Napolitano: “Tensione sociale non giustifica terrorismo”

Pubblicato il 09 maggio 2012 da redazione

ROMA – “Non ci sono ragioni di dissenso politico e tensione sociale che possano giustificare ribellismi, illegalismi, forme di ricorso alla forza destinate a sfociare in atti di terrorismo”. Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nel suo intervento ieri al Quirinale in occasione della Giornata della Memoria dedicata alle vittime del terrorismo.

Il capo dello Stato si è più volte commosso al ricordo delle vittime dell’azione terroristica e nel sottolineare come la battaglia contro il terrorismo sia stata vinta con uno “sforzo corale”, con una coesione che ha messo in luce il tasso di democraticità del Paese. L’intervento di Napolitano è stato salutato con un lungo applauso dei partecipanti.

– La tragedia del terrorismo – ha detto il capo dello Stato – non si ripeterà, nemmeno in forme di bieca e sempre micidiale farsa. Fossero pure solo le modaliltà dell’agguato al dirigente d’azienda genovese a richiamare il terrorismo. Vedremo i seguiti dell’indagine, ma la risposta e la vigilanza devono essere categoriche. Quanti fossero tentati di mettersi sulla strada del terrorismo – ha sottolineato il capo dello Stato – sono dei perdenti, non si illudano di intimidire lo Stato e i cittadini. Occorre porre un argine insuperabile a ogni rigurgito di violenza e finanche di violenza armata – ha aggiunto Napolitano -. Per erigere un muro contro la violenza in ogni sua forma è indispensabile diffondere, anzi condividere consapevolezza storica, sensibilità civica, volontà di partecipazione a tutela dei principi e dei diritti costituzionali, da qualunque parte vengano insidiati.

Sulle assoluzioni per la strage di piazza della Loggia a Brescia, Napolitano ha detto:
– Comprendo la profonda amarezza di tutti i bresciani e in primo luogo dei famigliari delle vittime. Brescia – ha commentato il capo dello Stato – è una città ferita che è nuovamente rimasta senza il conforto di un accertamento e di una sanzione di colpevolezza per i responsabili per la strage di piazza della Loggia.

“Non brancoliamo nel buio di un’Italia dei misteri” ha però sottolineato Napolitano.

– Ci troviamo dinanzi – ha aggiunto il capo dello Stato – a limiti da rimuovere e a problemi di giustizia e di verità ancora da risolvere, ma in un’Italia che ha svelato gravissime insidie via via liberandosene, che ha sconfitto il terrorismo, individuandone e sanzionandone a centinaia gli sciagurati attori, e che ha salvaguardato i presidi della nostra vita democratica. Anche sul piano della ricostruzione della verità storica, molto rimane da fare. Con rigore di metodo, con giusto distacco da una condizionante vicinanza emotiva o da troppo facili schemi interpretativi, e con possibilità maggiori di accesso a tutte le fonti essenziali.

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