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Papa Bergoglio

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Papa Francisco no se reunirá con la oposición venezolana durante su viaje a Colombia

Pubblicato il 01 settembre 2017 da redazione

Papa Francisco viajará a Colombia en visita pastoral

Papa Francisco viajará a Colombia en visita pastoral

 

CARACAS – Ni guerrilleros de las FARC, ni miembros de la oposición de Venezuela, ni obispos venezolanos están en la agenda de Papa Francisco I, en su inminente arribo a Colombia, del 6 al 10 de septiembre. La información fue divulgada por el portavoz de la Santa Sede, Greg Burke, quien subrayó que Bergoglio –un jesuita de 81 años, cuyo pontificado ha estado marcado por la austeridad más estricta- “va a Colombia en viaje pastoral para anunciar el Evangelio”.

Se supo que el Papa podría –eventualmente- hacer algunas alusiones al proceso de paz en el país latinoamericano, pero se descarta que la visita sea empañada por un tinte político. Burke recordó que se trata del 29º viaje internacional del pontífice argentino y que “Pancho” –como las masas de todo el orbe han preferido llamarlo- ya estuvo en dos ocasiones en Colombia. La Conferencia Episcopal Latinoamericana y del Caribe (CELAM) fue el motivo de su primera visita, y luego recorrió Bogotá, Medellín y La Ceja, siendo un cura de 42 años.

Desde mediados del año pasado, el Vaticano –con una extensa y solvente trayectoria como mediador en conflictos políticos, a escala mundial- ha tenido presencia en Venezuela. Los esfuerzos que se han hecho, incluso con la instalación de una mesa de diálogo, que terminó por disolverse, han sido infructuosos, por desgracia. El año pasado, Su Santidad incluyó una mención a Venezuela -muy emotiva- en su tradicional mensaje de Pascua de Resurrección, URBI ET ORBE.

El pasado 04 de agosto, el Vaticano invitó al gobierno de Nicolás Maduro a suspender la Asamblea Nacional Constituyente (ANC) bajo el alegato de que la misma fomenta “un clima de tensión” y tienda a “hipotecar el futuro”.

La Secretaría de Estado del Vaticano condenó la “radicalización y el agravamiento de la crisis” y garantizó que el Vicario de Cristo “sigue de cerca” la situación de Venezuela y “sus implicaciones humanitarias, sociales, políticas, económicas e incluso espirituales”. En un comunicado, se expresa que “la Santa Sede manifiesta nuevamente su profunda preocupación por la radicalización y el agravamiento de la crisis en la República Bolivariana de Venezuela, por el aumento de los muertos, de los heridos y de los detenidos”.

Cada día del viaje de Bergoglio a Colombia –explicó el portavoz vaticano- tiene un argumento y el mismo inspirará las misas, donde será acogido por un grupo que represente este lema. De la misma manera, cada tarde a su llegada a la Nunciatura bendecirá a personas que lo representen.

Burke destacó –finalmente- que todos los actos serán multitudinarios y que al arribo del pontífice se espera una concurrencia cercana a los 700.000 colombianos, los cuales se acercarán a los bordes de la carretera para ver pasar al Papa, quien recorrerá 15 kilómetros desde el aeropuerto a la Nunciatura.

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Papa: l’Italia vive un profondo cambiamento culturale

Pubblicato il 17 maggio 2016 da redazione

papa-francesco-vescovi-cei

CITTA’ DEL VATICANO. – L’Italia vive un profondo cambiamento culturale, che tocca tradizioni, abitudini, visioni della vita, e i pastori se ne rendono conto, venendo spesso a contatto con persone che soffrono per mancanza di punti di riferimento.

E’ la riflessione proposta dal Papa ai vescovi italiani, aprendo, nell’aula del sinodo in Vaticano, i lavori della 69.ma assemblea generale della Cei, con un discorso pubblico dal quale sono assenti i temi della cronaca politica italiana, a cominciare dalla legge sulle unioni civili appena approvata.

Nulla ovviamente vieta che della legge si parli nel dibattito a porte chiuse, o nella prolusione del presidente Angelo Bagnasco. “Il contesto culturale – ha dunque osservato papa Bergoglio – è molto diverso da quello in cui” i preti hanno mosso i primi passi nel ministero.

“Anche in Italia – ha sottolineato – tante tradizioni, abitudini e visioni della vita sono state intaccate da un profondo cambiamento d’epoca. Noi, che spesso ci ritroviamo a deplorare questo tempo con tono amaro e accusatorio, dobbiamo avvertirne anche la durezza: nel nostro ministero, quante persone incontriamo che sono nell’affanno per la mancanza di riferimenti a cui guardare!”.

“Quante relazioni ferite! – ha aggiunto subito dopo papa Francesco – In un mondo in cui ciascuno si pensa come la misura di tutto, non c’è più posto per il fratello. Su questo sfondo, la vita del nostro presbitero diventa eloquente, perché diversa, alternativa”.

Il Papa ha affrontato il tema del cambiamento culturale dopo essersi posto la domanda: “Che cosa, dunque, dà sapore alla vita del ‘nostro’ presbitero?”, giacché tutto il suo discorso è stato improntato al “rinnovamento del clero”, uno dei temi cardine di questa assemblea della Cei.

(giovanna.chirri@ansa.it)

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Il Papa riapre la questione donne nella Chiesa

Pubblicato il 13 maggio 2016 da redazione

Women hold a placard reading "Please save Yazidi people from genocide" as Pope Francis greets migrants and refugees at the Moria refugee camp on April 16, 2016 near the port of Mytilene, on the Greek island of Lesbos.  ANSA/ AFP/ / FILIPPO MONTEFORTE/ POOL

Women hold a placard reading “Please save Yazidi people from genocide” as Pope Francis greets migrants and refugees at the Moria refugee camp on April 16, 2016 near the port of Mytilene, on the Greek island of Lesbos. ANSA/ AFP/ / FILIPPO MONTEFORTE/ POOL

CITTA’ DEL VATICANO. – Per papa Bergoglio le commissioni non si istituiscono per sviare i problemi, ma per affrontarli e cercarvi soluzioni. E’ dunque chiaro che il ruolo della donna nella Chiesa rientra ufficialmente sia nella riflessione teologica, per quanto riguarderà il diaconato, che in quella istituzionale, per quanto riguarderà gli organigrammi e i poteri, e che “il punto di vista femminile”, come ha titolato l’Osservatore romano, entrerà nella riforma della Chiesa.

Cioè la decisione di istituire una commissione sul diaconato femminile annunciata dal Papa alle superiori generali, è un passo davvero importante per passare dalle parole ai fatti, ampliare la partecipazione delle donne, – affermata dai primi giorni del pontificato – ed estenderla a ruoli non marginali. E resta tale anche se non sappiamo ancora i contorni del progetto, il mandato e la composizione della commissione, cioè se il processo è per ora soltanto avviato.

“Il Papa mi ha telefonato sorpreso circa le… diaconesse. Pensa ad una commissione. Non affrettiamo le conclusioni”, ha scritto su twitter il sostituto alla Segreteria di Stato, Angelo Becciu”. “Il Papa – ha spiegato padre Federico Lombardi – non ha detto che abbia intenzione di introdurre un’ordinazione diaconale delle donne, e meno che meno ha parlato di ordinazione sacerdotale delle donne. Anzi, parlando della predicazione nel corso della celebrazione eucaristica ha fatto capire che a questo non pensa affatto”.

Le ineccepibili parole di Becciu e Lombardi invitano sia a non precorrere i tempi, che a registrare il fatto che sul riconoscimento sacramentale del ruolo delle diaconesse il Papa ha presenti tutti i problemi teologici e storici.

A livello teologico c’è il nodo “teologico-dogmatico” richiamato da papa Francesco: prete e vescovo presiedono l’eucaristia “nella persona di Gesù Cristo”: il diaconato è un ordine sacro e chi è contrario alle diaconesse afferma che le donne non possono accedere a un grado di sacerdozio.

Ma il Pontefice ha anche ricordato la riflessione di un “teologo siriano, bravo” che aveva studiato il problema delle diaconesse nella Chiesa antica e al quale l’allora arcivescovo Bergoglio aveva chiesto lumi sul fatto se le diaconesse “avevano l’ordinazione o no?”, e sui vari ruoli che queste svolgevano nella Chiesa primitiva.

Il Papa ha anche detto alle superiori generali che chiederà un parere alla Congregazione per il culto “sulla predicazione nella celebrazione eucaristica”. Qualcuno inoltre ricorda che Benedetto XVI modificò il diritto canonico distinguendo le prerogative del diacono, anche uomo, da quelle del prete e del vescovo.

Il Papa, citando se stesso nel discorso alla Commissione per l’America latina, ha riproposto la propria critica alla clericalizzazione dei laici e chiesto ai vescovi di lasciare che i laici facciano i laici anche nel loro servizio alla Chiesa.

Anche solo da questi brevi cenni si capisce che papa Francesco ha ben presenti tutti i problemi, ma resta deciso ad inserire queste tematiche nella riforma della Chiesa. Ha mostrato molta cautela sui cambiamenti che la commissione potrà attuare nella Chiesa anche il card. Kasper, esponente di quella Chiesa tedesca che negli anni Settanta, dopo un proprio sinodo, pregò Paolo VI “di esaminare il problema del diaconato della donna alla luce delle attuali conoscenze teologiche e, tenendo conto della attuale situazione pastorale, di ammettere, se possibile, donne alla ordinazione diaconale”.

Sono state invece molto positive le reazioni di religiose e teologhe laiche, interpellate da Avvenire: per Marinella Perroni, fondatrice del Coordinamento teologhe italiane, quella del diaconato femminile “è tra le questioni più urgenti per un’autentica riforma della Chiesa” e la decisione del Papa “è un segno di grande apertura per il futuro”.

Per suor Giuliana Galli è importante che il Papa denunci che le donne non devono solo educare e accudire, ma possono anche occupare “ruoli decisionali finora riservati unicamente all’uomo” e la “specificità femminile deve essere accolta e ufficializzata nella Chiesa e nella società”.

Per la presidente della Camera Laura Boldrini, quella del Papa “è una decisione epocale” e, per spingere anche il linguaggio verso il riconoscimento del ruolo femminile, ha coniato il neologismo “diacona”.

(giovanna.chirri@ansa.it)

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Il Papa: Mi dicono comunista? Io amo i poveri

Pubblicato il 28 ottobre 2014 da redazione

CITTA’ DEL VATICANO. – L’amore per i poveri è alla base del Vangelo e dunque non è “ideologia” operare per la difesa degli ultimi del pianeta. “Se parlo di terra, casa e lavoro per alcuni il Papa è comunista” e invece “quello per cui voi lottate sono diritti sacri”. Papa Francesco ha incontrato oggi i movimenti popolari, campesinos e centri sociali, ambulanti e senza-terra, cartoneros e abitanti delle periferie. E li ha incoraggiati ad andare avanti. Un lungo discorso nella lingua del cuore, lo spagnolo, in parte a braccio, nel quale il Papa non ha avuto timore di pronunciare più volte la parola “lotta”. “Continuate con la vostra lotta – è anche l’esortazione finale – fate bene a tutti”. Ma avverte: il sistema va cambiato “con coraggio ma anche con intelligenza, con tenacia ma senza fanatismo, con passione ma senza violenza”. La platea, circa trecento persone, è di quelle mai viste all’interno della mura Leonine. Sono venuti per questa “tre giorni” in Vaticano soprattutto i movimenti popolari dell’America Latina ma ci sono no-global di tutto il mondo. A rappresentare l’Italia il Centro sociale Leoncavallo, Banca Etica, Genuino Clandestino e la Fabbrica Recuperata Rimaflow. Ospite d’onore nel dibattito anche il presidente della Bolivia, Evo Morales, a cena con il Papa per un incontro privato e informale. Ma Morales tra la gente riunita sotto l’egida del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace e dell’Accademia pontificia delle Scienze sociali, non è un Capo di Stato ma ‘el Indio’, il leader del movimento sindacale dei cocalero boliviani asceso al gradino politico più alto della nazione. I poveri infatti “vogliono essere protagonisti” – come ha detto il Papa – e “non aspettare a braccia conserte l’aiuto di Ong o piani assistenziali che non arrivano mai” e se arrivano accade magari in un modo sbagliato, per “anestetizzare e addomesticare” gli stessi ultimi della terra. E quindi la solidarietà non può essere fatta di “sporadici gesti di generosità” ma deve essere “un modo di fare la storia” di contrastare “l’Impero del denaro”. Quell’impero che lascia senza lavoro “un’intera generazione di giovani”, che permette lo “scandalo” della fame dove “milioni di persone soffrono e dall’altra parte si scartano tonnellate di alimenti”. Il Papa parla anche del dramma dei campesinos costretti a subire una “dolorosa separazione” dalle loro terre. Affronta il problema dei senza-casa e stigmatizza “l’eufemismo, l’espressione elegante” che li definisce “senza fissa dimora”. “Potrei sbagliarmi in qualche caso ma in generale – dice il Papa – dietro un eufemismo c’è un delitto”. E allora sono “crudeli le immagini degli sgomberi forzati, delle gru che demoliscono le baracche”. Ai movimenti il Papa conferma che sta scrivendo un’Enciclica sull’ecologia. “Siate certi – li rassicura – che le vostre preoccupazioni saranno presenti in essa”. E infine li incoraggia. “Avete i piedi nel fango e le mani nella carne, odorate di quartiere, di popolo di lotta, siete un torrente di energia morale”. E allora “il vento di promessa, che ravviva la speranza in un mondo migliore, si trasformi in un uragano. Questo – ha concluso Francesco – è il mio desiderio”. E anche i rosari distribuiti alla fine dell’incontro erano in ‘tema’ con la giornata. Tutti rigorosamente fatti a mano da artigiani, cartoneros e lavoratori dell’economia popolare dell’America Latina. (di Manuela Tulli/ANSA)

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23:37Francia: en Marche vota Castaner presidente

(ANSA) - PARIGI, 18 NOV - Nessuna sorpresa a Chassieu, vicino a Lione, per il primo congresso de "La Republique en Marche", il movimento creato da Emmanuel Macron per arrivare all'Eliseo. Non più un semplice movimento, non ancora un partito, la creatura del presidente è preda di forti tensioni: "non permetteremo che la politica ci cambi, siamo noi che cambieremo la politica", ha detto dal palco Christophe Castaner, l'uomo di Macron che - come previsto - ha preso all'unanimità le leve di comando. Le polemiche, i "100 democratici" che minacciano di andarsene, le accuse di "mancanza di democrazia" e di trasparenza sul numero di iscritti: il congresso è andato in scena secondo copione, ma le polemiche sono apparse reali, soprattutto quando, sul palco, è salito il premier Edouard Philippe, determinato a "saldare i conti". I delegati e gli iscritti avevano tirato fuori dal baule le t-shirt e le spillette con la faccia di Macron della primavera vittoriosa, ma l'entusiasmo di quella cavalcata è apparso un ricordo.

23:32Azzurri: Ranieri ‘se arriva chiamata Nazionale ci penserò’

(ANSA) - ROMA, 18 NOV - ''Ho letto c'e' Allegri c'e' Conte c'e' Carletto Ancelotti, io dico che ora devono pensare bene a come devono fare e poi chi prendono prendono sono tutti bravi''. Dopo la sconfitta subita 4-1 a Parigi dal suo Nantes, Claudio Ranieri, parla anche di Nazionale e della possibilità di diventare il Ct azzurro. Se arriva la chiamata? ''Ci penserò, non dipende solo da me - aggiunge il tecnico campione d'Inghilterra con il Leicester - c'e' un presidente e devono parlare al limite con il mio presidente''. ''Credo che in Italia la questione allenatore sia ormai in secondo piano - spiega Ranieri - bisogna fare bene le cose perchè abbiamo toccato il fondo. C'e' gente preposta a pensare per far si che le cose cambino. Poi dalle ceneri si può sempre fare bene, ci sono giovani interessanti e ci risolleveremo. Erano 60 anni che l'Italia non era fuori dal Mondiale, ma a volte serve sprofondare per poi risollevarsi''.

23:17Cile: Pinera (centrodestra) favorito a presidenziali

(ANSA) - SANTIAGO DEL CILE, 18 NOV - I cileni vanno domani alle urne per il primo turno delle elezioni presidenziali che vedono in corsa otto candidati, tra cui Sebastian Pinera (centrodestra) e Alejandro Guiller (centrosinistra, 'erede' della presidente uscente Michelle Bachelet). Nei sondaggi Pinera è decisamente avanti rispetto a Guiller ma secondo gli analisti non riuscirà a superare il 50% dei voti e sarà costretto al ballottaggio. Nessuna chances avrebbero, sempre secondo gli esperti, gli altri candidati. Pinera è giù stato presidente dal 2010 al 2014 e la sua posizione durante la presidenza Bachelet si è rafforzata, secondo gli osservatori, proprio a causa dei problemi emersi all'interno della maggioranza uscente e al forte calo di popolarità della stessa presidente in scadenza. Bachelet - anche lei già presidente dal 2006 al 2010 - era stata trionfalmente eletta nel 2013 per il secondo mandato ora in scadenza. Aveva ottenuto il 62% dei voti, ma oggi l'indice di gradimento attribuitole da sondaggi non arriva al 30%.

22:58Mo: Olp,se Trump chiude ufficio interrompiamo contatti

(ANSA) - WASHINGTON, 18 NOV - Le autorità palestinesi hanno minacciato di interrompere ogni comunicazione con l'amministrazione Trump se gli americani chiederanno l'ufficio dell'Olp a Washington, in una lettera ufficiale. Lo ha reso noto il segretario generale dell'organismo palestinese Saeb Erekat, affermando che la decisione degli Usa è "inaccettabile". Erekat ha accusato gli Usa di piegarsi alle pressioni del governo israeliano.

22:48Ema: Sala, Milano migliore dossier e migliore destinazione

(ANSA) - MILANO, 18 NOV - Lunedì i membri della Ue decideranno quale sarà la prossima città ad impostare Ema, l'Agenzia europea del farmaco che lascerà Londra dopo la Brexit. "Sono veramente tesissimo, lo confesso, perché è un momento importante della nostra città - ha detto il sindaco di Milano Giuseppe Sala intervenendo alla presentazione del libro del ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, 'Dalla terra all'Italia' -. Il sistema di voto è veramente bizzarro ma il vero punto, ed è il mio timore, è che non siamo certi che questo sistema premierà la candidatura migliore". "Ve lo dico con grande onestà - ha continuato - il dossier Milano è decisamente il migliore e Milano è anche la destinazione migliore delle persone che lavorano in Ema". Il rischio, secondo il sindaco, "è che ci siano raggruppamenti geografici come quelli dei Paesi baltici, dell'Europa dell'est, poi ci dovrebbe essere il Mediterraneo - ha concluso -, ma è un po' un'idea perché qualcuno voterà noi, qualcuno la Spagna".

22:40Calcio: Roma-Lazio, lancio sassi contro forze ordine

(ANSA) - ROMA, 18 NOV - Tensione a Ponte Milvio dopo il derby Roma-Lazio allo stadio Olimpico. Secondo quanto si è appreso, durante il deflusso di tifosi laziali c'è stato un lancio di sassi e bottiglie contro le forze dell'ordine. La situazione sarebbe poi tornata alla normalità.

22:32Sesso a scuola in un video, esplode “caso Virgilio”

(ANSA) - ROMA, 18 NOV - Dopo i petardi esplosi nel cortile il Virgilio, storico liceo classico nel cuore di Roma, torna sotto i riflettori per un video che ritrae due studenti che fanno sesso a scuola. Riprese fatta all'insaputa dei due protagonisti. Alcuni studenti e genitori sostengono che ci sia "un attacco a questa scuola", altri, tra cui i rappresentanti in Consiglio di istituto, auspicano provvedimenti disciplinari criticando le "esagerazioni" di certa stampa. "Questo video nessuno lo ha visto e, prima che uscisse sui giornali - assicura il rappresentante degli studenti Emanuele Tirello - non ne avevamo nemmeno sentito parlare. Riteniamo in ogni caso che sia un fatto gravissimo e lo condanniamo". A mettere in discussione che il video davvero esista è il presidente uscente del comitato genitori Marco Luzzatto, che parla di "attacco mediatico". Il fronte dei genitori, comunque, è tutt'altro che monolitico, e sono sempre di più le famiglie che chiedono un ritorno alla normalità, preoccupati dei recenti episodi.

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