LECCE-FIORENTINA 1-2: Cerci salva la Viola, salentini nel baratro

LECCE – Alessio Cerci salva la Fiorentina, il Lecce è ad un passo dalla retrocessione. Il quinto centro stagionale dell’ex romanista basta per affossare un Lecce impreciso e pasticcione, conquistare la terza vittoria nelle ultime quattro trasferte e bagnare il ritorno di Vincenzo Guerini in panchina con una vittoria, quella più importante e attesa di questo finale di stagione. Le polemiche, l’addio di Rossi e l’esclusione di Ljaijc, le indisponibilità croniche di Vargas e Amauri cui si era aggiunta quella di Jovetic: poco, alla vigilia, sembrava pendere dalla parte gigliata. Il Lecce, dal canto suo, eha provato a rendere indolore l’assenza di due elementi come Cuadrado e Muriel, cui andava aggiunto l’altro squalificato Carrozzieri, ottendendo una manovra lenta e prevedibile. Solo una serie di impronosticabili eventi potrebbe, ora, salvare i salentini, a tre punti dal Genoa ma avvantaggiati in caso di eventuale arrivo a pari punti con il Grifone: per restare il serie A, il Lecce dovrebbe vincere l’ultima contro il Chievo e sperare che i rossoblù raccolgano zero punti nelle prossime due uscite. Con ogni altra combinazione sarebbe addio alla A.

Quella che gioca lontano dal Franchi è un’altra Fiorentina, il primo tempo del Via del Mare lo ha ampiamente dimostrato. La Viola vista in Salento nella prima parte di gara ha riportato alla mente le trasferte di Milano e Roma, quelle in cui sono arrivati i colpi di reni che in questo finale sembravano aver riportato la squadra lontano dalle zone pericolose della classifica. Siccome Guerini non è disposto di bacchetta magica, pare logico individuare in Alessio Cerci l’ago della bilancia, l’uomo in grado di far saltare il banco. Movimento senza palla, continui incroci con Olivera e dialoghi con gli esterni: tutto questo parte dai piedi dell’ex laziale. E pensare che al 20′ era stato il Lecce a farsi pericoloso con il colpo di testa di Miglionico che, per pura questione di precisione, non bastava per punire l’uscita a vuoto di Boruc. Poco più tardi Gamberini deve entrare alla disperata in piena area di rigore su Di Michele e sbrogliare la situazione. Poco dopo la mezz’ora, la Viola concretizza: al 32′ è splendido il dialogo tra Cassani e Olivera, sul pallone di ritorno con il tacco dell’uruguagio, l’ex palermitano non riesce ad indovinare il palo lungo anche per l’intervento provvidenziale di Benassi. Appuntamento con il gol rimandato di tre minuti, quando Montolivo va a pescare in profondità Cerci, con tocco decisivo di Olivera, con l’ex laziale che a tu per tu con il portiere non sbaglia e trova il quinto gol in stagione. Il Lecce non riesce a reagire, sulla destra Cassani è un motorino e al 42′ colpisce la parte esterna del palo dopo un ottimo inserimento. La reazione del Lecce è tutta in un rigore cercato in maniera fin troppo evidente da Bojinov, ex di turno, che si tuffa in area ma non inganna l’arbitro.

Proprio Bojinov è il primo a pagare per lo scialbo primo tempo leccese, Cosmi non lo fa rientrare dagli spogliatoi preferendogli Seferovic, giunto proprio da Firenze in prestito nella finestra di gennaio. Quella salentina è un’altra squadra rispetto alla prima parte, almeno ad inizio ripresa. Al 50’ ecco l’episodio che avrebbe potuto cambiare gara e, chissà, campionato per gli uomini di Cosmi: su calcio d’angolo Esposito ruba il tempo alla difesa viola colpendo in pieno la traversa con Boruc battuto. La Fiorentina perde i pezzi, cause muscolari. Dopo l’ingresso di Marchionni per Behrami già nel primo tempo (ma in quel caso i problemi erano alla spalla), Montolivo lascia il campo a Lazzari, mentre Gamberini stringe i denti nonostante l’infortunio, visto che Felipe, alla prima da titolare, deve lasciare il campo a Camporese. Cosmi le prova tutte, gettando nella mischia anche Ofere e Giandonato e nel finale si rifugia nel pallone lungo “in the box” per trovare qualcosa che, in realtà, non c’è: la pericolosità offensiva di una squadra che, forse, ha dato tutto quello che aveva in una rincorsa che in tanti avevano dato per impraticabile a prescindere. Nel finale la Fiorentina può chiudere i conti con Kharja in contropiede ma il marocchino non trova il palo lontano. L’ultimo sussulto arriva addirittura con Benassi a calciare al limite dell’area avversaria trovando la chiusura di Camporese, poi il triplice fischio che immortala due immagini: l’esultanza di Alessio Cerci, spesso discusso autore del gol che toglie la Fiorentina dagli inferi e gli applausi che i tifosi del Lecce riservano a Serse Cosmi, nel giorno in cui la serie B è lontana solo grazie alla matematica.

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