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Papa: “L’Europa snatura il Natale, in nome di un falso rispetto”

Pubblicato il 27 dicembre 2017 da ansa

 

CITTA’ DEL VATICANO. – Il Natale vero è stato “snaturato”, soprattutto in Europa. “Senza Gesù, ricordiamolo, non è Natale, è un’altra cosa”. Papa Francesco lo dice a chiare lettere nella sua ultima udienza generale del 2017. E’ affollata l’Aula Paolo VI per l’incontro con Papa Francesco, in un clima ancora pienamente natalizio. A portare allegria c’è anche il Golden Circus di Liana Orfei.

Papa Francesco sorride, applaude, stringe la mano agli artisti e dice: “L’arte circense come la bellezza sempre ci avvicina a Dio, e voi con il vostro lavoro e la vostra arte avvicinate la gente a Dio. Grazie per quello che fate”. E’ tutta dedicata al Natale la catechesi del Papa che non condanna il contorno di luci, festa, scambio di doni.

Ma mette in guardia da quel “falso rispetto di chi non è cristiano che spesso nasconde la volontà di emarginare la fede” eliminando dalla festa “ogni riferimento alla nascita di Gesù”. Ma “senza Gesù – insiste Papa Francesco – non c’è Natale”. Invece “se al centro c’è Lui, allora – ha proseguito – anche tutto il contorno, cioè le luci, i suoni, le varie tradizioni locali, compresi i cibi caratteristici, tutto concorre a creare l’atmosfera della festa. Ma se togliamo Lui, la luce si spegne e tutto diventa finto, apparente”.

Anche lo scambio dei doni deve essere letto come un simbolo di quel dono che Dio ha fatto a noi, Gesù, e soprattutto che anche noi possiamo fare agli altri. Soprattutto a coloro che vivono ai margini della società, scelti da Dio, come i pastori, come “i primi” ai quali portare l’annuncio della salvezza.

E allora il pontefice sottolinea che occorre “costruire un mondo nuovo, un mondo in cui non ci sono più persone rifiutate, maltrattate e indigenti”. Tutti possono fare la loro parte e dare qualcosa, anche un piccolo gesto: “Quanta gente nella vita – ha fatto notare il Papa – non ha mai sperimentato una carezza, un gesto d’amore, una tenerezza”.

Con un abbraccio particolare Francesco ha salutato le persone ammalate e disabili. Tra loro una rappresentanza dei bambini ricoverati nel reparto pediatrico dell’ospedale di Padova, che gli hanno anche presentato l’iniziativa “cuccioli di robot”, sperimentata proprio “in chiave pastorale” con l’ufficio per le comunicazioni sociali della diocesi veneta.

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Padre Spadaro: “Il viaggio del Papa fondamentale per le relazioni con la Cina”

Pubblicato il 04 dicembre 2017 da ansa

 

Papa Francesco visita il Parish Cemetery in Dhaka, Bangladesh. ANSA/ETTORE FERRARI

 


CITTA’ DEL VATICANO. – “Il viaggio di Papa Francesco in Myanmar e Bangladesh è il primo che parte in maniera esplicita dal nuovo ruolo che la Cina vuole svolgere – e sta svolgendo già – nel contesto internazionale”. Così il direttore di Civiltà Cattolica, padre Antonio Spadaro, parla sul suo sito CyberTeologia del viaggio appena concluso di papa Francesco in Myanmar e Bangladesh, sottolineandone l’importanza nel quadro della politica di avvicinamento alla Cina e del lavoro per giungere a una maggiore apertura delle relazioni.

“Un dato di fatto che il Papa stesso ha riassunto nella conferenza stampa rientrando a Roma con queste precise parole: ‘Pechino ha una grande influenza sulla regione, perché è naturale: il Myanmar non so quanti chilometri di frontiera ha lì; anche nelle Messe c’erano cinesi che sono venuti… Credo che in questi Paesi che circondano la Cina, anche il Laos, la Cambogia, hanno bisogno di buoni rapporti, sono vicini. E questo io lo trovo saggio, politicamente costruttivo se si può andare avanti. Però, è vero che la Cina oggi è una potenza mondiale: se la vediamo da questo lato, può cambiare il panorama’”, osserva.

E per Spadaro, la cui rivista ha dedicato ampi approfondimenti ai rapporti Cina-Vaticano, il fatto che in questo viaggio il Papa abbia girato attorno alla Cina “non è legato solamente al fatto che il Myanmar confina con quel grande Paese per 2.200 km. Come il Papa ha notato, c’era un gruppo di fedeli cinesi con la bandiera della Repubblica popolare ad attenderlo alla Cattedrale di Yangon dopo l’incontro con i vescovi”.

Non solo: “il 27 novembre Global Times – un tabloid prodotto dal quotidiano ufficiale del Partito Comunista Cinese, il Quotidiano del Popolo – pubblica online nella sezione ‘Diplomazia’ un post fotografico di Francesco che abbraccia una ragazza vestita in abiti tradizionali dal semplice titolo di ‘Grande abbraccio’ (Warm hug)”.

E lo stesso quotidiano “il 29 novembre ha dedicato per la prima volta un articolo ad un viaggio papale – con grande foto -, dando una valutazione positiva di ciò che Francesco ha detto e ha fatto in Myanmar. Il titolo nell’edizione a stampa era: Respect each ethnic group: Pope”.

Ma il viaggio di Francesco “era stato preceduto il 25 novembre da un articolo apparso su China Daily – il più diffuso quotidiano cinese in lingua inglese, con sede a Pechino – tutto dedicato ai gesuiti che hanno ‘lasciato un segno indelebile nella Nazione’. Il titolo dell’articolo è chiaro: Men on a mission, ‘uomini in missione'”.

Il direttore di Civiltà Cattolica cita poi “due dati ulteriori: il Consigliere di Stato e Ministro degli Affari Esteri del Myanmar, la Sig.ra Aung San Suu Kyi, dopo aver ricevuto Papa Francesco, è volata a Pechino”. Inoltre “il Papa stesso ha rivelato nella conferenza stampa in volo che proprio in questi giorni si sarebbe svolta a Pechino una seduta della Commissione mista che studia i rapporti tra Cina e Santa Sede”.

“E non ha nascosto – conclude – i suoi desideri a proposito di una eventuale visita in Cina: ‘Mi piacerebbe, non è una cosa nascosta. Le trattative con la Cina sono di alto livello culturale”. Ma ha aggiunto “Poi c’è il dialogo politico, soprattutto per la Chiesa cinese, con quella storia della Chiesa patriottica e della Chiesa clandestina, che si deve andare passo passo, con delicatezza, come si sta facendo. Lentamente”. E ha concluso: “Ma le porte del cuore sono aperte. E credo che farà bene a tutti, un viaggio in Cina. A me piacerebbe farlo…'”.

(di Fausto Gasparroni/ANSA)

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Il Papa ai rohingya: “Vi chiedo perdono per l’indifferenza del mondo”

Pubblicato il 01 dicembre 2017 da ansa

Papa Francesco si incontra con i rifugiati Rohingya. ANSA/ETTORE FERRARI

 


DACCA. – “Vi chiedo perdono per l’indifferenza del mondo”. “La presenza di Dio oggi anche si dice rohingya”, ha detto il Papa, a braccio, rivolto a un gruppo di 16 profughi dal Rakhine, dopo averli salutati uno ad uno, a Dacca, in un appuntamento commovente e al termine di un incontro interreligioso di grande rilievo. E’ la prima volta che il Papa pronuncia la parola “rohingya” durante questo viaggio in Asia, e lo fa in modo teologicamente molto forte, di fronte ai rohingya in carne ed ossa.

Una affermazione di verità davanti ai rappresentanti della vera sofferenza di un popolo violato nei diritti e nella dignità, un popolo che Bergoglio ha difeso pubblicamente, almeno dal 2015. “E’ dura, vi sono vicino”, ha detto ancora, alla fine del suo incontro con il gruppo di rifugiati, appartenenti a tre nuclei familiari e accolti nel campo profughi di Cox Bazar.

Erano 12 tra uomini e ragazzi, c’erano poi due donne adulte con il velo sul capo, e due bambine. Papa Francesco, con l’aiuto degli interpreti, ha ascoltato quello che ognuno aveva da dirgli. Ha accarezzato le bimbe, e a una ha messo le mani sul capo; ha anche stretto le mani che una delle due signore gli porgeva.

Durante l’incontro interreligioso nel giardino dell’arcivescovado di Dacca, hanno esplicitamente citato l’impegno di papa Francesco per i rohingya sia l’esponente musulmano che un rappresentante della società civile, mentre il vescovo anglicano che ha guidato la preghiera conclusiva ha rimarcato la sofferenza dei rohingya.

Non sono formalità: come le parole di ieri del presidente del Bangladesh, Abdul Hamid, mostrano come le forze sociali e religiose in questo pezzo di Asia insidiato dal fondamentalismo abbiano ben chiaro e apprezzino il ruolo di papa Bergoglio nella difesa delle minoranze, dei diritti di tutti, e il suo ruolo di pacificazione e di freno a quanti vorrebbero usare il nome di Dio per creare divisioni e per uccidere. Mostrano anche un ruolo di stimolo e di coscienza critica delle fedi e della società nei confronti delle istituzioni internazionali.

L’armonia delle religioni per la pace, contro povertà, terrorismi, corruzione e indifferenza verso i profughi è stato il motivo dominante dei discorsi di oggi di papa Francesco, – anche nell’incontro con l’episcopato del Paese – ed è uno degli scopi principali di questo suo viaggio in Myanmar e Bangladesh. Ma in tal senso sono state notevoli anche le parole del gran mufti imam Mawlana Farid Uddin Masud.

Notevoli per il contenuto, il riconoscimento del ruolo infaticabile del Papa nella pacificazione mondiale e nella difesa “degli oppressi, senza distinzione di religione, casta o nazionalità”. E davvero interessanti per il fatto che il gran mufti ha mostrato la determinazione della principale religione del Paese di non cedere a fondamentalismi e derive estremiste.

All’incontro interreligioso erano presenti anche esponenti induisti, buddisti, anglicani, e della società civile e della Caritas. Il Paese vuole restare multireligioso, multietnico e multiculturale e vede questa sua identità minacciata da fondamentalismi e estremismi. Non è un problema solo del Myanmar e del Bangladesh, ma di tutto il mondo. Non è un compito solo del Papa, ma di tutti le persone e i leader di buona volontà, che interroga la comunità internazionale e, proprio come i diritti dei rohingya, non consente indifferenza e non permette di girarsi dall’altra parte.

(dell’inviata Giovanna Chirri/ANSA)

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Papa: “Aung San Suu Kyi, ci dà fiducia nella pace”

Pubblicato il 28 novembre 2017 da ansa

Papa Francesco stringe la mano a Aung San Suu Kyi in Naypyitaw, Myanmar. ANSA/REUTERS/POOL/Max Rossi

 

 


NAY PYI TWA (MYANMAR). – Alcuni osservatori affermano che perseguire la pace etnica come priorità sia stato un grosso errore di Aung San Suu Kyi: non aveva gli strumenti politici per farlo, le leve della spinosa questione erano rimaste in mano ai militari. Ma la leader democratica, – e figlia del padre della patria che sognò con la conferenza di Panglong di costruire uno stato federale che integrasse tutte le minoranze – parlando di fronte al Papa e al Corpo diplomatico, convenuti nel palazzo presidenziale di Nay Pyi Taw, ha rivendicato la giustezza del proprio approccio: “non si può sopravvivere senza giustizia – ha detto – ce lo hanno insegnato i nostri padri, e come loro dobbiamo continuare la costruzione di una nazione fondata sulla legge e di istituzioni che garantiscano ciascuno, e garantiscano in ogni terra, giustizia, libertà e sicurezza”.

Queste sfide, ha spiegato, richiedono “forza, pazienza e coraggio”, ma vogliamo “far emergere la bellezza delle nostre diversità, e farne la nostra forza, proteggendo i diritti, perseguendo la tolleranza, assicurando sicurezza per tutti”. Senza timori ha citato la crisi del Rakhine, – lo stato dei “rohingya” – ricordando come abbia monopolizzato l’attenzione internazionale.

Nel Papa, poi, ha riconosciuto uno di quei “buoni amici” che aiutano la pacificazione e ha definito “inestimabile” la amicizia di questi. Le relazioni diplomatiche sono state allacciate nel maggio scorso, e dopo di ciò la “Signora” ha incontrato il Papa in Vaticano, ma i rapporti tra la fragile democrazia uscita dal voto del novembre 2015 e insediatasi ad aprile 2016 e la piccola e operosa Chiesa cattolica del Paese, sono precedenti, saldi, perseguiti con convinzione e amicizia reciproche.

La Chiesa cattolica, – che nel ’62 si vide espellere dai miliari tutti i missionari, e confiscare le opere educative e sanitarie, è oggi presente – nonostante ci siano solo circa settecentomila fedeli – sulle frontiere sociali del Paese, assiste poveri e profughi attraverso la Caritas, ha scuole stimate e frequentate da fedeli di ogni religione, e si espande: vocazioni in crescita e vitalità pastorale, premiate dal Papa nel 2015 con la creazione del primo cardinale di questa terra, Charles Bo, prudente sostenitore delle politiche del governo di Aung San Suu Kyi.

Soprattutto cosciente di quanto una sconfitta della leader democratica – magari per la crisi innescata dai musulmani del Rakhine, “rohingya”, a centinaia di migliaia profughi in Bangladesh – verrebbe subito sfruttata dai militari e aprirebbe scenari pericolosi per il Paese. Aung San Suu Kyi ha riconosciuto il ruolo “inestimabile” del Papa (che ha incontrato in un colloquio privato durato 23 minuti) nel sostenere la fragile democrazia birmana.

Nonostante le difficoltà del suo governo, gli enormi problemi economici e ambientali ereditati dalla dittatura, e il fatto che la sua popolarità sarebbe in calo rispetto al trionfo elettorale del 2015, la “signora”, davanti al Papa e al Corpo diplomatico ha dimostrato di essere una leader onesta, competente e credibile, e di voler sfruttare tutte le sue frecce al suo arco, per il bene del suo Paese. (questo articolo è stato scritto anche grazie alle informazioni degli analisti dello Iai, Istituto affari internazionali).

(dell’inviata Giovanna Chirri/ANSA)

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“Fronda contro il Papa”. Card. Müller avvisa: “Rischio scisma”

Pubblicato il 26 novembre 2017 da ansa

Papa Francesco e il cardinale Gerhard Müller (ANSA)

 

 


ROMA. – C’è un “fronte” contro il Papa, composto dalle frange più tradizionaliste della Chiesa ma anche dalle più progressiste: ne parla l’ex Prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede, il cardinale Gerhard Müller, in una intervista al ‘Corriere della Sera’ nella quale rivela che questa fronda lo vorrebbe “a capo di un movimento contro il Papa. Ma io non lo farò mai”, dice il cardinale tedesco sottolineando però che occorrerebbe più ascolto delle minoranze per evitare “il rischio di una lenta separazione che potrebbe sfociare in uno scisma di una parte del mondo cattolico, disorientato e deluso”.

Parole pesanti che evocano periodi della storia della Chiesa bui, di lotte e divisioni. Müller nel colloquio con il quotidiano ribadisce più volte la lealtà alla Chiesa e al pontefice, che non lo ha confermato alla guida di uno dei più importanti dicasteri del Vaticano. Ma non vuole che i ‘dubia’ di alcuni cardinali o i firmatari della correctio filialis siano derubricati troppo in fretta. Dice anche che la popolarità di Francesco non ha portato più gente in Chiesa e considera “da archiviare” l’immagine della Chiesa come “ospedale da campo”.

“Non credo ci sia un pericolo di scisma: la Chiesa cattolica è unita pur con le differenze che ci sono. Sentire parlare così una persona che è stata in un così importante posto nella Dottrina della Fede, sembra che osi sollevare delle minacce nei confronti del Papa”.

Così lo storico della Chiesa, il professor Alberto Melloni, commenta con l’ANSA l’intervista dell’ex Prefetto della Congregazione della Dottrina della Fede. Melloni ha più di qualche dubbio sulla fedeltà espressa al pontefice dal cardinale: “Se uno sta con il Papa forse sta più zitto”. Quanto invece alla richiesta del cardinale tedesco di ascolto di tutte le voci, lo storico taglia corto: “La Chiesa non è il mercato del pesce”. “Mi sembra che con questa intervista – conclude Melloni – il cardinale Müller abbia spiegato bene, anzi benissimo, perché il Papa ha deciso di non avvalersi più dei suoi servigi”.

Il direttore di Civiltà Cattolica, il gesuita padre Antonio Spadaro, il primo che ha riferito l’espressione di Papa Francesco della Chiesa “ospedale da campo”, alla vigilia del viaggio del pontefice in Asia, twitta: “Il viaggio di Papa Francesco in Myanmar e Bangladesh riafferma con forza che la Chiesa ‘è’ per sua natura, e non temporaneamente, ospedale da campo, chiamata a toccare ferite di ogni genere col balsamo del Vangelo”.

Il cardinale nell’intervista al Corriere ha parlato anche di un “cerchio magico” intorno al Papa e della necessità di una “Silicon Valley della fede”. Rivelando che il Papa gli disse che alcuni “anonimamente” dicevano di lui che era “nemico” dello stesso Bergoglio, Mueller usa infine parole durissime: “Invece di instillare inquietudine nel Papa farebbero meglio a visitare uno strizzacervelli”.

(di Manuela Tulli/ANSA)

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Papa: “Chi fomenta la paura verso i migranti semina la violenza”

Pubblicato il 24 novembre 2017 da ansa

 

 


CITTA’ DEL VATICANO. – “Quanti fomentano la paura nei confronti dei migranti, magari a fini politici, anziché costruire la pace, seminano violenza, discriminazione razziale e xenofobia, che sono fonte di grande preoccupazione per tutti coloro che hanno a cuore la tutela di ogni essere umano”.

Sono forti e chiare le parole di papa Francesco contro chi istiga e cavalca a fini elettorali la paura verso i migranti, visto che – come spiega nel suo Messaggio per la Giornata Mondiale della Pace 2018, “in molti Paesi di destinazione si è largamente diffusa una retorica che enfatizza i rischi per la sicurezza nazionale o l’onere dell’accoglienza dei nuovi arrivati, disprezzando così la dignità umana che si deve riconoscere a tutti, in quanto figli e figlie di Dio”.

Per il Papa, “tutti gli elementi di cui dispone la comunità internazionale indicano che le migrazioni globali continueranno a segnare il nostro futuro”. E se “alcuni le considerano una minaccia”, “io, invece, vi invito a guardarle con uno sguardo carico di fiducia, come opportunità per costruire un futuro di pace”.

E proprio “Migranti e rifugiati: uomini e donne in cerca di pace” è il tema della prossima Giornata Mondiale della Pace, che ricorrerà il 1/o gennaio, tema che il Papa ha voluto guardando agli “oltre 250 milioni di migranti nel mondo, dei quali 22 milioni e mezzo sono rifugiati”.

“Con spirito di misericordia, abbracciamo tutti coloro che fuggono dalla guerra e dalla fame o che sono costretti a lasciare le loro terre a causa di discriminazioni, persecuzioni, povertà e degrado ambientale”, esorta Bergoglio. Che però, come gli è accaduto recentemente, riconosce che le politiche dell’accoglienza non possono essere indiscriminate e senza limiti: “Praticando la virtù della prudenza, i governanti sapranno accogliere, promuovere, proteggere e integrare, stabilendo misure pratiche, ‘nei limiti consentiti dal bene comune rettamente inteso, [per] permettere quell’inserimento'”, sottolinea.

Essi “hanno una precisa responsabilità verso le proprie comunità, delle quali devono assicurarne i giusti diritti e lo sviluppo armonico, per non essere come il costruttore stolto che fece male i calcoli e non riuscì a completare la torre che aveva cominciato a edificare”.

Il Papa invita a guardare alla questione “con sguardo contemplativo”, alimentato dalla fede: il che consentirà di scoprire il carico arricchente “di coraggio, capacità, energie e aspirazioni” portato dai migranti, e “saprà guidare il discernimento dei responsabili della cosa pubblica, così da spingere le politiche di accoglienza fino al massimo dei ‘limiti consentiti dal bene comune rettamente inteso'”.

Sono quattro le “azioni” della strategia che Francesco indica per “offrire a richiedenti asilo, rifugiati, migranti e vittime di tratta una possibilità di trovare quella pace che stanno cercando”: “accogliere, proteggere, promuovere e integrare”. E in particolare, “Accogliere” richiama “l’esigenza di ampliare le possibilità di ingresso legale, di non respingere profughi e migranti verso luoghi dove li aspettano persecuzioni e violenze, e di bilanciare la preoccupazione per la sicurezza nazionale con la tutela dei diritti umani fondamentali”.

Richiamo cruciale per Italia ed Europa vista la situazione dei campi detentivi libici. Il Papa auspica poi che i due “patti globali” su migrazioni sicure e rifugiati che l’Onu approverà nel 2018 “siano ispirati da compassione, lungimiranza e coraggio”, senza “una resa al cinismo e alla globalizzazione dell’indifferenza”. A tale scopo, la Sezione Migranti e Rifugiati del dicastero per lo Sviluppo umano integrale ha suggerito 20 specifici “punti di azione” per le politiche pubbliche, altrettanti per l’attività della Chiesa.

(di Fausto Gasparroni/ANSA)

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Papa Francesco con i detenuti del carcere minorile di Casal del Marmo

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Santa Sede, Papa Francesco: «La pena di morte è contraria al Vangelo»

Pubblicato il 11 ottobre 2017 da redazione

Papa Francesco afferma che la pena di morte è contraria al Vangelo

Papa Francesco con i detenuti del carcere minorile di Casal del Marmo

CITTA’ DEL VATICANO – “Si deve affermare con forza che la condanna alla pena di morte è una misura disumana che umilia, in qualsiasi modo venga perseguita, la dignità personale. È in sé stessa contraria al Vangelo”. Così papa Francesco, secondo cui la pena di morte non può essere ammessa per quanto grave possa essere stato il reato commesso.

Intervenendo nell’Aula nuova del Sinodo, in Vaticano, all’incontro promosso dal Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione,  per il venticinquesimo anniversario della firma della costituzione apostolica Fidei Depositumda di San Giovanni Paolo II, il Papa ha voluto fare riferimento nel suo discorso “a un tema che dovrebbe trovare nel Catechismo della Chiesa cattolica uno spazio più adeguato e coerente”.

Secondo Francesco, “mai nessun uomo, neppure l’omicida, perde la sua dignità personale, perché Dio è un Padre che sempre attende il ritorno del figlio il quale, sapendo di avere sbagliato, chiede perdono e inizia una nuova vita. A nessuno, quindi, può essere tolta non solo la vita, ma la stessa possibilità di un riscatto morale ed esistenziale che torni a favore della comunità”.

Papa Francesco ha spesso avuto contatti con condannati a morte, ad alcuni ha telefonato, soprattutto in occasione del Giubileo dei carcerati nel 2016.

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Papa Francesco ai giovani: "Abbiate speranza"

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Papa Francesco a giovani e ragazzi: “Spera, sempre spera”

Pubblicato il 20 settembre 2017 da ansa

Papa Francesco ai giovani: "Abbiate speranza"

Papa Francesco insieme a un giovane

CITTA’ DEL VATICANO – “E soprattutto sogna, non avere paura di sognare, sogna”. E’ l’invito del Papa ai giovani, accolto da un applauso della folla in piazza San Pietro per l’udienza generale. Papa Francesco ha proposto un testo in cui si rivolge direttamente “con il ‘tu’ – ha spiegato – immaginando di parlare, come educatore e come padre, a un giovane, o a una qualsiasi persona aperta ad imparare”.

E in prima persona ha proposto una serie di consigli o esortazioni che formano una specie di decalogo. Ha cominciato con “Spera, sempre spera”, passando per “non arrenderti alla notte”, “tutto nasce per fiorire in una eterna primavera, anche Dio ci ha fatto per fiorire, ricordo quel dialogo quando la quercia ha chiesto al mandorlo ‘parlami di Dio, e il mandorlo fiorì”.

Il Papa ha continuato per diversi altri consigli, una decina, concludendo con “impara la meraviglia, coltiva lo stupore, vivi, ama, sogna, credi”.

 

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Migranti, il Papa loda la linea dell’Italia: “Bene accogliere, ma anche integrare”

Pubblicato il 11 settembre 2017 da redazione

Papa Farncesco

COLOMBIA – Papa Francesco, durante il volo di rientro rientro dall’America Latina e, in particolare dalla Colombia, ha avuto modo di parlare coi giornalisti del tema migranti. “Il governo (italiano n.d.r.) deve gestire questo problema con le peculiarità del governate, tra cui per prima c’è la prudenza” ha detto il pontefice alla stampa, approfondendo, poi, anche il suo pensiero: “Lo Stato deve chiedersi: Quanti posti ho?” E ancora: “Non si può solo ricevere, ma occorre sforzarsi per integrare” ha aggiunto Papa Francesco.

Sempre ai giornalisti, poi, ha commentato la linea italiana sul blocco dei migranti in Libia: “Ho l’impressione che il governo italiano stia facendo di tutto dal punto di vista umanitario sobbarcandosi anche impegni che non può assumere” ha aggiunto il Papa che, fra le righe, ha spiegato pure ai presenti il piccolo incidente che lo ha coinvolto a bordo della Papamobile, quando, salutando la folla di Cartagena, ha sbattuto la testa: “Ero sporto per salutare i bambini e non ho visto il vetro” ha spiegato simpaticamente il Pontefice.

 

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05:42Shutdown: nessun accordo al Senato Usa, voto rinviato (2)

(ANSA) - WASHINGTON, 22 GEN - Il Senato degli Stati Uniti voterà a mezzogiorno ora di Washington (le sei del pomeriggio in Italia) nel tentativo di revocare lo shutdown, la chiusura dell'amministrazione federale scattata alla mezzanotte di sabato, che entra quindi nel terzo giorno. I colloqui fra democratici e repubblicani non hanno però al momento portato ad un accordo. E' stato il leader della minoranza democratica al Senato, Chuck Schumer, ad annunciare per primo in serata chenon è stato raggiunto un accordo che consenta la revoca dello shutdown con l'inizio della settimana lavorativa. Le aspettative sono che a mezzogiorno (le sei del pomeriggio in Italia) il Senato voti su un provvedimento di spesa temporaneo, possibilmente che consenta la 'riapertura' del governo fino al prossimo 8 febbraio con il contestuale impegno da parte del leader della maggioranza repubblicana al Senato, Mitch McConnell, di indire una votazione sul nodo dell'immigrazione prima di quella data.

01:53Mo: Abu Mazen chiederà a Ue riconoscimento Palestina

(ANSA) - ROMA, 22 GEN - Il presidente palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen) chiederà all'Ue di riconoscere ufficialmente lo Stato di Palestina, nel corso della sua visita odierna a Bruxelles. Lo ha detto all'agenzia France Press in un'intervista ripresa dda molti media internazionali il ministro degli Esteri dell'Anp, Riyad Al-Maliki. Abu Mazen, ha detto, "si aspetta che i ministri degli esteri europei riconoscano collettivamente lo stato di Palestina", in risposta alla decisione Usa su Gerusalemme capitale di Israele. Abu Mazen deve incontrare oggi il capo della diplomazia europea Federica Mogherini e i 28 ministri degli ESteri dell'Ue, al margine della loro riunione mensile. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu aveva avuto lo stesso incontro l'11 dicembre scorso. "Se gli europei vogliono avere un ruolo, allora devono essere equilibrati nel trattamento delle parti e ciò dovrebbe iniziare con il riconoscimento dello stato di Palestina", ha affermato ancora il capo della diplomazia palestinese.

01:09Papa: si congeda da Perù, “terra di speranza, siate uniti”

(ANSA) - LIMA, 21 GEN - "Ho iniziato il mio pellegrinaggio tra voi dicendo che il Perù è una terra di speranza. Terra di speranza per la biodiversità che vi si trova insieme con la bellezza di luoghi capaci di aiutarci a scoprire la presenza di Dio". Così il Papa nel suo saluto al Perù al termine della messa alla Base aerea di Las Palmas alla quale secondo le autorità locali hanno assistito 1,3 milioni di persone "Terra di speranza - ha detto - per la ricchezza delle sue tradizioni e dei suoi costumi che hanno segnato l'anima di questo popolo". Terra di speranza "per i giovani, che non sono il futuro ma il presente del Perù". "A loro chiedo di scoprire nella sapienza dei loro nonni, degli anziani, il Dna che ha guidato i vostri grandi santi - ha aggiunto -. Non sradicatevi. Nonni e anziani, non smettete di trasmettere alle giovani generazioni le radici del vostro popolo e la sapienza della via per arrivare al cielo". "Vi invito a non aver paura di essere i santi del XXI secolo. Fratelli peruviani, avete tanti motivi per sperare, l'ho visto, l'ho toccato con mano in questi giorni. Custodite la speranza. E non c'è miglior modo di custodire la speranza che rimanere uniti", ha concluso Francesco.

00:44Pallavolo: Superlega, risultati e classifica

(ANSA) - ROMA, 21 GEN - Risultati della sesta giornata di ritorno della Superlega di pallavolo: Calzedonia Verona - Diatec Trentino 1-3 Lube Civitanova - Azimut Modena 0-3 Revivre Milano - Wixo Piacenza 2-3 BCC Castellana Grotte - Gi Group Monza 3-2 Taiwan Latina - Callipo Vibo Valentia 3-0 Kioene Padova - Bunge Ravenna 2-3 Sir Safety Perugia - Biosì Sora 3-0 - Classifica: Perugia 51; Civitanova 47; Modena 45; Trentino 33; Verona 32; Padova 30; Piacenza e Milano 29; Ravenna 27; Latina 22; Monza 19; Vibo Valentia 12; Castellana Grotte 10; Sora 7.

00:36Basket: serie A, risultati e classifica

(ANSA) - ROMA, 21 GEN - Risultati della prima giornata del campionato di serie A di basket: GrissinBon Reggio E. - Sidigas Avellino 89-86 Red October Cantù - Banco Sardegna Sassari 102-96 Fiat Torino - Happy Casa Brindisi 68-82 Segafredo Bologna - Dolomiti Trentino 82-75 Umana Venezia - Openjobmetis Varese 63-75 Germani Brescia - VL Pesaro 88-70 The Flexx Pistoia - Betaland Capo d'Orlando 91-69 EA7 Armani Milano - Vanoli Cremona domani - Classifica: Brescia e Avellino 24; Milano e Venezia 22; Torino 20; Bologna e Cantù 18; Cremona e Sassari 16; Trentino 14; Reggio Emilia 12; Pistoia, Varese, Brindisi e Capo d'Orlando 10; Pesaro 8.

23:24Cav, Renzi ha chiuso con comunismo ma Pd rimasto senza anima

(ANSA) - ROMA, 21 GEN - "Renzi ora è accusato di aver portato il Pd al 21% per il suo cattivo carattere, ma ha un merito: ha chiuso con la tradizione comunista del suo partito, ma non ha dato un'anima al Pd che ormai è una scatola vuota che si riempie solo con aspirazioni di potere". Lo afferma Silvio Berlusconi a "Non è l'Arena" su La7 parlando di Renzi.

23:19Shutdown: Statua Libertà e Ellis Island aperte,paga New York

(ANSA) - WASHINGTON, 21 GEN - La Statua della Liberta' e Ellis Island a New York saranno aperte domani ai visitatori, anche se lo shutdown dell'amministrazione federale Usa dovesse proseguire. Lo ha annunciato il governatore dello Stato di New York Andrew Cuomo. Sara' infatti l'autorità statale a sostenere le spese necessarie per l'apertura dei siti compreso il salario dei dipendenti federali che vi lavorano. I due 'monumenti' - come gli altri nel Paese gestiti dalle autorità federali - sono rimasti chiusi a partire dalla mezzanotte di sabato quando è scattato lo shutdown. Cuomo ha spiegato che i siti sono vitali per l'industria del turismo. Da ciò la decisione di farsi carico della spesa per tenerli aperti, 65mila dollari al giorno, cifra inferiore rispetto alle entrate. La stessa decisione fu presa in occasione dello shutdown nel 2013 durante l'amministrazione Obama.

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