Vademecum del buon viaggiatore

Non sono molte le volte in cui, quando utilizziamo il termine viaggiare, ci soffermiamo sul significato più generale del termine. Sono talmente tanti i motivi per cui una persona viaggia che é difficile racchiuderli in un solo concetto. Certamente molte persone hanno voglia di intraprendere un viaggio per soddisfare la necessità di distrarsi o di fare un po’ di vacanza. A volte si può trattare anche di una piccola gita in macchina della durata di un fine settimana, per trovare parenti ed amici; talvolta, invece, si può trattare di un volo internazionale. A tal proposito, é curioso notare le diverse attitudini dei viaggiatori che spesso riflettono, a pensarci bene, le abitudini di un intero popolo. Benchè per gli uomini non credo ci sia una grande differenza, per le donne il discorso cambia completamente.
Ad esempio é unico, direi, il modo di viaggiare delle signore venezuelane. Non credo esistano al mondo altre donne capaci di salire a bordo di un volo di nove o dieci ore con delle scarpe di alta moda con tacco dodici! Singolare é poi il trucco di faccia, mani e persino piedi a poche ore dall’atterraggio, cercando di sfuggire al richiamo delle hostess. Per queste ultime, al contrario, il lavoro é il viaggio stesso, cercando di rendere i nostri viaggi confortevoli e, possibilmente, sereni. In realtá la loro figura, almeno quelle hostess d’aereo, era nata non tanto per fornire assistenza e pasti ai viaggiatori, quanto per tranquillizzare i primi viaggiatori che salivano sugli aerei, evidentemente spaventati dal pensiero di dover stare sollevati da terra per così tanto tempo.
Le stesse differenze si notano quando incontriamo dei turisti nelle grandi città, soprattutto quelle più famose e attrattive. In particolare a Londra e a Parigi si vive un forte senso di multiculturalità: questo perchè, avendo queste due nazioni talmente tante colettività e province d’oltremare, ciò fa sì che anche gli stranieri proveniente dai Paesi africani o caraibici, ad esempio, si sentano un po’ meno ‘stranieri’ che altri.
Mentre le ragazze italiane o venezuelane si preoccupano di mostrare i loro capi migliori d’abbigliamento quando si recano nelle grandi metropoli, per delle francesi, ad esempio, fa piú tendenza andare in giro con le calze rovinate e le scarpe vecchie piuttosto che sfoggiare un capo di alta moda. Non a caso, infatti, uno dei simboli più famosi della Francia, oltre alla torre ‘di ferro’ Eiffel, è proprio il quadro di De la Croix intitolato ‘La libertà che guida il popolo’. In esso si raffigura una donna, scamiciata, dall’aspetto guerriero e con i seni scoperti, che emerge dai commilitoni e guida il Paese verso la libertà, agitando fieramente la bandiera sulla mano destra; non potremmo certo aspettarci, pertanto, una donna remissiva e sottomessa, né allora né tanto meno al giorno d’oggi. Sicuramente, poi, l’Illuminismo e la rivoluzione francese, per i nostri cugini d’Oltralpe, ha fatto il resto; in fondo, l’importanza della storia sta anche nel comprendere a fondo la realtà sociale, la psicologia collettiva e le motivazioni che spingono ogni popolo ad attuare in maniera diversa, secondo le proprie ragioni.
Qualunque sia la ragione o il desiderio che ci spinge a viaggiare, non dovremmo mai dimenticare di comportarci nella maniera più naturale possibile, cercando di restare noi stessi e di pensare che c’é un mondo lì, al di fuori del nostro circondario, che vale la pena scoprire ed osservare.
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Andrea De Vizio

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