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La politica dei visti a sostegno del Sistema Italia

Pubblicato il 13 dicembre 2017 da redazione

 


CARACAS. – Attrarre nel nostro Paese risorse, capitali, know-how e innovazione attraverso una semplificazione delle procedure di concessione di visto per investitori, uomini d’affari e per chi trasferisce la sua residenza fiscale in Italia. Tutto questo è stato al centro dell’evento “La politica dei visti a sostegno del Sistema Italia”, organizzato dalla Farnesina e rivolto al mondo imprenditoriale, bancario, finanziario e delle professioni italiano. A questo evento hanno assistito anche i direttori del MAECI Luigi Viganli e Vincenzo De Luca.

Il Ministeri degli Affari Esteri con le rappresentanze diplomatico-consolari, si stanno coordinando per fare in modo che sia gli uomini di affari, che gli investitori e coloro che trasferiscono la propria residenza fiscale nel nostro Paese, possano ottenere facilitazioni e il visto d’ingresso in sole 48 ore.

Con questo evento che è indirizzato alla business community italiana si cerca anche di far conoscere ai contatti all’estero queste nuove opportunità e strumenti innovativi per i visti, ideati dalla Direzione Generale per gli italiani all’estero con il Ministero degli Esteri per attrarre nuovi investimenti che è una priorità nazionale. Hanno partecipato a questa iniziativa anche il Ministero dello Sviluppo Economico e il Ministero dell’Interno e Confindustria.

Angelo Di Lorenzo Twitter / Facebook

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Farnesina, iniziativa contro rischi di corruzione negli uffici visti

Pubblicato il 12 dicembre 2017 da ansa

 


ROMA. – La prevenzione del rischio corruzione negli uffici visti è stato al centro di un incontro alla Farnesina, in occasione della Giornata mondiale dell’anticorruzione. Un servizio, quello dei visti d’ingresso, che costituisce uno dei principali servizi consolari con ricadute determinanti per la sicurezza e la crescita economica del paese. Il presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac) Raffaele Cantone, nel suo intervento, ha rilevato che “vi è un costante miglioramento dei piani di prevenzione in tutta la pubblica amministrazione. Vanno migliorati ancora, e monitoriamo costantemente questo processo per garantire ambienti di lavoro più sani, che si traducono in aumenti di produttività”.

Per Cantone “dobbiamo esportare le migliori prassi anticorruttive, nelle quali siamo all’avanguardia. Il Ministero degli Esteri è in questo il nostro partner naturale. Sono prassi di avanguardia, best practices che vanno salvaguardate e diffuse”. Durante l’evento sono stati illustrati i risultati della “Settimana della prevenzione del rischio negli uffici visti all’estero”, durante la quale (dal 26 novembre a 2 dicembre) i 56 Consolati che utilizzano servizi esterni di visto hanno ispezionato a sorpresa i locali dei fornitori esterni per verificare l’osservanza delle norme in base al codice europeo dei visti.

Il rapporto sarà predisposto da parte del centro visti e sarà inviato alla rete estera e alla Commissione europea. “I visti costituiscono non solo un’opportunità di attrazione per investimenti, turismo e cultura – ha detto Luigi Vignali, direttore generale della Farnesina per gli Italiani all’Estero e le Politiche Migratorie – ma anche un parametro di qualità dell’impegno anticorruzione del Paese”.

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Scontro Usa-Turchia, Washington sospende i visti

Pubblicato il 09 ottobre 2017 da ansa

Scontro Usa-Turchia, Washington sospende i visti. REUTERS/Osman Orsal

 

 

ISTANBUL. – Tra Turchia e Stati Uniti è scontro aperto. A scatenare l’ennesima crisi diplomatica che coinvolge il governo di Ankara è stato l’arresto la scorsa settimana di un impiegato turco del consolato americano a Istanbul, Metin Topuz, sospettato di spionaggio e di aver tenuto contatti con figure di spicco della presunta rete golpista di Fethullah Gulen.

Dopo aver subito definito le accuse “senza fondamento”, è arrivata la reazione di Washington: stop alla concessione dei visti brevi, cioè per turismo, affari e studio. Le missioni Usa in Turchia prenderanno in considerazione solo le richieste di visto per immigrazione.

Uno schiaffo cui Ankara ha risposto a caldo, emanando la stessa misura per le sue sedi diplomatiche negli Usa. Ma l’effetto, ovviamente, non è lo stesso. Come ha dimostrato già dall’apertura la Borsa di Istanbul. A fine giornata, gli indici hanno fatto segnare perdite di quasi il 3%, mentre ancora maggiore è stato il calo della la lira turca rispetto al dollaro.

Nel pieno della bufera, la procura di Istanbul ha emesso un “invito” a testimoniare per un altro impiegato turco del consolato americano, finito nell’inchiesta insieme al collega. Entrambi, precisano le autorità, non godono di immunità diplomatica. In attesa che l’uomo si presenti davanti ai magistrati, la moglie e il figlio sono stati fermati e interrogati dalla polizia nella provincia di Amasya, sul mar Nero.

Un clima di fortissima tensione in cui non è mancata la convocazione del numero due dell’ambasciata Usa in Turchia, cui le autorità di Ankara hanno chiesto una revoca “immediata” dello stop ai visti, giudicato come una “escalation non necessaria”.

“Al di là di tutto, questa è una decisione che ci rattrista. Il fatto che l’ambasciatore ad Ankara abbia preso una tale decisione e l’abbia posta in essere ci rattrista”, è stato il commento del presidente Recep Tayyip Erdogan, giunto solo nel tardo pomeriggio dall’Ucraina, dove ha incontrato il suo omologo Petro Poroshenko.

Parole che sembrano voler mettere una distanza tra la misura sui visti e l’amministrazione di Donald Trump, facendo ricadere la responsabilità sull’ambasciatore americano uscente, John Bass, spesso oggetto di pesanti attacchi dagli ambienti governativi di Ankara. A pesare sui rapporti tra i due Paesi, resta sempre l’ombra dell’estradizione negata di Gulen, in auto-esilio in Pennsylvania dal 1999, che la Turchia ritiene lo stratega del tentato golpe dello scorso anno.

(di Cristoforo Spinella/ANSA)

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Cuba prepares for US President Obama vist

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Torna la tensione con Cuba, stop Usa a viaggi e visti

Pubblicato il 29 settembre 2017 da ansa

Cuba

La bandiera Usa e quella cubana nel 2016. EPA/ORLANDO BARRIA

WASHINGTON. – I misteriosi “attacchi acustici” di cui sono stati vittime diplomatici americani a Cuba hanno fatto riesplodere le tensioni tra Washington e L’Avana, al punto che dopo mesi di domande senza risposte e sospetti senza conferme, il dipartimento di Stato ha adottato misure estreme, ritirando il 60% del personale dell’ambasciata a Cuba e diffondendo un’allerta che sconsiglia ai cittadini americani di recarsi sull’isola. Stoppato inoltre il rilascio di visti per i cubani che intendono recarsi negli Usa.

Un passo che non interrompe le relazioni diplomatiche da poco ripristinate fra i due Paesi, ha assicurato il segretario di Stato Rex Tillerson, ma che segna una pericolosa escalation dopo il disgelo fortemente voluto da Barack Obama e frenato da Donald Trump.

Ad oggi nessuno è stato in grado di sciogliere i numerosi interrogativi posti dall’intricata vicenda, fin da quando si segnalarono i primi ‘disturbi’, con dettagli che avevano quasi dell’inverosimile, accusati da diplomatici americani di stanza a Cuba: da problemi all’udito, alla vista, a capogiri, che furono identificati come conseguenze di misteriosi “attacchi acustici agli ultrasuoni”.

Due le principali spiegazioni avanzate dagli esperti in questi mesi: da una parte l’ipotesi che siano state utilizzate ‘armi acustiche’ (anche queste non meglio identificate), dall’altra la possibilità che si sia trattato di un tentativo di sorveglianza con tecnologia che non ha funzionato ed è sfuggita di mano. Mistero, naturalmente, soprattutto sull’eventuale mandante.

Perché da subito il governo cubano ha affermato di non avere nulla a che fare con gli “incidenti”, così definiti ufficialmente, avviando una stretta collaborazione con Washington per venirne a capo. Numerosi i contatti fra le cancellerie: anche nei giorni scorsi rappresentanti del governo cubano erano a Washington per incontri e colloqui.

Il ministro degli Esteri cubano Bruno Rodriguez ne ha parlato anche durante il suo intervento all’Assemblea Generale dell’Onu, ribadendo che Cuba non ha idea di cosa stia colpendo gli americani sull’isola. E allora a Washington non è rimasto che ordinare ai suoi di lasciare Cuba, ma anche avvisare gli americani che recarsi sull’isola vuol dire esporsi ad un pericolo sfuggente e al quale di fatto ad oggi non c’è modo di rispondere.

L’avviso ufficiale del dipartimento di Stato sottolinea infatti che gli “attacchi specifici” hanno avuto luogo in residence e hotel frequentati da americani, da cui la convinzione che sono a rischio tutti i cittadini Usa, anche i non diplomatici. Quindi l’indicazione esplicita che il governo avrà capacità limitate di aiuto in caso di viaggi a Cuba, anche perché sta richiamando la gran parte dei suoi diplomatici nel Paese proprio in risposta agli attacchi.

(di Anna Lisa Rapanà/ANSA)

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18:11Sicilia: Micciché, mai fatti accordi con Lotti

(ANSA) - PALERMO, 17 DIC - Il neo-eletto presidente dell'Ars, Gianfranco Miccichè in una nota dichiara "che con il ministro dello Sport, Luca Lotti, non c'è stato alcun accordo sulla eventualità di far confluire i voti dei deputati del Pd sulla sua candidatura alla presidenza del Parlamento siciliano". "Il ministro Lotti - sottolinea Miccichè - mi ha telefonato dopo la mia elezione per augurarmi buon lavoro".

18:04Savoia: Vittorio Emanuele, domani a Vicoforte per omaggio

(ANSA) - ROMA, 17 DIC - "Domani, alle ore 15.00, insieme a mia moglie Marina, a mio figlio Emanuele Filiberto, a mia sorella Maria Pia ed a mio nipote Serge di Jugoslavia, mi recherò al Santuario di Vicoforte per rendere omaggio alle sepolture provvisorie dei miei nonni, il Re Vittorio Emanuele III e la Regina Elena". Lo scrive, in una nota, Vittorio Emanuele di Savoia.

18:03Savoia: Comunità ebraiche, profonda inquietudine

(ANSA) - ROMA, 17 DIC - "In un'epoca segnata dal progressivo smarrimento di Memoria e valori fondamentali il rientro della salma del re Vittorio Emanuele III in Italia non può che generare profonda inquietudine, anche perché giunge alla vigilia di un anno segnato da molti anniversari", tra cui "gli 80 anni dalla firma delle Leggi Razziste". Lo sottolinea la Presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni, ricordando che "Vittorio Emanuele III fu complice di quel regime fascista di cui non ostacolò mai l'ascesa".

18:02Igor: accetta estradizione, ma dopo inchiesta Spagna

(ANSA) - ROMA, 17 DIC - Norbert Feher, noto come 'Igor il russo' ha risposto in italiano alle domande del giudice spagnolo, Carmen Lamela - durante l'interrogatorio tenuto in videoconferenza - e ha accettato, non opponendosi al mandato di arresto europeo, di essere consegnato in Italia per essere processato per gli omicidi commessi ad aprile tra Bolognese e Ferrarese. Secondo quanto filtra da ambienti investigativi italiani l'eventuale consegna - come è emerso dall'interrogatorio durante l'udienza di convalida in Aragona - avverrà dopo i processi per i tre omicidi - di due agenti della Guardia Civil e di un allevatore - avvenuti in Spagna lo scorso 14 dicembre. Nell'interrogatorio il latitante, fuggito dall'Italia otto mesi fa, ha detto di essere in Spagna da settembre. Sull'affermazione verranno fatti accertamenti.(ANSA).

17:54Papa: Gentiloni, grazie per esortarci a fare mondo migliore

(ANSA) - ROMA, 17 DIC - "Desidero ancora una volta ringraziarla profondamente per il suo inarrestabile impegno che scuote le nostre coscienze e ci esorta a rendere migliore questo mondo". Lo dice il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni in un messaggio di auguri a Papa Francesco per il suo compleanno.

17:53Austria: Salvini, Strache? Non è un estremista

(ANSA) - ROMA, 17 DIC - In Austria "io non vedo estremisti al governo. Heinz-Christian Strache non è assolutamente estremista, se controllare i confini è estremista allora sono estremista anche io. Io vedo un partito che difende l'interesse nazionale austriaco e io come Lega lo voglio fare non solo in Lombardia e Veneto dove governiamo da anni, ma anche in Puglia o in Campania". Lo afferma il segretario della Lega Matteo Salvini a "1/2 ora in più".

17:42Salvini, serve programma scritto o no alleanze con FI

(ANSA) - ROMA, 17 DIC - "Io chiedo un programma comune del centrodestra, senza un programma scritto" nei suoi "capisaldi non c'è alleanza". Lo afferma il segretario della Lega Matteo Salvini a "1/2 ora in più" su Raitre spiegando che l'abolizione della Fornero, un intervento su immigrazione, scuola e sulle politiche europee, sono i punti "su cui non ci può essere trattativa". "Io ritengo che Berlusconi firmerà", spiega Salvini, ritenendo necessario, in vista dell'ipotesi larghe intese anche "un patto contro gli inciuci".

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