Archivio tag | "pensioni"

Tags: , ,

I giovani andranno in pensione a 71 anni, ma età effettiva è prima

Pubblicato il 05 dicembre 2017 da ansa

Vignetta pensioni

 

PARIGI. – Giovani in pensione a 71 anni, ma l’età effettiva arriva prima, molto prima, e non va bene: questo, in sintesi, uno degli aspetti del sistema previdenziale italiano fotografati nel ‘Panorama sulle Pensioni 2017’ pubblicato  dall’Ocse. Secondo l’organismo con sede a Parigi, l’età di pensionamento per i nati nel 1996 dovrebbe crescere a 71,2 anni, il livello più elevato di tutta la zona dopo la Danimarca.

Secondo le tabelle della Ragioneria dello Stato, nel 2065 arriverà a 70 anni e 6 mesi. E tuttavia, secondo l’Ocse, l’Italia è il Paese che ha per gli uomini l’età di uscita “effettiva” per pensionamento più bassa rispetto a quella di vecchiaia legale. Nel 2016 ci sarebbero stati tra l’età di uscita per vecchiaia (66,7 anni) e quella media effettiva 4,4 anni di differenza, il divario più alto di tutti i Paesi Ocse.

Si esce quindi abbondantemente prima dei 63 anni. In media nell’area il divario tra età legale ed effettiva di uscita per pensionamento è di 0,8 anni per gli uomini e di 0,2 anni per le donne. Quanto alla spesa previdenziale, rappresenta oltre il 15% del Pil con un tasso di contribuzione pari al 33% e va tagliata.

“L’attuale sfida dell’Italia – avverte il think tank parigino – è limitare al tempo stesso la spesa pensionistica nel breve e medio termine e affrontare i problemi di adeguamento per i futuri pensionati”. Di qui, prosegue, “l’aumento dell’età pensionabile effettiva dovrebbe continuare a essere la priorità” dell’Italia al “fine di garantire benefici adeguati senza minacciare la sostenibilità finanziaria. Ciò significa concentrarsi sull’aumento dei tassi di occupazione, in particolare tra i gruppi vulnerabili. Un mercato del lavoro più inclusivo ridurrebbe anche il futuro tasso di utilizzo delle prestazioni sociali per la vecchiaia”.

Soprattutto, l’Italia deve dare maggiori “opportunità ai giovani”. La lotta contro la disoccupazione giovanile “dev’essere la priorità assoluta, anche perché in un sistema previdenziale contributivo, la pensione è data dagli anni effettivi di contribuzione. Ogni anno perso di lavoro è un anno perso in termini di montante pensionistico”, mette in guardia Stefano Scarpetta, direttore del dipartimento lavoro e affari sociali dell’Ocse, intervistato dal Gr1 Rai economia.

In merito al tema degli esodati, l’esperto dice di sperare “che la vicenda finisca prima possibile: è stato un problema drammatico per i soggetti coinvolti, speriamo sia problema solo temporaneo legato alla transizione che la riforma ha generato, si tratta di una priorità sociale ma anche economica”.

Scarpetta invita poi l’Italia ad “utilizzare per il suo futuro tutte le risorse che ha, promuovendo la partecipazione al mercato del lavoro dei gruppi sottorappresentati”. Giovani ma anche donne. “Il tasso di occupazione femminile – osserva – è ancora ampiamente al disotto della media Ocse e anche di molti paesi europei”. Ok, infine, alle misure di adeguamento dell’età pensionabile:

“Ovviamente bisogna aiutare le persone a restare occupabili e occupate, cosicché possano arrivare all’età di pensionamento, e poi occuparsi di coloro che hanno difficoltà a rimanere occupate: in questo senso vanno i nuovi strumenti come l’Ape, che è una sperimentazione importante da perseguire, senza necessariamente cambiare l’adeguamento alle aspettative di vita”.

Quanto al tasso di sostituzione per un lavoratore a tempo pieno, in Italia salirà all’83% rispetto a una medie Ocse del 53%. Un livello inferiore solo a Olanda, Portogallo e Turchia.

Commenti (0)

Tags: , , ,

Pensioni: Cgil in piazza con la sinistra, presto nuova mobilitazione

Pubblicato il 02 dicembre 2017 da ansa

Un momento della manifestazione nazionale per pensioni e lavoro organizzata dalla CGIL a Torino, 2 dicembre 2017. ANSA / ALESSANDRO DI MARCO

 


ROMA. – La Cgil scende in piazza, con manifestazioni in cinque città, attacca il governo che “ha chiuso le porte” e “disatteso gli impegni” sulla previdenza, come dice più volte la segretaria generale Susanna Camusso. Chiede una “svolta” su pensioni, lavoro e giovani e già prepara una nuova “mobilitazione generale”. Mentre lancia una proposta a Cisl e Uil con cui “bisognerà ricostruire i fili” dell’unità.

Al fianco della Cgil c’è anche la sinistra, con esponenti di Mdp, Sinistra italiana e Possibile (alla vigilia dell’assemblea per la nascita della lista unitaria, alla quale sarà presente la stessa Camusso), di Campo progressista e Rifondazione comunista.

‘Pensioni, i conti non tornano’ è lo slogan della mobilitazione che accompagna i cortei nelle cinque piazze – a Roma, Torino, Bari, Palermo e Cagliari – e l’intervento di Camusso dal palco della capitale, in collegamento con le altre città.

Una vertenza che resta aperta, perché bisogna cambiare “una legge profondamente ingiusta”, fermare il meccanismo automatico sull’innalzamento dell’età pensionabile legato all’aspettativa di vita, ripete Camusso, che proietta l’Italia, “unico Paese al mondo”, ad una rincorsa “continua, eterna”.

Bisogna dare risposte ai giovani, garantendo loro “un lavoro dignitoso ed un futuro previdenziale”, e alle donne, partendo dal riconoscere il lavoro di cura. Il tema è dare queste risposte e “cambiare la legge Fornero. Siamo stanchi di spot elettorali”, rimarca da Palermo l’ex leader della Fiom ed attuale segretario nazionale della Cgil, Maurizio Landini.

La “priorità” resta il lavoro, dice ancora Camusso dal palco, e la sua “qualità”. Così come l’attenzione resta sulla reintroduzione piena dell’articolo 18, che “non è un totem ideologico, come dice l’ex premier – è la replica a Renzi -, ma è una necessità concreta per superare le divisioni nei luoghi di lavoro”.

Ci sono poi i contratti pubblici, che “vogliamo davvero si rinnovino, non solo che vengano annunciati”. Ci sono i lavoratori: Camusso parla dello sciopero dei lavoratori di Amazon (che “hanno squarciato un velo sulle condizioni vere di lavoro”) e del licenziamento da parte dell’Ikea di “Marika” (“non può avere un turno che concili le esigenze familiari!”), della stabilizzazione di tutti i 18 mila ex Lsu che operano come ausiliari scolastici (non solo di Palermo) e dei precari della ricerca (“bisogna mettere le risorse”) fino alla vertenza della modenese Castelfrigo.

“Oggi è la prima mobilitazione, ma non ci fermiamo”, afferma Camusso in chiusura: “Continueremo nei prossimi giorni. In parlamento presidieremo la discussione sulla legge di bilancio e continueremo a chiedere ai gruppi parlamentari di intervenire per modificarla. Continueremo ad organizzare assemblee e scioperi nei luoghi di lavoro per sostenere le nostre vertenze”. E “a lavorare per preparare la prossima mobilitazione generale che, ve lo posso assicurare, non è lontana nel tempo”.

Con Cisl e Uil bisogna intanto ricucire. “Lo diciamo con amarezza: facciamo fatica a capire perché ci siano giudizi diversi” sull’esito del confronto con il governo, premette Camusso. “Li rispettiamo, ovviamente, ma sono lontani dalla piattaforma” unitaria sulla previdenza messa a punto un anno fa.

“Noi vogliamo ritessere i fili unitari” e, quindi, “proponiamo a Cisl e Uil di definire insieme delle regole comuni” su come affrontare le vertenze, su come ‘misurare’ i risultati, tra i sindacati e tra i lavoratori, rispetto alle richieste contenute in una piattaforma unitaria. “Perché sappiamo bene che quando si è divisi si è più deboli”.

Pronta la replica della Uil: “Per noi l’unità sindacale è una scelta strategica”, afferma il segretario generale Carmelo Barbagallo.

“Il sindacato è il sindacato, noi siamo qui per sostenere una battaglia”, afferma dalla piazza l’ex leader della Cgil ed ora deputato di Mdp, Guglielmo Epifani. “Questa piazza chiede un cambiamento profondo, non stampelle alle politiche sbagliate di questi anni”, dice Alfredo D’Attorre, deputato di Mdp.

È “necessario continuare a battersi. Il sindacato fa le sue battaglie e chi le condivide sta in piazza con il sindacato. Non c’entra nulla la politica”, dice il segretario di Sinistra italiana, Nicola Fratoianni. “Siamo qui perché ci batteremo nella manovra per dar seguito anche ad alcune richieste che ha fatto la Cgil”, afferma Marco Furfaro di Campo progressista.

Commenti (0)

Tags: , , ,

Pensioni: sabato la Cgil in piazza. Poletti: “Da noi scelte di equità”

Pubblicato il 30 novembre 2017 da ansa

Camusso chiama la piazza

ROMA. – La Cgil si prepara a scendere in piazza sabato 2 dicembre, con lo slogan ‘Pensioni, i conti non tornano!’ che accompagnerà la mobilitazione nazionale proclamata dopo l’esito del confronto con il governo sulla previdenza, considerato dal sindacato guidato da Susanna Camusso “insufficiente”. A differenza di Cisl e Uil.

Un esito che, invece, difende il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti: “Siamo convinti della scelta che abbiamo fatto”, che è “una scelta di equità” sociale, mettendo in campo “lo sforzo che era possibile, in “un quadro che deve tenere insieme” anche “l’equilibrio dei conti pubblici”.

La Cgil, prosegue il ministro, “ha un’opinione diversa, esprime la propria valutazione, è corretto e normale che ciò avvenga. Ognuno si assume le proprie responsabilità”. Il governo “non ha rispettato gli accordi”, insiste Camusso, rimarcando che “dobbiamo cambiare il sistema previdenziale, che oggi è ingiusto”.

E a Cisl e Uil “diciamo che non ci si può accontentare di provvedimenti che sono parziali e che bisogna riaprire la vertenza”. Del pacchetto pensioni una parte (lo stop dello scatto a 67 anni dell’età di pensionamento, dal 2019, per 15 categorie di lavori gravosi e un nuovo meccanismo di calcolo della speranza di vita dal 2021 per tutti) è stato già tradotto in un emendamento presentato dall’esecutivo alla legge di bilancio. La parte relativa, invece, all’allargamento per il 2018 alle stesse 15 categorie di lavori gravosi per l’accesso all’Ape social (l’Anticipo pensionistico a carico dello Stato) e dello sconto sui requisiti contributivi per le donne lavoratrici con figli (un anno per ogni figlio, fino ad un massimo di due), sarà presentata dal governo in un altro emendamento alla Camera.

Rimarca il giudizio positivo la Cisl: dal confronto con il governo “abbiamo portato a casa risultati”, sottolinea la segretaria generale Annamaria Furlan, dall’assemblea interregionale dei delegati Cisl di Lazio, Marche, Abruzzo e Molise. E rispetto alla posizione della Cgil, sottolinea “il pluralismo sindacale” che c’è nel Paese, ma anche che “quando si inizia un negoziato serio, bisogna saperlo chiudere” con risultati.

Dalla manifestazione nazionale della Uil, anche il segretario generale Carmelo Barbagallo rivendica i risultati ottenuti (con “la breccia aperta nella legge Fornero”) insieme alla necessità di andare avanti: “Al governo chiediamo di portare a compimento la seconda fase senza che nessuno peggiori la situazione in Parlamento”. In attesa che si avvii “la terza fase” della previdenza, su cui confrontarsi “con qualsiasi governo ci sarà in futuro”.

Sono cinque le manifestazioni organizzate sabato mattina dalla Cgil: a Roma con la segretaria generale Camusso, a Torino, Bari, Palermo e Cagliari, dove sfileranno i relativi cortei. A concludere le iniziative sarà Camusso, che prenderà la parola dal palco della capitale, in collegamento video con le altre città. Annunciata la presenza in piazza della galassia di sinistra, da Mdp-Si-Possibile a Campo progressista.

Commenti (0)

Tags: , , ,

Pensioni, Poletti chiude alle modifiche: “Fatto quanto dovuto”

Pubblicato il 27 novembre 2017 da ansa

 

Al via l’Ape volontaria.

 


ROMA. – L’intervento sulla previdenza messo a punto dal Governo resta blindato nel percorso parlamentare: il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, ha escluso la possibilità di margini di cambiamento del provvedimento sul quale la Cgil ha ribadito la propria insoddisfazione. “Sulle pensioni quello che dovevamo fare – ha detto Poletti – lo abbiamo fatto”.

E sulla linea del ministro è anche il Pd che pur aprendo alla possibilità di intervenire in futuro sulla materia ha affermato che quanto fatto dall’Esecutivo con questa legge di Bilancio è “sufficiente”. Intanto i sindacati hanno avuto diversi incontri con i gruppi parlamentari per presentare le proprie ragioni sulle misure inserite dal Governo in un emendamento alla legge Finanziaria.

La Cgil con la segretaria generale, Susanna Camusso, ha ribadito l’esistenza di distanze significative con l’accordo siglato l’anno scorso con il Governo sulla previdenza (la cosiddetta fase due) su giovani, donne e il meccanismo che lega l’andamento della speranza di vita con l’aumento dell’età pensionabile.

“La vertenza per la Cgil resta aperta”, ha detto uscendo dall’incontro con i presidenti del gruppo Pd di Camera e Senato, Ettore Rosato e Luigi Zanda – “noi riteniamo che sulla previdenza ci sia stata un’occasione persa. Abbiamo avuto una riposta interessante dal Pd perché il partito non considera concluso l’intervento sulla previdenza”. Ma relativamente alla legge di Bilancio – ha detto ancora Camusso “le cose fatte dal Governo sono considerate sufficienti dal Pd. Qui c’è un elemento di dissenso”.

Nell’incontro avuto con i rappresentanti del Movimento Cinque Stelle la Cgil ha avuto risposte di “ampia condivisione” con i parlamentari che – secondo la Cgil – hanno detto di essere “sulla stessa lunghezza d’onda” del sindacato.

La Cisl resta su posizioni diverse dalla Cgil e con la segretaria generale, Annamaria Furlan che apprezza l’approvazione da parte della Commissione Bilancio del Senato dell’emendamento sulle pensioni presentato dal Governo dopo il confronto con il sindacato. “Si tratta – ha detto – delle norme che modificano l’aspettativa di vita e le deroghe per i lavori più gravosi che abbiamo individuato insieme nel corso del confronto con il Governo. Ora ci attendiamo l’approvazione di tutto il pacchetto pensioni da parte del Parlamento in modo da garantire più equità e flessibilità al sistema pensionistico”.

I rappresentanti del Pd – ha detto il leader della Uil, Carmelo Barbagallo – hanno apprezzato il nostro tentativo di mantenere i rapporti unitari nel corso della trattativa e ci hanno assicurato il loro impegno a confermare i contenuti del provvedimento. Abbiamo ribadito che per la Uil si sta solo chiudendo una fase del confronto che dovrà, necessariamente, proseguire per ottenere ulteriori risultati: la battaglia per modificare la legge Fornero continua”.

Una bacchettata ai sindacati arriva dal presidente dell’Inps, Tito Boeri, che ribadendo l’importanza dell’introduzione del reddito di inclusione ha detto che “bisogna impegnarsi a livello nazionale per aumentare la dotazione delle risorse per contrastare la povertà. Questo – ha aggiunto – è anche un monito per quei partiti politici e forze sindacali che chiedono ancora più risorse per le pensioni, quando già nella legislazione vigente per le pensioni siamo destinati a superare il 18% di spesa pensionistica sul Pil, e non sembrano tanto preoccuparsi di potenziare le risorse di contrasto alla povertà”.

(di Alessia Tagliacozzo/ANSA)

Commenti (0)

Tags: , ,

Pensioni: emendamento per Ape e donne dopo il 30 novembre

Pubblicato il 24 novembre 2017 da ansa

 


ROMA. – Il governo andrà avanti sul pacchetto pensioni e presenterà dopo il 30 novembre l’emendamento alla legge di bilancio, che a quel punto quasi sicuramente sarà alla Camera, per allargare la platea dell’Ape social, l’anticipo pensionistico a carico dello Stato, e gli ‘sconti’ contributivi per le lavoratrici con figli.

A indicare il timing, il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, spiegando che poiché “impegna le risorse residue non utilizzate, fino a quando non ci sarà la Conferenza dei servizi, prevista il 30 novembre, non si può fare una norma” non avendo prima, appunto, una cifra “certa”.

Intanto la Cgil prepara la manifestazione di sabato 2 dicembre, guarda al dibattito “vivace” in parlamento, anche per un rinvio dello scatto a 67 anni che resta “un’ipotesi”, come dice la segretaria generale Susanna Camusso. E al leader della Lega, Matteo Salvini, che dice “siamo pronti a scendere in piazza con chiunque pur di difendere i diritti dei lavoratori e dei pensionati”, la stessa Camusso risponde: “Penso che faccia parte del dibattito politico, ma non bisogna dimenticare che serve sempre coerenza. La riforma Fornero delle pensioni è in parte un effetto della precedente legge firmata da Maroni”.

Salvini, già nei giorni scorsi, ha annunciato nel weekend tra il 2 e il 3 dicembre manifestazioni “in mille piazze” d’Italia contro lo ius soli ma “anche per pensioni e lavoro”.

La platea dell’Ape social, secondo l’impegno messo nero su bianco dal governo nel documento presentato ai sindacati (e non condiviso dalla Cgil), sarà ampliata per il 2018 alle quattro nuove categorie di lavori gravosi (oltre le undici già previste), ossia operai e braccianti agricoli, marittimi, siderurgici e pescatori. Si arriverà così alle 15 categorie di lavori gravosi che dal 2019 (in base all’emendamento già presentato dal governo al Senato) saranno esclusi dall’aumento dell’età pensionabile a 67 anni. Per le lavoratrici, invece, l’impegno è quello di allargare fino ad un massimo di un anno per ogni figlio, entro il limite di due anni, lo sconto sui requisiti di accesso all’Ape social.

Nella versione della legge di bilancio già in Parlamento, la riduzione prevista è di sei mesi per ogni figlio, sempre entro un massimo di due anni. Di fatto, quindi, le donne disoccupate o disabili che hanno gli altri requisiti per l’Ape social avranno bisogno di 28 anni di contributi nel caso abbiano due figli; invece per le lavoratrici impegnate in attività gravose saranno necessari, nel caso della presenza di due figli, 34 anni di contributi. Sul pacchetto pensioni dell’esecutivo “il nostro giudizio non cambia”, afferma Camusso, sottolineando che “lo stesso governo ridimensiona di molto le platee” degli ‘esonerati’.

Vanno avanti, intanto, gli incontri tra i sindacati ed i gruppi parlamentari. Oggi è stata la Uil, guidata dal segretario generale Carmelo Barbagallo, ad incontrare Mdp: “Abbiamo chiesto di lavorare perché il provvedimento sia approvato e migliorato”. Lunedì una delegazione della Cisl, guidata dalla segretaria generale Annamaria Furlan, incontrerà il Pd.

Commenti (0)

Tags: , ,

Pensioni, Boeri: “Stop adeguamenti età costerebbe 140 miliardi”

Pubblicato il 15 novembre 2017 da ansa

Il presidente dell’Inps, Tito Boeri .
ANSA / CIRO FUSCO

 

ROMA. – Il presidente dell’Inps, Tito Boeri, torna a dire no al rinvio dell’adeguamento dell’età pensionabile alla speranza di vita e ricorda che il blocco dal 2021 a 67 anni senza ulteriori aumenti porterebbe un aggravio di spesa pensionistica pari a 140 miliardi entro il 2040.

“Con il rinvio – ha detto – si può rompere il meccanismo che permette a tutti noi di vivere senza preoccupazioni. Il meccanismo, se rotto, può portare il Paese ad affrontare una spesa aggiuntiva da qui al 2040 di 140 miliardi di euro”.

Sabato è previsto il confronto tra Governo e sindacati sulla previdenza. La Cgil ha fatto sapere di lavorare per un giudizio unitario ma si è detta pronta in assenza di risposte a “forme di mobilitazione visibili”. Boeri non ha voluto commentare le proposte messe in campo dal Governo per escludere 15 categorie di lavori gravosi dall’innalzamento per l’età di vecchiaia a 67 anni nel 2019, ma ha ribadito la sua posizione contraria ad un aumento di spesa sociale a favore degli anziani mentre le famiglie con figli minori e i giovani si trovano sempre più in difficoltà.

“C’è stata una divaricazione fortissima sui tassi di povertà – ha detto – l’incidenza è cresciuta nelle famiglie con minori mentre in quelle con persone con più di 65 anni è diminuita”. Per il presidente Inps non bastano più neanche i trasferimenti “dai nonni ai nipoti” che hanno in alcuni casi attutito le difficoltà delle famiglie più giovani.

“La quota di spesa pensionistica che va ai nipoti è sempre di meno – ha detto – perché sempre meno pensionati hanno i nipoti. Non si può contare neanche su quel trasferimento. Gli italiani sono attenti alle famiglie e ai nipoti ma nelle scelte finiscono per essere fortemente egoisti verso i bambini. Bisogna pensare di più ai bambini nel modo in cui si distribuisce la spesa sociale nel Paese”.

“Noi lavoriamo perché il giudizio sia di tutte e tre le organizzazioni – ha detto Camusso – anche perché è un giudizio che daremo sulla base di quale distanza ci sarà dalla piattaforma che abbiamo presentato e dagli impegni che abbiamo sottoscritto unitariamente l’anno scorso con il Governo”.

Ad oggi “le distanze sono molto significative” rispetto alla proposta presentata dall’Esecutivo. In assenza di un accordo, secondo Camusso, bisognerebbe mettere in campo un’azione di mobilitazione “visibile” in tempi che rendano possibile la pressione sui lavori parlamentari.

La Cisl sottolinea che le proposte del Governo “sono una base della trattativa”, una base ancora non sufficiente ma comunque sulla quale lavorare. “Non ci facciamo dettare l’agenda da nessuno – ha detto il segretario confederale Gigi Petteni a proposito della presa di posizione del Direttivo della Cgil sulla possibile mobilitazione – la Cisl si sottrarrà alla demagogia. Puntiamo comunque a trovare una intesa unitaria”.

La Uil con il segretario confederale Domenico Proietti assicura che “lavorerà per includere nei provvedimenti del Governo il tema dell’anzianità insieme allo stop per l’aumento dell’età di vecchiaia per la categorie di lavori gravosi. Inoltre chiederà l’inclusione delle nuove quattro categorie di attività gravose nell’Ape sociale per il 2018 e un intervento sulle pensioni dei giovani.

Commenti (0)

Tags: , ,

Pensioni, Boeri: “Senza adeguamento si mina l’occupazione”

Pubblicato il 10 novembre 2017 da ansa

Il presidente dell’Inps, Tito Boeri. ANSA / CIRO FUSCO

ROMA. – L’adeguamento automatico dell’età di pensione alla speranza di vita non può essere bloccato, altrimenti si mina l’occupazione. Il nuovo monito arriva dal presidente dell’Inps, Tito Boeri, secondo il quale sarebbe comunque “giusto” che si decidesse “adesso una quota di lavoratori da esentare” dallo scatto che ci sarà nel 2019 a 67 anni. Lasciando poi il compito e il tempo ad una commissione ad hoc di “identificare le categorie che hanno una speranza di vita più breve”, in base al lavoro svolto.

Dura la replica della segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso: “Boeri, chi? Il presidente dell’Inps? Quello che aveva i dati per valutare le aspettative di vita in base ai diversi lavori? Li tiri fuori invece di parlare di cose che non gli competono”.

Per il numero uno dell’Istituto di previdenza “il punto è che in un sistema in cui le pensioni di oggi vengono pagate dagli attuali lavoratori, se non adeguiamo l’età pensionabile alla speranza di vita aumentiamo il carico fiscale e contributivo che pesa sui lavoratori e quindi distruggiamo l’occupazione”.

Sulle possibili soluzioni per sciogliere il nodo dell’aumento automatico dell’età di pensione, sul tavolo di confronto tra governo e sindacati, si tireranno le fila lunedì 13. Ad oggi c’è la proposta del governo di escludere dal prossimo innalzamento (che deve essere certificato con un decreto entro fine dicembre) 15 categorie di lavori gravosi e di rivedere il meccanismo di calcolo, basandolo su una media biennale, in modo da attenuare i picchi con uno scatto più soft, considerando anche gli eventuali cali.

Un punto quest’ultimo, secondo Camusso che è “una prima dimostrazione di buona volontà”. Ma nel complesso “si è lontani dalle risposte” sulla cosiddetta ‘fase 2’ della previdenza, in particolare su giovani e donne. Ora, prosegue, “siamo desiderosi di capire se il governo si presenterà con una proposta compiuta” al tavolo di lunedì prossimo. Se però, avvisa, la situazione resta questa rimangono “distanze significative”.

Più possibilista la Cisl che, con il segretario confederale Gigi Petteni, “apprezza le aperture importanti” fatte negli incontri scorsi dal governo ma chiede di fare “un ultimo sforzo” per poter arrivare ad “un’intesa nel segno dell’equità”.

La Uil anche rimarca la necessità di risposte concrete e avverte: “Giù le mani dagli oltre 300 milioni risparmiati per l’Ape sociale e precoci” nel 2017, a causa “delle pretestuose rigidità” che hanno ridotto “drasticamente la platea”. E queste risorse devono essere utilizzate su questo capitolo e non spostate su altri: “Sarebbe l’ennesima beffa”.

Commenti (0)

Tags: ,

Il governo apre a ritocchi dell’età per la pensione, ma non c’è rinvio

Pubblicato il 02 novembre 2017 da ansa

ROMA. – Non un rinvio ma un confronto in tempi stretti sul nodo pensioni. Il governo apre alla possibilità di correggere il meccanismo di calcolo che porta ad adeguare l’età di uscita all’aspettativa di vita e di escludere dallo scatto a quota 67 anni nel 2019 alcune categorie di lavoratori, quelli impegnati nelle mansioni più gravose e rischiose.

Il tutto sarà discusso al tavolo con le parti sociali, che partirà già lunedì prossimo e “verificato” in un vertice fissato per il 13 novembre. Il principio dell’automatismo però non si tocca. Questo l’esito dell’incontro a Palazzo Chigi tra il premier Paolo Gentiloni ed i ministri del Lavoro e delle Politiche sociali Giuliano Poletti, dell’Economia Pier Carlo Padoan e della Pubblica amministrazione Marianna Madia ed i sindacati.

Cgil Cisl e Uil dicono sì al confronto ma esigendo risposte concrete, forti dell’appoggio del Parlamento. Già al Senato sono stati presentati emendamenti al decreto fiscale da molti partiti, compreso il Pd, per rinviare la decisione sullo scatto.

Il presidente del Consiglio ora si fa carico direttamente della questione, si ragiona in ambienti della maggioranza, avviando una delicata mediazione con i sindacati. Non recede dall’obiettivo primario, volendo evitare il rinvio dell’innalzamento dell’età pensionabile, ma apre al confronto per cercare una “sintesi mediana” che non arrechi danno ai conti del Paese.

Una operazione che, tra l’altro, porta l’Esecutivo a recuperare, si prosegue nel ragionamento, la relazione con il sindacato dopo lo stallo degli ultimi tempi. Un rilancio politico i cui effetti saranno tutti da valutare ma che ha comunque consentito l’apertura del dialogo a tutto tondo con un settore importante del Paese.

Entro fine anno è atteso il decreto direttoriale (Lavoro-Mef) che certifica l’innalzamento di cinque mesi dell’età pensionabile da 66 anni e 7 mesi a 67 anni nel 2019 per tutti. “Il rinvio non credo sia la strada. Ci può costare in Ue”, ha detto il presidente del Consiglio ai sindacati. “I principi generali della norma restano validi. Il Parlamento è sovrano, ma – ha sottolineato – non escludiamo si possa correggere qualcosa al tavolo con le parti sociali. Possiamo discutere subito di categorie specifiche, individuando i lavori più gravosi, e ragionare anche sui metodi di calcolo dell’aspettativa, fatto salvo la sostenibilità finanziaria”.

La tenuta dei conti e del sistema previdenziale è stata rimarcata anche da Padoan, che al termine della riunione ha spiegato la posizione del governo: “Abbiamo concordato che al tavolo tecnico si consideri la possibilità di modificare e migliorare i meccanismi che attualmente determinano la cadenza di adeguamento dell’età pensionabile”, sotto “il vincolo che eventuali modifiche non intacchino la sostenibilità del sistema previdenziale, che è un pilastro fondamentale della sostenibilità finanziaria del Paese”.

E al tavolo si esaminerà “la possibilità di estendere le categorie assoggettate ai lavori gravosi” per “vedere di staccarle dal meccanismo di aumento automatico”, che come principio “resta confermato” ha aggiunto il ministro. Se il confronto con le parti sociali darà i suoi frutti, le modifiche saranno inserite nella legge di bilancio, ultimo treno prima della fine della legislatura.

Nell’elenco potrebbero rientrare le undici categorie di lavori gravosi già individuati all’interno dell’Ape social (dalle maestre agli infermieri, dai muratori ai macchinisti), tutte o in parte, con eventuali new entry (come operai agricoli e marittimi). Cgil, Cisl e Uil sono pronti al confronto, che si snoderà in tempi “ragionevolmente stretti”, ma mantengono il punto e non abbassano la guardia.

Il 13 novembre “verificheremo se davvero c’è la disponibilità a cambiare i meccanismi dell’età pensionabile e a differenziare i lavori, oppure se non c’è”, avverte la segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, “altrimenti bisognerà scegliere altre strade”. Bene il confronto, “vedremo tra una decina di giorni se c’è volontà di condividere l’obiettivo”, afferma la numero uno della Cisl, Annamaria Furlan.

E’ “positivo” il fatto che “continui la discussione”, dice anche il leader della Uil, Carmelo Barbagallo, sottolineando però che “Padoan ha messo dei paletti che per noi sono tutti da verificare” e che “non esauriremo la nostra pressione sia sul parlamento sia con i lavoratori e pensionati” proseguendo la mobilitazione. I sindacati aspettano di tirare le fila anche su altri temi della previdenza, dal lavoro di cura alle pensioni “dignitose” per i giovani.

(di Barbara Marchegiani e Marianna Berti/ANSA)

Commenti (0)

Tags:

Dal 2019 si andrà in pensione a 67 anni. L’Istat conferma la “vita più lunga”

Pubblicato il 24 ottobre 2017 da redazione

Pensioni

ROMA – L’Istat conferma che gli italiani vivono più a lungo. L’aspettativa di vita per l’istituto è cresciuta infatti di cinque mesi rispetto al 2013. L’Istat conferma le stime, e dunque il “calcolo” influirà pure sull’età pensionabile.

Dal 2019 la pensione di vecchiaia scatterà a 67 anni e non più a 66 anni e 7 mesi, come avviene ora. Il Governo, nonostante le manifestazioni di “iniquità” sia di Sacconi che di Damiano che in estate tennero anche una conferenza stampa, ha deciso di andare avanti con l’adeguamento automatico dell’età pensionabile, previsto originariamente dalla legge Tremonti-Sacconi del 2010 e successivamente confermato dalla riforma Fornero. Per aumentare l’età pensionabile a 67 anni, però, serve un provvedimento del Governo. La riforma Fornero infatti, contiene una ‘clausola di salvaguardia’ per cui l’aumento dell’età a 67 anni scatterebbe in automatico solo a partire dal 2021. Per lo “scatto” già dal 2019, invece, occorre un provvedimento ad hoc da parte del governo.

 

Commenti (0)

Inps: allarme contributi evasi, mancano undici miliardi l’anno

Tags: , , , ,

Inps: allarme contributi evasi, mancano undici miliardi l’anno

Pubblicato il 10 ottobre 2017 da ansa

Inps cartelle previdenziali istituto nazionale previdenza sociale Ph.FotoLive Ettore Ranzani

 

ROMA. – Una “montagna” di contributi evasi ogni anno e pochissimi mezzi per fronteggiare l’irregolarità: il presidente dell’Inps, Tito Boeri, è tornato a lanciare l’allarme sull’evasione contributiva che negli ultimi si è aggirata su circa 11 miliardi l’anno di mancate entrate, un dato, avverte, ancora sottostimato.

Per porre un argine a questo fenomeno che non risparmia neanche le aziende che prendono appalti dalla pubblica amministrazione, l’Inps ha attivato la “Banca dati appalti”, una piattaforma che dovrebbe servire ai committenti per controllare i comportamenti delle aziende che vincono l’appalto e alle aziende appaltatrici di rendere trasparente il proprio lavoro e dare informazioni sulla regolarità dei propri lavoratori.

“I dati dell’evasione contributiva – ha detto Boeri presentando la piattaforma ai rappresentanti di imprese e sindacati, alla presenza anche del presidente Anac, Raffaele Cantone – sono allarmanti. Si tratta di una percentuale tra il 6% e il 7% dei contributi versati all’Inps”.

In pratica mancano i contributi su un monte salari di circa 28-30 miliardi. E il dato è sottostimato dato che si riferisce solo al lavoro dipendente (sono esclusi quindi i mancati versamenti dei lavoratori autonomi) e completamente in nero. Non è considerato il lavoro cosiddetto “grigio” come ad esempio quello delle persone assunte part time ma impiegate di fatto a tempo pieno.

“L’evasione contributiva – ha spiegato Boeri – è solo marginalmente intaccata. La vigilanza documentale ha portato a recuperare 0,7 miliardi tra fruizioni indebite di sgravi e prestazioni e altri risparmi di spesa nel 2015. La vigilanza ispettiva ha accertato circa 1,1 miliardi di contributi spettanti all’Inps sia tra il lavoro autonomo che tra quello alle dipendenze. C’è moltissimo da fare per recuperare base contributiva”.

Nella lotta all’evasione il tema degli appalti è fondamentale. Le irregolarità sono diffuse – ha detto Boeri – “anche fra le aziende che operano con appalti pubblici. Non sembrano – ha avvertito – essere più virtuose delle altre”.

La Banca dati sugli appalti dovrebbe dovrebbe ridurre il rischio di evasione e rendere più efficace il sistema di controllo. L’iscrizione sarà volontaria (non c’è dunque un obbligo per l’azienda che vince l’appalto) ma dovrebbe spingere il mercato a emarginare le aziende che operano in maniera irregolare.

La piattaforma consentirà al committente di conoscere in qualsiasi momento il comportamento dell’azienda appaltatrice. Andrà infatti indicato l’oggetto dell’appalto, il luogo, il numero dei lavoratori coinvolti e i loro riferimenti. “Sponsorizzo la proposta – ha detto il presidente Anac, Raffaele Cantone – è uno strumento utilissimo che stimola la concorrenza”. Bisogna però evitare – ha spiegato – che il meccanismo “duplichi i dati”.

(di Alessia Tagliacozzo/ANSA)

Commenti (0)

Tags: , , , , ,

Comites Caracas: Pensioni, assistenza sociale, scuole, un’altra occasione mancata

Pubblicato il 25 maggio 2016 da redazione

Comites Caracas: Pensioni, assistenza sociale, scuole, un’altra occasione mancata

Comites Caracas: Pensioni, assistenza sociale, scuole, un’altra occasione mancata

CARACAS – Un’altra occasione mancata. Poteva essere l’opportunità per affrontare argomenti di stringente attualità per la nostra Collettività – leggasi, pensioni, assistenza sociale, medicine, servizi consolari, scuole – con serietà e diligenza. Ed invece, non è stato così.

L’improvvisazione con cui è stato organizzato l’incontro promosso dal Comites della capitale nel Centro Italiano Venezuelano di Caracas, ha trasformato quella che poteva essere una interessante iniziativa in un inutile esercizio di accuse sterili.

Insomma, in una semplice catarsi. La nostra comunità, è vero, ha avuto modo di sfogare la propria rabbia su “bersagli facili”, Ambasciata e Consolato, ma null’altro.

Se il nostro Comites avesse coordinato l’organizzazione della manifestazione con Ambasciata e Consolato, certamente sarebbero stati presenti il capo della nostra missione diplomatica, Silvio Mignano, e il Console Generale di Caracas, Mauro Lorenzini. Avrebbero avuto l’opportunità di spiegare cosa stanno facendo e i connazionali, un centinaio o poco meno, avrebbero potuto interloquire con loro in un sano e proficuo scambio di idee, volto alla ricerca di soluzioni e non di sterili sfoghi.

Nonostante l’incontro fosse stato promosso dal Comites, del nostro organismo di rappresentanza erano presenti solamente il suo Presidente, Ugo di Martino, e i membri Teresina Giustiniano, Claudio Milazzo e Antonio Pucillo. Assenti tutti gli altri. A fare gli onori di casa, e in parte esercitando il ruolo di moderatore, il presidente del Civ, Carlo Villino.

Dopo le parole di benvenuto del presidente del sodalizio, l’incontro è stato aperto dal consigliere del Comites, Ugo Di Martino, che leggeva la risposta del sottosegretario agli Affari Esteri, Benedetto Della Vedova, a una interrogazione urgente presentata dai deputati Fabio Porta, Giovanni Burtone, Demetrio Battaglia e Antonio Cuomo, del Partito Democratico.

Quindi al microfono si avvicendavano i connazionali presenti sottolineando ognuno, sempre con toni aspri, accompagnati sovente da parole pesanti, la necessità di far capire alle autorità competenti italiane che le pensioni che ricevono oggi i connazionali in Venezuela devono essere calcolate al tasso di cambio “semilibero” Dicom. Particolarmente interessante l’intervento di Giuseppe Gino. Comunque, nulla di nuovo è stato aggiunto a quanto già è pubblico e notorio.

I rappresentanti del Comites hanno taciuto, non si sa se volontariamente o per mancanza di informazioni, sui rapporti inviati dalla nostra Ambasciata e dal nostro Consolato nei quali si spiegano le peculiarità del Paese, la crisi economica e le difficoltà dei nostri pensionati castigati dal controllo dei cambi.

Si è parlato anche della raccolta di “lettere firmate”, un’iniziativa portata avanti dai patronati, che saranno consegnate all’On. Fabio Porta affinché sia il nostro eletto all’estero il responsabile di farle recapitare ai dirigenti dell’Inps.

L’assistenza sociale e la carenza di medicine sono state l’occasione per mettere il dito nella piaga dei servizi consolari e per lanciare invettive contro i funzionari. L’assenza del nostro Console Generale non ha permesso il dialogo tra il funzionario e i connazionali.

E così molti interventi pertinenti,nei quali sono stati trattati problemi di stringente attualità per i connazionali in un paese in cui la crisi morde, sono andati persi nel mare di espressioni poco felici e insultanti di alcuni connazionali. I membri del Comites si son guardati bene dal placare gli animi e dallo smussare le asprezze.

Solo la consigliere Giustiniano, nel suo intervento, in maniera molto timida, ha detto di non riconoscersi nel linguaggio impiegato nel corso della riunione ma, a sua volta, ha attaccato il nostro Consolato. Ad esempio, ha rilevato, come d’altronde ha già fatto il nostro Giornale, il pericolo che corrono i connazionali all’esterno del recinto del Consolato in una città estremamente pericolosa e particolarmente violenta.

Il presidente del Comites, dal canto suo, faceva notare quanto siano irrisorie, a volte, le cifre erogate ai connazionali meno abbienti dal nostro Consolato. Un problema che meritava una ben più amplia riflessione.

Il dibattito si è chiuso con l’argomento scuola. Tutti d’accordo sulla necessità di mantenere l’insegnamento della lingua italiana e sull’urgenza che hanno le nostre scuole di un contributo che permetta loro di proseguire con la missione formatrice dei nostri figli.

Problemi gravi e meno gravi sono stati esposti senza, peraltro, proporre soluzioni. Uno scambio di vedute, quindi, interessante ma sterile.

Commenti (0)

Tags: , , ,

Pensioni: Boeri, le riforme non pesino sulle generazioni future

Pubblicato il 11 maggio 2016 da redazione

Pensioni

ROMA. – L’introduzione di maggiore flessibilità di uscita verso la pensione non deve pesare sui conti pubblici e quindi in definitiva sulle generazioni future: il presidente Inps, Tito Boeri ribadisce la necessità di coniugare la libertà delle persone con la sostenibilità dei conti chiedendo di non toccare il debito pensionistico con le norme alle quali il Governo lavora per l’anticipo del pensionamento rispetto all’età di vecchiaia.

Sul tema più generale della previdenza è intervenuto anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella affermando che la “variabilità insistita nelle prestazioni del sistema previdenziale affievolisce la affidabilità di un istituto che vede nella solidarietà intergenerazionale un fondamento della coesione sociale e un presupposto della sua tenuta”.

Mattarella ha quindi sottolineato l’importanza della ”creazione di occasioni di incontro tra domanda e offerta di lavoro: senza occasioni di lavoro per i giovani la crescita economica è più difficile e il rinnovamento sociale più lento”.

Il Governo secondo quanto ha spiegato il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, intanto lavora a una misura “strutturale” che consenta l’anticipo del pensionamento a una fascia di età triennale (per il 2017 dovrebbe essere quella dei nati tra il 1951 e il 1953).

L’intervento comunque dovrebbe distinguere tra le diverse situazioni con opzioni diverse nella fascia di età vicina alla pensione di vecchiaia per chi ha ancora un lavoro e chi è disoccupato e chi ha maturato un assegno leggero e chi potrà contare su una prestazione consistente.

Poletti intanto ha assicurato che i furbetti degli sgravi contributivi, ovvero quelli che li hanno richiesti per le assunzioni a tempo indeterminato fatte nel 2015 (60.000 aziende per circa 100.000 lavoratori) pur non avendone diritto saranno “duramente colpiti”.

Secondo Boeri “è necessario concedere libertà alle persone”, tenendo ben presente la “sostenibilità” dei conti, ma anche quella “dell’individuo”. La libertà di andare in pensione deve essere consentita, ma senza toccare il debito pensionistico e senza “aggravare il conto che dovrà essere pagato dalle generazioni future”.

Questa opportunità che dovrebbe quindi prevedere una penalizzazione per chi esce in anticipo secondo Boeri “aiuta anche le imprese”, che spesso “si trovano a gestire dei lavoratori ‘bloccati’, che rimangono in azienda malvolentieri”, e ciò rappresenta “un costo”.

“Vogliamo costruire un intervento equilibrato – ha assicurato Poletti – tenendo conto dei conti dello Stato e distinguendo tra situazioni diverse. L’idea è di fare una misura strutturale”. I sindacati ribadiscono la richiesta di un incontro.

“Il governo – ha detto la numero uno della Cgil, Susanna Camusso – non ci ha contattati, abbiamo visto solo i titoli dei giornali e le dichiarazioni del presidente del Consiglio, sappiamo che c’è ancora un animale come simbolo che si chiama Ape e basta”.

“Sulle pensioni – ha detto il leader della Uil, Carmelo Barbagallo – stiamo aspettando un incontro, abbiamo una nostra piattaforma e mi pare che anche loro abbiano delle idee che magari non coincidono con le nostre, vedremo di discutere rapidamente nel merito perché il paese ha bisogno di una staffetta generazionale e perché alcuni lavoratori devono poter andare in pensione prima”.

Commenti (0)

Tags: , , , , , , , , , ,

Il Venezuela attraversa una delle fasi piú critiche della sua storia

Pubblicato il 11 maggio 2016 da redazione

Pensionati in Venezuela durante una riunione in cui l'Ambasciatore e funzionari dei Patronati hanno spiegato i motivi che hanno determinato la riduzione delle pensioni e quale potrebbe essere la situazione nel 2016.

Pensionati in Venezuela durante una riunione in cui l’Ambasciatore e funzionari dei Patronati hanno spiegato i motivi che hanno determinato la riduzione delle pensioni e quale potrebbe essere la situazione nel 2016.

ROMA – La settimana parlamentare è iniziata con il Venezuela e la nostra comunità al centro dei lavori della Camera dei Deputati.

Rispondendo nell’aula di Montecitorio ad una interrogazione urgente presentata dai deputati Fabio Porta, Giovanni Burtone, Demetrio Battaglia e Antonio Cuomo, del Partito Democratico, con la quale i parlamentari chiedevano “se e quali iniziative il Governo intenda adottare per monitorare costantemente l’evolversi della crisi in Venezuela e per assicurare alla comunità italiana il massimo sostegno in una condizione di oggettiva criticità, soprattutto per quanto riguarda la mancanza di generi di prima necessità, ponendo il tema anche nell’ambito degli organi internazionali”, il Sottosegretario agli Affari Esteri Benedetto della Vedova ha confermato come “il Paese sta attraversando una delle fasi più critiche della sua storia, che si sta ripercuotendo anche sulla numerosa comunità italiana residente nel Paese, le cui condizioni economiche e sociali sono fortemente deteriorate”.

Sulla questione della sicurezza, il governo ha affermato che “l’Ambasciata sta svolgendo un lavoro a tutto campo, grazie anche all’esperto che opera in loco e che si occupa delle denunce di violenze o minacce da parte dei connazionali, oltre che di eventuali casi di sequestri. La sicurezza viene, poi, posta sistematicamente all’ordine del giorno negli incontri con gli esponenti del Governo di Caracas, alla luce del continuo innalzamento degli indici di criminalità che si registrano nel Paese e, in particolare, nella capitale”.

Sulla grave carenza di medicine il Sottosegretario ha risposto che “su istruzioni della Farnesina, l’ambasciatore italiano a Caracas ha rappresentato alla Ministra degli esteri venezuelana, Delcy Rodríguez, la forte preoccupazione del Governo italiano e ha proposto delle modalità operative per far pervenire dall’Italia una lista di medicinali essenziali ai nostri connazionali, in particolare agli anziani”.

Sul tema delle pensioni, infine, molto sentito dai nostri connazionali, l’On. Della Vedova ha sostenuto che il nostro governo “è in costante contatto con l’INPS e il Ministero del lavoro e delle politiche sociali per vagliare la possibilità di riconsiderare il tasso di cambio attualmente utilizzato per pagare le pensioni agli italiani in Venezuela ed attuare il tasso di concambio flessibile, di valore più o meno corrispondente al precedente tasso SIMADI recentemente soppresso.

– In tal modo secondo – il rappresentante del governo – verrebbe calcolato in maniera più congrua il rateo di pensione spettante e garantito un potere d’acquisto reale, superando così le criticità legate al tasso di cambio ufficiale attualmente utilizzato, che sovrastima la valuta locale.

Fabio Porta, deputato eletto in Sudamerica e Presidente del gruppo interparlamentare Italia-Venezuela, ha così commentato la risposta del governo:

– Il Parlamento italiano non ha dimenticato i nostri connazionali che vivono in Venezuela e l’attenzione di tanti miei colleghi a quanto avviene in quel Paese conferma tale sensibilità; sono certo che il governo, che oggi come nelle scorse settimane ha risposto con altrettanta attenzione e preoccupazione ai nostri appelli, agisca rapidamente, sia sul tema delle pensioni che su quello dell’emergenza sanitaria e della sicurezza.

Commenti (0)

Ultima ora

10:53Atletica: Atleticom we run Roma a -20

(ANSA) - ROMA, 12 DIC - È iniziato il conto alla rovescia per gli amanti del runninig, pronti a esibirsi il 31 dicembre nel consueto appuntamento podistico con l'Atleticom we run Rome, giunta alla 7/a edizione. La corsa su strada competitiva si disputerà sulla distanza dei 10 km, quella non competitiva sui 5. E' la manifestazione fiore all'occhiello dell'Atleticom Asd. L'edizione 2016 ha certificato lo straordinario successo, con oltre 10.000 iscritti. A tagliare per primo il traguardo nella We run Rome 2016 fu l'atleta del Burundi, Olivier Irabaruta, che superò in volata il grande favorito della vigilia, Stanley Biwott, il keniano già trionfatore nella maratona di New York. In campo femminile si registrò un'altra sorpresa: la vittoria della francese Cassandre Beaugrande, classe 1997, davanti all'azzurra Valeria Straneo. Anche quest'anno verranno ripercorsi i luoghi più ricchi di storia e di fascino della Capitale. Le iscrizioni si potranno effettuare fino al 30 dicembre, online sul portale www.werunrome.com.

10:52Droga: Gdf sequestra elicottero che trasportava cocaina

(ANSA) - CAGLIARI, 12 DIC - C'è anche un elicottero "Alouette", che veniva utilizzato per trasportare la cocaina dal continente alla Sardegna, tra i 500mila euro di beni sequestrati dalla Guardia di finanza di Cagliari a Loris Sabatucci, 41 anni, emiliano. L'uomo, secondo quanto accertato dagli investigatori, era coinvolto nel traffico di droga smantellato proprio dalla Finanza nel luglio scorso con il sequestro di 11,5 chili di cocaina e l'arresto di tre persone. Sarebbe stato proprio lui a fornire l'elicottero per trasportare la cocaina in Sardegna. "L'impiego del mezzo aereo doveva servire per evitare i controlli operati dalle Fiamme gialle negli scali portuali ed aeroportuali, ordinarie ed obbligate vie di comunicazione con il continente - spiegano dalla Guardia di finanza - ma le incisive e complesse attività investigative hanno vanificato questa 'nuova frontiera' criminale, individuando l'elicottero adibito all'illecito trasporto, atterrato e decollato, non autorizzato, fuori da sedimi consentiti". Proprio sul 41enne emiliano si sono concentrate le attività investigative condotte dal Gico della Finanza di Cagliari e in particolare una serie di verifiche patrimoniali che oggi hanno portato al sequestro preventivo di beni per 500mila euro, tra i quali, oltre all'elicottero, schermato tramite un trust registrato nello stato americano del New Mexico, tre auto e quote di due società di capitali, peraltro fraudolentemente intestate a prestanome. Il provvedimento d'urgenza è stato emesso perché tre settimane fa il 41enne è stato arrestato in provincia di Pavia in quanto coinvolto nel contrabbando di sigarette. L'uomo, assieme a due moldavi, aveva creato una fabbrica di sigarette di contrabbando. Sono state sequestrate 35 tonnellate di "bionde". (ANSA).

10:49Basket: Nba, vola Houston in testa, inatteso ko per Boston

(ANSA) - ROMA, 12 DIC - Vincono ancora i Rockets, per loro decimo successo di fila, e consolidano il primato nella Western Conference. Nella notte Nba si sono giocate sei partite e la formazione di Houston ha superato con il punteggio di 130.123 i New Orleans Pelicans, con il solito Harden a fare da padrone sotto canestro, con 26 punti e 17 assist. Vittoria anche peri campioni in carica, dei Golden State Warriors che passano contro Portland con il punteggio di 111-104 e inseguono da vicino i battistrada. Ancora una grande serata per Damian Lillard del Portland, che mette a segno ben 39 punti. Fra gli altri risultati della nottata va segnalata la sconfitta inattesa dei Boston Celtics per 108-85 sul campo dei Chicago Bulls. I Clippers, ancora senza Gallinari infortunato, hanno battuto i Raptors di Toronto per 96-91. Infine due sconfitte casalinghe, per Memphis a opera di Miami per 107-82 e per Oklahoma battuto dagli Hornets 116-103. (ANSA).

10:39Maltempo: acqua alta a Venezia, 102 cm sul medio mare

(ANSA) - VENEZIA, 12 DIC - Acqua alta stamane a Venezia, dove la punta massima di marea sul medio mare ha raggiunto i 102 cm alle 6.15 secondo le rilevazioni del centro previsioni maree del comune. Con questo livello - marea sostenuta pari a codice 'giallo' - è stato interessata la parte più bassa del suolo cittadino a partire da piazza San Marco. Le prime previsioni della giornata davano una massima di marea a 105 centimetri, poi il vento di scirocco che ha interessato la città per tutta la notte, è calato facendo ridurre l'altezza dell'acqua rispetto al medio mare.

10:36Sci nordico: tutto pronto a Dobbiaco per tappa cdm

(ANSA) - ROMA, 12 DIC - E' arrivata tanta neve a Dobbiaco (Bolzano) ed ora è davvero tutto pronto in ogni dettaglio per l'appuntamento di Coppa del Mondo di sci nordico di sabato 16 e domenica 17 dicembre. Le piste, ora immacolate, della 'Nordic Arena' ospiteranno una 10 km per le donne e una 15 per gli uomini, da percorrere in skating nella prima giornata con partenze "interval start" e in classico (inseguimento) nella giornata successiva. Una formula che da tempo mancava nel fondo che conta, su una pista rinnovata che propone erte impegnative fino al 18% di pendenza. A Dobbiaco saranno presenti 200 atleti suddivisi in 29 nazioni, con presenze quasi certe delle stelle di Coppa Dyrhaug, Haagen Krogh e Johnsrud Sundby. La nazionale azzurra proporrà Noeckler, De Fabiani, Rastelli, Salvadori, Bertolina, Gardener, Pasini, Rigoni, Fanton e Muller. Tra le donne, Debertolis, Comarella, Ganz, Scardoni, Stürz, De Martin Topranin, Brocard e Pellegrini se la vedranno con campionesse del calibro di Oestberg, Haga e Weng.

09:46Maltempo: in Liguria fa ancora paura il Magra

(ANSA) - GENOVA, 12 DIC - I fiumi Entella a Chiavari (Genova), Vara e Magra, nello Spezzino, sorvegliati speciali perché a rischio esondazione dopo le piogge di domenica e di ieri, non hanno creato problemi ingenti nella notte, ma il Magra continua a far paura. L'Entella, che ieri aveva tracimato alla foce, senza particolari conseguenze, è calato di livello. La forza della mareggiata in diminuzione favorisce il deflusso delle acque. E' calato anche il fiume Vara, che ieri aveva superato il secondo livello di guardia nel Comune di Sesta Godano. E' sempre a livello di guardia il Magra che fa paura a Bocca di Magra, nel Comune di Ameglia, dove le acque sono cresciute di 3,7 metri. Strade, giardini e cantieri nautici allagati, senza particolari danni. Nella notte una famiglia di S. Stefano Magra è stata sfollata con gommoni. La piena del Magra si esaurirà intorno alle 10. Nello spezzino restano sfollate una trentina di famiglie. Allerta rossa in tutta la provincia spezzina, e in parte di quella di Genova fino alle 13. Il meteo migliora.

07:33New York: governo Bangladesh condanna attentato

DACCA (BANGLADESH) - Il governo del Bangladesh ha condannato l'attentato fallito a New York, il cui autore e' un immigrato di 27 anni dal paese del sud-est asiatico. ''Il Bangladesh e' impegnato nella sua conclamata politica di 'tolleranza zero' contro il terrorismo, e condanna il terrorismo stesso e l'estremismo violento in ogni forma o manifestazione ovunque nel mondo, compreso l'incidente di lunedi' mattina a New York'', ha comunicato il governo in una nota.

Archivio Ultima ora