Vertice Americhe, Cuba mela della discordia

CARTAGENA – Il sesto vertice delle Americhe, che si è svolto in Colombia con la presenza degli Stati Uniti e di 32 paesi latinoamericani, si è chiuso senza una dichiarazione finale: lo sottolineano fonti locali, rilevando che la causa del mancato documento comune sono stati i contrasti su Cuba.
– Ci sarà semplicemente una dichiarazione firmata dal presidente della Colombia, Juan Manuel Santos, ma non per gli altri dirigenti – ha precisato una fonte a Cartagena, dove sono stati presenti i leader di quasi tutti i paesi latinoamericani e il presidente americano Barack Obama.
”L’incontro che si è chiuso oggi non è giunto a una dichiarazione finale a causa della mancanza di consenso soprattutto per il veto posto dagli Stati Uniti sulla questione cubana”, ha reso noto un comunicato del governo argentino, rappresentato a Cartagena dalla presidente Cristina Fernandez de Kirchner.
Già nelle ultime ore, i ministri degli esteri di diversi paesi latinoamericani avevano preannunciato la chiusura del vertice senza un ‘documento final’ proprio perchè Washington si oppone alla presenza dell’Avana nei vertici del continente, fatto che ormai da tempo avvelena i rapporti tra diversi paesi dell’ area e gli Stati Uniti. L’assenza di Cuba a Cartagena ha motivato tra l’altro la decisione presa dal presidente dell’Ecuador, il socialista Rafael Correa, di non recarsi in Colombia proprio per solidarietà con L’Avana. A Cartagena doveva esserci anche il presidente venezuelano Hugo Chavez, il quale è poi invece volato da Caracas a Cuba per poter così proseguire le cure alle quali è sottoposto nell’isola contro il cancro.
Aprendo il vertice, il presidente colombiano Santos aveva precisato che ”un altro vertice delle Americhe senza Cuba” era da considerare un fatto ”inaccettabile”, in sintonia con la posizione di un consistente numero di paesi latinoamericani. Il vertice di Cartagena ha così sancito un allontanamento del blocco di paesi della regione da Washington. Obama è di fatto rimasto isolato nella sua richiesta che l’isola si debba dare un governo democratico per poter essere accettata ai summit del continente americano. Un altro tema sul quale non c’è stato accordo è quello del reclamo argentino sulla sovranità di Buenos Aires nelle isole Falkland-Malvinas: la presidente argentina è rientrata in anticipo, a quanto pare proprio quale protesta per i contrasti emersi sul complesso ‘dossier Malvinas’. Durante gli incontri a Cartagena, Obama ha accettato di discutere sul tema della depenalizzazione delle droghe, precisando però – in contrasto con la maggioranza dei paesi dell’America Latina – che Washington è contraria a tale strategia.