Spending review, si punta ad evitare l’aumento dell’Iva

Pubblicato il 29 aprile 2012 da redazione

ROMA – La revisione della spesa pubblica, l’ormai nota ‘spending review’, arriva oggi sul tavolo del Consiglio dei ministri. Ad illustrare questa prima ‘ricognizione’ sarà il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Piero Giarda, che ormai da mesi gestisce il ‘dossier’. Obiettivo primo di questa razionalizzazione e delle risorse eventualmente reperite e’ blindare il pareggio di bilancio nel 2013 (attualmente il Governo prevede un deficit dello 0,5%, close to balance, cioè vicino al pareggio come previsto dagli accordi europei). E sostituire le risorse attese dall’aumento dell’Iva (4 miliardi) con i tagli alla spesa.
Anche la Banca d’Italia giorni fa in Parlamento diceva: per avvicinarsi maggiormente al pareggio di bilancio nel 2013 ‘’potrebbero essere utilizzate risorse reperite attraverso la spending review e una migliore gestione del patrimonio pubblico’’. Ma un’altra ‘clausola’ garantisce attualmente il pareggio: l’aumento di due punti delle aliquote Iva più alte. Come noto però il Governo sta cercando di scongiurare questa ipotesi dagli effetti decisamente recessivi sui consumi e quindi a cascata sulla produzione. Dunque l’obiettivo sarebbe proprio questo, e certo allontanerebbe ancora di più l’ipotesi di un calo delle tasse con le risorse della ‘spending’ come chiesto da più parti. E anche nella risoluzione dei partiti che appoggiano il Governo che nella risoluzione per il via libera al Def scrivono: le risorse della spending review e della lotta all’evasione ‘’devono essere prioritariamente destinate’’ alla riduzione delle tasse sui ‘’redditi da lavoro e da impresa’’.
Il nodo comunque è proprio quello delle risorse (circola una cifra mai confermata molto vaga: tra i 5 e i 10 miliardi) che arriverebbero in cassa. Ma si tratta di una cifra molto vaga e che comunque arriverebbe in più step. L’ipotesi sarebbe infatti quella di un decreto prima dell’estate per garantire i 4 miliardi di aumento Iva. Poi una seconda parte della revisione sarebbe affidata alla Legge di Stabilità ad ottobre. Se ne occuperebbe in ogni caso una apposita task force (che si insedierebbe oggi) guidata dallo stesso Giarda.
Gli obiettivi della revisione li spiegava pochi giorni fa il viceministro all’Economia, Vittorio Grilli: i ministeri saranno certamente ‘colpiti’, ma rappresentano appena il 5% della spesa pubblica per il personale. Per ottenere quindi risparmi apprezzabili bisognerebbe intervenire su settori ‘chiave’ ma già ampiamente colpiti: scuola, salute, enti locali e forze dell’ordine. Ma la prospettiva aveva fatto infuriare il numero uno della Cgil, Susanna Camusso, che aveva fatto notare a Grilli che ad esempio tagliare sulla scuola voleva dire aumentare ancora le spese, già insostenibili, per le famiglie. Insomma sul taglio alla spesa tutti d’accordo ma non quando si da – come diceva Grilli – ‘’un nome e un cognome’’ al taglio.
E un nome e un cognome lo ha avanzato anche il sottosegretario all’Economia Gianfranco Polillo: la spending review ‘’deve investire tutto il corpo della P.a. compresi gli Enti locali. Negli ultimi 10 anni in termini percentuali la spesa centrale è diminuita, quella degli Enti locali è aumentata’’. Ma da sempre gli enti locali affermano il contrario. Il nodo per il governo tecnico è quindi, a questo punto, del tutto ‘politico’: decidere su chi, come e quanto tagliare. Ma un ‘nome e cognome’ già emerge: è quello del Guardasigilli Paola Severino che avanza una serie di proposte per i tagli alla giustizia con l’obiettivo di risparmiare ma anche razionalizzare il sistema. Bisognerà capire se la stessa disponibilità sarà dimostrata in Cdm dai titolari degli altri dicasteri. Resta sullo sfondo la richiesta ‘corale’ di un taglio delle tasse (con una pressione fiscale ormai oltre il 45%) e la minaccia avanzata da Roberto Maroni di arrivare alla disobbedienza fiscale contro l’Imu.

Ultima ora

21:49Gerusalemme: razzi da Gaza, Israele risponde al fuoco

(ANSAmed) - TEL AVIV, 11 DIC - Razzi sono stati lanciati da Gaza verso Israele ma per ora non si conosce il luogo dell'impatto, né eventuali conseguenze. Lo ha riferito il portavoce militare aggiungendo che, in risposta al lancio, l'esercito ha sparato tre colpi di artiglieria verso la zona della Striscia da cui si presume siano parti i razzi. Non si hanno altre notizie al momento. Oltre l'artiglieria - ha in seguito aggiunto il portavoce - è intervenuta anche l'aviazione israeliana che ha colpito postazioni di Hamas nel sud della Striscia. Israele - ha spiegato - considera Hamas responsabile "per ogni attacco da Gaza".

21:48New York: ‘Vendetta per raid Israele a Gaza’

(ANSA) - NEW YORK, 11 DIC - L'attentatore di Manhattan parlando con gli investigatori avrebbe legato il suo gesto alle azioni di Israele contro la popolazione di Gaza: lo riporta la Cnn citando fonti investigative.

21:46Trump firma direttiva, ‘torniamo sulla Luna, poi Marte’

(ANSA) - WASHINGTON, 11 DIC - Donald Trump firma oggi una direttiva per far tornare gli americani sulla luna ed eventualmente su Marte. Lo rende noto la Casa Bianca. Il presidente è pronto a firmare la "Space Policy Directive 1" che ordina alla Nasa di "guidare un programma di esplorazione spaziale innovativo per far tornare gli astronauti americani sulla Luna ed eventualmente farli andare su Marte", ha riferito il portavoce Hogan Gidley. Una mossa, ha spiegato, basata sulle raccomandazioni del National Space Council. "Cambierà la nostra politica sui viaggi umani nello spazio per aiutare l'America a diventare la forza trainante dell'industria spaziale, ottenere una nuova conoscenza del cosmo e sollecitare una tecnologia incredibile", ha sottolineato Gidley.

21:41Egitto: firmati accordi con Russia per centrale atomica

(ANSA) - IL CAIRO, 11 DIC - Egitto e Russia hanno firmato accordi per la costruzione della prima centrale nucleare egiziana, quella progettata a Dabaa, sul Mediterraneo a ovest di Alessandria. "Firmati accordi tra l'Egitto e la Russia", ha annunciato in sovrimpressione la tv di Stato egiziana mostrando, come riferito da un telecronista, "i ministri dell'Elettricità" dei due paesi firmare documenti con, alle spalle, il presidente russo Vladimir Putin e quello egiziano Abdel Fattah Al Sisi. Che gli accordi alla firma oggi riguardassero la centrale di Dabaa era stato ampiamente anticipato dai media prevedendo ora che i suoi quattro reattori di costruzione russa dovrebbero entrare in funzione fra il 2022 e il 2026. "Dopo l'accordo di Dabaa l'Egitto otterrà la tecnologia più moderna e più sicura", ha detto Putin in un discorso tenuto dopo la firma e trasmesso in diretta tv dall'emittente di notizie Nile News.

21:41Maltempo: traghetti nord Sardegna fermi sino a domani

(ANSA) - OLBIA, 11 DIC - Collegamenti marittimi semiparalizzati nel nord Sardegna. A causa del forte vento di libeccio che soffia da questa mattina, le navi che sarebbero dovute arrivare da Genova e Civitavecchia sono rimaste ferme in porto. Il traghetto Bithia della Tirrenia stasera non ha lasciato lo scalo laziale, come previsto, ma partirà alle 8 di domani mattina per arrivare a Olbia solo alle 14. Problemi anche per la nave Tommy della Moby che non potrà rispettare la partenza da Olbia per Civitavecchia alle 22.30 ma mollerà gli ormeggi alle 4 di stanotte attendendo un miglioramento delle condizioni meteo-marine. Stesso problema per il traghetto Janas della Tirrenia in partenza da Genova per Porto Torres, che invece di partire questa sera lascerà il molo ligure domani mattina per arrivare alle 17. Tutto regolare, invece, per il traghetto Moby Aki che stasera affronterà la traversata Olbia-Livorno. "I forti ritardi nei collegamenti marittimi fra la Sardegna e la Penisola - spiega la Capitaneria di porto di Olbia - sono dovuti alle condizioni proibitive in mare aperto dove le onde sono alte sino a quattro metri e il vento è forza sette con raffiche di 33 nodi, cioè oltre 60 km orari". Il forte vento di libeccio ha creato disagi anche a terra, dove i vigili del fuoco di Sassari e Olbia hanno effettuato oltre trenta interventi per tralicci e alberi divelti. Secondo le previsioni ci sarà una attenuazione del fenomeno a partire da domani pomeriggio.(ANSA).

21:32Tav: assalto cantiere, gip convalida arresto antagonisti

(ANSA) - TORINO, 11 DIC - Sono stati convalidati gli arresti degli antagonisti fermati dalla Digos in Val Susa per l'assalto al cantiere della Tav nel giorno dell'Immacolata. Il gip ha disposto per Umberto Raviola e Alice Scavone, esponenti del centro sociale torinese Askatasuna di 27 e 25 anni, l'obbligo di dimora a Torino, con presentazione alla p.g. due volte la settimana; per Cesare Pisano, 25enne del centro sociale Newrotz di Pisa, è scattato l'obbligo di dimora nella provincia di Pisa, con presentazione bisettimanale. Per i tre antagonisti No Tav è scattato pur il foglio di via con divieto di rientro per tre anni nei Comuni di Chiomonte, Susa, Giaglione, Chianacco, Bussoleno e anche Torino per il solo Cerulli). Con un successivo sopralluogo della Digos nella zona del cantiere in cui i tre sono stati fermati gli investigatori hanno sequestrato una roncola, uno zaino con due bottiglie di liquido infiammabile, due torce, rotoli di carta e una batteria per il lancio multiplo di artifici pirotecnici.

21:27Aspiranti toghe ‘in minigonna’: indaga anche Procura Bari

(ANSA) - BARI, 11 DIC - La Procura di Bari ha aperto un'indagine conoscitiva sulla vicenda relativa al giudice del Consiglio di Stato Francesco Bellomo, di origini baresi, che avrebbe obbligato le allieve della sua scuola privata di formazione per magistrati "Diritto e Scienza" a presentarsi ai corsi in minigonna, tacchi a spillo e trucco marcato, pretendendo anche che non fossero sposate. Questo è quanto denuncia il padre di una studentessa: denuncia, presentata a Piacenza, che ha dato avvio fino ad oggi a un procedimento disciplinare nei confronti del consigliere e ad accertamenti sull'intera vicenda anche sul piano penale, come scritto da alcuni quotidiani. La scuola ha tre sedi in Italia, a Milano, Roma e Bari. Oggi i magistrati di via Nazariantz hanno aperto un fascicolo "modello 45", cioè senza ipotesi di reato né indagati, proprio per accertare eventuali condotte illecite commesse anche nel capoluogo pugliese.

Archivio Ultima ora