Killer catamarano:telefonata a genero,’in galera per sempre’

(ANSA) – ANCONA, 21 MAG – Una sola telefonata al genero, dopo l’arresto, e poche parole: ”se vuoi dirlo a mia figlia, mi hanno preso. Stavolta torno in galera per sempre”. La figlia Caroline, che vive in Olanda, non vuol più saperne di quel padre ingombrante, e Filippo De Cristofaro, il killer del catamarano, nell’unica telefonata che gli era consentita, ha comunicato al marito di lei che era stato preso sul treno fra Sintra e Lisbona. Da latitante, con un passaporto falso molto ben contraffatto, commissionato a criminali albanesi conosciuti in carcere in Italia e ritirato Milano, dopo l’evasione da Portoferraio, De Cristofaro si spostava in treno, il mezzo meno rischioso per un uomo in fuga. Quasi ogni giorno lasciava l’alloggio di Galamares, una casa immersa nel verde ma dall’arredamento spartano – un fornelletto da roulotte, un piccolo armadio, pochi abiti – per raggiungere la capitale del Portogallo, forse per racimolare dei soldi con qualche lavoretto, o forse per traffici più consistenti. Poi tornava a nascondersi in campagna.

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