Capua: Altera Roma (Seconda Roma)

Pubblicato il 26 aprile 2012 da redazione

Fondata  dagli Etruschi, secondo la leggenda il nome deriva dall’etrusco  capys, in riferimento ad un falcone che sorvolava la zona durante la sua fondazione, oppure da  caput, ossia capo, in relazione al ruolo che la città aveva rispetto alle colonie etrusche.

La Storia
Cittadina  campana attraversata dal fiume Volturno, è stata la città fortezza di Federico II e di Carlo V “ Porta del Sud “ fino all’Unità d’Italia, luogo strategico per la salvaguardia del Regno di Napoli.  Storicamente Capua è l’antica capitale della Campania, secondo Cicerone nel  I secolo a. C. fu tra le città italiche seconda solo a Roma. Egli infatti la definisce “ altera Roma “, e proprio come Roma aveva un proprio Senato, da cui l’acronimo  S. P. Q.C  ( Senatus Populusque Capuanum ), tutt’oggi  ancora impresso sulla facciata del palazzo municipale. Tito Livio descrive la Capua del IV secolo a.C. come la più grande e ricca città d’Italia. La città di Capua è famosa nel mondo per i suoi Ozi, noti per essere stati la causa principale della sconfitta del condottiero  cartaginese Annibale. Nell’ 841 i Saraceni la distrussero   e, i sopravvissuti  si rifugiarono  in quello che è il suo porto fluviale, Casilinum l’attuale Capua, dove ricostruirono la città. In seguito alla distruzione di Sicopoli, grazie al Conte longobardo  Landone I fondarono  Capua Nuova , nel X secolo  divenne contea e principato longobardo, ed è in quegli anni, che si ha proprio a Capua la prima testimonianza  scritta in volgare , la famosa  “ Carta di Capua “, considerata  come il documento che ha sancito  la nascita della lingua italiana. Nel 1062, Capua divenne principato normanno e ancora città – fortezza  sveva, angioina, aragonese e dei  vicerè spagnoli. Ma fu soprattutto la città di Federico II, che al suo fianco chiamò come cancelliere il capuano Pier delle Vigne ( personaggio ricordato da Dante nella Divina Commedia, canto XIII dell’Inferno), di cui apprezzava  la capacità di scrivere, coniugando le situazioni più complicate con le conoscenze giuridiche. In breve  tempo  Pier delle Vigne  si affermò  in tutti gli ambienti , diventando poeta, diplomatico, ministro di Corte. La città di Capua nel tempo continuò la sua ascesa divenendo fortezza  dell’Imperatore Carlo V, e vicecapitale del  Viceregno spagnolo. Fu  inoltre città prediletta  dai pontefici che, da Giovanni  VIII a Onorio II, vi tennero nove concili. È tristemente famoso il  sacco di Capua, perpetrato dai francesi  dell’Aubigny e del duca Valentino, Cesare Borgia, ai danni della città nel 1501. Egli tramò il tradimento contro Capua, i francesi prima si fecero introdurre  in città, promettendo la pace e poi compirono la strage, uccidendo  circa cinquemila capuani. Nel  1503 in campo neutrale tra Andria  e Corato , si svolse lo scontro cavalleresco, noto come la disfida di Barletta. In quell’anno il dominio del  Regno di Napoli era retto dai francesi, ma gli spagnoli già avanzavano in terra di Puglia  per occuparne il posto, e così si erano asserragliati a Barletta. I francesi  che, a seguito di uno scontro con gli spagnoli, furono fatti prigionieri, durante un banchetto offesero il valore dei cavalieri italiani. Si propose allora una sfida, che avrebbe tolto la macchia che gravava sull’onore italiano, la sfida fu accettata da un gruppo di 13 cavalieri venuti da diversi paesi d’Italia, e guidati da Ettore Fieramosca, valente cavaliere capuano che, dopo aver solennemente giurato di combattere fino allo stremo delle forze, i 13 italiani affrontarono altrettanti cavalieri francesi guidati da La Motte.  La sfida durò dall’alba fino alla notte, quando tornarono vittoriosi a Barletta gli italiani. Questa straordinaria impresa  eroica è stata consegnata alla storia dalle pagine del romanzo “ Ettore Fieramosca ossia la disfida di Barletta” di Massimo d’Azeglio nell’800. Dal punto di vista storico e artistico si possono  ancora oggi visitare tra le mura della città, elementi di spoglio dell’epoca romana,  monumenti che vanno dal Medioevo all’Ottocento;  torri, castelli, fortificazioni, cattedrali, chiese, palazzi patrizi, porte, opere d’arte ( sarcofagi, ceramiche, dipinti, monete ecc. ), tra queste ricordiamo le celebri Matres Matutae, oltre 150 statue in tufo grigio del VI secolo a.C. . Capua  ha dato i natali a illustri personaggi, oltre ai già citati Pier Delle Vigne, notaio e consigliere di Federico II, e a Ettore Fieramosca, l’eroe della  Disfida di Barletta, che tutt’oggi esiste nella città un bellissimo palazzo appartenuto  all’illustre cittadino capuano, ma, anche Silvio Fiorillo da Capua, commediografo ( figlio del più famoso  Tiberio, alias Scaramuccia ),  si distinse per le interpretazioni della maschera di Capitan Matamoros, derivazione del più celebre Capitan Fracassa. Silvio Fiorillo fu il primo a portare  in scena  la figura di Pulcinella, e ancora al Pontefice Onorio I, al medico Ferdinando Palasciano, precursore della Croce Rossa.  Capua inoltre è il luogo dove fu stipulato il Trattato di Casalanza nel 1815, tra Austriaci e Napoletani, che pose fine al decennio napoleonico nel Regno che era stato di Ferdinando. Per mezzo  di esso gli alleati Austriaci furono in grado di riconsegnare lo Stato  al Borbone, spodestando  Gioacchino  Murat.

Il Museo Campano
Si articola in 32 sale espositive, ed ha la sede nel rinascimentale palazzo Antignano di Capua. Qui soggiornarono Carlo di Borbone e Carlo V, poi fu sede del Governatore. Di grande interesse  è il portale scolpito nel tufo  piperno con le insegne nobiliari degli Antignano, è tra i più significativi portali rinascimentali di gusto catalano presenti in Campania. Il Museo  è suddiviso nei settori  archeologico, medievale, moderno, pinacoteca e biblioteca. Nella sezione archeologica , che va dal VI secolo a. C. al II d.C. , sono esposti vasi, terracotte, monete, sarcofagi  raffiguranti antichità etrusche, greche ed egizie. Di particolare interesse  è la Sala Mommsen e la Sala delle Matres  Matutae, con circa 200 statue votive di tufo grigio. Il Museo ospita un’interessante collezione di piatti con pesci , unica al mondo per la varietà dei pezzi. Nella  sezione medievale, sono esposte sculture federiciane e bizantine, con sarcofagi  e sculture, tra le quali quelle di Pier delle Vigne, Federico II, Capua  Fidelis e Giove. La pinacoteca, raccoglie una pregevole sezione di pittura napoletana del  ‘400 e ‘500. La biblioteca vi sono oltre 50.000 volumi, tra i manoscritti, importanti  sono quelli di Vanvitelli e Garibaldi.

Il  Carnevale
Nel borgo della cittadina si svolge un importantissimo  Carnevale considerato tra i più antichi, le prime edizioni risalgono alla seconda metà dell’800.

Giuseppe Gaggia

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