Caso Ruby, Berlusconi: «Mantengo ragazze rovinate da Pm»

Pubblicato il 20 aprile 2012 da redazione

MILANO – Silvio Berlusconi dopo quasi tre mesi, a sorpresa, ritorna in Tribunale a Milano e fa uno show. Per la prima volta si presenta al processo sul caso Ruby e, non in aula, ma fuori, in corridoio, imbastisce una sorta di ‘comizio’ per dire che gli spettacoli improvvisati ad Arcore dalle sue graziose ospiti nulla avevano a che fare con spogliarelli e ‘numeri hard’ ma erano ”gare di burlesque”. E così, nel giorno in cui davanti ai giudici hanno deposto, come testimoni, i dirigenti della Questura che si occuparono della giovane marocchina la notte in cui nel maggio di due anni fa venne trattenuta negli uffici di via Fatebenefratelli e poi ‘rilasciata’ grazie a una telefonata dell’allora premier che segnalava la parentela della ragazza con Mubarak, quell’allora premier questa mattina è stato un fiume in piena.
Nessuna dichiarazione spontanea al collegio della quarta sezione penale, davanti al quale risponde di concussione e prostituzione minorile, ma un susseguirsi di dichiarazioni davanti a taccuini e videotelefoni. Oltre a definire il processo ”una grande operazione mediatica di diffamazione”, il leader del Pdl ha reso la sua versione su quel che accadeva a casa sua: ”cene eleganti” con camerieri e ”con i miei figli che venivano a salutare” con dopocena al piano di sotto dove lui non sempre scendeva e dove in quella che era una volta una sorta di discoteca si era ”stabilito un clima di simpatia, di divertimento”. Sì , ha ammesso, le suo ospiti si sono travestite da poliziotti, da infermiere, da Babbo Natale ma ”facevano gare di burlesque, si allenavano tra loro”. E lui che si ”divertiva molto”, tant’è che ”continuerò a farlo, riprenderò a farlo”.
E gli abiti da suora?
– Macchè, erano vestiti che mi ha regalato Gheddafi.
Abiti, almeno 60, che l’ex rais gli ha spedito senza dir nulla in un container dopo una sua visita a Tripoli per una riunione degli Stati Africani. Un cadeau arrivato dalla Libia dopo che Berlusconi, come lui stesso ha raccontato, ha espresso apprezzamenti per i vestiti adocchiati ”negli stand che riguardavano la produzione della moda libica”. Tuniche nere con pietre applicate ”che tracciano i seni sul petto” e niente croce, più adatte in un harem che in un convento. Dunque nessun abito da monaca per quelle ragazze che ora ora lui ”mantiene” perchè ”con questo processo la Procura ha rovinato loro la vita in quanto le ha diffamate per sempre.
– Hanno perso il fidanzato e forse non ne avranno più, e nessuno le fa lavorare. Mi sento responsabile – ha aggiunto – perchè queste 30 ragazze hanno commesso un unico reato: accettare un invito a cena a casa del presidente del Consiglio.
Ma non è pericoloso sotto il profilo giudiziario?
– Ho fatto quello che la mia coscienza mi imponeva di fare.
E Ruby?
– E’ una ragazza che mi ha fatto tanta pena, ha messo in scena una fiction che era impressionante.
Per l’ex capo del Governo, la minorenne, che ha ”aiutato” affinchè non si prostituisse, con la storia che si era ‘spacciata’ per nipote di Mubarak ”si era inventata un’esistenza finta perchè si vergognava della sua realtà”.
Ma lui senza sapere di questa ”balla”, ha ritenuto essere suo ”dovere informare la Questura di Milano, come Presidente del Consiglio”. E dopo aver negato quella notte di aver parlato al telefono con l’amica di Ruby, Micchelle De Conciecao (”non mi ricordo di quella chiamata, avrà parlato con il mio assistente”), ha tenuto a precisare :
– Non ho mai avuto bisogno di pagare una donna in vita mia per farci sesso, anche perchè che gusto c’è?.
Berlusconi poi tocca qualche tema a lui caro: dalle intercettazioni (”sono la cosa più barbara e incivile, sono come un registratore nel confessionale”), alla proposta di abolire il reato di concussione (”è una richiesta dell’Europa all’Italia, io non me ne sono mai occupato”) fino a ricordare che la competenza a giudicarlo è del Tribunale dei Ministri. Intanto, in aula il capo di gabinetto della Questura Piero Ostuni, il commissario Giorgia Iafrate, il dirigente Ivo Morelli e lo stesso ex questore Indolfi hanno ricostruito la vicenda della notte in questura, sostenendo la correttezza del loro operato e delle procedure seguite che hanno portato ad affidare la ragazza, nonostante il parere contrario del pm minorile, a Nicole Minetti. E questo nonostante ci si fosse accorti ben presto che Ruby non era la nipote di Mubarak.

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