Mafia, Napolitano: “Ci sono rischi, vigileremo”

PALERMO – “Ci auguriamo che non si debba mai più riaprire la stagione degli omicidi e della violenza stragista. Ci sono pericoli ma vigileremo”. A dirlo è il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, arrivato a Portella della Ginestra, nel palermitano per rendere omaggio alle vittime della strage mafiosa del 1 maggio del ‘47.

– Non siamo più nel ‘92 e nel ‘47. C’è una coscienza più unita tra anziani e giovani – ha aggiunto Napolitano.
Il capo dello Stato parlando ai tanti giovani riuniti sul luogo dell’eccidio ha ricordato come la “violenza stragista ha colpito gli obiettivi più alti.

– È giusto – ha concluso Napolitano – ritornare a Portella, questo è il punto di partenza, lo è anche la terra di Corleone e di Placido Rizzotto”.

Per il presidente della Repubblica quello a Portella della Ginestra è stato il secondo appuntamento della giornata, dopo aver partecipato ai funerali di Placido Rizzotto. Le esequie del sindacalista, ucciso nel ‘48, i cui resti sono stati identificati lo scorso marzo, si sono celebrati proprio a Corleone, paese a 40 km di distanza da Portella della Ginestra.
Toccante la cerimonia con un lungo applauso all’uscita dalla chiesa madre di Corleone che ha salutato il feretro di Rizzotto. Davanti a decine di bandiere della Cgil, di tutte le province della Sicilia, l’auto con i resti del sindacalista è stata salutata dalle centinaia di persone presenti.

Il capo dello Stato all’uscita della chiesa ha detto che “c’è molto di nuovo in Sicilia, c’è molto di nuovo nella coscienza della gente siciliana e, in modo particolare, dei givoani siciliani. E’ un elemento di forza per tutto il Paese”.
Ai giornalisti che gli facevano notare che in poco meno di 24 ora ha raggiunto tre luoghi simbolici nella lolta alla mafia, come Capaci, Corleone e Portella della Ginestra il capo dello Stato ha risposto:

– Naturalmente il filo conduttore è lo stesso. Rendere onore a chi ha combattuto e anche a chi ha pagato con la vita, perché i sacrifici hanno dato i loro frutti.

Su Rizzotto poi ha aggiunto:

– Certamente Placido Rizzotto è un capitolo della memoria condivisa di questo Paese. Abbiamo appena finito di celebrare i 150 anni dell’unità d’Italia – ha ricordato Napolitano – e sebbene la vicenda Rizzotto non ne faccia parte, non possiamo non considerarla a pieno titolo come memoria condivisa degli italiani.

Di “eroe civile”, parla la leader Cgil Susanna Camusso presente ai funerali:

– Noi andremo avanti nella ricerca della giustizia chiediamo la riapertura del processo perché questa pagina buia della storia possa essere chiusa.

E ancora:

– Rizzotto era mosso da un profondo senso di giustizia.