Alfano delfino di Berlusconi? Maggioranza in fibrillazione

ROMA – In un partito dilaniato da guerre intestine e in piena fibrillazione, l’ipotetica investitura di Angelino Alfano a successore di Silvio Berlusconi ha creato l’effetto di un piccolo tsunami. Con la conseguenza che l’idea è stata prontamente ridimensionata dallo stesso Cavaliere. Dentro il partito, ma anche nella maggioranza, la notizia trapelata dalla cena con i corrispondenti esteri è stata al centro dell’attenzione.


– Stimo molto questo giovane Guardasigilli – è la premessa un po’ gelida di Altero Matteoli – detto questo non è Berlusconi a dover dare una eventuale investitura visto che democrazia vuole che sia un congresso a prendere certe decisioni.


Parole che danno corpo alle preoccupazioni di molti, compresi gli altri ex colonnelli di via della Scrofa. Ma anche fra gli ex azzurri la notizia non è piaciuta molto. A cominciare dai fedelissimi.


– E’ un’esercitazione di un giorno visto che Berlusconi non lascia – liquida la faccenda Fabrizio Cicchitto.
E persino il diretto interessato, forse preoccupato che di ‘bruciarsi’ fa spallucce.
– Berlusconi sarà presidente del Consiglio ancora molto a lungo – premette Alfano.


Insomma, nessuno appare entusiasta. Tanto che prima del vertice di maggioranza tenutosi a palazzo Grazioli, il portavoce del premier Paolo Bonaiuti torna a ridimensionare le ‘rivelazioni’ dei giornali stranieri. Berlusconi sa che potrebbe non essere sufficiente e decide di rassicurare tutti personalmente.
– Sarebbe il massimo che oltre a tutto ciò che mi attribuiscono, mi prendessi anche la colpa su chi verrà dopo di me – premette scherzando. Poi, più serio, aggiunge:
– Non ho mai detto di aver nominato Alfano mio successore. Il Pdl è un partito democratico, sul futuro deciderà il partito.


Il premier, poi, annuncia il rimpasto, rilancia su riforma della giustizia e intercettazioni, prova a ‘blindare’ il cammino della prescrizione breve, a fronte delle perplessità espresse a caldo dal Capo dello Stato Giorgio Napolitano.
– Al Colle – spiega il premier nel vertice di maggioranza convocato a Palazzo Grazioli per brindare al risultato portato a casa dalla maggioranza e tracciare la ‘road map’ sulla giustizia – salirà il Guardasigilli Angelino Alfano, con il compito di spiegare le molte falsità e la disinformazione fatte circolare sui devastanti effetti che la prescrizione avrebbe su processi come quello per la strage di Viareggio.


E’ così come il presidente del Consilgio ha spiegato di voler procedere spedito sulla riforma istituzionale e su quella della giustizia, forte di una maggioranza che si è mostrata ‘’coesa e compatta’’ a differenza delle opposizioni.
– Abbiamo i numeri per fare le riforme. Usiamoli! – sprona perciò Berlusconi, rinvigorito dal voto alla Camera e deciso ad incoraggiare la compattezza mostrata dalla maggioranza con una ulteriore tranche di nomine. E proprio il capogruppo dei Responsabili Luciano Sardelli – che insieme a quelli di Pdl, Gasparri e Cicchitto, e Lega, Reguzzoni e Bricolo, ha preso parte al vertice con i coordinatori Verdini e La Russa – ha annunciato che ‘’la prossima settimana ci sarà la seconda tranche del rimpasto’’ con l’ingresso di altri ‘responsabili’ al governo, dopo la nomina di Saverio Romano all’Agricoltura. Il premier dovrebbe nominare in tutto tre viceministri e una decina di sottosegretari.

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