Lavoro, Confindustria-Governo: è ancora polemica

ROMA – Non si arresta la polemica tra Governo e Confindustria sui temi del lavoro e delle pensioni. A dieci giorni dall’infuocato botta e risposta sul testo della riforma, oggi lo scontro si riaccende, a dimostrazione che la luna di miele tra il governo tecnico e viale dell’Astronomia è proprio finita. L’oggetto del contendere oggi sono gli esodati che, ha osservato il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, oggi a Reggio calabria ”li creano le imprese che mandano fuori i dipendenti a carico del sistema pensionistico pubblico e della collettività”: un tema, ha aggiunto il ministro, su cui ”bisogna trovare un equilibrio”.
La dichiarazione non è passata sottosilenzio e l’associazione delle imprese ha manifestato in serata ”sorpresa e sgomento”, perchè si tratta di parole che ”danno una rappresentazione del mondo delle imprese che non solo non trova riscontro nella realtà, ma è anche offensiva”, dal momento che ”le imprese quando riducono il personale lo fanno solo per necessità”. Anzi, rincara la dose Confindustria, ”l’aver limitato l’applicazione del precedente regime previdenziale solo ad alcuni soggetti, senza darsi pensiero di tutti i lavoratori coinvolti nelle procedure di mobilità, è stata una scelta del legislatore, non certo delle imprese”. Insomma, la responsabilità di questa difficile situazione è del governo, non delle imprese.
Le posizioni tra governo e industriali, quindi, restano distanti. Il solco si era allargato lo scorso 5 aprile, quando la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, commentando con il Financial Times il testo della riforma del mercato del lavoro che reintroduceva la possibilità di reintegro in caso di licenziamenti economici, definì il testo ”very bad”, pessimo insomma. Un’uscita aspramente criticata proprio dal premier Mario Monti, che in serata – in televisione – invitò la leader degli industriali a ”prendersi la responsabilità delle sue parole” aggiungendo che ”Confindustria fino a tre mesi fa si sarebbe sognata una riforma del genere”.
Lo scontro nei giorni seguenti è rimasto sotto traccia ma la tensione è rimasta, anche per la decisione con la quale la Marcegaglia ha lavorato per ottenere modifiche al testo: dalle iniziative insieme alle altre associazioni datoriali all’asse costruito con il Pdl, fino ai reiterati affondi contro la riforma, tra cui quello dell’altro ieri.
– In Confindustria – ha avvertito Marcegaglia – sono arrivate centinaia di lettere dalle imprese per esprimere preoccupazione.