche un pareggio per timbrare il biglietto per Russia 2018.

Dopo la gara contro l’Uruguay la Vinotinto, che non ha nulla da perdere, si conferma come guasta feste del girone Conmebol: ne sanno qualcosa Argentina, Colombia e Perù in piena lotta per un ticket per la kermesse iridata. Adesso il Paraguay trema e non sarà facile martedì nel Defensores del Chaco.

Il tecnico dell’Uruguay Oscar Tabárez ha commentato a fine gara il pareggio contro il Venezuela: “Siamo venuti qua per vincere, se non ci siamo riusciti è perché l’avversario ha fatto bene le cose. È stata una partita difficile, ce la immaginavamo così. Bentancur ha dimostrato quello che può fare in campo. Cambiano i nomi, cambiano le situazioni, forse era ora che arrivasse qualche giocatore giovane. Non si può esaminare questa gara allo stesso modo di una partita di un campionato europeo”.

Dal canto suo, Rafael Dudamel ha elogiato il lavoro svolto dai suoi ragazzi: “E’ stata una gara perfetta su tutti gli aspetti. Questo gruppo ha capito in poco tempo che bisogna saper gestire le circostanze delle gare. Sono molto ottimista riguardo il futuro di questa nazionale”.

Con la maglia della vinotinto ha giocato l’intera partita l’italo-venezuelano Rubert Quijada Fasciana. L’ex Caracas è stato protagonista in diverse azioni offensive della nazionale creola. Tra i titolari schierati da Dudamel c’erano alcuni volti noti nella nostra serie A come il granata Tómas Rincón che ha indossato la fascia da capitano disputando i novanta minuti e l’ex Torino Josef Martínez (uscito al 69’, al suo posto é entrato Romulo Otero).

Mentre per l’Uruguay sono scesi in campo gli “italiani” Fernando Muslera, Martín Cáceres, Matías Vecino, Rodrigo Betancur, Edinson Cavani giocatori che militano o hanno giocato nella nostra serie A.

(Fioravante De Simone)

 

 

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Venamcham celebró seminario ¿Cómo presupuestar en el 2018?

Pubblicato il 05 ottobre 2017 da redazione

Seminario Venamcham

 

CARACAS. – Ante una nutrida concurrencia que se hizo presente en las instalaciones de la Quinta Esmeralda en Caracas, la Cámara Venezolano Americana de Comercio e Industria (Venamcham) celebró el seminario: “¿Cómo presupuestar en el 2018? Panorama gerencial venezolano”.

Germán Toro, presidente de Venamcham, dio la bienvenida a los asistentes y expresó los motivos para organizar el seminario: “El dinamismo de la economía venezolana hace que tengamos que analizar el entorno, plantear escenarios posibles y estar preparados. Por ello, ante el dilema de las empresas de cómo presupuestar, planificamos este evento con un panel de expertos que cubre todas las áreas que hemos considerado relevantes para tal fin”.

La agenda de ponencias inició con el tema: “Perspectivas de consumo y mercado en Venezuela”, a cargo de Alexander Cabrera, director de negocios de las operaciones de consumo y medios para Nielsen Venezuela. “Debemos entender que hay una nueva realidad en el consumo, que hay una pérdida en el poder adquisitivo del consumidor venezolano y que en ese contexto, el empresario debe entender al consumidor y ayudar a que pueda comprar sus productos. Luego de revisar el mercado de nuestro país, observamos que todavía existen oportunidades de crecimiento, de apostar por Venezuela”, señaló Cabrera.

Sary Levy, miembro de la Junta Directiva de la Academia Nacional de Ciencias Económicas en Venezuela y profesora titular en la UCV, en su charla “Panorama de cómo presupuestar en el 2018”, ofreció un conjunto de recomendaciones que deben seguir los gerentes de empresas, los departamentos de compras, ventas y finanzas en procesos con una alta inflación. “No importa el sector productivo en el cual estés inmerso, debes entender que tu negocio es financiero. Eso significa que todo ingreso que te llegue, tienes que aprovecharlo, reinvertirlo de manera inmediata. El dinero no lo puedes dejar estático porque su capacidad adquisitiva es muy volátil. Hoy en día si es verdad que el tiempo es oro”, dijo Levy.

Pedro Pacheco Rodríguez, socio principal de PwC Venezuela, expuso: “Gerencia en tiempos de incertidumbre”, la cual versó, además del tema financiero como flujo de caja y costos fijos, de conceptos inspirados en lo motivacional. “Todos conocemos que estamos ante un panorama difícil, no obstante, si nos preparamos adecuadamente podemos identificar oportunidades y enfocarnos en un mejor porvenir. Ese es el gran reto que tienen tanto las empresas como los individuos”, puntualizó Pacheco.

El área educativa también tuvo su espacio, a través del rector de la Universidad Metropolitana, Benjamín Scharifker, quien conversó sobre el por qué hay que invertir en educación para el capital humano. “Es importante incorporar los ciclos de formación de las personas, dentro de los ciclos de producción de la empresa. Para tener productividad, eficiencia tienes que tener a un personal capacitado y comprometido. No solo debes ofrecer el elemento salarial, para que un trabajador se sienta lo suficientemente bien recompensado por su actuación. Hay que invertir en su formación, porque aumenta su valor como miembro de la organización. En este sentido, las interacciones que pueden surgir entre las empresas y las universidades son extraordinarias”, comentó Scharifker.

Iván Acosta, director general de PGA Group, trató el tema de las “Perspectivas salariales” y ofreció una guía relacionada sobre cómo abordar un presupuesto en materia de salarios, que incluye estrategias, objetivos, salario mínimo y tickets, entre otros. “Recomendamos entender a los trabajadores, sus características, hacer esfuerzos en reconocer y proteger a los mejores porque en las crisis quienes pierden más son las empresas y no los talentos. El que es bueno en su área siempre va a conseguir espacio. Hoy por hoy, en una economía que se niega a morir, hay una guerra de talentos y para avanzar debes contar con gente capaz”, sostuvo Acosta.

José Antonio Gil Yépez, director de Datanálisis tuvo bajo su responsabilidad la charla: “Perspectivas políticas ¿Cómo influye la nueva constituyente en las empresas?”, en el que abordó el aspecto político actual y cómo las empresas deben afrontarlo. “Sin lugar a dudas lo que acontece en el mundo político impacta en el ámbito empresarial. Por ello, es fundamental conocer lo que pasa en la actualidad y lo que puede ocurrir en el futuro. Las empresas deben seguir hacia adelante, estar preparadas y el manejo de información es clave para trazar estrategias”, aseveró Gil Yépez.

“Reconstrucción económica del país y la supervivencia de las empresas”, fue la ponencia desarrollada por José Manuel Puente, profesor titular del IESA. “Hay una serie de estrategias que las empresas están obligadas a seguir. En primer lugar, defender a tu recurso humano, el cual es tu capital más importante. Lo tienes que defender con ‘uñas y dientes’. Esos buenos trabajadores, esos excelentes gerentes, tienen que estar contigo, quedarse en la empresa y estar para cuando lleguen buenos negocios. En segundo término, el director de finanzas de tu empresa puede ser uno de los miembros de tu equipo más importante, porque obviamente las decisiones de inversión en términos de apalancarse en bolívares o dólares pueden ser definitivas para lo exitoso que sea el negocio. Tercero: aprovecha la oportunidad que tengas para exportar, competir internacionalmente, por más pequeño que sea lo que comercialices, representaría un ingreso en divisas extranjeras interesante para tus finanzas”, concluyó Puente.

Encuesta de coyuntura económica

Al igual que en años anteriores, VenAmCham realizó una encuesta de coyuntura económica en la que fueron consultados todos los asistentes al evento. Luis Vicente García, gerente general de la Cámara, fue el encargado de presentar el estudio, cuyos resultados más resaltantes fueron los siguientes:

  • El 35% de los participantes en el seminario vinieron de empresas de servicios y el 26% del sector financiero.
  • A la pregunta sobre qué factor ha impactado negativamente el desempeño de la empresa: la inflación, los controles, la disponibilidad de las divisas y la fuga de talentos se llevaron la mayoría de las respuestas.
  • El 67% disminuyó el número de trabajadores contratados en el presente ejercicio económico.
  • En cuanto a planes de inversión: un 36 % tiene pensado postergarlas y un 33% hacerlas a mediano plazo. Sin embargo, destaca un 20% con intenciones de invertir a corto plazo.
  • 74% piensa reducir gastos innecesarios para la protección del flujo de caja de la empresa.
  • El clima organizacional está “regular” en el 68% de los entrevistados.
  • El 45% opina que sus expectativas para el año que viene son de regular hacia buenas.

www.venamcham.org.

twitter: @VenAmCham

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Russia 2018, Cavani parla della Vinotinto: “E’ sempre un rivale ostico”

Pubblicato il 04 ottobre 2017 da redazione

Edinson Cavani con la maglia dell’Uruguay

 

CARACAS – Domani alle 17:00 sul campo dello stadio Pueblo Nuevo di San Cristóbal si affronteranno Venezuela ed Uruguay in una gara valevole per le qualificazioni per il mondiale Russia 2018.

Il ritiro della Celeste per preparare la delicatissima gara contro la Vinotinto si é svolto a nel club Puerto Azul dello stato Vargas. Tra i protagonisti c’è l’ex Palermo e Napoli Edinson Cavani che ha fatto il punto della situazione. “Le gare contro il Venezuela sono sempre difficili”.

La nazionale venezuelana é ultima in classifica con otto punti ed una sola vittoria senza possibilità di andare al Mondiale. Mentre i charrúas arrivano nella terra di Bolívar con l’intenzione di chiudere la pratica qualificazione ed affrontare l’ultima giornata tranquilli.

“Il ritmo delle gare di qualificazioni sudamericane é completamente diverso da quello che abbiamo durante le gare di campionato. Dobbiamo approfittare di questa occasione, siamo ad un passo dal nostro obiettivo e non vogliamo deludere i nostri tifosi” ha dichirato il Matador.

La gara d’andata, disputata nello stadio Centenario di Montevideo, si é conclusa con il risultato di 3-0 in favore della Celeste. Quel giorno l’ex Palermo e Napoli segnó una doppietta, ma per la sfida di domani non si fida.

“Il Venezuela ha portato a casa ottimi risultati nelle ultime giornate (0-0 con la Colombia e 1-1 con l’Argentina in trasferta, ndr). La nazionale é cambiata molto sotto la direzione del nuovo allenatore e questo fa sì che siano più motivati. Stanno facendo le cose per bene, però la cosa più importante é che noi dobbiamo portare a casa un risultato favorevole”.

I precedenti dicono che queste due nazionali si sono affrontate in 16 occasioni con un bilancio di 9 vittorie per i charrúas, 5 pareggi e 2 trionfi vinotinto.

Nelle ultime cinque gare disputate in Venezuela il bilancio é di due vittorie per parte ed un pareggio.

Domani Edinson Cavani potrebbe eguagliare un record di Diego Forlán, quello di più gol contro il Venezuela. L’ex Inter durante la sua carriera ha segnato 5 reti contro la vinotinto, mentre Cavani é a quota tre.

(Fioravante De Simone)

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betancurt uruguay

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Russia 2018: tre “italiani” tra i convocati dell’Uruguay per sfidare la Vinotinto

Pubblicato il 29 settembre 2017 da redazione

Russia 2018

Betancurt (Uruguay)

 

CARACAS – Oscar Tabárez, selezionatore della nazionale uruguaiana, ha annunciato la lista dei convocati per il doppio confronto delle qualificazioni Russia 2018 che vedrà i charrúas impegnati contro Venezuela (il 5 ottobre a San Cristóbal) e Bolivia (il 10 a Montevideo). Fanno parte del gruppo tre giocatori che militano nella nostra Serie A: Martín Cáseres (Verona), Matías Vecino (Inter) e Rodrigo Betancourt (Juventus). Tra i convocati ci sono anche l’ex Lazio Fernando Muslera (attualmente in forza al Galatasaray) e l’ex Napoli Edinson Cavani (attualmente al PSG).

Nella lista di Tábarez spiccano i nomi di campioni del calibro di Luis Suarez (Barcellona) e Diego Godín (Atlético Madrid).

La Celeste si trova al momento al secondo posto con 27 punti dietro al già qualificato Brasile (37) e, per strappare il pass per la Russia, dovrà ottenere la vittoria già nel primo match contro la Vinotinto per non dover aspettare gli esiti degli altri incontri. Mentre la nazionale creola userà questo confronto per testare giocatori da usare nelle prossime qualificazioni, quelle per il Qatar.

Questo l’elenco dei convocati di Tabárez:

Portieri: Fernando Muslera (Galatasaray, Turchia), Martín Silva (Vasco da Gama, Brasile) e Martín Campaña (Independiente, Argentina).

Defensori: José María Giménez (Atlético de Madrid, Spagna), Martín Cáceres (Hellas Verona, Italia), Maximialiano Pereira (Porto, Portogallo), Diego Godín (Atlético de Madrid, Spagna), Mauricio Lemos (Las Palmas, Spagna), Gastón Silva (Independiente, Argentina) e Sebastián Coates (Sporting, Portogallo).

Centrocampisti: Mathías Corujo (Peñarol), Cristian Rodríguez (Peñarol), Jonathan Urretaviscaya (Pachuca, Messico), Gastón Pereiro (PSV, Olanda), Giorgian De Arrascaeta (Cruzeiro, Brasile), Álvaro González (Nacional), Matías Vecino (Inter, Italia), Rodrigo Bentancur (Juventus, Italia), Federico Valverde (Deportivo la Coruña, Spagna), Egidio Árevalo Ríos (Racing, Argentina), Nicolás Lodeiro (Seattle Sounders, Stati Uniti), Carlos Sánchez (Monterrey, Messico), Nahitan Nandez (Boca Juniors, Argentina).

Attaccanti: Maximiliano Gómez (Celta de Vigo, Spagna), Luis Suárez (Barcelona, Spagna), Cristhian Stuani (Girona, Spagna) e Edinson Cavani (PSG, Francia).

(Fioravante De Simone)

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CARABOBO-zamora

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Coppa Venezuela: oggi vanno in scena i quarti di finale

Pubblicato il 27 settembre 2017 da redazione

Coppa

Una fase di gioco della partita Carabobo-Zamora

 

CARACAS – Le città di Maracaibo, Maracay, Puerto Ordaz e Valencia ospiteranno le gare d’andata dei quarti di finale della Coppa Venezuela. C’è da segnalare che in questa fase della coppa nazionale tre delle otto protagoniste provengono dalla Segunda División.

Nello stadio Cachamay, il Mineros ospiterà una delle formazioni ribelli del torneo, il Margarita. Il cammino della formazione gialloblú non era iniziato nella maniera migliore, infatti nel primo incontro contro il Deportivo Nueva Esparta aveva superato l’ostacolo solo dopo i calci di rigore. Ma da lí in poi, la formazione nata a Pampatar nel 2011 ha deciso di iniziare a ritagliarsi un posto tra i big.

Nei 16esimi di finale ha affrontato il più quotato Deportivo Azoátegui. Nella gara disputata a Pampatar, gli isolani hanno battuto il DANZ per 2-0 grazie ad una doppietta dell’attaccante Iván Sandoval. Poi nel ritorno disputato a Puerto La Cruz, il Margarita ha ottenuto il pass per accedere tra le migliori sedici dopo aver pareggiato 1-1 con il Deportivo Anzoátegui. Padroni di casa in vantaggio con Starling Yendis (44’), ma al 67’ arriva il pari degl’isolani con Orlando Cordero per mandare in fumo i sogni di rimonta dei giallorossi. Il Margarita si qualifica alla fase successiva grazie ad un globale di 3-1.

Negli ottavi, sul cammino dei gialloblú, c’era nientemeno che il Monagas (campioni del Torneo Apertura 2017). Nell’andata sul campo di casa nell’isola di Margarita i padroni di casa hanno pareggiato 0-0 disputando un’ottima gara. Poi, nel ritorno nel  ‘Monumental’ hanno battuto in rimonta per 2-3 il Monagas.

“Queste vittorie sono frutto di un arduo lavoro. Battere queste squadre serve come motivazione pe i ragazzi” ha dichiarato José Rebolledo, allenatore del Margarita

Dal canto suo, il Mineros nel turno precedente ha avuto la meglio sul Caracas battendolo con un globale di 4-4 (neroazzurri promossi in virtú dei gol segnati in trasferta).

A Maracaibo, lo Zulia ospita un Ureña che sogna le semifinali. La formazione andina scenderà sul campo del Pachencho Romero con il morale a mille dopo aver eliminato nei turni precedenti prima il Real Frontera (globale 3-2) e poi le big Deportivo Táchira (2-2 promosso per la regola dei gol in trasferta) ed Estudiantes de Mérida (4-2). Mentre i campioni in carica sono giunti a questa fase dopo aver superato l’ostacolo Trujillanos (globale 4-1) agli ottavi.

Nello stadio Hermanos Ghersy, l’Aragua dell’italo-venezuelano Antonio Franco sfiderà l’altra sorpresa della competizione: l’Estudiantes de Caracas.

La città di Valencia farà da cornice alla gara più attesa di questi quarti di finale quella che metterà a confronto Carabobo e Zamora. Stando ai bookmakers i favoriti sono i granata che stanno vivendo un 2017 da favola, mentre la formazione di Barinas sta vivendo un Clausura al di sotto delle spettativa. Ma c’é da segnalare che dall’arrivo di Alí Cañas la squadra sembra aver ritrovato il cammino della vittoria.

(Fioravante De Simone)

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Calcio venezuelano: Carabobo e Mineros in vetta, Caracas scivola a Socopó

Pubblicato il 25 settembre 2017 da redazione

Socopó batte Caracas

 

CARACAS – È la stagione del tira e molla. Un Torneo Clausura senza continuità. Il crollo del Caracas in casa dell’Atlético Socopo (2-1) acentua la tendenza agli alti e bassi. Il Mineros che dopo la vittoria contro lo Zulia sembrava essersi ripreso è risucito a pareggiare 1-1 a Puerto La Cruz con il Deportivo Anzoátegui. Il Carabobo ha battuto nell’anticipo lo Zulia. Adesso sono in vetta alla classifica Carabobo e Mineros, ma occhio! Domani in caso di vittoria del Lara contro il Trujillanos potrebbe ritrovarsi al primo posto.

Nello Llanos accade l’impensabile: esordio vincente per l’allenatore argentino Fernando Capobianco capace di battere con l’Atlético Socopó il più blasonato Caracas. I neroverdi si sono imposti per 2-1 con una doppietta di Jhoan Mina (64’ e 90+4’), il momentáneo pari dei capitolini era stato firmato dal dischetto dall’italo-venezuelano Fernando Amorebieta De Luca (65’). Con questo sucesso, la formazione llanera interrompe una scia negativa di 4 ko consecutivi.

Sul campo del Rogelio Matos hanno rappresentato la nostra collettività Daniel saggiomo (in campo per 58 minuti, al suo posto Diomar Díaz), Miguel Mea Vitali (subentrato al 55’ al posto di Evelio Hernández) e Fernando Aristeguieta De Luca.

A Valencia con un gol di Tommy Tobar (60’) il Carabobo ha battuto lo Zulia in uno degli anticipi dell’undicesima giornata. Per l’attaccante colombiano la rete segnata contro i lagunari è la 17esima in questa stagione. Nell’altro anticipo, al JBL Zulia è bastato un gol del brasiliano Paulo De Oliveira “Paulino” al 72esimo per mandare al tappeto l’Aragua. Con questa vittoria il JBL interrompe la scia negativa: 6 gare senza vittorie.

Il Deportivo Anzoátegui ha sfiorato il colpaccio contro il Mineros pareggiando 1-1. Gli orientali si erano portati in vantaggio con Jackson Muños (57’), quando pregustavano la vittoria é arrivato il gol dell’1-1 firmato da José Luis Granados (88’). Il Danz non vince da otto giornate, l’ultima vittoria risale al 23 luglio: successo esterno per 0-1 contro lo Zulia.

Sugli altri campi: Atlético Venezuela-Zamora 1-1, Deportivo La Guaira-Monagas 0-0, Portuguesa-Metropolitanos 0-0. Completeranno il programma dell’undicemina giornata: Deportivo Táchira-Estudiantes de Mérida (stasera alle 19:00 nello stadio Pueblo Nuevo di San Cristóbal) e Trujillanos-Deportivo Lara (domani alle 15:00 sul neutro del Pachencho Romero di Maracaibo).

(Fioravante De Simone)

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Coppa Davis, Yohny Romero: “Non abbiamo nulla da rimproverarci”

Pubblicato il 21 settembre 2017 da redazione

Coppa Davis – Yohny Romero

CARACAS – Il Venezuela ha sfiorato per il terzo anno consecutivo la promozione nel Gruppo I della Zona americana della Coppa Davis. Questa situazione ovviamente lascia un po’ l’amaro in bocca alla delegazione creola; anche se la nazionale della terra di Bolívar ha lottano ogni game, ma non é stato sufficente per superare l’ostacolo Barbados.

Nel playoff iniziato venerdí, il venezuelano Ricardo Rodríguez aveva portato in vantaggio la sua nazionale dopo aver superato Matthew Foster-Estwick per 3-0 (6-1/6-2/6-1). Sempre venerdí c’é stata la sfida tra Darmian King ed il creolo Jordi Muñoz-Abreu. Il centromericano si era aggiudicato il primo set per 6-1 e conduceva il secondo per 1-0. Ma il venezuelano Muñoz-Abreu é stato costretto a ritirarsi regalando la vittoria al suo avversario.

Il giorno dopo, nella gara dei doppi, il Venezuela si é riportato in vantaggio grazie alla vittoria con la coppia conformata da Luis David Martínez-Jordi Muñoz che hanno battuto per 3-2 (7-6/2-6/6-4/3-6/7-5) il duo Darian King-Haydn Lewis. Ma, domenica, giorno in cui si sarebbe dovuto disputare la terza giornata le condizioni climatiche non hanno permesso di disputare le gare.

“E’ arrivato un nubifragio ed abbiamo dovuto attendere due giorni per scendere in campo, questo ha permesso ai giocatori di Barbados di recuperare ed affrontare le gare in modo diverso” ha dichiarato il capitano Yohny Romero.
Il tecnico della nazionale venezuelana ha riconosciuto che la sosta obbligata ha permesso ai suoi avversari di riscattarsi su tutti gli aspetti.

“Dopo la gara di doppi che é durata piú di quattro ore, loro erano stremati e molto stanchi. I nostri ragazzi erano preparati e pronti per giocare e vincere. Quando la gara di Ricardo (Rodríguez, ndr) é iniziata stavavamo facendo le cose bene e lo si poteva vedere nel risultato” ha commentato il coach dei venezuelani ai media.

La quarta gara era iniziata, domenica, con la vittoria del primo game da parte di Rodríguez con il punteggio di 7-5, poi é arrivato il nubifragio e c’é stata la sospensione. Quando sono riprese le ostilitá c’é stata la rimonta di King che si é aggiudicato i game successivi con i punteggi di: 7-5, 6-2 e 6-3.
Nella gara decisiva, Martinez vince il primo game con il punteggio 6-2, poi Lewis si é aggiudicato i tre seguenti: 6-4, 6-3 e 6-4.
“La gara é cambiata quando Lewis ha rotto il servicio di Martínez, quella situazione ha fatto saltare tutto. Sembrava che avevamo cambiato il nostro tennis”.

Questa era la quarta occasione in cinque anni in cui il Venezuela arrivava alla gara decisiva per salire di categoría nella massima competizione mondiale a squadre del tennis maschile. L’ultima volta che i creoli sono stati promossi nel Gruppo I è stato nel 2013: in quell’occasione ebbero la meglio sulla nazionale di El Salvador. Nonostante non sia stata raggiunta la meta, Yohny Romero, si sente orgoglioso dei suoi ragazzi. “Sempre dico che i combattenti si conoscono nelle sconfitte e questi ragazzi hanno lottato ogni punto fino alla fine, mi sento fiero del loro atteggiamento. Sfortunatamente non siamo riusciti a centrare il nostro obiettivo, ma so che i miei ragazzi ce l’hanno messa tutta, ma le cose non sono ándate come volevamo”.

Ieri, sono stati sorteggiati gli accoppiamenti del 2018, il Venezuela giocherá nel Gruppo II Americano e se la vedrá con il Guatemala. “Faró un cronoprogramma con le mie proposte alla Federazione e poi vedremo se continueremo a lavorare insieme”.

(Fioravante De Simone)

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Teodoro Petkoff II

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Juez visita de forma irregular a Teodoro Petkoff

Pubblicato il 01 settembre 2017 da redazione

Teodoro Petkoff, director del Diario "Tal Cual"

Teodoro Petkoff, director del Diario “Tal Cual”

 

CARACAS – El político y director del diario Tal Cual, Teodoro Petkoff, fue visitado de forma sorpresiva por el Juez Aris José La Rosa. El presunto motivo de la visita fue para verificar por qué no estaba asistiendo al tribunal.

Aris se presentó a las 6:00 pm del pasado martes, llegó a la residencia de Petkoff acompañado de 10 guardias nacionales armados, quienes estuvieron en los alrededores del recinto. También estuvo presente un forense para comprobar el estado de salud del político.

Según informa el medio digital Runrunes, el trato dado a los familiares y a Petkoff “fue correcto y hasta cordial”. El juez y compañía fueron recibidos por su hija Teodora.

Por su parte Irene Petkoff, hija de Teodoro, expresó que “la visita fue cordial, pero se realizó durante las vacaciones de tribunales, lo que es una irregularidad”, además indicó que la causa contra Teodoro es “una retaliación de Diosdado Cabello contra mi padre. A la dictadura le molesta que esté en su casa, aunque no pueda escribir ni dar declaraciones”.

La visita tuvo el motivo de “verificar” por qué el director del diario no estaba asistiendo a tribunales y también por qué su abogado, Humberto Mendoza D´Paola, no había cumplido con remitir un examen médico cada dos meses, además de no hacer acto de presencia en el tribunal “durante un buen tiempo”. La Rosa dijo que ahora podía tomar una decisión sobre la medida de presentación ante el tribunal.

En respuesta a estos hechos, Mendoza se mostró sorprendido y negó la veracidad de estas acusaciones. Además, criticó la forma como llego el juez y la Guardia Nacional Bolivariana (GNB) a la casa del director.

– Es algo descarado, cruel; algo propio de un régimen maligno. Lo trataron como si fuera un criminal. Es un irrespeto contra Teodoro, que tiene 85 años de edad y no se puede levantar de la cama – expresó Mendoza.

El abogado anunció que el lunes consignará en los tribunales la sentencia de la Corte Segunda del Distrito Sur de Nueva York, que falló en contra de Cabello en su demanda realizada contra The Wall Street Jornal. Mendoza indicó – Esto es para que sean anuladas las demandas contra La Patilla, El Nacional y Tal Cual.

Teodoro Petkoff fue acusado junto a Manuel Puyana, Juan Antonio Golía, Francisco Layrisse y Carlos Genatios de “difamación agravada”. La acusación fue hecha por el oficialista Diosdado Cabello, luego de que Genatios publicara un escrito hace más de tres años. El mismo demandante realizo un segundo juicio, esta vez en contra de un artículo que lo implicaba en relación con el tráfico de drogas, fue reproducido por Tal Cual y publicado originalmente en el diario español ABC.

Los acusados desde el año 2014 tienen prohibida la salida del país, además de obligatoriedad en presentarse periódicamente al tribunal. Mendoza declaró el pasado 25 de abril que el juez La Rosa está incurriendo en el ilícito de “denegación de justicia”, por no atender ni responder las peticiones de la defensa y no declarar la prescripción del juicio a pesar de lo establecido en el Código Penal.

 

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Papa Bergoglio

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Papa Francisco no se reunirá con la oposición venezolana durante su viaje a Colombia

Pubblicato il 01 settembre 2017 da redazione

Papa Francisco viajará a Colombia en visita pastoral

Papa Francisco viajará a Colombia en visita pastoral

 

CARACAS – Ni guerrilleros de las FARC, ni miembros de la oposición de Venezuela, ni obispos venezolanos están en la agenda de Papa Francisco I, en su inminente arribo a Colombia, del 6 al 10 de septiembre. La información fue divulgada por el portavoz de la Santa Sede, Greg Burke, quien subrayó que Bergoglio –un jesuita de 81 años, cuyo pontificado ha estado marcado por la austeridad más estricta- “va a Colombia en viaje pastoral para anunciar el Evangelio”.

Se supo que el Papa podría –eventualmente- hacer algunas alusiones al proceso de paz en el país latinoamericano, pero se descarta que la visita sea empañada por un tinte político. Burke recordó que se trata del 29º viaje internacional del pontífice argentino y que “Pancho” –como las masas de todo el orbe han preferido llamarlo- ya estuvo en dos ocasiones en Colombia. La Conferencia Episcopal Latinoamericana y del Caribe (CELAM) fue el motivo de su primera visita, y luego recorrió Bogotá, Medellín y La Ceja, siendo un cura de 42 años.

Desde mediados del año pasado, el Vaticano –con una extensa y solvente trayectoria como mediador en conflictos políticos, a escala mundial- ha tenido presencia en Venezuela. Los esfuerzos que se han hecho, incluso con la instalación de una mesa de diálogo, que terminó por disolverse, han sido infructuosos, por desgracia. El año pasado, Su Santidad incluyó una mención a Venezuela -muy emotiva- en su tradicional mensaje de Pascua de Resurrección, URBI ET ORBE.

El pasado 04 de agosto, el Vaticano invitó al gobierno de Nicolás Maduro a suspender la Asamblea Nacional Constituyente (ANC) bajo el alegato de que la misma fomenta “un clima de tensión” y tienda a “hipotecar el futuro”.

La Secretaría de Estado del Vaticano condenó la “radicalización y el agravamiento de la crisis” y garantizó que el Vicario de Cristo “sigue de cerca” la situación de Venezuela y “sus implicaciones humanitarias, sociales, políticas, económicas e incluso espirituales”. En un comunicado, se expresa que “la Santa Sede manifiesta nuevamente su profunda preocupación por la radicalización y el agravamiento de la crisis en la República Bolivariana de Venezuela, por el aumento de los muertos, de los heridos y de los detenidos”.

Cada día del viaje de Bergoglio a Colombia –explicó el portavoz vaticano- tiene un argumento y el mismo inspirará las misas, donde será acogido por un grupo que represente este lema. De la misma manera, cada tarde a su llegada a la Nunciatura bendecirá a personas que lo representen.

Burke destacó –finalmente- que todos los actos serán multitudinarios y que al arribo del pontífice se espera una concurrencia cercana a los 700.000 colombianos, los cuales se acercarán a los bordes de la carretera para ver pasar al Papa, quien recorrerá 15 kilómetros desde el aeropuerto a la Nunciatura.

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General Raul Isaías Baduel

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Defensa de Baduel responsabiliza al Fiscal Saab de la “desaparición forzosa” del militar

Pubblicato il 01 settembre 2017 da redazione

Defensa acusa al Fiscal de "desaparición forzosa" del general Baduel

General Raúl Isaías Baduel

 

CARACAS – “Han pasado 23 días y no tenemos información de Baduel. El fiscal es quien debe informar a sus defensores y familiares de sus condiciones. Todavía persiste la preocupación porque hasta este momento no tenemos conocimiento de su estado. Sabemos lo que ha salido en prensa, pero ahora nos dirigiremos al Sebin de Plaza Venezuela para verificar que sí esté allí”, declaró hoy a medios locales Guillermo Rojas, defensa del general Raúl Isaías Baduel.

El jurista remarcó el fiscal Tarek William Saab sería –eventualmente- el responsable de la desaparición forzosa del militar, quien en el golpe de Estado de 2002 jugó un papel cardinal en la restauración de Hugo Chávez en el poder, pero luego se deslindaría del proceso revolucionario.

Explicó que el tres de abogados y parte de la familia del militar no han sido notificados por parte de Saab (o algún organismo oficial) sobre la salud y estatus reclusión de Baduel. Los abogados y familiares del general Baduel acudieron este viernes al Ministerio Público para denunciar a Saab –fiscal general designado por la Asamblea Nacional Constituyente (ANC), luego de la destitución de Luisa Ortega Díaz-, por encubrimiento en el caso de quien ha sido ponderado preso político. “Soy un preso de Hugo Chávez”, ha dicho Baduel.

Raúl Isaías Baduel es militar y político. En 2002 estuvo al frente de la operación cívico-militar que restituyó en el poder a Chávez Frías, durante el golpe de Estado de ese año. Fue comandante general del Ejército desde enero de 2004 hasta julio de 2006, y ministro de la defensa de junio de 2006 hasta julio de 2007. Desde 2009 se encontraba preso, purgando una condena de casi ocho años.  . Para el 12 de enero de 2017, de nuevo es apresado por incumplir su libertad condicional.

La defensa enfatizó que el traslado de Baduel reviste un crimen de lesa humanidad y alegó que no puede olvidarse por el simple hecho de que dos de sus hijos lo vieron. “Seguimos denunciando las condiciones de la desaparición forzosa. Nosotros como defensa no tenemos la información de la fiscalía ni del tribunal que lleva la causa. Tendrá que responder ante los órganos de defensa de derechos humanos porque este es un crimen de lesa humanidad”, concluyó Guillermo Rojas.

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Reporteros sin fronteras II

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Reporteros Sin Fronteras preocupada por situación de la prensa en Venezuela

Pubblicato il 01 settembre 2017 da redazione

Emanuel Colombia, representante de Reporteros Sin Fronteras, ilustró la situación de la prensa venezolana

Emanuel Colombia, representante de Reporteros Sin Fronteras, ilustró la situación de la prensa venezolana

 

CARACAS -México y Venezuela ocupan un lugar preponderante en las preocupaciones de la ONG, Reporteros Sin Fronteras (RSF), toda vez que hoy viernes la organización de defensa de los derechos de los periodistas y la libertad de expresión, ofreció un reporte del estatus del asunto en América Latina.

Bogotá fue la locación seleccionada para ofrecer una conferencia de prensa, en la cual la vocería fue asumida por el director del despacho de RSF para Latinoamérica, Emmanuel Colombié, quien   hizo alusión al reciente ajusticiamiento –en manos del narcotráfico- del reportero mexicano Javier Valdez. Colombié remarcó que pese al compromiso del presidente Enrique Peña Nieto de adoptar medidas para mejorar este tipo de dramáticas situaciones, “no ha habido avances”.

Acto seguido, el líder gremial tocó el sensible caso de la prensa en Venezuela, calificando nuestra situación como “dramática”, siendo que los periodistas venezolanos – reporteros, reporteros graficos, camarógrafos y operadores de televisión – son objeto de agresiones “casi diarias”, y también arrestos arbitrarios.

Según cifras del Instituto Prensa y Sociedad (IPYS), en su capítulo venezolano, desde finales de 2016 los periodistas agredidos son 37 (reporteros/redactores), 11 medios gráficos, 5 reporteros ciudadanos, 4 corresponsales extranjeros, además de locutores de radios y directores de medios de comunicación. En este lapso también han recibido ataques 23 diarios digitales, 33 impresos y 10 televisiones.

Es emblemático el cierre de la televisora RCTV, y, ahora, de las radioemisoras TU FM 92.9 y Mágica 99.1, por parte del ente censor del Gobierno, llamado Conatel. A esto se suma la aparición de cientos de radios comunitarias de corte oficialista, que han ido saturando el espectro radioeléctrico, y que hacen el coro a la compra por parte de capitales chavistas de emblemáticos medios, como el centenario matutino El Universal, o la cadena 24 horas de noticias, Globovisión, la cual –en su momento- fue un emblema inequívoco de la lucha opositora.

Colombié hizo mención a la agresión que sufrió la corresponsal de Caracol Radio de Colombia Elyangélica González, quien fuera golpeada por miembros de la Guardia Nacional Bolivariana (GNB) en marzo pasado, al realizar una cobertura a las afueras del TSJ. Maduro –fustigó el líder de RSF- practica la censura con el cierre de “más de 50 canales de televisión y radio que han sido sacados del aire“. Por otro lado, fue crítico ante el hecho de que los periodistas sean “acusados sistemáticamente” de “terrorismo mediático” por Maduro.

El director del despacho de RSF para Latinoamérica concluyó diciendo que “la prensa extranjera no es bienvenida” e hizo alusión a las más de 20 deportaciones de comunicadores que trataban entrar al país para informar de la situación que se vive. “Venezuela está aislándose cada vez más”, remató.

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Uip preoccupata per probabili processi per “Alto Tradimento”

Pubblicato il 01 settembre 2017 da redazione

Uip. l'Unione Interparlamentaria, ha manifestato preoccupazione per lo sviluppo della crisi politica in Venezuela e le decisioni della Costituente

Uip. l’Unione Interparlamentaria, ha manifestato preoccupazione per lo sviluppo della crisi politica in Venezuela e le decisioni della Costituente

 

GINEVRA – Anche l’Unione Interparlamentare Mondiale (Uip) fondata il 30 giugno del 1889 da Frederic Passy e William Randal Cremer, ha manifestato la propria preoccupazione per la decisione dell’Assemblea Nazionale Costituente di iniziare a processare i leader del Tavolo dell’Unità Democratica accusati di “alto tradimento”. Per l’ Uip, così come per tutti gli organismi che hanno già espresso solidarietà ai deputati dell’Assemblea Nazionale, la decisione dell’Anc, assecondata dall’Alta Corte, potrebbe trasformarsi in una “caccia alle streghe” e in un duro colpo al già fragile sistema democratico venezolano.
In un comunicato, l’Unione Interparlamentare Mondiale ha condannato “le manovre orientate a spogliare il Parlamento di ogni potere e a perseguire i suoi membri” e intimato le autorità a rispettare “l’Assemblea Nazionale eletta democraticamente”. Non solo, l’organismo, che rappresenta il potere legislativo dei governi a livello mondiale, esige che si rispetti “il diritto fondamentale che hanno i parlamentari dell’Assemblea Nazionale di svolgere le proprie funzioni in libertà e senza la minaccia di essere esclusi con la violenza e illegalmente dalla vita politica”.
– Le ultime decisioni gettano legna al fuoco – ha dichiarato il Segretario Generale dell’ Uip, Martin Chungong -. Per assicurare un futuro pacifico in Venezuela si deve permettere che prevalga l’ordine costituzionale e lo stato di diritto.
Le denunce ricevute dall’organismo con sede a Ginevra e la congiuntura politica e istituzionale del Venezuela saranno tema di discussione e analisi nel corso della 137 Assemblea dell’Uip che si realizzerà a San Pietroburgo dal 14 al 18 ottobre.
Che il precario equilibrio politico-istituzionale e la deriva autoritaria che vive il Venezuela preoccupino gli organismi internazionali orientate alla difesa delle istituzioni democratiche e dei diritti umani è evidente. Nei giorni scorsi, infatti, si erano già pronunciati l’Alto Commissariato per i Diritti Umani dell’Onu e la “Comisiòn Interamericana de Derechos Humanos” dell’Organizzazione di Stati Americani.
Il Cidh e l’Alto Commissariato per i Diritti Umani dell’Onu, infatti, avevano manifestato apprensione per quello che hanno definito “il deterioramento dell’indipendenza dei poteri e il mancato rispetto per le istituzioni democratiche in Venezuela”.
La “Comisión”, organismo autonomo dell’Organizzazione degli Stati Americani, aveva criticato attraverso un comunicato, l’atteggiamento e le decisioni dell’Assemblea Nazionale Costituente presieduta da Delcy Rodríguez sostenendo che andavano oltre “le competenze dell’organismo costituente” e usurpavano il ruolo del Parlamento” democraticamente eletto dai cittadini”.
L’insistenza con cui alcuni membri dell’Anc hanno manifestato il desiderio, per il momento rimasto solo tale, di processare i leader dell’Opposizione, tra questi alcuni esponenti di spicco del Parlamento, accusati di “tradimento alla Patria” ha destato non solo preoccupazione ma anche un’ondata di proteste. Gli esperi in materia ritengono che se non si sia passati ancora dalle parole ai fatti è per il costo politico e di immagine a livello internazionale che avrebbe per il governo del presidente della Repubblica, Nicolás Maduro, un’azione del genere.

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Sudeban, retiros de cajeros automáticos

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Sudeban propone aumentar monto de retiros en cajeros automáticos

Pubblicato il 01 settembre 2017 da redazione

Sudeban propone elevar el mondo de los retiros en cajeros automáticos

Sudeban propone elevar el mondo de los retiros en cajeros automáticos

CARACAS – La Superintendencia de Bancos y otras Entidades Financieras (Sudeban), propuso hoy subir a 10.000 BsF la cifra mínima para efectuar retiros de efectivo en cajeros automáticos, toda vez que se ha comenzado a agudizar una severa escasez de dinero en efectivo. Hasta ahora, si una persona retira dinero en un cajero de una entidad distinta a la suya, sólo puede obtener 3 retiros de 600 BsF, lo que suma solamente 1.800 BsF.
En cuanto al cobro de cheques, algunas pocas entidades permiten hasta 50.00 BsF, otras llegan a 30.000 BsF, y entes como el Banco Mercantil apenas permiten cobrar cheques por un monto de hasta 20.000 BsF. A principios de año se trató de retirar el mercado el billete de 100 BsF, pero la medida fue postergada indefinidamente y –a esta hora- el mismo sigue en circulación.

El cono monetario, no obstante, fue objeto recientemente de algunos ajustes. Ahora está compuesto por 3 monedas de 10, 50 y 100 bolívares y 6 billetes de 500, 1.000, 2.000, 5.000, 10.000 y 20.000 bolívares fuertes.
Antonio Morales, presidente de Sudeban, admitió que los montos que dispensan los cajeros es extremadamente bajo. “No puede ser que las personas tengan que hacer 4 retiros de Bs. 600. Estamos proponiendo colocar un monto mínimo diario de Bs 10.000 para los retiros interbancarios”, expuso el alto funcionario.
En su trinchera, el economista José Guerra, presidente de la Comisión Permanente de Economía y Finanzas de la Asamblea Nacional (AN), ha declarado a la prensa nacional que para compensar la escasez de efectivo que hoy se evidencia en el país, se precisan 2.750 millones de piezas de billetes.

José Guerra, presidente de la Comisión Permanente de Finanzas

José Guerra, presidente de la Comisión Permanente de Finanzas

Guerra puntualizó que el problema que es que no hay billetes, son importados, y al no entrar al país no pueden ser distribuidos. El parlamentario y profesor de la UCV, emplazó al Ejecutivo a adoptar las medidas requeridas para solventar este problema, dado que en los meses de octubre, noviembre y diciembre se genera un incremento en la demanda de piezas, pero actualmente no existe la oferta para atender dicha demanda.

Esta es la segunda vez que Sudeban propone la medida, antes en octubre del 2016, cuando emitió una circular en la que ordenaba el incremento de los montos de los retiros, pero la instrucción nunca fue acatada. El superintendente detalló que el sistema de pagos interbancarios mediante telefonía móvil, llamados red P2P, estipula “efectuar transacciones con montos entre Bs. 800 y Bs. 1.000.000 como límite diario”.
Morales comentó que esperan que esta medida se ejecute a partir del 1° de octubre, luego de desarrollar la etapa final de pruebas en septiembre. “Es importante promover el uso de las transacciones electrónicas para las operaciones bancarias”, concluyó Morales.

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Siempre podemos reconstruir a Venezuela

Pubblicato il 14 giugno 2017 da José Luis Pérez Quintero

En el crepúsculo aparentemente interminable en el cual se encuentra el país hoy en día es probable que muchos sientan que no hay nada que hacer, que cuanto queda es huir o aceptar el más funesto destino que puede imaginar una sociedad democrática: la pérdida de la Libertad, pero todavía quedan opciones.

Confieso que el silencio de esta columna ha tenido algo que ver con eso: llegué a pensar que era irrelevante escribir sobre divulgación de la Ciencia en momentos como estos, cuando en el país mueren diariamente personas que defienden el valor básico de la Democracia. Hoy quisiera transmitir un poco de la esperanza que hallé para mí mismo, transitando por el sendero que me llevó a ella.

Una voluntad menos y una herida más

Entre las decenas de víctimas de estos días funestos, el dieciséis de mayo fue asesinado en San Antonio de los Altos, por una bala en el pecho,  Diego Arellano, biólogo herpetólogo que quiso estudiar un posgrado y que con su labor —producir sueros antiofídicos y antiescorpiónicos―, además de hacer Ciencia, seguramente salvó vidas, quizás incluso la de alguien cercano a quien segó la suya.

Paramédicos atendiendo a Diego Arellano

En sus últimos momentos Arellano dirigió una sonrisa al cielo, y así fue inmortalizado para la posteridad. Dos días después de su muerte, la Asociación de Investigadores del Ivic, institución pionera de la Ciencia en Venezuela criticaba que su amado centro de saber se había convertido en una vil prisión temporal, que el proyecto que alguna vez pensó el Dr. Humberto Fernández Morán había sido reducido por la dictadura a un vulgar campamento de detenidos.

Ante semejante oprobio, y sin olvidar críticas mucho más antiguas y persistentes, como la injusta remuneración de la investigación en Venezuela, la constante fuga de talentos o la asfixia del sistema nacional de Educación Superior, ¿cómo hablar del progreso científico sin sentirse más dentro del problema que dentro de la solución?

Pequeños esfuerzos logran grandes frutos

Cuando a pesar de lo que sucedía afuera, la Universidad Católica Andrés Bello decidió que debía permanecer abierta, no pude sino recordar las palabras de Pedro Pablo Barnola, SJ., quien en 1957, plena dictadura del Gral. Marcos Pérez Jiménez, decidió cerrar a esa misma universidad y justificó su medida tiempo después de la siguiente manera: “Procedimos sin terror al cierre (…) porque estábamos convencidos de que hacíamos más por la Patria y por la Iglesia si conservábamos íntegro el honor sin Universidad Católica, que si se conservaba abierta una Universidad Católica sin honor” (García, 2017).

Aclaro que aunque inicialmente simpaticé con la postura del padre Barnola, hoy en día también siento orgullo de la posición y el esfuerzo asumidos por la comunidad ucabista frente al régimen dirigido por Nicolás Maduro, pues de no haber sido la Universidad tan persistente con la “necedad” de educar, no desde ahora, sino desde siempre, ni siquiera hubiese podido hablar hoy sobre el padre Barnola, pues todo cuanto digo se lo debo a la Educación y todo cuanto he hecho también.

El trece de octubre de 2016, como uno de esos esfuerzos sobrehumanos hechos en un país en que se ahoga al conocimiento para mantener el poder de un grupo político, fue presentado el libro 200 educadores venezolanos, una obra de Fundación Empresas Polar y de AB Ediciones, coordinada por el Dr. Leonardo Carvajal y escrita por más de treinta investigadores, quienes rescatan la memoria de hombres que donaron su saber a la República y cultivaron a una mejor Venezuela, como diría Fernanda Guevara, quien también escribe en este medio.

Presentación del libro 200 educadores venezolanos: Siglos XVIII al XXI

Entre las virtudes de esa protesta editorial destaco que se trata de una publicación plural, realizada con una visión eminentemente pedagógica y de alta calidad investigativa. Sus páginas recogen biografías de personas que aportaron a la Educación del país desde el siglo XVIII hasta el XXI, sin menospreciar a quienes no provenían de estudios educativos y a pesar de eso enseñaron y colaboraron con el progreso nacional.

En palabras de Jesús María Aguirre SJ, se trata de “un libro necesario para la memoria de un país por cuanto los 17 años del régimen actual, empeñado en una lobotomía de todas las células venezolanas, que no vayan marcadas con el sello chavista. Un trabajo que nos reconcilia con el país y con los educadores de diversos niveles y tendencias sin chauvinismos, ni fundamentalismos ideológicos. Una publicación pensada para superar las fronteras entre la educación pública y privada y, sobre todo para eliminar las fronteras creadas por la revancha política y el resentimiento”.

De esas 200 biografías, en las próximas entregas de esta columna haré mención a 87 hombres y mujeres que desde su muy particular aporte educativo impulsaron también a la Ciencia, a la Tecnología y a la Comunicación Social, y de esa manera hicieron parte del país que hoy reclaman ―con todo derecho— los venezolanos, pero que, y ahí mi punto, no fue una realidad sino a través del esfuerzo de muchas personas en favor de un proyecto nacional, de un pacto social: todavía podemos reconstruir a Venezuela, y la esperanza, así suene lejana y difícil, somos nosotros mismos, estemos donde estemos, mientras tengamos la voluntad de hacer que el país avance y la sensibilidad para darnos cuenta de que es necesario realizar cambios profundos.

José Luis Pérez Quintero

 

Referencias

García, E. (2017). Pedro Pablo Barnola, SJ. En J. Da Silva, T. Ramírez, N. Rodríguez, J. Piedra, E. García & A. Moreno Molina et al., 200 educadores venezolanos: siglos XVIII al XXI (1st ed., pp. 370-372). Caracas: Fundación Empresas Polar – Universidad Católica Andrés Bello.

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Venezuela: in Brasile boom di domande d’asilo

Pubblicato il 13 marzo 2017 da redazione

RIO DE JANEIRO – La complessa realtà politica che vive il Venezuela ha molteplici riflessi. Li ha nel paese, dove la popolazione deve convivere con una crisi economica senza precedenti aggravata dal clima di instabilità delle istituzioni democratiche; e li ha all’estero, dove cresce il numero di cittadini venezuelani che cercano oltre frontiera una vita migliore e protezione.
Ad esempio, stando a quanto reso noto dalla polizia federale di Roraima, lo stato più settentrionale del Brasile, confinante col Venezuela, negli ultimi anni si è verificato un massiccio aumento delle richieste di asilo da parte di cittadini venezuelani.
Il numero di coloro che hanno chiesto il riconoscimento della protezione internazionale alle autorità del Brasile, negli ultimi tre anni, sarebbe aumentato addirittura del 22 mila per cento. In effetti, nel 2014 le domande sono state appena nove e 230 nel 2015. L’anno scorso, invece, i venezuelani che si sono rivolti alla sede della polizia federale della capitale di Roraima, Boa Vista, per essere considerati rifugiati, a causa dell’aggravarsi della crisi economica e politica, sono stati ben 2.230.
Quest’anno la polizia di frontiera del Brasile avrebbe giá ricevuto 4mila richieste di asilo. Si presume, quindi, che il numero raddoppierà alla fine del 2017. Molti venezuelani si recano all’estero in cerca di una migliore qualità di vita e di lavoro. Sono tanti i giovani che a malincuore lasciano il Paese in cerca di un futuro che il Venezuela oggi non può assicurare. E sono anche tanti, e il numero continua a crescere, coloro che chiedono asilo a causa della realtà politica che oramai concede poco spazio alle libertà democratiche. In prigione, d’altronde, sono ancora tanti, come denunciato dal Foro Penal Venezolano, una delle piú autorevoli Ong del Paese, i prigionieri politici.

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Porta (Pd): “Governo conferma attenzione e sensibilità alle istanze della nostra collettività”

Pubblicato il 09 marzo 2017 da redazione

ROMA – “Nonostante qualcuno continui a ripetere che questo governo non ascolta le istanze delle collettività italiane all’estero, si moltiplicano invece i segnali in senso contrario. Dopo l’approvazione in legge di bilancio di maggiori risorse per i consolati, la lingua italiana all’estero, l’informazione, le camere di commercio, i pensionati e l’Istituto Italo-latinoamericano, è di pochi giorni la notizia che, dopo aver risolto il dramma dei pensionati italiani in Venezuela, il governo, su richiesta del Parlamento, ha provveduto a potenziare la rete diplomatico-consolare italiana in quel Paese”. Lo sostiene l’on Fabio Porta, deputato eletto nella ripartizione America Meridionale, in una nota.

L’On. Fabio Porta intervistato dal nostro Direttore, Mauro Bafile

Il deputato, poi, dopo un breve accenno all’editoriale del nostro Direttore, Mauro Bafile, “Non siamo più soli”, scrive che è “sempre di questi giorni l’altra decisione del governo che conferma, andando incontro ad un’altra richiesta delle nostre collettività, la semplificazione delle procedure per il rilascio dei passaporti elettronici, la moltiplicazione dei ‘consolati itineranti’ e il rafforzamento dei poteri dei consolati onorari”
“Se nei prossimi mesi, – continua Porta – utilizzando le risorse già stanziate in legge di bilancio, si istituiranno presso i consolati dove maggiori sono le giacenze originate dalle domande di cittadinanza le cosiddette ‘Task force’ per l’eliminazione di tale arretrato, potremmo davvero dire di essere di fronte ad una importante e definitiva inversione di tendenza dopo anni di disattenzioni e promesse disattese rispetto alla comunità degli italiani nel mondo”.
Porta considera necessarie queste precisazioni per le varie dichiarazioni che continuano a rilevare tagli indiscriminati da parte dei Governi ai fondi destinati ai consolati italiani nel mondo.
“Anche la recente riapertura dell’Ambasciata italiana a Santo Domingo – conclude Porta – conferma con i fatti e non a parole l’impegno del sottosegretario per gli italiani all’estero Vincenzo Amendola e di tutto il governo in questa direzione”.

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Oltre 200 invitati alla commemorazione della morte del presidente Chàvez

Pubblicato il 03 marzo 2017 da redazione

CARACAS – La crisi economica che colpisce il Paese non inciderà sulle manifestazioni in programma per commemorare la morte del presidente della Repubblica, Hugo Chávez Frìas. Il ministro della Cultura, Adàn Chávez, ha informato che eventi di ogni tipo, per ricordare la figura dell’estinto capo dello Stato, avranno luogo a Caracas e nella provincia.

Il ministro Chávez ha anche assicurato che saranno oltre 200 le delegazioni invitate che arriveranno da ogni parte del mondo. In occasione delle cerimonie sarà presente in Venezuela anche una delegazione di parlamentari del Movimento 5 Stelle. Manlio Di Stefano, capogruppo M5S in Commissione Affari Esteri della Camera; Ornella Bertorotta, capogruppo della stessa commissione al Senato e Vito Petrocelli, vicepresidente del Comitato Italiani all’estero, resteranno a Caracas fino il giorno 11 marzo e, nel corso della loro permanenza incontreranno esponenti del governo e di alcuni organismi internazionali latinoamericani che, per l’occasione, saranno a Caracas.
Non sono previsti, invece, incontri della delegazione con la Collettività. Gli esponenti del M5s, infatti, avvicineranno solo alcuni esponenti della Comunità, probabilmente nella Residenza del nostro Ambasciatore, Silvio Mignano.
La tournée latinoamericana della delegazione del M5s è iniziata in Argentina, dove ha già incontrato alcuni rappresentanti del governo.

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Cancillería rechazó las “amenazas” del Senado de EE.UU

Pubblicato il 02 marzo 2017 da redazione

CARACAS¬- El Gobierno Nacional, a través de la Cancillería de la República, rechazó este jueves el apoyo que el Senado de Estados Unidos (EE.UU) le dio a la solicitud de activación de la Carta Democrática Interamericana a Venezuela.

“Los pueblos hermanos del mundo apoyan la causa de Venezuela contra ataques del senado de EE UU aquí hay un pueblo digno”, escribió el organismo en su cuenta en la red social de Twitter.

Asimismo, instaron a la población a rechazar la “conjura mediática internacional contra la patria de Bolívar”. Reiteraron que el país es “irrevocablemente libre e independiente y fundamenta su patrimonio moral y sus valores de libertad”.

En ese sentido, el Ministerio de Exteriores afirmó que “los pueblos hermanos del mundo” apoyan la causa venezolana contra los “ataques” del Senado estadounidense, e invitaron a condenar las “injerencias” y “agresiones” del país norteamericano.

Por su parte, Legisladores y expertos solicitaron este jueves ante el Comité de Relaciones Exteriores del Senado de Estados Unidos que el gobierno de Donald Trump presione a los países de la OEA para dar celeridad a la aplicación de la Carta Democrática.

-EE.UU. tendrá que tomar un papel de liderazgo en la OEA que será crucial para aplicar la Carta Democrática y si Estados Unidos da el paso, muchos países se sumarán,− aseveró Mark Feierstein, quien hasta el mes pasado fue asesor del expresidente de EE.UU Barack Obama y director para Latinoamérica en el Consejo de Seguridad Nacional de la Casa Blanca.

El Senado de EE.UU aprobó este martes, por unanimidad, una resolución sobre Venezuela que afirma su apoyo a la invocación que Luis Almagro, secretario de la OEA, hizo del artículo 20 de la Carta Democrática, y demanda “la liberación inmediata de los presos políticos”.

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M5S vuole sbarcare in Sud America: “Siamo forza di governo”

Pubblicato il 01 marzo 2017 da redazione

M5s punta alle elezioni e ragiona sulla squadra di governo

ROMA – Prima sono state Europa, Russia e Israele. Ora è il turno dell’America del Sud, quella parte del mondo più legata all’Italia grazie alle comunità di emigranti che vi sono radicate. L’obiettivo della delegazione del M5s che ha iniziato una tournèe in questa parte del mondo è quello di ‘presentare’ all’America Latina la propria storia politica, una storia che gli italiani del sud-america conoscono molto bene.

La tournèe dei “cinquestelle” è iniziata in Argentina. Per la delegazione dei parlamentari, composta da Manlio Di Stefano, Ornella Bortolotta e Vito Petrocelli, sono previsti incontri con i rappresentanti del governo Macrì. Incontri con esponenti del governo, e probabilmente anche del Psuv e dell’Opposizione, sono previsti anche in Venezuela. Nell’agenda degli esponenti del “Movimento 5 Stelle” è in programma anche la partecipazione alla ricorrenza della scomparsa del presidente Hugo Chàvez, forse la più importante assieme a quella del fallito “Golpe” del 1989.

Dal “lancio” dell’agenzia Ansa si apprende che “in valigia i pentastellati porteranno un ‘mini-report’ in lingua spagnola – con tanto di foto e frasi di Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo – che racconta la storia del Movimento, dalla sua nascita ai successi alle amministrative di Roma e Torino”.

La commemorazione della morte dell’estinto presidente Chàvez permetterà alla delegazione dei deputati del M5s d’incontrare delegazioni e rappresentanti governativi dell’America Latina che si recheranno a Caracas. Anche quelli dell’Ecuador ai quali Beppe Grillo, non molto tempo fa, tesseva le lodi via blog definendo quello equatoriano un modello da seguire. Si spera, comunque, che nonostante i tanti impegni ufficiali che sicuramente li terranno occupati, i pentastellati riescano a trovare tempo non osservare la realtà del Paese che oggi attraversa una profonda crisi economica e sociale che si manifesta attraverso le file davanti ai supermarket, la disperazione per la mancanza di medicine e le tante famiglie raccogliendo alimenti nei bidoni della spazzatura.

Nel caso della nostra Comunità, nell’incremento della richiesta di aiuto al Consolato. Sono sempre più, infatti, le famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese con la misera pensione, che hanno bisogno di medicine irreperibili in Venezuela o che devono sottoporsi a interventi chirurgici i cui costi sono proibitivi. E magari anche per incontrare la nostra comunità, così come fecero il Sottosegretario Mario Giro, il deputato Fabio Porta e il Senatore Claudio Micheloni e, più di recente, il Senatore Pier ferdinando Casini promotore della mozione approvata qualche settimana fa dal Parlamento

– Vogliamo presentare il M5S così com’è a una realtà molto importante per l’Italia, qual è l’America Latina – ha spiegato Manlio partito per Buenos Aires assieme ad altri parlamentari -. E raccontare il lavoro che abbiamo fatto finora. Insomma, ci presentiamo come forza di governo nell’interesse di tutti gli italiani.

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Senato Usa: “Liberare i prigionieri politici in Venezuela”

Pubblicato il 01 marzo 2017 da redazione

WASHINGTON – I prigionieri politici sempre nell’occhio del ciclone. Questa volta è toccato al Senato degli Stati Uniti esprimersi su un problema sempre più stringente. In effetti, oltre ai nomi che hanno l’onore della cronaca nei mass-media venezuelani – leggasi, Antonio Ledezma, Leopoldo López o Daniel Ceballo, solo per nominare i più conosciuti – sono tanti, purtroppo troppi i giovani in prigione colpevoli solamente di militare in un partito politico d’Opposizione.
Attraverso una mozione approvata all’unanimità, il Congresso nordamericano esige al governo del presidente della Repubblica, Nicolás Maduro, la liberazione immediata di tutti i prigionieri politici e di accettare l’aiuto indispensabile per superare questo particolare momento difficile caratterizzato dalla mancanza di alimenti e di medicine. Insomma, di aprire un canale umanitario attraverso il quale far convogliare gli aiuti che verrebbero dall’estero.
D’altro canto, il Congresso ha anche espresso il proprio sostegno a qualunque “sforzo rilevante” a favore di un dialogo reale che possa aiutare a ristabilire l’indipendenza dei poteri e, quindi, le libertà democratiche
Ma non è tutto, i senatori hanno anche espresso la propria solidarietà al Segretario Generale dell’Organizzazione di Stati Americani, Luis Almagro, affinché si permetta l’applicazione della Carta Democratica Interamericana e, attraverso essa, valutare la reale situazione del Paese.

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Eurodeputati: “Pagare le pensioni agli spagnoli che hanno lavorato in Venezuela”

Pubblicato il 01 marzo 2017 da redazione

BRUSELLES – Il riferimento è ai cittadini spagnoli che dopo una vita di lavoro e avendo maturato la pensione venezuelana sono tornati al loro paese. Ma è una realtà che coinvolge tutti i pensionati venezuelani che vivono all’estero e, quindi, anche gli italo-italiani che dopo tanti anni in questo paese sudamericano, sono tornati in Patria. A loro spetta di diritto la pensione ma da tanti, troppi mesi, non la ricevono. E allora, facendosi eco della protesta e dell’accorato appello lanciato dai pensionati spagnoli e non solo da questi, gli Eurodeputati socialisti hanno inviato una lettera all’Ambasciata Venezuelana presso l’Unione Europea, chiedendo sia rispettato il diritto alla pensione dei lavoratori spagnoli tornati in Patria.
“Questa situazione ha la sua origine nel mancato rispetto del convegno internazionale firmato tra la Spagna e il Venezuela” è scritto nella lettera inviata a Claudia Salerno, Ambasciatrice del Venezuela presso l’Ue.
I socialisti europei segnalano che il trattato tra i due paesi (Spagna e Venezuela) è un normale convegno orientato a garantire il diritto a chi risiere all’estero di ricevere la pensione maturata negli anni. Stando agli eurodeputati, i pensionati spagnoli (e anche quelli italiani tornati in Patria quindi) non avrebbero più ricevuto la loro pensione dal 2016. In Spagna sarebbero oltre 9mila i pensionati che oggi sopravvivono grazie alla solidarietà di parenti e amici pur avendo maturato il diritto alla pensione.
“Si tratta – scrivono gli eurodeputati socialisti – di una situazione anomala che è necessario risolvere al più presto per garantire ai pensionati tornati dal Venezuela una vita degna e assicurare le cordiali relazioni bilaterali tra l’Unione Europea e il Venezuela”.

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Almagro critica governo e Opposizione

Pubblicato il 24 febbraio 2017 da redazione

CARACAS – Ancora una volta Luis Almagro, segretario generale dell’Osa, è tornato a parlare del Venezuela. E, in questa occasione, ha impiegato toni assai duri per criticare sia il governo sia lOpposizione. L’ex ministro degli Esteri dell’Uruguay è convinto che il paese uscirà dalla crisi istituzionale solo attraverso le elezioni. E a tale proposito ha sostenuto che l’Opposizione è responsabile d’aver perso l’occasione di realizzare, come contemplato dalla Costituzione, il Referendum per revocare il mandato del presidente Maduro.
Almagro da Washington ha affermato categorico che in Venezuela deve tornare a percorrere il cammino democratico. Ha quindi sottolineato che “le elezioni sono sempre state l’unico cammino percorribile per uscire da un sistema dittatoriale” ed cominciare a percorrere quello democrático.
Almagro ha anche invitato i paesi latinoamericani a non essere indifferenti a quanto accade in Venezuela e ad osservare l’evoluzione política del Paese non giá come arena di confronto ideologico.
Non è mancato il riferimento al rispetto dell’autonomia dei poteri pubblici. Il segretario Generale dell’Osa ha criticato l’ostilità mostrata dal governo che, con il suo atteggiamento, indebilisce le funzioni del potere legislativo. Ha quindi condannato la presenza nella carceri di prigionieri politici

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Ancora proteste e saccheggi in Venezuela: un morto e vari feriti

Pubblicato il 10 giugno 2016 da redazione

saccheggi

CARACAS – Dopo la protesta dell’altro giorno, nei rioni popolari di Petare e Palo Verde, repressa con gas lacrimogeni e pallottole di plastico da parte della Polizia Bolivariana e la Guardia Nazionale, ieri nel quartiere La Vega si è vissuto un’altra giornata di saccheggi, proteste e violenza.

Il bilancio, almeno un morto (l’autista di un camion colpito al volto da un colpo di arma da fuoco mentre si opponeva a chi tentava di saccheggiare la merce che trasportava) e vari feriti tra cui un poliziotto, anch’egli ferito da un colpo di arma da fuoco.

Scene simili si sono verificate anche nella provincia.

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La crisi venezuelana al centro del dibattito nel Parlamento Europeo

Pubblicato il 09 giugno 2016 da redazione

Preoccupa al Parlamento Europeo la crisi venezuelana

Preoccupa al Parlamento Europeo la crisi venezuelana

CARACAS – Referendum Revocativo e libertà dei prigionieri politici. Il Parlamento Europeo, una volta ancora, ha manifestato preoccupazione per la crisi venezuelana che si aggrava sempre di più e potrebbe far precipitare il Paese nel caos.

Il Parlamento Europeo, con 501 voti a favore e solo 94 contro, ha chiesto l’immediata liberazione dei prigionieri politici, “conditio sine qua non” per l’inizio di un dialogo tra Governo e Opposizione.

I deputati del Parlamento Europeo hanno inoltre manifestato preoccupazione per il deterioramento della qualitá di vita del venezuelano, per la sempre piú cupa crisi economica e, soprattutto, per la violazione sistematica dei diritti umani.

Non è sfuggita all’attenzione del Parlamento Europeo la particolare congiuntura che vive il potere legislativo, al quale è impedito oggi di svolgere il proprio lavoro.

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Almagro invoca la “Carta democrática”, Venezuela a un passo dall’isolamento

Pubblicato il 01 giugno 2016 da redazione

Almargo-Maduro

CARACAS – Il Venezuela ad un passo dall’isolamento internazionale. Il Segretario Generale dell’Organizzazione degli Stati Americani (Osa), Luis Almagro, ha presentato il suo rapporto: 132 pagine in cui si denunciano violazioni della Costituzione da parte del governo del presidente Nicolás Maduro, “l’alterazione dell’ordine costituzionale e il grave deterioramente dell’ordine democratico”.

Almagro, quindi, ha invocato l’articolo 20 della “Carta Democrática” e “chiesto la convocazione di un Consiglio permanente degli Stati membri tra il 10 e il 20 giugno 2016”.

Nell’illustrare il contenuto del rapporto, Almagro, ex ministro del governo uruguaiano del presidente Josè “Pepe” Mujica, ha sostenuto che in Venezuela sono necessari “cambiamenti immediati nelle azioni del potere esecutivo, per evitare di cadere rapidamente in una situazione di illegittimità”.

Stando al documento presentato da Almagro, le “continue violazioni della Carta Magna” riguardano essenzialmente “l’equilibrio fra i poteri dello stato, il funzionamento e l’integrazione del Potere giudiziario, le violazioni dei diritti umani, il procedimento per il referendum abrogativo e una mancanza di capacità di risposta di fronte alla grave crisi umanitaria di cui soffre il paese, che compromette il pieno rispetto dei diritti sociali della popolazione”.

E’ in base a queste considerazioni – particolarmente sull’emergenza sanitaria, i problemi di rifornimento alimentare e il ruolo del Tribunale Supremo di Giustizia nella crisi istituzionale a Caracas – che Almagro ha convocato una riunione straordinaria del Comitato permanente dell’Osa, che dovrebbe realizzarsi fra il 10 e il 20 giugno. In questo Summit i membri dell’Osa dovrebbero decidere il destino del Paese.

L’Argentina, presidente “pro tempore” del Comitato Permanente dell’Osa, aveva giá richiesto una sessione straordinaria dell’organismo per fissare una posizione comune sul caso del Venezuela. L’iniziativa non è stata gradita dal governo del presidente Maduro che l’ha considerata un’ “ingerenza intollerabile”.

La Carta democratica, approvata l’11 settembre del 2001 nel corso di una sessione speciale svoltasi in Perú, rappresenta lo strumento principale attraverso il quale l’Osa può stabilire che l’alterazione o l’interruzione dell’ordine democratico in uno dei suoi membri rappresenta un “ostacolo insuperabile” per la sua appartenenza all’organizzazione.

E’ la prima volta nella storia dell’Osa che si discute l’applicazione della Carta democratica per un paese dell’organizzazione senza la richiesta del suo stesso governo.

La sua applicazione rappresenterebbe un duro colpo alla credibilità e all’immagine del presidente Maduro e del suo governo e potrebbe essere l’inizio dell’isolamento a livello internazionale le cui conseguenze sono imprevedibili.

La reazione del governo non si è fatta attendere, come era nelle attese. In una trasmissione a reti unificate, il capo dello Stato, che non ha dato maggior peso all’iniziativa di Almagro, ha affermato che “al Venezuela nessuno potrà applicargli alcuna Carta”.

– Il Segretario Generale dell’Osa – ha detto il presidente Maduro – pretende esercitare un potere superiore all’Osa e alla nostra sacra Costituzione, l’unica che riconosciamo. Il signor Almagro ha presentato un documento nel quale si chiede l’applicazione della “Carta Democratica”.

Il capo dello Stato ha precisato che “la destra ha chiesto l’intervento straniero affinchè l’impero nordamericano imponga il suo modello di governo”. E ha assicurato che darà battaglia in America Latina e nel Caribe “per la pace e l’indipensenza”.

Quindi ha incitato alla ribellione popolare contro una presunta minaccia internazionale e ha promesso di rispondere ad Almagro con maggiori dettagli.

Dal canto suo, Jorge Rodriguez, sindaco di Caracas e dirigente di spicco del Psuv, ha annunciato per oggi e sabato prossimo manifestazioni di protesta contro quello che ha definito “l’ingerenza brutale e grossolana dell’Osa e del suo Segretario Generale, Almagro”.

E ha ricordato che il presidente Maduro in precedenza aveva accusato Almagro di essere “un agente della Cia”; accusa che l’ex presidente uruguaiano, “Pepe” Mujica, di cui Almagro è stato ministro, aveva ridicolizzato con un’isolita battuta: “Maduro è piú pazzo di una capra”.

La notizia della richiesta del Segretario Generale dell’Osa, che è stata ribattuta da tutte le agenzie internazionali e che ha fatto il giro del mondo, è stata accolta dall’Opposizione con prudenza.

– Il Segretario Generale dell’Osa – ha affermato nel corso di una conferenza stampa il presidente del Parlamento, Henry Ramos Allup – ha convocato ad una riunione dell’organizzazione che dovrà avvenire tra il 10 e il 20 di giugno. Non c’è spazio a speculazioni. Attendiamo i risultati del Consiglio permanente degli Stati membri e i suoi sviluppi.

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Parmalat: Venezuela pesa sull’utile del trimestre

Pubblicato il 25 maggio 2016 da redazione

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MILANO. – Parmalat ha chiuso il primo trimestre dell’anno con un utile di 13,5 milioni di euro, in calo del 30,4% rispetto allo stesso periodo del 2015, e con un fatturato salito del 3,2% a 1.401,6 milioni di euro.

Lo comunica Parmalat in una nota, sottolineando come sul risultato abbia pesato la grave crisi del Venezuela, Paese nel quale il gruppo di Collecchio è presente. All’aumento del fatturato hanno contribuito anche le nuove acquisizioni in Brasile (Elebat), Messico (Gruppo Esmeralda) e Australia (Longwarry e attività relative a yogurt e dolci a base di latte).

A tassi costanti e parità di perimetro, ed escludendo le controllate venezuelane, l’aumento del fatturato è dello 0,7% “con un contributo positivo – sottolinea la nota – delle aree Nord America, in particolare gli Stati Uniti, ed Africa”.

Anche il margine operativo lordo registra una battuta d’arresto, scendendo a 77,5 milioni (-5,1%). A cambi e perimetro costanti, invece, il mol sale del 16,1% mentre l’utile risulta in crescita del 49,7%.

La cassa scende a 197,9 milioni, in calo di 103,2 milioni rispetto al 31 dicembre 2015. Confermata la guidance per l’esercizio, con una crescita del fatturato di circa il 5% e del mol di circa il 10%, a tassi di cambio costanti ed escludendo l’impatto della consociata venezuelana.

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Maduro: Solo questione di tempo, il Parlamento è destinato a scomparire

Pubblicato il 17 maggio 2016 da redazione

Presidente Maduro durante la conferenza stampa (avn.info.ve)

Presidente Maduro durante la conferenza stampa (avn.info.ve)

CARACAS – E’ solo questione di tempo. Il Parlamento é destinato a scomparire. Lo ha assicurato il presidente della Repubblica, Nicolás Maduro, facendo intendere ai giornalisti stranieri che hanno assistito alla conferenza stampa “internazionale” che il Potere Legislativo, base fondamentale nei paesi democratici, in Venezuela non ha alcuna importanza.

– Sono sicuro – ha affermato il capo dello Stato – che anche questa volta boccerà il “Decreto di Emergenza Economica”. Vuole distruggere l’economia del Paese.

Il presidente Maduro ha anche affermato che il “Referendum Revocatorio” non è un obbligo.

– Il Referendum – ha spiegato il capo dello Stato – è una opzione non un dovere. Ci sono dei meccanismi da rispettare. Per trasformarlo in realtà si devono prima rispettare i requisiti richiesti.

Il presidente Maduro ha sostenuto che la richiesta di Referendum non è stata fatta immediatamente, l’11 gennaio, perchè l’opposizione “non desidera la consulta popolare ma provocare un colpo di Stato”.

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Garmendia: “Estado de Excepción deteriorará la economía del país”

Pubblicato il 17 maggio 2016 da redazione

El presidente de Conindustria, Eduardo Garmendia

El presidente de Conindustria, Eduardo Garmendia

CARACAS- El presidente del Consejo Constitutivo de la Confederación Venezolana de Industria (Conindustria), Eduardo Garmendia, aseguró que el complemento del Estado de Excepción en el Decreto de Emergencia Económica deteriorará la economía del país.

“Esto va agravar la situación política que está viviendo el Estado, el cual busca acortar la capacidad que tiene el pueblo a responder cívicamente a esta circunstancia”.

En una entrevista en Globovisión Economía, el empresario opinó que el Estado de Emergencia Económica no mejoró en nada la situación del país, “sino que empeoró porque vimos como el Estado tuvo más poder, pero no produjo ninguna solución ni a mediano ni a largo plazo”.

A su parecer este modelo económico no produce ningún efecto positivo en la sociedad. “La economía funciona por motivación y esa motivación está en cada uno de nosotros como agente de la sociedad”.
“En la Unión Soviética crearon un instituto donde pusieron miles de economistas y matemáticos para centralizar la actividad económica, que llevó al fracaso más grande conocido, igual al que nosotros estamos teniendo”.

Entre tanto explicó que el Estado no está para decirle al empresario qué producto voy hacer y cómo lo voy hacer, sino está para apoyarlo.

El Estado ha fracasado en cualquiera de las actividades que son de su responsabilidad (…). La expropiación destruyó la producción.

En este sentido, indicó que Conindustria ha denunciado hace más de 2 años está situación eléctrica.
“La primera vez que hay un corte trae como consecuencia una pérdida de la materia prima”.

Sobre los avances en tecnologías informó que Venezuela tiene 10 o 12 años en rezago en comparación con otros países.

Ya para finalizar, acotó que las empresas se ven afectadas por el acceso a las divisas, la situación eléctrica y la reposición de equipos y repuestos para ellos.

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Il crollo del prezzo del petrolio pesa sui Paesi del Golfo

Pubblicato il 15 maggio 2016 da redazione

Petrolio

ROMA. – Il crollo del prezzo del petrolio pesa sui giudizi delle agenzie di rating sui Paesi del Golfo. Moody’s ha tagliato i rating di diversi Paesi, a partire dall’Arabia Saudita, che è il più grande esportatore di greggio al mondo. Tagliati anche i giudizi di Bahrain e Oman e assegnato un outlook negativo ad Emirati Arabi, Kuwait e Qatar.

Per l’Arabia Saudita Moody’s ha deciso di abbassare il rating di lungo termine ad A1 da Aa3, mantenendo però l’outlook stabile. A pesare, nella valutazione dell’agenzia di rating, è il calo del prezzo del petrolio, che si è tradotto in un “materiale deterioramento” del profilo di credito dell’Arabia Saudita.

“La combinazione di bassa crescita, livelli di debito più alti e minori elementi tampone all’interno e all’esterno – sostiene Moody’s – rendono il Regno meno ben posizionato ad affrontare futuri schock”. Raffica di tagli anche nel resto del Golfo Persico.

Il Bahrain si è visto ridurre il giudizio a Ba2 da Ba1, con outlook negativo. Il rating dell’Oman è stato portato a Baa1 da A3 con outlook stabile. Il prezzo del Brent è crollato di quasi il 40% dal novembre 2014, quando l’Arabia Saudita ha capeggiato la decisione dell’Opec di non tagliare la produzione per difendere le proprie quote di mercato.

L’ultimo vertice tra paesi produttori con l’obiettivo di congelare la produzione e far risalire i prezzi del greggio sui mercati internazionali, il 17 aprile scorso a Doha, si è risolto con un nulla di fatto. Ora c’è attesa per la prossima riunione Opec del 2 giugno a Vienna.

Quella sarà anche l’occasione per vedere le mosse del nuovo ministro del Petrolio saudita, Khaled al-Falih, presidente del colosso petrolifero Aramco (che ha preso il posto di Ali al-Naimi che per oltre 20 anni è stato il pilastro politica petrolifera saudita), nominato il 7 maggio scorso con un maxi-rimpasto voluto proprio per rilanciare l’economia saudita e liberare Regno dalla dipendenza dal petrolio.

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Venezuela: Maduro proroga l’emergenza economica di 60 giorni

Pubblicato il 15 maggio 2016 da redazione

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CARACAS. – Un fine settimana ad alta tensione in Venezuela. Il presidente Nicolás Maduro ha prorogato per altri 60 giorni lo “stato di emergenza economica” nel paese che gli assicura poteri speciali nei confronti del Parlamento controllato dall’opposizione. Ed ha puntato il dito, come tante altre volte, contro gli Stati Uniti su più fronti.

In vigore ormai dallo scorso gennaio, lo stato di eccezione ed emergenza economica punta a “sconfiggere il colpo di stato e la guerra economica, in modo di stabilizzare il paese e affrontare le minacce contro la nostra patria”, ha sottolineato Maduro, precisando che Washington sta d’altro lato “attivando richieste promosse dalla destra venezuelana”.

Ma le mosse di Maduro non si fermano qui: ha richiamato l’ambasciatore venezuelano in Brasile, Alberto Castelar, a seguito dell’impeachment contro Dilma Rousseff e l’insediamento del nuovo presidente, Michel Temer, che ha definito “un golpe”.

Quindi, legando quanto sta avvenendo a Caracas con il caso Brasile, ha commentato che l’obiettivo di fondo Usa è quello di “porre fine alle correnti del progressismo in America Latina”. Sullo sfondo di questi annunci resta la grave crisi economica: il Paese dà la sensazione di essere sull’orlo di un abisso a causa di un’inflazione inarrestabile, la mancanza di alimenti nei supermercati e il crollo dei prezzi del petrolio.

Ma al centro dell’emergenza c’è anche un problema tutto politico, e cioè il braccio di ferro tra Maduro, sconfitto pesantemente nelle elezioni di dicembre, e l’opposizione sul referendum con cui l’antichavismo punta a revocare il mandato del presidente. Lo scontro è totale, mentre la tensione sale a Caracas, Maracaibo e in altre città.

Ieri c’è stata un’ennesima manifestazione dell’opposizione contro le frenate che Maduro sta facendo per rallentare il corso del referendum: in un modo o in un altro, il presidente cerca di farlo fallire, o quanto meno di ridurne l’impatto.

Se infatti la revoca del mandato presidenziale avviene nella prima metà dell’incarico, in questo caso prima di gennaio 2017, si deve andare a nuove elezioni. Nel caso in cui invece si scavalli tale data è solo il presidente a dover lasciare, sostituito dal vice presidente.

Nell’ambito della proroga dello “stato di emergenza economica”, il presidente Nicolás Maduro, ha ordinato di occupare le fabbriche che sono paralizzate a causa della crisi e di mandare in carcere gli imprenditori che “stanno boicottando il paese”.

Con questa dichiarazione Maduro si è riferito a quattro stabilimenti della Cerveceria Polar, tra le principali fabbriche di birra del Venezuela, che una ventina di giorni fa ha fermato la propria produzione nell’impossibilità di poter accedere alle valute estere senza le quali non può importare le materie prime necessarie. Maduro si è anche rivolto alle forze armate, alle quali ha ordinato di essere pronte ad “esercitazioni militari”, sottolineando la necessità di prepararsi a “qualsiasi scenario” di fronte alle “minacce di intervento” nel paese.

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In aumento il prezzo del greggio venezuelano

Pubblicato il 13 maggio 2016 da redazione

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CARACAS –In aumento il prezzo del barile di greggio venezuelano. Nel “Bollettino Settimanale” di “Petróleos de Venezuela”, si informa che il barile di greggio venezuelano, nel mercato internazionale, ha chiuso, questa settimana, con un prezzo medio calcolato in 34,79 dollari. Ciò equivale ad un incremento di circa 49 centesimi di dollaro.

Nel Bollettino della Holding nazionale si spiega che il prezzo medio ha subito un incremento incoraggiato da una minor produzione in Canada, Nigeria e Libia e dal calo del greggio in deposito negli Stati Uniti.

Il prezzo medio del greggio venezuelano registrato dall’inizio dell’anno ad oggi si stima attorno ai 28 dollari ed è sempre inferiore a quello registrato nello stesso periodo dello scorso anno (44,65 dollari).

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Venezuela: ancora saccheggi e tentativi di linciaggio

Pubblicato il 13 maggio 2016 da redazione

Caracas: En Terrazas del Avila linchan a un par de sujetos

Caracas: En Terrazas del Avila linchan a un par de sujetos

CARACAS – Ancora violenza. Così come aumentano i tentativi di saccheggio di supermarket piccoli e grandi in tutto il paese, cresce il numero dei linciaggi. A Puerto Ordaz, tre presunti delinquenti sono stati pestati a sangue nei giorni scorsi e solo l’intervento della Polizia li ha salvati da una norte atroce.

Stando alla Polizia, i malviventi sarebbero stati scoperti in fragrante rubando alcune gomme d’auto. Gli abitanti del quartiere “La Churuata” di Puerto Ordaz, stanchi del vandalismo e dell’inoperatività della Polizia avrebbero deciso di farsi giustizia da soli. L’intervento delle Forze dell’Ordine hanno evitato la tragedia.

Sono purtroppo sempre piú frequenti i tentativi di linciaggio nel Paese e non sempre la polizia arriva in tempo per evitare la tragedia.

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Il Venezuela attraversa una delle fasi piú critiche della sua storia

Pubblicato il 11 maggio 2016 da redazione

Pensionati in Venezuela durante una riunione in cui l'Ambasciatore e funzionari dei Patronati hanno spiegato i motivi che hanno determinato la riduzione delle pensioni e quale potrebbe essere la situazione nel 2016.

Pensionati in Venezuela durante una riunione in cui l’Ambasciatore e funzionari dei Patronati hanno spiegato i motivi che hanno determinato la riduzione delle pensioni e quale potrebbe essere la situazione nel 2016.

ROMA – La settimana parlamentare è iniziata con il Venezuela e la nostra comunità al centro dei lavori della Camera dei Deputati.

Rispondendo nell’aula di Montecitorio ad una interrogazione urgente presentata dai deputati Fabio Porta, Giovanni Burtone, Demetrio Battaglia e Antonio Cuomo, del Partito Democratico, con la quale i parlamentari chiedevano “se e quali iniziative il Governo intenda adottare per monitorare costantemente l’evolversi della crisi in Venezuela e per assicurare alla comunità italiana il massimo sostegno in una condizione di oggettiva criticità, soprattutto per quanto riguarda la mancanza di generi di prima necessità, ponendo il tema anche nell’ambito degli organi internazionali”, il Sottosegretario agli Affari Esteri Benedetto della Vedova ha confermato come “il Paese sta attraversando una delle fasi più critiche della sua storia, che si sta ripercuotendo anche sulla numerosa comunità italiana residente nel Paese, le cui condizioni economiche e sociali sono fortemente deteriorate”.

Sulla questione della sicurezza, il governo ha affermato che “l’Ambasciata sta svolgendo un lavoro a tutto campo, grazie anche all’esperto che opera in loco e che si occupa delle denunce di violenze o minacce da parte dei connazionali, oltre che di eventuali casi di sequestri. La sicurezza viene, poi, posta sistematicamente all’ordine del giorno negli incontri con gli esponenti del Governo di Caracas, alla luce del continuo innalzamento degli indici di criminalità che si registrano nel Paese e, in particolare, nella capitale”.

Sulla grave carenza di medicine il Sottosegretario ha risposto che “su istruzioni della Farnesina, l’ambasciatore italiano a Caracas ha rappresentato alla Ministra degli esteri venezuelana, Delcy Rodríguez, la forte preoccupazione del Governo italiano e ha proposto delle modalità operative per far pervenire dall’Italia una lista di medicinali essenziali ai nostri connazionali, in particolare agli anziani”.

Sul tema delle pensioni, infine, molto sentito dai nostri connazionali, l’On. Della Vedova ha sostenuto che il nostro governo “è in costante contatto con l’INPS e il Ministero del lavoro e delle politiche sociali per vagliare la possibilità di riconsiderare il tasso di cambio attualmente utilizzato per pagare le pensioni agli italiani in Venezuela ed attuare il tasso di concambio flessibile, di valore più o meno corrispondente al precedente tasso SIMADI recentemente soppresso.

– In tal modo secondo – il rappresentante del governo – verrebbe calcolato in maniera più congrua il rateo di pensione spettante e garantito un potere d’acquisto reale, superando così le criticità legate al tasso di cambio ufficiale attualmente utilizzato, che sovrastima la valuta locale.

Fabio Porta, deputato eletto in Sudamerica e Presidente del gruppo interparlamentare Italia-Venezuela, ha così commentato la risposta del governo:

– Il Parlamento italiano non ha dimenticato i nostri connazionali che vivono in Venezuela e l’attenzione di tanti miei colleghi a quanto avviene in quel Paese conferma tale sensibilità; sono certo che il governo, che oggi come nelle scorse settimane ha risposto con altrettanta attenzione e preoccupazione ai nostri appelli, agisca rapidamente, sia sul tema delle pensioni che su quello dell’emergenza sanitaria e della sicurezza.

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Venezuela: Referendum, chiesto l’intervento dell’Osa

Pubblicato il 29 aprile 2016 da redazione

El secretario general de la Organización de los Estados Americanos (OEA), Luis Almagro

El secretario general de la Organización de los Estados Americanos (OEA), Luis Almagro

CARACAS – I deputati Luis Florido, Williams Dávila, Richard Blanco, Timoteo Zambrano, Ángel Medina e l’esponente di “Voluntad Popular” residente all’estero, Carlos Vecchio hanno, denunciato all’Osa una presunta manovra del governo per evitare possa realizzarsi il Referendum Abrogativo.

E così hanno chiesto al Segretario Generale dell’Osa, Luis Almagro, di valutare i meccanismi pertinenti per un’intervento dell’organismo con sede a Washington e suggerito la presenza in Venezuela di una sua delegazione.

Intanto, l’ex direttore del Consiglio Nazionale Elettorale, Vicentre Díaz, ha commentato che il decreto attraverso il quale si taglia la settimana lavorativa negli uffici pubblici del paese per risparmiare l’elettricità – i dipendenti pubblici ora lavorano solo due giorni alla settimana -, non può influire nei tempi di realizzazione del Referendum Abrogativo.

– Il governo – ha spiegato Vicente Díaz – non ha alcun potere per stabilire quali giorni lavora o no il “poder Electoral”. Il referendum – ha proseguito – né si può sospendere, né si può posporre a causa di una crisi elettrica.

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Il senatore Claudio Micheloni prossimamente a Caracas

Pubblicato il 20 febbraio 2015 da redazione

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CARACAS – Presieduta dal senatore Claudio Micheloni, esponente del Partito Democratico, verrà prossimamente in America Latina una delegazione del Comitato per le Questioni per gli Italiani all’Estero del Senato. Prima tappa, Buenos Aires, dove la delegazione è attesa per lunedì prossimo 23 febbraio. E vi resterà due giorni per incontrare esponenti della comunità italiana in Argentina e operatori economici. Poi la delegazione si sposterà a San Paolo, in Brasile e, quindi, finalmente in Venezuela.
A Caracas, la delegazione presieduta dal Senatore Claudio Micheloni, sicuramente avrà interesse di conoscere per bocca di chi vive la quotidianità del Paese, i problemi degli italo-venezuelani. Vi saranno, quindi, oltre alle riunioni ufficiali di rito e con gli operatori economici e culturali italo-venezuelani anche incontri con gli italiani del Venezuela, nel nostro Centro Italiano Venezolano. Tanti gli argomenti da affrontare.

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Forum con Antonella Pinto e Mariano Palazzo, Circolo Pd – Venezuela

Pubblicato il 28 settembre 2013 da redazione

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01:03Cile: frana per piogge torrenziali, 3 morti e 15 dispersi

(ANSA) - SANTIAGO, 16 DIC - Piogge torrenziali nel sud del Cile hanno causato una frana che ha sommerso un villaggio: almeno tre persone sono morte e altre 15 risultano disperse. Lo riferisce il viceministro dell'Interno Madmud Aleuy, aggiungendo che le vittime sono due donne e un turista non ancora identificato. Le piogge hanno causato l'esondazione di un fiume vicino a una collina franata su 20 delle 200 case del villaggio di Villa Santa Lucia, nella regione meridionale di Los Lagos. La presidente Michelle Bachelet ha riferito su Twitter che i servizi di emergenza stanno lavorando dell'area "per soccorrere le persone colpite". Alcuni feriti sono stati evacuati in elicottero. (ANSA)

01:01Omicidio cestista Nba Lorenzen Wright, arrestata moglie

(ANSA) - WASHINGTON, 16 DIC - Per l'uccisione nel 2010 dell'ex giocatore di basket Nba Lorenzen Wright, la polizia di Memphis ha arrestato l'ex moglie Sherra, 46 anni, e un suo coetaneo, Bill Turner, accusati ora di concorso nell'omicidio. Le forze dell'ordine non hanno reso noto cosa le abbia portate ai due e il movente del delitto, ma la svolta sarebbe stata impressa dal ritrovamento dell'arma usata nell'aggressione, in un lago vicino a Walnut, Mississippi, 75 miglia a est di Memphis. Il corpo di Wright, che allora aveva 34 anni, fu trovato alla periferia della città in stato di decomposizione dieci giorni dopo la sua scomparsa. Aveva diverse ferite d'arma da fuoco. Il cestista aveva giocato nell'Nba per 13 anni in 5 squadre, tra cui quella di Memphis.

00:50Basket: serie A, Sassari-Pistoia 88-81

(ANSA) - ROMA, 16 DIC - La Dinamo Sassari infila la settima vittoria consecutiva fra Lega A e Champions sconfiggendo 88-81 sul parquet del PalaSerradimigni la The Flexx Pistoia in un anticipo dell'11/a giornata di serie A di basket. Mattatore della serata è la guardia biancoblu' Scott Bamforth che chiude la partita con 26 punti e 6 assist guidando i padroni di casa verso una vittoria per nulla scontata. Sassari sale a 14 punti, Pistoia resta ad 8.

00:49Incendi California, ancora evacuazioni contea S.Barbara

(ANSA) - SANTA BARBARA, 16 DIC - Brucia senza sosta la California, nella contea di Santa Barbara, dove sono state ordinate nuove evacuazioni nella zona di Montecito. Il forte vento spinge le fiamme verso le case dove risiedono alcuni vip, fra i quali la star della tv Oprah Winfrey. Finora Thomas Fire (questo il nome dato all'incendio) ha distrutto oltre 1.000 edifici e oltre 700 case e, secondo le autorità, potrebbe colpire altre 18.000 strutture. Ieri è costato la vita a un vigile del fuoco, morto soffocato dal fumo.

00:26Calcio: serie A, Roma-Cagliari 1-0

(ANSA) - ROMA, 16 DIC - La Roma soffre ma batte il Cagliari nell'ultimo anticipo del sabato della 17/a giornata di serie A. Dopo la sconfitta dell'Inter e la vittoria del Napoli, la squadra di Di Francesco affianca la Juve a 38 punti, ma ha ancora una partita da recuperare. Poche emozioni nel primo tempo. La Roma, che schierava per la prima volta titolare la coppia Dzeko-Schick, ha gestito il possesso senza riuscire però a creare eccessivi pericoli per Cragno, mentre il Cagliari, impegnato in un ragionato contenimento, ha cercato qualche timida reazione in contropiede. Nella ripresa, la Var concede un rigore ai giallorossi, ma Cragno para il lento tiro di Perotti. Nel recupero, Fazio in mischia insacca. Altra Var, e l'arbitro convalida la rete. I tre punti ormai insperati consentono alla Roma di affiancare la Juve al terzo posto, a quota 38, ma entrambe devono ancora giocare una partita. Il Napoli è primo con 42.

22:40Calcio: Premier, il City senza freni, 16 vittorie di fila

(ANSA) - ROMA, 16 DIC - Sedicesima vittoria di fila in Premier League per il Manchester City, che ha dato una lezione al Tottenham battendolo 4-1 con un crescendo nel finale che solo la rete nel recupero di Eriksen ha reso meno umiliante. Di Gundogan, De Bruyne e Sterling le reti dei Citizens, con l'inglese autore di una doppietta e ora terzo nella classifica marcatori. Alla 17/a giornata, la squadra di Guardiola vanta 14 punti di vantaggio sui cugini dello United, ospite domani del West Bromwich penultimo in classifica, e sul Chelsea, che ha battuto 1-0 il Southampton grazie ad una punizione di Marcos Alonso allo scadere del primo tempo. Vittoria con lo stesso punteggio minimo anche per l'Arsenal sul Newcastle, firmata dal tedesco Ozil. I Gunners occupano ora il quarto posto, a -19 dalla capolista, avendo sorpassato il sorprendente Burnley, che ha pareggiato 0-0 a Brighton. Negli altri incontro del sabato, il Leicester è stato sconfitto 3-0 in casa dal Crystal Palace

22:37Pirati strada: donna 75 anni travolta e uccisa nel Bolognese

(ANSA) - ZOLA PREDOSA (BOLOGNA), 16 DIC - Una signora di 75 anni è stata travolta e uccisa in via Risorgimento a Zola Predosa, comune della cintura di Bologna, da un'auto il cui conducente è fuggito senza prestare soccorso. Sono intervenuti i carabinieri e il 118, ma per la donna non c'è stato nulla da fare. Il sindaco di Zola Predosa, Stefano Fiorini, ha postato su facebook un "Avviso ai cittadini": alle 16.50, scrive, "è stata investita da un auto una signora in prossimità delle strisce pedonali di via Risorgimento davanti alla Farmacia Legnani. Chiunque abbia informazioni in merito a questo fatto è pregato di segnalarlo alla nostra stazione dei Carabinieri che sta ricostruendo quando avvenuto ricercando l'investitore che è fuggito senza prestare alcun soccorso alla vittima". (ANSA).

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