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Venezuela: in Brasile boom di domande d’asilo

Pubblicato il 13 marzo 2017 da redazione

RIO DE JANEIRO – La complessa realtà politica che vive il Venezuela ha molteplici riflessi. Li ha nel paese, dove la popolazione deve convivere con una crisi economica senza precedenti aggravata dal clima di instabilità delle istituzioni democratiche; e li ha all’estero, dove cresce il numero di cittadini venezuelani che cercano oltre frontiera una vita migliore e protezione.
Ad esempio, stando a quanto reso noto dalla polizia federale di Roraima, lo stato più settentrionale del Brasile, confinante col Venezuela, negli ultimi anni si è verificato un massiccio aumento delle richieste di asilo da parte di cittadini venezuelani.
Il numero di coloro che hanno chiesto il riconoscimento della protezione internazionale alle autorità del Brasile, negli ultimi tre anni, sarebbe aumentato addirittura del 22 mila per cento. In effetti, nel 2014 le domande sono state appena nove e 230 nel 2015. L’anno scorso, invece, i venezuelani che si sono rivolti alla sede della polizia federale della capitale di Roraima, Boa Vista, per essere considerati rifugiati, a causa dell’aggravarsi della crisi economica e politica, sono stati ben 2.230.
Quest’anno la polizia di frontiera del Brasile avrebbe giá ricevuto 4mila richieste di asilo. Si presume, quindi, che il numero raddoppierà alla fine del 2017. Molti venezuelani si recano all’estero in cerca di una migliore qualità di vita e di lavoro. Sono tanti i giovani che a malincuore lasciano il Paese in cerca di un futuro che il Venezuela oggi non può assicurare. E sono anche tanti, e il numero continua a crescere, coloro che chiedono asilo a causa della realtà politica che oramai concede poco spazio alle libertà democratiche. In prigione, d’altronde, sono ancora tanti, come denunciato dal Foro Penal Venezolano, una delle piú autorevoli Ong del Paese, i prigionieri politici.

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Porta (Pd): “Governo conferma attenzione e sensibilità alle istanze della nostra collettività”

Pubblicato il 09 marzo 2017 da redazione

ROMA – “Nonostante qualcuno continui a ripetere che questo governo non ascolta le istanze delle collettività italiane all’estero, si moltiplicano invece i segnali in senso contrario. Dopo l’approvazione in legge di bilancio di maggiori risorse per i consolati, la lingua italiana all’estero, l’informazione, le camere di commercio, i pensionati e l’Istituto Italo-latinoamericano, è di pochi giorni la notizia che, dopo aver risolto il dramma dei pensionati italiani in Venezuela, il governo, su richiesta del Parlamento, ha provveduto a potenziare la rete diplomatico-consolare italiana in quel Paese”. Lo sostiene l’on Fabio Porta, deputato eletto nella ripartizione America Meridionale, in una nota.

L’On. Fabio Porta intervistato dal nostro Direttore, Mauro Bafile

Il deputato, poi, dopo un breve accenno all’editoriale del nostro Direttore, Mauro Bafile, “Non siamo più soli”, scrive che è “sempre di questi giorni l’altra decisione del governo che conferma, andando incontro ad un’altra richiesta delle nostre collettività, la semplificazione delle procedure per il rilascio dei passaporti elettronici, la moltiplicazione dei ‘consolati itineranti’ e il rafforzamento dei poteri dei consolati onorari”
“Se nei prossimi mesi, – continua Porta – utilizzando le risorse già stanziate in legge di bilancio, si istituiranno presso i consolati dove maggiori sono le giacenze originate dalle domande di cittadinanza le cosiddette ‘Task force’ per l’eliminazione di tale arretrato, potremmo davvero dire di essere di fronte ad una importante e definitiva inversione di tendenza dopo anni di disattenzioni e promesse disattese rispetto alla comunità degli italiani nel mondo”.
Porta considera necessarie queste precisazioni per le varie dichiarazioni che continuano a rilevare tagli indiscriminati da parte dei Governi ai fondi destinati ai consolati italiani nel mondo.
“Anche la recente riapertura dell’Ambasciata italiana a Santo Domingo – conclude Porta – conferma con i fatti e non a parole l’impegno del sottosegretario per gli italiani all’estero Vincenzo Amendola e di tutto il governo in questa direzione”.

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Oltre 200 invitati alla commemorazione della morte del presidente Chàvez

Pubblicato il 03 marzo 2017 da redazione

CARACAS – La crisi economica che colpisce il Paese non inciderà sulle manifestazioni in programma per commemorare la morte del presidente della Repubblica, Hugo Chávez Frìas. Il ministro della Cultura, Adàn Chávez, ha informato che eventi di ogni tipo, per ricordare la figura dell’estinto capo dello Stato, avranno luogo a Caracas e nella provincia.

Il ministro Chávez ha anche assicurato che saranno oltre 200 le delegazioni invitate che arriveranno da ogni parte del mondo. In occasione delle cerimonie sarà presente in Venezuela anche una delegazione di parlamentari del Movimento 5 Stelle. Manlio Di Stefano, capogruppo M5S in Commissione Affari Esteri della Camera; Ornella Bertorotta, capogruppo della stessa commissione al Senato e Vito Petrocelli, vicepresidente del Comitato Italiani all’estero, resteranno a Caracas fino il giorno 11 marzo e, nel corso della loro permanenza incontreranno esponenti del governo e di alcuni organismi internazionali latinoamericani che, per l’occasione, saranno a Caracas.
Non sono previsti, invece, incontri della delegazione con la Collettività. Gli esponenti del M5s, infatti, avvicineranno solo alcuni esponenti della Comunità, probabilmente nella Residenza del nostro Ambasciatore, Silvio Mignano.
La tournée latinoamericana della delegazione del M5s è iniziata in Argentina, dove ha già incontrato alcuni rappresentanti del governo.

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Cancillería rechazó las “amenazas” del Senado de EE.UU

Pubblicato il 02 marzo 2017 da redazione

CARACAS¬- El Gobierno Nacional, a través de la Cancillería de la República, rechazó este jueves el apoyo que el Senado de Estados Unidos (EE.UU) le dio a la solicitud de activación de la Carta Democrática Interamericana a Venezuela.

“Los pueblos hermanos del mundo apoyan la causa de Venezuela contra ataques del senado de EE UU aquí hay un pueblo digno”, escribió el organismo en su cuenta en la red social de Twitter.

Asimismo, instaron a la población a rechazar la “conjura mediática internacional contra la patria de Bolívar”. Reiteraron que el país es “irrevocablemente libre e independiente y fundamenta su patrimonio moral y sus valores de libertad”.

En ese sentido, el Ministerio de Exteriores afirmó que “los pueblos hermanos del mundo” apoyan la causa venezolana contra los “ataques” del Senado estadounidense, e invitaron a condenar las “injerencias” y “agresiones” del país norteamericano.

Por su parte, Legisladores y expertos solicitaron este jueves ante el Comité de Relaciones Exteriores del Senado de Estados Unidos que el gobierno de Donald Trump presione a los países de la OEA para dar celeridad a la aplicación de la Carta Democrática.

-EE.UU. tendrá que tomar un papel de liderazgo en la OEA que será crucial para aplicar la Carta Democrática y si Estados Unidos da el paso, muchos países se sumarán,− aseveró Mark Feierstein, quien hasta el mes pasado fue asesor del expresidente de EE.UU Barack Obama y director para Latinoamérica en el Consejo de Seguridad Nacional de la Casa Blanca.

El Senado de EE.UU aprobó este martes, por unanimidad, una resolución sobre Venezuela que afirma su apoyo a la invocación que Luis Almagro, secretario de la OEA, hizo del artículo 20 de la Carta Democrática, y demanda “la liberación inmediata de los presos políticos”.

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M5S vuole sbarcare in Sud America: “Siamo forza di governo”

Pubblicato il 01 marzo 2017 da redazione

M5s punta alle elezioni e ragiona sulla squadra di governo

ROMA – Prima sono state Europa, Russia e Israele. Ora è il turno dell’America del Sud, quella parte del mondo più legata all’Italia grazie alle comunità di emigranti che vi sono radicate. L’obiettivo della delegazione del M5s che ha iniziato una tournèe in questa parte del mondo è quello di ‘presentare’ all’America Latina la propria storia politica, una storia che gli italiani del sud-america conoscono molto bene.

La tournèe dei “cinquestelle” è iniziata in Argentina. Per la delegazione dei parlamentari, composta da Manlio Di Stefano, Ornella Bortolotta e Vito Petrocelli, sono previsti incontri con i rappresentanti del governo Macrì. Incontri con esponenti del governo, e probabilmente anche del Psuv e dell’Opposizione, sono previsti anche in Venezuela. Nell’agenda degli esponenti del “Movimento 5 Stelle” è in programma anche la partecipazione alla ricorrenza della scomparsa del presidente Hugo Chàvez, forse la più importante assieme a quella del fallito “Golpe” del 1989.

Dal “lancio” dell’agenzia Ansa si apprende che “in valigia i pentastellati porteranno un ‘mini-report’ in lingua spagnola – con tanto di foto e frasi di Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo – che racconta la storia del Movimento, dalla sua nascita ai successi alle amministrative di Roma e Torino”.

La commemorazione della morte dell’estinto presidente Chàvez permetterà alla delegazione dei deputati del M5s d’incontrare delegazioni e rappresentanti governativi dell’America Latina che si recheranno a Caracas. Anche quelli dell’Ecuador ai quali Beppe Grillo, non molto tempo fa, tesseva le lodi via blog definendo quello equatoriano un modello da seguire. Si spera, comunque, che nonostante i tanti impegni ufficiali che sicuramente li terranno occupati, i pentastellati riescano a trovare tempo non osservare la realtà del Paese che oggi attraversa una profonda crisi economica e sociale che si manifesta attraverso le file davanti ai supermarket, la disperazione per la mancanza di medicine e le tante famiglie raccogliendo alimenti nei bidoni della spazzatura.

Nel caso della nostra Comunità, nell’incremento della richiesta di aiuto al Consolato. Sono sempre più, infatti, le famiglie che non riescono ad arrivare a fine mese con la misera pensione, che hanno bisogno di medicine irreperibili in Venezuela o che devono sottoporsi a interventi chirurgici i cui costi sono proibitivi. E magari anche per incontrare la nostra comunità, così come fecero il Sottosegretario Mario Giro, il deputato Fabio Porta e il Senatore Claudio Micheloni e, più di recente, il Senatore Pier ferdinando Casini promotore della mozione approvata qualche settimana fa dal Parlamento

– Vogliamo presentare il M5S così com’è a una realtà molto importante per l’Italia, qual è l’America Latina – ha spiegato Manlio partito per Buenos Aires assieme ad altri parlamentari -. E raccontare il lavoro che abbiamo fatto finora. Insomma, ci presentiamo come forza di governo nell’interesse di tutti gli italiani.

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Senato Usa: “Liberare i prigionieri politici in Venezuela”

Pubblicato il 01 marzo 2017 da redazione

WASHINGTON – I prigionieri politici sempre nell’occhio del ciclone. Questa volta è toccato al Senato degli Stati Uniti esprimersi su un problema sempre più stringente. In effetti, oltre ai nomi che hanno l’onore della cronaca nei mass-media venezuelani – leggasi, Antonio Ledezma, Leopoldo López o Daniel Ceballo, solo per nominare i più conosciuti – sono tanti, purtroppo troppi i giovani in prigione colpevoli solamente di militare in un partito politico d’Opposizione.
Attraverso una mozione approvata all’unanimità, il Congresso nordamericano esige al governo del presidente della Repubblica, Nicolás Maduro, la liberazione immediata di tutti i prigionieri politici e di accettare l’aiuto indispensabile per superare questo particolare momento difficile caratterizzato dalla mancanza di alimenti e di medicine. Insomma, di aprire un canale umanitario attraverso il quale far convogliare gli aiuti che verrebbero dall’estero.
D’altro canto, il Congresso ha anche espresso il proprio sostegno a qualunque “sforzo rilevante” a favore di un dialogo reale che possa aiutare a ristabilire l’indipendenza dei poteri e, quindi, le libertà democratiche
Ma non è tutto, i senatori hanno anche espresso la propria solidarietà al Segretario Generale dell’Organizzazione di Stati Americani, Luis Almagro, affinché si permetta l’applicazione della Carta Democratica Interamericana e, attraverso essa, valutare la reale situazione del Paese.

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Eurodeputati: “Pagare le pensioni agli spagnoli che hanno lavorato in Venezuela”

Pubblicato il 01 marzo 2017 da redazione

BRUSELLES – Il riferimento è ai cittadini spagnoli che dopo una vita di lavoro e avendo maturato la pensione venezuelana sono tornati al loro paese. Ma è una realtà che coinvolge tutti i pensionati venezuelani che vivono all’estero e, quindi, anche gli italo-italiani che dopo tanti anni in questo paese sudamericano, sono tornati in Patria. A loro spetta di diritto la pensione ma da tanti, troppi mesi, non la ricevono. E allora, facendosi eco della protesta e dell’accorato appello lanciato dai pensionati spagnoli e non solo da questi, gli Eurodeputati socialisti hanno inviato una lettera all’Ambasciata Venezuelana presso l’Unione Europea, chiedendo sia rispettato il diritto alla pensione dei lavoratori spagnoli tornati in Patria.
“Questa situazione ha la sua origine nel mancato rispetto del convegno internazionale firmato tra la Spagna e il Venezuela” è scritto nella lettera inviata a Claudia Salerno, Ambasciatrice del Venezuela presso l’Ue.
I socialisti europei segnalano che il trattato tra i due paesi (Spagna e Venezuela) è un normale convegno orientato a garantire il diritto a chi risiere all’estero di ricevere la pensione maturata negli anni. Stando agli eurodeputati, i pensionati spagnoli (e anche quelli italiani tornati in Patria quindi) non avrebbero più ricevuto la loro pensione dal 2016. In Spagna sarebbero oltre 9mila i pensionati che oggi sopravvivono grazie alla solidarietà di parenti e amici pur avendo maturato il diritto alla pensione.
“Si tratta – scrivono gli eurodeputati socialisti – di una situazione anomala che è necessario risolvere al più presto per garantire ai pensionati tornati dal Venezuela una vita degna e assicurare le cordiali relazioni bilaterali tra l’Unione Europea e il Venezuela”.

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Almagro critica governo e Opposizione

Pubblicato il 24 febbraio 2017 da redazione

CARACAS – Ancora una volta Luis Almagro, segretario generale dell’Osa, è tornato a parlare del Venezuela. E, in questa occasione, ha impiegato toni assai duri per criticare sia il governo sia lOpposizione. L’ex ministro degli Esteri dell’Uruguay è convinto che il paese uscirà dalla crisi istituzionale solo attraverso le elezioni. E a tale proposito ha sostenuto che l’Opposizione è responsabile d’aver perso l’occasione di realizzare, come contemplato dalla Costituzione, il Referendum per revocare il mandato del presidente Maduro.
Almagro da Washington ha affermato categorico che in Venezuela deve tornare a percorrere il cammino democratico. Ha quindi sottolineato che “le elezioni sono sempre state l’unico cammino percorribile per uscire da un sistema dittatoriale” ed cominciare a percorrere quello democrático.
Almagro ha anche invitato i paesi latinoamericani a non essere indifferenti a quanto accade in Venezuela e ad osservare l’evoluzione política del Paese non giá come arena di confronto ideologico.
Non è mancato il riferimento al rispetto dell’autonomia dei poteri pubblici. Il segretario Generale dell’Osa ha criticato l’ostilità mostrata dal governo che, con il suo atteggiamento, indebilisce le funzioni del potere legislativo. Ha quindi condannato la presenza nella carceri di prigionieri politici

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Ancora proteste e saccheggi in Venezuela: un morto e vari feriti

Pubblicato il 10 giugno 2016 da redazione

saccheggi

CARACAS – Dopo la protesta dell’altro giorno, nei rioni popolari di Petare e Palo Verde, repressa con gas lacrimogeni e pallottole di plastico da parte della Polizia Bolivariana e la Guardia Nazionale, ieri nel quartiere La Vega si è vissuto un’altra giornata di saccheggi, proteste e violenza.

Il bilancio, almeno un morto (l’autista di un camion colpito al volto da un colpo di arma da fuoco mentre si opponeva a chi tentava di saccheggiare la merce che trasportava) e vari feriti tra cui un poliziotto, anch’egli ferito da un colpo di arma da fuoco.

Scene simili si sono verificate anche nella provincia.

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La crisi venezuelana al centro del dibattito nel Parlamento Europeo

Pubblicato il 09 giugno 2016 da redazione

Preoccupa al Parlamento Europeo la crisi venezuelana

Preoccupa al Parlamento Europeo la crisi venezuelana

CARACAS – Referendum Revocativo e libertà dei prigionieri politici. Il Parlamento Europeo, una volta ancora, ha manifestato preoccupazione per la crisi venezuelana che si aggrava sempre di più e potrebbe far precipitare il Paese nel caos.

Il Parlamento Europeo, con 501 voti a favore e solo 94 contro, ha chiesto l’immediata liberazione dei prigionieri politici, “conditio sine qua non” per l’inizio di un dialogo tra Governo e Opposizione.

I deputati del Parlamento Europeo hanno inoltre manifestato preoccupazione per il deterioramento della qualitá di vita del venezuelano, per la sempre piú cupa crisi economica e, soprattutto, per la violazione sistematica dei diritti umani.

Non è sfuggita all’attenzione del Parlamento Europeo la particolare congiuntura che vive il potere legislativo, al quale è impedito oggi di svolgere il proprio lavoro.

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Almagro invoca la “Carta democrática”, Venezuela a un passo dall’isolamento

Pubblicato il 01 giugno 2016 da redazione

Almargo-Maduro

CARACAS – Il Venezuela ad un passo dall’isolamento internazionale. Il Segretario Generale dell’Organizzazione degli Stati Americani (Osa), Luis Almagro, ha presentato il suo rapporto: 132 pagine in cui si denunciano violazioni della Costituzione da parte del governo del presidente Nicolás Maduro, “l’alterazione dell’ordine costituzionale e il grave deterioramente dell’ordine democratico”.

Almagro, quindi, ha invocato l’articolo 20 della “Carta Democrática” e “chiesto la convocazione di un Consiglio permanente degli Stati membri tra il 10 e il 20 giugno 2016”.

Nell’illustrare il contenuto del rapporto, Almagro, ex ministro del governo uruguaiano del presidente Josè “Pepe” Mujica, ha sostenuto che in Venezuela sono necessari “cambiamenti immediati nelle azioni del potere esecutivo, per evitare di cadere rapidamente in una situazione di illegittimità”.

Stando al documento presentato da Almagro, le “continue violazioni della Carta Magna” riguardano essenzialmente “l’equilibrio fra i poteri dello stato, il funzionamento e l’integrazione del Potere giudiziario, le violazioni dei diritti umani, il procedimento per il referendum abrogativo e una mancanza di capacità di risposta di fronte alla grave crisi umanitaria di cui soffre il paese, che compromette il pieno rispetto dei diritti sociali della popolazione”.

E’ in base a queste considerazioni – particolarmente sull’emergenza sanitaria, i problemi di rifornimento alimentare e il ruolo del Tribunale Supremo di Giustizia nella crisi istituzionale a Caracas – che Almagro ha convocato una riunione straordinaria del Comitato permanente dell’Osa, che dovrebbe realizzarsi fra il 10 e il 20 giugno. In questo Summit i membri dell’Osa dovrebbero decidere il destino del Paese.

L’Argentina, presidente “pro tempore” del Comitato Permanente dell’Osa, aveva giá richiesto una sessione straordinaria dell’organismo per fissare una posizione comune sul caso del Venezuela. L’iniziativa non è stata gradita dal governo del presidente Maduro che l’ha considerata un’ “ingerenza intollerabile”.

La Carta democratica, approvata l’11 settembre del 2001 nel corso di una sessione speciale svoltasi in Perú, rappresenta lo strumento principale attraverso il quale l’Osa può stabilire che l’alterazione o l’interruzione dell’ordine democratico in uno dei suoi membri rappresenta un “ostacolo insuperabile” per la sua appartenenza all’organizzazione.

E’ la prima volta nella storia dell’Osa che si discute l’applicazione della Carta democratica per un paese dell’organizzazione senza la richiesta del suo stesso governo.

La sua applicazione rappresenterebbe un duro colpo alla credibilità e all’immagine del presidente Maduro e del suo governo e potrebbe essere l’inizio dell’isolamento a livello internazionale le cui conseguenze sono imprevedibili.

La reazione del governo non si è fatta attendere, come era nelle attese. In una trasmissione a reti unificate, il capo dello Stato, che non ha dato maggior peso all’iniziativa di Almagro, ha affermato che “al Venezuela nessuno potrà applicargli alcuna Carta”.

– Il Segretario Generale dell’Osa – ha detto il presidente Maduro – pretende esercitare un potere superiore all’Osa e alla nostra sacra Costituzione, l’unica che riconosciamo. Il signor Almagro ha presentato un documento nel quale si chiede l’applicazione della “Carta Democratica”.

Il capo dello Stato ha precisato che “la destra ha chiesto l’intervento straniero affinchè l’impero nordamericano imponga il suo modello di governo”. E ha assicurato che darà battaglia in America Latina e nel Caribe “per la pace e l’indipensenza”.

Quindi ha incitato alla ribellione popolare contro una presunta minaccia internazionale e ha promesso di rispondere ad Almagro con maggiori dettagli.

Dal canto suo, Jorge Rodriguez, sindaco di Caracas e dirigente di spicco del Psuv, ha annunciato per oggi e sabato prossimo manifestazioni di protesta contro quello che ha definito “l’ingerenza brutale e grossolana dell’Osa e del suo Segretario Generale, Almagro”.

E ha ricordato che il presidente Maduro in precedenza aveva accusato Almagro di essere “un agente della Cia”; accusa che l’ex presidente uruguaiano, “Pepe” Mujica, di cui Almagro è stato ministro, aveva ridicolizzato con un’isolita battuta: “Maduro è piú pazzo di una capra”.

La notizia della richiesta del Segretario Generale dell’Osa, che è stata ribattuta da tutte le agenzie internazionali e che ha fatto il giro del mondo, è stata accolta dall’Opposizione con prudenza.

– Il Segretario Generale dell’Osa – ha affermato nel corso di una conferenza stampa il presidente del Parlamento, Henry Ramos Allup – ha convocato ad una riunione dell’organizzazione che dovrà avvenire tra il 10 e il 20 di giugno. Non c’è spazio a speculazioni. Attendiamo i risultati del Consiglio permanente degli Stati membri e i suoi sviluppi.

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Parmalat: Venezuela pesa sull’utile del trimestre

Pubblicato il 25 maggio 2016 da redazione

parmalat

MILANO. – Parmalat ha chiuso il primo trimestre dell’anno con un utile di 13,5 milioni di euro, in calo del 30,4% rispetto allo stesso periodo del 2015, e con un fatturato salito del 3,2% a 1.401,6 milioni di euro.

Lo comunica Parmalat in una nota, sottolineando come sul risultato abbia pesato la grave crisi del Venezuela, Paese nel quale il gruppo di Collecchio è presente. All’aumento del fatturato hanno contribuito anche le nuove acquisizioni in Brasile (Elebat), Messico (Gruppo Esmeralda) e Australia (Longwarry e attività relative a yogurt e dolci a base di latte).

A tassi costanti e parità di perimetro, ed escludendo le controllate venezuelane, l’aumento del fatturato è dello 0,7% “con un contributo positivo – sottolinea la nota – delle aree Nord America, in particolare gli Stati Uniti, ed Africa”.

Anche il margine operativo lordo registra una battuta d’arresto, scendendo a 77,5 milioni (-5,1%). A cambi e perimetro costanti, invece, il mol sale del 16,1% mentre l’utile risulta in crescita del 49,7%.

La cassa scende a 197,9 milioni, in calo di 103,2 milioni rispetto al 31 dicembre 2015. Confermata la guidance per l’esercizio, con una crescita del fatturato di circa il 5% e del mol di circa il 10%, a tassi di cambio costanti ed escludendo l’impatto della consociata venezuelana.

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Maduro: Solo questione di tempo, il Parlamento è destinato a scomparire

Pubblicato il 17 maggio 2016 da redazione

Presidente Maduro durante la conferenza stampa (avn.info.ve)

Presidente Maduro durante la conferenza stampa (avn.info.ve)

CARACAS – E’ solo questione di tempo. Il Parlamento é destinato a scomparire. Lo ha assicurato il presidente della Repubblica, Nicolás Maduro, facendo intendere ai giornalisti stranieri che hanno assistito alla conferenza stampa “internazionale” che il Potere Legislativo, base fondamentale nei paesi democratici, in Venezuela non ha alcuna importanza.

– Sono sicuro – ha affermato il capo dello Stato – che anche questa volta boccerà il “Decreto di Emergenza Economica”. Vuole distruggere l’economia del Paese.

Il presidente Maduro ha anche affermato che il “Referendum Revocatorio” non è un obbligo.

– Il Referendum – ha spiegato il capo dello Stato – è una opzione non un dovere. Ci sono dei meccanismi da rispettare. Per trasformarlo in realtà si devono prima rispettare i requisiti richiesti.

Il presidente Maduro ha sostenuto che la richiesta di Referendum non è stata fatta immediatamente, l’11 gennaio, perchè l’opposizione “non desidera la consulta popolare ma provocare un colpo di Stato”.

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Garmendia: “Estado de Excepción deteriorará la economía del país”

Pubblicato il 17 maggio 2016 da redazione

El presidente de Conindustria, Eduardo Garmendia

El presidente de Conindustria, Eduardo Garmendia

CARACAS- El presidente del Consejo Constitutivo de la Confederación Venezolana de Industria (Conindustria), Eduardo Garmendia, aseguró que el complemento del Estado de Excepción en el Decreto de Emergencia Económica deteriorará la economía del país.

“Esto va agravar la situación política que está viviendo el Estado, el cual busca acortar la capacidad que tiene el pueblo a responder cívicamente a esta circunstancia”.

En una entrevista en Globovisión Economía, el empresario opinó que el Estado de Emergencia Económica no mejoró en nada la situación del país, “sino que empeoró porque vimos como el Estado tuvo más poder, pero no produjo ninguna solución ni a mediano ni a largo plazo”.

A su parecer este modelo económico no produce ningún efecto positivo en la sociedad. “La economía funciona por motivación y esa motivación está en cada uno de nosotros como agente de la sociedad”.
“En la Unión Soviética crearon un instituto donde pusieron miles de economistas y matemáticos para centralizar la actividad económica, que llevó al fracaso más grande conocido, igual al que nosotros estamos teniendo”.

Entre tanto explicó que el Estado no está para decirle al empresario qué producto voy hacer y cómo lo voy hacer, sino está para apoyarlo.

El Estado ha fracasado en cualquiera de las actividades que son de su responsabilidad (…). La expropiación destruyó la producción.

En este sentido, indicó que Conindustria ha denunciado hace más de 2 años está situación eléctrica.
“La primera vez que hay un corte trae como consecuencia una pérdida de la materia prima”.

Sobre los avances en tecnologías informó que Venezuela tiene 10 o 12 años en rezago en comparación con otros países.

Ya para finalizar, acotó que las empresas se ven afectadas por el acceso a las divisas, la situación eléctrica y la reposición de equipos y repuestos para ellos.

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Il crollo del prezzo del petrolio pesa sui Paesi del Golfo

Pubblicato il 15 maggio 2016 da redazione

Petrolio

ROMA. – Il crollo del prezzo del petrolio pesa sui giudizi delle agenzie di rating sui Paesi del Golfo. Moody’s ha tagliato i rating di diversi Paesi, a partire dall’Arabia Saudita, che è il più grande esportatore di greggio al mondo. Tagliati anche i giudizi di Bahrain e Oman e assegnato un outlook negativo ad Emirati Arabi, Kuwait e Qatar.

Per l’Arabia Saudita Moody’s ha deciso di abbassare il rating di lungo termine ad A1 da Aa3, mantenendo però l’outlook stabile. A pesare, nella valutazione dell’agenzia di rating, è il calo del prezzo del petrolio, che si è tradotto in un “materiale deterioramento” del profilo di credito dell’Arabia Saudita.

“La combinazione di bassa crescita, livelli di debito più alti e minori elementi tampone all’interno e all’esterno – sostiene Moody’s – rendono il Regno meno ben posizionato ad affrontare futuri schock”. Raffica di tagli anche nel resto del Golfo Persico.

Il Bahrain si è visto ridurre il giudizio a Ba2 da Ba1, con outlook negativo. Il rating dell’Oman è stato portato a Baa1 da A3 con outlook stabile. Il prezzo del Brent è crollato di quasi il 40% dal novembre 2014, quando l’Arabia Saudita ha capeggiato la decisione dell’Opec di non tagliare la produzione per difendere le proprie quote di mercato.

L’ultimo vertice tra paesi produttori con l’obiettivo di congelare la produzione e far risalire i prezzi del greggio sui mercati internazionali, il 17 aprile scorso a Doha, si è risolto con un nulla di fatto. Ora c’è attesa per la prossima riunione Opec del 2 giugno a Vienna.

Quella sarà anche l’occasione per vedere le mosse del nuovo ministro del Petrolio saudita, Khaled al-Falih, presidente del colosso petrolifero Aramco (che ha preso il posto di Ali al-Naimi che per oltre 20 anni è stato il pilastro politica petrolifera saudita), nominato il 7 maggio scorso con un maxi-rimpasto voluto proprio per rilanciare l’economia saudita e liberare Regno dalla dipendenza dal petrolio.

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Venezuela: Maduro proroga l’emergenza economica di 60 giorni

Pubblicato il 15 maggio 2016 da redazione

maduro

CARACAS. – Un fine settimana ad alta tensione in Venezuela. Il presidente Nicolás Maduro ha prorogato per altri 60 giorni lo “stato di emergenza economica” nel paese che gli assicura poteri speciali nei confronti del Parlamento controllato dall’opposizione. Ed ha puntato il dito, come tante altre volte, contro gli Stati Uniti su più fronti.

In vigore ormai dallo scorso gennaio, lo stato di eccezione ed emergenza economica punta a “sconfiggere il colpo di stato e la guerra economica, in modo di stabilizzare il paese e affrontare le minacce contro la nostra patria”, ha sottolineato Maduro, precisando che Washington sta d’altro lato “attivando richieste promosse dalla destra venezuelana”.

Ma le mosse di Maduro non si fermano qui: ha richiamato l’ambasciatore venezuelano in Brasile, Alberto Castelar, a seguito dell’impeachment contro Dilma Rousseff e l’insediamento del nuovo presidente, Michel Temer, che ha definito “un golpe”.

Quindi, legando quanto sta avvenendo a Caracas con il caso Brasile, ha commentato che l’obiettivo di fondo Usa è quello di “porre fine alle correnti del progressismo in America Latina”. Sullo sfondo di questi annunci resta la grave crisi economica: il Paese dà la sensazione di essere sull’orlo di un abisso a causa di un’inflazione inarrestabile, la mancanza di alimenti nei supermercati e il crollo dei prezzi del petrolio.

Ma al centro dell’emergenza c’è anche un problema tutto politico, e cioè il braccio di ferro tra Maduro, sconfitto pesantemente nelle elezioni di dicembre, e l’opposizione sul referendum con cui l’antichavismo punta a revocare il mandato del presidente. Lo scontro è totale, mentre la tensione sale a Caracas, Maracaibo e in altre città.

Ieri c’è stata un’ennesima manifestazione dell’opposizione contro le frenate che Maduro sta facendo per rallentare il corso del referendum: in un modo o in un altro, il presidente cerca di farlo fallire, o quanto meno di ridurne l’impatto.

Se infatti la revoca del mandato presidenziale avviene nella prima metà dell’incarico, in questo caso prima di gennaio 2017, si deve andare a nuove elezioni. Nel caso in cui invece si scavalli tale data è solo il presidente a dover lasciare, sostituito dal vice presidente.

Nell’ambito della proroga dello “stato di emergenza economica”, il presidente Nicolás Maduro, ha ordinato di occupare le fabbriche che sono paralizzate a causa della crisi e di mandare in carcere gli imprenditori che “stanno boicottando il paese”.

Con questa dichiarazione Maduro si è riferito a quattro stabilimenti della Cerveceria Polar, tra le principali fabbriche di birra del Venezuela, che una ventina di giorni fa ha fermato la propria produzione nell’impossibilità di poter accedere alle valute estere senza le quali non può importare le materie prime necessarie. Maduro si è anche rivolto alle forze armate, alle quali ha ordinato di essere pronte ad “esercitazioni militari”, sottolineando la necessità di prepararsi a “qualsiasi scenario” di fronte alle “minacce di intervento” nel paese.

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In aumento il prezzo del greggio venezuelano

Pubblicato il 13 maggio 2016 da redazione

Precio-del-barril-venezolano

CARACAS –In aumento il prezzo del barile di greggio venezuelano. Nel “Bollettino Settimanale” di “Petróleos de Venezuela”, si informa che il barile di greggio venezuelano, nel mercato internazionale, ha chiuso, questa settimana, con un prezzo medio calcolato in 34,79 dollari. Ciò equivale ad un incremento di circa 49 centesimi di dollaro.

Nel Bollettino della Holding nazionale si spiega che il prezzo medio ha subito un incremento incoraggiato da una minor produzione in Canada, Nigeria e Libia e dal calo del greggio in deposito negli Stati Uniti.

Il prezzo medio del greggio venezuelano registrato dall’inizio dell’anno ad oggi si stima attorno ai 28 dollari ed è sempre inferiore a quello registrato nello stesso periodo dello scorso anno (44,65 dollari).

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Venezuela: ancora saccheggi e tentativi di linciaggio

Pubblicato il 13 maggio 2016 da redazione

Caracas: En Terrazas del Avila linchan a un par de sujetos

Caracas: En Terrazas del Avila linchan a un par de sujetos

CARACAS – Ancora violenza. Così come aumentano i tentativi di saccheggio di supermarket piccoli e grandi in tutto il paese, cresce il numero dei linciaggi. A Puerto Ordaz, tre presunti delinquenti sono stati pestati a sangue nei giorni scorsi e solo l’intervento della Polizia li ha salvati da una norte atroce.

Stando alla Polizia, i malviventi sarebbero stati scoperti in fragrante rubando alcune gomme d’auto. Gli abitanti del quartiere “La Churuata” di Puerto Ordaz, stanchi del vandalismo e dell’inoperatività della Polizia avrebbero deciso di farsi giustizia da soli. L’intervento delle Forze dell’Ordine hanno evitato la tragedia.

Sono purtroppo sempre piú frequenti i tentativi di linciaggio nel Paese e non sempre la polizia arriva in tempo per evitare la tragedia.

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Il Venezuela attraversa una delle fasi piú critiche della sua storia

Pubblicato il 11 maggio 2016 da redazione

Pensionati in Venezuela durante una riunione in cui l'Ambasciatore e funzionari dei Patronati hanno spiegato i motivi che hanno determinato la riduzione delle pensioni e quale potrebbe essere la situazione nel 2016.

Pensionati in Venezuela durante una riunione in cui l’Ambasciatore e funzionari dei Patronati hanno spiegato i motivi che hanno determinato la riduzione delle pensioni e quale potrebbe essere la situazione nel 2016.

ROMA – La settimana parlamentare è iniziata con il Venezuela e la nostra comunità al centro dei lavori della Camera dei Deputati.

Rispondendo nell’aula di Montecitorio ad una interrogazione urgente presentata dai deputati Fabio Porta, Giovanni Burtone, Demetrio Battaglia e Antonio Cuomo, del Partito Democratico, con la quale i parlamentari chiedevano “se e quali iniziative il Governo intenda adottare per monitorare costantemente l’evolversi della crisi in Venezuela e per assicurare alla comunità italiana il massimo sostegno in una condizione di oggettiva criticità, soprattutto per quanto riguarda la mancanza di generi di prima necessità, ponendo il tema anche nell’ambito degli organi internazionali”, il Sottosegretario agli Affari Esteri Benedetto della Vedova ha confermato come “il Paese sta attraversando una delle fasi più critiche della sua storia, che si sta ripercuotendo anche sulla numerosa comunità italiana residente nel Paese, le cui condizioni economiche e sociali sono fortemente deteriorate”.

Sulla questione della sicurezza, il governo ha affermato che “l’Ambasciata sta svolgendo un lavoro a tutto campo, grazie anche all’esperto che opera in loco e che si occupa delle denunce di violenze o minacce da parte dei connazionali, oltre che di eventuali casi di sequestri. La sicurezza viene, poi, posta sistematicamente all’ordine del giorno negli incontri con gli esponenti del Governo di Caracas, alla luce del continuo innalzamento degli indici di criminalità che si registrano nel Paese e, in particolare, nella capitale”.

Sulla grave carenza di medicine il Sottosegretario ha risposto che “su istruzioni della Farnesina, l’ambasciatore italiano a Caracas ha rappresentato alla Ministra degli esteri venezuelana, Delcy Rodríguez, la forte preoccupazione del Governo italiano e ha proposto delle modalità operative per far pervenire dall’Italia una lista di medicinali essenziali ai nostri connazionali, in particolare agli anziani”.

Sul tema delle pensioni, infine, molto sentito dai nostri connazionali, l’On. Della Vedova ha sostenuto che il nostro governo “è in costante contatto con l’INPS e il Ministero del lavoro e delle politiche sociali per vagliare la possibilità di riconsiderare il tasso di cambio attualmente utilizzato per pagare le pensioni agli italiani in Venezuela ed attuare il tasso di concambio flessibile, di valore più o meno corrispondente al precedente tasso SIMADI recentemente soppresso.

– In tal modo secondo – il rappresentante del governo – verrebbe calcolato in maniera più congrua il rateo di pensione spettante e garantito un potere d’acquisto reale, superando così le criticità legate al tasso di cambio ufficiale attualmente utilizzato, che sovrastima la valuta locale.

Fabio Porta, deputato eletto in Sudamerica e Presidente del gruppo interparlamentare Italia-Venezuela, ha così commentato la risposta del governo:

– Il Parlamento italiano non ha dimenticato i nostri connazionali che vivono in Venezuela e l’attenzione di tanti miei colleghi a quanto avviene in quel Paese conferma tale sensibilità; sono certo che il governo, che oggi come nelle scorse settimane ha risposto con altrettanta attenzione e preoccupazione ai nostri appelli, agisca rapidamente, sia sul tema delle pensioni che su quello dell’emergenza sanitaria e della sicurezza.

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Venezuela: Referendum, chiesto l’intervento dell’Osa

Pubblicato il 29 aprile 2016 da redazione

El secretario general de la Organización de los Estados Americanos (OEA), Luis Almagro

El secretario general de la Organización de los Estados Americanos (OEA), Luis Almagro

CARACAS – I deputati Luis Florido, Williams Dávila, Richard Blanco, Timoteo Zambrano, Ángel Medina e l’esponente di “Voluntad Popular” residente all’estero, Carlos Vecchio hanno, denunciato all’Osa una presunta manovra del governo per evitare possa realizzarsi il Referendum Abrogativo.

E così hanno chiesto al Segretario Generale dell’Osa, Luis Almagro, di valutare i meccanismi pertinenti per un’intervento dell’organismo con sede a Washington e suggerito la presenza in Venezuela di una sua delegazione.

Intanto, l’ex direttore del Consiglio Nazionale Elettorale, Vicentre Díaz, ha commentato che il decreto attraverso il quale si taglia la settimana lavorativa negli uffici pubblici del paese per risparmiare l’elettricità – i dipendenti pubblici ora lavorano solo due giorni alla settimana -, non può influire nei tempi di realizzazione del Referendum Abrogativo.

– Il governo – ha spiegato Vicente Díaz – non ha alcun potere per stabilire quali giorni lavora o no il “poder Electoral”. Il referendum – ha proseguito – né si può sospendere, né si può posporre a causa di una crisi elettrica.

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Il senatore Claudio Micheloni prossimamente a Caracas

Pubblicato il 20 febbraio 2015 da redazione

ITALIEN, SENAT, SENATOR, PARLAMENT, PARLAMENTARIER, EXIL, EXILPARLAMENTARIER, EXILITALIENER

CARACAS – Presieduta dal senatore Claudio Micheloni, esponente del Partito Democratico, verrà prossimamente in America Latina una delegazione del Comitato per le Questioni per gli Italiani all’Estero del Senato. Prima tappa, Buenos Aires, dove la delegazione è attesa per lunedì prossimo 23 febbraio. E vi resterà due giorni per incontrare esponenti della comunità italiana in Argentina e operatori economici. Poi la delegazione si sposterà a San Paolo, in Brasile e, quindi, finalmente in Venezuela.
A Caracas, la delegazione presieduta dal Senatore Claudio Micheloni, sicuramente avrà interesse di conoscere per bocca di chi vive la quotidianità del Paese, i problemi degli italo-venezuelani. Vi saranno, quindi, oltre alle riunioni ufficiali di rito e con gli operatori economici e culturali italo-venezuelani anche incontri con gli italiani del Venezuela, nel nostro Centro Italiano Venezolano. Tanti gli argomenti da affrontare.

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Forum con Antonella Pinto e Mariano Palazzo, Circolo Pd – Venezuela

Pubblicato il 28 settembre 2013 da redazione

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11:07Terremoto: in arrivo a Norcia altre 63 casette per Pasqua

(ANSA) - NORCIA (PERUGIA), 30 MAR - "Le 63 nuove casette contiamo di consegnarle nei giorni della Pasqua": lo annuncia il sindaco di Norcia, Nicola Alemanno: cinque mesi dopo la grande scossa del 30 ottobre scorso, "si sta lavorando - dice - come il primo giorno dopo il terremoto. Le questioni da affrontare quotidianamente sono un'infinità e occorre dare risposte puntuali, a cominciare da quelle per l'emergenza abitativa". I lavori di urbanizzazione per consegnare il nuovo villaggio, realizzato a ridosso della zona industriale, procedono spediti, con i moduli abitativi già tutti installati. Finora sul territorio di Norcia sono state consegnate 38 casette di legno e acciaio: 20 in città, in via XX Settembre, e 18 nella frazione di San Pellegrino. I container collettivi installati a Norcia sono cinque, ognuno può ospitare 48 persone. "Le casette sono calde e accoglienti, dopo mesi trascorsi al freddo, adesso finalmente abbiamo una casa senza aver paura che crolli, anche se il mio obiettivo è quello di sistemare di nuovo il mio appartamento e tornarci a vivere il prima possibile", racconta Isabella Alemanno dal portico della sua casetta di Norcia. Sempre sul fronte edilizia, domani a Norcia sarà inaugurata la nuova scuola elementare, grazie al progetto della Fondazione Francesca Rava Nph Italia Onlus e finanziato da una raccolta fondi di Coop Centro Italia e Unicoop Firenze. (ANSA).

11:06Sigarette dall’Est in Italia in bobine carta e blocchi gesso

(ANSA) - NAPOLI, 30 MAR - Sigarette di contrabbando dall'Est europeo che a bordo di tir, nascoste in finte bobine di carta da imballaggio e in blocchi di gesso per uso edile, giungevano nel Nord Italia: la Guardia di Finanza di Napoli ha sequestrato 10 tonnellate di tabacchi illeciti e arrestato 3 persone (una romena e due italiane) nell'ambito di un'operazione anti contrabbando eseguita nell'area bolognese e in provincia di Parma. Le sigarette - con i marchi Regina, D&B e Diana - del valore di oltre 2 milioni di euro, sono state scoperte in 2 depositi. Lì venivano stoccate - lontano dalla piazza partenopea su cui si sta concentrando l'attenzione delle forze dell'ordine - e poi trasferite, in piccole quantità, nel Napoletano. La vendita delle "bionde" avrebbe provocato un danno all'Erario stimato in oltre 1,5 milioni di euro. Con questo blitz le fiamme gialle hanno bloccato una nuova rotta di approvvigionamento di sigarette di contrabbando. (ANSA).

11:04Processo rating: pm Trani in aula con cravatta tricolore

(ANSA) - TRANI, 30 MAR - Indossa una cravatta con il tricolore italiano il pm del Tribunale di Trani Michele Ruggiero in occasione delle sentenze, previste per oggi, ai processi per manipolazione del mercato a carico di analisti delle agenzie di rating Standard & Poor's e Fitch. In aula sono presenti alcuni cittadini che esibiscono una bandiera italiana.

10:58Camorra: sequestro beni da 10 milioni a boss Luigi Moccia

(ANSA) - NAPOLI, 30 MAR - Gli agenti della Questura di Napoli stanno dando esecuzione al decreto di sequestro beni, ai sensi della normativa antimafia, emesso dal Tribunale di Napoli - Sezione Misure di Prevenzione - nei confronti di Luigi Moccia 60enne napoletano, elemento apicale dell'omonimo clan, attivo nella zona territoriale della provincia di Napoli. Il valore dei beni sequestrati è di 10 milioni di euro. I dettagli dell'operazione saranno resi noti alle 11,30, nel corso di una conferenza stampa che si terrà nella Sala Ammaturo della Questura partenopea. (ANSA).

10:39Bulli fanno ballare nudo in strada compagno scuola

(ANSA) - RAGUSA, 30 MAR - Costringono un compagno di scuola a ballare e a denudarsi davanti ad una adolescente in attesa del pullman che lo riportasse a casa. Non contenti registrano la 'perfomance' e la postano su un social. Uno studente di un istituto superiore di Ragusa è stato vittima di bullismo da parte di alcuni suoi compagni d'istituto. Stanco di subire, ha raccontato tutto ad un docente che ha informato il dirigente scolastico che a sua volta ha allertato gli agenti della Squadra Mobile di Ragusa. Ascoltato il ragazzo, alla presenza del padre e di psicologi, i poliziotti poi hanno interrogato i 'bulli' che si sono contraddetti ma messi alle strette hanno confessato e alla fine sono pure scoppiati a piangere. I poliziotti hanno ottenuto che chiedessero scusa al loro compagno per confermare il loro pentimento. (ANSA).

10:37Corea Sud: ex presidente Park ad udienza su mandato arresto

(ANSA) - PECHINO, 30 MAR - L'ex presidente della Repubblica sudcoreana Park Geun-hye è giunta alla sede della Corte centrale distrettuale di Seul, che dovrà decidere se concedere il mandato d'arresto richiesto dalla procura che indaga sullo scandalo di corruzione che coinvolge anche la sua confidente Choi Soon-sil. Rimossa dalla carica il 10 marzo dalla Corte costituzionale con la convalida dell'impeachment parlamentare, Park è accusata di aver agito d'intento con la 'sciamana' Choi per estorcere donazioni alle società sudcoreane, tra cui il gruppo Samsung che avrebbe versato o promesso 39 milioni di dollari in gran parte a due fondazioni riconducibili alla sua confidente. La procura addebita all'ex presidente 13 capi d'accusa. La richiesta di arresto include anche il timore di inquinamento delle prove: se accolta (il responso sarà noto in nottata o domani mattina), Park sarà condotta nel carcere a sud di Seul che ospita i primari protagonisti della vicenda, Choi e l'erede e il leader de facto di Samsung, Lee Jae-yong.

10:35Basket: Nba, Belinelli verso playoff, Oklahoma piega Orlando

(ANSA) - ROMA, 30 MAR - Grande spettacolo nella notte Nba, dove domina ancora una volta Russell Westbrook con l'ennesima tripla doppia (record di 57 punti, con 13 rimbalzi e 11 assist), la 38ma della stagione, trascinando i Thunder alla vittoria contro Orlando Magic per 114-106 dopo un tempo supplementare. Si è conclusa con la vittoria dei Golden State Warriors la sfida al vertice della Western Conference con i San Antonio Spurs. La capolista vince 110-98 e consolida il proprio primato. Nella Eastern Conference tornano in vetta alla classifica i Cleveland Cavaliers, che hanno occupato quel ruolo per tutta la stagione, salvo perderlo nelle ultime settimane dopo una serie di battute d'arresto inattese. Stanotte i Cavs hanno approfittato dello stop casalingo dei Boston Celtics (110-103 a opera di Milwaukee) che li aveva sorpassati, e si sono ripresi il primato. In chiave italiana, vittoria degli Hornets di Marco Bellinelli (21 punti) in casa dei Raptors per 110-106, e strada ancora aperta per i playoff. (ANSA).

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