Draghi bacchetta i governi

WASHINGTON – Mario Draghi parla già come presidente della Bce, incarico che ricoprirà dal prossimo novembre. Così, in occasione della riunione del Comitato monetario e finanziario internazionale del Fmi, evoca le “sfide urgenti” per le autorità di regolamentazione e di stabilità finanziaria legate alle preoccupazioni sui debiti sovrani.


Draghi, presidente di Bankitalia e numero uno del Financial Stability Board, sottolinea come “i rischi sovrani e del sistema finanziario sono strettamente interconnessi. I governi devono fare la loro parte, agendo con forza per rafforzare le posizioni fiscali e aumentare la competitività attraverso riforme strutturali con scadenze concrete”.


Nel suo intervengo, Draghi ha poi sottolineato come “allo stesso tempo il settore finanziario dovrà continuare a riparare e a rafforzare i bilanci delle banche per ricostruire la resistenza agli choc. Il Financial Stability Board – prosegue Draghi – sta attentamente monitorando gli sviluppi dei mercati e le azioni per rafforzare i bilanci bancari, e i suoi membri stanno lavorando strettamente insieme per sostenere la stabilità finanziaria”.
Gli ultimi sviluppi sui mercati, conclude il numero uno di Bankitalia, hanno sottolineato il bisogno di accelerare e “attuare pienamente il programma di riforma finanziaria globale allo scopo di fondare istituzioni finanziarie, mercati e infrastrutture più resistenti”.

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