Esproprio a Ciudad Ojeda

Pubblicato il 04 agosto 2010 da Mauro Bafile

Sapevamo tutti che prima o poi poteva accadere. Perchè no? I fatti hanno palesemente smentito chi si era fatto l’illusione che, per essere associazioni senza fini di lucro sarebbero state al sicuro. Oasi, in un paese convulso. Ed invece…

Come è accaduto ad aziende e fattorie, anche le nostre Case d’Italia, anche le nostre associazioni possono essere oggetto di invasioni abusive, di occupazioni illecite o di espropri. Il Club Italo-Venezolano di Ciudad Ojeda è stato la prima vittima. L’inizio convulso dell’esproprio del Club Italo-Venezolano di Ciudad Ojeda non colpisce solo un piccolo centro di riunione della nostra Collettività, in un piccolo centro urbano del Paese; rappresenta anche un’inquietante precedente. Non importa quanto giusto, o ingiusto, possa apparire il provvedimento. Da oggi, lo si voglia o no, l’esproprio si trasforma in una enorma spada di Damocle che pende sui nostri centri sociali; su quei luoghi che da sempre sono il simbolo della presenza italiana in Venezuela, del nostro lavoro ma, soprattutto, dell’amore verso questa terra. Già, sì.

Soprattutto dell’amore verso il Venezuela perchè chi non l’ama, o pensa ad andarsene alla prima occasione, non crea con orgoglio luoghi d’incontro come le Case d’Italia, come i Centri Italiano-Venezolani. Non costruisce strutture, come ad esempio il nostro Centro Italiano Venezolano di Caracas, considerate
addirittura patrimoni architettonici. Semplicemente non ne avrebbe ragione. I nostri clubs, come quello oggi oggetto dell’esproprio, sono isole di pace e tranquillità. Luoghi di riunione per noi italovenezolani
ma anche per spagnoli, arabi, ebrei e venezolani. Tutti vi convivono, a prescindere dalla razza e dalla religione. Così come in Italia i Clubs Venezolano-italiani, creati da emigrati italiani che hanno fatto ritorno in patria, i nostri clubs sono luoghi in cui si mantengono vive le tradizioni e si approfondisce la conoscenza di quelle del Paese in cui si vive. Ci si incontra per mantenere salde le amicizie e la cultura. Sono da sempre luoghi di nostalgia ma anche di speranza.

Il provvedimento ai danni del nostro Centro Italiano-Venezolano di Ciudad Ojeda deve essere motivo di riflessione. L’intera collettività deve manifestare la sua solidarietà
ai connazionali di Ciudad Ojeda e farsi autorevole portavoce del loro sconcerto presso le autorità locali che conoscono bene il nostro lavoro, il radicamento delle nostre radici in Venezuela e l’importanza di luoghi come i Centri sociali per trascorrere serenamente le ore di svago. Le nostre autorità, soprattutto coloro che si
attribuiscono la rappresentatività della Collettività, devono essere in prima fila. I Comites, non solo quello di Maracaibo ma anche quello di Puerto Ordaz e di Caracas, devono fare fronte comune perchè il problema è comune. Insomma, devono dare esempio di unità e di solerzia.

Così come si sono spese parole per le nostre
aziende, nazionali e trasnazionali colpite da provvedimenti lesivi ai loro interessi; così, con tutti gli strumenti legali a nostra disposizione, è indispensabile fare causa comune con il Centro Italiano Venezolano
di Ciudad Ojeda. I nostri clubs, è giusto sottolinearlo, sono il simbolo della nostra presenza, del nostro lavoro, del nostro amore per la patria d’origine e per quella di adozione.

I commenti sono chiusi.

Ultima ora

13:54Germania: Seehofer rieletto a guida Csu con 83,7% voti

(ANSA) - BERLINO, 16 DIC - Horst Seehofer è stato rieletto alla presidenza della Csu bavarese con l'83,7% dei voti. Il risultato di questa elezione, al congresso in corso a Norimberga, è una dimostrazione di tenuta per il leader, dopo la forte perdita subita alle urne del 24 settembre. Due anni fa Seehofer aveva ottenuto l'87,2%.

13:46Calcio: legale Palermo, oggi prima volta che parliamo a pm

(ANSA) - PALERMO, 16 DIC - "Oggi, per la prima volta, abbiamo potuto interloquire con la Procura presentando le nostre ragioni. Siamo molto ottimisti, aspettiamo fiduciosi la decisione del Tribunale". Lo ha detto l'avvocato del Palermo, Francesco Pantaleone, al termine dell'udienza sull'istanza di fallimento della società presentata dalla Procura. "Abbiamo ripercorso quanto scritto nelle memorie - ha spiegato - il fatto di avere avuto un confronto con la Procura è molto importante". Il presidente del Palermo, Giovanni Giammarva, si dice fiducioso: "Speriamo di avere belle notizie a breve. Abbiamo illustrato le nostre ragioni al Tribunale, siamo sicuri dei nostri bilanci. Sono sereno e l'evolversi della situazione ci rende ancora più ottimisti. L'analisi dei documenti ci rende davvero tranquilli".

13:43Nuoto: Europei,Rivolta e Codia tentano il bis in 50 farfalla

(ANSA) - ROMA, 16 DIC - Nelle gare della mattinata ai campionati europei di nuoto in vasca corta, in corso a Copenhagen, hanno confermato il loro grande stato di forma Matteo Rivolta e Piero Codia, qualificandosi agevolmente per le semifinali dei 50 farfalla. Con un occhio alla finale per una possibile doppietta bis, dopo quella dei 100 farfalla dei giorni scorsi. Nei 200 misti Ilaria Cusinato ha vinto la sua batteria in 2'09"91 e guadagnato un posto in finale. In finale anche la 4X50 sl mista (in vasca per l'Italia Zazzeri, Vergani, Pellegrini, Ferraioli): il quartetto azzurro ha fatto il quinto tempo in 1'31"50 ed è passato. Altri responsi delle batterie di oggi: in semifinale Silvia Scalia e Elena di Liddo nei 50 dorso. La stessa Di Liddo e Ilaria Bianchi sono in semifinale anche nella gara dei 100 farfalla.

13:41Igor: ora è caccia alla ‘rete’, decina nomi nel mirino

(ANSA) - BOLOGNA, 16 DIC - Sono una decina i nomi nel mirino degli inquirenti italiani che indagano sull'ipotetica rete di appoggi di 'Igor', il criminale serbo Norbert Feher arrestato in Spagna, dopo una sparatoria con tre morti nella provincia Teruel, in Aragona. La Guardia Civil si è imbattuta in lui casualmente mentre indagava su alcune rapine nella zona. La Procura di Bologna ha chiesto il verbale dell'udienza che si terrà domani in Spagna, dove Norbert Feher comparirà in seguito all'arresto per il triplice omicidio commesso nella zona di Teruel, dove il 14 dicembre sono morti due uomini della Guardia Civil e un allevatore. Il procuratore Giuseppe Amato e il pm Marco Forte si sono attivati attraverso Eurojust e stanno valutando le mosse da compiere nei confronti di 'Igor': anche in base a come si comporterà davanti al giudice spagnolo, decideranno quando sentire l'indagato. L'obiettivo è capire come e quando Feher è riuscito a lasciare l'Emilia per raggiungere la sperduta zona dell'Aragona. (ANSA).

13:36Nuoto: Europei, Dotto show, in semifinale con miglior tempo

(ANSA) - ROMA, 16 DIC - Un grandissimo Luca Dotto ha vinto la sua batteria e fatto il miglior tempo (46"81) nei 100 sl ai campionati europei in vasca corta in corso a Copenhagen. Il campione azzurro si è qualificato per la semifinale della gara regina, e con lui è passato anche Lorenzo Zazzeri (47"). Fuori dalle semifinali invece Marco Orsi, campione in carica, che pure ha vinto la sua batteria e ha fatto il sesto tempo in 47"13. Orsi è stato eliminato per le quote nazionali, e così pure Alessandro Miressi, che aveva segnato il decimo tempo in 47"35. Orsi si è rifatto comunque nei 100 misti, vincendo la sua batteria in 52"13 a un solo centesimo dal record italiano. Dietro di lui Simone Geni, in 52"74. Entrambi vanno in semifinale. In questa gara ha dato forfait all'ultimo momento il primatista del mondo Morozov.

12:58Calcio: Palermo, istanza fallimento, giudice si riserva

(ANSA) - PALERMO, 16 DIC - Il giudice del tribunale di Palermo, Giuseppe Sidoti, si è riservato di decidere sull'istanza di fallimento del Palermo calcio presentata dalla Procura, secondo la quale la società sarebbe insolvente. I pm avevano presentato anche una memoria nei giorni scorsi per rispondere ai rilievi della difesa del Palermo.

12:50Mafia: arrestato boss della ‘società’ foggiana

(ANSA) - FOGGI, 16 DIC - La polizia ha arrestato a Foggia il boss della 'società' foggiana, Federico Trisciuoglio di 64 anni e il figlio Giuseppe, di 40, per provvedimenti di carcerazione emessi dalla Procura Generale di Bari. Sconteranno condanne per estorsione aggravata dal metodo mafioso: il padre è a sette anni di reclusione, il figlio a quasi cinque anni. Federico Trisciuoglio ha già subito condanne per associazione mafiosa nell'ambito dei processi storici alla criminalità organizzata foggiana. La condanna per cui è stato ora riportato in carcere si riferisce alla operazione 'piazza pulita' del 2010 su estorsioni a funzionari dell'azienda municipalizzata Amica (raccolta e smaltimento dei rifiuti), che all'epoca era di proprietà del Comune. Gli Trisciuoglio imponevano le assunzioni anche grazie all'intermediazione di politici locali. Gli assunti venivano pagati anche se non lavoravano e quando funzionari dell'Amica tentarono di contestare queste mancanze, furono minacciati di morte da parte di Federico Trisciuoglio.

Archivio Ultima ora