‘Rapisce’ bimba: procuratore, presa in braccio, non è reato

(ANSA) – PALERMO, 31 AGO – Si sgonfia il caso dell’indiano denunciato il 16 agosto con l’accusa d’aver tentato di rapire una bimba di 5 anni sulla spiaggia di Scoglitti: “Il reato – dice con ironia il procuratore capo di Ragusa Carmelo Petralia, intervistato da Repubblica-Palermo – sarebbe quello di ‘presa di bambina in braccio’, ma il nostro Codice non lo prevede”. Sulla vicenda la procura generale di Catania e gli ispettori di via Arenula hanno chiesto una relazione a Petralia. Il pm Giulia Bisello si era rifiutata di confermare il fermo di Ram Lubhaya e per questo era stata presa di mira da parte di esponenti del centrodestra e di comuni cittadini. Petralia spiega: l’indiano fa una carezza e prende la prende in braccio, in presenza del padre. Dopo 45 secondi il papà gli dice di lasciare la bimba. Ma un amico dei genitori nota la scena e chiama i carabinieri, che fermano l’indiano per sequestro di persona, “un fermo tecnicamente sbagliato – sottolinea Petralia – Dopo una notte in cella, il mio pm lo libera, giustamente”.

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