Archivio tag | "Usa"

Tags: , ,

Trump annuncerà Gerusalemme capitale: “Realtà storica”

Pubblicato il 06 dicembre 2017 da ansa

Vista della città vecchia di Gerusalemme. (ANSA/AP Photo/Oded Balilty)

 


WASHINGTON. – Non una presa di posizione politica quanto la constatazione di “una realtà storica e attuale”. Così, nel confermare che nelle prossime ore il presidente degli stati Uniti Donald Trump riconoscerà Gerusalemme quale capitale di Israele, fonti senior dell’amministrazione americana spiegano la svolta. La decisione frutto di una promessa avanzata da tempo e che il presidente Trump insiste vada mantenuta.

Così si conferma anche l’avvio dell’iter per il trasferimento dell’ambasciata americana da Tel Aviv a Gerusalemme, che non avverrà però nell’immediato, bensì si tratta di un processo destinato a spalmarsi negli anni. Di sicuro per i prossimi sei mesi almeno la sede diplomatica resterà ancora a Tel Aviv, per disposizione dello stesso presidente.

E le fonti della Casa Bianca che confermano lo strappo – dopo che lo stesso Trump aveva effettuato una serie di telefonate con leader internazionali, a partire dai diretti interessati il premier israeliano Benyamin Netanyahu e il leader dell’Autorità palestinese Abu Mazen – insistono nel sottolineare che si tratta quasi di una ‘constatazione dell’ovvio’, sganciata tra l’altro dal processo di pace su cui l’amministrazione Usa esprime immutata determinazione.

“A lungo la posizione degli Stati Uniti ha mantenuto questa ambiguità, o mancanza di riconoscimento che in qualche modo potesse avanzare il processo di pace – rimarcano fonti senior dell’amministrazione -. Sembra chiaro adesso che la posizione fisica dell’ambasciata non costituisca oggetto dell’accordo di pace. Quindi, dopo aver provato questa strada per 22 anni, una constatazione della realtà rappresenta un cambiamento importante”.

Rispetto alle possibili reazioni all’annuncio poi la Casa Bianca riconosce che “alcune parti” potrebbero reagire negativamente. Non entra in dettaglio ma ammette che il piano non è completo, “ci stiamo lavorando”, sostenendo che “c’è il tempo per metterlo a punto e valutare quali sono le sensazioni dopo che questa notizia verrà elaborata”.

Nell’immediato però montano i timori per possibili manifestazioni di protesta e disordini, al punto che lo stesso Consolato degli Stati Uniti a Gerusalemme ha diramato un comunicato in cui invita il personale americano, i loro familiari e in più in generale i cittadini americani, ad evitare spostamenti non essenziali in parti della città e in Cisgiordania in vista di possibili manifestazioni. Mentre è stato anche deciso il riposizionamento di un piccolo gruppo di truppe americane, per essere più vicino a paesi che presentano timori di disordini.

Commenti (0)

Tags: , , , ,

Wto riaccende lo scontro. Cina: “Gli Usa come ai tempi della Guerra Fredda”

Pubblicato il 01 dicembre 2017 da ansa

 

Cina, Usa come ai tempi della Guerra Fredda.

 


PECHINO. – Gli scenari di scontro commerciale sono sempre più vicini sull’asse Pechino-Washington: la Cina ha risposto con durezza all’opposizione degli Usa al riconoscimento di status di economia di mercato nell’ambito dell’Organizzazione mondiale del commercio (Wto), valutandola come “reminiscenza della Guerra Fredda”.

Il portavoce del ministero degli Esteri Geng Shuang ha obiettato che “il cosiddetto status di economia non di mercato non esiste tra le regole multilaterali del commercio” alla base del Wto. “E’ solo una reminiscenza di legge interne di alcuni membri del Wto nel periodo della Guerra Fredda”, ha detto Geng.

La questione è un altro importante tassello dei rapporti tra i due Paesi: l’amministrazione di Donald Trump, per ribilanciare il deficit di 347 miliardi di dollari accusato nel 2016, ha dato il via a una serie di misure che, da ultimo, hanno preso di mira le importazioni di alluminio dalla Cina.

Giovedì un documento americano diffuso a Ginevra ha espresso sostegno all’Unione europea che si oppone ad accettare lo status di economia di mercato alla Cina che, se concesso, renderebbe più complicato vincere i casi di anti-dumping contro Pechino nel caso di export di beni a prezzi impropriamente bassi.

Washington ha affiancato Bruxelles nel rigetto delle richieste della Cina di riconoscere la condizione di economia di mercato in automatico all’11 dicembre 2016, data di scadenza dei 15 anni di regime transitorio concordati alla firma del protocollo di adesione di Pechino al Wto del 2002.

Usa, Ue, Giappone e altri Paesi si sono opposti ritenendo che il cambio di status sia non sia de plano, ma legato all’apertura dei suoi mercati e agli altri impegni correlati che – è l’accusa – non hanno ancora trovato attuazione. Gli Stati, stando così le cose, possono usare l’approccio del Paese surrogato nei confronti di Pechino “per calcolare le misure anti-dumping” sull’export: in conformità “con l’Art.15 del protocollo” che è il sistema che usa i costi di produzione in un Paese terzo per il calcolo del valore dei prodotti da economie non di mercato.

“I membri devevano finire la pratica del ‘Paese surrogato’ nell’indagine anti-dumping contro la Cina per dicembre 2016. Questo è chiaro e fuor di dubbio”, ha notato Geng. “Tutti i membri del Wto devono onorare gli impegni e le promesse, strettamente sostenute dal diritto internazionale e onorare gli obblighi sotto gli accordi internazionali”.

La questione, dal lato cinese, è stata anche sollevata nella visita a Pechino del ministro dell’Economia francese Bruno Le Maire, per il quinto Dialogo economico e finanziario di alto livello Cina-Francia tenuto alla Diaoyutai State Guesthouse. Le parti hanno diffuso un comunicato congiunto dando sostegno al libero commercio “basato su benefici reciproci”.

L’Ue e i singoli Paesi europei, tuttavia, hanno aumento il pressing sulla Cina per ottenere la reciprocità, a partire dall’accesso ai mercati alle compagnie europee impedito o disseminati di ostacoli di vario tipo.

(di Antonio Fatiguso/ANSA)

Commenti (0)

Tags: ,

L’economia Usa accelera ancora, il Pil del terzo trimestre +3,3%

Pubblicato il 29 novembre 2017 da redazione

L’economia Usa accelera ancora.

 


NEW YORK. – Harvey e Irma non fermano la locomotiva americana. Il pil statunitense nel terzo trimestre cresce più delle attese segnando un +3,3%, sopra l’iniziale stima del 3%. Si tratta della velocità maggiore da tre anni e di un importante successo per Donald Trump che, sotto la sua presidenza, può così vantare il fatto che per la prima volta da dieci anni il pil supera il suo potenziale.

E il presidente americano non manca di sottolineando: ”cresciamo. E senza gli uragani la crescita nel terzo trimestre sarebbe stata del 3,9%”. Ora, aggiunge, con il taglio delle tasse la ripresa accelererà ancora di più. A certificare il buono stato di salute dell’Azienda America è Janet Yellen che, in quella che è forse la sua ultima audizione in Congresso.

Il presidente uscente della Fed parla di una ripresa che si amplia smorzando allo stesso tempo i timori su possibili rischi finanziari. ”Anche se le valutazioni degli asset sono elevate rispetto agli standard storici, le debolezze del settore finanziario appaiono moderate, con il sistema bancario ben capitalizzato” dice Yellen, ribadendo che le attuali condizioni economiche sembrano garantire rialzi graduali dei tassi di interesse.

La prossima stretta, data per scontata dal mercato, è attesa in dicembre quando i tassi potrebbero salire di un altro quarto di punto attestandosi in una forchetta fra l’1,25% e l’1,50%. A preoccupare sono però i conti pubblici americani, soprattutto alla luce del possibile taglio delle tasse. ”Direi semplicemente che sono molto preoccupata per la sostenibilità della traiettoria del debito americano” spiega Yellen.

Il riferimento è alla riforma delle tasse che, se approvata, si potrebbe tradurre in 1.500 miliardi di dollari di mancate entrate fiscali in dieci anni, con ripercussioni sul debito. Sono proprio le preoccupazioni sul disavanzo che fanno mancare per il momento i numeri ai repubblicani per l’approvazione della riforma.

Ai membri della commissione economica congiunta, Yellen chiede di fare attenzione nel delineare la riforma delle tasse tenendo in considerazione una maggiore ”equita”’ a fronte delle crescenti disuguaglianze. ”La crescita dei salari resta moderata” nonostante ”l’aumento delle pressioni sui prezzi”, mette in evidenza la Fed nel Beige Book, il rapporto che farà da base alle scelte di politica monetaria della prossima riunione di dicembre.

Il Congresso – è l’altro invito di Yellen – dovrebbe lavorare all’attuazione di politiche che migliorino le prospettive di lungo termine dell’economia, alla prese con una ripresa ”lenta”. Secondo il presidente della Fed di San Francisco, John Williams, la crescita quest’anno si attesterà al 2,5% per poi rallentare . E la Fed si impegna proprio a contrastare questo trend di rallentamento.

Commenti (0)

Tags: ,

Usa: 3,5 milioni di adulti in più senza assicurazione sanitaria

Pubblicato il 20 ottobre 2017 da ansa

Usa: 3,5 milioni di adulti in più senza assicurazione sanitaria.

 

NEW YORK. – Il numero di adulti americani senza assicurazione sanitaria è salito di quasi 3,5 milioni nel 2017, e continuerà a crescere se il Congresso non agisce per stabilizzare il mercato delle polizze. Lo afferma l’indagine Gallup-Sharecare Well Being Index, che ha rivelato come il tasso di non assicurati tra gli adulti è stato pari al 12,3% nel terzo trimestre, con un incremento di 1,4 punti percentuali rispetto all’ultimo quarto dello scorso anno.

L’aumento del numero di non assicurati è ancora più rilevante visto che si tratta di un momento di crescita economica e bassa disoccupazione. “Il numero degli americani non assicurati probabilmente continuerà ad aumentare”, ha osservato l’analisi Gallup-Sharecare, a meno che il presidente Donald Trump e il Congresso non adottino misure per stabilizzare i mercati assicurativi.

Commenti (0)

Tags: , ,

Usa perdono 33 mila posti di lavoro, è il primo calo dal 2010

Pubblicato il 06 ottobre 2017 da ansa

Usa perdono 33 mila posti, di lavoro. (Dave Chidley/The Canadian Press via AP, File)

 

NEW YORK. – Per la prima volta in sette anni l’economia americana perde posti di lavoro. A settembre ne sono andati in fumo 33 mila, colpa in gran parte dei due uragani che si sono abbattuti nelle scorse settimane su vaste aree degli Stati Uniti con effetti devastanti. Così si interrompe la lunga striscia positiva – grande orgoglio della presidenza Obama – che durava dal 2010, quando l’occupazione americana cominciò a riprendersi dalla grande crisi, con l’economia in recessione.

Ma al di là dei numeri gli analisti concordano sul fatto che il calo registrato a settembre sia solo temporaneo e che la ripresa negli Usa continui a rafforzarsi. Con il tasso di disoccupazione sceso ulteriormente al 4,2%. Le previsioni di settembre erano già state riviste al ribasso, proprio per scontare le conseguenze del passaggio di Harvey e Irma, che hanno causato danni enormi soprattutto in Texas e in Florida.

Da una stima originaria di 150 mila posti creati si era passati a 90 mila. Il dato finale è stato però ben peggiore. Riflesso non solo delle difficoltà che le condizioni meteo hanno causato a tantissime piccole e medie imprese, soprattutto nelle località turistiche della Florida, ma anche ai grossi impianti petroliferi texani e al loro indotto. Il tasso di partecipazione al lavoro è comunque balzato al 63,1%. Anche se il dato inatteso ha frenato la cavalcata record di Wall Street.

Ma a dimostrazione che il calo dei posti di lavoro a settembre viene giudicata come una situazione contingente ci sono le voci che arrivano dai corridoi della Fed presieduta da Janet Yellen. La banca centrale statunitense non avrebbe infatti cambiato piani e si appresterebbe ad un ulteriore rialzo dei tassi di interesse nella riunione di dicembre del Fomc, il suo braccio operativo.

Commenti (0)

Cuba prepares for US President Obama vist

Tags: , , , ,

Torna la tensione con Cuba, stop Usa a viaggi e visti

Pubblicato il 29 settembre 2017 da ansa

Cuba

La bandiera Usa e quella cubana nel 2016. EPA/ORLANDO BARRIA

WASHINGTON. – I misteriosi “attacchi acustici” di cui sono stati vittime diplomatici americani a Cuba hanno fatto riesplodere le tensioni tra Washington e L’Avana, al punto che dopo mesi di domande senza risposte e sospetti senza conferme, il dipartimento di Stato ha adottato misure estreme, ritirando il 60% del personale dell’ambasciata a Cuba e diffondendo un’allerta che sconsiglia ai cittadini americani di recarsi sull’isola. Stoppato inoltre il rilascio di visti per i cubani che intendono recarsi negli Usa.

Un passo che non interrompe le relazioni diplomatiche da poco ripristinate fra i due Paesi, ha assicurato il segretario di Stato Rex Tillerson, ma che segna una pericolosa escalation dopo il disgelo fortemente voluto da Barack Obama e frenato da Donald Trump.

Ad oggi nessuno è stato in grado di sciogliere i numerosi interrogativi posti dall’intricata vicenda, fin da quando si segnalarono i primi ‘disturbi’, con dettagli che avevano quasi dell’inverosimile, accusati da diplomatici americani di stanza a Cuba: da problemi all’udito, alla vista, a capogiri, che furono identificati come conseguenze di misteriosi “attacchi acustici agli ultrasuoni”.

Due le principali spiegazioni avanzate dagli esperti in questi mesi: da una parte l’ipotesi che siano state utilizzate ‘armi acustiche’ (anche queste non meglio identificate), dall’altra la possibilità che si sia trattato di un tentativo di sorveglianza con tecnologia che non ha funzionato ed è sfuggita di mano. Mistero, naturalmente, soprattutto sull’eventuale mandante.

Perché da subito il governo cubano ha affermato di non avere nulla a che fare con gli “incidenti”, così definiti ufficialmente, avviando una stretta collaborazione con Washington per venirne a capo. Numerosi i contatti fra le cancellerie: anche nei giorni scorsi rappresentanti del governo cubano erano a Washington per incontri e colloqui.

Il ministro degli Esteri cubano Bruno Rodriguez ne ha parlato anche durante il suo intervento all’Assemblea Generale dell’Onu, ribadendo che Cuba non ha idea di cosa stia colpendo gli americani sull’isola. E allora a Washington non è rimasto che ordinare ai suoi di lasciare Cuba, ma anche avvisare gli americani che recarsi sull’isola vuol dire esporsi ad un pericolo sfuggente e al quale di fatto ad oggi non c’è modo di rispondere.

L’avviso ufficiale del dipartimento di Stato sottolinea infatti che gli “attacchi specifici” hanno avuto luogo in residence e hotel frequentati da americani, da cui la convinzione che sono a rischio tutti i cittadini Usa, anche i non diplomatici. Quindi l’indicazione esplicita che il governo avrà capacità limitate di aiuto in caso di viaggi a Cuba, anche perché sta richiamando la gran parte dei suoi diplomatici nel Paese proprio in risposta agli attacchi.

(di Anna Lisa Rapanà/ANSA)

Commenti (0)

Tags: , , , , , , , ,

Cancillería rechazó las “amenazas” del Senado de EE.UU

Pubblicato il 02 marzo 2017 da redazione

CARACAS¬- El Gobierno Nacional, a través de la Cancillería de la República, rechazó este jueves el apoyo que el Senado de Estados Unidos (EE.UU) le dio a la solicitud de activación de la Carta Democrática Interamericana a Venezuela.

“Los pueblos hermanos del mundo apoyan la causa de Venezuela contra ataques del senado de EE UU aquí hay un pueblo digno”, escribió el organismo en su cuenta en la red social de Twitter.

Asimismo, instaron a la población a rechazar la “conjura mediática internacional contra la patria de Bolívar”. Reiteraron que el país es “irrevocablemente libre e independiente y fundamenta su patrimonio moral y sus valores de libertad”.

En ese sentido, el Ministerio de Exteriores afirmó que “los pueblos hermanos del mundo” apoyan la causa venezolana contra los “ataques” del Senado estadounidense, e invitaron a condenar las “injerencias” y “agresiones” del país norteamericano.

Por su parte, Legisladores y expertos solicitaron este jueves ante el Comité de Relaciones Exteriores del Senado de Estados Unidos que el gobierno de Donald Trump presione a los países de la OEA para dar celeridad a la aplicación de la Carta Democrática.

-EE.UU. tendrá que tomar un papel de liderazgo en la OEA que será crucial para aplicar la Carta Democrática y si Estados Unidos da el paso, muchos países se sumarán,− aseveró Mark Feierstein, quien hasta el mes pasado fue asesor del expresidente de EE.UU Barack Obama y director para Latinoamérica en el Consejo de Seguridad Nacional de la Casa Blanca.

El Senado de EE.UU aprobó este martes, por unanimidad, una resolución sobre Venezuela que afirma su apoyo a la invocación que Luis Almagro, secretario de la OEA, hizo del artículo 20 de la Carta Democrática, y demanda “la liberación inmediata de los presos políticos”.

Commenti (0)

Tags: , , , , , , , ,

Lapo, social e tv: ma dove stiamo andando?

Pubblicato il 29 novembre 2016 da Luca Marfé

Lapo Elkann arrestato a New York

Lapo Elkann arrestato a New York

E niente, Lapo c’è cascato un’altra volta. Ma non è di lui che voglio scrivere, lungi da me l’idea di giudicarlo. Anche perché, purtroppo per lui, temo ci penserà presto qualche tribunale statunitense.

Voglio scrivere dell’impatto che certi personaggi rischiano di avere sull’evoluzione (evidente involuzione) della nostra società.

I cattivi maestri, “bad boy” li chiamano qui in America, non sono mai mancati. Ma il fascino che esercitano oggi, soprattutto su teenager e giovanissimi, è a dir poco preoccupante. Questo perché, con l’esplosione del fenomeno delle reti sociali, accompagnato parallelamente da un oggettivo impoverimento qualitativo dei principali organi di informazione, il contagio delle idee diventa pressoché inevitabile.

Provo a spiegarmi meglio e vengo a qualcosa di concreto.

Oggi l’ex-Iena Enrico Lucci, prima di andare in onda su Rai 2 con la sua trasmissione Nemo, ha pubblicato su Twitter un breve video nel quale afferma di essere “con la mente a New York” al fianco del suo amico Lapo. Un messaggio di solidarietà che, così, di cuore, potrebbe anche starci. Peccato che la tv la guardi un bel po’ di gente. E peccato che il suo amico Lapo non si sia soltanto reso protagonista dell’ennesimo episodio spiacevole, ma abbia infranto la legge (rischia fino a due anni di carcere soltanto per il simulato sequestro).

Proprio la percezione sballata della legalità, infatti, è una delle note dolenti dell’Italia di oggi. Criminali, e ripeto criminali, che assurgono al ruolo di James Bond dei poveri, grazie anche e soprattutto al maldestro (nei casi di buona fede) o addirittura mirato (acchiappare click è diventato lo sport nazionale di una buona metà dei miei colleghi) contributo dei mass media.

E così i Lapo e i Corona, assieme a molti altri che non vale nemmeno la pena citare, dall’aver infranto delle leggi dello Stato assurgono al ruolo di protagonisti incompresi, cui ci si affretta a far recapitare comprensione e solidarietà.

Senza voler entrare nel merito di gusti ed abitudini, sessuali e non, di ciascuno, sarebbe forse il caso di ripartire dalle basi, tanto chiare qui negli Stati Uniti, tanto sbiadite, ahinoi, in Italia: la legge è una cosa seria; chi sbaglia paga.

E questo senza voler andare a toccare il tasto del distacco tra episodi del genere, riportati sotto forma di improbabili melodrammi, e la realtà quotidiana di chi si fa il mazzo come una capanna per arrivare alla fine del mese.

Che i carrozzoni mediatici tornino ad occuparsi di pallone o di qualsivoglia frivolezza.

Che a Lapo ci penseranno giudici ed avvocati com’è giusto che sia.

Luca Marfé

Twitter: @marfeluca – Instagram: @lucamarfe

Commenti (2)

Tags: , , , ,

Elezioni USA – Capacità e carisma

Pubblicato il 03 novembre 2016 da Luca Marfé

luca

Io credo che si debba distinguere la capacità #politica dal carisma.
#Obama è stato un buon presidente. Ma è stato soprattutto un presidente brillante, carismatico per l’appunto.
Se oltre ad essere un gentleman sorridente, avesse risolto i problemi che gli statunitensi percepiscono come tali, oggi il fenomeno #Trump non esisterebbe.
#Hillary non avrebbe dovuto fare altro che promettere il “pilota automatico”, continuare il suo operato ed amministrare questo Paese per altri 8 anni.
E invece accanto ad una buona crescita economica restano le disuguaglianze di sempre. E invece il sogno #ObamaCare fa acqua un po’ da tutte le parti, a detta di molti tra gli stessi #democratici.
Insomma, Obama lascia con un sorriso splendido che se fossimo ad Hollywood gli farebbero recapitare un carrello di Oscar.
Ma lascia anche e soprattutto tante situazioni irrisolte.
Distinguere, dunque, l’estetica dalla sostanza.
Perché è proprio in quella sostanza che Trump, senza sapere neanche troppo bene come, ha impiantato le sue radici di rivalsa e di rancore dalle quali oggi succhiano linfa milioni di #americani.
Perché è proprio in quella sostanza che Trump potrebbe davvero aver gettato le basi di una sua strampalata vittoria.

Luca Marfé

Twitter: @marfeluca – Instagram: @lucamarfe
#ElezioniUSA #USA

Commenti (0)

Tags: , , , ,

Regione Marche: Missione in Usa, un bilancio più che positivo

Pubblicato il 20 maggio 2016 da redazione

Il governatore della Regione Marche Luca Ceriscioli

Il governatore della Regione Marche Luca Ceriscioli

ANCONA – Una missione che ha rafforzato il legame fra Marche e Stati Uniti a beneficio del nostro sistema economico. Un bilancio più che positivo per il presidente della Regione Marche, Luca Ceriscioli, di ritorno dagli Usa.

“Durante i tre giorni intensi di appuntamenti – ha spiegato – abbiamo tessuto una fitta rete di rapporti puntando a individuare le varie opportunità che siano in grado di portare beneficio alla vita della nostra regione”.

Sulla scorta del valore del premio Urbino Press Award all’Ambasciata d’Italia a Washington DC, “trampolino di lancio” per la missione del presidente, tante le prospettive aperte per il sistema economico marchigiano, per le aziende, le università, il turismo e la cultura così tanto apprezzata dagli americani come palesemente dimostrato nel corso degli incontri con la delegazione marchigiana.

Proficuo l’appuntamento – si sottolinea dalla Regione – con il primo segretario e responsabile degli affari economici dell’Ambasciata, Andrea Cascone, con il quale sono state individuate le strategie di ingresso nel mercato statunitense per le Pmi marchigiane valutando, per quanto riguarda l’export, il trend positivo della bilancia dei pagamenti italiana con un forte surplus commerciale pari a 27 miliardi di dollari (il più alto al mondo per l’Italia).

Il primo settore è quello della meccanica con circa il 25% del valore del nostro export. Moda e agroalimentare occupano rispettivamente la terza e la quarta posizione e sono in forte crescita. L’Italia è il maggiore esportatore di vino.

I problemi maggiori sono legati alla contraffazione dei prodotti italiani: per questo ICE e MISE utilizzano un programma speciale per il made in Italy, 60 milioni, per introdurre nuovi prodotti sul mercato soprattutto mediante accordi con la grande distribuzione. Occorre quindi valutare la modalità per le aziende marchigiane di inserimento nel piano speciale, unire le forze per far fronte ai maggiori costi e rendere più forte l’offerta. Vincente per l’export è il modello Eataly.

Da queste considerazione si è dedotto che è fondamentale costruire una rete di distribuzione che consenta la vendita dei prodotti, sviluppare forme di aggregazione tra le aziende e avvalersi in forma aggregata di uffici di consulenza. Aggregazioni necessarie soprattutto per i produttori del settore agroalimentare utili ad affrontare le difficoltà legate alle certificazioni e alle restrizioni doganali sui prodotti.

Fondamentali, poi, le attività promozionali multisettore con campagne mirate di promozione del brand Marche. Al vaglio la proposta di realizzare un’attività di formazione per settori, nella stessa ambasciata in teleconferenza e indirizzata alle aziende, propedeutica alla realizzazione di progetti di export verso gli Usa.

Scenari ampi anche per il sistema universitario: nel corso dell’ incontro con l’università di Georgetown sono state ipotizzate possibilità di contatto e scambio con gli atenei marchigiani.

“Siamo pronti al prossimo passaggio che è stabilire un rapporto con i rettori”, ha detto Ceriscioli, sottolineando il lavoro svolto con l’assistenza dell’ambasciata d’Italia e in particolare con il suo ufficio per le relazioni commerciali e i contatti con i rappresentanti dello Stato del Maryland.

Un’iniziativa riguarda la National Gallery of Art, tra le istituzioni museali più importanti di Washington, dove verrà esposta per tre mesi, in concomitanza di eventi economici e dell’Urbino Press Award, un’opera marchigiana che racconti il territorio come strumento di promozione.

L’obiettivo è far capire che l’Italia, oltre alle destinazioni già note, ha qualità straordinarie in luoghi speciali ricchi di storia, arte e cultura da scoprire, come rilevato dal vincitore 2016, Mark Mazzetti, giornalista del New York Times specializzato sui temi della Sicurezza Nazionale e Intelligence, dopo aver ricevuto la nomina.

Commenti (0)

Ultima ora

18:11Sicilia: Micciché, mai fatti accordi con Lotti

(ANSA) - PALERMO, 17 DIC - Il neo-eletto presidente dell'Ars, Gianfranco Miccichè in una nota dichiara "che con il ministro dello Sport, Luca Lotti, non c'è stato alcun accordo sulla eventualità di far confluire i voti dei deputati del Pd sulla sua candidatura alla presidenza del Parlamento siciliano". "Il ministro Lotti - sottolinea Miccichè - mi ha telefonato dopo la mia elezione per augurarmi buon lavoro".

18:04Savoia: Vittorio Emanuele, domani a Vicoforte per omaggio

(ANSA) - ROMA, 17 DIC - "Domani, alle ore 15.00, insieme a mia moglie Marina, a mio figlio Emanuele Filiberto, a mia sorella Maria Pia ed a mio nipote Serge di Jugoslavia, mi recherò al Santuario di Vicoforte per rendere omaggio alle sepolture provvisorie dei miei nonni, il Re Vittorio Emanuele III e la Regina Elena". Lo scrive, in una nota, Vittorio Emanuele di Savoia.

18:03Savoia: Comunità ebraiche, profonda inquietudine

(ANSA) - ROMA, 17 DIC - "In un'epoca segnata dal progressivo smarrimento di Memoria e valori fondamentali il rientro della salma del re Vittorio Emanuele III in Italia non può che generare profonda inquietudine, anche perché giunge alla vigilia di un anno segnato da molti anniversari", tra cui "gli 80 anni dalla firma delle Leggi Razziste". Lo sottolinea la Presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni, ricordando che "Vittorio Emanuele III fu complice di quel regime fascista di cui non ostacolò mai l'ascesa".

18:02Igor: accetta estradizione, ma dopo inchiesta Spagna

(ANSA) - ROMA, 17 DIC - Norbert Feher, noto come 'Igor il russo' ha risposto in italiano alle domande del giudice spagnolo, Carmen Lamela - durante l'interrogatorio tenuto in videoconferenza - e ha accettato, non opponendosi al mandato di arresto europeo, di essere consegnato in Italia per essere processato per gli omicidi commessi ad aprile tra Bolognese e Ferrarese. Secondo quanto filtra da ambienti investigativi italiani l'eventuale consegna - come è emerso dall'interrogatorio durante l'udienza di convalida in Aragona - avverrà dopo i processi per i tre omicidi - di due agenti della Guardia Civil e di un allevatore - avvenuti in Spagna lo scorso 14 dicembre. Nell'interrogatorio il latitante, fuggito dall'Italia otto mesi fa, ha detto di essere in Spagna da settembre. Sull'affermazione verranno fatti accertamenti.(ANSA).

17:54Papa: Gentiloni, grazie per esortarci a fare mondo migliore

(ANSA) - ROMA, 17 DIC - "Desidero ancora una volta ringraziarla profondamente per il suo inarrestabile impegno che scuote le nostre coscienze e ci esorta a rendere migliore questo mondo". Lo dice il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni in un messaggio di auguri a Papa Francesco per il suo compleanno.

17:53Austria: Salvini, Strache? Non è un estremista

(ANSA) - ROMA, 17 DIC - In Austria "io non vedo estremisti al governo. Heinz-Christian Strache non è assolutamente estremista, se controllare i confini è estremista allora sono estremista anche io. Io vedo un partito che difende l'interesse nazionale austriaco e io come Lega lo voglio fare non solo in Lombardia e Veneto dove governiamo da anni, ma anche in Puglia o in Campania". Lo afferma il segretario della Lega Matteo Salvini a "1/2 ora in più".

17:42Salvini, serve programma scritto o no alleanze con FI

(ANSA) - ROMA, 17 DIC - "Io chiedo un programma comune del centrodestra, senza un programma scritto" nei suoi "capisaldi non c'è alleanza". Lo afferma il segretario della Lega Matteo Salvini a "1/2 ora in più" su Raitre spiegando che l'abolizione della Fornero, un intervento su immigrazione, scuola e sulle politiche europee, sono i punti "su cui non ci può essere trattativa". "Io ritengo che Berlusconi firmerà", spiega Salvini, ritenendo necessario, in vista dell'ipotesi larghe intese anche "un patto contro gli inciuci".

Archivio Ultima ora