La Circoscrizione Estero

Coraggio e fermezza. Forse, anzi soprattutto, onestà intellettuale. Il premier Enrico Letta ha sorpreso tutti. Stanco dei diktat e dei ricatti, ha rifiutato compromessi di comodo e mostrato coerenza, una virtù rara nella politica italiana – e ci sia permesso di dirlo con franchezza, non solo in quella italiana –

Una porta aperta

Dalla politica all’economia, dall’utopia al pragmatismo. Il recente viaggio del presidente della Repubblica, Nicolás Maduro, e del suo ministro degli Esteri, Elías Jaua, al Vecchio continente, rappresenta una svolta importante nelle relazioni diplomatiche del Paese

Salviamo la nostra scuola

Motivo di vanto e di prestigio. Insomma, di orgoglio. Ieri era il fiore all’occhiello della nostra Collettività; oggi, in cambio, é solo motivo di preoccupazione. La scuola, la nostra “Agustín Codazzi”, vive uno dei suoi momenti più difficili. Forse il peggiore della sua storia. Creata tra mille illusioni da chi era fermamente convinto che una Comunità, per conservare le sue radici, deve promuovere innanzitutto la diffusione della propria lingua e della propria cultura, oggi deve affrontare i tanti problemi che per troppi anni sono stati sottovalutati, trascurati e procrastinati.

Nuovo Look per una nuova sfida

New look. Una nuova veste per stare a tono con i tempi che cambiano, ma non solo. L’internauta che oggi visita la nostra ‘voce’ troverà la grata sorpresa di una pagina assai diversa da quella che lo ha accompagnato, giorno dopo giorno, in questi anni. Avrà davanti a sé una ‘voce.com.ve’ dal formato nuovo, svecchiato, più dinamico e partecipativo. Il navigatore, il nostro internauta, non sarà più un semplice spettatore; un lettore distante e passivo ma, attraverso i suoi commenti, sarà protagonista ed interprete dei fatti che lo interessano e coinvolgono la nostra Comunità.

Immigrazione ed emigrazione una ricchezza per il Paese

Due paesi. Due Italie. Il presidente Napolitano, con il suo autorevole intervento, ha messo il dito nella piaga. E fatto notare quanto assurdo sia che chi nasce in Italia non abbia diritto alla cittadinanza. Eppure è così. Tale è il caso dei figli degli immigrati. Una ingiustizia giuridica alla quale il capo dello Stato ha chiesto di porre rimedio. Il presidente Napolitano, trasformandosi nella coscienza del Paese, ha semplicemente messo in evidenza il problema che riguarda tanti giovani, che, sebbene formalmente continuino ad essere stranieri a seguito della normativa vigente, siano di fatto cittadini italiani

L’Inps e le nostre comunità

Loro. Proprio così. Ancora una volta loro: i nostri anziani, la fascia più esposta e meno protetta della nostra Collettività. Se ieri, per una decisione assurda che comporta un risparmio irrisorio per le arche dello Stato, è stato stabilito di tagliare anche sul capitolo di spesa relativo agli italiani all’estero; oggi l’Inps, attraverso una disposizione transitoria che sorprende, ha deciso di creare nuovi disagi ai nostri pionieri, a quelli che ricevono una pensione dall’Italia. Non si sa quanti siano quelli penalizzati dalla norma provvisoria

Una scuola biculturale

La notizia, al principio, ha avuto lo stesso effetto di un fulmine a ciel sereno. Ora, dopo la pausa pasquale e ormai tornati alla quotidianità, alla sorpresa iniziale deve far seguito una profonda riflessione. D’altronde, quanto sta accadendo alla Scuola Agostino Codazzi è un campanello d’allarme che non va né ignorato né sottovalutato.

Uniti nelle difficoltà

Tempi di crisi, tempi difficili. Le ristrettezze economiche hanno obbligato le autorità a provvedimenti severi. In primis, l’intervento radicale sul controllo dei cambi, con l’eliminazione dello schema precedente. Di fatto, si è decretata la svalutazione del bolívar pari ad oltre il 70 per cento del suo valore. Scelta scontata ma, non per questo, meno discutibile e polemica

Un triste natale

Non sarà questo un bel Natale. Non lo sarà, almeno, per i nostri connazionali che non potranno usufruire nuovamente delle “Polizze-Rescarven”. La notizia, resa nota in questi giorni dal Consolato Generale d’Italia, è arrivata come una doccia fredda. Si legge nel comunicato affidato alle pagine del nostro Giornale che il contratto stipulato tra il Consolato Generale d’Italia e la compagnia Rescarven , “per la copertura di 800 connazionali scade il 31.12.2010

Solidarietà

Il 7 aprile del 2009, all’indomani del terribile terremoto che distrusse il centro storico dell’Aquila ed i suoi magnifici borghi, chiamammo all’appello la nostra Collettività. E tutti risposero, senza eccezione. Risposero le nostre istituzioni e fecero altrettanto tutti i nostri connazionali. Fu una corsa alla solidarietà. Allora, la generosità degli italiani del Venezuela – di tutti gli italiani e non solo di quelli di origine abruzzese – si materializzò in una cospicua somma di denaro

Gli immigrati

L’immigrazione è fonte di ricchezza. Nulla di nuovo. Nessuna scoperta trascedentale, almeno per noi che viviamo l’Italia fuori d’Italia. D’altronde, è sufficiente uno sguardo alla nostra realtà. Non vi pare? Gli italiani all’estero non solo hanno contribuito con le loro rimesse al miracolo economico degli anni ’60…

Il futuro dei Fedeciv

Tante le critiche. Gli argomenti, poi, sono sempre gli stessi. Anche a Merida. Li citiamo: i nostri “giochi Fedeciv” sono diventati ormai un “mostro” difficile da gestire ed ancor più da programmare, eppoi rappresentano una spesa difficilmente giustificabile in un contesto economico di crisi come quello che viviamo oggi…

El 26/S

¿El 26/s nació otra Venezuela? ¿Al día siguiente del proceso electoral, despertamos en un país distinto? No creemos. No somos de los que comulgan con esta tesis. Al contrario, somos de los que están convencidos de que el país que se expresó a través del voto siempre ha existido. Decimos, Venezuela nunca ha dejado de ser políticamente plural.

L’ultimo treno

Non è un segreto. Non lo era ieri e non lo è oggi. Ma sì un argomento che molti avrebbero preferito non dover affrontare – almeno non in questo periodo estivo – o addirittura continuare ad ignorare convinti, chissà, che il problema scompare se non se ne parla. Ergo, se si ignora… Invece, tutt’altra è la realtà.

Esproprio a Ciudad Ojeda

Sapevamo tutti che prima o poi poteva accadere. Perchè no? I fatti hanno palesemente smentito chi si era fatto l’illusione che, per essere associazioni senza fini di lucro sarebbero state al sicuro. Oasi, in un paese convulso. Ed invece… Come è accaduto ad aziende e fattorie, anche le nostre Case d’Italia, anche le nostre associazioni possono essere oggetto di invasioni abusive, di occupazioni illecite o di espropri.

Il diritto ad una stampa libera

Domani la “Voce” non sarà in edicola. La Redazione, come quella della stragrande maggioranza dei quotidiani italiani, aderirà alla “Giornata del Silenzio dell’Infomazione” indetta dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana; giornata di protesta contro l’intenzione del governo di approvare il disegno di legge sulle intercettazioni.

Il falò di Miccichè

Era il classico segreto di Pulcinella. Se ne aveva la certezza, ma non le prove. E così del voto “inquinato”, dei brogli elettorali, delle schede truccate o di quelle mai arrivate a destinazione se ne parlava un po’ ovunque: nei tavolinetti dei bar di Sabana Grande, frequentati da connazionali, e in quelli dei nostri centri sociali; durante riunioni conviviali o semplicemente in strada.

L’Aquila, un anno dopo

L’Aquila: la vita si è fermata alle 3:32 del sei aprile di un anno fa. Quel mattino, quando la terra ha tremato mietendo vite e distruggendo famiglie, all’Aquila nessuno rideva. Lo abbiamo già detto ma “repetita iuvant”. Una manciata di secondi, tanto è bastato per trasformare il capoluogo abruzzese in una città fantasma

59 anni

59 anni. Non sono pochi. Rappresentano uno squarcio di storia contemporanea vissuta accanto alla nostra Collettivita, raccontandola. Non sono un traguardo ma un nuovo punto di partenza

Un silenzio assordante

Contrattisti, petrolio ed espropriazioni. Si chiude un capitolo della nostra storia economica contemporanea; un capitolo che i pionieri cominciarono a scrivere nel secolo scorso. A cavallo degli anni ‘50 e ‘70, ad essere precisi…