Archivio tag | "petrolio"

pdvsa

Tags: , , , ,

Torino Capital: mancanza di indipendenza tra governo e Pdvsa, punto debole della ristrutturazione

Pubblicato il 06 dicembre 2017 da redazione

pdvsa

 

CARACAS. – La banca d’affari sostiene che le detenzioni di Eulogio Del Pino e Nelson Martinez non hanno fatto altro che buttare legna sul fuoco. Nel momento di un deficit di pagamento, i detentori di obbligazioni venezuelane potrebbero prendere azioni contro il governo venezuelano, proprio per la carenza di indipendenza tra il governo, Pdvsa e Citgo. Una situazione che rende il governo venezuelano vulnerabile.

Secondo Torino Capital, gli argomenti della Procura per detenere gli ex presidenti di Pdvsa, accusati di peculato e corruzione, “potrebbero avere implicazioni significative su eventuali dispute legali a futuro tra il governo venezuelano e i detentori di obbligazioni sovrane.”

La relazione della banca d’affari mette in guardia riguardo le accuse fatte a Martinez, proprio perché fondate sulla conoscenza che lui aveva di una operazione di rifinanziamento in Citgo. Nella suddetta operazione, Martinez avrebbe offerto gli attivi della filiale senza l’approvazione del presidente Maduro.

Questa affermazione della Procura rende palese l’inesistenza di una separazione di poteri tra Pdvsa, le sue filiali ed il governo venezuelano.

Una situazione delicata che potrebbe far percepire ai creditori la statale del petrolio e Citgo come “alter ego” del governo, rendendolo ancora più vulnerabile nel caso si arrivasse ad un embargo.

Citgo e Pdvsa

Torino Capital nota come la relazione tra Citgo e i suoi proprietari sia regolata dalla Legge di Delaware, secondo la quale non è necessaria la autorizzazione degli azionisti per ottenere finanziamenti. Tuttavia, la relazione tra Pdvsa e il suo proprietario, la Repubblica Bolivariana del Venezuela, segue la legge venezuelana che le permette di utilizzare i suoi attivi per attività collaterali.

E questa situazione potrebbe giocare a favore dei detentori di bonds venezuelani nel caso questi dovessero arrivare ad una disputa legale con il governo venezuelano. Basterebbe dimostrare che Pdvsa e le sue filiali rappresentano pienamente lo Stato venezuelano.

L’opinione di Francisco Rodriguez

Francisco Rodríguez, economista della banca d’affari batte su questo tasto. Rodriguez ribadisce che se un tribunale riesce a stabilire la mancanza di indipendenza tra l’azienda e i suoi azionisti, questi potrebbero diventare i responsabili del debito della corporazione.

“Certamente l’insistenza della procura nell’affermare che l’esecutivo doveva autorizzare il rifinanziamento del debito di Citgo, al punto di arrestare i dirigenti, potrebbe suggerire che il governo considera suoi i beni della corporazione. E in più, i suoi direttori sarebbero allora semplici funzionari pubblici.”

In quest’ottica, la nomina di Asdrubal Chávez come presidente di Citgo significherebbe la continuità di questa politica. “Un altro esempio di mimesi tra la Repubblica la Corporazione.”

Il governo aumenta la spesa

Torino Capital nota l’aumento della spesa pubblica. Il governo ha incrementato la spesa di un 25,1% a novembre. Una cifra che contrasta con la contrazione registrata nei primi nove mesi dell’anno (22,3%).

Comunque, la spesa inter mensile a novembre è stata 111% simile a quella del 2016 che era stata 109%.

L’aumento della tredicesima da tre a quattro mesi e l’approvazione dei pagamenti dei vari sussidi statali hanno contribuito all’aumento della spesa. Sono stati erogati ben 4 bilioni 500.000 bolivares distribuiti tra le 8 milioni di famiglie sussidiate.

Contrazione del Pil

Mentre Torino Capital calcola l’aumento della spesa pubblica, la An annuncia la contrazione del Pil. Un mix pericoloso. L’economista José Guerra ha informato che il Pil si è contratto del 12% durante i primi nove mesi del 2017.

Il deputato prevede un futuro buio per l’economia del paese che si trova in recessione dal 2014. E crede che la liquidità messa in circolo dal governo, porterà l’inflazione a superare il 2000%.

La solita musica

Osservatori dell’andamento economico come Torino Capital, studi seri dell’Assemblea Nazionale, economisti e specialisti di opposizione e critici del chavismo; tutti convergono nel dire che le politiche governative in materia di economia sono sbagliate. Ma il governo preferisce credere che il disastro economico del paese è frutto dell’operato di una “guerra economica”. La solita musica.

 

Commenti (0)

Tags: , ,

Opec-Russia, tagli alla produzione di petrolio fino a fine 2018

Pubblicato il 30 novembre 2017 da ansa

 

 


ROMA. – I Paesi Opec e non Opec, compresa la Russia, hanno raggiunto l’accordo per estendere di nove mesi i tagli alla produzione di petrolio, portandoli così da marzo fino alla fine del 2018. Come in precedenza, si tratta di una riduzione di 1,8 milioni di barili al giorno. L’intesa però dovrebbe essere rivista nella prossima riunione Opec di giugno. “Una concessione fatta alla Russia e agli altri Paesi non-Opec affinché sostenessero l’estensione dei tagli alla produzione”, hanno riferito i delegati da Vienna. “Se quando ci rivedremo a giugno la situazione del mercato sarà cambiata, discuteremo su eventuali modifiche” da apportare al piano, ha detto il ministro dell’Energia saudita, Khalid Al-Falih, precisando che “l’Arabia Saudita e la Russia condividono al 100% il piano d’azione sul petrolio” e che su questo i due Paesi “procedono a braccetto”. Per la prima volta contribuiranno ai tagli anche Libia e Nigeria, rimaste fuori dal precedente accordo a causa delle rispettive crisi interne. Per entrambe l’Organizzazione ha fissato un tetto congiunto di 2,8 milioni di barili al giorno. Secondo dati Bloomberg, ad ottobre la Nigeria ha prodotto 1,73 milioni di barili di petrolio al giorno e la Libia 980.000. In generale l’accordo di Vienna coinvolge Paesi che producono il 60% di petrolio a livello mondiale. “I tagli, sia da parte dei Paesi Opec che non Opec, aiutano a stabilizzare il mercato”, ha detto il ministro del petrolio russo, Alexander Novak, sottolineando che “dobbiamo continuare un’azione comune per centrare gli obiettivi”. E l’obiettivo sarebbe per un prezzo del petrolio sopra i 60 dollari al barile, anche se ufficialmente non è stata data una cifra. Sui mercati, però, le quotazioni del greggio non hanno preso il volo, come ci si poteva aspettare. Il Brent ha chiuso le contrattazioni a Londra a 63,43 dollari al barile (+0,5%) mentre al mercato di New York il Wti ha archiviato la seduta a 57,40 dollari al barile (+0,20%). Secondo gli analisti pesa proprio il fatto che l’Opec potrebbe rivedere l’accordo a giugno, e quindi “non si tratta di una vera e propria estensione dei tagli alla produzione di nove mesi” e “nel breve termine i prezzi ne potrebbero risentire”. L’andamento del greggio non ha comunque influito sulla seduta di Borsa di New York. L’indice Dow Jones ha segnato infatti un nuovo record storico, superando abbondantemente i 24mila punti, spinta dalla riforma delle tasse che avanza al Senato Usa.

(di Alfonso Abagnale/ANSA)

Commenti (0)

Tags: , ,

Opec pronto a estendere i tagli della produzione, manca il sì di Mosca

Pubblicato il 28 novembre 2017 da ansa

 


ROMA. – Tutti i Paesi membri dell’Opec sarebbero pronti a estendere di nove mesi, fino alla fine del 2018, i tagli alla produzione di greggio. Tuttavia, a due giorni dal meeting di Vienna di giovedì, manca ancora l’impegno della Russia. Lo scrive l’agenzia Bloomberg citando fonti vicine al dossier. Mosca – riferiscono le fonti – nutrirebbe il timore che sostenere i prezzi al di sopra dei 60 dollari al barile finisca per dare una mano ai produttori rivali statunitensi specializzati nelle estrazioni d scisto.

Commenti (0)

Tags: , ,

Petrolio: Opec e Russia verso l’estensione dei tagli alla produzione

Pubblicato il 24 novembre 2017 da ansa

 

MILANO. – L’Opec e la Russia avrebbero raggiunto un’intesa di massima per annunciare già nel corso della riunione tra i Paesi Opec e non Opec del prossimo 30 novembre a Vienna l’estensione a tutto il 2018 dei tagli alla produzione di petrolio, in scadenza il prossimo marzo. Lo riporta l’agenzia Bloomberg, secondo cui ci sono ancora dettagli importanti su cui le parti stanno discutendo.

In particolare la Russia vorrebbe che l’entità dei tagli fosse messa in relazione con lo stato di salute del mercato petrolifero. “L’obiettivo di un ribilanciamento del mercato non è stato ancora completamente raggiunto, così tutti sono favorevoli a delle estensioni per conseguire l’obiettivo finale e anche la Russia supporta queste proposte” ha detto ministro dell’Energia russo, Alexander Novak, intervistato dalla televisione Rbc.

“Al momento sono all’esame diverse opzioni, discuteremo i dettagli il 30 novembre”. Le indiscrezioni fanno bene alle quotazioni del greggio, ai massimi dal luglio 2015: il wti sale dell’1,26% a 58,73 mentre il brent è poco mosso a 63,65.

Commenti (0)

Tags: ,

Petrolio: l’Opec rialza le stime della domanda di greggio per il 2018

Pubblicato il 11 ottobre 2017 da redazione

 

ROMA. – L’Opec ha alzato le stime sulla domanda petrolifera per quest’anno e il prossimo in scia al rafforzamento dell’economia globale e al calo delle forniture dei Paesi non Opec. Nel rapporto mensile, l’Organizzazione prevede di fornire 33,1 milioni di barili al giorno di greggio Opec l’anno prossimo, circa 200.000 in più rispetto a quanto stimato il mese scorso. Le proiezioni sulla domanda globale sono state elevate di circa 100.000 barili al giorno a 98,2 milioni/giorno.

Commenti (0)

Tags: , , ,

Pdvsa ed Eni hanno analizzato gli sviluppi del Campo Perla

Pubblicato il 16 giugno 2016 da redazione

Il ministro del Petrolio, Eulogio Del Pino, e il presidente di Eni, Claudio Descalzi

Il ministro del Petrolio, Eulogio Del Pino, e il presidente di Eni, Claudio Descalzi

CARACAS – Un incontro al margine del conclave di San Petrosburgo. Il ministro del Petrolio, Eulogio Del Pino, e il presidente di Eni, Claudio Descalzi, hanno sostenuto una lunga riunione nel corso della quale, stando ad indiscrezioni e al comunicato stampa diramato poco dopo, hanno analizzato gli sviluppi dei progetti che Eni e “Petròleos de Venezuela” portano avanti assieme.

Eni e Pdvsa, dopo un breve periodo di “incomprensioni” a causa della svolta voluta dall’estinto presidente Chávez in materia petrolifera, sviluppano progetti di ricerca e di estrazione di gas e petrolio.

Eni è particolarmente attiva nel “Campo Perla”, uno dei maggiori giacimenti di gas a livello mondiale scoperto recentemente. “Campo Perla”, in acque del Golfo del Venezuela, è stato riconosciuto dalla rivista specializzata “Off Shore”, come uno dei cinque migliori progetti del 2015.

Commenti (0)

Tags: , , , , , , , ,

Il crollo del prezzo del petrolio pesa sui Paesi del Golfo

Pubblicato il 15 maggio 2016 da redazione

Petrolio

ROMA. – Il crollo del prezzo del petrolio pesa sui giudizi delle agenzie di rating sui Paesi del Golfo. Moody’s ha tagliato i rating di diversi Paesi, a partire dall’Arabia Saudita, che è il più grande esportatore di greggio al mondo. Tagliati anche i giudizi di Bahrain e Oman e assegnato un outlook negativo ad Emirati Arabi, Kuwait e Qatar.

Per l’Arabia Saudita Moody’s ha deciso di abbassare il rating di lungo termine ad A1 da Aa3, mantenendo però l’outlook stabile. A pesare, nella valutazione dell’agenzia di rating, è il calo del prezzo del petrolio, che si è tradotto in un “materiale deterioramento” del profilo di credito dell’Arabia Saudita.

“La combinazione di bassa crescita, livelli di debito più alti e minori elementi tampone all’interno e all’esterno – sostiene Moody’s – rendono il Regno meno ben posizionato ad affrontare futuri schock”. Raffica di tagli anche nel resto del Golfo Persico.

Il Bahrain si è visto ridurre il giudizio a Ba2 da Ba1, con outlook negativo. Il rating dell’Oman è stato portato a Baa1 da A3 con outlook stabile. Il prezzo del Brent è crollato di quasi il 40% dal novembre 2014, quando l’Arabia Saudita ha capeggiato la decisione dell’Opec di non tagliare la produzione per difendere le proprie quote di mercato.

L’ultimo vertice tra paesi produttori con l’obiettivo di congelare la produzione e far risalire i prezzi del greggio sui mercati internazionali, il 17 aprile scorso a Doha, si è risolto con un nulla di fatto. Ora c’è attesa per la prossima riunione Opec del 2 giugno a Vienna.

Quella sarà anche l’occasione per vedere le mosse del nuovo ministro del Petrolio saudita, Khaled al-Falih, presidente del colosso petrolifero Aramco (che ha preso il posto di Ali al-Naimi che per oltre 20 anni è stato il pilastro politica petrolifera saudita), nominato il 7 maggio scorso con un maxi-rimpasto voluto proprio per rilanciare l’economia saudita e liberare Regno dalla dipendenza dal petrolio.

Commenti (0)

Tags: , , ,

In aumento il prezzo del greggio venezuelano

Pubblicato il 13 maggio 2016 da redazione

Precio-del-barril-venezolano

CARACAS –In aumento il prezzo del barile di greggio venezuelano. Nel “Bollettino Settimanale” di “Petróleos de Venezuela”, si informa che il barile di greggio venezuelano, nel mercato internazionale, ha chiuso, questa settimana, con un prezzo medio calcolato in 34,79 dollari. Ciò equivale ad un incremento di circa 49 centesimi di dollaro.

Nel Bollettino della Holding nazionale si spiega che il prezzo medio ha subito un incremento incoraggiato da una minor produzione in Canada, Nigeria e Libia e dal calo del greggio in deposito negli Stati Uniti.

Il prezzo medio del greggio venezuelano registrato dall’inizio dell’anno ad oggi si stima attorno ai 28 dollari ed è sempre inferiore a quello registrato nello stesso periodo dello scorso anno (44,65 dollari).

Commenti (0)

Ultima ora

00:48Calcio: 4-1 al Cittadella, Lazio nei quarti di Coppa Italia

(ANSA) - ROMA, 14 DIC - La Lazio ha battuto il Cittadella 4-1 negli ottavi di Coppa Italia. Nei quarti i biancocelesti affronteranno la Fiorentina, il 26 dicembre alla stadio Olimpico. Incontro indirizzato a favore dei padroni di casa già nel primo tempo grazie alle reti di Immobile (11'), Felipe Anderson (24', con il brasiliano a segno dopo 221 giorni) e l'autorete di Camigliano (36'). Il Cittadella però non si è rassegnato ed al 41' ha accorciato le distanze con una gran punizione da 25 metri di Bartolomei. Nella ripresa, piuttosto povera di emozioni, ha chiuso i conti ancora Immobile, al 42', superando Paleari con un preciso pallonetto.

23:45Raiola, Mirabelli usa Donnarumma per attaccare me

(ANSA) - MILANO, 14 DIC - "Mirabelli ha un problema personale contro di me e usa Donnarumma per attaccarmi. Gli fanno comodo queste polemiche perché tolgono l'attenzione dal vero problema del Milan: il suo progetto tecnico". Così Mino Raiola in una nota a Gazzetta.it, ricordando che il portiere aveva "offerte che nessuno avrebbe mai rifiutato. Ma Gigio e la sua famiglia hanno fatto una scelta col cuore. E l'ho rispettata. Oggi mi interessa solo che Gigio venga lasciato tranquillo, solo così potrà fare il suo meglio. Dovrebbe essere anche la priorità del ds del Milan".

22:51Donnarumma, mai detto di aver subito violenza morale

(ANSA) - MILANO, 14 DIC - "Non ho mai detto né scritto di aver subito violenza morale quando ho firmato il contratto". E' quanto afferma Gianluigi Donnarumma su Instagram, all'indomani della contestazione subita dai tifosi del Milan a San Siro. "E' stata una brutta serata e non me l'aspettavo! Nonostante tutto guardo avanti e testa alla prossima partita... forza Milan!", ha scritto a corredo di una foto che lo ritrae in mezzo al campo mentre saluta il pubblico, con Rino Gattuso che gli batte una mano sul petto.

22:20Calcio: Bonucci, vincere al Milan è pass per la storia

(ANSA) - MILANO, 14 DIC - "Vincere al Milan ti consegna un pass per la storia. Vi auguro di riuscirci, io sono alle prima armi con questa maglia". Così Leonardo Bonucci si è rivolto ai ragazzi del settore giovanile del Milan durante la festa di Natale: "Perché ho lasciato la Juventus? Sono successe alcune cose che hanno portato sia la società che il sottoscritto a questa decisione. Poi è arrivato il Milan, un'occasione che ho colto al volo. Anche grazie al lavoro di Fassone e Mirabelli. Con la Juventus abbiamo scelto di separarci, nella vita capitano delle discussioni".

22:10Terremoto: procura Macerata apre inchiesta su Sae

(ANSA) - MACERATA, 14 DIC - Il procuratore della Repubblica di Macerata Giovanni Giorgio ha aperto un fascicolo di indagine sui cantieri delle casette del terremoto, e le presunte irregolarità nella gestione della manodopera, denunciate dalla Cgil e dalla Fillea provinciali. Lo reso noto lo stesso Giorgio, sottolineando che "la tutela dei diritti dei lavoratori, rispetto ad ogni forma di sfruttamento e di sopruso costituisce una delle essenziali finalità del mio Ufficio". I cantieri sono appaltati al Consorzio Arcale, che ha vinto una gara bandita dalla Protezione civile nazionale. Il sindacato ha segnalato la presenza di molti lavoratori romeni, in particolare a Ussita, che verrebbero impiegati senza godere delle norme contrattuali italiane, e addirittura rimpatriati in caso di infortunio. Oggi la Cgil maceratese è stata contattata da funzionari del Governo romeno che sta conducendo un monitoraggio in varie regioni italiane proprio sul fenomeno del 'caporalato' e sullo sfruttamento di propri connazionali.

21:55Hayden morto in bici, chiesto rinvio giudizio automobilista

(ANSA) - RIMINI, 14 DIC - Il sostituto procuratore Paolo Gengarelli ha depositato la richiesta di rinvio a giudizio per omicidio stradale a carico dell'automobilista coinvolto nell'incidente a Misano Adriatico che costò la vita, nel maggio scorso, all'ex campione statunitense di motoGp Nicky Hayden, in quel momento in sella a una bici. Il pilota, poi anche di Superbike, morì il 22 maggio a 36 anni all'Ospedale Bufalini di Cesena, cinque giorni dopo essere stato investito da una Peugeot 206. La Procura della Repubblica di Rimini contesta l'omicidio stradale al conducente dell'auto, un trentenne di Morciano di Romagna, perché - come da consulenza del pubblico ministero - "in concorso di cause indipendenti con la condotta colposa del ciclista ne cagionava la morte per colpa consistita in negligenza ed imprudenza". (ANSA).

21:51Francia: scontro treno-scuolabus, ‘almeno 4 bambini morti’

(ANSA) - PARIGI, 14 DIC - "E' di almeno quattro bambini morti" il bilancio delle vittime dello scontro avvenuto nel sud-ovest della Francia tra un treno regionale ed uno scuolabus. Lo riferisce il ministero dell'Interno. Ci sono anche "24 feriti molto gravi, di cui 21 alunni, e altri tre altri che erano a bordo del treno", dice il prefetto.

Archivio Ultima ora