Monti incassa le lodi di Obama e le promesse cinesi

SEUL – Incassa i complimenti di Barack Obama, ricuce con Mariano Rajoy, incontra per la prima volta Dmitri Medvedev. Ma e’ dal cinese Hu Jintao che Mario Monti ottiene l’apertura di credito più interessante nella girandola di bilaterali avute a margine del summit di Seul. L’uomo forte di Pechino, infatti, promette di ‘’incoraggiare’’ gli investimenti cinesi in Italia, sia istituzionali che privati. Una prospettiva non da poco visto che è statale uno dei più grandi fondi sovrani al mondo, il China Investment Corporation (Cic). Un colosso da 450-550 miliardi, come sanno bene gli Stati Uniti il cui debito è in gran parte custodito nei forzieri d’Oriente.
La promessa di Hu, potenzialmente, potrebbe rappresentare una svolta per l’economia italiana, ma anche per l’andamento dello spread. Ed è un’ottima notizia alla vigilia della visita che, dopo il Giappone, Monti compirà in Cina. E proprio a Pechino, riferiscono ambienti diplomatici, il professore – oltre ad incontrare premier e vicepremier – riceverà la visita dei vertici del Cic, nella speranza che gli investitori di Pechino tornino ad acquistare debito italiano.
Eppure Monti – forse davvero per ‘’non darsi arie’’ come sostengono dallo staff o più probabilmente per ‘’aspettare che dalle parole si passi ai fatti’’, come spiega un diplomatico – glissa sulle promesse del leader cinese. In conferenza stampa, a chi gli chiede maggiori dettagli sull’impegno di Hu a incoraggiare investimenti in Italia, si limita ad una battuta:
– Io di certo non l’ho scoraggiato…
Il premier dribbla il tema preferendo soffermarsi sull’interesse dei vari leader per le cose fatte dal governo. Ribadisce di aver colto grande attenzione da parte di tutti gli interlocutori a quanto sta avvenendo ‘’in politica e in economia’’ e sottolinea di aver colto ‘’segni’’ di possibili maggiori investimenti’’.
– Anche se – aggiunge prudente, forse con un occhio ai problemi interni – queste sono azioni che richiedono tempo e soprattutto consolidamento.
Come dire: se le riforme non proseguiranno potrebbe andare tutto in fumo. Monti incassa anche nuovi elogi da Obama. E’ il presidente americano ad avvicinarsi per stringergli calorosamente la mano durante la plenaria di Seul e ribadire l’apprezzamento per quanto fatto dal loro ultimo incontro a Washington. L’Italia ha avuto un ruolo importante anche nei progressi dell’Eurozona, dice il presidente Usa. Insomma, lo sguardo di Monti in questa trasferta asiatica – a parte l’ammonimento di ieri – appare lontano dalle beghe italiane. E solo l’insistenza di Fabrizio Cicchitto, adirato per le proposte di Paola Severino in materia di giustizia e ddl corruzione, lo fa ripiombare nell’atmosfera tesa dei palazzi romani. Tanto da perdersi il discorso di Obama per richiamare il capogruppo pidiellino alla Camera. Notizia forse fatta volutamente filtrare per rimarcare l’inopportunità di un simile comportamento.
Ma l’attenzione alle cose internazionali è distratta per poco tempo. Le bilaterali si susseguono a ritmo incessante: Monti incontra il presidente coreano, il collega finlandese, il presidente della Commissione Ue Barroso, il russo Medvedev. Infine chiede e ottiene di incontrare Mariano Rajoy, per chiudere le polemiche nate da una sua frase, pronunciata a Cernobbio, sul rischio di contagio se Madrid non farà quello che deve sul fronte del rigore. Ho voluto ‘’chiarire’’ che non c’era nessuna critica ma soltanto l’invito, rivolto ad una platea di imprenditori, a non abbassare la guardia sul consolidamento di bilancio, spiega il professore, confermando ‘’totale fiducia’’ nella capacità del governo spagnolo di rispettare gli impegni. A Tokyo, ora, lo attendono altre giornate fitte di incontri.

Obama cita Monti nel discorso finale
SEUL – Il presidente Usa Barack Obama ha ‘citato’ il premier Mario Monti nel discorso di chiusura del summit sulla sicurezza nucleare di Seul, in merito proprio all’ importanza dell’appuntamento appena conclusosi. Obama, unico caso del suo genere, ha ripreso quanto emerso nel corso del colloquio avuto con Monti in mattinata, prima della riunione plenaria. L’evento di Seul, hanno riferito le fonti italiane, ‘’è un indispensabile stimolo a fare individualmente piccoli, ma concreti passi, che consentono di prevenire eventi che possano apparire remoti, ma che se si realizzano possono avere conseguenze irreparabili’’.