Barack Obama, una marea di guai

La Bp ha riposizionato il “tappo” che argina la fuoriuscita di greggio nel Golfo del Messico, ma il presidente Obama continua a perdere colpi per colpa del disastro ambientale peggiore della storia Usa.

La rimozione
della cupola, avvenuta mercoledì dopo la collisione di un robot subacqueo con una tubatura del sistema di contenimento, ha riscatenato un notevole aumento del flusso di greggio che, con l’istallazione del dispositivo il 3 giugno scorso, si era riusciti in parte a bloccare. Ieri la cupola è di nuovo riuscita acatturare 16.600 barili al giorno, secondo i dati forniti da Bp ma la fuoriuscita continua a viaggiare intorno ai 35.000-60.000 barili al
giorno.

Non basta, ieri la nomina del nuovo responsabile delle operazioni, Bob Dudley, al posto dell’ad
Tony Hayward, è stata funestata anche da altre cattivenotizie. Due tecnici sono morti durante le operazioni.
Il capitano di un’imbarcazione assoldato dalla Bp per partecipare alle operazioni di pulizia si è tolto la vita sparandosi un colpo alla testa. Mentre un altro operaio è affogato durante i lavori. Non basta, la stagione
degli uragani in arrivo nel Golfo del Messico non fa presupporre un cammino facile per i lavori di riorganizzazione dell’area. Tutti elementi che, giorno dopo giorno, vanno erodendo sempre più la fiducia degli
americani in Obama: secondo un sondaggio del Wall Street Journal/Nbc è ormai arrivata al 48% la percentuale di cittadini Usa insoddisfatti dell’operato del presidente nel disastro ambientale.

L’amministrazione americana è ormai decisa a imporre una nuova moratoria sulle perforazioni petrolifere dopo che un giudice della Louisiana aveva paralizzato la misura decisa da Barack Obama: ma tutto questo ancora non serve a far risalire i consensi a cinque mesi dalle elezioni di mid-term. Sul fronte della Bp, che finora ha speso 2 miliardi di dollari nel tentativo di ripianare i danni fatti, le cose vanno altrettanto male: oggi il titolo è leggermente risalito in borsa dopo aver toccato i minimi da 13 anni nelle ultime settimane, ma per
l’ad Hayward la situazione non è del tutto rosea.

Oggi l’amministratore delegato si troverà di fronte a un ‘tribunale’ di investitori che, secondo fonti, incontrerà a Londra. Hayward cercherà di attirare i trader con i
nuovi progetti della compagnia, una partnership con la Chevron per le esplorazioni al largo della Cina, e
dei progetti di trivellazione in Alaska. Bisogna vedere se riuscirà a convincere i mercati.