Conte: “Proviamoci fino in fondo senza guardare al Milan”

Pubblicato il 10 aprile 2012 da redazione

TORINO – Proviamoci fino in fondo. Il copione di Antonio Conte non cambia a sette giornate dalla fine, quando la Juventus è di nuovo in testa a giocarsi le chances scudetto. Parola, quest’ultima, che non viene mai pronunciata. Scaramanzia? “No – spiega il tecnico – è semplicemente il nostro atteggiamento di sempre. Eravamo a meno quattro e avevamo l’obbligo di vincere, a meno sette ed era uguale, a Palermo stessa cosa. Anche ieri ce l’abbiamo, ma senza guardare il risultato del Milan. Qualsiasi sia l’esito della sua partita, andremmo comunque in campo per prendere i tre punti, per mettere la parola fine all’entrata principale per la Champions, l’obiettivo che mi aveva chiesto la società”.
Può incombere la sindrome del ‘braccino corto’? “Il lavoro psicologico lo stiamo facendo dall’inizio dell’anno, abbiamo conseguito un atteggiamento vincente. Lo stato mentale della squadra è buono, c’é grande entusiasmo e consapevolezza”. Poi c’é la Lazio, “in ottima forma” e Conte si aspetta un confronto “duro, spigoloso, in cui ci vorrà la miglior Juve”.
Il tecnico però tende a sottolineare il grande tappeto di serenità, steso a monte dal lavoro prodotto dal suo gruppo: “Noi proveremo fino alla fine, ma anche se non dovessimo vincere lo scudetto, questa, a tutt’oggi, sarebbe comunque una annata straordinaria, che diventerebbe magica se centrassimo l’obiettivo. Siamo partiti con tre squadre prima di noi, oltre a Milan e Inter, avanti in classifica (Udinese, Lazio e Napoli) e con un lavoro già compiuto alle spalle. Quella di Allegri è una superpotenza, con 35 effettivi di alto livello in organico, una corazzata nata per conquistare il Grande Slam e quindi non può che riempirci di grande soddisfazione essere qui a lottare con i rossoneri per il titolo. Abbiamo fatto una crescita esponenziale, percorrendo scorciatoie per arrivare alla vittoria, tutta roba straordinaria”.
E soprattutto, sottolinea ancora Conte, “abbiamo restituito ai tifosi l’orgoglio. Loro sanno benissimo da dove eravamo partiti: è giusto porsi l’obiettivo più alto, ma occorre stare sereni e continuare a uscire dal campo con la maglia sudata, come abbiamo fatto dalla prima giornata. Dare il massimo, insomma, per non avere rimpianti. Non mi girerebbero le scatole nemmeno se perdessimo lo scudetto, a patto di aver dato sempre il massimo. Il risultato finale non inficia proprio niente”.
La gente bianconera, dunque, secondo Conte capisce e capirà la situazione, anche d’ora in avanti, non pretendendo a tutti i costi lo scudetto, perché le insidie sono ancora tante: “Non mi piacciono le percentuali – aggiunge l’allenatore – perché non hanno senso. Vogliamo solo giocarci tutte le carte. Sette partite sono ancora tante. Ma siamo in ballo e proviamo. D’altronde, per entrare nella storia, bisogna vincere”.
Due contrattempi non gravi di questa vigilia: Bonucci in nottata ha accusato qualche linea di febbre e Marchisio è uscito un pò malconcio dal “Barbera”. Sono entrambi convocati. Resta anche in piedi il toto-punta centrale: Quagliarella è superfavorito, ma torna in lizza anche Matri.

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