F1, Maldonado, trionfo da sogno

BARCELLONA – Quinta gara e quinto vincitore diverso, ma stavolta sul gradino più alto del podio la faccia é davvero inedita. Quella di Pastor Maldonado, venezuelano, pupillo del presidente Chávez, che si aggiudica il gran premio di Spagna e si lascia alle spalle anche l’agguerrito Fernando Alonso, che ha fatto l’impossibile per aggiudicarsi per la seconda volta in carriera la corsa di casa. Già dal via, quando con una partenza da campione aveva superato il più giovane collega sudamericano: poi le soste, ma soprattutto la velocità della macchina ha premiato la Williams, che torna così a vincere a otto anni di distanza dall’ultimo successo di Juan Pablo Montoya nel 2004 in Brasile.
Sul podio finisce anche un altro big, Kimi Raikkonen che dopo il secondo posto in Barhain a Barcellona centra un altro traguardo importante. La Ferrari poteva fare festa grande se la F2012 avesse avuto una marcia in più: il passetto in avanti c’é stato, ma si deve dire lo stesso degli altri se la stessa Williams è riuscita a mettere la macchina davanti a tutti. Per la Rossa comunque 18 punti sono una buona boccata d’ossigeno e servono ad Alonso per portarsi in testa a 61 con Sebastian Vettel che ha chiuso al sesto posto.
Il gp delle sorprese ha visto vede subito lo show in avvio con Alonso che sfrutta al meglio il via dalla prima fila e con una partenza ‘aggressiva’, proprio come aveva annunciato alla vigilia, passa Maldonado. Il venezuelano, alla sua prima pole in carriera, ha provato a fare resistenza stringendo molto la traiettoria dello spagnolo, che però ha fatto valere la sua esperienza al volante. Bene alle sue spalle Raikkonen con la sua Lotus complice anche la partenza tutt’altro che brillante del compagno di scuderia Romain Grosjean: il finlandese da quarto passa a terzo e in mezzo si infila anche la Mercedes di Nico Rosberg. Buona, ma solo quella, la partenza di Felipe Massa che dalla 16/a posizione riesce a risalire all’11/a. Rincorsa pure per Lewis Hamilton che spedito dalla pole in ultima posizione per aver violato il regolamento sulla benzina a bordo, guadagna dieci piazze in otto giri, fino a risalire al quarto prima del suo pit stop (15/o giro) per il cambio gomme, con consueto pasticcio ai box dei meccanici.
Tutte le squadre hanno montato al via le soft: al 10/o giro primo pit per Alonso che mette le dure e vola. In mezzo però è bagarre: al 12/o giro vola un pezzo di Lotus a causa del contatto tra Grosjean e Senna. E subito dopo il brasiliano della Williams viene urtato da Schumacher: a rimetterci però è soprattutto il campione tedesco che si infuria. Ma dura poco anche la corsa del nipote d’arte: Senna è fuori al giro successivo. Alonso tiene il comando fino alla seconda sosta arrivata al 26/o giro: Maldonado, che si era fermato subito prima, aveva già rosicchiato terreno allo spagnolo sfruttando gli pneumatici nuovi.
Alonso esce dai box e si vede costretto a inseguire il venezuelano che matura un vantaggio di oltre sei secondi. Il cambio di fronte non arriva nemmeno con l’ultima sosta: si ferma prima Maldonado che mantiene le gomme dure (giro 42/0), poi Alonso sempre con le hard ma non riesce a scattare davanti. La F2012 non vola e il venezuelano tiene la testa. Ma lo spagnolo non si arrende: prima passa Raikkonen, che ancora non aveva fatto l’ultima sosta, e poi si incolla a Maldonado avendo ridotto a meno di un secondo lo svantaggio. Ma la battaglia tra i due, ostacolata dal traffico (Alonso doppia anche il compagno di team Massa, che chiude 16/o) finisce così. Trionfa l’outsider pupillo di Chavez, per la Ferrari punti importanti. Gli altri però continuano a correre.