Nucleare, Obama a Putin: “Riduciamo i nostri arsenali”

SEUL – In una Seul blindata, fra misure di sicurezza imponenti, ha preso il via il secondo vertice sulla sicurezza nucleare in cui l’attenzione ai nodi del terrorismo e della difesa (con l’ovvio riferimento alla crisi con l’Iran, ma anche un occhio alla vicina Corea del nord) si intrecciano alle problematiche civili, emerse in tutta la sua gravità un anno fa in Giappone.
Ad aprire la parte ufficiale del summit dopo il benvenuto ai leader presenti, una cena di lavoro alla quale per l’Italia ha partecipato il presidente del Consiglio Mario Monti, in una giornata avara di dichiarazioni ufficiali ma che in realtà dietro le quinte del Coex Center ha visto l’intrecciarsi di incontri bilaterali e colloqui informali. Il padrone di casa è il presidente coreano Lee Myung-bak, ma gli occhi sono naturalmente puntati su Barack Obama, cui si deve la ‘paternità’ del summit: l’inquilino della Casa Bianca non ha nascosto dal 2009 a oggi le preoccupazioni per la minaccia del terrorismo nucleare. Obama ha ricordato come basti una quantità di plutonio delle dimensioni di una mela per uccidere migliaia di persone e scatenare una crisi globale”.
Gli Stati Uniti possono continuare a ridurre il proprio arsenale nucleare senza mettere in pericolo le proprie difese strategiche, ha detto Obama, parlando davanti a studenti universitari sudcoreani. Il capo della Casa Bianca ha aggiunto di voler parlare del tema della riduzione degli arsenali nucleari con il presidente russo eletto Vladimir Putin quando lo vedrà a maggio. Due anni fa a Praga, il presidente della Repubblica Usa ha firmato un nuovo trattato Start per la riduzione delle armi nucleari assieme al presidente russo uscente Dmitri Medvedev. L’intesa ha fissato un tetto massimo di 1.550 testate nucleari per ciascuno dei due Paesi.
“Gli Stati Uniti non hanno intenzioni ostili” verso la Corea del Nord, ha detto inoltre Obama chiedendo al regime di Pyongyang di collaborare con la comunità internazionale sulla questione del programma nucleare e di scegliere la pace invece dell’isolamento. “Siamo impegnati per la pace e pronti a fare dei passi per migliorare le nostre relazioni”, ha detto il presidente Usa.
E all’Iran ha chiesto di “agire con la serietà e il senso di urgenza richiesto dal momento”. Per il titolare della Casa Bianca, l’Iran deve “fare fronte ai propri obblighi” davanti alla comunità internazionale che chiede a Teheran di fare chiarezza sul suo programma nucleare. “I trattati sono vincolanti, le regole verranno fatte rispettare e le violazioni avranno delle conseguenze, perché ci rifiutiamo di consegnarci a un futuro dove sempre più regimi sono in possesso delle armi più mortali del mondo”, ha detto ancora il presidente Usa nella sessione inaugurale del vertice.
A margine del summit, Obama ha incontrato inoltre il presidente cinese Hu Jintao e ha invitato la Cina a cooperare “nell’interesse del mondo”, all’indomani del monito lanciato a Pechino per non aver fatto abbastanza per frenare la Corea del Nord. I due presidenti hanno parlato anche di una serie di questioni internazionali, fra cui la situazione in Sudan, e Medio Oriente, compresi Siria e Iran. “Su tutte queste questioni, penso che la cooperazione e il coordinamento fra Stati Uniti e Cina sia molto importante non solo nell’interesse dei nostri due Paesi ma anche nell’interesse del mondo”, ha affermato Obama. Anche Hu, riferisce l’agenzia cinese Xinhua, ha posto l’accento sulla cooperazione con gli Stati Uniti. Il presidente cinese ha detto di sperare che “Stati Uniti e Corea del nord mantengano il contatto e il dialogo e onorino il consenso raggiunto fra loro, in modo da migliorare i rapporti”. “La Cina – ha aggiunto – è pronta a mantenere stretto coordinamento e comunicazione con le parti coinvolte”.