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Alitalia, pressing del ministro Delrio: “Si può chiudere in 3-4 settimane”

Pubblicato il 05 dicembre 2017 da ansa

 

 


ROMA.- Il Governo spinge per chiudere la vendita di Alitalia prima delle elezioni politiche. I ministri Calenda e Delrio lo avevano indicato già nei giorni scorsi, e oggi il titolare dei trasporti è tornato a dire che si può fare, auspicando persino tempi più stretti, cioè la fine dell’anno.

Delrio esclude inoltre la necessità di estendere il prestito ponte concesso fino a fine aprile: i soldi in cassa, assicurano anche i commissari, sono ampiamente sufficienti per arrivare alla stagione invernale 2019. Nelle casse della compagnia ci sono infatti al 30 novembre 836 milioni, hanno fatto il punto in audizione al Senato i commissari Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari.

“Siamo tranquilli, abbiamo munizioni sufficienti per garantire un lungo periodo”, ha assicurato Gubitosi, spiegando che la “stagione estiva e la prossima invernale, quella del 2019, possiamo condurle con questo ammontare a disposizione”. La fase più delicata arriva ora: dicembre, gennaio e febbraio sono infatti i mesi più “complicati” in cui si consuma più cassa, hanno spiegato, ma poi si recupererà con una “buona” stagione estiva.

Sul fronte dei ricavi, invece, previsioni rosee per l’inizio del 2018: i trend “positivi” degli ultimi giorni (“il lungo raggio è la parte dell’azienda che sta andando meglio”), ha detto Gubitosi, fanno prevedere una crescita superiore all’1%. I commissari, che ricevono il plauso del ministro dell’economia Pier Carlo Padoan (“un buon lavoro nel senso di rendere efficiente l’operatività”) e di Calenda (“ottimo lavoro”), ricordano intanto che la loro gestione è solo “transitoria”, chiedono più trasparenza sui sussidi alle low cost (Alitalia ha fatto una causa e una sentenza della Cassazione è attesa a giorni) e auspicano un miglior rapporto con Aeroporti di Roma, facendo l’esempio della Cina, su cui Alitalia ha difficoltà perché c’è uno “sbilanciamento” totalmente a favore di Pechino e avanti così si dovrà valutare la permanenza sulla rotta.

Massima riservatezza dei commissari invece sulle trattative con i potenziali acquirenti. In pole position sembra esserci Lufthansa, con la quale – spiega Delrio – i contatti sono “seri” e non si profila un impatto dalla vicenda Air Berlin. Invece il fondo californiano Cerberus, che ha manifestato interesse per tutta la compagnia ma non ha mai presentato un’offerta vera e propria, avrebbe chiesto ai commissari una settimana di tempo e deciderà entro domenica se presentare un’offerta o ritirarsi definitivamente.

Intanto si punta a traguardare la vendita prima delle elezioni, che saranno probabilmente a marzo. Per i commissari è “difficile a dirsi”, ma assicurano che faranno “tutto il possibile”. Per Delrio la chiusura “può avvenire anche prima” del voto, ma “auspicabilmente anche nelle prossime tre-quattro settimane”, dipende dallo stato di avanzamento dei negoziati.

(di Enrica Piovan/ANSA)

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Alitalia: la stilista Alberta Ferretti disegnerà le nuove divise

Pubblicato il 29 novembre 2017 da ansa

 


ROMA. – Sarà Alberta Ferretti a disegnare le nuove divise Alitalia. Lo si legge in una nota di Alitalia. La celebre stilista ha accettato di collaborare per rinnovare l’immagine della compagnia italiana, con una collezione che coniughi eleganza e praticità per garantire a tutto il personale, di volo e di terra, comfort e benessere in ogni occasione lavorativa e in tutte le stagioni. La casa di moda curerà il disegno e la progettazione delle nuove uniformi.

“Alitalia è un simbolo iconico e istituzionale del nostro Paese. Per questo ho subito accettato con entusiasmo la proposta di disegnare le nuove divise della compagnia. Mi piace l’idea di portare la creatività, l’eleganza e la qualità del nostro Paese nel mondo”, ha affermato Alberta Ferretti.

“Siamo orgogliosi del fatto che Alberta Ferretti abbia accettato di disegnare le nuove divise Alitalia. Sono tradizionalmente un’icona di stile e vogliamo che siano un simbolo dell’italianità”, affermano i commissari straordinari di Alitalia, Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari.

A causa del naturale logoramento dei capi, passato un certo periodo di tempo è necessario procedere al riassortimento delle divise, spiega la compagnia. In vista della prossima fornitura di magazzino si è deciso di sostituire l’attuale modello con un nuovo disegno firmato da una stilista italiana di fama mondiale.

La scelta di cambiare le divise è stata presa anche per venire incontro alle numerose richieste provenienti dal personale operativo, con il proposito di migliorare il benessere e la qualità del lavoro di chi le indossa tutti i giorni. L’intento è quello di rendere disponibili le nuove uniformi per l’estate.

La collaborazione con la casa di moda per la creatività e la progettazione delle nuove divise Alitalia non comporta alcun esborso finanziario per Alitalia. La remunerazione della maison, secondo quanto si apprende, sarà fatta con l’emissione di biglietteria aerea.

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Ministro Calenda: “Tre offerte per Alitalia, priorità i collegamenti”

Pubblicato il 27 novembre 2017 da ansa

 

 


ROMA. – Lufthansa, Easyjet e Cerberus: è tra questi interessati che si cerca il potenziale acquirente per Alitalia. A farlo capire è il ministro dello sviluppo economico Carlo Calenda, che per la prima volta parla esplicitamente di “tre offerte”, ma marca la differenza tra le proposte vincolanti arrivate da Lufthansa ed EasyJet, e l’interesse manifestato dal fondo americano, fattosi avanti oltre i termini prefissati e senza alcuna offerta formale.

“Oggi abbiamo più di tre offerte sul campo: una più finanziaria e due più industriali”, ha spiegato il ministro al ‘Faccia a faccia’ con Giovanni Minoli su La7. Il riferimento è evidentemente alle due offerte vincolanti per la parte volo arrivate entro la scadenza del 16 ottobre (in tutto ne sono arrivate sette, le altre sono per l’handling), da parte di Lufthansa ed Easyjet.

La terza ‘offerta’, quella solo finanziaria, è probabilmente quella di Cerberus, che si è detto pronto ad acquistare l’intera compagnia e il cui coinvolgimento nella partita è stato di fatto sdoganato dall’incontro con il fondo che hanno avuto ad inizio novembre a New York i commissari Luigi Gubitosi e Stefano Paleari.

“Le valuteremo partendo dalla priorità numero uno, cioè assicurare i collegamenti”, ha sottolineato Calenda, che, facendo un plauso al “buon lavoro” del commissario Gubitosi che ha speso “pochissimo” del prestito dello Stato (dei 900 milioni in cassa ci sono ancora 849 milioni), ha indicato altre due priorità: “meno soldi pubblici possibili” e “la questione lavoratori”.

Intanto i commissari, che nei giorni scorsi hanno incontrato anche una delegazione di Lufthansa (la cui offerta, sempre per Calenda, va “migliorata”), proseguono il tour de force con tutti gli interessati che si sono fatti avanti per l’ex compagnia di bandiera: con Cerberus, secondo indiscrezioni, potrebbero rivedersi in settimana, mentre per EasyJet si attende l’arrivo del nuovo ceo, in carica dal primo dicembre.

Ma non c’è solo Alitalia tra i dossier caldi sul tavolo del ministro Calenda. Che torna a stigmatizzare il comportamento di Vivendi, questa volta nei confronti di Mediaset: “non vieni e fai un’operazione su un’azienda come Mediaset, senza dire cosa ci vuoi fare, senza spiegarlo al Paese, mentre il Paese sta votando il nuovo Governo. Se l’avessimo fatto noi in Francia, ci avrebbero preso a calci nel sedere”.

E avanza una proposta “personale” per la Rai (su cui non concorda il suo sottosegretario con delega alle comunicazioni Giacomelli): privatizzarla, dando il canone a chi fa progetti con un valore di servizio pubblico. E se sul fronte politico nazionale Calenda si augura un esecutivo ‘Renzusconi’, il ministro torna a pungolare la sindaca di Roma Virginia Raggi, dopo l’intervista in cui la definiva “turista per caso”: “Si lamenta continuamente dei soldi ma il vero problema è spenderli. E soprattutto fare le cose, farle accadere. Altrimenti – chiosa Calenda – sono tutte chiacchiere”.

(di Enrica Piovan/ANSA)

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Alitalia migliora i conti, pressing del Governo su Lufthansa

Pubblicato il 22 novembre 2017 da ansa

 


ROMA. – C’è ancora molto da fare, ma l’Alitalia che si prepara all’appuntamento con il futuro acquirente registra miglioramenti. L’Ebitda nel secondo semestre sarà positivo, non si ha memoria di così tanti soldi in cassa e migliora il clima con i dipendenti che si era nettamente deteriorato. E mentre i commissari in questa fase di ‘procedura negoziata’ hanno esteso il confronto a tutti gli interessati fattisi avanti finora, il Governo torna in pressing su quella che sembra l’offerta in cui tutti sperano, quella di Lufthansa.

“L’offerta, com’è oggi, va migliorata, l’impegno è a migliorarla”, ha detto Calenda in un’intervista a Radio Capital, indicando anche la direzione: fare in modo che gli italiani “abbiano collegamenti più efficienti possibile e non si mettano soldi pubblici”.

Paletti che si aggiungono all’avvertimento lanciato qualche giorno fa dal titolare dei trasporti Graziano Delrio, che con i tedeschi vuole “patti chiari” perché non si può fare come non contasse niente non avere una compagnia nazionale. E alla luce dei risultati positivi dell’azienda, torna a ripetere che non c’è tutta questa fretta nel processo di vendita.

I commissari, che non si sbilanciano in commenti sulla procedura di vendita, assicurano di muoversi “esclusivamente nell’interesse della compagnia”: “non facciamo marketing politico, faremo la cosa giusta”, ha detto Luigi Gubitosi in audizione alla Camera insieme a Stefano Paleari (Laghi era a Bruxelles per l’Ilva). “Abbiamo il mandato per una soluzione sostenibile”, ha aggiunto, assicurando anche l’impegno a “proteggere ogni posto di lavoro” (oggi i dipendenti totali sono circa 9 mila, il 16% in meno).

Gubitosi ha anche smentito differenze di vedute con i colleghi (“non abbiamo idee identiche ma spesso simili”), assicurando il comune obiettivo di “trovare una soluzione di lungo periodo che non riproponga i problemi” che hanno caratterizzato Alitalia in questi anni.

Intanto, a quasi sette mesi dal loro arrivo, i commissari, pur continuando a ripetere che c’è ancora molto da fare, archiviano i primi risultati: tra giugno e ottobre il risultato netto è stato negativo per 31,3 milioni (20,9 milioni escludendo gli interessi sul prestito governativo), l’Ebitda positivo per 73,9 milioni, i ricavi pari a 1,432 miliardi. Con questi numeri, l’Ebitda del secondo semestre, finora stimato in pareggio, sarà positivo.

Inoltre, in cassa è disponibile quasi tutto il finanziamento pubblico: ad ieri ci sono 849 milioni. Mentre per il 2018 si stima un +9% per la produttività in termini di ore volate. I commissari registrano anche un miglioramento del clima aziendale (era “parecchio deteriorato”) e un’ottima collaborazione con i sindacati. A questo ha contribuito anche l’aver cambiato il volto della catena di comando: la prima linea è stata quasi dimezzata e i dirigenti sono passati da 64 a 46 con un risparmio di circa 8,5 milioni l’anno.

(di Enrica Piovan/ANSA)

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Alitalia, Gubitosi: “Bene la cassa, più forti per scegliere”

Pubblicato il 21 novembre 2017 da ansa

 

 


ROMA. – Alitalia può contare ancora su un ‘tesoretto’ in cassa ed è abbastanza “forte” per potersi permettere di scegliere il miglior partner tra quelli che la corteggiano. A fare il punto sull’attuale situazione della ex compagnia di bandiera è il Commissario straordinario, Luigi Gubitosi, al BizTravel Forum di Milano.

Ieri Alitalia aveva “in cassa 849,6 milioni di euro” dei 900 milioni messi a disposizione dallo Stato con il prestito ponte, ha detto Gubitosi, spiegando poi che per la cessione ci sono trattative in corso “con più di un paio di soggetti” ma “non abbiamo fretta di chiudere perché avere la possibilità di essere solidi, stabili e forti ci permette di non chiudere in fretta, il che non vuol dire che non chiuderemo il prima possibile. Abbiamo il lusso di poter scegliere l’offerta migliore”, ha sottolineato il Commissario straordinario, precisando che Alitalia chiuderà l’anno con una crescita dell’1% circa dei ricavi.

“Nonostante tutti i suoi problemi, nel 2017 ci sarà un segno più davanti ai ricavi”, ha affermato Gubitosi, ricordando il -6%, -6%, -5% dei tre anni precedenti. E tra la proposte da valutare ci sarà nelle prossime settimane quella di EasyJet. Dopo aver visto infatti Cerberus e Lufthansa nei giorni scorsi, Gubitosi e gli altri due commissari, Enrico Laghi e Stefano Paleari, incontreranno a “breve” i vertici della compagnia britannica, come ha indicato il direttore EasyJet per l’Italia Frances Ouseley.

“Siamo anche noi nel processo, abbiamo un nuovo amministratore delegato, che sarà in carica dal primo dicembre, e quindi uno dei suoi primi compiti e obiettivi è quello di incontrare il ministro e i commissari per spiegare che il nostro è il piano migliore per quanto riguarda gli obiettivi del governo e la sostenibilità di lungo periodo di Alitalia”, ha spiegato Ouseley. A prendere il posto di Carolyn McCall alla cloche di EasyJet sarà Johan Lundgren.

Nel frattempo la low cost d’Oltremanica ha archiviato l’anno fiscale al 30 settembre 2017 con ricavi in crescita dell’8,1% a 5,047 miliardi di sterline, un utile pre-tasse di 408 milioni di sterline e con un numero di passeggeri al record di 80,2 milioni, in rialzo del 9,7% rispetto all’anno precedente.

“E’ il settimo anno consecutivo di risultati estremamente solidi”, ha detto Ouseley all’ANSA. “Negli ultimi sette anni abbiamo staccato dividendi per 1,2 miliardi di sterline e anche quest’anno remunereremo il capitale degli azionisti con una cifra di 40,9 pence per azione”, ha sottolineato. E parlando dell’Italia ha quindi spiegato che “il mercato si presenta estremamente positivo” con una domanda che è tornata e prenotazioni in aumento.

(di Alfonso Abagnale/ANSA)

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Alitalia: si fanno avanti in 7, anche Lufthansa e EasyJet

Pubblicato il 16 ottobre 2017 da ansa

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Alitalia. ANSA / Daniel Dal Zennaro.

 

 

ROMA. – Luftansa ed EasyJet vogliono Alitalia, ma non tutta intera. Allo scadere dei termini per la presentazione delle offerte vincolanti, le due compagnie, che sono già impegnate nel salvataggio di un’altra ex della galassia Etihad, Air Berlin, hanno confermato di aver presentato un’offerta. Ma ad essersi fatti avanti sono complessivamente in sette: tanti sono infatti i plichi arrivati nello studio del notaio, anche se ora i commissari dovranno valutare se il contenuto delle buste può essere considerato valido in base ai requisiti del bando.

“Sono 7 i plichi recapitati oggi presso lo studio notarile associato Atlante Cerasi di Roma. I commissari straordinari di Alitalia procederanno ora alla valutazione dei plichi stessi”, recita uno scarno comunicato arrivato in serata dalla compagnia. In attesa di capire chi andrà avanti nella procedura di vendita e per quale lotto della compagnia (il bando prevede la vendita intera oppure, separatamente del lotto aviation e dell’handling), due compagnie hanno ufficializzato nel pomeriggio le loro proposte: Lufthansa ed EasyJet, entrambe interessate solo ad alcuni asset.

Lufthansa, facendo fede alle affermazioni degli ultimi giorni, ha presentato un’offerta esprimendo l’interesse per la creazione di una “Nuova Alitalia”: il colosso tedesco, che nei giorni scorsi ha chiuso anche l’accordo per rilevare la maggior parte degli asset di un’altra ex compagnia della galassia Etihad, Air Berlin, ha scelto di non presentare un’offerta per l’intera compagnia aerea, ma ha dichiarato interesse solo per il network globale e per il business dei voli point-to-point in Europa e in Italia. Nessun dettaglio sull’operazione che, però, secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, prevedrebbe un’offerta da 500 milioni e il dimezzamento del personale, attualmente di circa 12.000 unità.

Un’offerta vincolante è arrivata anche da EasyJet, anch’essa già alle prese con Air Berlin: la low cost inglese punta ad “alcuni asset di un’Alitalia ristrutturata”, in linea con la propria attuale strategia per l’Italia. Ora si apre un lungo periodo di trattative con gli offerenti: il Governo ha infatti prorogato al 30 aprile (dal 5 novembre) il termine per completare la fase di negoziazione e miglioramento delle offerte, concedendo altri 300 milioni alla compagnia. Che portano a quasi un miliardo (900 milioni) i soldi pubblici da restituire entro il 30 settembre 2018.

Scelta che non piace al M5S, che chiede al Governo di chiarire sulla necessità di stanziare altri fondi. E solleva preoccupazione anche l’offerta di Lufthansa, con l’Ugl che parla di proposta “inadeguata” e la politica che avverte il Governo di bocciare la proposta se i tedeschi sono interessati solo a slot e aerei.

Intanto in settimana al Ministero del lavoro inizia l’esame della procedura di cigs aperta dai commissari straordinari. I sindacati sono infatti stati convocati per mercoledì 18: sul tavolo c’è la proroga di ulteriori sei mesi della cassa, per una platea di 1.230 dipendenti di terra e 570 di volo.

(di Enrica Piovan/ANSA)

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Altri 300 milioni per l’Alitalia, più tempo per vendere

Pubblicato il 13 ottobre 2017 da ansa

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ROMA. – Più tempo e più risorse per vendere al meglio Alitalia. Con il decreto fiscale approvato in consiglio dei ministri, il governo ha stanziato altri 300 milioni per la compagnia aerea e le ha dato 11 mesi in più per restituire il prestito.

I 600 milioni concessi a maggio scorso (ora saliti a 900) sarebbero dovuti tornare nelle casse del Governo entro i primi di novembre, allo scadere dei sei mesi dall’avvio dell’amministrazione straordinaria: ma il Governo ha concesso una proroga fino al 30 settembre 2018 e ha allo stesso tempo fatto slittare dal 5 novembre al 30 aprile 2018 la data per il completamento delle procedure di vendita.

Intanto l’attesa è tutta per il 16 ottobre quando scadono i termini – che non cambiano – per le offerte vincolanti, con Lufthansa che ribadisce l’interesse per Alitalia, purché ‘nuova’, e annuncia contatti in corso. “Vogliamo vendere, non svendere”, sintetizza il ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio.

L’intervento dello Stato con una nuova iniezione di denaro che comunque, assicura il ministero dello Sviluppo economico Carlo Calenda, non peserà sulla collettività, è stato deciso di fronte alla necessità di garantire “la tranquillità operativa di Alitalia” nel medio-lungo periodo, e consentire così alla compagnia di scavallare l’autunno del prossimo anno e di proseguire anche nei mesi successivi.

Più tempo e più risorse potranno quindi assicurare ai commissari anche maggiori margini di trattativa, senza che l’obbligo di restituzione immediata del prestito e il contesto internazionale del settore (dalla crisi di Air Berlin alle difficoltà di Ryanair) possano influenzare troppo l’andamento della gara.

Lufthansa intanto ha ripetuto di non essere interessato all’Alitalia per come è oggi ma di avere un forte interesse nel mercato italiano, dove Lufthansa vuole mantenere o meglio ancora aumentare la propria posizione. “Ci sono colloqui in corso per capire se questo, con una nuova Alitalia, sia possibile”, ha detto Spohr in un’intervista esclusiva all’Handelsblatt.

Colloqui che potrebbero portare ad un miglioramento dell’offerta messa a punto da Lufthansa per Alitalia: la compagnia, infatti, secondo quanto si apprende, avrebbe presentato una proposta solo per il lotto ‘Aviation’ (volo e manutenzione), ma chiederebbe un perimetro piuttosto ridotto.

Si guarda intanto con crescente attesa a lunedì, quando alle ore 18 scadranno i termini per presentare le offerte. Al momento, secondo quanto si apprende, sarebbero in pochi ad essersi fatti avanti: nessuno per l’intera compagnia (lotto Unico) – la soluzione per la quale spingono sia i commissari che il Governo; ci sarebbe qualche interessato per l’handling, qualcuno per il lotto Aviation. Secondo indiscrezioni sarebbero in corsa anche EasyJet e il fondo Cerberus.

Uno scenario che fa allarmare la politica, con il deputato di SI Stefano Fassina che chiede al Governo di mantenere gli impegni ed evitare la vendita a pezzi. I commissari comunque restano in attesa, sostenendo, come affermato nei giorni scorsi da Enrico Laghi, che le offerte come d’uso arriveranno l’ultimo giorno.

Una volta aperte le buste, si valuterà se ci sono margini di negoziazione e potrebbe aprirsi la fase di miglioramento delle offerte, il cui termine è ora slittato al 30 aprile del prossimo anno. Se invece le offerte arrivate non offriranno spazi di miglioramento sarà il Governo a dover decidere come proseguire (improbabile però che opti per il fallimento).

(di Enrica Piovan/ANSA)

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Alitalia, proroga cassa integrazione per 1.230 di terra e 570 di volo

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Alitalia, proroga cassa integrazione per 1.230 di terra e 570 di volo

Pubblicato il 06 ottobre 2017 da redazione

FOTO ANSA / Daniel Dal Zennaro

ROMA. – Altri sei mesi di cigs per i lavoratori di Alitalia. I commissari straordinari hanno inviato  la lettera di procedura per prorogare la cassa in scadenza il primo novembre, ampliandone anche l’impatto, che passa all’equivalente di 1.230 dipendenti di terra e 570 di volo. Una misura “necessaria per proseguire sulla strada del contenimento dei costi”, spiega la compagnia, ma che tiene anche conto della revisione e ottimizzazione del network e in modo particolare della diminuzione del traffico aereo che tradizionalmente caratterizza la stagione invernale.

La missiva, indirizzata ai sindacati, alle associazioni professionali e ai Ministeri dello Sviluppo, del Lavoro e dei Trasporti, chiede di estendere la cigs dal 1 novembre al 30 aprile 2018. Così come avvenuto alla fine di maggio, la cassa continuerà a coinvolgere tutto il personale Alitalia, di terra e di volo, con un’applicazione proporzionale alle necessità operative e gestionali dell’azienda. E potrà avere modalità a zero ore o a rotazione.

Questa volta però avrà un impatto superiore rispetto ai sei mesi precedenti: per il personale di terra sarà applicata per un numero di giornate lavorative equivalenti a 1.230 risorse (da 828 precedenti); mentre per il volo sarà applicata per un equivalente di 190 piloti (come nei primi sei mesi di cig) e 380 assistenti di volo (da 340).

La richiesta della cassa e l’aumento dei numeri erano comunque attesi dai sindacati, che ora aspettano l’avvio del confronto con l’azienda per andare nel dettaglio e capire anche quanta sarà la cassa a zero ore (il nodo che nella precedente trattativa ha portato ad un mancato accordo).

“Attendiamo l’incontro per capire i dati disaggregati, ma l’appuntamento vero è il 16 quando vedremo se e chi sono i soggetti interessati”, afferma il segretario nazionale della Filt Cgil, Nino Cortorillo. Il 16 è infatti il termine per le offerte vincolanti per Alitalia: alla finestra ci sono “diversi interessati”, ha assicurato qualche giorno fa il ministro dei trasporti Graziano Delrio, e tra loro circolano i nomi di Lufthansa, EasyJet (che oggi ha annunciato un trimestre record per i passeggeri e previsioni ottimistiche per la chiusura dell’anno finanziario), Delta, Etihad, il fondo Elliot e società di handling.

Non ci sarà invece Ryanair, che si è tirata indietro dopo il caos delle cancellazioni. E nel tentativo di arginare la fuga dei propri piloti, il ceo Michael O’Leary ha inviato una lettera di scuse ai suoi 4.200 piloti, promettendo aumenti di stipendio (fino a 10 mila euro), bonus fedeltà (fino a 12.000) e migliori condizioni di lavoro e di prospettive di carriera. Nella lettera, il manager irlandese, che invita i piloti a “rimanere con Ryanair”, si impegna anche ad allineare i salari dei piloti a quelli dei concorrenti low cost Jet2 e Norwegian e a negoziare migliorie su giorni di malattia pagati, periodo di prova, congedo di maternità e altre voci contrattuali.

(di Enrica Piovan/ANSA)

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Alitalia: più tempo ai pretendenti, offerte entro il 16 ottobre

Pubblicato il 21 settembre 2017 da redazione

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Alitalia. ANSA / Daniel Dal Zennaro

ROMA. – Due settimane in più per le offerte vincolanti per Alitalia. Lo hanno deciso i commissari straordinari dell’ex compagnia di bandiera per permettere ai pretendenti un esame più approfondito delle carte. Il termine del 2 ottobre fissato nel bando pubblicato a fine luglio è stato spostato al 16 ottobre. Nessuna variazione invece per la successiva eventuale fase di negoziazione e miglioramento delle offerte vincolanti, che resta fissata al 5 novembre.

La decisione dei commissari Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari, annunciata con poche righe di comunicato, è finalizzata a “consentire ai soggetti che hanno manifestato interesse un più approfondito esame della documentazione inserita in data room”.

Una spiegazione che sembrerebbe indicare la presenza di qualche soggetto con un interesse vero per l’ex compagnia di bandiera. Sui potenziali pretendenti, tuttavia, i commissari restano cauti. Laghi si è limitato a dire che “ad oggi stiamo aspettando le offerte” e “come d’uso le offerte arriveranno l’ultimo giorno”.

Al momento l’unica compagnia ad aver annunciato un’offerta (per il lungo raggio) è Ryanair, che però in questi giorni è alle prese con il caos cancellazioni, che ora potrebbe pesare anche nella partita Alitalia: i ministri dei trasporti e dello sviluppo Graziano Delrio e Carlo Calenda hanno infatti detto chiaramente che nella valutazione dell’offerta di Ryanair quello delle condizioni di lavoro nella low cost irlandese è “un nodo da cui il Governo non potrà prescindere”.

In corsa per Alitalia (che è in vendita intera oppure in asset separati, aviation e handling), secondo indiscrezioni, ci sarebbero anche big del calibro di Lufthansa (che però è impegnata anche con l’offerta per Air Berlin, il cui futuro verrà reso noto il 25 settembre), Etihad, Delta ed EasiJet, in campo fin dalla prima fase delle offerte non vincolanti.

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Alitalia rivoluziona le divise, il verde lascia il posto al rosso

Pubblicato il 19 maggio 2016 da redazione

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ROMA. – Dopo quasi vent’anni le hostess dell’Alitalia cambiano divisa: il rosso prende il posto del verde (che rimane però per il personale di terra), lo stile si rifà al glamour dei gloriosi tempi della moda tricolore anni ’50 e ’60, con il ritorno di guanti e cappellino, e la nuova collezione porta la firma dello stilista di alta moda Ettore Bilotta, che ha disegnato anche le divise del partner Etihad.

Le nuove uniformi sono state presentate nel corso di un doppio evento con sfilata, prima alla stampa e poi ai dipendenti.

Il nuovo restyling rivoluziona completamente il tailleur classico verde e blu indossato fino ad oggi dal personale dell’Alitalia, che risale al 1998 (quando il gruppo era ancora in mano pubblica), realizzato dal marchio Mondrian: a partire dai primi di luglio, quando le nuove divise verranno gradualmente distribuite ai 5.700 dipendenti della compagnia, le hostess sugli aerei indosseranno divise rosse, mentre il personale femminile di terra avrà uniformi verdi.

Abiti che si ispirano all’eleganza degli anni ’50-’60 e con i quali Bilotta ha voluto rappresentare l’essenza dell’Italia, andando a studiare l’architettura e i diversi territori. Ritornano quindi i cappellini, con design ispirato alle terrazze delle Cinque Terre; e oltre al copricapo (l’ultima volta che venne usato nelle divise dell’Alitalia era il 1969, con gli abiti firmati Mila Schoen) tornano anche i guanti (in contrasto come le calze, verdi sugli abiti rossi e rossi su quelli verdi).

Per quanto riguarda la scelta dei colori, il rosso (un bordeaux che vira gradualmente al rosso più chiaro con design di stampa a spina di pesce) simboleggia la passione italiana, mentre il verde (un grigio antracite che vira sul verde) è stato scelto per raffigurare i paesaggi.

Ma sul colore rosso si è particolarmente battuto anche il presidente ex Ferrari Luca Cordero di Montezemolo: “potete capire quanto abbia combattuto per averlo”, ha detto sorridendo l’ex presidente della Rossa per eccellenza.

Per le divise maschili, invece, i colori sono grigio antracite e verde bosco, con cravatte rosse e verdi che richiamano gli abiti femminili.

Dal 1950 ad oggi le divise dell’Alitalia sono state rinnovate per dodici volte con le firme di grandi nomi della moda: si va dalle divise più classiche delle sorelle Fontana (tailleur color blu scuro e gonna sotto al ginocchio) e di Delia Biagiotti (nel 1960, il colore diventa carta da zucchero) alle uniformi più particolari di Tita Rossi (nel 1967, giacca corta a doppio petto e scollo ovale), Mila Schoen (nel 1969 accorcia le gonne e propone il ‘verde Italia’, nel 1972 azzarda il colore rosa) o Alberto Fabiani (1973 divise giallo ‘albicocca’), nel 1975 arriva la divisa rossa (Florence Marzotto), nel 1980 viene introdotto il tema classico verde e blu, poi Renato Balestra propone camicia bianca da pilota (1986), Giorgio Armani nel 1991 giacca blazer color verde-grigio, infine le attuali divise Mondrian.

Ora tocca a Bilotta, stilista molto amato in Medio Oriente, che disegna le divise di Etihad fin dal 2003. “Ho voluto conferire al progetto l’espressione del più puro stile italiano – ha detto – immaginando che l’Italia possa essere un sogno per tutti e che un volo in Alitalia sia un po’ come stare in un salotto elegante”.

(di Enrica Piovan/ANSA)

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15:20Migranti: ok a progetto per impiego in Scavi Pompei e Reggia

(ANSA) - NAPOLI, 18 DIC - Una migliore distribuzione dei migranti sul territorio attraverso anche l'impiego sperimentale nei servizi sociali, in particolare in alcune realtà turistiche di grande pregio come gli Scavi di Pompei e la Reggia di Caserta. É il senso del protocollo d'intesa siglato oggi a Napoli con il ministro degli Interni Marco Minniti da 265 sindaci della Campania (il 70% del territorio) per l'accoglienza dei richiedenti asilo. "Un progetto bello e straordinario - ha sottolineato il ministro - che mette in campo una visione comune basata su accoglienza, umanità, integrazione e sicurezza e che se dovesse avere successo renderà migliore non solo la Campania ma l'Italia intera".

15:16Assad, 400 mld dollari di danni materiali dalla guerra

(ANSA) - MOSCA, 18 DIC - I danni materiali del conflitto in Siria ammontano a circa 400 miliardi di dollari: è la stima fatta dal controverso presidente siriano Bashar al Assad e riportata oggi dal vice premier russo Dmitri Rogozin. "Secondo le stime del presidente siriano - ha detto Rogozin - i danni provocati da questa aggressione contro la Siria ammontano a circa 400 miliardi di dollari".

15:16Calcio: Torino, Ansaldi operato a Monaco,intervento riuscito

(ANSA) - TORINO, 18 DIC - E' "perfettamente riuscito" l'intervento di sports Hernia, l'ernia dello sportivo, a cui è stato sottoposto Cristian Ansaldi. Il difensore del Torino, che ha anticipato l'intervento già previsto per giugno approfittando dalla lesione muscolare alla lesione destra che comunque l'avrebbe tenuto fuori fino al 2018, è stato operato dalla professoressa Ulrike Mushawech alla Atos Klinik di Monaco di Baviera. Era presente anche il responsabile sanitari del club granata, Rodolfo Tavana. Nei prossimi giorni, informa il club, Ansaldi verrà dimesso e tornerà a Torino dove lavorerà con lo staff medico granata per riprendere l'attività sportiva. I tempi per il recupero all'attività agonistica non sono stati resi noti.

15:15Calcio: Udinese, Oddo “a Napoli per passare il turno”

(ANSA) - UDINE, 18 DIC - "Non sottovalutiamo l'impegno di Coppa, andiamo a Napoli per vincere, per passare il turno. Se poi saranno più bravi di noi...". Il proclama arriva dal tecnico dell'Udinese Massimo Oddo, nella conferenza stampa della vigilia in vista della gara degli ottavi di coppa Italia a Napoli, che riporta i bianconeri di fronte alla capolista, dopo il successo di sabato con l'Inter. Una gara preparata "questa mattina", con un occhio al prossimo impegno di campionato sabato con l'Hellas Verona che porterà un inevitabile turnover: "Ci sono due partite in una settimana, quindi è normale provare a gestirle, con i pro e i contro, a prescindere contro chi giochi. Qualcuno ha bisogno a livello fisico di recuperare, chi va in campo va a cogliere una opportunità importante", ha aggiunto annunciando che in porta giocherà Scuffet e con gli uomini contati in difesa ne confermerà "due su tre".

15:13Romania: migliaia in piazza contro riforma giustizia

(ANSAmed) - BELGRADO, 18 DIC - In Romania migliaia di persone hanno nuovamente manifestato ieri sera in varie città del Paese contro la riforma del sistema giudiziario varata dal governo del premier socialdemocratico Mihai Tudose, accusata di minare lo stato di diritto e vanificare la lotta alla corruzione dilagante. Nella capitale Bucarest circa 5 mila persone hanno percorso in corteo il centro della città partendo dalla sede del governo e raggiungendo il parlamento, dove oggi è in programma una seduta dedicata all'esame della legge contestata. "Vogliamo giustizia, non corruzione", "Governo covo di ladri", hanno scandito i manifestanti che hanno sfidato il maltempo e il freddo intenso. Proteste popolari si sono registrare in diverse altre città quali Timisoara, Cluj, Brasov.

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