La riforma del codice forestale non convince gli attivisti

SAN PAOLO – Secondo gli attivisti, la riforma della legge brasiliana sull’ambiente cancellerà anni di conquiste ottenute contro la deforestazione dell’Amazzonia. Le modifiche, approvate a dicembre dal Senato, hanno superato con facilità il voto della Camera. La bozza adesso sarà sul tavolo del presidente Dilma Rousseff, che ha però annunciato la sua opposizione su alcune modifiche e promesso di porre il veto. La riforma prevede di destinare aree della foresta pluviale alle coltivazioni e di aumentare l’impunità per i violatori delle future norme. La lobby degli agricoltori brasiliani appoggia i cambiamenti definiti “pragmatici”, che allenterebbero una legge troppo severa e ingiusta per i proprietari terrieri. Se questa legge passerà, sarà un disastro per l’ambiente perché porterà chiaramente a maggiore deforestazione e creerà un’amnistia per chi la infrange”, ha spiegato Paulo Adario, coordinatore della campagna di Greenpeace per l’Amazzonia e vincitore a febbraio del premio delle Nazioni unite ‘Eroe della foresta’. “Se diventerà legge – ha proseguito – vedo solo maggiore distruzione nel futuro”. Gli emendamenti permetterebbero agli agricoltori di coltivare terreni più vicini a sponde di fiumi o colline, pratiche che porteranno a una deforestazione maggiore. Le modifiche consegnano il potere agli Stati individuali di determinare quanti terreni intorno ai fiumi debbano essere preservati per la protezione delle foreste pluviali. Gli emendamenti eliminano anche le multe salate contro strutture agricole e ranch che hanno tagliato più alberi rispetto a quanto permesso dalla legge, ma solo per la deforestazione avvenuta prima del luglio 2008.

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