Veltroni: sì a federalismo, al governo con tutte le forze

Pubblicato il 22 gennaio 2011 da redazione

TORINO – Sala stracolma al Lingotto già prima dell’inizio della Convention di Movimento Democratico, che sarà aperta alle 11 circa da Walter Veltroni. Gli organizzatori sono stati costretti ad utilizzare una seconda aula, visto che la sala affittata, con 500 posti, è oltre i limiti della capienza. La manifestazione di Movimento Democratico vedrà gli interventi di Paolo Gentiloni all’ora di pranzo e la chiusura di Beppe Fioroni alle 16.


E’ previsto che prenderà la parola anche il segretario Pier Luigi Bersani, nel primo pomeriggio. A fotografare il clima «ecumenico» della manifestazione è la presenza di esponenti del partito di altre aree come Dario Franceschini, Pippo Civati (uno dei leader dei rottamatori), Ivan Scalfarotto (area Marino) e Fausto Recchia (area di Arturo Parisi). Tra gli ospiti anche Gary Hart, il ‘grande vecchio’’ del partito Democratico Usa dopo la scomparsa di Ted Kennedy.


Un nuovo governo che faccia alcune riforme, tra cui il federalismo; in alternativa sono preferibili le elezioni che sarebbero comunque meglio della «livida prosecuzione» del governo Berlusconi. Lo ha detto Walter Veltroni durante la convention di Movimento democratico al Lingotto. In caso di ricorso anticipato alle urne però, andrà evitato «il tragico errore del 1994, quando le divisioni nel campo democratico spianarono la strada all’avventura berlusconiana».


Per il Pd «l’obiettivo realistico é diventare il primo partito italiano», in grado di «guidare il Paese verso il cambiamento», ma questo è possibile a tre condizioni. Veltroni ha quindi indicato le tre condizioni: «In primo luogo non opporre al populismo di Berlusconi un populismo uguale e contrario»; in secondo luogo «affrancarci dall’opzione frontista» e cioé quella secondo lui «si è uniti solo dall’essere contro qualcuno, senza avere una proprio proposta di governo»; in terzo luogo deve avere «coraggio dell’innovazione». Il compito del Pd, ha spiegato, non è quello di «difendere, bensì di cambiare».


– Questo non è nuovismo, è realismo – ha aggiunto riferendosi alle accuse fatte da D’Alema – in un mondo nel quale tutto cambia velocemente, se i democratici si chiudono in difesa, non potranno impedire il cambiamento. Semplicemente dovranno rassegnarsi a subirlo, a vederlo procedere sulla base di valori e interessi altrui, anziché essere loro, almeno in parte ,a produrlo, guidarlo e orientarlo.


Veltroni, poi, riferendosi allo scandalo che ha investito il premier ha detto:


– O Berlusconi può chiarire tutto davanti ai magistrati, e non credo che sarà in grado di farlo, oppure per una volta non pensi a se stesso ma a 60 milioni di italiani, e faccia un passo indietro e si dimetta


Superare il contrasto tra contratti a tempo determinato e contratti a tempo indeterminato adottando «un diritto unico del lavoro». E’ una delle proposte lanciate da Walter Veltroni alla convention di Movimento democratico.


– In quasi tutti i settori produttivi – ha detto Veltroni – oggi possono esistere aziende importanti con pochissimi lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato e e una enorme massa di lavoratori di serie B, C e D. Insomma oggi non bastano proposte di ordinaria manutenzione del nostro diritto del lavoro, magari accompagnate da un immediato, forte aumento dei contributi previdenziali. Bisogna puntare risolutamente al bersaglio grosso, ora, subito. Questo è il tempo – ha aggiunto – di una battaglia per l’adozione di un ‘diritto unico al lavoro’, che possa applicarsi a tutti senza compromettere la competitività delle nostre imprese.


Non è mancato un riferimento ai fatti di Mirafiori.


– A quei lavoratori, al loro sì contrattato e sofferto, penso debba andare il rispetto, l’ammirazione, la gratitudine di tutti gli italiani. Ma occorre anche comprendere le ragioni del no e con esse dialogare: lo ha affermato Walter Veltroni -. Senza gli accordi – ha sottolineato Veltroni – non ci sarebbe stato l’investimento, Napoli, Torino, l’Italia avrebbero visto ridimensionata una presenza industriale che deve invece essere confermata e rilanciata. Con gli accordi Fiat è ora chiamata a confermare ed estendere il suo radicamento in Italia. Con gli accordi, per i sindacati, la cui unità non dobbiamo mai smettere di cercare e promuovere, per le imprese e per la politica, si è aperta una fase nuova paragonabile a quella in cui decine di anni fa si affermò una nuova legislazione del lavoro


Dal canto suo, il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, intervenendo alla manifedstazione ha affermato:


– Ho ascoltato il discorso di Walter Veltroni, molto bello; non ho registrato lontananze sul piano programmatico. E’ possibile una sintesi e vedo un partito pronto alla battaglia. Il mio compito è garantire la dignità politica di ogni posizion.


Bersani ha assicurato alla platea che il suo impegno è quello di «ribadire le ragioni fondamentali» del Pd, vale a dire quelle di una formazione in grado di dar voce a diverse culture politiche e non solo a quelle di sinistra.

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