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Manovra da 20 miliardi, sgravi per assumere under35

Pubblicato il 16 ottobre 2017 da ansa

Assunzione giovani.

 

 

ROMA. – Niente nuove “tasse, gabelle, accise”. Il giorno del varo della manovra il governo conferma la direzione di marcia e indica nella lotta alla disoccupazione giovanile e, più in generale, nel sostegno alle fasce più debole della popolazione gli obiettivi principali di un’operazione che vale poco più di 20 miliardi.

Il premier Paolo Gentiloni scende in conferenza stampa a palazzo Chigi insieme al ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e spiega di aver voluto una legge di bilancio “snella”, che non pesi sulle tasche degli italiani (“non sarà di lacrime e sangue”, dice) rivolgendo, anche in ragione di questo sforzo, un appello alla responsabilità del Parlamento per un iter senza incidenti.

Resta certo difficile il rapporto con Articolo 1- Mdp, le cui richieste su sanità e pensioni non sono state accontentate. Che quindi non sia scontato il voto degli ex Pd, il presidente del Consiglio ne è consapevole: “l’auspicio è che Mdp voti la manovra; dal punto di vista della realtà vedremo. Per avere un sostegno di maggioranza – osserva – bisogna essere in due”.

Entrambe le parti sottolineano tra l’altro come la partita che si gioca sui contri pubblici sia intrecciata con quella della legge elettorale, su cui il governo ha chiesto la scorsa settimana la fiducia e che rappresenta, commenta il leader di Mdp Roberto Speranza, “un punto di non ritorno”.

Qualche margine di trattativa però esiste ancora: durante l’esame in Senato e alla Camera potrebbe esserci spazio, con una dote per le modifiche che oscilla tra i 300 e i 450 milioni complessivamente, per qualche intervento sia sul fronte della sanità (con una rimodulazione dei superticket) sia su quello di un ulteriore rafforzamento del reddito di inclusione: “vedremo in Parlamento – dice infatti il presidente della commissione Bilancio di Montecitorio Francesco Boccia – cosa si potrà fare sul welfare”.

Ma proprio l’assenza di un intervento sulle pensioni, e in particolare sull’innalzamento dell’età pensionabile, lascia insoddisfatti i sindacati, che insistono nel chiedere risposte e che però avendo incassato il rinnovo dei contratti del pubblico impiego decidono di non alzare, almeno non da subito, barricate: “Quando ci sono corrette relazioni sindacali – commenta ad esempio la Fp Cgil, la categoria che rappresenta gli statali – si raggiungono buoni risultati per tutti”.

Per il governo, che tra l’altro in occasione del Cdm ha autorizzato l’esercizio del Golden power su Tim, il binomio vincente è quello giovani-lavoro ed è intorno a questa coppia che gira la misura simbolo dell’ultima legge di bilancio della Legislatura e che punta quindi sugli sgravi per gli under 35 (con un decalage dopo il primo anno) attraverso la decontribuzione al 50% per i primi tre anni, che sale al 100% al Sud.

Insomma, le risorse, che per il 40% arrivano dai tagli e per il 60% da “efficientamento delle entrate”, saranno anche limitate, riconosce il ministro dell’Economia Padoan, ma questa è una “manovra di svolta” perché i fondi sono “ben indirizzati” e rafforzeranno la crescita: “il deficit scende, l’indebitamento scende e prevediamo – è la scommessa del ministro – che continui a scendere e continuerà a scendere”.

Ma nell’ultima manovra della Legislatura c’è spazio per un po’ di tutto: dal finanziamento per la lettura al capitolo industria 4.0 (“10 miliardi di finanziamenti a sostegno delle imprese”, fa sapere il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda), dalle detrazioni per il ‘verde’ su terrazzi e giardini all’assunzione di 1.500 ricercatori passando per la conferma di sisma bonus e ecobonus.

Un mix di interventi che prenderà una forma definitiva nelle prossime ore e che, secondo il timing ufficiale, dovrebbe sbarcare in Parlamento entro venerdì prossimo e sui cui però, maggioranza a parte, si appuntano le critiche di centrodestra M5S e sinistra.

Secondo i pentastellati la manovra sembra “scritta da una di quelle banche d’affari che vogliono fare a pezzi la nostra Costituzione”, mentre Forza Italia punta i riflettori su ciò che non c’è, vale a dire le privatizzazioni che secondo il ministro dell’Economia “sono però un capitolo non chiuso”.

(di Chiara Scalise/ANSA)

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premier Gentiloni

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Via libera del Consiglio dei Ministri alla manovra: bonus per i giovani neoassunti

Pubblicato il 16 ottobre 2017 da redazione

Via libera del Consiglio dei Ministri alla manovra, sgravi ai giovani neoassunti

premier Gentiloni

MILANO – Il Consiglio dei Ministri ha approvato la legge di Bilancio e deciso l’adozione di speciali poteri di veto in Tim. Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ha introdotto il testo parlando di una “Manovra snella, utile per la nostra economia”. E ha aggiunto: “Il nostro primo obiettivo era quello di evitare aumenti dell’Iva e l’introduzione di nuove tasse, gabelle, accise. Impegno che è stato mantenuto”.

Nella conferenza stampa post consiglio ha poi rimarcato che “il secondo obiettivo resta quello di promuovere il lavoro. Questa legge di Bilancio contribuisce in modo significativo in particolare con misure rivolte ai giovani, che insieme al mezzogiorno hanno sofferto in modo più evidente”. Tra gli altri cardini indicati dal premier, “il rinnovo dei contratti del pubblico impiego”, il “rafforzamento delle misure sulla povertà” e “nuove possibilità per anticipare la pensione”. I riferimenti vanno in particolare alle forme di agevolazione di assunzione a tempo indeterminato, con un occhio di riguardo per i giovani e il sud, e alle misure allo studio sull’ampliamento della portata dell’Ape sociale, attraverso l’agevolazione delle madri lavoratrici

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Manovra: stop selettivo ai superticket, più sconti per i figli

Pubblicato il 09 ottobre 2017 da redazione

Manovra: stop selettivo ai superticket.

 

 

ROMA. – Una riduzione graduale e, soprattutto, selettiva. Sarebbe questa la via che il governo sta studiando per tenere fede all’impegno di eliminare, nel prossimo triennio, il cosiddetto superticket mantenendo la misura sostenibile. Le risorse per la prossima manovra, infatti, restano limitate e le voci di copertura individuate finora – dai tagli di spesa alla fatturazione elettronica tra privati, passando per la rottamazione bis delle cartelle e delle liti, o per la web tax – sono già tutte impegnate per finanziare i tre pilastri della legge di Bilancio, decontribuzione per spingere l’occupazione giovanile, investimenti pubblici e privati e lotta alla povertà.

A meno di non mettere mano alle tax expenditures – come suggerisce più di qualcuno in Parlamento – la coperta, insomma, rimane corta. E le misure ancora da finanziare moltissime. A partire, appunto dallo stop ai 10 euro a ricetta su diagnostica e specialistica applicato in molte Regioni (anche se con diverse gradazioni) che quando era stato attivato nel 2011 valeva 834 milioni.

“C’é una esigenza – ha detto il vice ministro per l’economia, Enrico Morando – di rivedere la struttura di questo superticket. La risoluzione che la maggioranza ha votato a Camera e Senato chiede al governo di impegnarsi per verificare la possibilit  di ristrutturare profondamente questo superticket perché in effetti in molte regioni determina situazioni paradossali”.

Sul piatto potrebbe esserci una riduzione di almeno il 10% di questa cifra, da modulare, però, in modo articolato, o eliminando il superticket su alcune tipologie di prestazione su cui oggi è applicato, oppure intervenendo sulle caratteristiche dei pazienti (ad esempio età, o patologia, o ancora fascia di reddito), in modo comunque da uniformare l’intervento che invece è diversificato da regione a regione.

Possibile, se il lavoro tecnico non sarà ultimato, che la misura arrivi nel corso dell’iter parlamentare della legge di Bilancio mentre le Regioni, per voce del coordinatore degli assessori regionali alla sanità Antonio Saitta, chiedono di essere coinvolte nell’elaborazione della misura.

Il testo base, invece, potrebbe già includere un’altra delle richieste arrivate dalla maggioranza, quella di fare qualcosa di più per le famiglie. Oltre ai 600 milioni per il nuovo reddito di inclusione (o all’interno di questo budget), il governo dovrebbe innalzare la soglia entro la quale i figli restano a carico dei genitori anche se lavorano.

La soglia di reddito dei figli che consente ai genitori di usufruire comunque delle detrazioni è rimasta infatti quella vecchia fissata in lire, 5 milioni di lire tradotti in 2.840 euro, e potrebbe essere alzata attorno ai 4mila euro, cifra entro la quale rientrano ad esempio i ‘lavoretti estivi’ o part time. La misura costerebbe poche decine di milioni e potrebbe essere potenziata quando si tratta di famiglie numerose.

Sempre nel testo della manovra, che il governo dovrebbe varare tra il 15 e il 16 ottobre, dovrebbe già comparire la proroga per la cedolare secca al 10% sugli affitti abitativi a canone concordato mentre è più incerto, perché molto costoso, il suo ampliamento agli affitti commerciali.

Tra le novità dell’ultima ora potrebbe anche arrivare un ritocco ai requisiti per l’accesso all’Ape social che agevoli le donne. Per quello che è stato ribattezzato l’ape ‘rosa’, si dovrebbe prevedere uno ‘sconto’ di 6 mesi per figlio, per un massimo di 2 anni, così come prospettato dal governo al tavolo con i sindacati, che invece chiederebbero un intervento molto più incisivo.

Il ministro Poletti aveva annunciato un nuovo incontro per fare un punto dopo l’approvazione della nota di aggiornamento al Def. Una data ancora non c’è ma dal ministero del Lavoro assicurano che questo nuovo round di confronto ci sarà. Tutta politica infine l’eventuale scelta di rinviare almeno alla prossima primavere – quindi alla nuova legislatura – la decisione sull’adeguamento automatico all’aspettativa di vita dell’età pensionabile, che dovrebbe passare a 67 anni dal 2019.

(di Silvia Gasparetto/ANSA)

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Manovra, le Regioni al governo: “Vogliamo più investimenti”

Pubblicato il 05 ottobre 2017 da ansa

Nella foto Pier Carlo Padoan (Roberto Monaldo / LaPresse)

 

ROMA. – In vista della manovra le Regioni parlano chiaro al governo e rilanciano in positivo puntando sull’aumento degli investimenti. Per arrivare a questo i governatori chiedono un percorso che per forza di cose, a loro dire, non dovrà essere ad ostacoli. Il faccia a faccia a Palazzo Chigi con il premier Paolo Gentiloni, la sottosegretaria Maria Elena Boschi e Gianclaudio Bressa degli Affari Regionali, viene giudicato positivamente dal presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini.

A margine della Conferenza delle Regioni, Bonaccini, che guida l’Emilia Romagna, ha tenuto a far sapere di “aver trovato piena disponibilità da parte del governo” e a conferma di ciò ha annunciato che al termine dell’incontro è stato deciso di far partire dei tavoli di confronto, che cominceranno a lavorare dai prossimi giorni anche in sede tecnica. Quindi nessun braccio di ferro alle viste, anche se la strada da fare per arrivare a un accordo è ancora lunga e non priva di ostacoli.

L’uomo dei numeri delle Regioni è il lombardo Massimo Garavaglia, che ricopre anche il ruolo di coordinatore degli assessori della Conferenza, presente anch’egli a Palazzo Chigi. Ma questa volta, o almeno in questa fase, non non ne pronuncia uno. “Non dico nulla, non ne posso parlare. Sia chiaro però che noi come Regioni puntiamo sul potenziamento della spesa per gli investimenti, serve una leva per la crescita e il Pil, salvaguardando però – sottolinea – il finanziamento delle politiche sociali e l’equilibrio dei conti pubblici”.

Inevitabile la domanda sul capitolo sanità. “L’esecutivo deve ricordare – precisa – che a breve si dovrà pensare ai rinnovi dei contratti e che questo costo andrà all’interno del Fondo. E’ importante tenere conto di questo punto se si vuole salvaguardare la manovra”.

Ma in termini generali, argomenta ancora l’assessore lombardo e leghista, “ricordo che il contributo che le Regioni daranno allo Stato Centrale nei prossimi 3 anni ammonterà a oltre 40 miliardi, quindi mi sembra chiaro che diano un buon apporto al saldo di finanza pubblica”. Non a caso proprio questo fronte occuperà la maggior parte del lavoro dei tavoli tecnici.

Tornando alla sanità, a fronte dell’intesa già fatta sull’ammontare del Fondo, pari a 114 miliardi di euro per il 2018, le Regioni temono che non si riesca a far chiarezza sul fatto che dentro quella cifra ci siano anche i 604 milioni che le regioni ordinarie pagano per il conto di quelle a statuto speciale. Insomma, la partita tra Regioni e Governo è appena iniziata, le prossime mosse ci diranno quanto sarà in salita.

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Giovani e povertà, i numeri della manovra da 20 miliardi

Pubblicato il 03 ottobre 2017 da redazione

Disoccupazione giovanile

 

ROMA. – La manovra per il 2018 parte da un valore di quasi 20 miliardi (19,58), circa l’1,1% del Pil e sarà coperta per 10,9 miliardi in deficit e per 8,62 miliardi da nuove entrate, tra cui potrebbe figurare anche la web tax, e tagli di spesa.

A declinare i numeri della prossima legge di Bilancio è il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, spiegando che ci potranno essere al massimo delle “variazioni al margine” rispetto alla tabella consegnata al Parlamento e che le “risorse limitate” che restano una volta sterilizzati gli aumenti di Iva e accise (15,7 miliardi nel 2018 e 11,4 nel 2019) andranno a incentivare la crescita.

Nella tabella sono indicati impieghi, cioè nuove norme, per 3,8 miliardi. “Misure selettive”, ha ribadito Padoan, sottolineando però che avranno però un “impatto significativo” sul Pil 2018, lo 0,3%. Ecco in sintesi i numeri della prossima manovra:

NEL 2018 338 MLN PER ASSUNZIONI GIOVANI, POI SI SALE: la dote iniziale per il nuovo ‘bonus giovani’ è di 338 milioni, che diventano 2,162 miliardi l’anno successivo e quasi 4 miliardi nel 2020. Nel pacchetto ‘competitività e innovazione’ vanno inclusi gli incentivi di ‘Impresa 4.0′ alle imprese, da super e iperammortamento al nuovo credito d’imposta per la formazione 4.0, che hanno effetti sui conti a partire dall’anno successivo a quello dell’entrata in vigore delle misure.

LOTTA A POVERTA’, 2,7 MLD IN PIU’ IN 3 ANNI: per la coesione sociale, e il finanziamento del nuovo reddito di inclusione che rappresenta il principale strumento di lotta alla povertà, il governo mette sul piatto 600 milioni in più nel 2018, 900 milioni nel 2019 e 1,2 miliardi nel 2020.

2,6 MLD A POLITICHE INVARIATE, ANCHE RINNOVO STATALI: per finanziare le misure già in vigore, che hanno bisogno però di nuovi fondi, ci saranno 2,6 miliardi nel 2018 che diventano circa 3 miliardi nel biennio successivo. Questa voce include anche le risorse necessarie a garantire il rinnovo del contratto degli statali, con gli aumenti medi di 85 euro al mese.

A INVESTIMENTI PUBBLICI 300 MLN 2018, 1,3 MLD 2019: più fondi in arrivo anche per il capitolo ‘sviluppo’ che si articola principalmente negli investimenti delle amministrazioni centrali e locali. In arrivo 300 milioni aggiuntivi nel 2018, 1,3 miliardi nel 2019 che salgono ancora a 1,9 miliardi nel 2020.

TAGLI SPESA PER 3,5 MLD, 5 DA EVASIONE. AVANTI WEB TAX: riduzione di fondi e trasferimenti e la spending review dei ministeri (1 miliardo l’anno) dovranno portare 3,5 miliardi di coperture. Altri 5,1 miliardi arriveranno dalla lotta all’evasione, in particolare dell’Iva. Apertura di Padoan anche in direzione dell’introduzione della web tax, dopo il primo passo fatto in ‘manovrina’ in aprile.

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La manovra punta sul lavoro, bonus anche per post apprendistato

Pubblicato il 21 settembre 2017 da ansa

Bonus anche post apprendistato

ROMA. – Ampliare il più possibile la platea degli incentivi per le assunzioni dei giovani. Con questo obiettivo il governo sta cercando di tarare il nuovo sgravio per chi offre un posto di lavoro stabile ai ragazzi, piatto forte della prossima manovra. Per superare l’ostacolo delle regole europee, che non vogliono discriminazioni per età dei lavoratori, si starebbe valutando l’ipotesi di fissare l’asticella per tutti a 29 anni ma di consentire l’applicazione del bonus giovani anche li ha superati se l’assunzione a tempo indeterminato segue un contratto di apprendistato.

Si tratterebbe, come spiega il viceministro all’Economia Enrico Morando, di una “buona soluzione per consentire di avere un po’ di flessibilità rispetto all’età” che consentirebbe, tra l’altro, ad “esaltare un po’ lo strumento dell’apprendistato” finora non utilizzato fino in fondo.

Il contratto di apprendistato, ridefinito con il Jobs Act, sta registrando comunque trend positivi nei primi 7 mesi di quest’anno, secondo l’ultimo dato dell’osservatorio sul precariato Inps, ha segnato un +25,9% (+52.000). Chi entra nel mondo del lavoro attraverso questo canale rischierebbe però di rimanere escluso poi dal nuovo incentivo, visto che il contratto di apprendistato professionalizzante si può attivare fino a 29 anni compiuti e può durare da un minimo di 6 mesi a un massimo di 3 anni, che salgono a 5 nell’artigianato.

Se dovesse concretizzarsi questa nuova variante del bonus giovani, quindi, anche un ragazzo che ha iniziato a 29 anni con 5 anni di apprendistato potrebbe, a 34 anni, passare a tempo indeterminato usufruendo del dimezzamento dei contributi per tre anni. I confini del nuovo bonus assunzioni dipenderanno comunque dalle risorse a disposizione, fermo restando l’obiettivo di incentivare 300mila assunzioni stabili.

Il ‘pacchetto base’, contributi al 50% per tre anni entro i 29 anni con tetto a 4.030 euro, costerebbe un po’ meno di 1 miliardo, che diventano 2 miliardi l’anno a regime (visto che la misura sarebbe permanente). Accanto a questo si sta valutando se rafforzare (al 100%) il bonus per le assunzioni al Sud e si accarezza ancora l’idea di un taglio per tutti del cuneo fiscale, da finanziare con l’estensione dell’obbligo di fatturazione elettronica tra privati, che inizierà a dare frutti a partire dal 2019.

Le assunzioni dei più giovani non saranno comunque l’unico intervento in favore dei lavoratori. Accanto a questo, dovrebbe arrivare un nuovo credito d’imposta per gli investimenti incrementali delle imprese nella ‘formazione 4.0’ dei dipendenti, con focus su almeno una tecnologia Industria 4.0 e pattuiti attraverso accordi sindacali e su 4 temi (vendita e marketing; informatica; tecniche e tecnologie di produzione).

(di Silvia Gasparetto/ANSA)

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01:37Razzismo:Sarri,noi non tutelati quando ci gridano ‘terroni’

(ANSA) - ROMA, 21 OTT - ''Ci sono forme di razzismo che vengono tutelate e a noi, quando ci gridano 'terroni' oppure 'Vesuvio lavali col fuoco' non ci viene concessa la stessa tutela: questo mi fa arrabbiare''. Il tecnico del Napoli Maurizio Sarri risponde così ad una domanda sulla sua protesta nei confronti dell'arbitro Irrati nel corso del match del san Paolo contro l'Inter.

00:45F1: Usa, Hamilton in pole, seconda Ferrari Vettel

(ANSA) - ROMA, 21 OTT - La Mercedes di Lewis Hamilton ha conquistato la pole position del Gran Premio degli Stati Uniti. Sulla pista di Austin in Texas, il leader del Mondiale ha preceduto la Ferrari di Sebastian Vettel e il compagno di scuderia Valtteri Bottas. Quinta l'altra Ferrari di Kimi Raikkonen. Quarta posizione per la Red Bull di Daniel Ricciardo (stesso tempo di Raikkonen ma stabilito prima), mentre sesto tempo per il compagno di scuderia Max Verstappen che dovrà scontare una penalità di 15 posizioni in griglia per aver sostituito la Power Unit. Settimo crono per la Force India di Ocon davanti alla Renault di Sainz ed alla McLaren di Alonso. Decima l'altra Force India di Perez davanti alla Williams di Massa.

00:30Calcio:Sarri’se io ministro Economia,Spalletti della Difesa’

(ANSA) - ROMA, 21 OTT - "Handanovic è straordinario, forse il più forte portiere del mondo in questo momento, ma in generale abbiamo trovato di fronte un'intera squadra molto solida. Sono soddisfatto di quello che ha fatto il Napoli: avere il 75% di supremazia territoriale senza concedere tanto agli avversari sono segnali che il match l'abbiamo giocato su buoni livelli''. Ai microfoni di Premium Sport, l'allenatore del Napoli Maurizio Sarri valuta così lo 0-0 del San Paolo contro l'Inter: ''Dal punto di vista delle palle gol sono due punti persi, ma se continuiamo con questo genere di prestazioni sarà difficile non fare risultato pieno''. Spalletti mi ha definito Ministro dell'Economia? Allora lui è il Ministro della Difesa".

00:28Csm:Davigo non scende in politica e critica politici e toghe

(ANSA) - SIENA, 21 OTT - Piercamillo Davigo non sarà candidato alle prossime elezioni politiche, né intende "assumere incarichi di governo". Lo ha detto oggi zittendo le voci che lo davano in lizza con i 5 stelle. "I magistrati - ha detto non sono capaci di fare politica, tantomeno lo sarei io". Davigo pero' è poi passato a dure critiche sia per i politici che il Csm. Al Parlamento contesta "di non prendere decisioni nemmeno quando per legge dovrebbe allontanare persone condannate per reati anche gravi come l'abuso d'ufficio, incidendo negativamente sulla fiducia dei cittadini".Poi del Csm critica le corsie preferenziali nell'occupare posti dirigenziali per magistrati che hanno avuto incarichi in ministeri o sono rientrati dalla politica. "Fate passare davanti quelli che hanno fatto politica. Non voglio delegittimare il Csm - ha aggiunto - ma quando sono stati arrestati i docenti che si spartivano nelle università incarichi ho sentito colleghi dire in mail che questa cosa la fa il Csm tutti i giorni, 'uno a me e uno a te'".

23:54Calcio: Spalletti, vera fortuna è allenare questi ragazzi

(ANSA) - ROMA, 21 OTT - "A questi calciatori vanno fatti i complimenti: continuate a dirci che siamo fortunati, ma la mia vera fortuna è allenare questi ragazzi. Sanno fare il loro mestiere, sanno dove vogliono andare e oggi sono venuti qui a giocare una buonissima partita''. Ai microfoni di Premium Sport, l'allenatore dell'Inter Luciano Spalletti, risponde così a chi continua a definire la sua squadra fortunata. ''Che poteva anche essere giocata anche meglio. A volte i giocatori del Napoli sembrano i figli di Goldrake, per le cose quasi incredibili che fanno, e giocare contro di loro non è facile. Dobbiamo ancora imparare tanto, perché in alcune situazioni potevamo anche fare gol, ma abbiamo anche fatto dei passi in avanti importanti''. ''Ci vuole del tempo - aggiunge Spalletti -e noi dobbiamo essere bravi ad accorciarlo. Se poi mi continuate a chiedere se lotteremo per lo Scudetto, vi rispondo di sì, lo vinceremo (ironico, ndr)".

23:45Basket: Serie A, Venezia-Cremona 92-81

(ANSA) - VENEZIA, 21 OTT - I Campioni d'Italia dell'Umana Reyer Venezia mantengono l'imbattibilità in campionato, piegando nell'anticipo della quarta giornata la Vanoli Cremona 92-81 e allungando così in testa alla classifica in solitaria per almeno 24 ore. Gli ospiti, guidati dal CT della Nazionale Sacchetti, affrontano l'incontro a viso aperto, partendo meglio degli avversari (12-20 al 5') e riuscendo poi più volte a rientrare in partita dopo il sorpasso veneziano. Decisivo il terzo quarto, in cui l'Umana Reyer serra le fila in difesa, prendendo il largo dopo il 56-52 al 23'. Venezia sfrutta la maggior profondità, trovando proprio dalla panchina le cose migliori (50 punti dei giocatori non partiti in quintetto sui 92 totali, mentre Cremona trova solo 13 punti dalle riserve), con Watt mvp (20 punti in 13', con 27 di valutazione) e Orelik ancora una volta micidiale nel tiro da 3. Nelle file cremonesi, il migliore è ancora una volta Johnson-Odom, autore di 27 punti, ma non basta, così come l'apporto sotto le plance di Sims

23:23Calcio: Inter, Vecino “stasera un punto importante”

(ANSA) - ROMA, 21 OTT - "Abbiamo fatto una partita importante, sapevamo che sarebbe stato difficile contro quella che al momento è la squadra più forte. Nel secondo tempo abbiamo sofferto un po', ma questo punto è importante per la classifica e per il morale". Queste le parole del centrocampista dell'Inter Matias Vecino dopo il pareggio senza reti al San Paolo di Napoli. "Inter da scudetto? Noi ci sentiamo forti, ma abbiamo ancora molto da crescere: dobbiamo guardare partita dopo partita", ha concluso Vecino.

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